Scienze

Perseverance muove i primi passi sul suolo di Marte

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11 Marzo 2021
I segni lasciati dalle ruote sul suolo marziano del rover Perseverance che ha toccato il pianeta Image: Nasa/JplCaltech
I segni lasciati dalle ruote sul suolo marziano del rover Perseverance che ha toccato il pianeta Image: Nasa/JplCaltech

Il rover ha percorso circa 6,5 metri. Ora comincerà le ricerche di eventuali tracce fossili di vita passata


«Le sei ruote di Perseverance hanno risposto superbamente e così ha compiuto il primo giro su Marte». Così AnaisZarifian, responsabile dei test al Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa a Pasadena, ha dato il via libera alla più complessa esplorazione mai compiuta sul vicino pianeta. Compiuto il primo passo lungo 6,5 metri, lasciando un’impronta ad arco sulle sabbie rosse, dal centro di controllo inizieranno le calibrazioni degli strumenti con i quali il rover affronterà le sue ardue ricerche il cui fine è trovare delle biosegnature, cioè tracce fossili di vita passata. È la prima volta che si cercano seriamente, escludendo il tentativo compiuto con le due sonde Viking sbarcate sulle loro gambe fisse nel 1976 senza arrivare ad alcun risultato.

Ora Perseverance si muoverà indagando luoghi diversi e analizzando i soggetti geologici ritenuti più interessanti. Intanto al Jpl hanno battezzato il punto di sbarco «Octavia E. Butler Landing» ricordando la prima grande scrittrice di fantascienza afroamericana scomparsa nel 2006.

Octavia viveva accanto al Jpl ed era diventata famosa per le sue avvincenti storie basate sulla scienza riprendendo la tradizione dei grandi scrittori come Asimov. Dopo lo sbarco nel JezeroCrater era stata provata con successo l’articolazione del braccio robotizzato alla cui estremità porta strumenti preziosi per le ricerche.

Gli «occhi» di Perseverance hanno quindi analizzato come i retrorazzi usati per lo sbarco avevano alterato la superficie. E adesso, liberate le protezioni dell’apparato raccoglitore di campioni di suolo e del drone-elicottero, il rover partirà per la prima traversata di 200 metri iniziando l’avventura nel delta dissecato di un antico fiume nei cui sedimenti si spera di scoprire qualche indizio della vita.


(Dal Corriere della Sera del 7 marzo 2020 – Per gentile concessione dell’Autore)


Giovanni Caprara, giornalista e scrittore, è responsabile della redazione scientifica del Corriere della Sera

 

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