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Tolosa capitale occitana

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14 Aprile 2017
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Place du Capitole
Place du Capitole

La ‘Ville Rose’ conquista con il suo charme, con le vistose testimonianze di un passato glorioso, coi grandi monumenti medioevali e con un gusto sfizioso per la cultura contemporanea. Tappa d’obbligo nel Midi francese, accoglie i visitatori all’insegna dell’art de vivre


Tolosa, città solare e cosmopolita, sede di una delle più antiche università europee, fedele custode della tradizioni occitane, merita un soggiorno attento all’insegna dell’art de vivre, della cultura e della buona tavola. Apparentemente fuori dalle rotte abituali dei turisti che si recano in Francia, si raggiunge facilmente con un volo Torino- Parigi-Tolosa o in auto, percorrendo le affascinanti rotte del Midi. La vicinanza con la Spagna si nota in numerose sfumature architettoniche, ma anche nelle passioni per i ristoranti di tapas, approdo privilegiato per una popolazione studentesca da record, forte di ben 110mila unità su 441mila abitanti. Da sempre battezzata la ‘Ville Rose’, Tolosa deve questa definizione ai numerosi palazzi (antichi, ma anche di più recente costruzione) dove le facciate in mattoni presentano una suggestiva sfumatura rossa/aranciato/rosata, che diventa particolarmente accesa alle prime ore del mattino e verso il tramonto. Attraversata dalla Garonna, offre l’opportunità di lunghe passeggiate sui quai, resi praticabili per il jogging, ma anche soste nei giardini panoramici, sovente sede di festival e performance artistiche; durante l’estate è prevista l’installazione di ‘Toulouse plage’, per rafforzare ancora di più il concetto di fiume da vivere e da godere. Fondata 2400 anni orsono dai Volques Tectosages e conquistata dai Romani nel 118 avanti Cristo, Tolosa ebbe un periodo di particolare splendore dal X al XIII secolo, quanto i suoi conti dominarono gran parte della Francia meridionale. Fu l’epoca di una corte sofisticata e amante delle belle arti, fiorirono monumenti e palazzi, ma fu anche l’età dell’oro per i trovatori, che composero opere in grado di influenzare buona parte della cultura letteraria europea di quel periodo. L’amor cortese parlava occitano e la persistenza dell’antica lingua resta assai presente nella cultura contemporanea della città, tanto che i nomi delle vie sono esposti sia in francese che nella parlata dei trovatori.

Le case del centro col caratteristico mattone rosato
Le case del centro col caratteristico mattone rosato

Epopea più recente, ma ancora venerata con passione, quella del leggendario Aéropostale degli anni Venti; quando, tra gli altri piloti, percorrevano i cieli africani e dell’Atlantico – partendo proprio da Tolosa – Jean Mermoz, Henri Guillaumet e Antoine de Saint-Exupéry.

Se volete riassaporare per un momento quelle avventure leggendarie, diventate poi letteratura, date un’occhiata all’Hôtel Le Grand Balcon (8/10 rue Romiguières, tel. 0033.0534254409, www.grandbalconhotel.com): oltre alle foto dei protagonisti troverete anche la stanza, amorevolmente conservata, che occupava proprio Saint-Exupéry, che qui scrisse alcune tra le pagine più memorabili di ‘Volo di notte’. Tolosa la si conosce bene seguendo due fili conduttori: ci si può abbandonare alla flânerie esplorando negozi di artigianato e librerie antiquarie, moderni punti design e gallerie d’arte, o indugiando per bar di tapas, sempre animati a ogni ora del giorno e della sera così come i pub, particolarmente amati dalla comunità studentesca e oasi celtica dove gustare le migliori ‘birre spillate’, come a Londra. Oppure si può seguire il fil rouge dei monumenti e dei musei, dove il patrimonio di Tolosa non lascia nessuna epoca scoperta e dove – sovente – allestimenti contemporanei valorizzano pienamente il patrimonio storico. Qualsiasi itinerario vogliate percorrere, il punto di partenza obbligato è place du Capitole, cuore del centro cittadino. I suoi caffè affollati a pranzo e all’imbrunire, i déhors, il grande mercato del mercoledì offrono la dimensione di una città vivacissima, che sa bene come colonizzare i propri spazi.

