Animalismo

La foresta dove le specie si incontrano

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04 Settembre 2015
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Il piccolo scimpanzé David - Ape Action Africa


C’è un pezzetto di mondo in cui primati umani e non umani convivono in pace e divertimento, dove i non umani ricevono tutto il rispetto e le cure possibili e gli umani hanno in cambio amicizia e affetto.

Come sempre alla ricerca di realtà in supporto dei popoli di scimmie, perseguitati e massacrati dalla nostra specie, mi sono imbattuta qualche tempo fa in un filmato in cui una donna appassionata diceva qualcosa come: “Non abbiamo mezzi economici né strumenti particolari, ma sappiamo come tenere in vita un piccolo gorilla che rischia di morire per i gravissimi traumi subiti”. E sì, perché i cuccioli di scimmia antropomorfa, resi orfani ed imprigionati dall’uomo, spesso muoiono per il dolore emotivo, rifiutando il cibo e sprofondando nella depressione.

Quella donna era Rachel Hogan, la direttrice della Riserva Santuario Ape Action Africa in Camerun. Pochi mesi dopo, ero lì ad offrire la mia collaborazione a questa validissima organizzazione. Trovare integrati l’amore e la competenza non è affatto scontato e qui, nella foresta del Camerun, si incontra proprio questa miscela, che ovviamente è la formula vincente per eccellenza.

Rachel Hogan, il Vice Direttore Larry Taylor, il Manager e Veterinario Babila Tafon - Babs, il Coordinatore Apollinaire Ndohoudou e tutto lo Staff sono francamente appassionati di primati non umani e capaci operatori nel settore.


L'abbraccio tra la psicologa Mariangela Ferrero e David - Ape Action Africa

Lavorare con l’equipe di Ape Action Africa è stato un vero piacere, per la condivisione di intenti e punti di vista, per la gentilezza sempre presente, per le relazioni gioiose di cui si va punteggiando ogni giorno la foresta di questa Riserva. Uno scimpanzè, un umano ed un gorilla giocano insieme, poco distante una mamma adottiva umana accudisce un piccolissimo scimpanzè; più lontano, una gorilla ed un umano si studiano a vicenda, mentre un uomo e uno scimpanzè discutono di asini.

Infatti lo scimpanzè Roney ha paura degli asini e non vuole attraversare un passaggio in loro prossimità; l’uomo gli dice che non sono pericolosi e che lui e Roney possono passare insieme, ma quest’ultimo gli chiede a gesti di mandarli via, perché a lui fanno paura comunque. Così l’uomo fa allontanare gli asini e Roney, dopo aver aperto autonomamente la porta, passa da solo.

Meravigliosi incontri interspecie, ma per lo più i primati non umani stanno tra loro, perché hanno bisogno soprattutto di poter vivere la loro società e la loro cultura. Gli umani vegliano su di loro e cercano di interferire il meno possibile, intervenendo solo nei momenti di bisogno.

Ci sono aree di foresta e ambienti separati per cuccioli, soggetti in quarantena, giovani e adulti scimpanzè, gorilla e primati di diverse specie. Ogni gruppo ha il proprio pezzetto di foresta.

Inoltre Ape Action Africa non si occupa solo di offrire rifugio ai primati resi orfani dai bracconieri, di riabilitarli e proteggerli concretamente, ma anche di perseguire la loro tutela lavorando congiuntamente con i camerunensi, per fornire loro educazione in merito alla conservazione animale ed ambientale e per supportare socialmente la popolazione.


La gorilla Lucy mentre suona - Ape Action Africa

Il mio apporto concreto al Progetto Ape Action Africa, a parte l’aiuto quotidiano a pulire e sistemare le aree in cui dimorano gli ospiti del Santuario, è stato come altre volte il PME. Il Play Picture Making Music Emotional Enrichment è il metodo sperimentale con cui cerco di migliorare il benessere psicosociale delle grandi scimmie, attraverso il gioco, la relazione, la pittura e la musica.

