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Rama, Antica Città Celtica

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30 Novembre 2016
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Il libro “Rama, antica città celtica” di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero, edizioni Età dell’Acquario, in tutte le librerie dal 17 novembre scorso. Anche in versione e-book
Il libro “Rama, antica città celtica” di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero, edizioni Età dell’Acquario, in tutte le librerie dal 17 novembre scorso. Anche in versione e-book

Piemonte megalitico tra storia e leggenda


Qual è l’antica catena che lega la leggenda celtica della città di Rama alla storia dei Celti? Una storia e una leggenda che ha costituito per anni e anni un mistero nel mistero. Ma è mai esistita?

Un testo che riscrive la storia seguendo le tracce del megalitismo e di un’antica leggenda nel nuovo libro di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero.

Il libro” Rama, Antica Città Celtica”, edito da “L’Età dell Acquario”, uscito pochi giorni orsono, è stato scritto dai due ricercatori e scrittori e ne riscrive la storia grazie ad una straordinaria scoperta: l’antica città megalitica risiedeva nella Valle di Susa e ha lasciato imponenti tracce della sua esistenza, attraverso il mito di Fetonte e della sua Ruota d’Oro. Per molti secoli intorno a ciò è regnato il caos, creato ad arte. Periodi bui di storia cancellata, riscritta e reinterpretata che ha creato una coltre di nebbia che ha coperto e appannato storie, tradizioni, reperti, antichi miti. Un patrimonio costituito da reperti megalitici, miti, leggende e usanze, che non deve morire. Forse la vera storia dell’Europa e del Piemonte è scritta sui megaliti e raccontata dalle antiche leggende, come quella della città di Rama. Dai contatti con le comunità autoctone del Piemonte e dell’Europa Barbadoro e Nattero hanno tratto numerose testimonianze che li hanno portati a ricostruire un puzzle su una storia apparentemente dimenticata, ma che tuttavia rappresenta le nostre radici.

Un libro che è un autentico viaggio nella cultura megalitica attraverso le origini celtiche dell’Europa e del mito del Graal. Proprio il Graal ha portato i due autori a esplorare il pianeta scoprendo di fatto incredibili analogie tra le culture definite “Popoli naturali”, ovvero quelle culture native di tutti i continenti che non sono state assimilate dalle grandi religioni storiche e che conservano e difendono il loro rapporto diretto con la Natura, intesa come manifestazione di un mistero, essenza stessa dell’esistenza.

Imponenti le installazioni megalitiche ritrovate, talmente antiche da rappresentare un lontano passato, molto più antico della storia conosciuta. I megaliti e le caratteristiche culturali legate ad essi sono presenti su tutto il pianeta, compresa l’area dell’Europa e in specifico del Piemonte. Ecco che viene d’obbligo l’osservazione dei due studiosi per come sia ancora vivo e continuativo il legame culturale tra i megaliti e popoli come i Bretoni o gli Aborigeni australiani. Sia i Bretoni che gli Aborigeni fondano le loro tradizioni e la loro identità sul rapporto con le grandi installazioni, portando a pensare che i megaliti rappresentino le radici culturali, anche se cancellate in parte dalle religioni che sono subentrate, da cui proviene l’umanità moderna.

Altro dato che emerge in questo libro è la scoperta del libro d’oro di Rama, un ritrovamento di Barbardoro e Nattero grazie alla collaborazione con l’archeologo Mario Salomone in Valle di Susa. Durante un’escursione alcuni contadini della Valle lo avevano trovato tra le mura di Rama. Un oggetto che può risalire a circa tremila anni fa e probabilmente doveva servire da punto di riferimento per la tradizione druidica del tempo. Ai tre ricercatori fu lasciata, da questi abitanti del luogo, la possibilità di ricavare il calco di ciascuna pagina che conteneva descrizioni di riti e narrazioni di leggende, tra cui quella di Fetonte e dei suoi due aiutanti di metallo dorato, simili a quelli del dio greco Efesto.

Le “Mura di Rama” ritrovate in Valle di Susa confermerebbero l’esistenza dell’antica città di Rama
Le “Mura di Rama” ritrovate in Valle di Susa confermerebbero l’esistenza dell’antica città di Rama

Altro elemento che emerge in tutto il suo mistero in “ Rama, antica città celtica” è la comunanza che viene a galla tra i Popoli nativi di tutti i continenti con il cromlech, un cerchio di pietre erette che si trova presso tutti i ritrovamenti megalitici e che simboleggia l’antico cerchio di pietre dove Fetonte insegnava la sua conoscenza agli Ard-rì, i primi sciamani della storia.

Ci sono poi le leggende narrate presso tutti i popoli della Terra attraverso l’antico mito che parla di una conoscenza proveniente dallo spazio, come per esempio il mito irlandese dei Tuatha de Danann, o quello dei Wandjina, gli antenati degli aborigeni australiani venuti dallo spazio, o i Katchina dei Nativi americano Hopi, anch’essi visti come portatori di una conoscenza aliena. Una tematica ricorrente che permette di ricostruire un puzzle dove, seguendo il mito del Graal, tutti i pezzi vengono collocati magicamente al loro posto.


Gli Autori

Rosalba Nattero e Giancarlo Barbadoro sono ricercatori nell’ambito della cultura e della musica celtica. Entrambi giornalisti, musicisti e scrittori, sono promotori del LabGraal, un gruppo che divulga il patrimonio musicale dell’area celtica. Hanno fondato la Ecospirituality Foundation, organizzazione in stato consultativo con l’ONU, che lavora alla tutela della spiritualità e delle tradizioni dei Popoli naturali. In qualità di rappresentanti di sei organizzazioni indigene di tutti i continenti sono impegnati attivamente in numerose iniziative per la sopravvivenza delle culture dei popoli nativi del pianeta in collaborazione con le Nazioni Unite.


Gino Steiner Strippoli, giornalista e critico musicale, è direttore di Shan Newspaper e ha collaborato, tra gli altri, con Il Giornale del Piemonte, Torino Cronaca, Epolis Torino e il mensile Musica Più. È direttore editoriale di Toronews ed è stato caporedattore di Top Model Magazine e direttore di InPuro, rivista di musica e cultura. Lavora all’Ufficio Stampa e relazione con i media del Comune di Torino e in redazione di Torino Click


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