Animalismo

I cavalli devono diventare “animali di affezione”

Stampa E-mail
16 Ottobre 2013
|

La conferenza stampa alla sede del Reparto a Cavallo della Polizia di Stato. Erano presenti, oltre all’onorevole Brambilla promotrice della legge, il vicequestore di Roma Lucia Muscari e i presidenti della LAV Gianluca Felicetti e dell'ENPA Carla Rocchi

La Proposta di legge di Michela Vittoria Brambilla


Michela Vittoria Brambilla, rappresentante dalla Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, ha depositato alla Camera dei deputati una Proposta di Legge sostenuta da una raccolta di firme sul sito www.nelcuore.org, che equipara i cavalli agli “animali di affezione”.

Questa legge indispensabile per tutelare la vita dei cavalli stabilisce delle linee guida importanti: non potranno più essere macellati, divieto di importazione ed esportazione a fini alimentari, divieto di vendita e consumo della loro carne, divieto di utilizzarli in spettacoli o in manifestazioni pericolose e contrarie alle loro esigenze, istituzione di una anagrafe equina per il controllo.

La presentazione della Proposta di Legge ai media è avvenuta a Roma il 9 ottobre 2013 presso la sede del Reparto a Cavallo della Polizia di Stato.

Alla presentazione oltre all’onorevole Brambilla sono intervenuti anche il vicequestore di Roma Lucia Muscari, ed i presidenti della LAV Gianluca Felicetti e dell'ENPA Carla Rocchi.

SOS Gaia era presente con la sua rappresentanza romana.

Oggi i cavalli in Italia vengono trattati male, brutalmente, sono gli unici animali che vengono considerati da “reddito” e “da compagnia” contemporaneamente.

L’ex Ministro Brambilla denuncia lo sfruttamento sistematico degli equidi: allenati senza badare alle loro esigenze fisiche, frustati e dopati, come quelli utilizzati negli ippodromi, nei palii, nei circhi, o nel traino delle carrozzelle, per finire nel macello quando da vecchi non possono essere più usati.

Per fortuna le persone oggi hanno una maggiore sensibilità e protestano davanti a questo palese sfruttamento e maltrattamento; ad esempio nei palii sono ormai troppe le volte che i cavalli muoiono a causa di maltrattamento come nell'ultimo palio di Asti o per incidenti assolutamente evitabili.


L’onorevole Brambilla con alcuni membri della Polizia “a 4 Zampe” e i loro cavalli

Dice ancora l'ex Ministro che l'Italia ha un non invidiabile primato essendo il primo paese europeo consumatore di carne equina, tanto che i cavalli vengono importati tramite interminabili viaggi anche dall'Est europeo.

“Gli amici non si mangiano! È ora di voltare pagina! Dobbiamo smettere di perseguitare i cavalli!” sono gli imperativi, che condividiamo, di  Michela Vittoria Brambilla.

L'uomo sta violando il patto che lo vincola al rispetto dei cavalli e degli altri animali, la Proposta di Legge ha lo scopo di far cessare lo sfruttamento. Questa riconosce ai cavalli lo status di animali di affezione, ne regola le modalità di addestramento, stabilisce i termini della loro custodia in quanto spesso vengono tenuti in maniera vergognosa, istituisce presso le ASL una anagrafe equina che ne garantisce la tracciabilità con la persona che lo custodisce. Elimina le aste dei cavalli delle Forze Armate o degli altri Enti Pubblici, che potranno essere affidati soltanto a privati con garanzie o associazioni, come già avviene nella Polizia di Stato.

Per gli equidi anziani o malati sono previsti affidi a “pensionati” o a strutture private.

La Proposta di Legge stabilisce anche sanzioni per chi non la rispetterà.

Questi animali non meritano il maltrattamento che subiscono, sono intelligenti e molto sensibili.

La Polizia a Cavallo riorganizzata nel 2003 può contare a livello nazionale su 400 cavalieri e 200 cavalli circa. Abbiamo potuto visitare le scuderie dove alloggiano questi speciali poliziotti chiamati anche volanti “a 4 Zampe”, che hanno il compito di vigilare nei parchi, nelle ville e nelle aree verdi delle maggiori città italiane.


Uno dei cavalli della Polizia a Cavallo vive nel suo giaciglio insieme a due capre. I tre escono anche insieme e il cavallo, quando raccoglie le foglie del platano del cortile per mangiarle, le offre alle sue amiche capre che sono più piccole e non arriverebbero a prenderle

La Polizia garantisce a questi splendidi animali una vita tranquilla ed una serena vecchiaia che li inserisce in un programma di ippoterapia destinato ai bimbi che hanno problemi psico-motori. Per questi ragazzi il cavallo diventa uno strumento per comunicare con il mondo esterno, un amico con cui instaurare un rapporto affettivo positivo. La Polizia a cavallo accoglie questi giovani bisognosi nella caserma “Lamarmora” di Roma mettendo a loro disposizione, maneggio, selleria, scuderia, strumenti particolari ed anche tre cavalli: Nereide, Pistace e Semiramide, i più tranquilli.

Uno di questi cavalli vive nel suo giaciglio insieme a due capre e come ci ha raccontato il poliziotto che li segue, i tre escono anche insieme e il cavallo, evidentemente solidale, quando raccoglie le foglie del platano del cortile per mangiarle, le offre anche alle sue amiche capre che sono più piccole e non arriverebbero a prenderle.

Michela Vittoria Brambilla ha aggiunto che ha voluto presentare la suo Proposta di Legge nella caserma della Polizia a Cavallo perché qui gli animali vengono trattati bene, vivono tranquilli ed hanno assicurata la vecchiaia.

Infine le associazioni della Federazione ringraziano la catena di supermercati Esselunga e il suo patron Bernardo Caprotti per aver scelto di non commerciare la carne di cavallo.

Una importante scelta etica che dimostra grande sensibilità e recepisce il pensiero della maggior parte delle persone.

La riunione termina con un ultimo ringraziamento da parte di Michela Vittoria Brambilla, Gianluca Felicetti e Carla Rocchi, con la speranza che altre catene alimentari seguano l'esempio della Esselunga.

Adesso speriamo che questa Proposta di Legge segua il suo iter naturale e venga approvata dal Parlamento per diventare legge dello Stato.

Sarà un altro bellissimo giorno per tutti noi che amiamo gli animali e soprattutto amiamo la vita, comunque si manifesti.


Ivana Pizzorni è la responsabile della sede romana di SOS Gaia


|
 

Seguici su:

Seguici su Facebook Seguici su Twitter Seguici su YouTube