Musica

Pico Rama e la “Locura”

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27 Novembre 2015
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Uno sciamano tra raggamuffin, rap e pop sperimentale


E’ un canto sciamanico tradizionale colombiano quello che fa volare all’ascolto in chiave elettronica l’album di Pico Rama intitolato “Lo cura” edito dalla Mescal. Già “Lo cura” che in spagnolo significa ‘follia’ è un album di ben 13 tracce realizzate da Pico, un artista che ha nelle sue corde musicali la passione e l’attitudine per l’arte in tutte le sue forme. Musica rap con uno spiccato istinto verso il mondo del teatro tant’è che con la compagnia teatrale del Centro Teatro Attivo, ha realizzato e interpretato numerosi spettacoli partecipando a tre edizioni della rassegna Connections Festival al Teatro Litta di Milano, evento organizzato in collaborazione con il Royal National Theatre di Londra.

Nei suoi brani canta e rappa, ma dice di sé: "Non sono un rapper e non sono un cantante". Il suo primo riferimento stilistico per quanto riguarda l'uso della voce è il raggamuffin, la cantilena di metriche serrate. In ogni caso, in virtù della natura sperimentale della sua produzione, risulta difficile inquadrarlo in un genere. Tra il primo e il secondo disco ha spaziato tra argomenti variegati, ma il filo conduttore dei suoi contenuti è di stampo mistico - esoterico; parla e canta di espansione della coscienza con ironia e leggerezza trash, autodefinendosi un "buffone sacro".


Lo cura “ - racconta Pico Rama – è una sana e lucida pazzia che ci permette di evadere dalla prigione dell'intelletto, ci concede di riconoscere che oltre la mente - o attraverso una mente vuota - c'è un universo intero che aspetta solo di essere "sentito”.

Tutte le produzioni musicali sono di Marco Zangirolami e Pico Rama, a eccezione di Dall'Altra Parte Del Cancello, affidata alle mani di Morgan While, e Un Pezzo Di Terra, di Pico Rama.

Tutti i testi e le melodie sono di Pico Rama a eccezione del ritornello di Your Jungle, scritto e cantato da Yari Power, e delle tre cover Estrellita Divina (canto sciamanico), Dall'Altra Parte Del Cancello (Giorgio Gaber) e Nuevo Horizonte (Kirtan Reggae), nonché l'intro e una parte del ritornello di Loco (Darwin Grajales).


Molto trascinante l’apertura dell’album con “Regali del Divino” dove il ‘nostro’ da le parole di riflessioni sulla nostra esistenza: “ Siamo effettivamente canali di passaggio per poderose energie cosmiche: ma un canale funziona bene solamente quando è vuoto, quando permette alla materia di fluire liberamente. Non possiamo lavorare con la Luce, possiamo accoglierla dentro di noi, ma perché questo sia possibile, dobbiamo prima svuotare i nostri canali da tutte le puzzolenti incrostazioni che le impediscono il passaggio. Siamo saturi delle meccaniche del condizionamento”.

Un brano particolare è senza dubbio “La saliva degli angeli”dove Pico la spiega così: “ Ho scritto questo brano in un momento oscuro, precedente al lavoro sciamanico degli ultimi anni; trattasi di una sorta di preghiera surrealista scaturita dalla disperazione, dalla frustrazione e dalla solitudine”. Altri due brani particolari da sottolineare sono “Your Jungle” e “Loco”, il primo si distingue per il ritornello cantato in inglese da Yaru Power mentre il secondo brano rappresenta il manifesto dell’album, una canzone di Darwin Grajales, cantautore e musicoterapeuta colombiano con cui Pico Rama ha condiviso un percorso di sanzione nella selva amazzonica. Il disco contiene anche due bonus tracks: “No Fango No Loto” e “Esplosione dal di dentro”, dal campionamento di un coro rituale balinese sulla battaglia tra Rama e il demone Ravana, una folle meditazione guidata, accompagnata da strumenti tribali provenienti da tutto il mondo.

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