Musica

Native

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18 Novembre 2013
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I cinque musicisti del LabGraal

Il nuovo album del LabGraal: uno, dieci, cento, mille universi fatti a loro volta di storie


Nel silenzio inserisci il nuovo cd nel lettore.

E si spalanca la Musica.

Già dall’inizio Native l’ultimo entusiasmante album del LabGraal trascina in uno, dieci, cento, mille universi fatti a loro volta di storie.

Storie che sono spezzoni di un’unica narrazione..

Immaginate un unico ampio salone, con sedici porte tutt’attorno.

Ognuna di esse porta ad un mondo parallelo, ma la sua essenza è sempre la stessa, ogni tassello del caleidoscopio alla fine costruisce una storia organica, vitale, palpitante.

Per trovarsi, alla fine del viaggio nei mondi, con esperienze e conoscenze nuove, percorsi esistenziali che arricchiscono lo spirito e inducono a spingere lo sguardo oltre i confini del quotidiano.


Native

È la mia vita, potranno anche uccidermi ma io non morirò. Perché è la mia vita.

Così canta il guerriero, così lancia la sua sfida.

Il suo villaggio è circondato dai nemici privi di volto, brutali macchine di guerra e di morte.

Ma lui, il guerriero, non ha paura.

Appartiene a un Clan nobile, e riflette la Luce del Sole, con la sua energia e la sua immensità.

È questa la sua forza, questa la sua incrollabile certezza.


  “Native”, l’ultimo album del gruppo

Serra i ranghi contro l’inconosciuto, ed alla luce del sole, spalla contro spalla, ecco che si combatte la battaglia decisiva.

Dove siamo?

In una sterminata radura a picco su di una scogliera, con le onde furiose che aggrediscono gli antichi scogli?

O in un mondo di ghiaccio, dove vivono gli spettri in perenne lotta con gli uomini di fuoco?

O nel passato della Terra, o nel suo futuro, con il tema comune della sopravvivenza , traendo forza ed energia dalla luce del sole?

Ovunque, e oltre ancora.

Eppure, in ogni caso, ecco il primo tassello: combatti senza paura, potranno ucciderti ma non morirai, perché è la tua vita. Quello che sei , quello cui appartieni ti proteggerà, riflettendo la luce del Sole.

Stringiamo tra le mani un raggio di Sole, perché è la chiave che ci porterà ad aprire un nuovo portale. Siamo nella splendida sala circolare,  circolare, sotto di noi un pavimento con tre draghi rampanti… ecco che la nostra chiave apre il battente.


Here and Now

Il raggio di Sole diventa Luce purissima.

Ascolta il Vento, percepisci l’essenza del Sole, il sospiro della Luna, il soffio delle Stelle.

Segui il fiume fino alla sua fine… Ascoltando il battito del tuo cuore e percepisci lentamente poi via via più forte il suo confondersi con il battito vitale di Madre Terra.

Dove siamo?

Nel ventre fecondo e ferace della Terra, l’energia della musica ci invita a percepire il suo battito vitale, ad entrare in sintonia con lei, a comprendere che ogni cosa è qui ed ora, ed è l’energia della Madre il soffio della vita. Il suo respiro.


Rosalba Nattero, voce e leader del gruppo

Presto, afferriamo, qui ed ora, questo messaggio, questo insegnamento . E portiamolo con noi, perché il portale si sta aprendo e dobbiamo tornare lì dove tutto sempre ricomincia.

Seguiamo il fiume, il fluido vitale del mondo. Sarà lui la chiave che aprirà il nuovo portale…

Nella nostra sala circolare, in compagnia dei Draghi.

Simboli alchemici sulle porte. Ma è tempo di un soffio.

Il portale si apre, lentamente: è tempo di...


En Montant la Riviere

Ecco il fiume che fa gli onori di casa alla musica onirica, avvolgente come una sciarpa di seta, ammaliante come un profumo arcano.

È maggio, e sul fiume è il tempo dell’amore.

Le ragazze sono bellissime, e si riflettono come fiori incantati nelle chiare acque del fiume.

E tempo che sboccino le rose, e che gli amori diano frutto.

Il profumo nell’aria è inebriante e ci si può perdere, alla ricerca del futile e dell’apparente.

