Tradizioni Celtiche

Un Capodanno fuori… dal tempo

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12 Gennaio 2012

Il LabGraal, promotore del Capodanno al Cerchio di Pietre

Il Cerchio di Pietre di Dreamland è stato il magico scenario della grande festa del LabGraal


Il 2011 è ormai alle spalle e ci troviamo catapultati in un 2012 che, tra crisi economiche, profezie Maya e moti di ribellione in tutto il mondo, si presenta come un anno sicuramente movimentato. Ma al di là degli eventi geopolitici o astrali, la fine dell’anno è anche un momento intimo, in cui gli individui si trovano a fare un bilancio della propria vita, tra riflessioni sull’anno che ci si lascia alle spalle e progetti per l’anno a venire.

E’ inoltre un’occasione per far festa tutti insieme e si sa che chi vive lo spirito di una famiglia celtica non perde mai occasione di festeggiare.

Così, su iniziativa del LabGraal, anche quest’anno i numerosi fans del gruppo keltic-rock hanno avuto l’impareggiabile occasione di dare il benvenuto all’anno nuovo secondo le tradizioni celtiche, riuniti in quel luogo fuori dal tempo che è Dreamland, nel Parco della Mandria in Piemonte. L’iniziativa aveva il supporto della Scuola di Kemò-vad Sole Nero, della Ecospirituality Foundation e della Città di Torino.


Centinaia di persone hanno partecipato al “rito druidico propiziatorio”

Ecco così che già alle 22 gli ospiti hanno avuto modo di cominciare la festa, nel modo migliore: intorno ad un ricco buffet vegetariano, che invece di consumarsi andava crescendo man mano che i nuovi arrivati portavano nuove ghiottonerie da aggiungere alla già vasta scelta proposta.

E tra le chiacchere, spiluccando leccornie e con un buon bicchiere di sangria in mano, è giunto il momento in cui il LabGraal ha reso omaggio agli ospiti, nel modo in cui sa farlo meglio: con un trascinante concerto. Ritmi tribali e sonorità celtiche, la potenza guerriera unita alla sognante dolcezza poetica. Tra i cavalli di battaglia del gruppo sono apparsi in scaletta anche dei pezzi inediti, che appariranno nell’imminente nuovo cd del LabGraal: da “Here and Now” che è già un classico, alla title track “Native”.

Tra tradizione e novità i LabGraal hanno dato spazio agli artisti internazionali intervenuti per l’occasione, esibendosi con la cantante madrilena Laura W. Valenzuela del gruppo Wilma Joe. Laura ha dato il suo apporto con pezzi tradizionali galiziani interpretati in maniera emozionante duettando con Rosalba Nattero, vocalist del LabGraal. Altro artista intervenuto era RobRoy, che con la sua fisarmonica riesce ad integrarsi perfettamente nelle sonorità del gruppo.


Un momento del concerto del LabGraal

Il concerto del LabGraal ci ha coinvolto così tanto che ci siamo quasi dimenticati di essere qui per dare il benvenuto al 2012: appena il tempo di rendere omaggio al gruppo con un’ovazione finale ed è stato il momento del countdown per la fine dell’anno. Mentre si stappano le bottiglie di spumante festeggiamo idealmente con tutti gli abitanti di quello spicchio di terra che si trova sul nostro stesso fuso orario.

Ma Dreamland vive di un’identità propria e distintiva: l’identità di una famiglia celtica che rivive anche nell’antico e suggestivo rito che segue il brindisi di mezzanotte. Dopo esserci disposti intorno al grande falò acceso in mezzo alla piazzetta centrale di Dreamland, Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero hanno fatto da cerimonieri, invitando dapprima i convenuti a stringersi le mani alla maniera celtica, intrecciando le braccia davanti al petto, creando cosi una catena di knot (nodi) che ha unito per un attimo tutti i presenti, come fratelli figli della stessa Madre Terra, accomunati sotto il cielo stellato dell’esistenza. Sono quindi seguite alcune parole per spiegare il rito vero e proprio: si tratta di passarsi di mano in mano un cristallo, imprimendovi dentro un desiderio per il nuovo anno.


Rosalba Nattero duetta con la vocalist spagnola Laura W. Valenzuela

Questo cristallo è usato a tale scopo da anni ed è quindi idealmente colmo dei sogni di una miriade di persone, e non sono pochi i casi in cui il desiderio si è effettivamente avverato! E’allora cominciato il viaggio del cristallo attraverso i desideri umani, passando di mano in mano, accompagnato dal suono della cornamusa di Luca Colarelli. E’ stato un viaggio lungo, perché centinaia erano i convenuti, e per lunghi minuti il suono magico della cornamusa è stato l’unico a rompere il silenzio mentre, rapiti dal fuoco, ognuno di noi si guardava dentro per trovare il desiderio più importante per l’anno a venire. Anche se il cristallo non dovesse far avverare i desideri (ma non ci scommetterei, alcuni infatti si sono già avverati), resta comunque un momento importante per focalizzare le proprie priorità, in un momento di genuino silenzio, cose sempre più rare da trovare nel frenetico mondo del 21esimo secolo, ma non a Dreamland che, come ho già detto, è un luogo fuori dal tempo.

