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Miriam Madau

Miriam Madau, medico nutrizionista vegano e omeopata, è membro del Consiglio Direttivo della LIMAV - Lega Internazionale Medici per l’Abolizione della Vivisezione ed è membro di O.S.A.- Oltre la Sperimentazione Animale. Coordina il gruppo ricerca medica senza animali di SOS Gaia.

A cura di Miriam Madau
Medico nutrizionista vegano



MAGGIO - GIUGNO 2020


Verso una alimentazione vegetale anche per i nostri amici cani

Esiste ancora il luogo comune che una eventuale dieta di sola derivazione vegetale per i cani  sia “contro natura”, senza nemmeno considerare che può essere contro natura l’addestramento, le limitazioni e i condizionamenti di ogni giorno che non rispettano le loro caratteristiche etologiche,  come condurli al guinzaglio, tenerli chiusi in appartamenti o in spazi ristretti, limitarli nelle  attività all’aria aperta o nelle attività condivisibili con i propri simili.

Verso una alimentazione vegetale anche per i nostri amici cani

Bisogna invece valutare che la lunga convivenza di questi animali con l’uomo ha portato a una loro profonda trasformazione sia comportamentale che alimentare e con il tempo il cane domestico ha sviluppato una buona capacità digestiva degli amidi. Infatti studi recenti hanno confermato che i cani si sono adattati geneticamente ad una dieta ricca di amido in quanto il loro genoma mostra di possedere molte più copie di geni responsabili della digestione di questi componenti rispetto al suo antenato lupo.

I cani, quindi, hanno la possibilità di seguire tranquillamente una dieta di derivazione vegetale, comprese le proteine vegetali. Questo risulta confortante per le persone che  hanno fatto  una scelta alimentare di tipo etico, cioè di non mangiare animali e derivati per evitare la sofferenza di persone uguali a noi, e che si pongono il problema morale di dover dare invece in pasto degli altri animali al proprio amico convivente “non umano”.

Questa alimentazione, sicuramente migliore, risulta di riferimento anche per coloro che si pongono il problema di cosa stanno davvero dando da mangiare ai propri amici, visto che tendenzialmente nelle scatolette e nelle crocchette di Pet food sono spesso presenti scarti e annessi di derivazione animale che non sono per esempio ammessi nell’alimentazione umana, ormoni, sostanze appetibili, ecc… Ma anche per chi inizia a valutare i danni  che causa l’uso di antibiotici negli allevamenti intensivi o le conseguenze di  una dieta carnea sull’insorgenza di tumori.

Un numero crescente di prove indica che i cani, da un punto di vista nutrizionale, possono vivere bene con una dieta vegana, come dimostrato da Andrew Knight e Madelaine Leitsberger, autori di una review di quattro studi che ha esaminato l'adeguatezza nutrizionale delle diete vegetali per cani e successivamente pubblicata anche sulla rivista Animals.

Verso una alimentazione vegetale anche per i nostri amici cani

Anche la People for Ethical Treatment of Animals statunitense ( PETA ) ha raccolto una serie di lavori per discutere la questione dell'alimentazione a base vegetale per i cani, dove i benefici per la salute sono stati notevoli, dato che è stato anche evidenziato che la carne trovata nei pet food contiene, nella maggior parte dei casi, le parti classificate come non adatte al consumo umano.

Dai risultati della ricerca, svolta in relazione a un  numero di 300 cani, è emerso che una scelta di alimentazione vegana sia un vantaggio e che le condizioni di salute dell'82% dei cani che erano stati vegan per 5 o più anni erano buone o eccellenti.

In base alla statistica ed ai campioni di questo studio, è risultato evidente che più a lungo un cane rimane vegano o vegetariano, tanto più la sua salute si mantiene buona o eccellente,  tanto meno è soggetto ad infezioni, cancro ed ipotiroidismo e soprattutto che la dieta vegana dà più benefici della dieta vegetariana.

Così anche i veterinari man mano suggeriscono che  è possibile somministrare una dieta vegana ai cani, basta che sia adeguatamente bilanciata e integrata, in modo che possa soddisfare il fabbisogno nutrizionale del singolo soggetto e tenendo conto dell’età, della razza, del peso, dell’attività fisica svolta e delle condizioni metaboliche. L’apporto del veterinario nutrizionista diventa, in quest’ottica, importante per scegliere la dieta ideale per il nostro cane in grado di fornire un perfetto bilanciamento dell’apporto nutritivo essenziale, dove l’attenzione sarà posta soprattutto nei confronti della soddisfazione del bisogno giornaliero di determinati nutrienti, come la taurina e la L-carnitina , le vitamine del gruppo B, la Vitamina D3, A e  E,  i minerali  quali calcio, fosforo, zinco e alcuni grassi come il linoleico, EPA, DHA.

E’ anche opportuno sapere che  il tratto intestinale del cane è più corto di quello umano e quindi potrebbe non tollerare grandi quantità di cibo fibroso. Ma hanno comunque bisogno della loro dose di fibre vegetali, crusca, cereali integrali e frutta fresca, in quanto le fibre crude saziano, riducono il senso di fame e favoriscono l'evacuazione.

Comunque si evince che  avere cura della salute del proprio cane, applicando i principi delle diete vegane, implica una serie di azioni e di scelte che coinvolgono anche la salute dell’ambiente  e soprattutto di altri esseri uguali in tutto e per tutto a noi, oltre che direttamente al nostro amico di cui ci prendiamo cura ogni giorno e condivide  con noi un nostro pezzo di esistenza.

Per approfondire l’aspetto etico di una scelta di alimentazione non basata sull’uccisione o sofferenza di altri esseri senzienti, nemmeno per il nostro amico cane, invito a visitare il sito di Sos Gaia, commissione di lavoro della Ecospirituality Foundation, alla pagina Progetto Ecospiritualità – La proposta di un Manifesto Morale .


Verso una alimentazione vegetale anche per i nostri amici cani

Cibi buoni e cibi cattivi per i cani

Gli alimenti che non dovrebbero mai mancare sono una giusta combinazione di cereali integrali, legumi, verdure di stagione, germe di grano, alghe, semi vari e olio di buona qualità. La combinazione suggerita dai veterinari è di circa metà parte di legumi, un quarto di cereali e un quarto di verdure,  un cucchiaio di semi, i cucchiaio di olio vegetale che permette di offrire un pasto completo e bilanciato sotto il profilo nutrizionale.

I legumi migliori sono le lenticchie, i fagioli e i piselli ma un po’ meno la soia. E’ molto importante,  come succede anche per noi umani,  rispettare i tempi di ammollo dei legumi e le modalità di cottura per favorire la digeribilità. Per questo è bene sapere che è opportuno cuocere almeno per quindici minuti la verdura in modo da permettere  la rottura delle fibre e diminuire così il quantitativo fibroso, ma ricordarsi che una cottura prolungata distrugge alcune vitamine, soprattutto la tiamina.

Il germe di grano può essere considerato un super-alimento, in quanto procura una abbondante quantità di vitamina E, di acidi grassi essenziali e gran parte dello zinco necessario al cane.

La frutta è ottimale, ma va ridotta a fettine o dadini e sempre senza semi, soprattutto le mele,  perché contengono amigdalina che è in grado di liberare un veleno pericoloso: l’acido cianidrico.

Inoltre la digeribilità degli alimenti è un parametro importante, perché influisce  sull’effettiva quota di principi nutritivi che il cane è in grado di assorbire a livello intestinale e che quindi può utilizzare per soddisfare i propri fabbisogni.

Verso una alimentazione vegetale anche per i nostri amici cani

Comunque è sempre consigliato un cambiamento graduale della dieta da carnivora a vegetale, in modo da consentire una transizione appropriata degli enzimi digestivi e dell’attività metabolica della flora intestinale.

Bisogna invece porre attenzione agli alimenti da evitare per i cani come indicati dalla  American Society for the Prevention of Cruelty to Animals.

Le solanacee, come le patate, le melanzane e i peperoni possono dare dissenteria, mentre  i  pomodori potrebbero procurare aritmie e quindi meglio non dar loro da mangiare  pomodoro fresco o, se in salsa, ne sono raccomandate piccolissime quantità.

Invece la cipolla e l’aglio, contenenti solfossidi e disulfidi, hanno un’ azione sui globuli rossi e possono indurre anemia, mentre i funghi, specialmente quelli non coltivati, sono pericolosi.

L’ uva fresca e l’uva passa, invece possono determinare coliche renali.

Le noci comuni e quelle di macadamia possono dare calcoli alla vescica  o tremori a causa dell’ alto contenuto di fosforo.

Tutti i dolci sarebbero da evitare per non incorrere in aumento di peso, diabete e  carie dentali. In particolare il cioccolato, per via della teobromina contenuta, può causare aumento della pressione o addirittura portare a stato comatoso. Meglio quindi evitare tutto ciò che contiene cioccolato o caffeina, in quanto anche quest’ultima avrebbe lo stesso effetto.

Bisogna porre attenzione anche a un eventuale eccesso di sale che, oltre a uno squilibrio elettrolitico, può provocare problemi renali e vescicali, ricordando che gli stessi problemi possono essere dati dagli affettati che contengono molto sale e nitrati.

