Animalismo

Traffico di specie protette e terrorismo

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13 Marzo 2016
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Prodotti derivanti da animali sequestrati dagli agenti del CITES
Prodotti derivanti da animali sequestrati dagli agenti del CITES

Un convegno del Corpo Forestale dello Stato evidenzia il legame tra crimini ambientali e criminalità organizzata. Nel convegno si è anche affrontato il tema del cambiamento in atto nel CFS, convogliato nell'Arma dei Carabinieri


Giovedì 28 gennaio presso la Casa del Cinema di Roma ha avuto luogo il Convegno “Traffico di specie protette e terrorismo” organizzato dal Corpo Forestale dello Stato. Il Convegno, che aveva per sottotitoloUn approccio integrato tra conservazione e contrasto alla finanza del terrore”, ha analizzato il traffico delle specie protette in tutti i molteplici aspetti ed evidenziato come i crimini ambientali siano spesso fonte di profitto della criminalità organizzata a livello internazionale.

Nel seminario sono intervenute numerose autorità del Corpo Forestale dello Stato: Raffaele Manicone, Direttore Div. 7° del CFS, Irene Davì e Marco Fiori del Servizio CITES Centrale, Cesare Patrone Capo del Corpo Forestale dello Stato, Daniela De Donno Mannini Presidente del “Jane Goodall Institute Italia”, Andrea Crosta Direttore “Elephant Action League”, Enrico Alleva Direttore Reparto Neuroscienze Comportamentali dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma, Giovanni Salvi Procuratore Generale di Roma. Ha moderato il dibattito il Redattore Capo de “Il Mattino” Antonello Velardi.

All’evento era presente la delegazione romana di SOS Gaia.

Durante il seminario è stato presentato il tradizionale Calendario CITES 2016 del Corpo Forestale dello Stato, quest’anno dedicato alle Grandi Scimmie e all’impegno del “Jane Goodall Institute”, dal 1977 dedito alla difesa dei primati.

La Convenzione di Washington che risale al lontano 1973 sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione, in sigla denominata CITES, è nata dall’esigenza di controllare il commercio degli animali e delle piante, sia vivi che morti oppure di parti degli eventuali prodotti derivati, in quanto lo sfruttamento commerciale di queste risorse è la principale causa della distruzione degli ambienti naturali e dell’estinzione e riduzione di numerose specie.

L'intervento di Daniela De Donno Mannini, presidente del Jane Goodall Institute Italia
L'intervento di Daniela De Donno Mannini, presidente del Jane Goodall Institute Italia

La CITES è inserita nelle attività del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, mentre in Italia è entrata in vigore nel 1980 e la sua attuazione è inclusa nel lavoro di diversi Ministeri: Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Secondo la normativa vigente proprio quest’ultimo Ministero svolge un ruolo fondamentale attraverso il Servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato che controlla l’applicazione della Convenzione in Italia, la regolarità dell’aspetto amministrativo, rilascia i certificati CITES per la riesportazione e utilizzo commerciale delle specie animali e delle piante protette, ed infine verifica il lato tecnico-specialistico per il rispetto della Convenzione.

Oggi il traffico illegale di animali e piante ha raggiunto un livello pericoloso perché è diventato una importante fonte di finanziamento della criminalità organizzata internazionale, di gruppi terroristici e combattenti, e rappresenta la quarta attività proibita, dopo il traffico di droga, la vendita di armi e la tratta di esseri umani.

Il Servizio CITES italiano che fa capo al Corpo Forestale dello Stato, al momento dispone di 27 Servizi Territoriali dislocati sul territorio e di 28 Nuclei Operativi presso i porti ed aeroporti più importanti del nostro paese. Il principale compito del Servizio è quello di controllare il rispetto della Legge 150/92 sugli animali pericolosi.

Ha introdotto il seminario il giornalista Antonello Velardi leggendo il comunicato stampa diffuso dal Corpo Forestale e dall'Interpol che spiega con estrema chiarezza come le violenze sulla natura creano un danno spesso irreparabile alla biodiversità del pianeta, e sono fonte di profitto per il terrorismo internazionale. Questo traffico illegale supererebbe i 20 miliardi di dollari per arrivare fino a 200 miliardi l'anno, se si aggiunge anche il legname e la pesca proibita. Cifre stratosferiche che chiariscono i termini del problema.

