Misteri

Le Piramidi di Terra

Stampa E-mail
12 Settembre 2017
|
 Piramidi di terra visibili nella valletta del Rio Fosco che separa Longomoso a Monte di Mezzo (Bolzano)
Piramidi di terra visibili nella valletta del Rio Fosco che separa Longomoso a Monte di Mezzo (Bolzano)

Una alchemica manifestazione della Natura


Cosa sono le piramidi di terra?

Si tratta di creazioni uniche ed originali, nate dall'erosione di depositi di origine glaciale che assumono la forma di pinnacoli chiamati anche rivelloni, composti da materiale morenico, sopra i quali poggia un grande masso; ad esempio, il materiale che compone quelle dell'Altopiano del Renon in provincia di Bolzano è di argilla morenica di origine fluvio-glaciale, residuato del ghiacciaio principale della Valle del fiume Isarco e di alcuni ghiacciai locali secondari.

Strutture davvero singolari, tanto che si stenta a credere che provengano da un naturale processo geologico.

Sono tanti i nomi attribuiti a queste bizzarre costruzioni a seconda della località dove sono comparse. Nella valle del Renon Soprabolzano originariamente furono chiamate “torri delle frane”; a Segonzano in Trentino. “omeni de Segonzan” (uomini); in altre località il “cappello del diavolo”, in Lombardia le “colline a sbalzi”, infine a Postalesio, sempre in Lombardia, “pilastri”, “colonne” e “guglie”.

Il singolare processo geologico di formazione è il medesimo in tutte le zone dove queste strutture si possono ammirare. I versanti montuosi e collinari da dove inizia la produzione sono composti da rocce argillose prive di protezione di vegetali, per questo l'erosione operata dall'acqua può diventare particolarmente intensa e la loro struttura può rimanere coesa e compatta soprattutto in condizioni di siccità, mentre se esposta a troppe piogge perde stabilità e si sgretola formando scarpate profonde fino a 10 e 15 metri. Il masso che si trova sulla cima dei pinnacoli è piuttosto pesante e aderisce al materiale argilloso creando una barriera naturale contro la pioggia e gli altri eventi atmosferici; la fine di una piramide, infatti, avviene quando il masso cade dall'apice della colonna e, non più protetta dalle piogge, i suoi componenti vengono erosi e trasportati a valle, da dove però la stessa terra farà emergere nuove e maestose piramidi in un'inarrestabile attività geologica.

Perché il cappello si trova sulla punta della piramide? Probabilmente all'inizio era in terra, e con il passare del tempo ed il continuo scorrere dell'acqua che erode il territorio si formano dei solchi via via più profondi chiamati calanchi o vallette ripide e ravvicinate, dando inizio all'apparente processo di crescita del pinnacolo con il masso protettivo in alto, ma in realtà è il terreno circostante che si abbassa per via dell'asportazione di materiale da parte degli agenti atmosferici.

 Le piramidi di terra che si trovano a Soprabolzano nella valle del Rio Rivellone (Bolzano)
Le piramidi di terra che si trovano a Soprabolzano nella valle del Rio Rivellone (Bolzano)

La loro età di formazione è stimata in circa 25.000 anni, anche se sono talmente tanti gli elementi da considerare che non si può essere sicuri di questa data. È certo però che alcune di queste “piramidi di erosione”, le più belle e più alte d'Europa che si trovano nell'Altopiano del Renon, hanno impiegato migliaia di anni per ergersi fino a 30 metri.

Nell'altopiano del Renon, per vedere ed ammirare queste foreste di pietra che svettano tra gli alberi accanto, paragonate anche a cattedrali gotiche o ai canyon americani, si seguono appositi itinerari turistici. Nella valletta del Rio Fosco sulla strada per Longomoso e per Monte di Mezzo; nella valletta di Rio Rivellone nei pressi di Soprabolzano e nella valletta di Rio Gasterer ad Auna di Sotto. Queste meraviglie create dall'azione incessante del vento, della pioggia e della neve che hanno intagliato gli ammassi di detriti formatisi alla fine dell'era glaciale, e che alla luce del tramonto sembrano trasformarsi in una foresta incantata, rappresentano uno spettacolo incredibile e un vero e proprio tuffo nei misteri della Natura. Da alcuni la presenza di queste strutture viene anche definita un miracolo.

Sempre nella zona di Bolzano troviamo dei pinnacoli anche a Terento, Meltina, Collepietra e Tirolo; nella provincia di Trento sono presenti a Segonzano.

Per dare origine alle piramidi, le morene devono possedere caratteristiche particolari. La sabbia ed il limo donano permeabilità al deposito morenico, ma devono essere mescolati ai ciottoli ed ai sassi nelle giuste proporzioni: con troppi ciottoli sarebbero permeabili alla pioggia e il materiale franerebbe con facilità, mentre al contrario, con pochi ciottoli sarebbero meno resistenti.

Ma non basta, perché è importante anche la composizione chimica del deposito: le morene da cui nascono le piramidi provengono dal disfacimento dei porfidi, graniti e gneiss (roccia metamorfica che ha la stessa composizione del granito), ma non devono essere presenti calcari, dolomie e marne, perché i calcari darebbero troppa resistenza alla composizione, mentre l'eccesso di argilla delle marne le toglierebbe consistenza.

