Personaggi

I Popoli Indigeni della Crimea alle Nazioni Unite

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24 Luglio 2014
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Nadir Bekirov, presidente di Foundation for Research and Support of Indigenous Peoples of Crimea, intervistato da Rosalba Nattero all’ONU di Ginevra


Intervista a Nadir Bekirov, Presidente dell’organizzazione internazionale “Foundation for Research and Support of Indigenous Peoples of Crimea”. Lo abbiamo incontrato alle Nazioni Unite di Ginevra in occasione della settima sessione dell’Expert Mechanism on the Rights of Indigenous Peoples. Con Nadir Bekirov entriamo in uno spaccato di storia che mostra popoli antichi, con origini comuni e legati tra di loro da arcaiche tradizioni, pur se oggi divisi dalle religioni storiche.


Qual è lo scopo del tuo lavoro alle Nazioni Unite?

L'obiettivo principale è il riconoscimento ufficiale del popolo Tataro Crimeano prima di tutto, ma non solo loro, anche di tutti i popoli indigeni della Crimea. Questo, logicamente, dovrebbe portare a una serie di conseguenze legali e politiche per questi popoli, che sono i Tatari Crimeani, i Karaites, i Krymchaks e gli Urums. Tutti questi popoli sono apparsi nel corso del processo storico della penisola della Crimea, e sono molto vicini l'uno all'altro da un punto di vista antropologico e culturale, ma molto differenti nelle loro religioni. Perché i Tatari Crimeani – il popolo più numeroso – sono Musulmani sunniti, i Karaites hanno la loro branca speciale di religione Abramitica, che non è molto conosciuta a confronto di Cristianesimo, Giudaismo e Islam, perché il Caraismo è una derivazione di questa radice religiosa Abramatica; i Krymchak, che sono di fede Giudaica; e gli Urum, che sono Ortodossi.



Nadir Bekirov mentre legge la sua declaration all’Expert Mechanism on the Rights of Indigenous Peoples delle Nazioni Unite di Ginevra

Sei rappresentante di una comunità in particolare, o di tutti i popoli indigeni della Crimea?

Io personalmente sono un Tataro Crimeano, ma sono a capo di un'organizzazione che si chiama “Fondazione per la ricerca e il supporto dei Popoli indigeni della Crimea”, e nella nostra attività cerchiamo di difendere gli interessi non solo dei Tatari Crimeani, ma di tutti i popoli indigeni della Crimea.


Immagino ci siano molti problemi per i Popoli indigeni in Crimea.

Molti, sì. Ancora oggi questi popoli fondamentalmente non sono riconosciuti, né come popoli né come Popoli indigeni in particolare. Tutti i regimi che hanno avuto a che fare con questi popoli hanno preferito vederli come gruppi etnici o minoranze nazionali, o qualcosa del genere. Per fare un confronto, abbiamo alcune comunità di Tatari Crimeani in Romania, per esempio, nella Romania odierna, che sono nostri emigrati, ma nella vita culturale e sociale sono più forti dei Tatari Crimeani in Crimea. I Karaites – Karais nella loro lingua – hanno un piccolo gruppo in Lituania che è molto più protetto dallo Stato Lituano, dove sono emigrati dalla Crimea, che nella stessa Crimea.

Questo sicuramente è connesso con il fatto che tutti i nuovi abitanti della Crimea, i nuovi coloni, le nuove popolazioni sono la maggioranza, e le loro autorità preferiscono fuggire ogni tipo di riconoscimento dei diritti delle Popolazioni indigene al fine di possedere tutte le risorse naturali della Crimea, tutta la terra della Crimea, senza alcun tipo di supervisione o senza alcun obbligo verso i Popoli indigeni. Questo è il punto principale.


Cosa ti aspetti dall’Expert Mechanism?


Un altro momento della declaration di Nadir Bekirov all’ONU

Una domanda molto difficile. Non mi aspetto niente di diretto dall'attività odierna del Mechanism. Ho cominciato a venire all’ONU di Ginevra all'epoca del Working Group of Indigenous Populations nel 1994, e direi che non si può parlare di singoli risultati, ma di una tendenza.

Prima di tutto l'adozione della Dichiarazione sui Diritti dei Popoli Indigeni, nonostante il governo Ucraino, che allora possedeva la Crimea secondo le leggi internazionali, si sia astenuto al momento di votare la dichiarazione. Ma per via dei recenti avvenimenti – intendo questo conflitto internazionale tra la Russia, che pretende di essere padrona della Crimea, e l'Ucraina – il parlamento Ucraino e quindi il governo, ha riconosciuto ufficialmente la Dichiarazione sui Diritti dei Popoli Indigeni e ha riconosciuto i Tatari Crimeani come popolo indigeno della Crimea. Questo avviene un po' in ritardo, perché lo stato Ucraino non controlla più la Crimea ora, quindi si tratta di un riconoscimento esterno, che non influenza la posizione del governo Russo, anzi forse ha un effetto opposto, in contraddizione con questo governo Russo, che di fatto da diversi mesi controlla il territorio della Crimea. Si comporta come l'Ucraina all'inizio, che cercò di sfuggire a ogni considerazione delle popolazioni autoctone della Crimea come Popoli indigeni. Dicono che tutti sono uguali, che tutto deve essere deciso tramite il voto, tuttavia i Tatari Crimeani e gli altri popoli indigeni sono meno del 20% della popolazione, e quindi ogni voto di fatto li priva di ogni prospettiva di riconoscimento dei loro diritti.



Nadir Bekirov e Rosalba Nattero

Prima abbiamo parlato dei legami tra Italia e Crimea. Puoi dire qualcosa su questo punto?

In rapporto a una parte del percorso che abbiamo scoperto recentemente, intendo 500 anni fa, 600 anni fa, anche 1000 anni fa, la Crimea era il crocevia, o uno dei crocevia, delle strade della civiltà, la civiltà Europea, e le connessioni tra Crimea e Italia, l'Italia odierna, risalgono a tempi antichi, perché ci sono città in Crimea che risalgono all'antica Grecia e di conseguenza al periodo di Roma, incluso il periodo bizantino.

Uno dei nostri popoli indigeni, gli Urum, risalgono alla mescolanza tra la popolazione locale e i coloni dell'Impero bizantino, l'Impero Romano d'oriente. Quindi hanno anche nel sangue e nelle manifestazioni culturali, una parte, seppur molto antica, di cultura romana e italiana. Ma noi abbiamo una mescolanza piuttosto recente con gli Italiani, perché dal 15esimo secolo ci furono colonie in Crimea, Genovesi e Veneziane, principalmente a Sudak e Fedosia o Kafa. Lì sulla costa ci sono piccoli castelli che risalgono a quei tempi, e in alcuni gruppi di Tatari Crimeani, i Genovesi erano praticamente un substrato, che fu turchizzato e convertito all'Islam e che divenne parte dei Tatari Crimeani. Da un punto di vista antropologico, musicale, di stile di vita ecc... erano molto simili ai Genovesi medievali. Ancora oggi ricordano che qualche generazione fa erano Genovesi o Veneziani. Ovviamente ora siamo una nazione compatta, come gli Italiani ad esempio, che sono un mix di nazioni diverse, e anche noi siamo così. Ma tra i Tatari Crimeani si sa bene che in quel villaggio, o in quella parte della città, le persone erano principalmente Genovesi di orgine.


Siamo parenti!

Si, certo!


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