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A cura di Donatella Devona


MAGGIO 2018

Il gusto di mangiar bene senza far male a nessuno


Il gusto di mangiar bene senza far male a nessuno

Una vita armonica deve tener conto anche dell’alimentazione. Il cibo che consumiamo ogni giorno può essere un veicolo di sofferenza o di armonia. Si può essere vegan senza difficoltà assaporando piatti gustosi? Sì, si può. Questo produrrà un cambiamento in meglio nella nostra vita, ma soprattutto non ci renderà complici della sofferenza e della morte di esseri senzienti.

Così si presenta Ecospiritualità a tavola il libro di cui vogliamo parlarvi nella puntata di maggio, mese del Toro, tradizionalmente il Segno dei golosi.

Ecospiritualità a tavola è una raccolta di ottime ricette ma non solo, perché partendo dal cibo, una necessità per tutti noi ma spesso anche un piacere e qualche volta un problema, si parla della vita, del rapporto con Madre Terra e con tutti i suoi abitanti. Il libro, curato da Rosalba Nattero, che ha accettato di rispondere alle nostre domande, come vedrete nell’intervista qui di seguito, affronta in modo originale e pratico un tema di grande attualità: è davvero così indispensabile mangiare carne e derivati animali, condannando altri esseri alla sofferenza e alla morte?

Se si aprono gli occhi è impossibile non vedere un mondo assurdo, inconcepibile, attraversato da vibrazioni di sofferenza che permeano tutto il pianeta. È impossibile tollerare che miliardi (miliardi!) di nostri simili dotati come noi di intelligenza e consapevolezza, siano non solo massacrati e torturati, ma allevati e fabbricati apposta per questo?

Rifiutarsi di partecipare a questo orrore è un atto dovuto, un primo passo concreto verso un mondo nuovo, basato sul principio di fratellanza riconosciuto a tutti gli abitanti di questo pianeta. È una liberazione dall’ottusità e dall’attaccamento agli istinti più bassi, senza peraltro rinunciare al piacere del cibo e di condividerlo nelle occasioni di festa e allegria.

E c’entra questo con l’astrologia? Come no! Visto che ogni Segno dello Zodiaco ha un modo tutto suo di sedersi a tavola o di preparare piatti che ritiene appetitosi, abbiamo chiesto a dodici amici, che hanno scelto di mangiare senza produrre sofferenza, di raccontarci qual è il piatto che gli piace cucinare. Molti di loro hanno dichiarato la soddisfazione che provano nell’inventare nuove ricette e nello scoprire nuovi abbinamenti, alcuni hanno proposto piatti tradizionali, tutti hanno risposto con il piacere di condividere i loro segreti da chef e ne è venuto fuori un buffet colorato vario e appetitoso.


TORO

LL: Il mio amore sono gli spaghetti aglio, olio e peperoncino. Il mio segreto come cuoco è quello di farmeli cucinare da chi sa farli bene, perché a me più che cucinarli piace mangiarli J Ebbene sì sono un Toro pigro e goloso J


Il gusto di mangiar bene senza far male a nessuno

GEMELLI

PG: Diciamo che i piatti che preferisco cucinare sono quelli che faccio per la prima volta. Trovo che accende la fantasia utilizzare nuovi ingredienti e combinare diversamente quelli già utilizzati. È stato così ad esempio quando ho preparato il tempeh con verdure, dove ho dosato ingredienti nuovi e già usati per dargli un profumo e un gusto più esotico.


CANCRO

FDL: Mi piace cucinare e spesso mi ritrovo a inventare io una ricetta più che seguirne una specifica. Mi piace sperimentare cose nuove e nuove ricette fatte da me, sia per i primi che per i secondi o i dolci...

Forse i dolci sono quelli che preferisco fare, soprattutto le torte al cioccolato, perché mi permettono di spaziare di più nelle decorazioni. A me diverte molto creare delle decorazioni (piatti decorati, tavolate decorate ecc.) e il dolce si presta di più in questa cosa qua.


LEONE

DM: Mi piacciono molto i cereali come il bulgur, la quinoa, il miglio e affini. Mi piace cucinare la pasta cercando di preparare intingoli leggeri e gustosi, ma amo anche le minestre e i risotti, in particolare quello col radicchio. Come secondo uno dei miei preferiti è sicuramente il seitan fatto in varie maniere (con verdure, come scaloppine al marsala o anche solo con molta cipolla e sfumato col vino). Come dolci mi piacciono molto le torte fresche che abbinano pasta frolla o sfoglia con frutta fresca, creme o gelati. Del resto si vede che non sono un fuscello J


VERGINE

DA: In generale mi piace cucinare i dolci e il motivo penso sia legato al fatto che sono golosa J. In particolare il mio dolce preferito è il tiramisù, ma anche quelli con le mele mi ispirano. Devo dire che una volta non mi piaceva molto cucinare, da quando ho scoperto la cucina vegana invece provo molta soddisfazione nell'imparare e inventare nuove ricette.


