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Da Marsiglia a Montpellier, alta creatività mediterranea

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30 Aprile 2013
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Montpellier, il quartiere neo classico di Antigone

Marsiglia, con tutta la Provenza, è Capitale Europea della Cultura 2013. Montpellier sorprende per un dinamismo architettonico che offre continuità culturale al suo incantato centro storico. La Francia del Midi coglie la sfida del nuovo partendo dalle proprie radici. Nel segno dell’architettura contemporanea il bello si assicura un futuro durevole


Il Mediterraneo è la culla della civiltà, ma il suo non è un patrimonio statico. Dal mare è sempre arrivato un nuovo composto da genti, mercanzie, fedi, culture e filosofie; una ricchezza meticcia e creativa in perpetuo movimento che ha costruito e smontato imperi, arricchito le arti, fornito impulsi vitalissimi e difficilmente etichettabili. Da questo Mediterraneo eternamente creativo la Francia del Sud è partita per allestire un 2013 che la porterà a essere ‘capitale europea della cultura’, ben oltre i confini di una semplice definizione. Marsiglia è il fulcro del progetto, ma il monumentale programma di eventi abbraccerà tutta la Provenza, offrendo l’effimero (altamente qualitativo) di festival ed esposizioni insieme – ed è quello che sicuramente più conta – a una progettualità sugli spazi destinata a rimanere nel tempo. Ogni epoca ha i suoi tratti distintivi nelle arti, ma non sempre l’eccellenza ha percorso contemporaneamente il medesimo cammino.

Ci sono stagioni dove pittura e musica hanno segnato la rotta, altre dove la letteratura ha avuto il ruolo di timoniere, oggi – e da almeno vent’anni – il segno del presente che anticipa il futuro lo interpreta con forza l’architettura. Se una città cresce, cambia, acquista autorevolezza innovativa, si impone cogliendo (e cercando) le occasioni più propizie, non ha alternative: può vincere la sfida, rendendosi visibile e attrattiva a livello globale, solo puntando con forza verso progetti di grande impatto, meglio se concepiti dagli archistar più acclamati. Cambiano le opportunità – Olimpiadi, Mondiali di Calcio, Expo, celebrazioni culturali… – come i soggetti – musei, stadi, stazioni, sale concerti… – ma resta imprescindibile la scelta di fondo: edifici intesi come arte, nuove cattedrali dove solo il contenitore può celebrare adeguatamente il contenuto. Marsiglia non fa eccezione, anzi rivela e offre uno scenario urbano poderosamente arricchito, che lascia intatto il fascino della vecchia città portuale – aperta verso ogni orizzonte – per attualizzarlo e completarlo attraverso nuove opere (bellissime) che proprio dal mare colgono lo spunto per integrarsi senza soluzione di continuità.


Marsiglia, l’ingresso al MuCEM

Si inizia con la risistemazione del Vecchio Porto ad opera di Norman Foster: una pavimentazione di grande eleganza e semplicità, concepita per esaltare lo spazio e le prospettive, regala ai marsigliesi la promenade che ancora mancava, ideale per godersi quei 300 giorni di sole l’anno garantiti dal clima.

Le due costruzioni più spettacolari – il MuCEM (firmato dal franco algerino Rudy Ricciotti e dal marsigliese Roland Carta) e la Villa Méditerranée (opera dell’italiano Stefano Boeri) – fronteggiano il mare fianco a fianco subito dopo Fort Saint-Jean. Galleggiando tra cielo e acqua, il MuCEM sarà il primo Museo Nazionale di Francia ‘non parigino’ (massimo vanto per la comunità locale) e verrà interamente consacrato alla cultura mediterranea. Collegato da due ardite pensiline al Fort Saint-Jean e al colle del Panier, si presenta come un cubo perfetto dal lato di 72 metri, dimensioni che sorprendentemente si traducono in volume fluttuante, leggero e quasi etereo, avvolto com’è da una facciata che ha saputo trasformare il cemento in pura poesia. I 15.000 metri quadri sono protetti da un'orditura frangivento – ideale per affrontare e filtrare la luce – che ha permesso la modellazione di una trama sottile color ruggine, sinuosa come un motivo floreale dal sapore orientale. La facciata, che è stata paragonata a una trina, ricorda i disegni creati dal vento sulla sabbia. Rudy Ricciotti ha definito l’edificio ‘una casbah verticale’, un percorso in cui ciascuno deve trovare la propria strada attraverso i due piani dedicati alle mostre, all'auditorium, al bookstore o alla zona riservata ai bambini, per poi approdare alla terrazza panoramica: in totale 4700 metri quadrati di superficie interna che accoglierà oltre un milione di opere, oggetti e documenti.

