Animalismo

Noi meditiamo, loro meditano. No all'orrore della vivisezione!

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13 Febbraio 2017
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Noi meditiamo, loro meditano. No all'orrore della vivisezione!

Siamo sempre più simili alle scimmie e viceversa. La scoperta di loro rituali religiosi porta a considerare che oltre ad essere intelligenti e a provare sentimenti sono anche in grado di sviluppare l'astrazione del Mistero


Darwin e l'antenato comune

È luogo comune affermare che l'uomo discende dalle scimmie. Convinzione confutata dagli evoluzionisti che seguono le teorie di Darwin.

In effetti Darwin riconosce in qualche modo un imparentamento tra l'umanità e le scimmie, ma propone l'idea di fatto che tra le due specie sia esistito un antenato comune e che entrambe abbiano percorso un loro cammino evolutivo specifico.

E in questo caso si potrebbe dire che l'evoluzione della specie umana abbia seguito un percorso ben più complicato e rocambolesco. Secondo le conoscenze tramandate in seno alla tradizione millenaria dell'antico sciamanesimo druidico, oggi relegate nella leggenda, la specie umana, poco distinguibile in partenza da quella delle scimmie, sarebbe stata assistita da creature senzienti esistite ancora prima della sua apparizione sul pianeta. Ospitata all'inizio per milioni di anni in un santuario dedicato alla sua sopravvivenza, oggi sconvolto dai ghiacci perenni del continente Antartico, sarebbe stata aiutata a trovare voce e portamento eretto.

Solo dopo gli sconvolgimenti ambientali del pianeta che avrebbero portato all'inospitabilità del continente-santuario, alla quasi estinzione della specie antica e all'emigrazione di quella umana, l'umanità si sarebbe diffusa sul pianeta. Approdata al continente africano e poi a quello europeo si sarebbe stanziata nei vari continenti dando origine alle razze che oggi conosciamo.

In ogni caso, per via dell'antico antenato comune, al di là di ogni possibile tradizione, l'umanità rimane innegabilmente imparentata con le scimmie in un rapporto di forte legame di vita alla pari. Se non fosse altro perché entrambe figlie della stessa Madre Terra.


Uomini e scimmie a confronto

In effetti se si osserva un gruppo di umani lasciati a se stessi si potrebbe notare come questi si comporterebbero alla stessa maniera di un clan di scimmie.

Anzi… Probabilmente si comporterebbero peggio poiché tra di loro alligna la insidiosa malattia egotica causata dalle sovrastrutture mentali che portano a giustificare ogni efferatezza.
Se oggi l'homo sapiens sapiens ha realizzato lavapiatti e astronavi non risiederebbe quindi in una sua capacità evolutiva superiore alle scimmie, ma solo nell'aver adottato un sistema di violenza e di meccanismo finanziario che gli è stato imposto dalle ideologie che lo hanno allontanato dall'armonia e dalla saggezza di vita basate sul pragmatismo proprio della Natura.
Cos'hanno le scimmie in meno della specie umana? Sono dotate di intelligenza e di sentimenti, si organizzano socialmente, hanno un rapporto religioso con il mistero della vita, sono solidali tra di loro senza obliterare gli individui, sviluppano amicizia con le altre specie.

Si siedono in silenzio davanti alle cascate o a contemplare le pietre che loro stesse portano sui luoghi da esse deputati sacri…

Sono inferiori alla specie umana solamente perché non usano il mezzo del linguaggio vocale per comunicare tra di loro, ma si scambiano pensieri e strategie con un complesso sistema gestuale?

Del resto anche gli umani completano la loro comunicazione verbale con una simile gestualità subliminale del corpo che si accompagna in modo significativo, si potrebbe dire in maniera superiore a quella vocale.

Per non parlare degli umani portatori di handicap che basandosi solamente sulla gestualità realizzano validi rapporti sociali tra di loro e i normodotati.


L'innegabile spiritualità delle scimmie

Esistono innumerevoli esempi di casi in cui le scimmie mostrano di praticare esperienze di natura spirituale, si potrebbe dire di natura mistica, che le pone a contatto con l'astrazione del mistero della manifestazione dell'esistenza. Nella stessa identica misura in cui si esprime l'esperienza del filosofo o dello sciamano umano.

Possiamo citare un classico caso che è stato osservato nel mondo degli scimpanzè che raccolgono pietre e le portano in luoghi da loro reputati sacri per collocarli intorno a gruppi di piante oppure anche all'interno della cavità di piante oramai morte.

