Indigenous Peoples

La vera spiritualità Africana

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03 Luglio 2019
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Illustrazione della spiritualità africana di Ricardo Chavez Mendez
Illustrazione della spiritualità africana di Ricardo Chavez Mendez

Gli anziani dei villaggi africani hanno conservato la memoria dei piccoli geni che sono venuti dal cielo. Si trovano nelle foreste e aiutano e guidano gli uomini, iniziandoli nelle caverne e insegnando la loro conoscenza a chi hanno scelto di donarla


Nella maggior parte delle antiche tradizioni africane si trovano, nei loro miti e leggende, gli Dei: al plurale, umanizzati, potremmo descriverli più semplicemente come degli "umani" con tratti e caratteristiche da esseri umani, di piccole dimensioni; si tratta di esseri fisici.

In Africa si può vedere ovunque che gruppi etnici, tribù e clan sono politeisti. C'è una pluralità di dèi, divinità, esseri celesti venuti dal cielo, esseri cosmici giunti da molto lontano. Tuttavia, al centro della maggior parte dei miti e delle leggende di tutti questi popoli africani c'è un Dio principale… un Presidente di tutti gli Dei, come il Presidente-Capo di un popolo celeste. Sentiamo che c'è veramente un leader responsabile dell’opera di creazione della vita sulla Terra, proprio come ce n'è uno nella Bibbia ebraica originale, dove è chiamato "Yahvé" .

Questo ente è chiamato "Marcadit" tra i Dinkas del Sudan e, per loro, il primo uomo e la prima donna che creò formando la prima coppia (Adamo & Eva) sono chiamati "Garang & Abuk".

Abbiamo dunque i nostri miti e le nostre leggende riguardo alla creazione, abbiamo sempre avuto le nostre Religioni, che raccontano la genesi dell'Uomo. Gli Dei dei nostri antenati erano Dei umanizzati, con tratti e caratteristiche umane, erano fisici, in carne e ossa, erano discesi giù dal cielo nei loro velivoli. Erano molti, erano un popolo, guidati dal Dio supremo che dirigeva la creazione. In tutti i miti e le leggende dei popoli dell'Africa la Terra esisteva già, gli dèi la trovarono e impiantarono la vita, gli animali, la natura e l'uomo che hanno creato a loro immagine e somiglianza.

Una statua raffigurante dei piccoli esseri venuti dal cielo
Una statua raffigurante dei piccoli esseri venuti dal cielo

I cherubini della Bibbia ebraica originale, li conosciamo molto bene nelle nostre antiche tradizioni e culture. Sono gli dèi umanizzati dei nostri antenati, per lo più descritti come esseri celesti piccoli e spesso androgini.

I nostri anziani nei villaggi hanno conservato questa conoscenza, conoscono ancora le storie dei piccoli geni che sono venuti dal cielo in pepite d'argento, in scodelle d'argento, in brillanti zucche volanti. Ricordano ancora le storie degli spiriti-geni che si trovano nelle foreste e che aiutano e guidano gli uomini, iniziandoli nelle caverne e insegnando la loro conoscenza ai leader o a chi hanno scelto di donarla.

In Costa d'Avorio, queste grotte, queste caverne degli antichi, hanno un ingresso che è il disegno di queste "macchine degli dèi", perché ha la forma di una campana appiattita... come se la roccia fosse stata tagliata come burro da un coltello, tanta è la perfezione delle forme che rappresentano a tutti gli effetti una campana appiattita!
In Etiopia, le storie del re Salomone che venne in visita alla regina di Sabah arrivando da Gerusalemme nel suo carro volante sono note a tutti, la durata del viaggio a bordo del suo veicolo era... quella di un lampo e addirittura a volte mandava semplicemente il carro volante con, dentro, dei regali per la Regina di Sabah, senza nessuno a bordo. Nell'antico Egitto, i luoghi attorno al Monte Sinai erano conosciuti dagli antichi come "la terra delle navi fiammeggianti"!

Le pepite d'argento volanti, le zucche d'argento volanti, le scodelle d'argento volanti, sono tutti quei veicoli celesti che i nostri antenati hanno visto e descritto nelle nostre tradizioni come "le macchine degli Dei", come "le macchine di Yavhé".

Per i nostri antenati Yahvé era il responsabile della creazione e il Presidente degli Dei - riportano descrizioni equivalenti a quelle della "Merkabah "nella Bibbia ebraica originale (il carro volante che trasporta il trono di Yahvé), delle Vimanas (le navi spaziali degli dei descritte nel Mahabarata e nel Ramajna indù), o ancora della "nuvola" o "gloria di Yahvé", due espressioni usate più volte nella Bibbia ebraica. Tutti questi nomi hanno recentemente lasciato il posto nelle lingue occidentali al termine "dischi volanti", sostituito negli ultimi anni, da quello di UFO o OVNI ("Oggetti volanti non identificati").