Le prime due esposizioni temporanee (debutteranno a giugno con l’inaugurazione) avranno per tema ‘Il Nero e Il Blu, un sogno Mediterraneo’ e ‘Il Bazar del Genere, Maschile/Femminile’. Di stile diametralmente contrapposto la Villa Méditerranée del milanese Boeri: qui vince la leggerezza assoluta delle forme, con un grande sbalzo di 36 metri sospeso a 14 di altezza. Una forte emozione già al primo sguardo. «L'idea che governa il progetto – spiega l’architetto – è di fare entrare il mare all'interno dell'edificio; elemento centrale dello spazio progettato, la darsena non ha il semplice ruolo di bacino ornamentale, ma è pensata come luogo per l'orientamento, l'animazione e organizzazione dell'insieme».


Il MuCEM di Rudy Ricciotti

Tra le parti della costruzione il mare è lo spazio di riferimento, visibile e prossimo sia all'esterno che all'interno dell'edificio; l’acqua viene accolta in una darsena artificiale che diventa spazio centrale tra la sua parte sospesa e quella interrata. Al di sotto del bacino si sviluppano 1500 metri quadrati con sala per spettacoli da 500 posti, dove il contatto visivo con il mare è garantito da lucernari-oblò. Dopo l’inaugurazione (ad aprile) la Villa Méditerranée proporrà due percorsi espositivi permanenti – ‘Più lontano che l’Orizzonte’ (dedicato all’immigrazione) e ‘Le Bilance del Tempo’ (sulla storia del Mediterraneo) – oltre a una coppia di mostre temporanee: ‘2031 in Mediterraneo, il nostro Futuro’ (dal 9 aprile) e ‘Sotto il mare, un mondo…’ (da metà novembre). Nel progetto architettonico della ‘Nuova Marsiglia’ meritano attenzione altri due nuovi spazi dedicati all’arte contemporanea: la ‘Tour Panorama – La Friche la Belle de Mai’ firmato da Matthieu Poitevin (con la mostra ‘Ici, Ailleurs fino al 7 aprile) e il Fonds Régional d’Art Contemporain Provence-Alpes-Côte d’Azur (FRAC) di Kengo Kuma.

Come ogni evento degno di nota, l’inaugurazione di ‘Marsiglia Capitale Europea della Cultura’ ha avuto la sua festa, e che festa! La sera del 12 gennaio – a partire dalle ore 19 – quasi un milione di persone hanno invaso il centro storico e il litorale allo scoccare dei ‘clameur’: decine di micro spettacoli della durata di soli tre minuti, con l’obiettivo (centrato) di levare una grande onda di entusiasmo attraverso tutta la città. A seguire, oltre quaranta occasioni d’intrattenimento tra concerti, dj set, giochi di luce, parate luminose, fuochi artificiali, spettacoli di strada. Un delirio (persino ordinatissimo) che ha superato – dal tramonto all’alba seguente – valanghe di luoghi comuni e stereotipi sulla metropoli più complicata e difficile di Francia.

Marsiglia ‘porto del mondo’ ha risposto alla sfida con energia incontenibile; fiera e consapevole della propria multietnicità, come della visibilità globale assicurata dall’evento, ha portato in strada giovani e famiglie, rapper e giocolieri, turisti e residenti, bobos e ragazzi burrascosi dei quartieri nord, tutti a far festa insieme, con gioia febbrile e nessun disagio particolare che non fosse quello causato dalla ressa. Il momento più magico in Cours d’Estienne d’Orves – ribattezzato per l’occasione Place des Anges – quando la compagnia Studio de Cirques ha proposto uno spettacolo aereo di straordinaria eleganza con gli artisti a oltre 50 metri d’altezza; al culmine dell’esibizione – tra luci e musiche fatate – il pubblico si è visto inondare da milioni di candide piume volteggianti.


