Scienze

Un enigma nel cielo: le luci misteriose di Cerere

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13 Marzo 2016
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Le prime luci scorte dentro al cratere Occator dalla sonda Dawn della NASA nel suo avvicinamento al planetoide Cerere
Le prime luci scorte dentro al cratere Occator dalla sonda Dawn della NASA nel suo avvicinamento al planetoide Cerere

Una piramide luminosa sull'asteroide Cerere. L'arrivo della sonda Dawn della NASA in prossimità dell'oggetto celeste ha aperto per gli astronomi una pagina enigmatica non ancora del tutto risolta


Nella fascia degli asteroidi che separa la Terra da Marte, Cerere è uno dei corpi celesti che si distinguono per la loro grandezza. Tanto che per quasi un secolo dalla sua scoperta da parte dell'astronomo Piazzi nel 1801, con i suoi 950 km di diametro e per la sua forma sferoidale venne considerato come un vero e proprio pianeta che ruotava intorno al Sole.

L'interesse e le ipotesi degli astronomi per questo asteroide hanno continuato a sussistere senza risposte effettive. Alcuni lo consideravano un asteroide attivo e non solo un ammasso inerte di roccia. Per ben tre volte, nel 2011 e nel 2012, il telescopio orbitante Herschel aveva osservato inspiegabili nubi di vapore salire dalla sua superficie che vennero identificate come getti di acqua.

Cerere, anche se è circa tre volte più lontano dal Sole della Terra, rimane tuttavia abbastanza vicino alla stella per catturare il suo calore consentendo al ghiaccio trattenuto al suo interno di sciogliersi e di produrre dei geysers improvvisi.

 Una visione più ravvicinata delle luci ha mostrato la loro complessità. Alcuni ufologi hanno avanzato l'ipotesi potesse trattarsi di una base aliena
Una visione più ravvicinata delle luci ha mostrato la loro complessità. Alcuni ufologi hanno avanzato l'ipotesi potesse trattarsi di una base aliena

Il mistero della conformazione del planetoide era destinato a rimanere tale sino a quando nel 2012 la sonda Dawn della NASA, dopo aver orbitato intorno a Vesta per 14 mesi , ai primi di marzo è giunta in prossimità di Cerere e si è collocata in un'orbita che le consentisse di prendere immagini da trasmettere a terra, ai ricercatori dell'Università di California a Los Angeles e del Nasa's Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California.

In una delle immagini che sono arrivate dalla sonda nel febbraio 2015 gli astronomi e il pubblico di tutto il pianeta si sono accorti di trovarsi di fronte a un mistero senza precedenti.

Al centro di uno dei grandi crateri da impatto, Occator Crater di 90 km di diametro, apparivano distintamente due macchie luminose.

 Una immagine ripresa dalla sonda Dawn durante suo sorvolo della superficie del planetoide ha mostrato la forma inconsueta e inspiegabile della "piramide". Le sue superfici sono lisce e sormontate da una sorta di cupola. Una delle pareti sembra emettere luce
Una immagine ripresa dalla sonda Dawn durante suo sorvolo della superficie del planetoide ha mostrato la forma inconsueta e inspiegabile della "piramide". Le sue superfici sono lisce e sormontate da una sorta di cupola. Una delle pareti sembra emettere luce

La spiegazione che venne data al momento dagli astronomi fu quella del riflesso della luce solare su depositi di ghiaccio che potevano essersi formati dopo la fuoruscita dei getti d'acqua che era stati osservati in precedenza. In seguito le foto prese dalla sonda della NASA giunta a orbitare intorno al planetoide a distanza più ravvicinata hanno mostrato particolari ancora più inspiegabili. Come ad esempio una sorta di piramide, ripresa da 385 km nello spazio, con una sua altezza stimata in circa 5 km. situata a circa 670 km a nord-ovest dall'Occator Crater.

La superficie di questa piramide-montagnola, denominata dalla NASA con il nome zoroastriano di Ahuna Mons, si presenta apparentemente liscia e con il lato luminoso che non trova spiegazioni.

"Nessuno si aspettava che la sonda rivelasse l'esistenza di una montagna su Ceres, specialmente una come Ahuna Mons" ha affermato in proposito Chris Russell, curatore della Missione Dawn di stanza all'Università di California. "Non abbiamo ancora un modello soddisfacente per spiegare come si è formata".

Si potrebbe ragionevolmente ipotizzare che la luminosità di Ahuna Mons sia dovuta al ghiaccio formatosi lungo le sue pareti a seguito della espulsione di acqua dall'interno del planetoide. Ma rimangono aperte anche altre ipotesi, forse meno scientifiche, ma più stimolanti, come quella secondo cui la "piramide", come è stata battezzata dai ricercatori californiani, sia un reperto artificiale di qualche specie aliena in visita al nostro sistema solare. Forse per via delle sue sommità a cupola e dai muri lisci e ripidi.

Alla distanza di 385 km la sonda della NASA ha potuto rilevare la presenza della misteriosa ''piramide'' battezzata con il nome di Ahuna Mons



www.giancarlobarbadoro.net

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