Animalismo

Batailles de Reines: tortura spacciata per tradizione

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05 Agosto 2018
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 Nelle Batailles de Reines le mucche, gravide per regolamento, vengono aizzate al combattimento mediante la minaccia con bastoni ed urla da parte dei proprietari e del pubblico, dopo essere state tutta la giornata sotto il sole cocente legate a una catena che impedisce loro di alzare il collo
Nelle Batailles de Reines le mucche, gravide per regolamento, vengono aizzate al combattimento mediante la minaccia con bastoni ed urla da parte dei proprietari e del pubblico, dopo essere state tutta la giornata sotto il sole cocente legate a una catena che impedisce loro di alzare il collo


Domenica 29 luglio in Valle d'Aosta ha avuto inizio la tornata estiva delle eliminatorie del 61esimo Concorso Regionale delle Batailles de Reines. Ecco un breve resoconto di come si svolge il concorso.

Le vacche di razza pezzata nera o castana di indole più forte (dette Reines), tutte femmine gravide per regolamento, vengono condotte ai bordi dell'arena verso le ore 9 del mattino. Qui vengono assicurate a terra con catene molte corte. Alcune di esse non superano il metro di lunghezza e al povero animale è impossibile raddrizzare il collo e mantenere una normale postura. In tale condizione restano fin verso le 18 e anche oltre, sotto il sole cocente e senza alcun riparo.

A turno vengono introdotte a coppie nell'arena dove sono aizzate al combattimento mediante la minaccia con bastoni ed urla da parte dei proprietari e del pubblico. La battaglia avviene testa contro testa e perde la vacca che abbandona.

I sostenitori di tali atroci incontri sostengono che si tratti di spettacolo incruento e che gli animali combattano spontaneamente anche quando si trovano libere nella mandria. In realtà raramente ho visto vacche affrontarsi violentemente e quando lo scontro avveniva si trattava per lo più di gesti dimostrativi di breve durata.

 I combattimenti tra vacche, organizzati in Piemonte, Valle D’Aosta e Svizzera, sono spacciati per “tradizione”. Gli animalisti si mobilitano e stanno organizzato petizioni e lettere di protesta agli organizzatori
I combattimenti tra vacche, organizzati in Piemonte, Valle D’Aosta e Svizzera, sono spacciati per “tradizione”. Gli animalisti si mobilitano e stanno organizzato petizioni e lettere di protesta agli organizzatori

Comunque, ammesso e non concesso che il combattimento sia per loro un istinto naturale, per quale motivo aizzarle? Per quale motivo minacciarle? Per quale motivo tenerle alla catena per ore sotto il sole? Per quale motivo costringerle a non alzare neppure il collo? Per quale motivo usare i bastoni? Per quale motivo costringerle a tutto ciò quando sono gravide?

Ciò che gli organizzatori chiamano tradizione è in realtà tortura! Domenica un gruppo di animalisti ha cercato di dar voce a quelle povere vacche che non potevano far altro che muggire. Le forze dell'ordine sono intervenute per assicurare lo svolgersi della manifestazione e non hanno ravvisato comportamenti che integrassero il reato di maltrattamento di animali.

L'orrore è proseguito fino a sera. Il pubblico era composto da famiglie di allevatori, con donne e bambini muniti dei loro piccoli bastoni e pronti a seguire le orme di papà.

Dove è finita la nostra umanità? Mi appello a tutti voi dal profondo del cuore: facciamo qualcosa per dare voce alle nostre sorelle Reines!

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