Daniela De Donno Mannini e Marco Fiori, Sovrintendente Capo del Servizio CITES, presentano il Calendario CITES del 2016
Daniela De Donno Mannini e Marco Fiori, Sovrintendente Capo del Servizio CITES, presentano il Calendario CITES del 2016

Il Direttore Div. 7° del CFS Raffaele Manicone ha letto al pubblico intervenuto un interminabile elenco di “illegal lobby” che ogni anno frutta dai 30 ai 100 miliardi di dollari, e finanzia i vari gruppi terroristici dell'Africa, del Medio Oriente e dell'Asia, favorendo un impressionante numero di reati, violenze, omicidi, limitazioni dei diritti e distruzione dei mezzi di sussistenza dei Nativi del posto. Aggiunge Manicone che questa attività illecita priva intere comunità native delle loro risorse economiche ma più profondamente delle loro tradizioni, delle loro culture e della loro storia.

Irene Davì del Servizio CITES Centrale ha illustrato i controlli effettuati per specie animali e per i prodotti derivati, tra i quali 210.000 pelli di rettile e 7.000 zanne e oggetti di avorio.

Inoltre Irene Davì ha fornito i dati anche delle numerose “attività operative” del 2015 chiamate Focus, ad esempio “Bus Stop” ha permesso il sequestro nel padovano di quasi 400 animali in gran parte pappagalli; “Illegal logging” ha fatto emergere la quasi totale non conformità delle ditte sottoposte a verifiche riguardo il commercio di legno e prodotti derivati. L'”Operazione Europol Cobra III” è il Focus scaturito dall’attività internazionale sotto l’egida dell’Europol e la collaborazione con alcune associazioni del sud-est asiatico, dove è stata scoperta l’azione criminale di alcuni gruppi organizzati sul “wildlife” che facevano affari sulla pelle delle tigri, degli elefanti, delle varie specie di rinoceronti asiatici e africani, dell'antilope tibetana e di migliaia di altre specie ricercate dai collezionisti.

Scimpanzè
Scimpanzè

L'attività operativa denominata “Corni di rinoceronte” ha portato all'esproprio di due di questi ad un cittadino cinese in procinto di esportarli dal territorio italiano per immetterli nel mercato illegale dell’estremo oriente, dove sarebbero stati impiegati nella medicina tradizionale. La polvere di un solo corno di rinoceronte ha un valore di mercato di 400.000 euro.

Irene Davì ha infine accennato all'attività operativa “Rimpatrio testuggini” nell’ambito della quale sono stati reinseriti nel loro habitat 79 esemplari della specie protetta “testudo graeca”. All’inizio erano 101 portate in Italia clandestinamente da un cittadino tunisino, ma tra queste, 17 sono state trovate senza vita mentre altre 5 sono morte nei giorni successivi. Le persone coinvolte sono state denunciate per traffico illecito di specie protette e per maltrattamento, aggravato dal decesso di alcuni esemplari.

Marco Fiori del Servizio CITES centrale CFS ha presentato al pubblico il Calendario Istituzionale del 2016 del Corpo Forestale, una iniziativa che con il passare degli anni ottiene sempre più riscontri positivi.

Quest'anno è stata scelta come madrina d’eccezione Jane Goodall, etologa, primatologa e scienziata, chiamata la “lady delle scimmie”, che negli anni ‘60 andò in Africa per condurre sul posto degli importanti studi sugli scimpanzé di Gombe. Jane Goodall ha avuto il Premio ONU “Messaggero di Pace”, è amica del Corpo Forestale ed è stata loro ospite in svariate occasioni.

Le scimmie antropomorfe per la loro vicinanza genetica sono i parenti più prossimi all’uomo, come noi soffrono e gioiscono, vivono in ambienti fragili da tutelare come le foreste primarie e purtroppo sono soggette a traffici illeciti. Nel calendario vi sono rappresentate immagini suggestive, che per la loro immediatezza raggiungono il cuore e la mente delle persone, di scimpanzè, bonobo, gorilla di pianura e di montagna, gibbone, orango.