Ma c’è chi non si lascia ammaliare del riverbero della bellezza caduca. Chi ha il cuore saldo, chi ha combattuto per ottenere quello in cui crede oh, no. Non si lascerà incantare dai miraggi che danzano sul fiume, dall’ingannevole apparenza…

L’amore per la conoscenza è più forte di ogni sirena: i suoi occhi sono blu come il cielo- perché è lì la fonte della vita.

Aggrappiamoci a quel bagliore di cielo, ecco la nuova chiave che aprirà il successivo portale.

Ormai la stanza dei Draghi, dal pavimento di madreperla bianco, è familiare e cara.

Stringiamo il nostro lembo di cielo: è tempo di...


Witch Dance

Ed è ora di svegliarsi. Il ventre del cielo è pregno di sole, e bisogna svegliarsi, perché la morte ci aspetta.

Non si può rimanere prigionieri della notte.

Danziamo insieme, seguendo l’antico insegnamento.

C’è un grande cerchio, ed un fuoco che arde nel candelabro. È una luce che dà vita e consolazione.

Danziamo.

Ogni volta che due o più Shana si riuniscono in un cerchio attorno ad un Siv’Nul ecco che lo Shan è presente tra di loro.

Questa è una certezza, una consolazione, danziamo quindi in questo cerchio, attorno al Siv’Nul fiammeggiante.

È il dono per noi, per la stessa Umanità…

Stringiamo forte nel cuore quel fuoco, e questo dono, perché è la chiave che ci permetterà di entrare nel nuovo portale.

E nella sala dei Draghi solo il tempo di respirare, e di stringere forte il fuoco del Siv’Nul, perché stiamo per balzare in un tempo, in un luogo crudele, e solo questa fiamma ci salverà…



Giancarlo Barbadoro, flautista e poeta

Matty Groves

Oh certo, ardono i ceri nella Chiesa, quella domenica mattina. I giovani vanno lì per scambiarsi sguardi, e non sono i sembianti dei Santi a popolare la loro mente.

Oh ma il fuoco di quei ceri non può scaldare il gelo che sta per scendere… Non può incrinare la fascinazione del piccolo Musgrave che resta incantato dalle grazie della Dama.

E il gelo del proibito amore non può essere scaldato dal sangue che a fiumi scorre, perché la vendetta del signore del castello non ha remore, non ha freni, non ha santi in grado di fermare la sua mano.

Dall’alto della collina restiamo a contemplare lo scempio di un malcelato senso di superiorità, e sempre dalla collina seguiremo una nuova storia. Ci fermeremo un attimo nella Sala dei Draghi, poi, asciugate le lacrime, correremo nel portale dei Tempi a conoscere...


Donald Mc Gillavry

Eccolo là, Donald Mc Gillavry, che viene verso di noi, sulla collina.

È duro come un ciocco ed affamato. Ma tornerà giù selvaggio ed ancora più affamato.

Non di cibo, non avrà brama di vino.

Ma di Vita.

È lui l’essere umano, che è mago e guerriero, bardo e poeta. Cerca la vita, Piange, ride combatte.

È come vento e certe volte segue altre tramontane. Qualcuno preferirebbe incontrare il demonio in persona, piuttosto che incrociare la sua strada con quella di Donal Mc Gillavry.

E noi lo inseguiamo, assetati della sua vita.

Qualcuno dice sia un sarto o un tessitore, perché sa e vuole cucire la sua vita. Come un abito che gli stia comodo, che lo rappresenti.

È questa la sua storia. È questo il suo insegnamento.

Segui il tuo vento, sii te stesso. E tessi la trama del tuo destino.

Teniamo stretto questo pugno di fili… Ci aprirà il prossimo portale.

Osserviamoli un attimo, nella luce trionfante della sala dei Draghi…



Andrea Lesmo, bouzuki e tastiere

Au Ton Cuenh

Siamo arrivati sulle sponde del Tempo. Ci sono le Parche che tessono l’esistenza degli esseri viventi.

C’è una strana luce attorno, perché non è di questo mondo: osserviamo il fuso che corre e compone la tela… Ci sono giorni belli e giorni brutti, si incastonano le lacrime ed i sorrisi, i petali della primavera e i fili di fumo dell’inverno, che escono dai camini e scaldano le anime dei vagabondi.

Il vortice della vita diventa di mille colori, così come mille sono le sfumature di un’esistenza vissuta pienamente. Un vortice che fa alzare un vento di speranza, perché su quell’arazzo non tutte le storie sono scritte, e c’è sempre un filo più grosso e colorato che puo’ tessere, nella nostra esistenza, nuovi decori.