Il gusto di mangiar bene senza far male a nessuno

BILANCIA

RM: Muscolo di grano con patate e peperoni passati con un po' di aglio e peperoncino.

Patate e peperoni vanno cucinati separatamente e solo all'ultimo passati in padella con il muscolo di grano. Mi piace soprattutto per il contrasto dei sapori. Eventualmente aggiungere un po' di sugo di pomodoro ma poco.


SCORPIONE

BB: Il mio piatto preferito è il tabulè. Per farlo uso 1 confezione di cous cous da 1/2 chilo, 5 limoni non trattati, 2 ciuffi di menta fresca abbondante, 7 cucchiai di olio di oliva, 1 peperone rosso, 1 peperone giallo, 1 peperone verde, 1/2 sedano, 5 ravanelli, 1 grappolo di pomodori datterini, 1 finocchio, 1 porro.

Metto in una grande ciotola il cous cous, spremo il succo di 5 limoni, aggiungo i 5 cucchiai di olio e spezzetto le foglioline di menta. Mescolo accuratamente, copro con una pellicola e lascio riposare una notte fuori frigo. Il giorno successivo lavo tutta la verdura e la taglio a pezzettini il più piccolo possibile. Scopro la ciotola, aggiungo 2 cucchiai di olio e rimescolo molto bene.

Aggiungo la verdura a pezzettini e mescolo finché non è tutto molto amalgamato. Lascio riposare per un paio d'ore in frigo. Rimescolo accuratamente, assaggio e valuto se aggiungere sale. Rimetto in frigo per due ore è poi servo.

È un modo per gustare i prodotti della nostra terra, cibi sani e non trattati, con un tocco di alternativa marocchina.


SAGITTARIO

MM: Mi piace molto cucinare cose veloci che siano subito pronte da mangiare. Per questo uso molto la pentola a pressione per minestre, risotti e verdure stufate o a vapore, che mantengono così il loro gusto e tutte le loro proprietà. Mi piace sempre cambiare e inventare nuove ricette, aprendo il frigo e combinando gli alimenti con quello che ho in casa. Ultimamente mi sono specializzata in “torte rapide”, ad esempio la crostata con crema e frutta, che agli amici piace tantissimo. Naturalmente tutto vegan.


Il gusto di mangiar bene senza far male a nessuno

CAPRICORNO

MPG: Mi piace cucinare le verdure e sono una “specialista” del minestrone. In primavera il mio minestrone ha le erbe del prato, in estate lo condisco con il pesto, in autunno ci metto i peperoni, in inverno lo faccio con il cavolo o i finocchi. Ottimi sono quelli con zucca e miglio o con patata e scarola. A volte aggiungo la pasta, a volte il riso, a volte lo lascio così, solo con le verdure. A volte lo passo in modo che diventi una crema morbida, a volte lo schiaccio solo un pochino in modo che risulti denso ma si sentano i pezzi. Così è sempre diverso e appetitoso.


ACQUARIO

GP: Il piatto che davvero mi piace cucinare è quello che non ho mai cucinato! Adoro aprire il frigo, guardare cosa c’è e chiedermi “cosa ci starebbe bene con questo?”. E poi, via…sperimentare a gogò! Il più delle volte il piatto rimane un “pezzo unico” perché non penso mai a segnarmi cosa ho fatto: è la soddisfazione di un attimo, la gioia sulla faccia di chi mangia con me e dice che gli piace moltissimo. Ma se proprio devo descrivere un piatto che ho fatto più volte, citerei il sugo olive e capperi, che adopero sia per la pasta sia per immergervi succulenti spezzatini di muscolo di grano o seitan o soia. Il sugo lo faccio assai semplicemente, con pomodori a pezzi in scatola, olio extra vergine di oliva, un pizzico di zucchero di canna, niente soffritti né cipolle o aglio, poi aggiungo olive rigorosamente taggiasche e capperi di Pantelleria, preventivamente un po’ dissalati. Qualche volta aggiungo degli odori, tipo origano o erba cipollina, ma uno solo ogni volta. Il sugo deve cuocere bene e diventare un po’ scuro. Di solito piace a tutti! Io lo adoro perché è saporito e semplice allo stesso tempo.


PESCI

MQ: Mi piace molto il riso e quindi cucino volentieri il risotto. Lo faccio al pomodoro, ai funghi, agli asparagi, al radicchio, allo zafferano e anche quello verde con il prezzemolo. Naturalmente uso solo ingredienti di origine vegetale e il risultato è sempre ottimo, apprezzato da tutti gli ospiti.

ARIETE

EP: Non c'è un piatto preferito, anche se tendenzialmente preparo piatti salati e non i dolci. Cucino con piacere tutti i piatti in cui si sentono i profumi delle erbe aromatiche ed il gusto "personale" di ogni verdura.

Mi piace la nonfrittata verde: farina di ceci, acqua e ortiche o borragine, menta, erbette, erba cipollina, sedano, melissa, erba sanpietro...


