Tradizioni Celtiche

La Bretagna unisce i Celti di tutto il mondo

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03 Febbraio 2014
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Sfilata di cornamuse bretoni al Festival Interceltique di Lorient

Gruppi di musica celtica da tutti i Paesi si danno appuntamento in Bretagna


Quando pensiamo alla Bretagna ci vengono in mente Mago Merlino, i cerchi di pietre, le rupi scoscese battute dalle onde dell'oceano, il canto dei gabbiani, e guardando verso il mare, per un attimo ci sentiamo sospesi nel tempo.

Una terra orgogliosa delle proprie origini celtiche, dove ancora oggi si parla un dialetto gaelico.

Se chiudiamo gli occhi possiamo sentire il suono della cornamusa bretone e della bombarda, gli strumenti che fanno parte del tessuto storico di questa bellissima terra.

Per un minuto, che sembra non avere fine, con il sapore salmastro di una nebbia che fa sembrare tutto avvolto nel mistero, ci sembra di essere ancora all'epoca dei Celti.

Ed è proprio in questa regione leggendaria che si tiene da ormai 44 anni il Festival Interceltique di Lorient.

Ogni anno a Lorient si riversano persone che vengono dall'Irlanda, dal Galles, dalla Scozia, dalle Asturie e dalla Galizia spagnola, dall’Alcadia canadese (oggi Quebec), dall’Isola di Man, dalla Cornovaglia, e dall’Argentina, da Cuba, dal Messico e naturalmente dalla Bretagna stessa.

A questa manifestazione partecipano musicisti, cantanti, bande di cornamuse, gruppi danza tradizionale e chi più ne ha più ne metta.

Il Festival Interceltique di Lorient è solo uno dei tanti appuntamenti di musica celtica in Bretagna e oggi è diventato una tappa turistica. Meno turistici ma forse più autentici dal punto di vista tradizionale sono i Fest Noz, tipici festival celtici prettamente bretoni, il più importante dei quali è quello di Carnac dove si trova il più vasto e significativo sito megalitico del mondo, ad indicare un preciso luogo tradizionale vivo ancora oggi. Ospiti abituali del Fest Noz di Carnac sono i “nostrani” Ma che dire dei Celti? Si è detto di tutto, che erano barbari, cruenti, selvaggi, ma la verità è ben altra. I Celti erano instancabili guerrieri, e i loro territori si estendevano dal Mar Nero fino alle coste irlandesi del nord, passando dall'Italia. Precursori dell'arte non figurativa, questo popolo era maestro nel lavorare il ferro in un'epoca dove i romani e i greci ancora lavoravano il bronzo.

I Celti furono coloro che inventarono i nostri moderni attrezzi da lavoro, ancora in uso in questa epoca di meccanizzazione. Migliaia di città, fiumi, valli, ancora portano nomi di origine celtica. Re Artù, i cavalieri della tavola rotonda, Merlino (o Myrddhin), Tristano e Isotta, fanno tutti parte di una memoria collettiva, con radici ancora oggi ben solide.

I Celti, un popolo creduto scomparso da secoli, ancora vivo tramite storie tramandate oralmente, i canti dei Bardi, o attraverso i cerchi di pietre presenti in svariate parti del mondo, nella musica, nel dialetto gaelico.


LabGraal in concerto al Fest Noz di Carnac

I festival celtici che possiamo trovare in Bretagna vogliono celebrare il Celta che si trova dentro di noi, intorno a noi, una fratellanza che unisce il mondo, continente dopo continente, da oceano a oceano.

Alcuni strumenti che si ha la possibilità di ascoltare al festival di Lorient sono: il biniou o biniou braz, simile alla bagpipe scozzese; la Gaïta, una cornamusa simile alla zampogna italiana, originaria della Galizia; la great Highland pipe e la Lowland pipe, due tipi di cornamusa Scozzese; la Uilleann pipes, una cornamusa originaria dell'Irlanda, e la Veuze, la cornamusa Bretone.

Citiamo inoltre il Bagad, e cioè una banda musicale composta da cornamusa, bombarda e percussioni, prettamente bretone, e il Ceilidh, un gruppo musicale con la partecipazione di danze originarie della Scozia e Irlanda.

Se ci pensate, in fin dei conti i Celti non sono mai scomparsi, e la loro musica riecheggia ancora tramite il legame che unisce la Bretagna all'Italia, alla Scozia, all'Irlanda, all'America, al Canada, alla Svizzera, e cosi via fine a giungere nel Sud America, creando cosi un War'l Leur, una grande confederazione di Celti.

Se non potete andare in Bretagna provate a fare come faccio io: mettete un sottofondo di onde che s'infrangono sugli scogli e ascoltate il suono struggente di una cornamusa, per sentirvi, anche se per qualche minuto, un Celta anche voi.


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