Musica

Dick Mazzanti: una vita a ritmo di swing

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09 Febbraio 2017
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Dick Mazzanti: una vita a ritmo di swing


Un secolo di storia di Torino, tra aneddoti, curiosità e quella grande musica nera che è il jazz, di cui è stato radice per la contaminazione della musica rock, è stata impressa in narrazione da Roberto Mazzanti nelle 270 pagine del suo libro, edito da Wall Records di Dante Muro, intitolato “Dick Mazzanti una vita a ritmo di swing”.

Un racconto romanzato sulla vita del padre Dick e di tutto ciò che scorse nella city della Mole Antonelliana. Toccante il ritratto che Roberto Mazzabti da del padre: “mi ha insegnato a sorridere con la testa e anche con il cuore. I ricordi che mi sono stati affidati sono materiali tangibili, spesso cartacei, e si fondono, più profondamente, con i ricordi più intimi, più emotivi, quelli che si custodiscono in fondo all’anima. Questo libro non è una summa di ricordi, ma è soprattutto un esercizio profondo per conoscere meglio me stesso”.

Once Upon a Time ovvero c’era una volta…a Torino, nell’estate del 1894 un uomo e una donna, Mauro e Giuseppina, in una casa del centro, vivono con trepidazione le doglie per la nascita del quarto figlio. È una Torino in pieno sviluppo dove da poco è stata inaugurata la nuovissima Pietro Micca, che per anni è stata chiamata la diagonale mentre il trasporto pubblico urbano e a trazione animale.

L’attacco del libro di Roberto Mazzanti ha tutti i crismi di una favola ma più particolareggiata nella descrizione storica di Torino. Una città progressista, dove moda e innovazione sono al centro dell’intera nazione. L’autore la descrive come una vera El Dorado.

Il libro affronta anche il periodo della gioventù balilla e la grande crisi del 1929 con la depressione economica e crollo di Wall Street e pochi mesi dopo in Europa.

I mezzo a tutto ciò c’è la storia dei Mazzanti, il nonno Mauro e i suoi nipoti e i loro viaggi a Venezia.

Dick Mazzanti: una vita a ritmo di swing

Citazione di una storia affascinante e esemplare è poi quella relativa al capitolo Lavazza e alla capacità imprenditoriale torinese, fondata nel 1895 da Luigi che rivela la Passa Olivero, piccola drogheria. Inizialmente l’azienda venderà merci prodotte o lavorate in proprio, come il sapone, spiriti, olio, spezie e caffè. Ma già nel 1910 Lavazza è il primo a creare caffè con miscele, combinandole al meglio.

Poi lo sport, le corse, la Fiat vanno di pari passo nel racconto a ritmo di swing con le prime note dedicate al jazz: “…e mentre studiavo i classici sul pianoforte mi sorprendevo a tentare le prime note di blues, il primo bolgie woogie e ...a swingare”. La febbre del jazz hot cresce come racconta Gian Carlo Roncaglia: “a Torino sono pochi i posti del jazz. Ci sono il Caffè Crimea, a pochi metri dal ponte Umberto e il Circolo canottieri Esperia, sulle rive del Po”.

Di tanto in tanto a Torino arriva d’importazione la rivista “Down Beat” che parla di Louis Armostrong, Fats Walzer e Count Basie. Riccardo, ovvero Dick Mazzanti, ama Louis per il buonumore, la sobrietà dello stile, di Fats adora l’energia e di Basie il tocco essenziale.

Di li a poco Dick frequenterà gli ambienti jazz torinesi diventando uno dei cursori del jazz torinese insieme a Dedo Borgialli, Danny D’Allora, Pit Piccinelli, Rancati, Leonardo Saija.

Dick Mazzanti: una vita a ritmo di swing

Poi la guerra, il mondo partigiano, i V- Disc ovvero i dischi della vittoria.

Di li in poi la vita di Dick si svilupperà ancor più nella vita e nell’amore per la musica jazz ma anche per la famiglia con la nascita di Roberto.

Sono molti i ricordi legati al dopoguerra al boom economico alla vespa simbolo di quegli anni.

Il Jazz a Torino rinascerà grazie a Silvio Vernoni che si incaricherà di farlo risorgere. Poi arriverà il Jazz at Kansas City, una nuova formazione che vedrà il poliedrico Renato Germanio nelle vesti di leader e arrangiatore, alla fisarmonica, alla tromba e al vibrafono, Dick Mazzanti al trombone, Sergio Farinelli alla tromba ed Emilio Siccardi al sax tenore.

Poi gli anni del boom economico finiscono e arriveranno gli anni ’70 con le lotte politiche, il flower power nel mondo con i festival di Woodstock e Whight... A Torino nel 1975 Dick Mazzanti farà parte di una nuova band denominata Blues Messengers. Il jazz non muore mai e Torino ospiterà nel 1981 Lionel Hampton con la sua orchestra e Dick Mazzanti avrà modo di conoscerlo personalmente. Gli anni scorrono veloci e il 2 febbraio Dick Mazzanti lascia, causa un ictus, il jazz terreno per approdare in quello dell’infinito.

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