Lo xilitolo, abitualmente usato per noi umani come dolcificante, soprattutto per caramelle o gomme da masticare, è dannoso per il fegato del cane.

Molto tossici sono anche: la noce moscata che può determinare gravi tremori, fino all’ esito infausto, mentre con l’ avocado,  al solo contatto col seme, la polpa o la corteccia dell’albero, possono insorgere difficoltà respiratorie.

Per finire, è bene ricordare che qualsiasi grasso di tipo animale e i cibi fritti sono grassi saturi e possono portare a problemi pancreatici.


Ecco due esempi di ricette fatte in casa


Ricetta seitan con verdure al forno

Ricetta di seitan al forno con verdure e anacardi

Anche per  i nostri amici, come per noi stessi,  la salute inizia in cucina.

A detta di molti veterinari sarebbe meglio nutrire i nostri amici non con cibi preconfezionati a livello industriale ma fatti in casa. Un consiglio valido, per non dover cucinare ad ogni pasto, quando si decide di adottare una alimentazione naturale seguendo una dieta veterinaria plant-based, è quello di preparare le porzioni per alcuni giorni mantenendole in frigo o nel congelatore. La sera prima basterà togliere dal freezer le porzioni che servono lasciandole scongelare in frigorifero.

 

Ricetta di seitan al forno con verdure e anacardi

Mettere in una pirofila, tutti insieme i seguenti ingredienti mescolandoli bene:

350 grammi di seitan tagliato a pezzetti o a striscioline

2 bicchieri di brodo vegetale

½ tazza di carote grattugiate

1/2 tazza di fagiolini tagliati a pezzetti ( o freschi o surgelati)

1 gambo di sedano tagliuzzato

¼ di tazza di anacardi  spezzettati, ma non devono essere né salati nè tostati

Una manciata di cubetti di sostituto vegano della pancetta


Mix di cereali, legumi e verdure

Mix di cereali, legumi e verdure

Inserire in forno preriscaldato a 180° e cuocere per 30 minuti.

Lasciare raffreddare prima di servire.  Quello che c’è in più lo si può mettere in contenitori o buste per alimenti facendo le porzioni per qualche giorno da conservare in frigo oppure nel congelatore.

Ricordarsi che il cibo  non va dato troppo caldo, ma nemmeno freddo da frigo.


Mix di cereali, legumi e verdure

Mettere in una terrina grande:

1 mazzo di broccoli precedentemente bolliti

2 tazze di fiocchi d’avena

1 tazza di lenticchie già cotte

1 tazza di riso integrale cotto

1 tazza di carote tritate o grattugiate

1 tazza di fagiolini cotti ( senza filo)

1 tazza di spinaci cotti tritati

1 cucchiaio di lievito alimentare da spargere sul tutto prima di servire


Mescolare bene il tutto e la porzione che viene servita spolverarla con lievito alimentare di cui i cani sono ghiotti: questo darà un apporto extra di Vitamine del gruppo B.

Il resto sarà pronto per pasti successivi.


Il primo ricettario Vegan per Cani

Libri e articoli consigliati


Un libro consigliato per iniziare ad approcciarsi ai vari risvolti di un’alimentazione a base vegetale per i nostri amici cani,  con diversi esempi di ricette è: Il primo ricettario Vegan per Cani, dell’autrice statunitense Michelle A. Rivera. Testo con l’ introduzione all’edizione italiana a cura di Enrico Moriconi, che è Garante dei Diritti Animali della Regione Piemonte e membro del Tavolo Animali & Ambiente di cui fa parte SOS GAIA.

L’ articolo consigliato in cui si sviscera il tema sul cibo che consumiamo ogni giorno, che  può essere un veicolo di sofferenza o di armonia è: Dubbi vegani, di Rosalba Nattero, Presidente di SOS GAIA e Presidente della Ecospirituality Foundation, ma anche membro della Consulta Animalista della Città di Torino, del Tavolo Animali & Ambiente e della Federazione Italiana Diritti Animali e Ambiente.

www.shan-newspaper.com/web/animalismo/1870-dubbi-vegani.html






MARZO - APRILE 2020


Io resto a casa: cosa mangiamo?

Essere costretti a trascorrere molto tempo a casa in periodo di pandemia comporta alcuni vantaggi e qualche svantaggio.

Tra i vantaggi c’è il fatto che si ha a disposizione più tempo per la preparazione di cibi fatti in casa, la scelta e la combinazione delle pietanze può essere più varia, fantasiosa e anche più sana.

Io resto a casa: cosa mangiamo?

Si può anche approfittare di questa particolare condizione per dedicarsi alla preparazione di pietanze a base vegetale ispirati alla scelta che la stagione inizia a proporci con ortaggi e verdure, periodo in cui possiamo ancora usufruire di prodotti di fine inverno  ma già anche di quelli più tipicamente primaverili.

Ecco allora che ricette e menù vegan potranno essere così consultati per trarne ispirazione, scegliendo tra i propri gusti “classici” o sperimentando gusti nuovi, ma rifacendosi anche a ricette rivisitate della cucina delle varie regioni italiane e sicuramente molto più economiche rispetto alla spesa che precedentemente si faceva nel consumare i pasti fuori casa.

Gli svantaggi del “io resto a casa” possono essere la sedentarietà, a causa dell’ attività lavorativa svolta  senza muoversi, il mangiare più del necessario, il mangiucchiare spesso per  noia: insomma, tutte situazioni che concorrono all’instaurarsi di sovrappeso o di problemi digestivi.

Allora perchè non optare per una alimentazione che già di per sé sia digeribile e soddisfacente, che sazi  senza arrivare agli eccessi?

La dieta alimentare che fa a questo caso è proprio quella vegana. Non essendo a base di carni e derivati animali, risulta indicata  per dare un apporto proteico senza dover richiedere troppo dispendio di lavoro digestivo da parte del nostro organismo, per avere una buona proporzione di contenuto di acqua che ci idrata, di minerali, che sono elementi importanti nel metabolismo delle nostre cellule , di vitamine “fresche”, subito disponibili e importanti co-enzimi nei processi di ossido riduzione e anche per la presenza di grassi che invece di danneggiare, come quelli di derivazione animale, sono di aiuto nel coadiuvare e proteggere varie funzioni organiche.

Io resto a casa: cosa mangiamo?

In  questo momento storico particolare,  l’emergenza coronavirus sta anche influendo sul cambiamento delle abitudini alimentari delle persone e la scelta vegan sta avendo un’impennata, come dimostrano i dati delle preferenze di acquisto nei supermercati nella prima parte del mese di marzo. Lo riportano due ricerche in particolare, condotte da Nielsen sia in Italia che negli Stati Uniti, che evidenziano come, nel nostro Paese, le persone hanno comprato soprattutto farina, riso, pasta, conserve e verdure surgelate, con una crescita  tra il 20 e l’80%  rispetto allo stesso periodo del 2019. Negli Usa le percentuali negli acquisti della cosiddetta “non carne” e di latte vegetale sono aumentate addirittura del 280 e del 477%.

Le ragioni della opzione di una alimentazione a base vegetale sono state principalmente due: la prima, perché si tratta di cibi più facili da conservare anche a lungo e  la seconda, perché tra i consumatori sta aumentando lo scetticismo verso i prodotti di derivazione animale, che sarebbero una concausa all’origine dell’infezione del Sars-Cov-2 ovvero del Covid-19.

Lo stesso ministero della salute e la SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana), si sono preoccupati di fornire informazioni nutrizionali utili in questi mesi pandemici e consigliano, sia per gli adulti che per i bambini, di avere ogni giorno un’alimentazione varia,  ricca di frutta, verdura e legumi. Per esempio, per gli spuntini incoraggiano  il consumo di spremute, frutta fresca o alcune preparazioni di verdura e il consiglio è che sia presente frutta anche a colazione, perché  fare una buona colazione, mai come ora, contribuisce in maniera significativa ad aumentare gli apporti di minerali e vitamine utili per la protezione dalle infezioni.

Io resto a casa: cosa mangiamo?

Ma non solo, basti pensare alle raccomandazioni, in questo momento di aggressione virale, di specifico utilizzo di vitamine come la A, la C e la D, utili per rafforzare le difese immunitarie e per la protezione delle vie respiratorie. Tutte queste sono subito reperibili fresche dai prodotti della terra.

Va da sé che le persone che hanno uno stato nutrizionale migliore sono quelle meno aggredibili dalle infezioni.
Ecco allora che è bene ribadire che ciò che arriva direttamente dalla natura è già completo per l’essere umano non solo per nutrirlo ma anche per proteggerlo.

Indubbiamente stiamo vivendo un momento di riflessioni e cambiamenti e ciò può portare a essere più propensi verso una scelta consapevole che indirizza alla dieta a base vegetale, nel rispetto di chi , come noi adesso possiamo forse minimamente comprendere, è stato rinchiuso negli allevamenti senza la possibilità di vivere davvero la vita che spetta a tutti gli esseri senzienti. Perché gli animali, anche quelli da reddito, sono esseri senzienti.