Uno dei luoghi considerati sacri dagli scimpanzè del centro Africa dove vengono depositate pietre a evidente scopo rituale
Uno dei luoghi considerati sacri dagli scimpanzè del centro Africa dove vengono depositate pietre a evidente scopo rituale

La cosa impressionante è che le pietre non sono pietre comuni, ma sembrano essere meteoriti ferrose. Oggetti caduti dal cielo che gli scimpanzè raccolgono per via del loro evidente significato che le collega al mistero del cielo stellato.

Gli eventi accadono in una vasta area del lato orientale del centro Africa in cui popolazioni di scimpanzè lontane tra di loro attuano questi particolari riti in maniera praticamente identica.

Ricercatori dell'Università di Humboldt di Berlino che hanno assistito a questi rituali hanno dichiarato che a parer loro non ci sarebbe alcuna ragione per cui gli scimpanzè debbano avere questi particolari comportamenti e che la loro impressione personale porta a considerare che si tratti di pratiche esplicitamente religiose. Per queste creature i luoghi e gli alberi sono decisamente rapportati a qualcosa di sacro e il loro comportamento riporta inevitabilmente al valore dato alla pietra da parte degli antichi umani. Come per Stonehenge e per les Alignements di Carnac in Bretagna.

Gli stessi ricercatori hanno osservato come gli scimpanzè si rechino di fronte agli alberi cavi che contengono le pietre e vi rimangano di fronte eseguendo lievi movenze accompagnate da una sorta di breve litania. Per poi allontanarsi dopo aver toccato con forza la scorza esterna, così come fanno i fedeli che nella basilica di San Pietro a Roma sfiorano la statua del martire e nella identica maniera altri sfiorano la pietra nera della Kahaba.

Altri ricercatori hanno poi riportato in altre zone dell'Africa l'osservazione di scimpanzè intenti a danzare davanti a cascate d'acqua dimostrando una evidente intenzione di spiritualità.

Sempre ancora in Africa, ad est della Repubblica Democratica del Congo, nel Parco Naturale dei monti Virunga, alcuni ricercatori hanno osservato la pratica di veri e propri riti funerari attuati da gruppi di scimpanzè a seguito del decesso di qualcuno dei loro compagni.

La constatazione che le scimmie, oltre a dimostrare di possedere intelligenza e sentimenti, sono in grado di manifestare anche l'astrazione del loro riferimento al Mistero rivela l'esistenza di un valore alla pari che sussiste con gli umani, senza possibile controversia.

Cosa che evidentemente non è gradita dal Patriarcato, che da millenni dopo il termine delle grandi glaciazioni, sostiene la supremazia dell'umanità nell'universo.


L'evoluzione secondo il Patriarcato
Millenni orsono al termine dello sconvolgimento sociale e ambientale dovuto alle vicende del pianeta, si è imposta la cultura del Patriarcato sull'umanità sopravvissuta, dapprima con l'azione di bande di predoni sanguinari e poi nell'aspetto di religioni e di vari altri movimenti ideologici che ancora oggi sostengono la supremazia della specie umana, di sesso maschile, nell'universo. Tanto da giungere, oltre ad aver inventato un dio maschio e antropomorfo, a sponsorizzare la caccia, i sacrifici di animali, l'alimentazione carnivora e la soggiogazione del sesso femminile per esaltare il potere virile dell'umanità.

Uno scimpanzè mentre esegue una sorta di litania nel depositare la sua pietra dentro al tronco cavo dell'albero
Uno scimpanzè mentre esegue una sorta di litania nel depositare la sua pietra dentro al tronco cavo dell'albero

Per non essere da meno di fronte alla maturità della gran parte dell'umanità che sta scoprendo il concetto della non violenza e del non parassitismo sulle altre specie di Madre Terra, oggi evidenziato attraverso il pensiero dell'alimentazione vegan, anche il Patriarcato cerca di smussare il suo senso di supremazia di specie concedendosi di appoggiare in qualche modo l'emancipazione delle scimmie. Proponendo l'idea di lana caprina che l'umanità discenda dalle stesse come evento evolutivo avvenuto nel passato e che oggi si presentano come parenti povere, rimaste indietro come si trattasse di rimasugli biologici del processo evolutivo che ha portato all'homo sapiens sapiens.
In questo modo il Patriarcato propone una percezione culturale in cui le scimmie non sono più una forma di vita, prodotta dallo stesso antenato, da considerarsi alla pari con la specie umana, ma vengono proposte come vecchi parenti che devono solo scomparire per completare il disegno evolutivo che ha portato la specie umana al presente storico del pianeta. In pratica testimonianze di veri e propri parenti biologicamente poveri che non hanno avuto la fortuna di "evolvere" come gli umani.
È evidente che questa prospettiva tende a sminuire i diritti riguardanti la presenza attuale delle scimmie sul pianeta, le quali non possono essere viste come creature alla pari con gli umani e quindi con vere ed effettive prerogative di specie.
E qui si scoprono le carte false del Patriarcato. Il dire che la specie umana discende dalle scimmie porta ad evidenziare la chiara intenzione di far emergere la specie dell'homo sapiens sapiens come quella biologicamente fortunata che aiuta i parenti poveri. Questo, nonostante qualunque modalità di aiuto si possa dare alle scimmie, senza mai nobilitarle troppo. Nascondendo così, con questa falsa generosità, l’eterna tendenza all'affermazione della supremazia antropomorfa.