Fuori dal tempo è anche il Cromlech (cerchio di pietre) di Dreamland; in molti si sono avventurati nell’oscurità della notte illuminata solo dalle torce, per vederlo, nella penombra, sentirlo e rendergli omaggio, accettando in cambio le sensazioni uniche che solo le opere megalitiche sanno regalare.

Tornati al salone di Dreamland, veniamo invitati a pescare una runa (l’antico alfabeto simbolico europeo), per ricavarne uno spunto sull’anno che ci aspetta. Anche questo è un rituale tipico dell’identità nativa dei popoli europei; un rituale che accomuna le famiglie celtiche di tutto il continente.


Giancarlo Barbadoro in uno dei suoi brani al flauto

Mentre stiamo ancora commentando tra noi la runa pescata vediamo il LabGraal salire nuovamente sul palco, questa volta sembrano determinati a farci ballare fino allo sfinimento, ed è una sfida che il pubblico accetta di buon grado.

E’ il gruppo Triskel a coordinare le danze, creando l’atmosfera tipica delle feste danzanti celtiche. La caratteristica dei balli celtici (quelli veri) è quella di accomunare tutti nello stesso evento festoso, senza nessuna distinzione di sesso, età o abilità: lo scopo non è quello di mostrare le proprie capacità o guadagnare uno status, ma semplicemente quello di ballare e divertirsi tutti insieme, creando anche dei rapporti sociali tra individui alla pari. Vediamo quindi tre generazioni ballare e divertirsi insieme, dimenticandosi il ruolo che spesso viene loro imposto dalla società, proprio come accade nelle migliori feste bretoni, irlandesi o scozzesi.


L’artista RobRoy alla fisarmonica

Nel frattempo sul palco, si alternano gli ospiti internazionali: RobRoy e la sua fisarmonica e Laura W. Valenzuela, chiamata a furor di popolo per un bis del pezzo tradizionale “A Carolina”, realizzato in duetto con la magica voce di Rosalba. Si rende così ancor più calda la già incandescente atmosfera che i “Labs” come nessun altro sanno creare nelle loro esibizioni live.

Ma ogni bella cosa finisce prima o poi e così, dopo aver snocciolato pezzi dalle tradizioni native di tutto il continente, il LabGraal ci saluta, lasciando il pubblico, ancora desideroso di danze, nelle sapienti mani di Dj Bob, che crea un mix unico di musiche celtiche appositamente selezionate da Dj Sheela (aka Rosalba Nattero).

Il tempo vola tra le danze, ma rimane ancora spazio per una “Four direction dance” collettiva, una danza introdotta da Rosalba, a cui chiediamo di dirci due parole sul significato di questa danza: “La four direction dance è l’esempio lampante della comunione dei Popoli nativi. E’ una danza che viene ballata sia dai Nativi americani che dalle popolazioni autoctone dell’Europa. Il suo significato rispecchia il simbolismo della croce celtica e, insieme, del cerchio sacro dei Nativi americani. Significa partire da un ideale centro dell’universo per percorrere tutte le direzioni, in un abbraccio con il Tutto.”


Il Cerchio di Pietre di Dreamland è stato visitato da centinaia di persone per un saluto augurale

Nel frattempo la mezzanotte continua a viaggiare lungo i fusi orari, catapultando sempre più persone nel 2012, mentre il Sole risveglia intere nazioni nell’alba dell’anno nuovo. A Dreamland la notte è fonda e lentamente il salone delle feste si svuota, mentre Dj Bob continua a far ballare gli imperterriti al suono della selezione rock di Sheela.

L’alba si approssima, mentre dall’altra parte dell’Oceano Atlantico iniziano i festeggiamenti, il primo chiarore illumina lo Stone Circle di Dreamland, nel salone si spegne l’eco delle ultime risate, segnando la fine di un Capodanno vissuto alla maniera celtica, tra momenti di festa collettiva e momenti intimistici, tra danze e misticismo o, come insegna la filosofia della Kemò-vad, la “Danza del Vento” degli antichi druidi, in equilibrio tra vuoto e pieno.

Il 2012 è qui e il 2013 già comincia ad avvicinarsi. Tra un anno esatto la Terra tornerà in questo stesso punto della sua danza intorno al Sole e noi saremo qui a darle il benvenuto, in questo luogo senza tempo…



 

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