Lo scimpanzé Rambo è uno dei casi di cui si sta occupando il Jane Goodall Institute Italia e per il suo sostentamento sta effettuando una campagna raccolta fondi. Rambo è stato catturato dai bracconieri che dopo aver sterminato la sua famiglia lo hanno destinato ad essere venduto come carne. In Congo lo scimpanzé è stato salvato da una coppia di volontari italiani e trasferito al Santuario Lwiro dove è attualmente ospitato
Lo scimpanzé Rambo è uno dei casi di cui si sta occupando il Jane Goodall Institute Italia e per il suo sostentamento sta effettuando una campagna raccolta fondi. Rambo è stato catturato dai bracconieri che dopo aver sterminato la sua famiglia lo hanno destinato ad essere venduto come carne. In Congo lo scimpanzé è stato salvato da una coppia di volontari italiani e trasferito al Santuario Lwiro dove è attualmente ospitato

Ogni specie ed ogni soggetto della foto introduce un tema che si vuole proporre al pubblico insieme ad importanti informazioni scientifiche, riguardo l’etologia, l’etica, il traffico, la genetica e la ricerca. Sono state inoltre aggiunte anche delle curiosità in pillole, come ad esempio la funzione del sesso dei bonobo, la scoperta della morale delle scimmie, il canto di due gibboni sequestrati e tante altre ancora.

Enrico Alleva, direttore del reparto di neuroscienze comportamentali dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma, ha ricordato che in questo periodo storico purtroppo ogni venti minuti scompare una specie animale, piccoli microrganismi e vegetali, per colpa dell'aggressione alla biodiversità di un'unica specie di primati, autonominatasi con estrema arroganza homo sapiens-sapiens. Alleva ha anche sottolineato l'importanza di una buona educazione e alfabetizzazione delle persone, perché permette di comprendere che se possediamo un oggetto di avorio diventiamo complici dell'azione ostile alla biodiversità che ne è scaturita, causando morte e sofferenza.

La presidente del “Jane Goodall Institute Italia” Daniela De Donno Mannini ha parlato delle ricerche di Jane Goodall e delle importanti scoperte effettuate in Africa e nelle sue foreste.

Jane Goodall, osservando in natura gli scimpanzè e gli altri primati, ha potuto comprendere che non si può tutelare la biodiversità senza tenere in considerazione le esigenze di sviluppo delle popolazioni locali che vivono ai margini di queste oasi. Quindi le grandi scimmie possono essere salvaguardate soltanto attraverso un lavoro integrato che tenga conto non soltanto di loro ma anche della gente del posto.

Intervista a Daniela De Donno Mannini, presidente del Jane Goodall Institute Italia
Intervista a Daniela De Donno Mannini, presidente del Jane Goodall Institute Italia

Dice ancora Daniela De Donno che l'Istituto svolge il compito che si è prefissato attraverso progetti di riforestazione, di potabilizzazione e di costruzioni di scuole, sensibilizzando gli autoctoni, e puntando soprattutto sui giovani e sulle donne che in questa società non vengono molto considerate, mentre il loro ruolo è cruciale in quanto sono loro a tramandare la cultura.

In quest’ottica il Calendario CITES 2016 dedicato alle grandi scimmie rappresenta un’importante occasione sia per portare alla luce il prezioso lavoro che dal 1977 Jane Goodall svolge, sia per sostenere le sue ricerche, come i progetti di conservazione concernenti gli scimpanzé e il loro ambiente, e quelli di educazione ambientale ed interculturale.

Il Procuratore Generale di Roma Giovanni Salvi ha sostenuto che dobbiamo chiederci qual è la destinazione del petrolio venduto dai terroristi dell'ISIS, e senza ipocrisie possiamo rispondere che a beneficiarne siamo noi occidentali.

Anche Andrea Crosta, direttore della ONG americana “Elephant Action League”, ha illustrato bene le cause del traffico di specie protette. In primo luogo trova terreno fertile nella corruzione che si avvale anche della povertà della gente, perché un paio di zanne di elefante in paesi come il Kenia o la Tanzania possono rendere 3 o 4 anni di stipendi locali, ma si supporta anche sulla nostra ignoranza in quanto non sappiamo (o non ci poniamo il problema) che se acquistiamo questi oggetti finanziamo il terrorismo e una interminabile serie di reati.

Dagli interventi è emersa molto chiaramente la gravità di questi scambi internazionali che costringono tutti gli esseri viventi di questo pianeta a vivere in una spirale di illegalità, violenza e guerra. Quindi, non sosteniamo il traffico di piante esotiche o animali provenienti da altri continenti, e riguardo i prodotti derivati chiediamoci da dove arrivano e soprattutto se vengono dallo sfruttamento della natura.