Lo spettacolo Place des Anges

Il monumentale programma di eventi per il 2013 sarà articolato in tre momenti denominati ‘épisode’. Il primo, intitolato ‘Marsiglia Provenza accoglie il mondo’, andrà in scena fino a maggio, coinciderà con l’apertura di tutti i ‘nuovi luoghi di culto’ e sarà fortemente dedicato alle culture urbane. Tra i numerosi appuntamenti in programma, merita di essere visitata la mostra ‘Mediterraneo. Dalle grandi città di ieri agli uomini di oggi’ (fino al 18 maggio), nella suggestiva cornice del J1, immenso ex hangar portuale riconvertito a spazio espositivo. Protagoniste – tra storia e attualità – le grandi città che hanno segnato il percorso del mare nostrum: Tiro, Atene, Alessandria, Roma, Al-Andalus, Venezia, Genova, Istanbul, Algeri, Tunisi e, ovviamente, Marsiglia.

Concepito con taglio multimediale, il percorso propone opere d’arte e oggetti della quotidianità, ricostruzioni in 3D e filmati, suoni e voci; la magia del tempo che scorre sul filo delle onde, le glorie e le tragedie di uomini alla continua ricerca di nuovi porti, un’emozione che riallestisce, seducendo, due millenni di vicende quotidiane e leggendarie. La seconda tappa del progetto ‘capitale’ – l’episodio 2 – percorrerà l’estate da giugno a settembre col tema ‘Marsiglia Provenza a cielo aperto’. Mentre i festival porteranno sotto il cielo stellato musicisti, teatranti e artisti di strada, il principale appuntamento espositivo sarà ‘Le Grand Atelier du Midi’ (in contemporanea al Musée des Beaux-Arts di Marsiglia e al Musée Grenet di Aix-en-Provence): protagonista la grande stagione pittorica provenzale. Mentre la mostra marsigliese esplorerà correnti e protagonisti ‘Da Van Gogh a Bonnard’, ad Aix si andrà ‘Da Cezanne a Matisse’. Il terzo ‘episodio’, quello conclusivo, avrà per titolo ‘Marsiglia - Provenza dai mille volti’ e vedrà il programma spaziare da Averroès ad Albert Camus, da Le Corbusier a Pasolini, Penone e Pistoletto.


Montpellier, le raffinate architetture del centro

Proprio a Le Corbusier – la cui figura è legata indissolubilmente a Marsiglia col progetto (al tempo innovativo) della Cité Radieuse – verrà dedicata una grande esposizione tra arte e architettura dall’11 ottobre al 12 gennaio nel già citato J1. Ma ‘i volti’ di questo episodio finale saranno anche quelli che si cimentano quotidianamente con la cucina e i sapori del territorio: contadini e chef nel ruolo di protagonisti assoluti – dall’11 al 15 settembre – nel Festival Cuisine en Friche. A fine anno Marsiglia tirerà il fiato, ma la città non sarà più la stessa. Dodici mesi di appuntamenti ben cadenzati dovrebbero portare la regione a raddoppiare i 10 milioni di visitatori che ogni anno la scelgono come meta, assicurando una ricaduta intorno ai 600 milioni di euro. Un dato fondamentale per il rilancio dell’economia, ma anche un risultato gigantesco in termini di visibilità, rafforzato da strutture permanenti che resteranno attive e attrattive per molti anni a seguire.