Ora c’è più tempo a disposizione per provare ricette  cruelty free e lo si può fare adattando vecchie ricette senza usare carni e derivati o assaporando gusti nuovi, lasciandosi alle spalle l’idea che senza carne non si può stare. In realtà non è così e lo dimostra il sempre maggiore numero di persone che sceglie vegan, perché quella dell’alimentazione senza carne e derivati non è solo una scelta di salute, perché implica comunque una presa di posizione sulla salvaguardia dell’ambiente in cui siamo e della condivisione di “umanità” con i nostri fratelli animali.


A proposito di menù della festa


 Hummus con verdure

Hummus con verdure

Qualche idea e poi a voi la scelta


Chi si approccia al ricettario vegan, potrà  scoprire un mondo variegato di possibilità e di gusti, oltre che di proprietà nutrizionali valide a saziare anche i più esigenti.

Per un menù dei giorni festivi ci possono essere due possibilità: o realizzare piatti vegan in chiave tradizionale secondo le proprie capacità culinarie oppure avventurarsi verso nuovi orizzonti di combinazioni e sapori.

Oggi il web e l’editoria sono davvero ricchi di idee e ricette, basta avere tempo e voglia di provarle e assaporarle. Siccome in questo periodo il tempo di sicuro non manca, perché non provare nuove avventure coinvolgendo magari anche i membri della propria famiglia per farsi aiutare?

Ecco qui un’idea di menù, scelta dal libro Ecospiritualità a tavola (1) : qualcosa di facile, giusto per cominciare.


Antipasti:

Insalata russa dove la mayonese avrà la sua sostituta senza uovo.

 Riso basmati con ananas ceci e pinoli

Riso basmati con ananas ceci e pinoli

Fagottini di radicchio, ripieni di tofu, olive e pomodorini secchi.

Hummus di ceci, servito con verdure crude come finocchi, pomodori, peperoni, sedano o altre a piacere.


Come primo:

Riso basmati all’ananas, pinoli e ceci, che già da solo sarebbe un piatto completo per la presenza di tutti gli aminoacidi essenziali.


Come secondi:

Omelette vegana, accompagnata da champignon stufati.

Polpettine di quinoa con contorno di spinacino e noci.


E infine:

Naturalmente frutta fresca: per esempio fragole con succo di limone o arancia, spremuti al momento per avere la vitamina C subito disponibile.

Dolce che può essere il dolce vegano di Pasqua acquistato al supermercato o per esempio una mousse au chocolat vegan.


(1): Ricette tratte dal libro Ecospiritualità a tavola: vivere armonici e in salute. Ricette facili e cruelty-free per stare bene e non fare del male agli animali - A cura di Rosalba Nattero - Edizioni Triskel - anche in ebook. www.triskeledition.com



Spotlight


Le vitamine del momento

Le vitamine sono elementi indispensabili per il nostro organismo. La maggior parte di esse non vengono sintetizzate dall’organismo umano però si trovano in natura e così devono essere assunte regolarmente nella dieta quotidiana.

Io resto a casa: cosa mangiamo?

Le vitamine sono dei co-enzimi che svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione di molte reazioni chimiche all’interno del nostro corpo e sono fondamentali per la nostra vita. In particolare, forniscono energia all’organismo e ne assicurano il rinnovo cellulare, garantendo protezione a tutti gli organi e prevenendo alcune malattie.

Gli alimenti di origine vegetale sono quelli in grado di fornirci il maggior apporto vitaminico.

Le vitamine dunque sono contenute nei cibi, ma non esiste un cibo che le contenga tutte. Per questo l’alimentazione dovrebbe essere varia, assicurando così un idoneo apporto vitaminico rispetto a un’alimentazione che contempla sempre le stesse cose.

Ma ecco qui le vitamine importanti in questo momento di particolare aggressione virale.


Vit C : essendo essenziale e non sintetizzabile, deve essere introdotta quotidianamente attraverso il consumo dei cibi che ne sono ricchi, come kiwi, agrumi, fragole, broccoli, spinacini crudi, tarassaco, cavolo cappuccio, peperoni. Siccome la vitamina C è termolabile, sarebbe meglio utilizzare frutta e verdura cruda per conservarne tutte le caratteristiche.

Io resto a casa: cosa mangiamo?

Per avere un esempio pratico della quantità necessaria, basti pensare che un kiwi al giorno è sufficiente per soddisfare il fabbisogno giornaliero:  in 100 grammi di frutto ce ne sono circa 90 milligrammi. In realtà ne sarebbero già sufficienti  60 milligrammi.

Questa vitamina ha un ruolo importante nell'aumentare le nostre difese immunitarie, ha una forte azione antiossidante e favorisce l’assorbimento, nel tratto intestinale, di minerali e soprattutto del ferro, potenziandone i benefici.


Vit D: è conosciuta per il suo prezioso contributo nella prevenzione delle patologie ossee e nella capacità di modulare la risposta immunitaria.

In quali cibi la troviamo?

Principalmente nei funghi, sia spontanei che coltivati, come gli champignon, nelle verdure a foglie larghe e scure e, in particolare, nelle bietole e nella cicoria, ma anche nei broccoli e nel cavolo riccio, noto come cavolo nero. Essendo una vitamina abbastanza termoresistente i cibi possono subire processo di cottura senza alterarne le proprietà.

Perchè questa vitamina  possa essere sempre disponibile nel nostro corpo,  vale il suggerimento, se possibile, di esporre ogni giorno braccia e viso al sole per 15-20 minuti per favorirne la sintesi.

Io resto a casa: cosa mangiamo?

Vit A: La vitamina A è presente nei vegetali come precursore, ovvero come carotenoidi e in particolare come beta carotene. Questi vengono poi trasformati in vitamina A dal nostro metabolismo.

La vitamina A è benefica per la funzione visiva, per lo sviluppo delle ossa, per la pelle e per le mucose, mentre i carotenoidi hanno proprietà antiossidanti perchè proteggono dai radicali liberi e dal danno ossidativo, prevenendo così l’invecchiamento cellulare.
Molte delle sue caratteristiche vengono meno durante il processo di cottura dei cibi, così sarà più opportuno consumarli crudi o poco cotti.

Il fabbisogno medio giornaliero raccomandato è di 500/400 microgrammi e ce lo possono fornire: albicocche secche, radicchio verde , foglie di broccolo, cavolo verde, tarassaco, zucca gialla, spinaci, lattuga romana, lattuga rossa, songino, bietola, cicoria, pomodori.




GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Scegliere ora per il futuro (parte 2)

Scegliere ora per il futuro (parte 2)

Nel  2040 la carne sarà vegetale, secondo uno studio condotto a cura della società di consulenza globale AT Kearney (1).

La maggior parte della carne che le persone mangeranno nel 2040 non proverrà da animali macellati, in quanto  il 60% sarà coltivato o sostituito da prodotti a base vegetale con sapore e aspetto del tutto simile alla carne. Questo lavoro riassume inoltre  i preponderanti impatti ambientali della produzione di carne convenzionale e le preoccupazioni che la popolazione ha sul tema del benessere animale.

“Il settore dell’allevamento su larga scala è visto da molti come un male inutile“, afferma il report. “Con i vantaggi dei sostituti vegan e di carne in coltura rispetto alla carne prodotta in modo convenzionale, è solo una questione di tempo prima che acquisiscano una quota di mercato sostanziale”.

Entro il 2050 la popolazione globale dovrebbe aumentare a circa 10 miliardi e per sostenere tutte queste persone è necessaria una quantità enorme di cibo.
A oggi, secondo l’ Organizzazione per l’ alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite (FAO), è necessaria  quasi la metà del raccolto mondiale per nutrire la popolazione di bestiame, che consiste di circa 1,4 miliardi di bovini, 1 miliardo di suini, 20 miliardi di volatili e 1,9 miliardi di pecore, agnelli e capre.

La produzione agricola diretta per il consumo umano rappresenta solo il 37%. Pertanto, la maggior parte del raccolto viene somministrato agli animali per produrre carne, che viene infine consumata dagli esseri umani.

“Il passaggio a stili di vita flexitariana, vegetariana e vegana è innegabile con un numero crescente di consumatori che riducono il consumo di carne per diventare più attenti verso l’ambiente e il benessere degli animali”, ha affermato Carsten Gerhardt, partner di AT Kearney. “Per i mangiatori di carne appassionati, l’aumento previsto dei prodotti a base di carne in coltura significa che possono ancora mantenere la stessa dieta ma senza lo stesso costo ambientale e animale.”

Il report stima che il 35% di tutta la carne nel 2040 sarà coltivata e il 25% sarà rimpiazzato da prodotti vegetali. Questa stima evidenzia la maggiore efficienza delle alternative alla carne convenzionale.

Scegliere ora per il futuro (parte 2)

Parlando del successo delle alternative vegetali, il rapporto dice: “Non sono richiesti ingredienti animali perché questi prodotti sono completamente vegetali” ma sul profilo sensoriale, si avvicinano molto alla sensazione della carne, come texture e sapore. La ragione principale del miglioramento del profilo sensoriale è un processo di produzione sofisticato con l’uso di emoglobina e leganti, estratti tramite fermentazione dalle piante, che imitano la sensazione della carne”

Ma… il futuro è già qui con la carne stampata in 3D.

