Megalitismo

I segreti del Monte Teleno

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11 Luglio 2012
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Il ritrovamento sul Monte Teleno. Foto: Antonio García Montes

Scoperto un nuovo complesso megalitico in Spagna


Con un'altezza di 2.188 metri, il monte Teleno è la montagna più alta dei Monti di León nel massiccio Galaico-Leonés (Spagna). Nel corso della storia è stato un punto di riferimento per i diversi popoli che hanno abitato la zona. Fin dall'epoca degli Asturi la montagna sacra (che i Romani dedicarono posteriormente a Marte Tileno, dio che allo stesso tempo era il dio Marte romano ed il dio guerriero indigeno Tilenus) è stata protagonista di numerosi misteri e leggende. Nella tradizione popolare della Maragaterìa, la “comarca” (spazio di confine) in cui si trova il Teleno, si racconta dell'esistenza di una scala formata da cento scalini d'oro, la quale giunge fino alla cima del monte, dove si trova un toro anch'esso d'oro. Si racconta inoltre che gli Iberi, stanziatisi sulla cima del monte, discendevano da esso in groppa a nuvole, provocando tormente gettando la grandine che portavano nelle tasche.

Oggigiorno il Teleno continua ad essere un punto di interesse per gli abitanti e i ricercatori che continuano a cercare di scoprire cosa si nasconde oltre la leggenda. Solo quattro anni fa furono rinvenuti nei dintorni del monte una serie di petroglifi realizzati 5mila anni fa, che non fanno che alimentare le credenze intorno questo luogo di culto.


Petroglifi e coppelle del Monte Teleno. Foto: Armando Casado

Qualche mese fa, cercando di scoprire nuovi sentieri di montagna, il ricercatore Antonio Garcia Montes scoprì qualcosa di sorprendente: situato tra il “teso del Acebo” e il “Pico de la Reina”, a quasi 1.800 metri d'altezza, si stagliava sulla vegetazione un cerchio apparentemente perfetto. Perfettamente visibili dall'alto, all'interno dell'anello (di 30 metri di diametro e delimitato da un “corridoio” di 2 metri di larghezza) sono accumulate pietre di quarzo bianco. Curiosamente, queste misure sono le stesse del cerchio centrale di Stonehenge in Inghilterra “Già a prima vista il cerchio si apprezza in tutta la sua estensione, questo è dovuto al fatto che la vegetazione che lo copre è differente e di taglia minore rispetto a quella che cresce nei dintorni, forse perché qui sotto c'è una maggior concentrazione di materiali, accumulati per segnalare questo presunto “luogo sacro” o che servivano come base o fondamenta per possibili strutture di pietra o legno che potevano sorgere lì” spiega García Montes.

La squadra del programma televisivo “Cuarto Milenio” (dell'emittente spagnola canal CUATRO) ha realizzato pochi giorni fa un'investigazione “in loco” della zona, durante la quale si è potuto provare, mediante diverse misurazioni, l'esistenza di anomalie telluriche all'interno del cerchio.

Luis Antonio Alonso, membro della squadra d'investigazione ed esperto di radioestesia, captò un fortissimo segnale magnetico proveniente dall'anello.


Monte Teleno

Utilizzando svariati strumenti, tra cui barre metalliche e varie bussole, si sono rilevate svariate alterazioni: ad esempio l'ago della bussola ha segnalato il Nord dove in realtà si trova l'Est. “Ricevo una radiazione, un segnale fortissimo in tutto il cerchio che non mi permette di entrare, diciamo... Nella parte Sud, in una specie di entrata di circa 4-6 metri, questo segnale non c'è... C'è una perdita del tono muscolare involontaria che mi porta a inclinare le aste all'indietro... In altri casi invece le aste vanno in avanti o si incrociano...” spiega Alonso.

Nella “comarca” della Maragatería esistono diversi monumenti preistorici che si relazionano direttamente con il monte Teleno. Questi monumenti, come il dolmen di Quintanilla de Somoza, nel quale i raggi del Sole attraversano i suoi fori durante le quattro feste celtiche di Imbolc, Beltaine, Lugnasad e Samain, o i petroglifi di Peña Fediel, possibili altari sacrificali risalenti a più di 4mila anni fa nei quali si vedono, scavati nella roccia, vari labirinti, segni a forma di croce e una serie di coppelle, potrebbero avere una funzione comune secondo l'antropologo Josè Luis Cardero: quella di chiedere al Sole di compiere il suo giro giornaliero nel paese dei morti, la famosa “Gallaecia”, che nell'antichità era considerata un portale per l'aldilà.



I petroglifi di Peña Fediel

Il ricercatore e ingegnere di professione, Miguel Ángel González, ha pubblicato a settembre dell'anno scorso il libro “Teleno, signore del labirinto, del raggio e della morte”. Nel libro, edito da Lobo Sapiens, appaiono cuélebres (esseri serpentiformi della cultura gallega e asturiana n.d.r.) o dragoni, si dà un volto al dio Teleno e si svela il simbolismo dei labirinti nelle danze della zona. Secondo González, siti come il monte Teleno “si differenziano dal resto e permettono la comunicazione dell'uomo con le forze che si crede governino i cicli e i processi dell'Universo. Influire o controllare queste forze, mediante la magia o la religione era essenziale per garantire la sopravvivenza delle comunità umane che accedevano a questi luoghi. E questo è il seme della scienza” Identifica inoltre questi luoghi come una proiezione del Cielo in Terra, per dirlo con le sue parole: “costituiscono, pertanto, la genesi del calendario, un calendario astronomico proiettato nel paesaggio”.

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