Previsioni per il mese

           

Toro: Pagina nuova: Un vento di rinnovamento sfoglia le pagine del libro della tua vita e ti propone una pagina nuova tutta da scrivere con il senso di libertà che senti dentro di te. Si prospettano nuovi incontri e un bel rapporto con tutti i tuoi amici vecchi e nuovi.

Gemelli: Si apre una porta: Si tratta di una porta interiore, di una nuova disponibilità che tu hai verso le esperienze e soprattutto verso le altre persone. Il tuo atteggiamento positivo e fiducioso sarà vincente nei rapporti con gli altri.

Cancro: Metamorfosi: È in atto un processo di cambiamento profondo dentro di te di cui non capisci ancora bene la portata né dove ti porterà. A volte produrrà delle tensioni a volte delle inaspettate aperture, come se ciò che si era irrigidito con il tempo finalmente si sciogliesse.

Leone: Conta fino a cinque: Qualcosa che appartiene al passato reclama la tua attenzione, un filo che non vuol essere tagliato ti costringe a non agire d’impulso ma ad usare tutta la tua pazienza. A conti fatti ti stupirai tu stesso degli ottimi risultati che otterrai.

Vergine: Tutto si muove: Non è il momento di stare tanto a riflettere o a programmare, tutte le situazioni sono in evoluzione continua e il consiglio è quello di partecipare a questo cambiamento, di farlo tuo, di farne parte. Del resto le stelle ti sono quanto mai favorevoli in tutti i campi.


Bilancia: Su una nuvola: Maggio ti regalerà un senso leggerezza in ogni ambito della tua vita. Se ti sei sentito affaticato avvertirai le energie tornare, se hai vissuto tensioni le vedrai allentarsi, se c’era nervosismo nell’aria lo guarderai sciogliersi senza lasciare traccia.

Scorpione: A volte serve essere flessibili: Ti aspetta un mese un po’ nervoso. Dall’esterno ti arrivano spesso intoppi e imprevisti che rendono difficoltoso concludere ciò che ti sta a cuore, dentro di te si fa spesso strada un certo nervosismo e spesso affiorano dubbi e incertezze. Il consiglio è di non impuntarti e cercare strade alternative.

Sagittario: Alla ricerca della felicità: Sei sempre in movimento occupato in mille cose ma, a dirla tutta, un po’ per passione e un po’ per necessità. Quando trovi un momento di tranquillità ti chiedi se quello che stai facendo è proprio quello che vorresti fare, ti guardi intorno e ti chiedi che cosa davvero ti rende felice.

Capricorno: E all’improvviso la risposta: Hai seminato con tenacia e costanza, hai vissuto anche qualche momento difficile e adesso, all’improvviso ecco che tutto fiorisce! È un fatto del tutto inaspettato e per questo la soddisfazione è più piena, gli occhi brillano di più.

Acquario: Un salto verso il futuro: Ciò che sembrava immobile non lo è, il piano che avevi stabilito mostra delle crepe che ti colgono un po’ impreparato. Eppure tu conosci il senso della precarietà e sai bene come cogliere l’attimo, come far tesoro dell’inatteso. Segui la tua natura.

Pesci: Uno sguardo diverso: Potrebbero esserci discussioni e incomprensioni ma sii cauto, non dargli troppa importanza perché probabilmente non sono più cose reali, vengono dal passato e devono essere guardate con occhi nuovi, riferite ad un contesto diverso. La tua realtà attuale è un’altra.

Ariete: Senso di responsabilità: Le incombenze sono ancora tante, ti richiedono molte energie e tu non vuoi mai tirarti indietro. Non stupirti se qualche volta le tue reazioni sono un po’ più aggressive del necessario, risenti della tensione e sei un po’ sulla difensiva. Hai bisogno di relax.


Un personaggio del Toro: Rosalba Nattero


Un personaggio del Toro: Rosalba Nattero
In prima fila per i diritti degli animali

Noi non ci fermeremo.

Queste le parole di Rosalba Nattero a conclusione della manifestazione del 27 maggio 2017 contro la riapertura dello zoo a Torino, parole che restano valide anche dopo la vittoria conseguita. Lo zoo a Torino non si farà e il parco che doveva ospitarlo viene restituito ai torinesi ma la determinazione con cui Rosalba porta avanti le sue tante battaglie per un mondo nuovo e più giusto per tutti rimane la stessa.

Rosalba Nattero è l’ospite di questa puntata, in rappresentanza del Segno del Toro. Oltre ad essere la voce solista del Lab Graal, il gruppo di keltic rock a cui abbiamo dedicato la puntata di inizio d’anno del 2017, Rosalba è autrice di numerosi testi che affrontano temi profondi e importanti come la spiritualità, le antiche tradizioni, il sostegno alle popolazioni native e alla loro cultura, la lotta per la dignità degli animali. È delegato ONU e rappresentante di sei comunità indigene, è fondatrice di SOS Gaia, associazione antispecista per l’aiuto degli animali in difficoltà, è insegnante di Kemò-vad, l’antica arte del gesto consapevole, forma di meditazione dei nativi europei.