La startup spagnola Novameat, guidata dall’ingegnere biomedico italiano Giuseppe Scionti, è in grado di stampare carne fibrosa a base vegetale, simulando bistecche di manzo, petti di pollo e anche  filetti di pesce, rendendo finalmente vita lunga a manzi, polli e pesci.

Nello specifico, Novameat, con un investimento dell’azienda di Foodtech New Crop Capital, è riuscita a sviluppare una particolare stampante 3D, in grado di creare bistecche sintetiche simili alla carne a cui fin’ora si era stati abituati a mangiare ma ottenuta completamente da ingredienti di origine vegetale. Questa nuova tecnologia è addirittura in grado di riprodurre la consistenza, l’aspetto, il sapore, le proprietà nutritive e sensoriali delle carni fibrose .

Sono già diverse le aziende che stanno ricevendo le apparecchiature necessarie alla stampa grazie a un accordo di licenza con la ditta produttrice, in quanto questa stampante può essere personalizzata dalle aziende per creare i tipi di tessuti fibrosi necessari a diversi progetti.

Questo è dovuto al fatto che la tecnologia di Novameat è diversa dalle tecniche di estrusioni tradizionali, che spesso sono in grado solo di realizzare la carne vegetale in forma di hamburger, replicando l’aspetto della carne già macinata. La differenza è che riesce a riprodurre i tagli di carne muscolare ed è in grado di utilizzare gli ingredienti della carne vegetale Beyond Meat e Impossible Foods.

La stampante con intelaiatura tridimensionale
La stampante con intelaiatura tridimensionale

A detta di Scionti:  “la tecnologia di microestrusione utilizzata da Novameat consente alle aziende di ottenere una struttura tridimensionale senza dover passare attraverso un periodo di incubazione, che può richiedere una notevole quantità di tempo e aumentare i costi”. Mentre Dan Altschuler Malek, di New Crop Capital, ha spiegato che:

“La tecnologia basata sulla biostampa di Novameat fornisce un metodo flessibile e regolabile per produrre carne a base vegetale, con l’utilità di creare texture diverse da un’ampia varietà di ingredienti, il tutto all’interno di un unico pezzo di carne. Pensiamo che la catena di approvvigionamento alimentare globale sia rotta e ci stiamo concentrando sulla soluzione di una di queste sfide, che è quella delle proteine animali. Novameat può aiutare a ridurre i costi della “carne senza carne”. Inoltre abbiamo notato che c’è l’opportunità di spostare il comportamento dei consumatori per ridurre il loro consumo di prodotti a base di proteine animali verso prodotti che hanno un prezzo che la gente accetterà di pagare, è solo una questione culturale.”

Certamente questo è solo l’inizio: il cambiamento porterà inevitabilmente a cercare nuovi taste e nuovi gusti, nuove texture e nuove consistenze, nuovi cibi che potranno essere gustati sia sul nostro pianeta che sulle stazioni spaziali o basi lunari o marziane, dove l’alimentazione e la nutrizione saranno arricchite  dalla creatività e dall’inventiva e magari ispirate a nuovi contatti interplanetari, nel rispetto dell’intelligenza e della senzienza di tutti gli esseri viventi che coabitano insieme a noi sulla Terra e lontano dalla Terra…


(1)  Lo studio è disponibile a questo link: https://www.kearney.com/documents/20152/2795757/How+Will+Cultured


Cibi e loro proprietà


Le alternative vegetali alla carne: il Quorn

Una delle domande che spesso pone chi vuole approcciarsi ad una dieta vegana è: “ come posso sostituire la carne alla dieta di tutti i giorni?”. Fortunatamente ora è reperibile una buona varietà di preparati sostitutivi della carne anche nella grande distribuzione. Così,  facendo la spesa sia nei grandi supermercati che  nei discount, si possono trovare  alimenti preparati con proteine vegetali che si prestano a essere cucinati adattando le ricette a cui si è abituati oppure si possono trovare i componenti base per prepararli homemade.

Quorn al limone e capperi
Quorn al limone e capperi

Una alternativa molto gustosa e completa dal punto di vista nutrizionale è il Quorn. Conosciuto anche come micoproteina, è un ingrediente derivato dalla fermentazione di un fungo, il Fusarium Venenatum. Si tratta più che altro di una muffa, di un organismo naturale presente in abbondanza in natura e scoperto negli anni 60 nelle campagne a Sud dell’Inghilterra. E’ disponibile anche in Italia sotto forma di prodotti lavorati come burger,  cotolette o affettati.

Il Quorn viene considerato come una nuova fonte proteica a disposizione del fabbisogno della popolazione mondiale, in quanto è ricco di proteine, di fibra alimentare, è povero di grassi e completamente privo di colesterolo. Nello specifico,100 grammi di questo alimento contengono 2 grammi di grassi, di cui 0,5 grammi di grassi saturi, 4,5 grammi di carboidrati, di cui 0,6 grammi di zuccheri,  5,5g di fibre e 14,5g di proteine, per un totale di 105 Kilocalorie.

A detta di chi lo ha provato, tra i vari prodotti sostitutivi della carne, questo alimento è molto gradito per il suo sapore e per la sua stessa consistenza.

Tra l’altro, l’azienda che lo produce ci tiene a specificare che il processo produttivo del Quorn è assolutamente ecosostenibile, così come tutti gli ingredienti utilizzati e le confezioni che lo contengono sono realizzate con carta riciclata.

Non rimane che provarlo. Come? Per esempio è ottimo il ragù con macinato Quorn, gustose le polpettine, molto saporiti gli hamburger, buoni anche i cubetti saltati in padella e messi in insalatone estive, oppure come ingrediente nelle frittate, come cotolette con limone e prezzemolo, oppure infarinate e spruzzate di marsala, oppure alla pizzaiola con pomodorini e olive taggiasche, oppure alla veneziana con cipolle. E così via, lasciando spazio  alla fantasia in cucina !


VeggieWorld, la più grande fiera sul vivere vegano in EuropaEventi


VeggieWorld, la più grande fiera sul vivere vegano in Europa

Si svolgerà a Milano,  il 21 e 22 marzo, presso la BASE in via Bergognone 34,  nel cuore di Milano, la VeggieWorld:  la più vasta fiera commerciale d’Europa dedicata allo stile di vita vegano e la più antica del suo genere dove è possibile incontrare rivenditori e importatori vegani, con l’opportunità di scoprire  nuovi prodotti creativi, insoliti e sofisticati nei più diversificati settori.





NOVEMBRE-DICEMBRE 2019


Scegliere ora per il futuro (parte 1)

Quello che non si sa quando si fa festa

Lo sapevate che quando si fa festa e si organizzano tavole imbandite, il menù contribuisce al riscaldamento globale del pianeta?

Ebbene sì e lo spiega in modo dettagliato uno studio condotto dalla Humane Society International (HSI).

Ecco un esempio  utile a comprenderne la “portata”:  un pasto per una famiglia di sei persone a base di  arrosto di tacchino, salse e contorni contenenti carne e derivati animali, comporta l’emissione di 23,5 chilogrammi di CO2, ovvero la stessa quantità di anidride carbonica che emette un’auto a benzina che percorre una distanza di 126 km.

Scegliere ora per il futuro (parte 1)

Quindi,  secondo lo studio, se  l’85% dei britannici che abitualmente consuma prodotti di origine animale optasse nelle festività per un menù a base vegetale, impedirebbe la produzione di 131 milioni di chilogrammi di CO2 nell’atmosfera. Queste emissioni, causate da un pasto in un giorno, equivalgono a guidare per una distanza di 704,9 milioni di km.

Per contro,  un arrosto vegano con patate cotte in olio vegetale, wurstel vegan in camicia ripieni di salvia e cipolla e una salsa a base di verdure,  il tutto per sei persone,  emette solo 9,5 chilogrammi di CO2, cioè tanto quanto un’auto che percorre 50,8 km.

Anche uno studio elaborato da ricercatori dell’Università di Oxford, in collaborazione con l’Università del Minnesota (1) ha dimostrato che l’ impatto degli alimenti di origine vegetale sull’ambiente e sulla salute umana è diverso da quello degli alimenti di origine animale.

In questo lavoro sono stati analizzati 15 gruppi alimentari diversi comprendenti: pollo, latticini, uova, pesce, frutta, verdura, legumi, frutta a guscio, olio di oliva, patate, carni rosse lavorate, cereali raffinati, bevande zuccherate, carni rosse non lavorate e cereali integrali per valutare il loro impatto sia sull’ambiente che sulla nostra salute, avvalendosi anche di precedenti studi epidemiologici che riguardavano le abitudini alimentari di decine di milioni di persone.