La Basilica di Saint-Sernin
La Basilica di Saint-Sernin

Lo scenario è dominato dal Capitole, grande edificio che occupa un intero lato della piazza e antico palazzo del governo indipendente della città; edificato nel XII secolo, oggi propone un’eclettica facciata neoclassica di colonne e lesene bianco-rosa. Proprio dal fulcro della vita cittadina ci si immerge in strette vie medioevali, che ci permettono di raggiungere facilmente a piedi i principali edifici e musei di Tolosa; per quelli più lontani si può sempre approfittare della metropolitana o dei mezzi pubblici. Gran parte del patrimonio monumentale esibisce con fierezza il mattone rosso di Tolosa nelle facciate, elemento imprescindibile che mette bene in risalto il valore delle opere architettoniche.

I ‘capitouls’, ovvero i membri del consiglio oligarchico della capitale indipendente, fecero edificare le loro sontuose abitazioni – definite hôtels particuliers – nelle vie adiacenti alla piazza principale. Tra questi il più bello è senz’altro l’Hôtel d’Assézat – che prende il nome dal suo primo proprietario, Pierre Assézat – firmato da Nicolas Bachelier, il più celebre architetto rinascimentale di Tolosa, nel 1555. Il palazzo, in pietre e mattoni, esibisce colonne nei tre ordini classici (dorico, ionico e corinzio), oltre alla svettante torre a chiocciola sormontata da una lanterna a pianta ottagonale. L’edificio ospita oggi uno dei maggiori musei privati d’Europa – la Fondation Bemberg, voluta dal suo fondatore Georges Bemberg (1915- 2011) – che espone quadri, bronzi e oggetti d’arte.

Di altissimo profilo la sezione pittorica con tele di Cranach il Vecchio, Tintoretto, Canaletto, Longhi, Guardi, Pissarro, Monet, Gauguin, Vlaminck, Dufy e l’insieme unico di 30 opere di Bonnard, a cui è dedicata un’intera sala.

Tra i più eleganti palazzi del centro, da non perdere l’Hôtel de Clary in rue de la Dalbade, noto anche come ‘hôtel de Pierre’ per la sfarzosa decorazione in pietra della sua facciata. Anche questo fu firmato da Nicolas Bachelier, nel 1538, mentre i preziosi fregi esterni si devono a Francois de Clary e appartengono al secolo seguente. Di grande impatto e ricco di opere uniche il Musée des Augustins: se l’apparenza esterna – un grande edificio ottocentesco – non lascia particolarmente emozionati, l’interno stupisce per l’importanza e l’allestimento delle opere esposte. Nel chiostro, unica parte sopravvissuta dell’anziano convento dei frati eremiti di Sant’Agostino, si levano da terra numerose gargouille, ultimi resti della chiesa fantasma dei Cordeliers. Davvero sbalorditivo vedere e toccare simili fregi, che normalmente ornano la parte più alta delle cattedrali gotiche e appaiono irraggiungibili. Le sale del primo piano sono dedicate alla pittura, con opere di Canaletto, Perugino, Guardi, Subleyras, Delacroix, Courbet, Corot, Ingres, Manet e Toulouse-Lautrec. Al pian terreno, altre sculture di epoca medioevale recuperate dalle chiese, ormai scomparse, nell’epoca d’oro di Tolosa: tra esse una Vergine raffigurata come una giovane e bella donna annoiata che sembra disinteressarsi del bimbo, mentre il piccolo cerca di svincolarsi dalle sue braccia. Ma dove lo stupore dell’allestimento vince sul pregio delle opere è la sala dei capitelli, concepita dall’artista americano Jorge Pardo.

Garonna: le arcate del Pont Neuf
Garonna: le arcate del Pont Neuf

In questo grande spazio possiamo osservare reperti di epoca romanica alzati su colonne contemporanee poco oltre la soglia del nostro sguardo e illuminati da una discesa di lampade d’impatto moresco. L’atmosfera è favoleggiante, ma permette anche di osservare da vicino l’assoluta bellezza dei pezzi esposti, ben valorizzati dalla luce artificiale. Di grande valore il circuito dei monumenti religiosi che Tolosa propone ai visitatori del proprio centro storico. Si inizia con la cattedrale di Saint-Étienne, eclettica nelle sue forme dopo secoli di rimaneggiamenti. Di grande suggestione storica e architettonica, la chiesa conventuale domenicana dei Giacobini, edificata tra il 1230 e il 1336, costituisce una straordinaria testimonianza del gotico meridionale. L’esterno, massiccio e robusto, simile a una fortezza, è dominato dal campanile ottagonale alto 45 metri, costruito su quattro livelli e provvisto di aperture ad archi mitrati.