Tra le altre tante cose Rosalba ha scritto anche un libro, intitolato Ecospiritualità a tavola, in cui parla di alimentazione armonica, da cui trarre benessere, senza far del male agli animali. Visto che ha accettato di rispondere alle nostre domande, affronteremo con lei anche il tema del cibo, protagonista di questo mese.


Un personaggio del Toro: Rosalba Nattero
Voce solista del “LabGraal”, in giro per il mondo, canta a sostegno delle culture dei popoli di Madre Terra

Cominciamo con una domanda astrologica: Quali sono i tratti caratteristici del tuo segno natale, il Toro, che senti di aver ereditato… se ci sono?

Direi un certo pragmatismo, che riverso anche nelle cose astratte. Non mi riconosco nel Toro sotto tanti altri aspetti, come l’aspetto tradizionale della famiglia o l’amore per la casa o la stanzialità. Anzi direi che sono l’opposto. Ma la praticità del Toro la riconosco in me, e cerco di applicarla anche nelle cose poco pratiche e più immateriali, come ad esempio la ricerca di un senso nell’esistenza. Mi riconosco anche nell’amore per la natura e tutte le forme di vita. Con una tendenza pericolosa a fare la “crocerossina”…


Quali sono le esperienze della tua vita che ritieni particolarmente significative?

L’aver seguito un istinto, contrario al mio naturale pragmatismo, che mi ha portato ad un certo momento della mia vita a capovolgerla completamente.

E, in un momento successivo, l’aver seguito l’insegnamento di una gatta nera che si chiamava Unorna. E che mi ha aperto un mondo.


Giornalista, scrittrice, speaker radiotelevisiva, musicista, delegata ONU, in prima persona nella lotta per la tutela delle terre sacre dei popoli nativi, per i diritti degli animali… sono davvero tanti i tuoi interessi, anche se tutti uniti da un filo conduttore comune. Vuoi parlarci di questo?

Un personaggio del Toro: Rosalba Nattero
Delegato ONU per la difesa delle tradizioni e dei luoghi sacri dei Popoli Nativi

Il filo conduttore? Voglio cambiare il mondo perché così com’è non mi piace.

È vero, faccio tante cose, forse troppe, ma ce n’è una che priorizzo su tutte, ed è la battaglia per i diritti degli animali. I miei molteplici interessi sono spesso legati a questa battaglia. Ad esempio la musica, altro grande filo conduttore della mia vita. Per fortuna i miei compagni del LabGraal condividono appassionatamente questa lotta, e molto spesso i nostri concerti sono dedicati a questa causa.

Sono consapevole che la mia vita si svolgerà nel tempo di un battito di ciglia, e vorrei (per quello che riuscirò a fare) dare un contributo per far sì che ci sia una sensibilizzazione sull’assurdità di un pianeta che si trova davanti all’olocausto peggiore della storia, e che questo olocausto è solo la punta di un iceberg che rivela tutto il malessere e l’oppressione che vivono anche gli umani. Lottare per gli animali è una rivoluzione che si rivolge anche agli animali umani, significa lottare per una società più giusta e armonica.


Che posto ha un libro come Ecospiritualità a tavola, tra le altre tue pubblicazioni, che di solito affrontano temi storici e filosofici?

Un personaggio del Toro: Rosalba Nattero
La Tradizione dei nativi europei è viva e fonte di continua ispirazione

Ecospiritualità a tavola fa parte di quella sensibilizzazione a cui accennavo. Nonostante l’alimentazione vegan sia in costante aumento, sono ancora troppe le persone sotto l’effetto dell’ipnosi che fa credere che non si possa fare a meno della bistecca. L’alimentazione carnivora distrugge noi e il pianeta, ma soprattutto genera una fabbrica incessante che produce miliardi di animali per torturarli e ammazzarli allo scopo di farne cibo. La carne fa male, provoca il cancro. Il pesce fa male, il latte e le uova idem. È noto. Eppure l’industria della carne e dei latticini, o il mercato ittico, non si fermano. E pensare che abolendo il consumo di carne, ogni persona potrebbe salvare migliaia di animali, anche senza fare nessun tipo di attivismo in loro difesa.


Certamente avevi dei sogni da bambina. Che fine hanno fatto? Li hai realizzati? E ne hai altri da realizzare?

Sì, avevo un sogno: quello di dare un senso alla mia esistenza. Da bambina guardavo il mare (sono nata in un paese sul mare) e mi chiedevo cosa provassero le alghe. Sognavo di essere un’alga, per lasciarmi andare al fluire di ciò che avevo intorno. Crescendo, sognavo di poter incontrare dei fratelli con cui condividere le mie ansie, i miei problemi, le mie aspirazioni, i miei sogni. Non ho mai desiderato l’amore o il principe azzurro. Ma dei fratelli da incontrare la sera e confrontarsi, aiutarsi reciprocamente. Un po’ come dei Cavalieri della Tavola Rotonda che tra una battaglia e l’altra si ritrovano nel Castello di Camelot e si rinfrancano nella loro comune amicizia.