Il risultato emerso è che gli alimenti di origine vegetale hanno un impatto notevolmente inferiore su ambiente e salute: per esempio una porzione di carne rossa da 50 grammi è associata all’emissione di almeno 20 volte più gas serra e a un utilizzo del suolo 100 volte superiore rispetto a una porzione da 100 grammi di verdure. Per la nostra salute le evidenze sono altrettanto negative per quanto concerne la carne: una porzione di soli 50 grammi di carne lavorata al giorno, come per esempio due fette di prosciutto,  aumenta del 41% la probabilità di andare incontro a patologie importanti, come malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e ictus.

Un recente studio della John Hopkins University, diffuso anche da The Economist (2), sottolinea come, rispetto a una alimentazione onnivora, scegliendo uno stile alimentare che contempli in un anno i 2/3 dei pasti vegani, una persona ridurrebbe di quasi il 60% la sua impronta di carbonio, mentre la scelta vegan costante la porterebbe a una riduzione dell'85%.

Scegliere ora per il futuro (parte 1)Sono dati che già ci fanno capire che anche quello che mangiamo possa avere una notevole percentuale di rilevanza e di ripercussione  sulla salute del nostro pianeta, oltre che sulla nostra stessa salute e non solo.

Per “non solo”, mi riferisco ai poveri più poveri che non hanno voce in capitolo, ovvero coloro che sono costretti a essere cibo nel piatto invece di godere dello stesso diritto alla vita che abbiamo noi.

Proprio l’ Humane Society International ha calcolato che se tutti gli inglesi optassero per una cena natalizia a base vegetale, due milioni di tacchini e 125.000 suini verrebbero salvati dal macello. Sono numeri alti, se si pensa che è solo un pasto.

Ma questo porta a porsi altre domande. Come mai si parte da un presupposto di salvare il pianeta e non direttamente di salvare creature innocenti e senzienti, nostri compagni di viaggio in questo pianeta? Con tutte le opzioni di alimentazione vegetale che il mercato sta offrendo perché non si è ancora smesso di allevare animali da reddito e di mangiarli?

Perché si continuano a considerare gli animali come schiavi?

Sono domande inevitabili, soprattutto in prospettiva di un nuovo anno alle porte e con una economia che forse si sta accorgendo di come le cose possano cambiare  anche riguardo a una alimentazione più consapevole ed etica.



(1): ricerca delle Università di Oxford e del Minnesota, coordinata da David Tilman, Department of Ecology, Evolution, and Behavior, University of Minnesota, pubblicata sulla rivista scientifica PNAS - Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America.

(2): https://www.economist.com/graphic-detail/2019/11/15/how-much-would-giving-up-meat-help-the-environment


Parliamo di Seitan


Passare ad una scelta alimentare vegana con l’uso di proteine di derivazione non animale?

Certo! Ed è  possibile e auspicabile per un futuro in benessere del corpo, della mente e dello spirito.

Così oggi parliamo di seitan.

Il Seitan deriva dalla lavorazione del glutine del frumento e per questo non è un alimento adatto ai celiaci. Ha un aspetto e una consistenza simile alla carne e può essere anche preparato in casa in poco tempo.

Parliamo di Seitan

Il seitan ha un apporto proteico elevato, ma per essere completo sarebbe  meglio abbinarlo nello stesso piatto o nella stessa giornata a dei legumi,  come piselli, fagioli, lenticchie , fave, cicerchie o  ceci che vanno a completare gli aminoacidi mancanti al glutine, principalmente la  lisina.

Ed ecco un buon antipasto a base di Seitan, rispettando una delle ricette regionali del Piemonte: il “Vitel tonnè”, che diventa in questo caso un “non vitel non tonnè”, ma che a occhi chiusi ne ricorderà senza dubbio la consistenza e l’aroma ma senza nuocere ai nostri fratelli animali non umani.


Ricetta del VITEL TONNÈ in versione vegan


Occorrente per un piatto da portata di antipasto per un giorno di festa:

-  4 confezioni di affettato di seitan (pari a circa 40 fette)

Per la salsa:

-  2 mandorelle all'erba cipollina

-  un po' di alga in polvere

-  un cucchiaio di capperi

-  due cucchiai d'acqua

-  un cucchiaio d'olio di semi di girasole


Preparare la salsa mettendo tutti gli ingredienti nel frullatore a immersione, frullandoli per amalgamarli.

Metterne uno strato leggero sul fondo del piatto da portata.

Disporre le fette di seitan e ricoprirle con uno strato di salsa.

Mettere un secondo strato di fette ricoperte a loro volta con la salsa.

Decorare a piacere.


Film


The Game Changers
The Game Changers

The Game Changers è un documentario prodotto da James Cameron (Titanic, Avatar, Terminator) e diretto da Louie Psihoyos, regista del documentario premio Oscar "The Cove". Nel film, uscito in tutto il mondo dal 16 Settembre 2019, vengono intervistati e filmati atleti di fama mondiale, che hanno scelto di  passare a una dieta totalmente vegetale, ottenendo grandi risultati nelle loro performance.

Sono esempi che spingono a riflettere non solo sulle proprie scelte alimentari per  raggiungere e mantenersi in salute, ma possono indurre anche a un cambiamento di ottica di vita nel rispetto di esseri senzienti che con noi abitano questo pianeta, contribuendo così al riscatto degli schiavi di questo secolo.

Il film è visibile su Youtube:

https://www.youtube.com/watch?v=XPW062dkWWE





SETTEMBRE-OTTOBRE 2019


Il mondo del cibo sta inesorabilmente cambiando

Il mondo del cibo sta inesorabilmente cambiandoIl modo di nutrirsi vegano, cioè senza l’utilizzo di animali e dei loro derivati, sta apparecchiando sempre più tavole, grazie alla più facile reperibilità di prodotti di derivazione vegetale anche nei supermercati e alla varietà di ristoranti, bistrot, gastronomie e fast food che aprono i battenti ai menù vegan.

Succede così che dopo il successo mondiale del burger vegetale, l’azienda americana Impossible Foods si sta dedicando alla costruzione del pesce a base vegetale, ovvero l’Impossible fish. In particolare al momento sta puntando sulla creazione del sapore del pesce usando il famoso ingrediente eme, che contribuisce a dare sapore alla carne agli Impossible Burgers. Il team di ricerca ha sviluppato un brodo a base vegetale che richiama il sapore delle acciughe e che potrebbe essere la base per molte preparazioni.

Nel suo report sull’impatto del 2019, Impossible Foods afferma: “Stiamo continuando a inventare e scoprire le capacità e gli strumenti per sviluppare dalle piante l’intera gamma di carne e prodotti lattiero-caseari e ora i pesci a base vegetale sono una priorità particolarmente elevata”. Idea questa anche ispirata al fatto che: “La raccolta marina ha decimato le popolazioni sottomarine e sta portando ad un crollo della biodiversità negli oceani, nei laghi e nei fiumi”.

Il mondo del cibo sta inesorabilmente cambiandoL’amministratore delegato della ditta, Patrick Brown, intende espandere il raggio d’azione verso i pesci a base vegetale come parte della sua missione di sostituire ogni alimento a base di animali sul mercato entro il 2035 dichiarando sul NY Times :“Per quanto riguarda l’urgenza dell’impatto ambientale, i pesci sono secondi alle mucche, seguiti da altri animali. Ecco come la vedo io e questi sono fattori determinanti nel modo in cui definiamo le nostre priorità.”

La mutazione dello stile alimentare è in atto, come evidenziato da un sondaggio, effettuato negli USA tra aprile e luglio di quest’anno, da cui è emerso che quasi la metà della popolazione sceglie alimenti a base vegetale in sostituzione a latte vaccino, carne e uova. E sono le nuove generazioni a trainare il cambiamento.

Il mondo del cibo sta inesorabilmente cambiandoCultivate Insights, che si occupa di effettuare ricerche di mercato e di offrire soluzioni ottimali per chiunque decida di occuparsi di business etici ed eco-friendly, ha precisato che il 48% della popolazione maggiorenne degli Stati Uniti ha optato per soluzioni plant-based nel periodo di tempo analizzato. Da questa indagine di mercato, effettuata su un campione di 2.068 persone maggiorenni, è risultato che il 38% ha acquistato latte vegetale; il 29% ha scelto carne a base vegetale; il 7% ha acquistato uova a base vegetale.

Il mondo del cibo sta inesorabilmente cambiandoA detta di Che Green, autore principale del report, vi sono anche nuove prospettive per le aziende che si stanno dedicando a questo settore: . “Quando parliamo di alimenti a base vegetale, il cambiamento in atto coinvolge tutte le aziende: dai pionieri del vegetale alle nuove aziende, i dati indicano che tutti i marchi del sondaggio stanno beneficiando di un mercato in rapida crescita”.

Un fatto interessante, specifica ancora Green, è che gli acquisti di cibo a base vegetale sono diventati comuni in tutti i principali gruppi demografici.

Senza dubbio ciò sta a dimostrare una graduale ma inarrestabile presa di consapevolezza che per salvare il nostro pianeta occorra non mangiare animali e loro derivati, in quanto sono proprio gli allevamenti intensivi a incidere sul problema dell’effetto serra che sta rovinando la Terra, compresi gli abbattimenti delle foreste per fare spazio alle vaste coltivazioni di cereali e soia, che tra l’altro risucchiano acqua a dismisura, per foraggiare gli allevamenti.

