Scienze

Il bando della Nasa: “Sulla Luna andrà una donna”

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25 Marzo 2020
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Gli astronauti scelti nell’ultima selezione (2017), entrati in servizio lo scorso 20 gennaio (Image Nasa)
Gli astronauti scelti nell’ultima selezione (2017), entrati in servizio lo scorso 20 gennaio (Image Nasa)

Gli Stati Uniti arruolano nuovi astronauti. Entro l’anno riprenderanno a viaggiare su un’astronave statunitense verso la stazione Iss. Nel 2024 il volo di una americana


Per lo Spazio americano è un momento di grande rinascita dopo quasi un decennio di attesa. Ed è il volo umano a ritornare protagonista di tanti programmi. Gli astronauti della Nasa entro l’anno riprenderanno a viaggiare su un’astronave statunitense verso la stazione Iss grazie alle navicelle private Crew Dragon di Space X e CST-100 Starliner di Boeing. E nel 2024 una donna e un uomo americani voleranno sulla Luna con la navicella Orion aprendo un’esplorazione che continuerà più intensa negli anni. Inoltre si lavora al balzo su Marte.


Generazione Artemis

Allo Space Center di Houston i 48 astronauti in attività non bastano a soddisfare tutte le imminenti necessità. Ecco perché la Nasa, dopo aver assegnato le aquile d’argento il 20 gennaio scorso all’ultimo gruppo di 11 candidati selezionati nel 2017, ha predisposto un nuovo bando che si aprirà domani per chiudersi alla fine del mese. Il nuovo gruppo che si formerà è già stato battezzato “Generazione Artemis” dal nome del programma per il ritorno sul nostro satellite naturale. Potranno concorrere cittadini americani con un master in materie scientifiche (ingegneria, biologia, fisica, computer science, matematica) ma anche medici e piloti. Occorrono in aggiunta due anni di esperienze nei rispettivi campi o mille ore di volo sui jet. “Oltre a questa preparazione noi cerchiamo persone di buon carattere, ben disposte a lavorare in gruppo, con caratteristiche da bravi leader o bravi gregari” ha precisato Anne Roemer che dirige il programma di selezione alla Nasa.


18.300 domande alla selezione del 2017

A partire dal primo gruppetto di sette astronauti Mercury che aprirono le vie dello spazio a stelle e strisce negli anni Sessanta del secolo scorso, sono stati arruolati complessivamente 350 candidati e nei momenti migliori in servizio se ne contavano anche più di cento. Ma è stata l’ultima selezione del 2017 a battere tutti i record perché a Houston erano arrivate addirittura 18.300 domande, oltre il doppio rispetto al record precedente di 8 mila domande nel 1978 quando tutti speravano di volare sullo Shuttle che presto sarebbe entrato in servizio. Purtroppo la grande astronave non ha mantenuto le promesse di voli frequenti e due disastrosi incidenti ne hanno ridotto ancora di più le partenze. Fino a dover ricorrere, dopo il ritiro della navetta nel 2011, alle navicelle russe Soyuz pagando 80 milioni di dollari per ogni astronauta. Molti, quindi, avevano abbandonato l’ente spaziale. In Russia, comunque, non è andata meglio e il gruppo è formato oggi da 29 cosmonauti (con solo una donna) ai quali se ne sono aggiunti altri 8 nel 2018.


L’attrazione per il cosmo

Negli States l’attrazione per il cosmo è riesplosa nel 2017. Allora metà dei selezionati con età dai 29 ai 42 anni furono donne. Adesso, per la prima volta, nel nuovo bando si prevede un primo passo online e chi è interessato deve compiere una valutazione iniziale via Internet che durerà oltre 2 ore. Seguiranno i test medici ed esami vari, mentre i prescelti saranno annunciati a metà dell’anno prossimo. E poi via, verso la Luna e Marte.


(Dal Corriere della Sera del 1° marzo 2020 – Per gentile concessione dell’Autore)


Giovanni Caprara, giornalista e scrittore, è responsabile della redazione scientifica del Corriere della Sera

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