Se ho realizzato i miei sogni? Presuntuosamente penso di sì.

Ora mi resta da realizzare un altro sogno: quello di cambiare questo pianeta e farne un luogo di armonia e fratellanza in cui tutte le creature possano vivere libere e felici.

È un progetto un po’ impegnativo, ma io ho già cominciato…


Per saperne di più: www.rosalbanattero.net


Il libro Ecospiritualità a tavola a cura di Rosalba Nattero è edito dalle EdizioniTriskel ed è disponibile anche nel formato Ebook.





APRILE 2018

L’attimo fuggente


L’attimo fuggente

Che cosa rende così affascinante la fotografia? Forse il catturare un pezzo di realtà estraendola da tutto il resto? Forse il riuscire a cogliere un particolare in grado di descrivere il tutto? O la possibilità di costruire un’immagine parlante senza bisogno di parole? O poter documentare ciò che non è facile vedere o non è visibile per tutti? O ancora la possibilità di cogliere quell’attimo irripetibile che poi non esisterà mai più e poterlo fissare perché non vada perduto?

Probabilmente ogni fotografo ha un suo approccio personalissimo a questa tecnica ma lo scatto immortala comunque sempre un istante che rimarrà fissato in un’immagine che trattiene in sé una fragile poesia.

Questo mese vi proponiamo un piccolo viaggio nell’immenso mare della fotografia. Parlare di grandi fotografi non è facile proprio per l’enorme quantità di materiale a disposizione. Ci sono tante immagini bellissime e tanti grandi artisti: ne abbiamo scelti dodici, uno per Segno dello Zodiaco, riservandoci di riprendere il discorso magari altre volte, in prossime puntate di questa rubrica. I fotografi che abbiamo scelto sono tutti del ‘900 e tutti hanno esplorato aspetti diversi di questo secolo così contrastato, un secolo che sembra essere una foto in bianco e nero.


ARIETE: Martine Franck (2 aprile 1938) fotografa documentarista nota anche per essere stata la moglie di Henri Cartier Bresson. Ha saputo ritrarre con la stessa intensità tanto personaggi famosi quanto poveri emarginati. Le sue fotografie hanno una forte valenza simbolica e spesso si basano su geometrie che anziché essere fredde sanno comunicare emozione. Quel che mi piace della fotografia - diceva- è il momento preciso che non può essere anticipato; bisogna stare sempre all’erta, pronti ad afferrare l’inatteso. E in questo possiamo vedere l’atteggiamento del Segno dell’Ariete, quel suo sentire il cambiamento in atto e il suo lanciarsi impetuosamente per coglierlo.


L’attimo fuggente

TORO: Bernie Boston (18 maggio 1933), fotografo praticamente sconosciuto, diventò improvvisamente famoso con lo scatto Flower Power. La foto del ragazzo che mette un fiore nel fucile di un soldato della Guardia Nazionale divenne in poco tempo l’icona di un’epoca. Era il 1967, davanti al Pentagono si svolgeva una manifestazione di protesta contro la guerra in Viet Nam e quel fiore sembrava racchiudere in sé le speranze e gli ideali di tanti ragazzi di quel tempo: il pacifismo, la vita a contatto con la natura, il rifiuto di una società consumista e violenta. Questa immagine evidenzia con molta immediatezza e poesia la nota di fondo del Segno del Toro: la fiducia nella vita, nelle sue potenzialità, nella sua forza.


GEMELLI: Dorothea Lange (26 maggio 1895) documentò i risvolti umani della Grande Depressione americana, le migrazioni dei disperati che si dirigevano verso la California, l’ingiustizia vissuta dai cittadini giapponesi americani che dopo l’attacco a Pearl Harbour vennero rinchiusi nei campi di concentramento. Le fotografie di Dorothea Lange mostrano sempre una grande umanità e comprensione. La sua Madre Migrante, diventò il simbolo della dignità nelle difficoltà della vita. Potremmo aggiungere che queste immagini mostrano il crollo delle certezze materiali e ciò che resta quando questo è avvenuto, tema centrale del Segno dei Gemelli.


CANCRO: Antanas Sutkus (27 giugno 1939) voleva documentare un popolo, i Lituani, e il loro cambiamento, al di là delle idealizzazioni raccontate dalla cultura del regime sovietico, fotografando la vita quotidiana della sua gente. Quei volti, quei corpi, nella dicotomia del bianco e nero, sembrano quasi gridare pur essendo muti. C’è tristezza ma c’è anche bellezza, attraversate da un soffio fortemente romantico. I soggetti delle fotografie sembrano esprimere una loro speranza interiore, nucleo profondo del Segno del Cancro.


