Esoterismo

Società Segrete a Toledo

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03 Aprile 2013
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Parlare di società segrete è prima di tutto una chiara contraddizione: se queste società sono state o continuano ad essere completamente segrete, quale reale conoscenza possiamo avere di esse?

In ogni caso, come si usa normalmente nel gergo, applicheremo il concetto di “società discrete” a tutte quelle organizzazioni che non hanno nascosto la loro esistenza, ma hanno mantenuto segreto il loro funzionamento interno e le iniziazioni.

A Toledo, da tempo immemore si nota la traccia lasciata da questi gruppuscoli che intessono la storia con le loro macchinazioni, lasciando un'orma che ora proviamo a seguire...


La società iniziatica del Peloponneso

La stessa creazione mitica di Toledo ci ricorda come un gruppo di iniziati greci, presieduti da un certo Ferencio, vagassero per la penisola in cerca di un luogo propizio per la magia e lo studio delle stelle. Trovarono un promontorio roccioso di pietra granitica, con una buona visibilità e fiancheggiato da un fiume che funge da frontiera naturale e insuperabile misura di difesa. Erano arrivati a Toledo, o Taygeto come la chiamarono, ed era il primo gruppo che in forma segreta applicava conoscenze ricevute dai sommi sacerdoti dell'antico Egitto. Questa fu la nostra prima società iniziatica, quella che ha generato e impregnato una forza che giunge fino ai nostri tempi. Questi primi esperti delle maggiori scienze sottomisero un grande serpente che viveva in una grotta sacra creata dal gigante Ercole. La scuola di Ferencio, fondata nel 1126 a.C., ebbe tanta fama e una tale eco da portare sia i discepoli che i maggiori maestri nelle varie arti magiche in questa città, per essere introdotti ai segreti del serpente. Qui vediamo che il simbolismo acquisisce un'importanza maiuscola, dato che la grotta rappresenta quello che si può scoprire dentro di sé, se si sottomette il serpente, la bestia che sfida la virtù. Il serpente è anche l'energia che si manifesta dall'interno, come il tellurico o il terrestre, in contrapposizione con lo studio dell'astrologia, scienza prima dell'uomo e quindi di questa Toledo iniziatica.


La Società del Tesoro

Facciamo un salto temporale e concentriamoci sul Medioevo (XIV e XV secolo) per parlare di una società che si sviluppava intorno a un mago conosciuto e ammirato da molti: il marchese di Villena, Enrico d'Aragona. Questo personaggio, che viene studiato quasi sempre in solitario, rappresenta un pezzo di un intero ingranaggio, costituito da una società che si riuniva intorno alla traduzione letteraria e che aveva e manteneva un interesse che andava ben oltre alle lettere.


Riunita in castelli e palazzi, illuminando la notte con candele inesauribili, questa società si riuniva per studiare la poesia, recitare i versi immortali dei classici e tradurre i loro scritti in castigliano. Da questa scuola esce la prima traduzione de La Divina Commedia (nel cui Inferno si cita un altro mago associato a Toledo, chiamato Miguel Escoto), dell'Eneide di Virgilio, de La Nuova Retorica di Tito (poi conosciuta come L'invenzione della Retorica - NdT) di Cicerone.

Sempre da questo cenacolo nacquero opere originali che sparirono nel fuoco dell'intolleranza, opere che ci mostrano che tanta profusione di conoscenze e creatività dovette essere attribuita ad un gruppo che aveva una missione chiara e precisa: lo studio e la diffusione delle arti magiche.

Alcune di queste opere sono: i Lavori di Ercole, il cui significato simbolico si connette con l'esoterismo; il famoso trattato di Alchimia, molto prima che il suo studio e la pratica si diffondessero in altre latitudini come l'Italia rinascimentale; il libro dell'Angelo Raziel (che secoli dopo divenne popolare come il protettore del dottor Torralba); vari manuali di astrologia, o il Trattato dell'Aojamiento (per determinare e prevenire il malocchio) e molti altri dei quali ignoriamo i titoli e l'esistenza a causa delle fiamme che non lasciarono alla memoria nient'altro che ceneri e la desolazione dell'ignoranza.

Attualmente, in questa meravigliosa e magica città di Toledo, si possono visitare alcuni dei palazzi del Marchese di Villena, oggi conosciuti come Museo del Greco, nelle cui grotte e sotterranei non è difficile evocare gli esperimenti alchemici di una società preposta a sviscerare i misteri nascosti della natura.


La Garduña

Sotto questo nome venne creata la prima società segreta criminale della Spagna, e ovviamente fu fondata a Toledo, nell'anno 1412, operante fino al 1822. La Garduña (letteralmente faina - NdT) era formata da un gruppo di malviventi di tutti gli strati sociali (dagli straccioni ai giudici e ai governatori) che operavano inizialmente a Toledo e provincia, espandendo nel tempo i loro tentacoli fino a Siviglia.


