Megalitismo

Un osservatorio solare di 4.500 anni

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08 Giugno 2012
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Scoperto un osservatorio solare di 4.500 anni a Los Berruecos (Spagna). Il Sole illumina completamente i petroglifi nei giorni dell’Equinozio


A Los Berruecos, zona dichiarata Monumento Naturale dalla Giunta dell'Estremadura nel 1996, vicino alla “Peña del Tesoro” (Roccia del Tesoro) di Malpartida (a 15 km dalla città di Càceres), si erge una roccia piuttosto singolare. Nel corso di un'osservazione durata più di due anni, Juan Rosco Madruga, laureato in Geografia e Storia e direttore di svariati scavi archeologici, è giunto alla conclusione che la roccia in questione non è una pietra comune, modellata in maniera bizzarra dalla natura, ma si tratta invece di un osservatorio solare risalente a 4.500 anni fa.


“La prima volta che vidi la roccia, la mia attenzione fu richiamata dal foro naturale attraverso cui passa la luce del Sole. Poi mi accorsi che all'interno della roccia ci sono delle immagini, anche se logorate dell'erosione, ho quindi cominciato a chiedermi se, in determinati periodi dell'anno, la luce colpisse queste immagini.


Il fascio di luce illumina le immagini circa alle due del pomeriggio, quindi dopo due anni e mezzo di osservazione, in cui venivo a Los Barruecos all'ora di pranzo armato di tortilla, ho scoperto che la luce illumina completamente un'immagine solamente negli Equinozi. Vale a dire, i due giorni dell'anno in cui il giorno ha lo stesso numero di ore della notte: il 21 marzo e il 22 settembre.” *


Il fenomeno in pratica avviene giornalmente, in un processo che dura appena 32 minuti, ma avviene in maniera completa solamente durante gli Equinozi.


La zona di Los Berruecos è una delle più singolari d'Europa. Il suo curioso paesaggio è composto di grandi masse di granito scolpite dall'erosione nel corso della storia, qui inoltre sono stati ritrovati i resti più antichi di produzione agricola dell'Estremadura, appartenenti al Neolitico e con più di 7mila anni di antichità. Gli studi sul luogo dimostrano che fu abitato anche in epoche posteriori, come il Calcolitico (Età del Rame) o l'Età del Bronzo; i suoi abitanti ci lasciarono in eredità un'importante collezione di pitture e incisioni rupestri uniche nella penisola iberica, insieme ad una importante necropoli megalitica, quella di Hijadilla.


Tra questi petroglifi si trova la roccia studiata da Rosco, che la definisce come un idolo di tipo antropomorfo con disegno a “Y” invertita, con sesso e senza braccia. A fianco di quella che si suppone sia la testa, c'è una piccola cavità artificiale (coppella) che potrebbe rappresentare un disco solare e, inoltre, insieme a questa incisione appaiono un paio di figure.

La serie di petroglifi si trova in una sorta di “tunnel” nel quale si possono vedere altre coppelle, tre delle quali sono collocate perfettamente in linea retta, il che ci porta a pensare che, forse, questa scoperta sia solo l'inizio di qualcosa di molto più grande.


Rosco assicura che se si effettueranno maggiori scavi nella zona, i risultati ottenuti sarebbero importanti e reclama il coinvolgimento delle amministrazioni, siano esse locali, regionali, nazionali o soprannazionali, tra cui l'Unesco per proteggere e valorizzare questa scoperta.


* Estratto dall'intervista concessa da Juan Rosco Madruga alla rivista “HOY”.


Foto Armando Méndez


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