Il mondo del cibo sta inesorabilmente cambiandoAnche sul NY Times, in un articolo del giornalista Manjoo, si riconosce a coloro che hanno adottato una dieta vegana di avere ragione sia sull'etica che sull'ambiente, e si legge: “Abbiamo bisogno di più voci vegane, perché stanno senza dubbio dalla giusta parte della storia in tutte le grandi questioni: la crudeltà criminale degli allevamenti industriali; la capacità di essere senzienti e di provare emozioni degli animali; i costi ambientali della carne e come l’aumento globale del suo consumo non sia sostenibile. Loro sono l’avanguardia. Gli studiosi del clima dicono che se mai riusciremo a sopravvivere al riscaldamento globale, le persone dovranno consumare meno animali di ora… Tutti figli di Madre Terra - L’ecospiritualità nel rapporto con gli animali, di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero - Edizioni TriskelLa nostra dipendenza dalla carne sta uccidendo il pianeta proprio davanti ai nostri occhi... Dovremo diventare tutti un po’ più vegani, quindi è meglio iniziare ad accoglierli anziché continuare a deriderli”.

Comunque inesorabilmente il cibo vegetale sta diventando il “new normal”, sia per ragioni etiche, che salutistiche, che ambientali e sono in aumento le persone che optano per l’utilizzo di prodotti alimentari animal-free.

Personalmente ritengo che sostituire sulla nostra tavola i derivati animali con i derivati vegetali risulta essere, in tempo reale, un beneficio per tutti. Non mangiare carne e tutto ciò che è animale significa non privare esseri senzienti, persone come noi, della loro dignità e del diritto alla vita. Questo, oltre a essere una presa di posizione etica, è anche un modo di vita eco-spirituale, proprio come sta esprimendo in Italia SOS Gaia, una commissione di lavoro della Ecospirituality Foundation, che porta avanti la campagna “ Salviamo gli animali per salvare il pianeta”, ispirandosi alle antiche tradizioni dello sciamanesimo druidico che ancora oggi sono alla base dei principi di fratellanza, di libertà creativa e di gioia di vita .

Salvare Gaia, ovvero la Terra come la chiamavano gli antichi greci, equivale a rispettare tutte le forme di vita che la Terra ospita insieme a noi, adottando uno stile di vita rispettoso verso tutte le forme di intelligenza, anche se a noi umani non facilmente comprensibile a prima vista, che parte da una armonia che possiamo creare dentro ognuno di noi e che si allarga armonicamente a tutto quello che ci affratella in questa opportunità di esistenza, come espresso molto bene nel libro “Tutti figli di Madre Terra” - L’ecospiritualità nel rapporto con gli animali, di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero. www.triskeledition.com


A proposito dei LUPINI


I Lupini sono legumi di colore giallo, ovvero i semi prodotti dalla pianta Lupinus albus, appartenente alla famiglia delle Fabaceae, nota dall’antichità e originaria dei paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente. In Italia viene coltivata principalmente nel centro-sud.

Ecco le sostanze che compongono i lupini prendendo in considerazione 100 grammi di parte edibile: il 10% circa è composto da acqua, il 40% da carboidrati, il 38% da proteine, il 3,2% da ceneri e la restante percentuale è composta da grassi.

A proposito dei LUPINIQuesti invece i minerali presenti: calcio, fosforo, potassio, zinco, manganese, rame, sodio, selenio, magnesio e ferro.

Sul fronte delle vitamine sono presenti le vitamine A, B1, B2, B3, B5, B6 e C.

Gli aminoacidi contenuti nei lupini sono: l'acido glutammico e l'acido aspartico, arginina, alanina, cistina, glicina, fenilananina, leucina, lisina, isoleucina, metionina, prolina, treonina, tirosina, valina, triptofano, istidina e serina. Quindi tutti gli aminoacidi essenziali sono rappresentati. Il lupino non contiene glutine.

Una proteina vegetale, la conglutina gamma, che è presente in buona quantità nei lupini, pare abbia gli stessi effetti dell'insulina.

Le proteine presenti nei lupini corrispondono a 38 grammi ogni 100 di prodotto, quantità paragonabile a quella della carne e superiore a quella delle uova; ecco quindi che i lupini diventano un' ottima alternativa alle proteine di origine animale.

Oltre ad avere buone proprietà nutrizionali i lupini risultano avere un'ottima digeribilità ed un apporto praticamente pari a zero per quanto riguarda il colesterolo; recenti studi hanno confermato le proprietà benefiche dei lupini nei confronti del cuore. Il consumo abituale di lupini previene l'ipertensione e riduce i livelli di colesterolo nell'organismo; inoltre, grazie alle proprietà del tocoferolo in essi contenuto, sono stati registrati benefici nella prevenzione del diabete tipo 2 e del tumore al colon.

Tra i benefici apportati dai lupini dobbiamo ricordare anche il buon apporto di fibra e la presenza degli acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6, indispensabili per la nostra salute e non sintetizzabili dal nostro organismo. Possono essere impiegati all'interno di un regime alimentare diretto a perdere peso: aiutano, infatti, a controllare il senso di fame e l'introito di cibo. Infine, aiutano a combattere la stitichezza, accelerando il transito intestinale del cibo.

I Lupini hanno una resa calorica pari a 371 calorie ogni 100 grammi, mentre i Lupini conservati sotto sale: 115 calorie ogni 100 grammi.

Si tenga conto che, per esempio, soia lessa, fagioli lessi e lenticchie lesse possiedono circa 100 calorie x 100 grammi, mentre il mais in scatola o bollito esprime 90 calorie x 100 grammi di prodotto e la farina di mais contiene 362 calorie x 100 grammi


Salsa di lupiniA proposito di cibi buoni, veloci da preparare e ad alto potere nutritivo ma a basso impatto sulla glicemia e sul colesterolo, ecco una salsa gustosa a base di lupini.

Risulta essere un ottimo cibo, stuzzicoso per l’appetito e dotato di leggerezza e completezza nutritiva. E’ l’ideale per incoraggiare l’appetito dopo malattie o ricoveri ospedalieri, per i diabetici, per chi pratica attività sportiva e ha bisogno di energia per la fibra muscolare senza appesantirsi.


Salsa di lupini

Occorrente:
-125 g di lupini gialli sgocciolati (reperibili nei supermercati in salamoia, confezionati in sacchetti trasparenti)
- 1 cucchiaio di capperi sotto sale
- 4 cucchiai di olio d’oliva
- 2 tazzine di latte di soia o altro latte vegetale
- 1 cucchiaino di senape
- il succo di un limone

Perché non risulti un prodotto troppo salato, si consiglia di sciacquare bene in acqua corrente i lupini e i capperi (e se possibile lasciarli a bagno in una ciotola con acqua per alcune ore).

Sbucciare quindi i lupini e metterli nel frullatore con i capperi, l’olio, il succo di limone, la senape e il latte di soia.

Frullare il tutto fino ad ottenere una crema vellutata.

Voilà la salsa è pronta! La si può accompagnare a piacere con verdure crude o cotte, gallette, crostini, ecc.


Anche il dolce vuole la sua parte

Torta Light TasteTorta Light Taste

Ottima torta dal gusto delicato per varie occasioni, ma anche semplicemente per la colazione del mattino

Come prepararla:
- 250g di farina di farro o kamut o farina di grano tipo1 + un cucchiaio per infarinare l’uva sultanina
- 250 ml d'acqua
- 150 g di zucchero a velo
- 40 ml di olio di semi di mais
- Una bustina di lievito per dolci
- Il succo e la scorza di 1 limone
- Sale un pizzico
- Uva sultanina (facoltativa): 2 cucchiai

Far ammollare in acqua tiepida l’uva sultanina. Poi strizzarla e infarinarla leggermente con un cucchiaio di farina.
In una ciotola unire la farina, lo zucchero, il lievito, il pizzico di sale e aggiungere la buccia del limone grattugiata.
A parte emulsionare l’acqua, fatta intiepidire, con l’olio di semi e quindi versate il composto ottenuto nella ciotola e infine il succo del limone. Amalgamare il tutto con una frusta fino a ottenere un composto semiliquido e omogeneo. Unire l’uvetta e amalgamare ancora il tutto.
Versate il composto in una tortiera ricoperta di carta da forno e cuocere nel forno già caldo a 180 gradi per 35 minuti.


Curiosità sulla farina di grano tipo 1

Rispetto alle farine bianche 00 e 0, la farina di grano tipo 1 è meno raffinata. Così contiene un maggior quantitativo di crusca e di germe di grano che, essendo ricchi di fibre, sali minerali e vitamine, ne incrementano notevolmente il valore nutritivo e la digeribilità. La fibra alimentare ha proprietà funzionali e metaboliche, aiutando a mantenere una corretta funzionalità intestinale, a diminuire il colesterolo e a ridurre il glucosio nel sangue.