Un’opera  raffigurante una nave volante con cui dei piccoli geni celesti sono venuti sulla Terra
Un’opera raffigurante una nave volante con cui dei piccoli geni celesti sono venuti sulla Terra

Ma noi, africani, dobbiamo assolutamente ritrovare le nostre antiche tradizioni che sono belle e incentrate sulla verità, che ritroviamo i nostri "Dei" (plurale), quelli di un tempo, i nostri dèi umanizzati, fisici, che esistono effettivamente, vivendo e dimorando naturalmente nel cielo; allora potremo essere di nuovo nella verità e nella purezza totale.

È in questa via che risiede la nostra "vera" spiritualità, che si trova la via della comprensione, la via della coscienza e un'armoniosa apertura dello spirito sull'infinito - l'infinito nel tempo e nello spazio - perché, oggi, siamo immersi nel concetto inventato di un "Dio unico", immateriale, onnipotente, onnipresente, un modo di concepire il mondo che ci è stato imposto dai nostri colonizzatori e dalla loro religione: un cristianesimo... sfigurato, dirottato fino all'estremo opposto del messaggio di Pace e Amore consegnato da "Gesù, il Cristo" di cui i "prelati" di questa religione hanno il fegato di dichiararsi rappresentanti ufficiali.
E per noi, da questo concetto, tutti i cosiddetti "valori" inculcati in noi (con la forza!)  non fanno altro che allontanarci dalla verità e addormentare il nostro spirito; inoltre, fanno pregare "Gesù, il Salvatore" da masse di africani che non saranno mai in grado di trovare la loro salvezza seguendo questo percorso imposto dall'Occidente! Nell’Antico Testamento sono le "divinità umanizzate" dei miei antenati, è la genesi, la storia della creazione raccontata dal mio popolo, dagli Antichi e posso confrontarla solo con la Genesi del vero "Vecchio Testamento" ": la Torah.

Esiste una verità comune in tutte le tradizioni religiose dei nostri antenati in Africa, che sia l'Africa meridionale, occidentale, orientale o centrale; attraverso queste tradizioni, è enorme il numero di elementi comuni che esistono tra tutte le religioni nel mondo. Ovunque si parla di esseri celesti che hanno la capacità di apparire e scomparire agli occhi degli umani come desiderano, proprio come Yahvé poteva, secondo gli ebrei, apparire improvvisamente a Mosè, in un "cespuglio ardente" per esempio… in un tempo, ricordiamo, in cui solo gli uccelli potevano volare. Anche gli umani ci riusciranno, ma molto più tardi nella loro Storia!

Gli iniziati Bwiti dei popoli Babongo e Mitsogo del Gabon
Gli iniziati Bwiti dei popoli Babongo e Mitsogo del Gabon

Nella maggior parte delle tradizioni religiose Bantu si dice che Yahvé e gli altri dèi, dopo aver creato l'uomo, si allontanarono da lui non essendo più interessati a lui, quindi, che i creatori e il loro leader sono, a un certo punto, partiti, lasciando l'uomo solo sulla Terra. E le tradizioni dicono anche che prima di questa partenza degli Dei, c'era uno scambio facile e pratico tra loro, i creatori e noi, gli umani che avevano creato.
Ad esempio, nelle tradizioni religiose dei pigmei di Semang è detto: "Nel passato, un tronco d'albero collegava la cima della montagna cosmica, il centro del mondo, con il Cielo; le comunicazioni con il Cielo e le relazioni con gli dèi erano allora facili e naturali; a causa di un guasto, queste comunicazioni furono interrotte e gli dèi si ritirarono ancor più in alto nei cieli."

Ma guardiamo anche ad altre tradizioni, presso altri umani dalla pelle nera, come gli Aranda dell’Australia centrale: "In cielo, c'è l'eterno giovane" Altjiranditja ", con gli altri Dei, vivono lì in un luogo perennemente verde, pieno di fiori e frutta, attraversato dalla Via Lattea. Sono tutti eternamente giovani, il nonno non si distingue dai suoi figli o dai suoi nipoti, sono immortali come le stelle, perché la morte non è riuscita a penetrare in casa loro”. E anche tra gli Aranda, la comunicazione con gli Dei era facile e, anche per loro, bruscamente interrotta in un momento specifico.

