Storia

Le meraviglie della “Domus Aurea” - 2

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08 Gennaio 2013
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L’importante ritrovamento archeologico della “Coenatio Rotunda” la sala da pranzo girevole descritta da Svetonio, scoperta nel 2009

Chi era veramente Nerone? Qual è stato il vero motivo della damnatio memoriae di cui è stato oggetto? Approfondendo la storia della Domus Aurea si scopre l’aspetto misterioso, ignoto e sorprendente delle vicende di Roma, una città perennemente in bilico tra culti pagani e cristianesimo


La “Coenatio Rotunda”

Tra le incredibili meraviglie della Domus Aurea, l’ultimo “mistero” è la sala da pranzo girevole, forse la “Coenatio Rotunda” descritta da Svetonio, che ruotava giorno e notte imitando il movimento della Terra. Gli ultimi scavi archeologici la collocano sul Palatino nell’area della Vigna Barberini, una terrazza di 110 per 150 metri posizionata proprio sopra gli attuali Arco di Costantino e Colosseo, da dove Nerone poteva godere di panorami a trecentosessanta gradi con il movimento della sala dall’Aventino al Campidoglio, dal colle Oppio fino ad arrivare ai Colli Albani.

Gli archeologi sono convinti della non casualità della rotazione della stanza che probabilmente era legata alla simbologia del Sole, al cui culto l’Imperatore era devoto. Questa interpretazione è recente, poiché fino a qualche anno fa gli studiosi erano convinti che la rotonda corrispondesse alla Sala Ottagona del Colle Oppio.

La scoperta è stata annunciata nel 2009 dalla Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Roma.


La “Coenatio Rotunda” ruotava giorno e notte imitando il movimento della Terra. Gli ultimi scavi archeologici la collocano sul Palatino nell’area della Vigna Barberini, una terrazza di 110 per 150 metri posizionata proprio sopra gli attuali Arco di Costantino e Colosseo

Gli scavi preliminari hanno portato alla luce una struttura a pianta circolare che “non ha eguali nell’architettura romana”, un enorme pilone circolare, una torre di quattro metri di diametro rivestita con mattoni laterizi, alta dieci metri circa. Alla torre sono collegati dei doppi archi a raggiera che probabilmente sostenevano la piattaforma circolare, nel piano mobile di appoggio sono state trovate tre cavità semicircolari di ventitre centimetri di diametro che fanno ipotizzare dei meccanismi sferici su cui poggiava il pavimento di legno che poteva muoversi mediante un sistema idraulico, identico ad un mulino ad acqua. Della struttura finora è stato portato alla luce soltanto il piano superiore, resta ancora da scavare il piano inferiore.

Gli indizi che la fanno collocare al periodo neroniano sono tanti: la tecnica edilizia, le dimensioni, la disposizione in asse con le altre strutture della Domus, la torre con le arcate.


Tiridate, il principe armeno salutato come Dio Mithra

La Domus Aurea fu costruita dal 64 al 68 d.C. in un arco di tempo limitato in considerazione dell’enormità del progetto, forse per via di una scadenza a breve termine che prevedeva nel 66 d.C. la visita del principe armeno Tiridate, accolto in città come il dio Mithra, per ricevere la corona d’Armenia dalle mani di Nerone a sua volta interessatissimo ad acquisire le conoscenze magiche e sciamaniche del principe, come è riportato nel libro di Carlo Maria Franzero “La vita e i tempi di Nerone”. In questa circostanza l'Imperatore provvide anche a far chiudere le porte del Tempio di Giano per sancire la fine della guerra e l’inizio di un periodo di pace.


Palatino, resti del Vestibolo della Domus Aurea

Svetonio e Plinio il Vecchio descrivono i particolari dell’incoronazione avvenuta nel Foro Romano. Il giorno venne chiamato “Dies Aureus”, giorno d’oro, al termine della cerimonia Tiridate venne accompagnato nel “Teatro di Pompeo” ricoperto di decorazioni dorate e perciò chiamato “Theatrum Aureum”.

L’uso costante della parola Aureo anche per la Domus ovviamente non era privo di senso perché da questa ricerca è palese che l’Imperatore si rifaceva al culto del “Sol Invictus” e quindi tutte le sue azioni ne erano ispirate, compresa la sua “Casa Dorata”.


Nerone, un Iniziato agli antichi culti Mithraici

Chiaramente Nerone era l’erede di un Impero che aveva schiavizzato i nativi aborigeni della regione ed inoltre aveva un suo modo di fare maniacale e megalomane, è accertato però che, con il suo operato, si era inimicato il Senato. Difatti le notizie negative diffuse su di lui provenivano soprattutto dai Senatori, tra cui anche Seneca, in un primo momento suo precettore.

Tolse il controllo del conio delle monete e della Tesoreria al Senato, sospese nuove guerre chiudendo il “Tempio di Giano”, esasperando i Patrizi, i Senatori ed i finanzieri dell’epoca che si vedevano limitati i loro poteri.

Scriveva Svetonio: "il tempio di Giano Quirino che, dalla fondazione di Roma, non era stato chiuso che due volte, sotto il principato di Augusto fu chiuso tre volte, in uno spazio di tempo molto più breve, poiché la pace fu stabilita in terra e in mare... Nerone portò al Campidoglio una corona di lauro e chiuse il tempio di Giano Bifronte, come se non rimanesse da fare più nessuna guerra".

