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Musica Eterna

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20 Luglio 2017
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Musica Eterna –La storia dei Dead Can Dance. Il nuovo libro di Christian Amadeo, Tsunami Edizioni
Musica Eterna –La storia dei Dead Can Dance. Il nuovo libro di Christian Amadeo, Tsunami Edizioni

La Storia dei Dead Can Dance


Il nuovo libro di Christian Amadeo ci trascina in un viaggio alla scoperta di una delle band più influenti, misteriose ed enigmatiche degli ultimi decenni. Seguendo la storia e gli eventi biografici di Brendan Perry e Lisa Gerrard, l'autore ci guida nella ricerca del lato più intimo, inafferrabile e indefinibile dei Dead Can Dance, quello che rende la loro musica inconfondibile, unica ed eterna.

“Musica Eterna – La Storia dei Dead Can Dance”, edito da Tsunami Edizioni è il secondo libro – dopo il romanzo del 2014 “Un passo dalla Morte” - di Christian Amadeo, giornalista musicale attualmente collaboratore de “La Stampa”, dopo una vita passata a raccontare la musica dalle pagine e le frequenze di innumerevoli media nazionali.

La nuova fatica di Amadeo si distacca stilisticamente dall'opera precedente, trattandosi di un saggio, mantenendo tuttavia alcuni punti di contatto: la passione indomabile per la musica innanzitutto, ma anche la ricerca di un significato profondo e sfuggente, un'esperienza in cui la musica diventa tramite di una realtà che sfugge alle classificazioni e che pure rimane forte e pulsante nell'animo di chi vive a fondo l'esperienza sonora, lasciandosi trasportare dalla musica e dalle sue suggestioni.

I Dead Can Dance sono, da questo punto di vista, il soggetto perfetto. Per chi non li conoscesse, i Dead Can Dance, sono un duo anglo-australiano, creatore di una musica che molti hanno provato a definire in categorie: world music, musica tribale, dark, folk e via dicendo, ma ogni tentativo di racchiuderla in definizioni risulta inevitabilmente inefficace e inadatto a cogliere il vero spirito della loro opera. Per questo l'Autore conia il termine di “Musica Eterna”: una musica che trascende lo spazio e il tempo, le epoche storiche, il linguaggio stesso e i concetti ad esso legati, per trasmettere esperienze ed emozioni veicolate puramente dai ritmi, dai suoni, dalle melodie e dalla voce. Un lavoro che raccoglie influenze da ogni parte del globo e da ogni tempo, rimanendo però unico e distinguibile.

Cosa permette ai Dead Can Dance di svariare tra musiche così apparentemente diverse tra loro, rimanendo sempre e comunque se stessi? Cosa li conduce nelle loro ricerche, cosa li guida?

Questo è il tipo di domande a cui Amadeo cerca risposte nel suo “Musica Eterna”, non solo attraverso un lavoro di ricerca biografica e raccolta di fonti mai svolto prima sul duo anglo-australiano – notoriamente schivo e restio alla sovra-esposizione mediatica – ma anche e soprattutto per mezzo dell'empatia con le persone dietro ai personaggi e ai musicisti.

Con la sincera passione di un vero fan – e gli anni passati a raccogliere album, articoli, interviste, fonti e testimonianze – e con la finezza di pensiero e d'interpretazione di un critico musicale, l'Autore ci prende per mano e ci porta a conoscere Brendan e Lisa. Musicisti agli antipodi delle rock-star, un po' antropologi, ricercatori e poeti del suono.

Pur essendo a tutti gli effetti un saggio, “Musica Eterna” mantiene un filo rosso narrativo, come un giallo in cui si snodano domande senza risposta, in cui al posto dell'intrigo si sostituisce il percorso musicale e umano dei protagonisti, in cui non si cerca l'identità di un assassino ma quella di un duo musicale e della loro musica, con interviste, dischi e concerti al posto di prove del DNA e impronte digitali.

E alla fine della lettura non avremo tutte le risposte, o una risposta chiara e definita alle domande iniziali. Avremo una serie di dati come tessere di un puzzle, per ordinarle avremo la preziosa chiave interpretativa lasciata dall'Autore, ma soprattutto avremo la spinta irrefrenabile a tuffarci nel mondo dei Dead Can Dance, nella loro musica per scoprire e apprezzare le varie sfumature della loro arte, per mettere sempre più a fuoco il ritratto messo in luce da Amadeo.

Come la loro musica, Brendan Perry e Lisa Gerrard sono figure indefinibili, impossibili da incasellare in definizioni convenzionali, inafferrabili pienamente in un'unica immagine. Così, dopo aver letto “Musica Eterna – La Storia dei Dead Can Dance”, ci ritroveremo come dopo aver ascoltato un loro album, senza un'immagine o un suono particolare in testa, ma con l'impressione profonda di un legame, un “qualcosa” che in qualche modo ci lega a Brendan e Lisa, come se li conoscessimo da sempre pur non conoscendoli, come se condividessimo un'esperienza a cui non sappiamo bene dare un nome.

In definitiva “Musica Eterna – La Storia dei Dead Can Dance” è un saggio ben strutturato e infuso d'amore verso la musica del rivoluzionario duo anglo-australiano. Partendo da premesse biografiche, Christian Amadeo intesse una narrativa capace di attrarre tanto il lettore occasionale quanto i fan del duo, per poi arrivare ad analisi profonde ed accurate ma chiare ed accessibili, proprio perché sviluppate gradualmente nel corso dell'opera attraverso l'analisi biografica.

La vita e la musica dei Dead Can Dance si mescolano al punto che una si riflette nell'altra – se questo è vero per tutti gli artisti, lo è in particolar modo per loro – e la musica diventa lo strumento per trasferire esperienze di vita e concetti filosofici senza bisogno reale di parole e pensieri, ma semplicemente attraverso i suoni. In questo intreccio si tuffa Amadeo, per dirla con le sue parole: “Mi sono lasciato andare alle emozioni e alla ricerca, come mi hanno insegnato Brendan e Lisa, per raccontare con passione ciò che hanno creato in tanti anni […] Ho scavato nelle origini di questa musica, il suo contenuto, le emozioni che suscita. Per capirla a fondo, questa musica eterna.”.

Una lettura brillante e profonda che ci sentiamo di consigliare tanto agli appassionati di musica e ai fan dei Dead Can Dance, quanto ai lettori alla ricerca di un ritratto fedele e sentito di due personaggi atipici, fuori dagli schemi, capaci di influenzare il mondo dell'arte e della musica più di quanto loro stessi potessero immaginare.


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