Lasciamoci portare dal vento… Sarà il suo soffio potente, stavolta, a spalancare il portale che ci attende.

Inchiniamoci ai Draghi, poi eccoci...


The Black Sun

Siamo sotto il Sole Nero, mentre la nostra essenza, trasportata dal flauto druidico, comincia a muoversi nell’antica Danza del Vento.

I viaggiatori, talvolta, hanno bisogno di riposare ogni atomo della propria interezza.

Ed è per questo che ogni minima parte di noi si deve dissolvere nella musica, per trovare pace e poi, rinascere, più forte e con un nuovo spirito guerriero.

Portiamo con noi un brandello del Sole Nero. Dovremo metterlo sui nostri occhi, per vedere oltre le apparenze nel prossimo portale che ci attende.


Brose and Butter

Un uomo chiede cibo alla sua donna, e che sia caldo e avvolgente. Ma non è semplice nutrimento quello che vuole: possiamo vedere oltre il sembiante, e scoprire che la vita richiede l’amore carnale, che nutre e rinvigorisce, e crea futuro. La farina d’avena e l’acqua calda ed il buon burro danno energia e forza agli amanti, e non si deve arrossire , perché è gioioso tributo che si paga a Madre Natura, signora del Tutto.


Luca Colarelli, bagpipes e chitarra

È proprio quella scintilla di vita che dobbiamo portare con noi, perché il prossimo portale ci porterà dentro il corso di una intera esistenza…

Anche i Draghi della Sala sembrano sospirare, mentre si spalancano i battenti e noi entriamo in...


Killkelly

Quanta tristezza in queste lettere che un padre manda da Kilkelly al figlio lontano. Una buona persona le scrive per lui, e anno dopo anno, decennio dopo decennio, diventiamo parte della vita del buon figlio John e della sua famiglia. Chi nasce e chi muore, il raccolto va a male e l’umidità gela le membra. Ma si va avanti, scaldandosi il cuore con le foto dei ragazzi e il corpo con grazie ai danari mandati dal figlio lontano.

È la vita di una famiglia, in più di 30 anni di sogni e speranze, di nascite, di morti. È un’esistenza intera raccontata ad un emigrante che rinuncia agli affetti più cari, alla terra natìa, per cercare fortuna altrove. Perché la vita di chi gli ha dato vita, nel bene o nel male, possa continuare…

L’emigrante John non tornerà mai alla sua Killkelly, e non vedrà mai più i suoi cari.

Prendiamo proprio questo, il rimpianto di chi non tornerà: servirà ad aprirci un nuovo portale.

Restiamo a meditare nella Sala dei Draghi, su quanto sia breve e dolorosa la vita… Poi con un balzo eccoci...


Loch Lomond

Piange lo spirito di un giovane soldato di Bonnie Prince Charlie: lui non tornerà mai più a casa, dal suo unico amore. Furono catturati in due, ma solo lui fu ucciso. E mentre il suo compagno di sventura torna a Loch Lomond, per riannodare il filo della sua vita, lo spirito del soldato ucciso scivola veloce nel vento, per arrivare prima di lui, per rivedere il suo amore, la sua terra, quello che non è più suo, ormai.

Incontro ad una primavera che non sarà più sua.


Gianluca Roggero, percussioni

Quanto è futile la guerra: tutte le lacrime che ha fatto versare, in ogni tempo, sarebbero un oceano che ricoprirebbe mille volte la Terra.

Prendiamo una delle coccarde del soldato… Che sia un ponte tra la vita e la morte... Perché il portale nella Sala dei Draghi, stavolta ci conduce...


As I roved Out

All’incontro tra un soldato ed una ragazza dai grandi occhi neri. Che vive in una casa sulla collina con la madre.

Non hanno voglia di dolore, o di rimpianti. La guerra ha fatto sentire la sua voce, e l’eco della morte è troppo forte. Solo il gioco dell’amore, il corteggiamento e la galanteria possono far spuntare una nuova alba, nel mondo.

E così è il soldato, che gioca con la bella ragazza, e con lei scambia momenti di passione.

E quando giunge il momento di ripartire il suo non è un addio, ma la speranza che forse, un giorno, quando verrà Natale, tornerà a sposare la sua bella. Perché le ballate talvolta lasciano un sorriso, e non un rimpianto.