La Garduña sarebbe nata nel contesto delle germanìas, le fraternità criminali, sviluppando un potere, una vastità e una complessità organizzativa comparabili a quelle delle grandi mafie moderne. È stato perfino suggerito che dalla Garduña siano nate molte società criminali posteriori, come la Camorra napoletana, teorie basate sul fatto che quest'ultima nacque in un periodo storico in cui Napoli e i territori circostanti appartenevano alla Corona Spagnola.

La Garduña è descritta come una società impregnata di segretezza ed esoterismo, con giuramenti, riti iniziatici, simbologie arcane, segni e gesti fraterni, ecc. Il suo segno di riconoscimento sarebbe rappresentato da tre punti tatuati sul palmo della mano (segno dell'attuale Camorra). I suoi gradi, dal più alto al minore erano i seguenti: Fratello Maggiore o Gran Maestro, Caposquadra, Puntadores (assassini), Floreadores (ladri), Postulanti (esattori del “pizzo”), Soffietti (informatori), Coperchi (ricettatori di merce rubata) e Sirene (prostitute). L'inadempimento di un solo ordine, per insignificante che fosse, si pagava con la vita.

Al fine di agire con totale impunità, si autoproclamarono come “Ordine religioso con diritto divino a rubare e assassinare”, poiché molte delle loro vittime erano ricchi musulmani ed ebrei facoltosi.

Benché i segreti e le iniziazioni si trasmettessero per via orale da maestro a discepolo, arrivò un momento di grande successo in cui uno dei suoi Fratelli Maggiori, in un esercizio di vanagloria, ricopiò tutti i riti in quello che venne chiamato Libro Maggiore. Una decisione nefasta, dato che forniva ai tribunali la prova perfetta per incriminare i membri della Garduña. E questo fu proprio quel che accadde: nel 1821 il libro venne scoperto e il Gran Maestro Francesco Cortina e tutti i suoi luogotenenti, vennero catturati e giustiziati pubblicamente nella Piazza Maggiore di Siviglia per punire la loro vita di ladrocinio.

A partire da quel momento la Garduña comincò a dissolversi, infiltrandosi in altre organizzazioni criminali tra cui la pirateria caraibica.


La Massoneria del XXI Secolo

Fortunatamente nella Spagna odierna essere un massone non è una cosa da tenere nascosta. Perseguitati fino a relativamente poco tempo fa, i Massoni in Spagna stanno guadagnando non soltanto forza ma anche protagonismo pubblico.


Per ciò che sappiamo, a Toledo c'è una società massonica chiamata “Aleph 147”. Fondata nel 2006, è la prima Loggia Regolare a procedere con il Rito Francese Moderno in Spagna, operando con i rituali approvati dal Grande Oriente di Francia nel 1785. Uno degli elementi più significativi e interessanti di questa loggia di autocoscienza filosofica, è la scelta di fare propria la lettera Aleph: “scegliamo come nome la lettera Aleph, in parte per la connessione di Toledo con le tre culture: mussulmana, cristiana ed Ebrea, oggigiorno la minoritaria nel nostro paese.”.

Aleph, o Alef-Bet, è la prima lettera dell'alfabeto ebraico. E' simbolo dell'Unità e del Potere di Dio, nel suo gematria (interpretazione numerica dell'alfabeto), nome e forma rappresenta l'unità di Dio, la sua Sovranità, la sua Infinità. Aleph = Aluf: Re Maestro, Principe, la sua forma simbolizza l'Infinito e consiste di tre parti: in alto si trova una JOD, in basso un'altra JOD e le due lettere sono connesse da una VAV diagonale. Ogni JOD ha un valore numerico di 10 e la VAV di 6: il risultato totale è di 26, che è anche la quantità del Tetragramma (il nome impronunciabile di Dio). L'Aluf significa nobiltà e saggezza. L’Aleph scritto in minuscolo significa umiltà e purezza nello studio, teshuva (pentimento ebraico NdT) e nesso d'unione tra cielo e terra. Aleph non è soltanto la prima lettera dell'alfabeto ebraico, ma anche del Decalogo (i Dieci Comandamenti del Sinai) – Anoji – (Esodo 20.2). L’Aleph come simbolo dell'unità, dell'individualità, comprende nella sua essenza l'intero alfabeto ed è così simbolo dell' “eterno infinito” (Ein Sof). Sarà anche Toledo un buon posto per incontrare l'Aleph, o inizio della conoscenza primordiale e magica?


A conclusione di questo eterogeneo itinerario, diremo che la storia a volte comprende delle imprese segrete che danno un senso a quello che vediamo con gli occhi del quotidiano, e forse nell'ombra un cerchio prende forma sotto l'asfalto della vostra città, così che un rito arcano possa tornare ad evocarsi così come lo fece anticamente, e lo farà, e continuerà a farlo, quando né voi né io saremo più qui.


www.paseostoledomagico.es


Julio César Pantoja, umanista, scrittore e poeta, è laureato in Scienze Giuridico-Sociali con specializzazione nel settore turistico.


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