Per far sopravvivere il più a lungo possibile le piramidi di terra sono molto importanti anche gli elementi esterni. Possono sopportare piogge intense ma per pochi giorni all'anno, così che i raggi solari abbiano il tempo necessario per asciugarle, ma è utile alla struttura anche il progressivo scorrere delle acque superficiali perché nel tempo trasporta lungo i fianchi della morena una pellicola di argilla insolubile che accresce l'azione protettiva alla base del pinnacolo.

 Un altro scorcio delle piramidi di Soprabolzano nella valle del Rio Rivellone
Un altro scorcio delle piramidi di Soprabolzano nella valle del Rio Rivellone

I venti non devono essere costanti perché potrebbero sospingere la pioggia verso le pareti delle guglie, vanificando l'effetto protettivo del masso che funge da cappello. Ma anche lo stesso cappello di materiale porfirico non deve essere troppo arrotondato per non essere aggirato dalle gocce di pioggia che consumerebbero la colonna, difatti spesso il cappello è di forma squadrata e leggermente inclinato verso la valle.

Nel tempo, comunque, le piramidi si disgregano a livello superficiale a causa delle infiltrazioni di acqua, del gelo e disgelo e degli sbalzi di temperatura caratteristici dell'ambiente montano, e quando si assottigliano troppo perdono il cappello protettivo rimanendo sottoposte alla definitiva erosione degli agenti atmosferici.

Un magico e delicatissimo equilibrio creato da condizioni ambientali e combinazioni fisiche molto particolari che fanno pensare ad un vero e proprio athanor alchemico creato dalla natura.

Raccontano i residenti di Segonzano in Trentino, dove si trovano alcuni reperti di queste bellissime piramidi, di cui alcune senza cappello e quindi oramai destinate a morire, che purtroppo verso la fine dell'ottocento alcune di queste furono oggetto di uno squallido “tiro a segno” da parte dell'artiglieria austriaca durante le esercitazioni. Ennesimo classico esempio di mancanza di rispetto nei riguardi delle bellezze armoniose della Natura.

C'è da aggiungere ancora che sfortunatamente, durante il terremoto che colpì il Trentino nel 1976 alcune di queste piramidi persero il cappello destinandole ad un inevitabile sgretolamento in breve tempo.

Per visitare queste meraviglie è consigliato il periodo autunnale, quando le strutture sembrano assumere degli stupefacenti colori estratti dalla tavolozza di un pittore; del resto, siamo ad un passo dalle Dolomiti. Difatti le piramidi di Segonzano in certe ore del giorno, grazie alla luce radente del sole, possono assumere l'aspetto di un castello fatato. Non a caso le leggende di montagna attribuivano a gnomi e streghe la loro costruzione, e numerose sono le storie nate dalla fantasia popolare attorno all'indubbia meraviglia da esse suscitata. Una leggenda racconta di fate e di folletti che abitavano le selve della valle. fino a quando restarono pietrificati nelle colonne di terra, come castigo per la vita spensierata che conducevano.

Le stupende piramidi di pietra sulle colline del lago d'Iseo in provincia di Brescia, in località Cislano di Zone
Le stupende piramidi di pietra sulle colline del lago d'Iseo in provincia di Brescia, in località Cislano di Zone

Anche a Postalesio, paese della Valtellina in provincia di Sondrio, dove sono presenti bellissime piramidi di terra, la prolifica fantasia popolare, traendo spunto dalle singolari forme di queste strutture, ha elaborato leggende che narrano di strani esseri, forse principi e principesse, dame e cavalieri, streghe e stregoni, ridotti alla condizione minerale, pietrificati per via di qualche arcano sortilegio di cui sono rimasti vittime.

Riguardo le piramidi di terra di Collepietra che si trovano nella Val d'Ega nel cuore delle Dolomiti, una vecchia leggenda racconta che molti anni fa sul posto c'era un rigoglioso prato verde che veniva coltivato oramai da diverse generazioni dal contadino del maso “Dosser”; il ricavato di questo lavoro veniva destinato al parroco del paese. Un giorno, il giovane contadino si rifiutò di pagare l'affitto e il tribunale di Collepietra, poiché non esistevano documenti che stabilivano l'obbligo del pagamento, emise un verdetto che dava ragione al giovane. Ma dopo la sentenza, dei nuvoloni neri coprirono il cielo e lo oscurarono completamente, scaricando su Collepietra una violenta tempesta notturna che si placò soltanto al mattino. Come ogni giorno, il mattino dopo la tempesta il giovane contadino si recò al prato per falciare l'erba fresca, ma lo attendeva una sorpresa: al posto del prato c'era un buco profondo dal quale si elevavano alcune piramidi di terra.

In ogni luogo dove sono comparse, le piramidi di terra sono state ammantate da un alone di magia e di mistero.

In definitiva il suggestivo e bizzarro spettacolo di queste piramidi e la loro rocambolesca formazione evidenzia l'incessante opera di Madre Terra nell'atto di creare l'armonia, la bellezza e l'amore che possiamo ammirare in ogni dove sul nostro pianeta. L'indubbio fascino che questo lavoro suscita, inevitabilmente ci inoltra nell'aspetto più intimo della nostra vita, verso una realtà non ordinaria a cui Madre Terra ci richiama continuamente.

Imparare ad ascoltarla è molto importante per noi.

E comunque, non possiamo non stupirci davanti alle sue magnifiche ed artistiche rappresentazioni di cui le piramidi di terra sono un evidente esempio.

|
 

Seguici su:

Seguici su Facebook Seguici su Twitter Seguici su YouTube