L’interno offre il senso dell’immensità e della preghiera; le colonne centrali sembrano salire verso il cielo e reggono i 22 costoloni della volta, simili a fronde di palma e posizionati a 28 metri di altezza. Sotto l’altare si trovano le spoglie di San Tommaso d’Aquino, che dal XIV secolo attraggono pellegrini e devoti; la decisione di traslare le reliquie nella chiesa si deve a papa Urbano V, che volle mandare a religiosi e fedeli un messaggio forte, confermando il ruolo di educazione e di insegnamento della comunità dei predicatori.

Il centro visto dalla Garonna
Il centro visto dalla Garonna

Altro capolavoro del patrimonio ecclesiastico di Tolosa è la basilica di Saint-Sernin, la più apprezzata chiesa romanica di Francia. Venne edificata nel 1080 per dare accoglienza ai pellegrini lungo il cammino per Santiago di Compostela. Prende il suo nome da un santo martire, Saturnin, il primo vescovo della città, che morì nel 250 trascinato da un toro. Durante la visita possiamo ammirare l’imponente campanile a cinque livelli di archi. Dalla disposizione degli interni emerge una stupenda armonia, con le cinque cappelle che si aprono sui bracci del transetto. Vi si accede dalla porta di Miégeville che, con le sue incisioni del XII secolo, ben testimonia il livello raggiunto dalla scuola scultorea della città. L’imponenza della navata è assolutamente sorprendente, si sviluppa su una lunghezza di dodici campate ed è fiancheggiata da navate laterali doppie, per una larghezza totale di oltre 32 metri. La volta a tutto sesto, irrigidita dai doppi archi che ricadono su semicolonne incassate, è contraffortata lateralmente dalle volte a quarto di cerchio delle tribune. Ma questa forza tranquilla che pacifica il visitatore non è solo il risultato del gioco astratto della squadra e del compasso: ci rimanda al meraviglioso lavoro di scultori, pittori, orefici ed ebanisti che furono i veri protagonisti dell’opera.

Lunga 115 metri e larga 64, Saint-Sernin resta la chiesa romanica ancora in piedi più grande del mondo, e forse la più bella.

Rue du Taur-Boigontier
Rue du Taur-Boigontier

Ma la ricchezza di Tolosa non emerge soltanto dal suo patrimonio medioevale, ci sono almeno due edifici accuratamente riutilizzati per dare spazio all’arte contemporanea, al design e alla fotografia: Les Abattoirs e la Galerie Municipale du Château d’Eau. Nel primo caso ci troviamo di fronte all’ex mattatoio cittadino, risalente al 1828 e posizionato sulla riva sinistra della Garonna. Vero e proprio modello di riqualificazione urbanistica, oggi Les Abatoirs ospita uno dei maggiori musei d’arte contemporanea francesi, con una collezione permanente di 2mila opere provenienti da tutto il mondo e numerose esposizioni temporanee. Di grande interesse, meriterebbe una visita anche solo per un pezzo: il gigantesco sipario teatrale (14x20 metri) intitolato ‘La deposizione del Minotauro in costume d’Arlecchino’, dipinto da Picasso per l’opera ‘Le 14 juillet’ di Romain Rolland. Il Château d’Eau si trova sulla medesima riva, subito a sinistra delle maestose arcate del Pont-Neuf, e svetta con la sua forma di torre. Eretto nel 1822 coi tipici mattoni rosa della città, serviva originariamente come deposito d’acqua. Oggi, nei suoi spazi inconsueti – una galleria circolare e una sala sotterranea – ospita mostre di fotografia di altissimo livello e un bookshop dedicato al medesimo tema. Antica e contemporanea, vivacissima e accogliente, Tolosa è una città che si scopre poco alla volta andando a cercare i suoi tesori.

L’antica capitale occitana saprà sempre sorprendere con il calore dei suoi residenti e un patrimonio di bellezze meritevoli di essere esplorate passo a passo, fiera nei suoi mattoni rossi che raccontano oltre 2mila anni di storia.


Foto di Guido Barosio, Archivio Atout France e Toulouse Tourisme


Guido Barosio, giornalista, fotografo e scrittore, è direttore della rivista Torino Magazine.


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