L'inganno del disegno del Patriarcato
Ma su questo principio, come si può affermare così impunemente che gli umani discendano dalle scimmie se consideriamo che prima dell'homo sapiens sapiens, in tempi relativamente più recenti dell'evoluzione della specie umana, c'era la famiglia dei neanderthal? L'evoluzione della specie umana ha portato da questi individui arcaici a quelli dell'umanità attuale senza lasciarsi dietro sfridi biologici di varia natura, ma integrando le due famiglie nel passaggio attraverso le generazioni che attuavano il processo evolutivo.

Mica adesso si vedono neanderthal che passeggiano, come se fossero scimmie, intorno alle case dei sapiens sapiens. In questo caso le scimmie sarebbero state sfridi di una evoluzione ancora più antica dell'homo neanderthaliano che sarebbero riuscite a sopravvivere anche se il processo evolutivo le avrebbe cancellate come i neanderthaliani.

L'interno del tronco cavo di uno degli alberi dell'area sacra ripieno di pietre. Ad una breve valutazione le pietre si rivelano essere meteoriti ferrose evidentemente scelte intenzionalmente
L'interno del tronco cavo di uno degli alberi dell'area sacra ripieno di pietre. Ad una breve valutazione le pietre si rivelano essere meteoriti ferrose evidentemente scelte intenzionalmente

Perchè allora le scimmie, nel loro imponente numero di individui, dovrebbero essere le antenate della specie umana lasciate indietro dall'evoluzione? Perché non sono sfridi biologici.
È evidente che le scimmie rappresentano una specie a se stante con proprie radici biologiche e una specifica cultura che vanta gli stessi diritti alla dignità e alla vita attribuibili agli umani e che a differenza di questi ultimi ha mantenuto un contatto con la Natura.


Gli animali, una porta sul recupero dell'armonia della Natura
Da questa osservazione si evince che le scimmie, così come gli altri animali, al di là dell'orrore quotidiano a cui sono sottoposte, possono essere considerate paradossalmente le più evolute della specie umana nell'interpretare i valori pragmatici della Natura senza essere soffocate dalle sovrastrutture mentali inutili che allontano le creature umane dal senso della loro esistenza e dal benessere sociale e individuale.
È triste dirlo, ma al di là delle cattedratiche presunzioni umane, solitamente gli individui della specie umana sono prigionieri di sovrastrutture mentali inventate dalle varie ideologie che li portano all'oblio esistenziale e spesso anche a sanguinose conflittualità.
Basti pensare a come accade che a contatto diretto ed empatico con gli animali, da quelli cosiddetti “da reddito” a quelli di affezione, si scopra un senso di vita diverso da quello determinato dalla cultura di nascita identificabile con la scoperta del valore pragmatico di vita suggerito dalla Natura. Riuscendo a liberarsi dalla prigionia della sovrastruttura mentale per divenire libere creature senza fardelli inutili. Trovando reale benessere e armonia di vita per se stessi e per gli altri.
Forse proprio in questa constatazione si può trovare il motivo dell'accanito antianimalismo perpetrato dal conservatorismo del Patriarcato che non è solamente attribuibile a ragioni di mercato ma anche alle spinte di pensiero che vogliono che ogni ideologia sia la migliore e si affermi sulle altre.

Forse è proprio per questo motivo che milioni di animali vengono incessantemente sacrificati in riti religiosi, nei laboratori di sperimentazione e nei mattatoi, vere e proprie officine del massacro, per testimoniare che essi non sono nulla di fronte alla presunta grandezza della specie umana.

Un vero film di fantascienza dai connotati improntati all'orrore più cinico che si possa immaginare che viene ripetutamente girato dal vero su un set che coinvolge tutto il pianeta. Un orrore che si perpetua senza giustizia che vi ponga rimedio nella silenziosa oscurità dello spazio in cui da sempre il pianeta è lanciato nella sua folle corsa senza meta.

Non credo che questo orrore possa essere stato negli intenti di chiunque o qualunque cosa abbia dato vita all'universo.


www.giancarlobarbadoro.net

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