Eventi in programma


Dal 16 al 19 Novembre 2019 si terrà a Rimini la XIII edizione del VeganFest presso FoodNova

Dal 16 al 19 Novembre 2019 si terrà a Rimini la XIII edizione del VeganFest presso FoodNova, la fiera delle nuove esigenze alimentari.

Saranno numerose le conferenze previste sul palco con medici, nutrizionisti, giornalisti, personaggi dello spettacolo ed esperti di legislazione ed etichettatura europea per i prodotti vegan.

Come descritto nei programmi della fiera: “La cucina e le opportunità culinarie date dal sempre maggior numero di prodotti presenti nella grande distribuzione e dalla professionalità degli addetti ai lavori in ambito di ristorazione, sono tematiche di grande interesse a livello globale. La cucina vegan è inarrestabile e accoglie nuove professioni e modi originali di approcciarla e divulgarla: dal food blogging alla consulenza personalizzata per la composizione di menù ad hoc settimanali; dalle rubriche di cucina vegetale a cooking show di professionisti e chef dal mondo della ristorazione. La contaminazione tra cucina tradizionale e innovazione genera nuove possibilità e gusti inesplorati”.

Sarà un’occasione per assaggiare in prima persona la variegata cucina del futuro.




LUGLIO-AGOSTO 2019



Togli la carne e ti allunghi la vita

FelicementeVeg


Togli la carne e ti allunghi la vita: può sembrare uno slogan, ma  è  esattamente quello che è stato evidenziato da uno studio, pubblicato a giugno sul BMJ, il British Medical Journal, condotto da Zheng Y, Li Y e collaboratori. Si tratta di un lavoro che ha avuto la durata di otto anni, effettuato sui partecipanti a due studi di coorte, il Nurses’ Health Study e l’Health Professionals Follow-up Study, per un totale di 53.553 donne e 27.916 uomini,  privi di tumore o malattie cardiovascolari.

Il   risultato parla chiaro: all’aumento nel tempo del consumo di carne e carne lavorata cresce la mortalità. Al contrario, chi riduce il consumo di carne e sostituisce la stessa con altre fonti proteiche e vi accompagna un simultaneo aumento del consumo di cereali integrali e cibi  vegetali vede allungarsi  la vita.

Questo studio conferma i benefici per la salute di una dieta vegetale che risulta completa in fonti proteiche, vitamine, minerali, grassi insaturi e zuccheri semplici.

I benefici dell’alimentazione vegana  sono stati dimostrati anche  in un lavoro condotto dall’ Italian Melanoma Intergroup ( IMI), pubblicato il maggio scorso sulla rivista BMC nella sezione Nutrition & Metabolism in cui è stato riconosciuto e dimostrato il ruolo benefico della corretta alimentazione e di alcuni composti dietetici naturali nella prevenzione del melanoma maligno. Infatti si è sottolineato che il consumo regolare di frutta e verdura è associato a un ridotto rischio di cancro. La sola modifica della dieta, aumentando l'assunzione di frutta e verdura, potrebbe persino prevenire il tumore in genere. 
Questa evidenza ha risvegliato l'interesse per la ricerca sui componenti alimentari bioattivi e ha portato all'identificazione di composti con un potenziale preventivo e terapeutico. Per la loro sicurezza, bassa tossicità e proprietà antiossidanti, frutta, verdura e altri elementi dietetici, dai fitochimici ai minerali,  sono stati analizzati come agenti chemio-preventivi, destinati a interrompere il processo di carcinogenesi, che comprende l'inizio, la promozione e la progressione di cellule altrimenti normali come cellule cancerose.
Ecco alcuni esempi: il resveratrolo è un polifenolo naturale che si trova comunemente in frutta, bucce, gelsi e vino rosso. Il resveratrolo può indurre l'apoptosi, cioè la morte,  delle cellule tumorali interferendo con le molteplici vie di segnalazione delle cellule trasformate. Può anche promuovere la sorveglianza immunitaria attraverso il sistema immunitario innato, influenzando così l'eliminazione spontanea delle cellule tumorali prima della proliferazione.

FelicementeVeg

I carotenoidi dietetici, contenuti principalmente in frutta e ortaggi di colore rosso-arancione,  che hanno ormai riconosciute notevoli  proprietà antiossidanti , sembra esercitino anche un'attività anti-melanoma attraverso percorsi alternativi, compresi gli effetti anti-angiogenici alterando le citochine e la traslocazione nucleare di fattori di trascrizione in linee cellulari di melanoma. La somministrazione di vitamina A è stata proposta come approccio alla chemio-prevenzione del melanoma, così come le vitamine C e E .

Non c’è che dire: la ricerca attuale riscopre e rivaluta le proprietà sia preventive che curative dell’alimentazione vegetale e quindi non resta che affrettarsi ad aderire a questo tipo di dieta, per motivi di salute, di  bel vivere e di armonia con tutti i nostri compagni di viaggio sulla Terra.


Bibliografia:

Zheng Y, Li Y, et al. Association of changes in red meat consumption with total and cause specific mortality among US women and men: two prospective cohort studies. BMJ 2019;  365: l2110. doi: 10.1136/bmj.l2110.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31139235

Ombra MN e collaboratori dell’ Italian Melanoma Intergroup ( IMI) - Dietary compounds and cutaneous malignant melanoma: recent advances from a biological perspective

Nutr Metab (Lond). 2019 May 21;16:33. doi: 10.1186/s12986-019-0365-4. eCollection 2019.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6528337/


A proposito di antiche ricette regionali


Spaghetti alle melanzane

Facciamo un salto in Sicilia e mettiamo qui due ricette. Una molto gustosa che sfido a provare, ovvero: gli spaghetti alla siciliana con polpa di pomodoro e melanzane fritte e un’altra, davvero rinfrescante e tonificante: la granita siciliana, in questo caso al pompelmo, in cui si sfruttano le proprietà di questo frutto ricco di potassio contro la spossatezza causata dal caldo estivo.

Spaghetti alle melanzane

Si possono utilizzare, a piacere,  sia gli spaghetti che altri tipi di pasta lunga, come linguine o spaghetti alla chitarra, sia di grano duro, che integrale. Il sugo al pomodoro può essere fatto con pomodorini freschi polposi oppure con polpa di pomodoro  a tocchetti già pronta.

Ingredienti per 4 persone:

  • 2 melanzane scure
  • 400 g di pasta
  • 700 gr di pomodorini
  • un ciuffo di prezzemolo
  • olio di mais o girasole
  • 1 spicchio di aglio o un ciuffo di erba cipollina
  • un cucchiaino di zucchero di canna
  • sale quanto basta


- Affettare le melanzane e adagiarle in uno scolapasta a strati con del sale grosso per circa 20 minuti, in modo da eliminare in parte il succo amaro. Poi asciugarle con un telo o carta da cucina.

- Far scaldare l’olio e friggerle un po’ alla volta, adagiandole man mano su della carta  per eliminare l’eccesso di olio della frittura e salare.

Granita al pompelmo

- In una padella far scaldare un filo di olio, far rosolare lo spicchio di aglio o i pezzettini di erba cipollina e aggiungere i pomodorini a tocchetti, aggiungendo lo zucchero di canna e sale quanto basta. Far cuocere a fuoco vivace fin che la salsa si addensa, in modo che i pomodori possano conservare il loro  gusto.  A fine cottura cospargervi una manciata di prezzemolo tritato.

- Intanto cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolarla e metterla nella padella lasciandola mantecare un minuto coi pomodori.

Non resta che portare in tavola, dove le melanzane fritte aspettano di essere posizionate sopra ogni piatto, quasi a decorazione e i commensali potranno servirsi man mano di altre fette di melanzana da aggiungere alla pasta, perché servita in questo modo, dove le melanzane si intrecciano con gli spaghetti, il tutto avrà davvero un gusto irresistibile.

A piacere, per chi ama gusti un po’ più “rotondi” si può dare una spolverata con un po’ di lievito alimentare a scaglie.


Granita al pompelmo

Ecco la dose per una coppa, che si può moltiplicare per il numero di coppe desiderato.

Versare in un pentolino un bicchiere d'acqua e 2 cucchiai di zucchero di canna. Far bollire mescolando fino a quando si scioglie lo zucchero. Lasciar raffreddare e preparare a parte un bicchiere di succo ottenuto spremendo due pompelmi rosa. Mescolare il succo allo sciroppo e versare il tutto in un contenitore per i cubetti di ghiaccio. Lasciare riposare in freezer per tutto il giorno o per tutta la notte, fino al congelamento. Per ottenere la granita sarà sufficiente tritare i cubetti con un mixer da cucina o con un frullatore fino al raggiungimento della consistenza desiderata. Nella ricetta originale il preparato veniva messo in coppette di vetro con dentro un cucchiaino di metallo e poi in ghiacciaia a solidificare.

Il trucco per la sua buona riuscita, dove il ghiaccio rimane morbido, è proprio il fatto di aver portato a ebollizione l’acqua.



