Misteri e Esobiologia

Dai Mapuche a Nahuelito: enigmi nelle acque della Patagonia

Stampa E-mail
07 Luglio 2026
Argentina il Lago Nahuel Huapi, nell’omonimo Parco Nazionale
Argentina: il Lago Nahuel Huapi, nell’omonimo Parco Nazionale

Leggende, strane storie, avvistamenti inconsueti… la magia di un parente di Nessie?


Pronti a rituffarci nel fantastico mondo della Criptozoologia?

E “rituffarci”, questa volta, è proprio il termine esatto, perché parliamo di un bellissimo lago: siamo nella Patagonia Settentrionale, più o meno a metà strada nel lungo continente del Sud America, per la precisione nel versante argentino.

Qui troviamo un angolo di paradiso: il Parco Nazionale Nahuel Huapi, il più antico dell’Argentina. Un’area di grande suggestione, costellata da laghi e fiumi che si estendono tra colline verdeggianti, sulle prime pendici delle Ande della Patagonia.

Il Parco prende il nome da un lago di dimensioni notevoli: il Nahuel Huapi, appunto, famoso, oltre che per le sue bellezze naturali, anche perché ospita sulle sue rive la rinomatissima località turistica di Bariloche, un must del turismo mondiale. Ha una superficie di circa 550 chilometri quadrati, una profondità massima di 450 metri e si trova a circa 700 metri sul livello del mare. Nahuel Huapi è un nome che è tutto un poema, se così possiamo dire, perché, nell’antichissima lingua mapudungun, significa “l’isola del giaguaro”, a testimonianza perenne di un superbo e bellissimo animale non umano, il giaguaro, che tanta parte ha avuto nella mitologia e nelle culture andine e che, indovinate un po’, fu letteralmente sterminato dagli invasori europei nelle loro cacce tra il 1500 e il 1800. Bene, detto della stupida crudeltà dei cacciatori cristiani, diciamo qualcosa di più suggestivo: il mapudungun era la lingua ancestrale delle popolazioni native del luogo, i Mapuche. In questa lingua, parlata ancora oggi nel Cile e

I Mapuche oggi
I Mapuche oggi

 nell’Argentina centro-meridionali, “Mapuche” significa “il popolo della Terra” e “mapudungun” significa "le parole della Terra". Davvero dei bellissimi significati.

Ma veniamo al fascino delle leggende: da tempi immemorabili i Mapuche narrano di una creatura “impossibile”: un grande animale, dal corpo tra il tondeggiante e il serpentiforme, senza zampe, che si muoveva soprattutto di notte dentro e fuori il lago e che era stato incontrato da molti abitanti del luogo. Non feroce, non aggressivo, non certo un predatore, anche se alcune testimonianze riportavano che talora avesse ucciso delle mucche per nutrirsene. Un grande essere acquatico carnivoro? La descrizione ricorda molto il leggendario Plesiosauro, cui si fa riferimento praticamente in tutte le testimonianze di abitanti impossibili degli specchi d’acqua … Senza contare che la zona del Nahuel Huapi è ricca di testimonianze fossili anche di un altro grande animale acquatico preistorico, l’Ittiosauro: a questo proposito la paleontologia ci descrive la scomparsa dell’Ittiosauro in tempi antecedenti la comparsa degli specchi d’acqua patagonici ma… chissà? Misteri ed enigmi nelle acque.

Misteri che sono però ben vivi nelle testimonianze della gente e partiamo davvero da lontano, perché le prime notizie che sono arrivate a noi risalgono al 1500, agli anni in cui i primi esploratori europei giunti fino alla Patagonia appresero dai Nativi di questa presenza davvero particolare e misteriosa, che i Mapuche davano per “normale”.

Riproduzione di Plesiosauro Copyright Nobu Tamura – Wikimedia Commons
Riproduzione di Plesiosauro Copyright Nobu Tamura – Wikimedia Commons

Facciamo un bel salto in avanti per arrivare tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo: qui incontriamo la prima testimonianza per così dire “scientifica”, ad opera del Dottor Clemente Onelli, naturalista e paleontologo, all’epoca ricercatore molto noto nonché, purtroppo, direttore dello zoo di Buenos Aires. Questo studioso, a partire dal 1897, aveva iniziato a ricevere notizie le più svariate riguardo a una possibile ma stranissima creatura che frequentava i laghi della Patagonia, in particolare il Nahuel Huapi. Soffiata su soffiata, arriviamo al 1922, anno in cui Onelli ricevette una segnalazione ritenuta degna di fede riguardo a grandi e sconosciute tracce attraverso cespugli schiacciati che portavano a una sponda del lago. E, sempre secondo questa notizia, in mezzo al lago c'era una sorta di creatura sconosciuta.

L’informatore era l’americano Martin Sheffield, un personaggio noto nella zona, dove lavorava come cercatore d'oro: costui riferì a Onelli di avere visto, sono sue parole, "un animale con un collo enorme come un grande cigno e i movimenti che ricordavano quelli di un coccodrillo". A quel punto Onelli decise di andare a fondo della storia e organizzò la prima spedizione scientifica in grande stile alla ricerca di quello che ormai veniva affettuosamente chiamato, dalla gente del posto, “Nahuelito”, come a dire: la magia di un cugino del mito scozzese, Nessie del Lock Ness?