L’attimo fuggente

LEONE: Gerda Taro (1º agosto 1910) è nota per i suoi reportage di guerra ma anche per la sua storia, per il suo amore per Robert Capa, suo compagno sia nella professione che nella vita, per la sua bellezza e la sua libertà, per la sua tragica morte a soli 26 anni, travolta da un carro armato. Le foto di Gerda raccontano la guerra civile spagnola, vista da chi ne è direttamente coinvolto, dalle persone che possono essere donne, bambini o soldati sorpresi in un momento carico di drammatica realtà: sono ricordi di eventi da cui trarre lezione, come il Segno del Leone sa bene.


VERGINE: Kevin Carter (13 settembre 1960) documentò con le sue foto le drammatiche condizioni umanitarie in Africa negli anni '90. Povertà, carestie, guerre, apartheid erano i soggetti delle sue immagini che lo mettevano anche in crisi profonda, fino a chiedersi che senso avesse il suo mestiere di fotografo. Ero sconvolto vedendo cosa stavano facendo. Ero spaventato per quello che io stavo facendo. Ma poi le persone hanno iniziato a parlare di quelle immagini... così ho pensato che forse le mie azioni non sono state poi così cattive. Essere stato un testimone di qualcosa di così orribile non fu necessariamente un male. Nel 1994 vinse il Premio Pulitzer con la fotografia della bambina con l’avvoltoio. Quella foto fu anche la sua dannazione. Le molte critiche che ricevette per il cinismo che quello scatto dimostrava contribuirono probabilmente alla tragica fine della sua vita. Carter morì suicida a soli 33 anni.

Il contrasto tra freddezza razionale e sensibilità umana, qui portato al limite estremo fino ad una conclusione così crudele, è una delle note di fondo del Segno della Vergine.


BILANCIA: Lewis Wickes Hine (26 settembre 1874) oltre che fotografo era anche sociologo. Per lui la fotografia era soprattutto strumento di denuncia e con i suoi scatti documentò le situazioni problematiche di quegli anni, dalla condizione degli immigrati al lavoro minorile nelle fabbriche in America, alla situazione dell’Europa devastata dalla prima guerra mondiale. In seguito il suo interesse si rivolge al mondo del lavoro e all’interazione dell’uomo con le macchine. La sua ricerca della bellezza delle immagini è un modo per rivelare delle verità, che a volte sono denunce altre volte il rendere evidente la dignità degli esseri umani, come è nelle corde del Segno della Bilancia.


L’attimo fuggente

SCORPIONE: Helmut Newton (31 ottobre 1920), è stato uno straordinario fotografo di moda che ha collaborato con i più prestigiosi periodici del settore. Le sue immagini hanno uno stile formale molto accurato, arricchito da una forte carica erotica. Famosi sono i suoi studi sul nudo, in particolare i 39 scatti in bianco e nero pubblicati nel volume Big Nudes del 1981. I Big Nudes si chiamano così perché Newton stampò questi nudi a figura intera e a grandezza naturale ottenendo immagini di grande impatto visivo. Lui stesso raccontò che ad ispirarlo in questa sua opera erano stati i manifesti che la polizia tedesca aveva divulgato per identificare i membri della Banda Baader-Meinhof, il gruppo terroristico tedesco degli anni ’70 del secolo scorso. L’erotismo, il nudo, il rivelare ciò che non è evidente sono tratti che disegnano, per così dire, il Segno dello Scorpione.


SAGITTARIO: Aleksandr Rodchenko (23 novembre 1891) ha saputo mostrare oggetti di uso quotidiano e familiare attraverso una prospettiva del tutto inaspettata. Gli oggetti ripresi dal basso o dall’alto o fortemente contrastati risultano completamente modificati o distorti e le sue fotografie sembrano quasi dei quadri astratti. Rodchenko è stato un grande innovatore e nella sua ricerca di punti di vista insoliti che destabilizzano l’osservatore, possiamo vedere quel bisogno di superare i limiti stabiliti proprio del Segno del Sagittario.


CAPRICORNO: Israëlis Bidermanas (17 gennaio 1911) noto anche con lo pseudonimo di Izis, è considerato uno dei maggiori esponenti della street photography e della fotografia umanista del secolo scorso. Ha realizzato ritratti dei partigiani durante la lotta al nazismo, numerosi reportages fotografici in Algeria, Israele, Portogallo ed Inghilterra per la rivista Paris- Match, documentato la Parigi del dopoguerra e pubblicato un libro, con il suo amico poeta Jacque Prèvert, Paris des Rêves, considerato il suo capolavoro. Due parole sembrano descrivere bene la sua opera: realismo e poesia. Izis sapeva usare luci ed ombre in modo straordinario per creare immagini poetiche di grande forza come è nel carattere del Segno del Capricorno.


ACQUARIO: Duane Michals (18 febbraio 1932) è un fotografo concettuale, i suoi scatti non colgono qualcosa che si presenta davanti all’obiettivo ma immagini costruite con l’intento di raccontare un’idea, un’intuizione che stava prima nella mente del fotografo. Le sue immagini, rivoluzionarie e fantastiche sia nella tecnica usata che nei risultati ottenuti, raccontano quella precarietà del mondo che l’Acquario coglie così bene. Diceva Michals: Il riflesso in uno specchio è illusione, così come ogni altra cosa è illusione, semplicemente frutto dei giochi della mente. Ogni cosa non è reale. Ma allora cos'è reale?


