Scienze

La «super Terra» di Halloween scoperta per caso dagli astronomi

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27 Febbraio 2018
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Rappresentazione artistica della stella Tcp J05074264+2447555 vista con il metodo della lente gravitazionale (fonte: A. Nucita/Ansa)
Rappresentazione artistica della stella Tcp J05074264+2447555 vista con il metodo della lente gravitazionale (fonte: A. Nucita/Ansa)

Avvistata il 31 ottobre da un gruppo di ricercatori dell’Università del Salento. È la più vicina stella mai osservata tramite la tecnica della lente gravitazionale


L’hanno battezzata la super Terra di Halloween perché è stata scoperta nella fatidica notte tra dolcetti e scherzetti il 31 ottobre 2017. Ma, coincidenze a parte, si tratta della scoperta del più vicino pianeta attorno ad un’altra stella finora emerso nella affascinate ricerca di un gemello della Terra, grazie ad un effetto di lente gravitazionale. Quando la luce di una stella lontana transita nel suo viaggio verso la Terra vicino ad una massa cosmica, questa ingigantisce e fa vedere meglio l’oggetto più lontano che l’ha generata. Il fenomeno era dimostrato da Albert Einstein nella sua teoria generale della relatività. Così è accaduto nella notte di Halloween quando un gruppo di ricercatori dell’Università del Salento scrutando dall’osservatorio Feynman di Gagliano del Capo, nella direzione della costellazione del Toro avvistavano un brillare inatteso della stella la cui sigla è TcpJ05074264+2447555.

Considerando l’anomalia, il gruppo formato da Domanico Licchelli, Achille Nucita, Francesco De Paolis, Gabriele Ingrosso e Francesco Strafella tutti associati all’Istituto nazionale di astrofisica e Istituto nazionale di fisica nucleare, in collaborazione con i colleghi russi dell’Istituto astronomico Sternberg di Mosca, si rendevano conto che la massa capace di provocare l’aumento luminoso della stella lontana tra 2.300 e 2.600 chilometri era formata da due corpi distanti dalla Terra 1.240 anni luce. Uno era una stella, forse una nana blu, e l’altro era un pianeta che le girava attorno. Il nuovo pianeta veniva battezzato Feynman-01 per legarlo all’osservatorio da cui è stato scoperto e si stima abbia una massa compresa tra 3 e 16 masse terrestri. La stella-madre, invece, è quattro volte più piccola del nostro Sole. Ora la ricerca continua per costruire un identikit più preciso del vicino corpo celeste e capire, nonostante la sua taglia sia ben superiore al nostro “pianeta azzurro”, se abbia qualche preziosa somiglianza.


(Dal Corriere della Sera del 22 febbraio 2018 – Per gentile concessione dell’Autore)


Giovanni Caprara, giornalista e scrittore, è responsabile della redazione scientifica del Corriere della Sera

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