Sorrisi d’estate

Ecospiritualità a tavola
Ecospiritualità a tavola




GIUGNO 2019


Felicemente Veg, ovvero mangiare bene ed essere felici con l’alimentazione vegetale

La nutrizione, che oggi chiamiamo vegana, in quanto derivata dal mondo vegetale e non animale, è in realtà l’alimentazione che arriva dal futuro e allo stesso tempo dal passato.

Si tratta di cibo buono e gustoso, dalle mille possibilità di utilizzo, che lascia spazio alla creatività per inventarsi ricette nuove e rivisitando vecchie ricette delle tradizioni regionali, e, soprattutto, senza dover fare stragi di innocenti.

FelicementeVeg

Cibarsi dei prodotti della terra significa rivolgersi a una nutrizione completa, che ha benefici non solo sul fisico, ma anche sulle capacità intellettive e sulla espressione della qualità consapevole dell’individuo.

L’alimentazione a base vegetale coinvolge tre aspetti importanti che si influenzano a vicenda: uno che riguarda la salute, uno la salvaguardia dell’ambiente e uno di carattere etico, che in realtà fa da leitmotiv ai due precedenti.

Per quanto riguarda la nostra salute, le nuove scuole mediche d’avanguardia insegnano come il cibo vegetale sia fonte di benessere e prevenzione di malattie. Gli alimenti vegetali sono i primi che vengono comunque in assoluto usati a partire dallo svezzamento dei bambini ( basti pensare che i derivati animali, sia che si tratti di carni, latte di altre specie o uova sono molto difficili da introdurre nella dieta umana).

L’alimentazione vegetale è comunque completa di tutti i nutrienti che necessitano alla nostra macchina biologica, tra cui vitamine, minerali, la stessa acqua, grassi “buoni” e aminoacidi essenziali, subito usufruibili per tutte le funzioni sia strutturali che metaboliche.

L’alimentazione animale e con derivati di origine animale è per noi umani dannosa: in quanto si determina la produzione di sostanze tossiche per i vari organi bersaglio ( lo stato di acidosi ne è solo un esempio) che portano a malattie importanti e debilitanti, non solo cardiovascolari ma neoplastiche. Ricordiamoci che già

nel 2015 l’ Organizzazione Mondiale della Sanità ( OMS ) ha fatto una dichiarazione ufficiale e precisa sull’effetto cancerogeno delle carni.

Il discorso della salvaguardia dell’ambiente è riferibile agli allevamenti intensivi che comportano dispendio di riserve di acqua, inquinamento delle acque, deforestazioni e emissione di gas serra: secondo la FAO risulta essere del 51% rispetto al 14% delle auto, e includendo nella distruzione ambientale anche l’attività ittica.

Infine, la componente etica che ispira a una alimentazione di derivazione vegetale in realtà coinvolge tutti nell’attuazione del rispetto verso altre creature senzienti uguali a noi. È importante focalizzare soprattutto che non c’è bisogno di allevare, torturare e sopprimere milioni di animali per farli finire nel nostro piatto, perché quello non è il cibo di cui noi umani abbiamo bisogno.

Un Burger con la fake meat
Un Burger con la fake meat

Fortunatamente sempre più persone in tutto il mondo si stanno rivolgendo al cibo vegetale. Il web è ormai ricco di migliaia di ricette a base vegetale e fanno a gara per proporre cibi facili da preparare, creativi e gustosi.

Molte istituzioni scolastiche hanno aggiunto nelle mense il menù vegano. Da pochissimo il sindaco di NY Bill De Blasio ha approvato il “Green New Deal”, per combattere i cambiamenti climatici che include di tagliare del 50% l’acquisto di carni rosse destinate alle strutture statali della città, tra cui scuole e ospedali. Le misure così drastiche per tagliare il consumo di questo tipo di carni è anche dettato dal fatto che gli allevamenti intensivi sono stati indicati da organismi internazionali come i responsabili di un’alta percentuale di emissioni di gas serra globali.

Da qualche mese è stata “costruita” la carne artificiale, detta anche la “falsa” carne composta al 100% da proteine vegetali grazie a una ricerca condotta dall’università statunitense di Stanford, che ha isolato gli aminoacidi dei piselli paragonabili a quelli della carne bovina.

È stato addirittura calcolato che il risparmio ottenuto nella produzione di “fake meat”, rispetto alla lavorazione della carne animale, equivale al 95% di terra utilizzata e al 75% di acqua, con un abbattimento delle emissioni di gas serra pari all’87%.

Oggi le nuove scuole mediche di avanguardia guardano al cibo proprio come la prima fase del benessere e come prevenzione delle malattie. Dagli Usa a casa nostra oggi si cerca di formare i nuovi pediatri, i nuovi medici e tutti quegli operatori sanitari che intervengono nella scienza alimentare, per avere le basi necessarie a informare la popolazione ad alimentarsi con sostanze semplici e complete come si rivelano i frutti della Terra. Queste scuole insegnano come principio di base a utilizzare i cereali, i legumi, i frutti freschi e secchi, i semi e le piante aromatiche perché contengono tutto ciò che necessita per il buon funzionamento della nostro organismo.

FelicementeVeg

Le linee guida mediche su una corretta alimentazione hanno evidenziato la priorità di nutrirsi con i cibi “buoni”, a discapito di quelli pericolosi per la nostra salute.

La cosiddetta piramide alimentare, che solo 20 anni fa poneva carni e derivati erroneamente, col senno del poi, alla base della nostra nutrizione, oggi vuole alla sua base l’acqua, quale elemento fondamentale per la nostra sopravvivenza. Subito a seguire ci sono i cereali e i legumi per il loro contenuto proteico velocemente disponibile, i semi per i grassi buoni essenziali, la frutta e la verdura per il contenuto di fibre, vitamine e minerali. Sono invece sempre più considerati da eliminare: le carni, il latte, i latticini, le uova e i grassi animali, a causa della loro incidenza nel creare uno stato di acidosi nel nostro organismo che richiede un super lavoro energetico. Senza contare il danno prodotto dallo stazionamento a livello della parete intestinale di scorie per noi tossiche.

Ancora un aspetto non trascurabile è quello della scelta dei cibi senza i derivati di origine animale nello svezzamento dei bambini: una fase alimentare che segnerà il percorso digestivo e le capacità di buon funzionamento sia metabolico, sia di accrescimento che di mantenimento di tutte le funzioni del nostro hardware umano, da quello immunitario, a quello ormonale a quello neurologico.

Rivolgersi quindi ad una alimentazione di derivazione vegetale non può che far bene e rendere felici noi, i nostri figli, i nostri fratelli animali e il nostro stesso pianeta.


Cibi e loro proprietà


Componente proteica di cereali e legumi

La completezza proteica si valuta sull'insieme dei cibi della dieta assunti nel corso della giornata e non è necessario assumerli in contemporanea.

Fagiolini piatti al pomodoro con riso croccante al rosmarino un piatto completo con legumi e cereali
Fagiolini piatti al pomodoro con riso croccante al rosmarino un piatto completo con legumi e cereali

La quantità di proteine necessaria è di 0,8-1,0 grammi per Kg di peso corporeo al giorno, cioè circa 50-70 grammi per una persona media. Questa quantità corrisponde a circa il 10% delle calorie totali della dieta e questa percentuale è esattamente quella media dei cibi vegetali, mentre i cibi animali la superano di molto. Bisogna tenere presente che un eccesso di proteine sottopone il rene a un superlavoro.

Essendo la composizione delle proteine vegetali a limitato contenuto di aminoacidi solforati, esse producono meno scorie acide e non rubano calcio all'osso, riducendo il rischio di osteoporosi. Le proteine vegetali inoltre, per il limitato contenuto di aminoacidi essenziali, riducono il rischio di comparsa di diabete mellito e influenzano il rapporto insulina/glucagone a favore di quest'ultimo, abbattendo i livelli circolanti di fattori mutageni affini all'insulina. Esse si accompagnano inoltre a fibre e carboidrati complessi e a pochi grassi, al contrario di quelle animali, sempre a braccetto con i grassi e prive di fibre e carboidrati.

Nei cereali l'aminoacido carente è la lisina e in alcuni anche il triptofano, mentre nei legumi sono gli aminoacidi solforati a essere un po’ deficitari, soprattutto la metionina.

Cereali e frutta secca contengono però gli aminoacidi solforati così come i legumi contengono la lisina, quindi se usati insieme si bilanciano nel garantirci la composizione delle proteine.

Per fare un esempio pratico: una pietanza con fagiolini, cucinati a piacimento e accompagnati da riso, o saltato in padella o in risotto o anche solo cotto a vapore, risulta essere completo dal punto di vista di apporto proteico.


Ecospiritualità a tavola

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Facili ricette e alcuni temi che abbiamo appena toccato possono essere approfonditi sul libro edito dalle edizioni Triskel, dal titolo: “Ecospiritualità a tavola: vivere armonici e in salute - Ricette facili e cruelty-free per stare bene e non fare del male agli animali”

Il libro, a cura di Rosalba Nattero, apre gli occhi sui vari aspetti di una alimentazione sana e gustosa, per niente noiosa e soprattutto per un mondo nuovo e civile nel rispetto di tutte le creature senzienti, di noi stessi e del pianeta che ci ospita.

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