E adesso è il momento di allargare lo sguardo, prestando attenzione a ciò che offre il Sud al di là della sua capitale. Coinvolta pienamente nelle manifestazioni per ‘Marsiglia-Provence 2013’, Aix-en-Provence rappresenta quella ideale pausa di flânerie che ogni viaggiatore alla scoperta del Midi vuole godere senza fretta. Nel dedalo di ‘ruelles’ che salgono verso il Municipio e la rilassante Place Richelme per arrivare alla cattedrale St. Sauveur, nella parata di déhors che si schiera al sole del Forum des Cardeurs, tra le fontane gli Hôtels Particuliers del quartiere Mazzarino, nell’indolente struscio lungo Cours Mirabeau (con tappa d’obbligo al caffè Les Deux Garçons), al suono delle sue incantate fontane, questa elegante cittadina provenzale rivela uno charme raccolto, vera culla di art de vivre arricchita da significative tappe culturali: il museo Granet, l’atelier Cezanne, il Pavillon de Vendome…

Con l’arrivo della bella stagione una raffica di festival spazia tra lirica, musica e danza; mentre il programma per la ‘capitale europea della cultura’ renderà dinamico ed elettrizzante lo scenario urbano come mai accaduto sinora. È prevista l’inaugurazione di un nuovo conservatorio creato da Kengo Kuma – che andrà ad aggiungersi alla Cité du Livre, al Pavillon Noir (di Rudy Ricciotti) e al Grand Théâtre de Provence (di Vittorio Gregotti) – oltre a più di quaranta tra spettacoli, rassegne musicali, esposizioni ed eventi letterari. Tra gli appuntamenti da non perdere: l’omaggio ad Albert Camus (Cité du Livre), intrattenimenti circensi, due grandi mostre d’arte contemporanea (Cadavre Exquis e Ulysse), altre due dedicate a ‘Camus Colorista’ e al ‘Gusto per l’Oriente’, due rassegne cinematografiche sul mondo dei viaggi, la tappa di Le Grand Atelier du Midi ‘Da Cezanne a Matisse’.

Per destreggiarsi tra date e programma è fondamentale consultare il sito aixpaysdaix2013.com.


Montpellier, il municipio di Jean Nouvel

E ora procediamo oltre, lasciamo la Provenza per fare altre due ore di auto (tutta autostrada) e raggiungere Montpellier: la località ideale per comprendere quanto creatività e charme siano un accertato brand anche altrove. Una semplice domanda: chi conosce Montpellier? In Italia pochissimi – ed è un vero peccato – perché questa città di centomila abitanti, ricca di storia e in piena crescita dal punto di vista dell’innovazione, per i viaggiatori nostrani resta poco più di un’uscita sulla rotta per la Spagna. Invece Montpellier è semplicemente la realtà metropolitana più booming di Francia, forte di uno sviluppo economico che non sembra conoscere crisi, elegante e raccolta in un centro medievale tirato a lucido in ogni dettaglio, quasi entusiasmante nella sua componente moderna che si apre verso il mare. Un Mediterraneo distante solo sette chilometri, con ampie spiagge raggiungibili facilmente in bicicletta.

Il successo della Montpellier di oggi va attribuito a una generazione di amministratori lungimiranti, ma anche a un background culturale cosmopolita vecchio di secoli. Infatti fin dal medioevo questo era un centro di tolleranza religiosa e politica, posto strategicamente sul cammino verso Santiago di Compostela; celebre la sua facoltà di medicina, l’unica al mondo a essere sempre attiva dal 1220. Voluta da papa Urbano V – che l’aveva aperta agli studiosi e agli insegnanti di ogni fede e provenienza – si presenta con la maestosità di un palazzo signorile contiguo alla imponente cattedrale gotica di Saint Pierre. Il centro storico – che si sviluppa oltre l’elegante Place de la Comédie, centro della vita cittadina – offre l’atmosfera incantata delle sue ruelles, la maestosità di un'Opera edificata sul modello parigino di Palais Garnier, hôtels particuliers con fastosi cortili interni, un bagno rituale ebraico (il Mikvé) tra i più antichi d’Europa, l’incanto floreale del Jardin des Plantes, le ricche collezioni del Musée Fabre, un sofisticato ‘piccolo Louvre’. Proprio quest’ultima istituzione ospiterà la mostra dell’estate: ‘Signac, i colori dell’acqua’, dal 13 luglio al 27 ottobre. Ma quello che sorprende di Montpellier è come il fasto dei secoli passati abbia trovato ideale continuità odierna. Merito di un dna consolidato che ha sempre portato energie vitali da fuori: il 70% degli abitanti non sono originari della regione (con una forte presenza multietnica), quasi il 20% della comunità urbana è formata da studenti dei suoi tre atenei, inoltre la capitale di Linguadoca/Roussillon vanta altri due primati, è la seconda città gay di Francia e la terza per volume d’affari.


