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Cosa succederebbe se un miracoloso farmaco ci permettesse di sviluppare tutte le potenzialità del nostro cervello?



Eddie Morra (Bradley Cooper) è uno scrittore tendente alla depressione, incapace di cominciare il primo romanzo che gli è stato commissionato. Per questa sua tendenza autodistruttiva e non vedendo una soluzione a questa sua situazione, la fidanzata decide di lasciarlo. Lo stesso giorno incontra per caso Vernon, il fratello della donna con cui è stato sposato per poco tempo molti anni prima. Per placare i suoi tormenti, Vernon, che è un ex-spacciatore, gli offre un farmaco in fase di sperimentazione, in grado di aumentare le capacità dei recettori neuronali ed attivare tutte le aree del cervello. Il farmaco ha subito un effetto incredibile su Eddie, facendogli non solo recuperare l'autostima perduta ma anche tutti i ricordi più distanti e reconditi, dandogli nuovo vigore intellettuale per permettergli di iniziare finalmente il suo romanzo. Quando l'effetto svanisce, decide di tornare subito da Vernon per farsi dare altre pillole, ma una volta raggiunto il suo appartamento, trova l'ex-cognato morto sul divano, ucciso da qualcuno interessato allo stesso farmaco.

Questo è solo l’inizio di un film che cerca di indagare su un argomento appassionante: la capacità di utilizzare al 100% il nostro cervello, considerando che abitualmente questa percentuale è intorno al 20% (e in alcuni soggetti questo dato si riduce drasticamente...).

La pellicola parte quindi con il piede giusto e con un ritmo incalzante già dai titoli di testa con una superzoomata di Manhattan che lascia senza fiato, facendo intravedere buoni effetti speciali e facendo ben sperare per il prosieguo della storia.

In realtà da alcune scene si tende ad avere l’impressione di un’americanata, di una storia tutto sommato mediocre che poteva svilupparsi in maniera differente, che mischia a più riprese diversi generi (fantascienza, thriller, azione, drammatico), risultando però nel complesso un film che ti prende, proprio perché ti aspetti l’inaspettabile.

Infatti già di per sé l’argomento di fondo ti porta a rimanere incollato sulla poltrona fino alla fine del film, perchè si rimane meravigliati dalla possibilità che un ipotetico upgrading del nostro cervello ci faccia fare cose che altrimenti ci sogneremmo.

Ma poiché la pillola trasparente ingerita dal protagonista non esiste, spetta a noi utilizzare al meglio la poca percentuale che abitualmente adoperiamo delle nostre facoltà mentali, e non solo: senza un allenamento della nostra autocoscienza, ogni velleità sul potenziamento della mente rischia soltanto di recare danno a se stessi e agli altri. Sarà forse questo il motivo per cui utilizziamo soltanto una parte del nostro cervello?



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