Il blog di Stefano Milla

Il festival delle ultime volte

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11 Novembre 2013


Non si può prevedere quando sarà l'ultima volta di qualcosa. Si pensa sempre alla "prima", ma l'ultima volta è qualcosa di sfuggente. A così pochi giorni dalla partenza si accumulano una serie di ultime volte che vorrei fare ma che tecnicamente è impossibile realizzare. Dal sentire le rondini al tramonto attorno alle torri di Palazzo Madama, al mangiare agnolotti, passando per tutte le persone che ancora per una volta vorrei vedere prima di partire. Anche le banalità più assurde assumono un'importanza diversa; così come la banalità di pensare che non ti accorgi di quanto valgono le cose fin quando non ti rendi conto che non avrai più occasione di viverle.

Non è un senso di malinconia, né di ripensamento; sentimenti come il rimorso o i sensi di colpa sono ben lontani dalla mia natura. E' la sensazione di non rendersi conto di quante cose ho fatto per l'ultima volta che in un certo modo mi disturba. Come d'altronde la ricerca quasi morbosa di concedersi un'ultima e cosciente volta di ogni cosa, suonerebbe forzato.

Per quanto fortemente voluti e desiderati, i cambiamenti si portano dietro sempre qualcosa di inaspettato. Soprattutto in quella che è stata la tua quotidianità, verrebbe voglia semplicemente di chiudere la porta e andare. Invece si è costretti a smembrare le cose, a vedere gli scaffali che si svuotano, a vedere quanta polvere si è accumulata negli angoli nascosti della casa. Sicuramente non si tratta di una forma di elaborazione del lutto ("attività" nella quale sono carentissimo!), ma il pensiero che, a dispetto di eventi che imprescindibilmente saranno un' "ultima volta" come la riconsegna delle chiavi di casa, c'è una costellazione di ultime volte assolutamente, almeno all'apparenza, casuale.

Fortunatamente faccio un lavoro nel quale ogni esperienza non è quasi mai uguale a quella precedente, quindi ho già un lungo bagaglio di ultime volte. Quando però anche le cose più semplici, o la pizza meno buona; le cose insomma che ti eri già augurato fossero un'ultima volta, tecnicamente e consapevolmente potrebbero esserlo davvero, la sensazione cambia. Cambia soprattutto il pensiero che per quanto sia al momento circondato da potenziali "ultime volte", c'è un universo di prime volte che mi aspetta dietro l'angolo. Sicuramente c'è chi è in grado di vivere consapevolmente di prime volte senza allontanarsi troppo di casa… ma io ho sempre bisogno di "armi più grosse", e la ricerca di qualcosa di nuovo doveva nascere da un gesto eclatante, radicale. Anche se l'agnolotto…

 

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