PESCI: Francesc Català Roca (19 marzo 1922) è un documentarista. Le sue immagini in bianco e nero hanno un’incredibile forza, poesia e bellezza pur riprendendo situazioni di vita quotidiana. Le angolature e i dettagli creano una sorta di sovvertimento dei valori che rivela una realtà nuova, qualcosa che prima non era visibile, interpretando così la natura profonda del Segno dei Pesci. Le foto di Català Roca hanno una grande forza simbolica e nello stesso tempo una grande umanità.


Previsioni per il mese

           

Ariete: Voglia di correre: La primavera porta con sé una grande voglia di libertà che spesso si concilia male con gli impegni continui che ti costringono a impegnare le tue forze in questioni pratiche. Per fortuna l’energia non ti manca e i successi arrivano.

Toro: La dolcezza vince su tutto: Aprile promette risultati importanti ed emozioni profonde. Sono favoriti tutti i rapporti interpersonali, soprattutto gli affetti che durano da tempo. Le stelle ti aiuteranno ad addolcire la tua proverbiale testardaggine e ad accettare l’aiuto di chi ti è vicino.

Gemelli: Occhi attenti: Sarà un mese dinamico e con molte occasioni ma non devi lasciare le cose al caso. Non contare sulla tua capacità di improvvisazione né sulla fortuna e concentrati invece sulla tua natura più profonda e vera e lascia che sia lei a guidarti.

Cancro: Una mano tesa: Da un lato ti troverai a confrontarti con imprevisti snervanti che ti causeranno qualche tensione, dall’altro però il tuo cuore potrà godere di emozioni profonde e positive che ti aiuteranno a entrare in contatto con gli altri mettendoti dalla loro parte, senza riferire tutto a te e ai tuoi bisogni.

Leone: Col sorriso sulle labbra: Potrebbe esserci qualche delusione affettiva ma né questa né altro potrà intaccare la tua positività, in questo periodo. C’è in te un grande desiderio di apertura e un atteggiamento ottimista e libero che ti porterà a superare ogni possibile difficoltà.

Vergine: È davvero primavera: Ti aspetta un mese pieno di sogni da realizzare, di energie da spendere e di speranze da coltivare. Aprile sarà primavera anche dentro di te.

Bilancia: Non sei solo: Si prospetta un periodo un po’ stressante e avrai bisogno di ricorrere a tutta la tua riserva di pazienza. Avrai però intorno persone a cui potrai chiedere aiuto e che ti sosterranno volentieri. Alla fine scoprirai che non è necessario contare solo e sempre su se stessi.

Scorpione: Tempo di abbondanza: Sarà un periodo fondamentalmente stabile in cui tu avrai energie in eccesso, tanto che alle volte produrrai perfino confusione con la tua voglia di fare, dire, proporre e inventare. Ricordati che magari un po’ di calma non guasta e goditi la vita.

Sagittario: Battaglie e conquiste: Potrebbe esserci qualche scontro, in campo lavorativo, ma nell’insieme questo periodo sarà caratterizzato da un ampliamento di orizzonti un po’ a tutti i livelli e da nuove conoscenze, intese sia come persone che come saperi. Le attività saranno molte, attenzione che a volte questo sarà a scapito degli affetti.

Capricorno: Le profondità dell’animo: Un mese intenso e profondo per quanto riguarda il rapporto con te stesso e con chi ami ma a volte complicato con gli estranei con i quali dovrai ricorrere a spiegazioni per risolvere divergenze o equivoci. Le novità ti piaceranno.

Acquario: Nuovi incontri: Ti aspetta un periodo ricco soprattutto dal punto di vista sociale. Troverai nuovi amici e vivrai situazioni interessanti e appaganti. Qualche problema lo troverai invece con chi ti è più vicino.

Pesci: È tempo di tenerezza: Dopo un periodo un po’ stressante a causa dei molti impegni, ora è tempo di goderti un po’ di tranquillità anche perché tutto sembra andare a meraviglia per quanto riguarda il tuo cuore, i tuoi affetti e le tue amicizie. Goditi l’aspetto tenero della vita.


Un personaggio dell’Ariete: Doc Edgerton


Un personaggio dell’Ariete: Doc Edgerton

Lavora sodo. Comunica a tutti tutto ciò che conosci. Sigilla ogni accordo con una stretta di mano. Divertiti!


