Scienze

La Super Luna di Settembre

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20 Ottobre 2015
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L’eclisse totale di Luna: un fenomeno da non perdere


Finalmente, dopo oltre quattro anni (la precedente ebbe luogo il 15 giugno 2011), si è verificata un’eclisse totale di Luna visibile dall’Italia. Il fenomeno è avvenuto nella notte fra domenica 27 e lunedì 28 settembre, nelle ore che precedono l’alba, purtroppo le più scomode per le nostre abitudini. Ma questo non avrebbe dovuto far desistere dal dare almeno un’occhiata al fenomeno, dal momento che il prossimo avverrà il 27 luglio del 2018. Piuttosto, era importante aver sgombro il cielo a ovest, considerato che le fasi centrali si verificavano con la Luna bassa; poco al di sopra dell’orizzonte occidentale.

L’evento è stato visibile da tutta Italia, nuvole permettendo, ma non in modo uguale; dalle regioni nord-occidentali, le più favorite, si sono potute seguire per maggior tempo le fasi finali, visto che da esse la Luna tramonta più tardi (teoricamente, per un orizzonte marino, alle 7 e 34 mentre il Sole sorge alle 7 e 23).

Come è noto, un’eclisse di Luna si verifica quando il nostro grande satellite naturale entra nel cono d’ombra terrestre; il fenomeno è totale se interessa tutto l’emisfero lunare. In questo evento la Luna iniziava a entrare nell’ombra alle 3 e 7 minuti; l’immersione diveniva completa alle 4 e 11 minuti e terminava alle 5 e 23 minuti (il massimo si è avuto alle 4 e 47). Alle 6 e 27 minuti l’ultimo lembo di disco lunare abbandonava l’ombra della Terra.

Ovviamente, dal momento che la Luna è ben visibile ad occhio nudo, l’eclisse si segue bene anche senza apparecchiature ottiche. Tra l’altro, abbiamo avuto la fortuna che proprio intorno alle ore in cui c’è stata l’eclisse la Luna veniva a trovarsi alla minima distanza dalla Terra (perigeo), a 357 mila km (la distanza media è di 384 mila km). Questo comporta una disco lunare più grande della media fra il 7 e l’8%. Ma, cosa si è visto? Già prima delle 3, diciamo verso le 2 e 30 – 2 e 40, si poteva notare che il bordo lunare in alto a sinistra era meno luminoso di quello opposto; questo perché la Luna iniziava a immergersi nella penombra terrestre. In questo frangente un osservatore sulla Luna vedrebbe il Sole in parte ricoperto dalla Terra.


Col trascorrere dei minuti questa parte della Luna diveniva sempre più scura finché, verso le 3 e 20 iniziava a delinearsi la forma ricurva dell’ombra. Guardando ad occhio nudo sembra che manchi un pezzo di Luna, ma anche con l’ausilio di un modesto binocolo si segue agevolmente la parte in ombra. Verso le 3 e 40 – 3 e 50 la parte in ombra, divenuta visibile anche ad occhio nudo, iniziava a manifestare la colorazione rosso cuprea caratteristica di questi fenomeni. Quando, poco dopo le 4, l’eclisse diveniva totale, il disco lunare appariva circa 10 mila volte meno luminoso rispetto a quando è fuori eclisse. Ciononostante di norma lo si vede senza problemi ad occhio nudo. Ora, un osservatore su un qualsiasi punto dell’emisfero lunare rivolto verso la terra vedrebbe il Sole totalmente eclissato.

Dopo le 5 e 23 la Luna iniziava a uscire dal cono d’ombra; allora si notava il bordo sinistro in alto molto più luminoso di tutto il resto del disco. Alle 6 e 27 l’uscita è completa; rimane solo il grigiore dovuto alla penombra, peraltro difficile da notare. In questa eclisse la Luna in cielo era «solitaria», non adornata da qualche pianeta o stella brillante, perché l’evento si verificava nella costellazione dei Pesci, una costellazione priva di stelle luminose e che durante il fenomeno di pianeti ospita solo il debole Urano. In compenso, essendo bassa, aveva come sfondo il panorama dell’orizzonte celeste.


Walter Ferreri è Astronomo INAF dell'Osservatorio Astrofisico di Torino


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