È stato così che ho avuto la gran fortuna di far tanta buona amicizia con lo scimpanzè Samboroo e di suonare insieme al piccolo David ed alle gorilla Chickaboo e Lucy.

Nessuno tra loro ha mostrato particolare inclinazione verso la pittura ma, se fossi rimasta più a lungo, forse avremmo finito col “mettere su una band musicale”, dato il loro coinvolgimento crescente nel suonare tamburo, maracas e tastiera!


Lo scimpanzé Samboroo - Ape Action Africa

Chickaboo e Lucy sono due giovani forti e simpatiche, riservate ma giocose e curiose, le quali essendo per ora le uniche abitanti della loro area, hanno semplicemente bisogno di stimoli e divertimento. Chickaboo ha addirittura suonato a ritmo una maraca per due minuti, accompagnandomi mentre suonavo il tamburo; Lucy invece si è portata nella foresta una percussione e l’ho sentita suonare tra gli alberi.

Samboroo ha avuto la meningite da piccino ed ora i suoi arti non gli permettono di muoversi bene; si è trovato impossibilitato a raggiungere abbastanza cibo e ad avere una vita sociale adeguata con i suoi coetanei. Per questo è stato inserito nel gruppo degli infanti, che viene maggiormente accudito e risulta più alla sua portata.

Lui ha bisogno di acquisire maggiori competenze sociali nei riguardi dei conspecifici , di migliorare la propria autostima e combattere la frustrazione che si trova costretto a vivere. Abbiamo stretto una buona alleanza e fatto giochi comuni insieme al resto del gruppo.

David ha perso la mamma ed il suo gruppo d’origine molto presto e deve aver fatto enormi sforzi per cavarsela da solo. Veniva tenuto in una piccola gabbia all’interno di un hotel, come attrazione per i turisti. Quando l’ho conosciuto, a due mesi dal suo arrivo, mostrava ancora segni di malessere, non voleva essere toccato, si dondolava quasi continuamente e giocava in modo frenetico ed aggressivo.

Lui aveva bisogno di contrastare la solitudine, di potersi far toccare e di imparare a modulare meglio le proprie emozioni impetuose di cucciolo sopravvissuto ed iperautonomo. È stato meraviglioso vederlo cambiare man mano che il lavoro progrediva; acquisire la capacità di modulare i propri impulsi, di stare in relazione, divertirsi tanto suonando gli strumenti musicali, ma anche il pavimento ed ogni altra cosa disponibile, compresa la mia schiena. È stato commovente poterlo abbracciare, accarezzare e consolare nelle ultime sessioni di lavoro.


Uno degli operatori con gli scimpanzé - Ape Action Africa

David ha iniziato dapprima ad alternare approcci opposti, passando dall’irruenza nel gioco all’opposto tentativo di aderire alle attese che mi attribuiva, per poi gradualmente modulare sempre più il proprio comportamento nel suono e nel gioco, e quindi parallelamente anche nelle emozioni. Al contempo egli mi permetteva un contatto fisico sempre più frequente ed intenso, che alla fine ha preso a ricercare attivamente.

Non certo solo grazie al mio contributo, ma soprattutto grazie alle sue profonde risorse interiori ed all’eccellente lavoro del Santuario, ora David è felicemente inserito in un gruppo di coetanei, con i quali è finalmente in grado di relazionarsi, giocare e scambiare affetto.

Aspetto fondamentale per la riuscita di interventi di miglioramento del benessere simili al mio è il lavoro integrato con le diverse figure operanti in un Centro di Recupero; è importante infatti che l’intervento prenda le mosse dall’osservazione dell’individuo e dei suoi bisogni da più punti di vista, e che proceda in una costruzione il più possibile condivisa con gli operatori, in modo che tutti, ognuno per le proprie competenze, si lavori nella stessa direzione.

L’enorme valore del lavoro di Ape Action Africa è negli sguardi degli abitanti della Riserva, più di 300.

Per supportarlo visitate il sito www.apeactionafrica.org e fate una donazione economica o regalate il vostro tempo in qualità di volontari; sosterrete un progetto di fondamentale beneficio animale ed ambientale e di grande levatura umana.


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