E anche in questo caso, il collegamento è facile da fare con la Bibbia ebraica, la Torah, dove Yahvé significa etimologicamente parlando, "chi era, chi è e chi sarà", quindi "L’Eterno" e necessariamente  "Eternamente giovane". Come? Grazie alla scienza, ovviamente. Scienza in grado di dare accesso alla vita eterna, un segretoche  noi terrestri iniziamo a scoprire a poco a poco attraverso la clonazione.

Ora veniamo al grande profeta Simon Kimbangu per riferirci al suo vero insegnamento. Ma per fare questo abbiamo bisogno di riferirci al Movimento da lui stesso creato e chiamato "Kintuadi" (che significa Unione); e non alla cosiddetta Chiesa "Kimbanguista", perché è stata creata dopo la sua morte dal figlio minore, che ha scelto di collaborare con l'amministrazione coloniale e quindi ha tradito il Profeta suo padre,  peggio ancora questa "Chiesa Kimbanguiste" nella Repubblica Democratica del Congo (nel Congo Kinshasa) ha in seguito collaborato anche con un certo "Mobutu Sese Seko".

Il profeta e guaritore Simon Kimbangu (1889-1951) della Repubblica Democratica del Congo
Il profeta e guaritore Simon Kimbangu (1889-1951) della Repubblica Democratica del Congo

Ciò che deve essere tenuto presente, costantemente, è che il profeta Simon Kimbangu parlava di "Dei" al plurale, è innegabile: parlava di un popolo che viveva nei cieli, e quando ha parlato dei "nostri creatori" (plurale, sempre!), dei "nostri padri che sono in paradiso" ha parlato con i seguenti termini precisi: "Batata Nzambi 'A Mpungu", ma sono i colonizzatori che ci hanno costretto a tradurre il termine "Nzambi" in "Dio", costringendo così il nostro subconscio a riferirsi a un Dio unico, immateriale e onnipresente (come il falso "Dio" che hanno inventato e a cui vogliono, ad ogni costo, farci credere!).

Ma la parola "Batata" è di un’importanza estrema, perché in tutte le lingue Kongos, la parola "Batata" è inevitabilmente plurale senza alcuna disputa possibile; letteralmente significa "i Padri" o "i nostri Padri" (plurale, ancora una volta), quindi è l'equivalente di "Adonai" e "Elohim" in ebraico, che sono anch’essi due plurali inevitabili e incontestabili.

Quando il profeta Simon Kimbangu usa le seguenti parole: "Mpeve Ya BatataNzambi 'A MpunguTulendo" non può mai, in nessuna circostanza, trattarsi di un singolare. Questo tutti i Kongos onesti lo devono ammettere e ammettere anche che la traduzione francese di questa espressione, come leggiamo oggi negli scritti della Chiesa Kimbanguista è completamente falsa, vergognosamente falsa, scrivere: "perché lo spirito del nostro Dio onnipotente " significa sfigurarne completamente il vero significato, perché il vero messaggio di Simon Kimbangu è rivolto qui allo stesso tempo a diverse persone (ancora e ancora "al plurale") e non ad un "Dio" unico!

Ecco, la verità delle cose! Di fronte a questo, qualsiasi "vero" Kimbanguista dovrebbe ribellarsi contro la Chiesa di Gesù Cristo sulla Terra del profeta Simon Kimbangu (EJCSK). Quale tradimento per l'Africa, quale sottomissione da parte degli oppressi che siamo e restiamo, quale abbandono di questa lotta vigorosa e salutare sostenuta dal profeta Simon Kimbangu, che era, lui, a tutti gli effetti un "politeista" dal momento che parlava di Dei  al plurale e pregava degli Dei al plurale!

Inoltre, va notato che la parola "Nzambi" è usata anche tra i popoli del Gabon, dove, in alcune lingue, dicono anche "Nzame" o "Nzambe". Ad esempio, tra i Fangs del Gabon, la storia dell'origine della vita sulla Terra è raccontata nel Mvett: parla di esseri giunti dal cielo e possessori di una elevata tecnologia, il cui leader è "Nzame", uno dei suoi fratelli è "Zong" e una delle sorelle "Ngigone". "Zong" è considerato un po’ come "Satana"! Il Mvett racconta anche che questi dèi (al plurale, ancora una volta) questo popolo, sono esseri "fisici" che hanno una vita come gli umani, che sono tutti degli Dei creatori supremi e che sanno fare cose al di là della comprensione degli umani.

Non potrebbe essere più chiaro: al giorno d'oggi questi esseri, verrebbero semplicemente definiti come “extraterrestri" estremamente avanzati!



Paterne Huston Bushunju, Repubblica Democratica del Congo, è corrispondente dall'Africa l’Afrique


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