Il blog di Anna Maria Bonavoglia

Negare l’evidenza

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07 Novembre 2013
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Che Rama sia esistita, un tempo, e che sia stata una città immensa, di grande potere e importanza nel mondo antico è stato spiegato e rivelato da studiosi attenti e preparati, e le loro scoperte sono state suffragate da prove tangibili e concrete.

Camminando per i boschi della Valle di Susa, cercando tra la vegetazione e scoprendo le immense pietre squadrate che lasciano ben immaginare le ciclopiche mura di cui erano parte si può quasi respirare l’essenza del perduto popolo che le costruì. Sono tangibili, solide, frutto evidente di calcoli tecnici e fatica, e non come tanti vogliono ancora, ostinatamente farci credere, semplici stranezze naturali.

Eppure, ancora oggi, questa conoscenza, viene negata dai più.

Anche di fronte all’evidenza tanti non sanno fare altro che trincerarsi dietro il muro della negazione e dello scetticismo.

E’ come per i giganti: i loro resti, scheletri spesso alti più di tre metri sono stati trovati in antiche sepolture un po’ ovunque, nel mondo.

Eppure ogni volta è stata una gara alla negazione, tutto un dire che si trattava di esseri deformi o di mistificazioni. Tutto questo prima di far sparire, per sempre, ogni evidenza tangibile.

Questo fa nascere molte domande. Prima di tutte: “perché?”

Cosa c’è di pericoloso, minaccioso, esiziale, in un’antica civiltà perduta? Perché negare anche la possibilità dell’esistenza di esseri preesistenti alla nostra specie?

Tanto più che gli stessi sono stati chiaramente citati nel libro sacro per eccellenza di cloro che sono i più accaniti nel negare l’evidenza. Nella Bibbia infatti si dice chiaramente che quando gli angeli si unirono alle figlie degli uomini nacquero i giganti. I casi sono due: o si prende per allegorico tutto il libro, e quindi è solo una serie di immagini fantasiose, o si prende per vero tutto, incluse tante “stranezze” che invece vengono sistematicamente travisate.

Può essere il solito delirio di onnipotenza degli Umani, il loro non voler ammettere di essere solo una delle tante specie che hanno attraversato questo pianeta. E nemmeno una delle migliori, tra l’altro. E il non voler accettare che tutta la loro spocchia fatta di grattacieli e fabbriche pestilenziali possa un giorno svanire nell’oblio.

Chissà, forse un giorno, quando anche le nostre presuntuose città saranno coperte da polvere radioattiva e saranno solo un mucchio di macerie annerite, una razza nuova crederà che tutto sia una bizzarria della natura, e che non sia mai esistita altra razza, al di fuori della loro.

E, pensandoci bene, magari gli Umani se lo saranno anche meritato…

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