Intervista a Cesare Patrone, Capo del Corpo Forestale dello Stato
Intervista a Cesare Patrone, Capo del Corpo Forestale dello Stato

Non diventiamo complici di questo grave scempio, informiamoci prima, per esercitare il nostro potere di rifiuto di questo mercato che, oltre tutto, rende il nostro mondo un luogo veramente pericoloso. Azzeriamo i guadagni di questi criminali.


Abbiamo intervistato Daniela De Donno Mannini, presidente del Jane Goodall Institute Italia, per poter approfondire le sue attività nel nostro paese.


Il Jane Goodall Institute dal 1977 è in prima linea nella difesa delle scimmie antropomorfe.
È importante portare a conoscenza del grande pubblico il vostro prezioso lavoro, ce lo sintetizzi?

Nel 1977 è nato il Jane Goodall Institute Internazionale, quello italiano è attivo dal 1998. Nel mondo abbiamo l'obiettivo di garantire la sopravvivenza delle grandi scimmie, e lo facciamo attraverso una serie di progetti che vanno dalla realizzazione di corridoi per permettere agli scimpanzé di spostarsi da un parco ad un'altra macchia di foresta, ma anche attraverso l'assistenza ad ogni singolo individuo nel momento in cui viene confiscato dalla CITES internazionale e consegnato a noi per prendercene cura. Ma il nostro obiettivo è anche quello di lavorare con le popolazioni locali perché c'è un evidente legame tra il degrado ambientale e la povertà, quindi per ottenere il successo dei nostri intenti e la conservazione dell'ambiente, siamo obbligati a muoverci in questo modo. In Italia siamo il riferimento delle altre associazioni per la tutela dei primati in generale ed in particolare delle grandi scimmie, denunciamo i casi in cui vengono maltrattati o tenuti in cattività in modo non adeguato. Quando ci viene richiesto ci occupiamo del loro arricchimento mentale in condizioni di cattività, ed infine portiamo avanti un lavoro di educazione perché la riteniamo alla base di un vero cambiamento. Inoltre in questi anni insieme alla CITES abbiamo trasferito alcuni scimpanzè da loro confiscati e siamo riusciti a ricondurli in situazione di semilibertà in Africa.


In Africa gli scimpanzè sono classificati come specie a rischio di estinzione, il vostro Istituto ha un programma di reinserimento degli orfani nelle aree africane protette. Puoi spiegarci le modalità di svolgimento del progetto?

Il Calendario 2016 del Servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato, quest’anno interamente dedicato alle Grandi Scimmie e all’impegno del Jane Goodall Institute
Il Calendario 2016 del Servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato, quest’anno interamente dedicato alle Grandi Scimmie e all’impegno del Jane Goodall Institute

Il Progetto si chiama “Tchimpounga Rehabilitation Center” è una grande oasi faunistica che recentemente, grazie ad una forte collaborazione con le autorità della Repubblica del Congo Brazzaville, siamo riusciti ad ampliare, in quanto ultimamente c'è stato un gran numero di animali confiscati che sono stati trasferiti nella nostra zona protetta. All'inizio avevamo una piccola struttura che poteva ospitarne soltanto una quarantina, oggi abbiamo realizzato una vera e propria oasi per scimpanzé che si trova nella zona del Flow, l'affluente del fiume Congo, all'interno delle foreste di questo paese africano. Oggi in questo santuario abbiamo 155 scimpanzé, ognuno di loro ha una propria individualità e questo prevede da parte nostra un immenso impegno, ma abbiamo il dovere di garantire una seconda chance ad ognuno di questi esseri. Quando ci vengono consegnati dalle autorità li teniamo un periodo in quarantena poi li inseriamo nei gruppi a seconda del sesso e dell'età, piano piano quando il gruppo si è amalgamato avviamo la reintroduzione in semilibertà all'interno delle foreste di queste tre isole che abbiamo a disposizione grazie alla collaborazione con il governo.


Un altro dei problemi di cui vi state occupando riguarda la minaccia di estinzione degli oranghi a causa della deforestazione provocata dalle coltivazioni di olio di palma. Cosa possiamo fare noi occidentali oltre che ovviamente evitare di mangiare quest'olio peraltro dannoso alla nostra salute?