Prendiamo quel sorriso, e teniamolo nascosto. Perché ecco, il prossimo portale non è storia, non è racconto, è puro incanto.


Now Westlin Winds

Immaginate un mondo sconfinato, un fiume di erica che ondeggia quieta al vento d’autunno. Ed una voce.

Che è magia, incanto. Solo una voce che segue le spire del vento, si innalza, si estende alla ricerca di un confine che per lei non esiste.

Una voce che racconta colori, sensazioni, ricordi. Solo vibrando, elevandosi verso le cime lontane dei mondi e poi profonda, giù nel cuore dell’oceano.

Non c’è racconto in questo mondo. Solo la Voce.

Da ascoltare in assoluto silenzio, per arricchire il proprio spirito.

Usciamo da questo portale ancora stupiti, con nelle mani un po’ di polvere fatta di note incantate…

E soffiamola contro il portale che ci attende.



Rosalba Nattero

Se Ieu sabiau Volar

È un canto velato di tristezza, quello che ci accoglie. Qualcuno imprigionato - ma non solo da mura, ma anche da un’esistenza sbagliata, da un destino beffardo, da un grumo di problematiche - guarda verso il cielo, oltre l’orizzonte. E desidera di volare, per lasciare tutto quello che lo incatena, e prendere il largo, in altre terre, dove c’è il suo amore, dove non sentire il peso dell’oppressione.

E anche il nostro spirito vorrebbe poter volare, oltre tutti i confini che ci sono imposti, che ci siamo imposti.

È la piuma morbida dell’ala di un uccello libero che ci aprirà il prossimo portale.

La Sala dei Draghi ci accoglie, il nostro giro sta per finire.

E il prossimo portale si spalanca...


Living Universe

Su di un universo vivo e palpitante. Ci scorrono attorno i mondi e i fuochi delle stelle, atomi Viventi di un organismo totale e vitale.

Siamo tutti lì, in un’unità indissolubile. Un attimo infinito che è l’istante preciso in cui inizia ogni cosa.

Dove nasce l’universo.

Siamo nel cosmo perfetto, senza limite alcuno. Senza confini.

Solo noi e la musica che echeggia nella nostra mente.

È il canto dell’eternità.

Il nostro viaggio sta davvero per finire, e con gli occhi pieni di assoluto rientriamo

Nella Sala dei Draghi.

Purificati dal nostro cammino, mondo dopo mondo, universo dopo universo.

Illuminati e consci. Spettatori e protagonisti di antiche storie, vite dolenti, energia dipanate.

Dobbiamo rendere omaggio adesso.

Con le mani colme della luce del Cosmo entriamo nell’ultimo portale.


Eliz Iza

Ecco l’antichissimo canto di Korantenig .

Un’invocazione che scavalca i confini del Tempo e corre dal cielo al cuore.

Ogni sillaba parla alla nostra stessa esistenza, in una lingua che non ha bisogno di traduzioni.

È come un vento fatto di foglie d’autunno e petali di rosa, che cancella ogni limite ed ogni confine.

È solo immensità, condivisione, comunione.

Tra l’essere vivente e l’Eterno.




Un sospiro.

Tutto si ferma.

Abbiamo ascoltato un disco e nel contempo abbiamo fatto un viaggio.

Dentro di noi e in ogni luogo.

I Draghi della Sala circolare emettono un ultimo ruggito, che poi diventa un sussurro e una cortina scende anche su di loro.

La consapevolezza che questo viaggio non sia finito, ma potrà rinnovarsi e rivivere ogni volta, consola e aiuta.

Basterà prendere il Cd, inserirlo nel lettore… e tutto ricomincerà, in modo diverso eppure uguale.

Questa è la magia del LabGraal.

La Voce mirabile ed ineguagliabile di Rosalba Nattero.

La bagpipe guerriera di Luca Colarelli.

Il Flauto incantatore di Giancarlo Barbadoro.

Le tastiere spumeggianti di Andrea Lesmo.

I drummer ruggenti di Gianluca Roggero.

La loro musica racconta storie come nessuno ha saputo fare prima di loro. E nessuno dopo.

Ogni loro lavoro è un’esperienza unica.

Ecco, è un viaggio magnifico.

Nella loro purissima Arte.


P.S.: La Sala dei Draghi? Aprite la confezione del Cd, e mentre la musica naviga nella vostra mente, perdetevi nel guardare il porta disco di fronte a voi…

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