Animalismo

Bambini e animali: un’amicizia senza fine

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06 Luglio 2011


I bambini sono naturalmente attratti dal mondo animale, che può rappresentare per loro un momento di crescita fondamentale, e gli adulti dovrebbero favorire l’incontro con gli animali, sempre nel rispetto della loro diversità.

Se non si abituano i bambini a dare valore ad ogni forma di vita, a curarsi della sofferenza e della morte degli altri esseri viventi senza distinzione, in essi non si sviluppa la sfera del sentimento, dell'amore, della condivisione, dell’empatìa, e il loro animo resta incapace di rispetto, insensibile, egoista anche verso le necessità degli altri esseri umani.

Vivere con un animale può anche favorire l’accettazione della ciclicità della vita, perché purtroppo il ciclo vitale degli animali cosiddetti “domestici” è più breve rispetto a quello dell’uomo.

Recenti studi hanno dimostrato che il contatto con la natura e con gli animali che ne fanno parte è molto importante per la salute psicofisica dei bambini, e che la carenza di occasioni di contatto con la natura costituisce uno dei fattori che facilitano l'insorgenza della sindrome ADHD (deficit dell’attenzione).

Il bambino che ha la fortuna di avere un animale accanto a sé, troverà un amico che non lo giudica, al quale potrà  fare le sue confidenze, che parteciperà alle sue piccole o grandi frustrazioni, lo consolerà con la sua amorevole presenza... e il ricordo di questo amico speciale lo accompagnerà per tutta la vita.

Dal punto di vista pedagogico poi la presenza di un animale consente di sviluppare il concetto di multiformità, di diversità, può favorire atteggiamenti di accudimento, custodia e responsabilità.

L’animale non è un oggetto, non è una macchina, ma un soggetto senziente diverso da noi da

rispettare e con cui interagire creando così un rapporto unico di solidarietà reciproca.

Osservando il loro cane o il loro gatto i bambini possono anche capire l’importanza del  silenzio e noi dobbiamo insegnare loro a comprenderne i  bisogni e a rispettare le esigenze dei loro amici di specie diversa.

Animali e bambini insieme vanno sempre supervisionati da un adulto, almeno  fino all’età di 6 anni circa, in modo che i bambini possano ricevere nel frattempo i giusti insegnamenti per capirli, per comprendere il loro linguaggio che non è fatto di parole ma di comunicazione non verbale: con la coda, le orecchie, lo sguardo, la postura e i vocalizzi esprimono sempre qualcosa.

Sappiamo quanto il gioco sia  importante sia per i bambini che per i cani, perché aiuta a  sviluppare curiosità, fantasia,entusiasmo, creatività, ma bisogna saper giocare con un cane senza sviluppare in lui degli istinti che potrebbero sfociare in incidenti.

Perciò niente tira-e-molla che potrebbe portare il cane a desiderare l’oggetto fino a mordicchiare per averlo, niente giocare a rincorrersi perché  in questo modo si sviluppa l’istinto predatorio.

Invece si può giocare a nascondino, facendo magari nascondere un amico per poi andarlo a cercare, o aiutare il cane a utilizzare il suo prezioso fiuto creando delle “piste olfattive” per lui, sempre più difficili, con risultati che stupiranno gli amici.


Limitare  la  sfera affettiva  dei bambini al solo mondo degli umani  è un grande errore perchè un bambino abituato fin da piccolo al contatto con gli animali sarà più ben disposto nei rapporti interpersonali.

Willie Morris nel suo libro "Il mio cane Skip", ricorda così il suo amico: “Conservo ancora la riflessione dolce-amara di essere stato un figlio unico e di avere avuto un cane leale ed affettuoso, perché nelle lotte della vita, nei pericoli, nelle tribolazioni e nei tranelli, la lealtà e l’amore sono le cose più belle e le più durevoli e questo è ciò che il vecchio Skip mi ha insegnato e che ancora porto con me.

Per un bambino i vantaggi di avere un animale sono veramente tanti: gli dà la possibilità di esprimere affetto con naturalezza in modo profondo e durevole, e con altrettanta naturalezza e semplicità lo aiuta a comprendere senza morbosità le  differenze tra i due sessi e quanto la fisicità sia normale e importante per tutti  gli essere viventi.

Ma è importante insegnargli delle regole che deve saper rispettare per una buona convivenza con il suo cane: parlargli in modo calmo e chiaro,  lasciarsi annusare, accarezzarlo dolcemente, non tirargli la coda o le orecchie, non infastidirlo mentre sta mangiando perchè mangiare è un bisogno primario ancestrale e una sua reazione potrebbe essere comprensibile, non cercare di portargli via quello che ha in bocca, non disturbarlo mentre dorme perché potrebbe spaventarsi e magari reagire.

E’ stato chiesto al Marc Bekoff, rinomato ricercatore nel campo del Comportamento animale e dell’Etologia cognitiva dell’Università del Colorado, se secondo lui ci sono differenze tra esseri umani  e animali ed egli ha naturalmente risposto che ci sono molte differenze, prima di tutto perché ogni specie è diversa dalle altre: il topo ha delle capacità da topo, lo scimpanzé da scimpanzè e così via. Ma tra noi e gli altri animali le differenze sono di grado e non di qualità!

Gli è stato chiesto se non c’è neanche una caratteristica che noi abbiamo e gli animali non hanno, e la sua risposta è stata che “gli umani cucinano il cibo, mentre non si è ancora trovato un animale che cucini! E noi siamo cattivi, sia con gli animali che tra di noi, si pensi alle guerre. Solo gli scimpanzè maschi possono essere così. La  ricercatrice Jane Goodall, che ha vissuto a lungo con gli scimpanzé, ha visto una sorta di guerra tra due gruppi durata due anni, alla fine della quale i vincitori avevano ucciso tutti gli altri. Ma è stato solo un caso in molti anni…”

Sono convinta che fin da piccola ho insegnato delle cose agli animali che hanno vissuto con me, ma non potrò mai sapere con certezza quante cose ho imparato da loro.

 

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