Oggi la sua figura è in via di riscatto da parte degli storici per le sue numerose azioni di governo ispirate alla libertà di religione, alla convivenza tra le differenti etnie ed i diversi popoli. Ancora giovanissimo, più volte in Senato pronunciò discorsi favorevoli alle comunità provinciali soprattutto orientali: ad esempio l’isola di Rodi ottenne la sua parziale indipendenza, Apamea di Siria ebbe un condono fiscale per i danni subiti da un forte terremoto.


Antico dipinto della “Coenatio Rotunda”

Il cosiddetto “Saeculum Neronianum” fu quello che più di altri diede la speranza ai poveri di Roma, la circolazione di nuove tecniche e delle filosofie orientali diede inizio ad un prolifico periodo, sotto l’aspetto artistico, culturale, tecnologico, filosofico e religioso. Del resto lo stupore e la meraviglia che ancora oggi suscita la “Domus Aurea” è una dimostrazione del notevole livello artistico e tecnologico raggiunto dall’Impero in quegli anni.

Per noi uomini moderni è normale chiedersi: da dove proveniva tutto questo sapere?

Quando Nerone, braccato dal Senato a lui ostile, morì, l’Impero romano si ritrovò nel caos per svariati anni. Ma ovviamente il trionfo del vero potere degli aristocratici o Patrizi non aveva a cuore il benessere della gente, ma l’unico interesse di eliminare tutte le innovazioni e le migliorie introdotte dall’Imperatore ed infine di diffondere notizie negative e false sul suo operato. Gli edifici da lui costruiti, compresa la “Domus Aurea”, furono abbandonati ed occultati. Non passò molto tempo che il “Saeculum Neronianum” fu ricordato dal popolo, in particolare dai borghesi e dai proletari, con rimpianto.

Nerone subì una “damnatio memoriae” molto simile a quella del Faraone dell’antico Egitto Akhenaton che, con l’introduzione del culto di Aton o culto del Sole, si era anch’esso inimicato la casta religiosa. Probabilmente le uniche colpe dell’Imperatore erano di aver concesso troppe libertà ai plebei e di aver tentato di ripristinare gli antichi culti.


Un padiglione restaurato della Domus Aurea

Negli anni seguenti anche l'Imperatore Aureliano tra i suoi provvedimenti emanò un decreto che dichiarava il culto del “Sol Invictus” come religione di stato, fece costruire il Tempio del Campus Agrippae nell’attuale piazza San Silvestro, dove il 25 dicembre veniva festeggiato il “Dies Natalis Solis Invicti” in sostituzione della più antica festività romana dei Saturnali. Oggi di questo Tempio non è rimasta neppure una pietra e Aureliano fu ucciso nel 275 d.C.

Evidentemente gli antichi riti dei nativi, i riferimenti a Madre Terra, erano proibiti dalla casta che si teneva ben stretto il potere e che temeva e teme il risveglio del popolo!

È accertato storicamente che i primi cristiani erano soprattutto gli schiavi o plebei ribellatisi alla pesante sottomissione a cui erano sottoposti, ma purtroppo la loro rivoluzione fu imbrigliata nell’ancora più subdolo giogo ed inganno dell’integralismo del pensiero introdotto dalla religione cristiana e dalle altre fedi, da cui è difficile redimersi. Interessante a questo proposito il commento dello scrittore Svetonio nel suo libro dedicato a Nero (Nerone) 16, riguardo i primi cristiani: “razza di uomini di una superstizione nuova e malefica”.


Ritratto di Nerone in marmo, Roma, Museo Palatino

Difatti l’avvio di questo tipo di misticismo fu un evidente salto di qualità delle autorità, che da quel momento in poi avrebbero incatenato le persone non soltanto fisicamente ma anche mentalmente, causando una inevitabile decadenza morale, sociale e soprattutto spirituale, manifestatasi nei successivi secoli.

Negli anni seguenti, il cristianesimo si sovrappose al potere dell’Impero romano. L’Imperatore Costantino (274 – 337 d.C.) con un editto proclamò di stato la religione cristiana; Teodosio (347 – 395 d.C.) anch’esso Imperatore, proibì i culti pagani. Infine Papa Gregorio Magno (540 – 604 d.C.) che fu anche definito “l’ultimo dei romani”, nel V secolo d.C. demolì il Colosso di Nerone non sopportando l’ingombrante presenza di questo simbolo pagano; oggi del Colosso sembra che sopravvivano soltanto la mano e la sfera che secondo la leggenda furono portati davanti al Palazzo dei Papi.


Conclusioni

In definitiva, più ci si addentra nella ricerca e più si scopre l’aspetto misterioso, ignoto e sorprendente delle vicende di Roma. Nell’analizzare i diversi passaggi storici la città appare veramente in bilico tra due vie contrapposte, quella evolutiva delle antiche tradizioni native e celtiche e quella involutiva dell’Impero romano ed in seguito della Chiesa cristiana.

Finora hanno prevalso quest’ultimi, ma secondo le antiche credenze pagane tutto cambierà, come fu predetto nella leggenda del mitico e preistorico Dio Saturno che introdusse “l’Età dell’Oro” nel Latium, il quale, secondo il mito: “… essendo immortale, si risveglierà e tornerà per ripristinare l’Età dell’Oro….”

Del resto appare veramente un compito improbo ingabbiare ancora per tanti altri secoli l’esigenza di un rapporto diretto con la Natura, insita in ogni essere umano.


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