Montpellier, l’RBC Design Center

Medesimo discorso d’eccellenza per l’architettura contemporanea; un percorso che ha preso il via con la costruzione, nel 1977, del quartiere neoclassico di Antigone concepito dal catalano Ricardo Bofill. Ma è negli ultimi anni che l’impulso al nuovo è diventato inarrestabile, con la creazione di Pierresvives (‘città del sapere e dello sport’) da parte Zaha Hadid, del municipio e del RBC design center di Jean Nouvel e del ‘villaggio’ di Philippe Stark (ancora in costruzione) che completerà la ‘città del futuro’ sulle rive del Lez. Per celebrare adeguatamente questa fase storica, tra maggio e giugno 2013 verrà organizzato il primo ‘Festival des Architectures Vives’ ed è già scaricabile un’App (con audio guida su Apple Store e Google Play) per una visita dettagliata alla Montpellier contemporanea. La più vistosa icona di tutto questo movimento è proprio il municipio di Nouvel: un gigantesco cubo blu mozzafiato, tanto omogeneo sulla facciata quanto ‘mosso’ – con scale, terrazze e prospettive – nel lato rivolto al fiume. Lo si ‘scala’ e lo si affronta stupefatti; quasi increduli che tanta imponenza possa appartenere ad una città di soli centomila abitanti. Ma Montpellier ‘va veloce’, crea senza timori e sogna in grande. Così la medesima sensazione si prova varcando la soglia di RBC design center, uno store unico al mondo, perché qui la creatività prende forma in tutte le sue diverse declinazioni: ‘arredare’, ‘cucinare’, ‘illuminare’, ‘abitare’, ‘sognare’… come suggeriscono le parole che – a caratteri cubitali – decorano la facciata. All’interno duemila metri di esposizione su più piani (ma anche un ristorante gourmet, MIA, e una fornitissima libreria a tema) consacrata al design nella sua versione ‘latina’. Oggetti e arredi non sono semplicemente ‘proposti’, ma ‘allestiti’ in ambienti luminosi dove si indugerebbe per ore. I diversi livelli non sono eretti dal basso, ma ‘sospesi’ come terrazzamenti dove reti in metallo sostituiscono le ringhiere, così in ogni punto si percepisce il ‘tutto’ e si ha costantemente la sensazione di trovarsi di fronte a una installazione di arte contemporanea. Montpellier ha arruolato il meglio dell’architettura contemporanea per dare un futuro alla propria storia e alla propria consolidata tradizione di tolleranza, esattamente come Marsiglia. Dal Mediterraneo nasce sempre qualcosa di nuovo in un cammino mai avaro di sorprese. Così concludiamo il nostro viaggio con un ultimo suggerimento, che ci sembra sintetizzare la ‘cultura mondo’ cosmopolita del Mediterraneo, luogo di migrazioni e di incontri per genti, idee, mercanzie e… greggi, come nell’antico rito della transumanza che valicava le Alpi del mare. Dal 18 maggio al 9 giugno – data dell’arrivo della carovana a Marsiglia – due caravanserragli paralleli di pastori, artisti, cavalieri, poeti e uomini di scienza (coordinati dal Théâtre du Centaure) percorreranno le antiche strade per ricongiungersi al Vecchio Porto di Marsiglia. Sarà ‘TransHumance’: un’opera artistica collettiva che si propone di unire il passato ancestrale con le più suggestive forme di espressione contemporanea. Per celebrare il ‘mare di tutti i miti’, dando alla cultura il volto della gente e dei poeti.


Marsiglia, l’ingresso al Porto



Foto di Marco Carulli



Guido Barosio, giornalista, fotografo e scrittore, è direttore della rivista Torino Magazine.


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