Scienze

Marte: c’è un lago di acqua salata

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01 Agosto 2018
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Gli scienziati hanno studiato quello che sul Pianeta resta di un antico lago e del fiume al quale dava origine, e le colate laviche del monte Olympus, che con i suoi 25 chilometri è il più alto vulcano del Sistema Solare. Inoltre, si è riusciti a osservare un canale sotterrano scavato dalla lava in una delle eruzioni avvenute in passato. Grazie al 3D si potranno fare analisi morfologiche della superficie marziana
Gli scienziati hanno studiato quello che sul Pianeta resta di un antico lago e del fiume al quale dava origine, e le colate laviche del monte Olympus, che con i suoi 25 chilometri è il più alto vulcano del Sistema Solare. Inoltre, si è riusciti a osservare un canale sotterrano scavato dalla lava in una delle eruzioni avvenute in passato. Grazie al 3D si potranno fare analisi morfologiche della superficie marziana

Più vicina la scoperta di forme di vita


Scoperto per la prima volta un lago di acqua liquida salata su Marte, poco lontano dal Polo Sud, nella zona chiamata Planum Australe. A identificarlo è stato un gruppo di scienziati italiani che pubblicano la loro scoperta sulla rivista scientifica americana Science. Il lago si trova a 1,5 chilometri nel sottosuolo, ha un diametro di venti chilometri e una profondità di alcuni metri. Al momento i dati raccolti non permettono maggiori dettagli.

Lo straordinario risultato è stato ottenuto con il radar Marsis imbarcato sulla sonda MarsExpress dell’Esa europea lanciata nel giugno 2003 per studiare il Pianeta rosso. Il gruppo di scienziati autore della scoperta è formato da 22 ricercatori appartenenti a centri di ricerca e università italiane con tre protagonisti principali: Enrico Flamini (Chief Scientist dell’ASI-Agenzia Spaziale Italiana), Elena Pettinelli (responsabile del laboratorio di fisica applicata alla Terra e ai pianeti dell’Università Roma Tre) e Roberto Orosei (Istituto Nazionale di Astrofisica INAF), primo firmatario dell’articolo su Science.

Alla profondità in cui si trova il lago la temperatura dovrebbe essere ben al di sotto degli zero gradi, ma la presenza di sali come quelli trovati dalla sonda Phoenix della Nasa al Polo Nord ha permesso all’acqua di mantenersi allo stato liquido. Il radar Marsis è stato ideato e progettato dal professor Giovanni Picardi dell’Università La Sapienza di Roma e costruito da Thales Alenia Space Italia, con le antenne realizzate dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa.

“Questa scoperta è una delle più importanti degli ultimi anni”, sottolinea Roberto Battiston, presidente dell’ASI.

Marte ripreso dalla sonda MarsExpress (ESA)
Marte ripreso dalla sonda MarsExpress (ESA)

“Sono decenni che il sistema spaziale italiano è impegnato nelle ricerche su Marte insieme a ESA e NASA. I risultati di Marsis confermano l’eccellenza dei nostri scienziati e della nostra tecnologia, e sono una ulteriore riprova dell’importanza della missione ESA a leadership italiana ExoMars che nel 2020 arriverà sul Pianeta rosso alla ricerca di tracce di vita”.

Infatti il lago offre le condizioni necessarie per la presenza di forme di vita. Il lago sotterraneo è protetto dalle radiazioni ultraviolette e d’altro genere che spazzano la superficie.

Inoltre la presenza di acqua con sali e rocce che forniscono altri elementi, crea un ambiente simile ad altri laghi trovati sulla Terra nei quali la vita esiste.


(Dal Corriere della Sera del 25 luglio 2018 – Per gentile concessione dell’Autore)


Giovanni Caprara, giornalista e scrittore, è responsabile della redazione scientifica del Corriere della Sera

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