Nahuelito, presunta foto del 2006
Nahuelito, presunta foto del 2006

La spedizione non ebbe fortuna: Nahuelito fu più astuto dei ricercatori umani e di lui o lei non si trovò traccia.

Si può ben dire però che, nonostante l’insuccesso di Onelli, la storia di Nahuelito ormai si era creata e prendeva piede. Infatti, si riportò a galla, sempre nel 1922, la testimonianza davvero molto particolare di un avvistamento avvenuto anni prima, nel 1910 e mai reso pubblico. Il testimone in questione era il signor George Garrett, altro noto personaggio della zona, in quanto direttore di una compagnia di navigazione sul lago. Garrett dichiarò ad alcuni media, tra cui per primo il diffusissimo quotidiano canadese Toronto Globe, che, sono sue testuali parole, "... stavamo seguendo un'insenatura larga circa un miglio e di profondità insondata. Mentre eravamo vicini alla costa rocciosa della penisola, mi è capitato di guardare a poppa verso il centro dell'insenatura e, con mia grande sorpresa, ho visto, a circa 400 metri di distanza, un oggetto che è spuntato dalle acque, sembrava avere un diametro di 6 o 7 metri, e stava sopra l’acqua forse di cinque metri. Dopo pochi minuti, scomparve”.

La storia fu ripresa da numerosi giornali argentini, come La Naciòn, La Razòn e La Prensa e internazionali, come il New York Times negli Stati Uniti e Le Petit Journal in Francia.

Strani movimenti sul Nahuel Huapi gennaio 2020
Strani movimenti sul Nahuel Huapi, gennaio 2020

E andiamo avanti negli anni. 1960: non si è mai saputo il perché, in quell’anno fu addirittura la Marina Militare argentina a inviare una spedizione con natanti che scandagliarono il Lago Nahuel Huapi in tutti i modi, per ben 18 giorni. Sulla spedizione è sceso il silenzio più assoluto: nessuno ha mai potuto sapere perché fosse stata organizzata e quali risultati avesse ottenuto, laddove ce ne fossero stati. Comunque, un bel mistero, un giallo irrisolto e intrigante.

17 aprile 2006: il giornale locale El Cordillerano riferisce che un fotografo anonimo aveva fatto pervenire alla redazione due immagini di quello che senza ombra di dubbio avrebbe potuto essere un qualcosa di stranissimo che emergeva dalle acque del Nahuel Huapi. Le note con cui venivano accompagnate le due foto erano enigmatiche ma lapidarie: "Non è un tronco d’albero. Non è un'onda. È Nahuelito che ha mostrato la sua faccia. Lago Nahuel Huapi, sabato 15 aprile 2006 ore 9 del mattino”. Beh, quanto meno verrebbe da dire “strano ma vero”.

21 gennaio 2020: due uomini che stavano pescando sulle rive del Nahuel Huapi filmarono un momento in cui presumibilmente apparve la leggendaria creatura. Realizzarono un video che venne inviato a Radio Melodia, un’emittente della vicina città di Nequen, e che da qui fece davvero il giro del mondo via rete, social e media di ogni tipo. I due protagonisti dell’avvistamento rilasciarono anche varie interviste, delle quali la prima fu al portale di informazione locale Bariloche Opina News. Intervista da cui riportiamo alcune frasi di uno dei due testimoni:

"Improvvisamente abbiamo visto qualcosa di grande muoversi sull'acqua. Sembrava qualcosa di nero, non so cosa. Sembrava qualcosa di molto grande, sembrava che avesse delle squame, sono riuscito a vedere fino a tre pinne. Non erano onde, si vedeva. Qualcosa stava succedendo... era spaventoso”. Nel filmato è possibile vedere con chiarezza una strana e grande figura che entra ed esce più volte dalla superficie dell’acqua.

Gennaio 2020
Gennaio 2020

Due settimane dopo, febbraio 2020, fu la volta di Melisa Reinhold, una giornalista del seguitissimo quotidiano La Naciòn la quale, fino a quel momento, si era dichiarata nettamente scettica. “Scattavamo foto col mio fidanzato quando, all’improvviso, abbiamo notato che le acque piatte del lago Nahuel Huapi si cominciavano a muovere. Una sola onda si alzava rapidamente. Sono riuscita a fotografare il momento”. Il mistero si infittisce.

Nahuelito è stato comunque avvistato nel tempo diverse altre volte sulla superficie del lago, da decine di persone, turisti e abitanti. Si è parlato di un gigantesco serpente d'acqua con gobbe e pinne simili a quelle dei pesci, oppure di un essere dalla lunghezza compresa tra i 10 e i 15 metri, con due dossi, una testa molto piccola ed un collo lungo e curvo simile a quello di un cigno; così pure di un enorme simil-cigno con la testa da rettile o addirittura di una strana e apparentemente impossibile creatura simile allo scafo capovolto di una barca.

Oppure ancora? Mistero. Insondabile… per ora… Mistero di Madre Terra.


Elio Bellangero, speaker di Radio Dreamland (www.radiodreamland.it) conduce la trasmissione “Animali ed Enigmi”.

 

Seguici su:

Seguici su Facebook Seguici su YouTube


Arrivederci, Giancarlo! 

Arrivederci, Giancarlo!