Noi seguiamo tutto quello che possiamo in merito ai pericoli che minacciano tutte le grandi scimmie, e la riduzione o la sparizione dell'habitat è il primo serio rischio per la loro esistenza. In Asia la conversione delle foreste in coltivazioni di palma da olio è un gravissimo problema per gli oranghi che vengono spinti sempre più in microframmentazioni di foresta, fino alla fine, dove non potranno più vivere. Quindi denunciamo, facciamo cordate con altre organizzazioni perché crediamo moltissimo nella cooperazione, facciamo sostegno ed educazione a cominciare dalle nuove generazioni che sono il nostro futuro e quello del pianeta perché saranno loro a dover prendersi cura di questa eredità frammentata. Inoltre quest'olio in grandi quantità non è sano come gli altri olii, che viceversa sono sotto continuo monitoraggio attraverso un attento lavoro svolto nel corso degli anni.

La locandina del Convegno
La locandina del Convegno


Al termine dell'evento abbiamo potuto intervistare anche il Capo del Corpo Forestale Cesare Patrone.


In conclusione del seminario lei ha parlato degli importanti cambiamenti del Corpo Forestale che è convogliato nell'Arma dei Carabinieri creando la nuova Polizia Ambientale. Cosa cambierà? Il Servizio CITES ed il Nucleo Investigativo del NIRDA potranno mantenere le loro funzioni?

Il Corpo Forestale confluirà nei Carabinieri formando un nuovo grande reparto all'interno dell'Arma che già si occupava dell'ambiente, e quindi evitando le precedenti sovrapposizioni. Nascerà la più grande Polizia Ambientale d'Europa che tutela anche gli animali e che è al servizio della collettività, in quanto sappiamo che la tutela dell'ambiente è il prerequisito fondamentale per uno sviluppo economico e sociale ordinato, come ha affermato anche Papa Francesco nella sua Enciclica.


In definitiva la situazione migliorerà e riuscirete a fare il vostro lavoro più efficacemente?

Certamente. L'organizzazione dell'Arma funziona molto bene e insieme al background ed alla cultura del Corpo Forestale, particolarmente attenta al benessere degli animali ed alla tutela ambientale, secondo me avrà un effetto moltiplicatore di efficienza. L'Arma dei Carabinieri e il Corpo Forestale insieme rappresentano una visione di modernità che permetterà l'esecuzione intelligente delle direttive del Governo e del Parlamento, perché i funzionari seri non fanno interdizione ma favoriscono i progetti di riforma che spettano appunto al Governo ed al Parlamento.


Jane Goodall, etologa, primatologa e scienziata, ha dedicato la sua vita allo studio e alla protezione delle grandi scimmie
Jane Goodall, etologa, primatologa e scienziata, ha dedicato la sua vita allo studio e alla protezione delle grandi scimmie

Riguardo alle specie protette, quali sono gli animali più colpiti e sfruttati?

Noi abbiamo molta attenzione per gli animali selvatici come hanno spiegato benissimo i tecnici del Servizio CITES, però non ci dobbiamo limitare alla sola tutela dei selvatici, ma dobbiamo salvaguardare anche tutti gli altri animali tra cui quelli domestici. C'è bisogno di una nuova cultura che migliori il rapporto con loro e che deve iniziare da una maggiore sensibilità rispetto a quella che avevamo nel passato.


Mi ha colpito che tutti i primati presenti in Italia, gli scimpanzè, vengono dai sequestri del CITES. È importante che questo lavoro continui.

Assolutamente, dobbiamo farlo continuare. La legge (che unisce il Corpo Forestale dello Stato all'Arma dei Carabinieri N.d.R.) sarà effettiva tra due-tre mesi perché ci saranno dei passaggi tra Stato, Regioni e Consiglio di Stato, e dovremo migliorarla perché bisogna continuare in questa che considero, mi scusi per la retorica, una importante battaglia di civiltà.


In conclusione, è importante ricordare che il nostro pianeta rappresenta un sistema unico e interdipendente dove noi umani siamo dei semplici ospiti di passaggio, al pari degli animali. Tutti abbiamo il dovere di rispettare l'ambiente e la responsabilità di lasciare alle future generazioni le risorse per vivere. Salvaguardiamo tutta la vita di questo pianeta.


www.sos-gaia.org


Ivana Pizzorni è responsabile della sede romana di SOS Gaia

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