Queste poche frasi, così sbrigative ed energiche già la dicono lunga sul carattere di Doc Edgerton e già da sole fanno di lui un degno rappresentante del Segno dell’Ariete. Ingegnere e fotografo, Edgerton rivoluziona il modo di intendere la fotografia mettendo a punto una tecnica particolare con cui riesce ad ottenere immagini assolutamente innovative che “fissano il movimento” e danno la sensazione di “fermare il tempo”. In pratica la sua fotografia stroboscopica, consiste nel fissare su pellicola una successione di movimenti ravvicinati, tradotti in immagini multiple, ottenute con l’utilizzo di numerosi flash sincronizzati che scattano più volte al secondo in un ambiente buio. lI suo metodo avrà applicazioni sia in campo artistico che scientifico, la sua luce lampeggiante infatti troverà infinite applicazioni utili nella vita di ogni giorno, dalla pista dell'aeroporto alla fotocopiatrice dell'ufficio, però Edgerton resterà famoso soprattutto per le sue foto. Quelle immagini sono ormai icone del ventesimo secolo: la goccia che cadendo in un piattino crea magicamente una corona, il movimento fluido di una danzatrice, l'esplosione di un palloncino congelata nell’istante in cui avviene. Le sue fotografie stroboscopiche illustrano fenomeni scientifici in modo immediato e chiaro a milioni di persone. È anche per questo suo rapporto così stretto con il tempo e con la velocità che abbiamo scelto di parlare di lui come esponente del Segno Zodiacale con cui inizia la primavera.

Harold Eugene Edgerton è noto come “Doc” perché, come spiega suo figlio Bob “Era un tipo casalingo del Midwest. Qualcuno per cui hai rispetto, ma è amichevole, come un medico di campagna"

Harold Eugene Edgerton nasce a Fremont, in Nebraska, il 6 aprile 1903, ma quando Harold è alle scuole medie, la sua famiglia si stabilisce ad Aurora, sempre nel Nebraska. Ad Aurora c’è la centrale elettrica in cui Harold lavorerà come guardalinee e dove prenderà confidenza con l’elettricità. Frequenterà l'Università del Nebraska, dove nel 1925, si laureerà in ingegneria elettrica.

Un personaggio dell’Ariete: Doc Edgerton

Nel 1927 consegue il master e il nel 1931 il dottorato presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Cambridge. Insegna al MIT dal 1928 e diventa professore ordinario nel 1948. Nel 1928, appena laureato, si sposa con Esther May Garrett. Nel 1931 nasce la prima figlia, Mary Louise, seguita da William Eugene nel 1933 e da Robert Frank nel 1935.

Le fotografie di Harold giovane insegnante lo mostrano magro, biondo, con capelli pettinati all'indietro, vestito con un abito a tre pezzi e la cravatta di traverso. È molto amato dai suoi studenti per la sua gentilezza, per il suo calore, per la disponibilità ad aiutarli nel loro lavoro.

Comincia le sperimentazioni con i suoi tubi flash nel 1926 e, usando gas allo xeno, riesce a produrre lampi di luce ad alta intensità a intervalli più brevi di 1 / 1.000.000 di secondo. Ottiene così un flash che in pratica è uno stroboscopio, e con questo comincia a fotografare. All'inizio scatta solo foto di motori in movimento ma un giorno, nel 1932, puntando il flash sull'acqua che esce dal rubinetto del suo laboratorio, si accorge che sotto quel breve lampo di luce l'acqua diventa immobile come ghiaccio, mostrando la sua forma sconosciuta. Da quel momento Edgerton comincia a puntare il suo flash su tutto ciò che ha intorno, usando la fotografia per scoprire quello che è invisibile agli occhi. Il suo stupore è grande quando si accorge di quanto siano belle, da un punto di vista artistico, le immagini che ottiene, anche se i suoi esperimenti sono partiti con uno scopo prettamente scientifico. E se altri prima di lui avevano usato le fotografie con il flash per fissare e studiare le fasi dei movimenti di un corpo, Edgerton affina la tecnica per ottenere immagini capaci di parlare all’osservatore, così comunicative da racchiudere una spiegazione scientifica chiara anche per chi non abbia una particolare formazione in quel campo. Ecco allora la racchetta da tennis che si flette nell'impatto con la palla, mostrando come un oggetto rigido nell’impatto ad alta velocità diventi deformabile. Ma quell’immagine non è solo un documento, è anche artisticamente bella e comunicativa. Ecco perché non si accontenta di fotografare una goccia che cade ma con tanti tentativi vuole che l’impatto con il piattino crei una corona quasi perfetta. Nel 1937 le sue opere furono esposte nella prima mostra fotografica del Museum of Modern Art. Nel 1940 viene invitato dalla MGM per la realizzazione di un documentario sulla fotografia stroboscopica a lui ispirato e diretto da George Sidney, Quicker Than A Wink!, che vincerà l’Oscar come miglior cortometraggio.

Un personaggio dell’Ariete: Doc Edgerton

Nonostante i successi e i riconoscimenti sia come scienziato che come artista Edgerton continua a considerarsi soprattutto un insegnante e alcuni dei suoi ex allievi, come Kenneth Germeshausen e Herbert Grier, diventano suoi collaboratori in questa sua avventura di esplorazione dell’ignoto, grazie alla potenzialità della luce prodotta dalle sue macchine. Con il loro contributo e la collaborazione del fotografo Gjon Mili, la strumentazione migliora la sua potenza e le sua efficacia nel cogliere gli effetti invisibili del movimento. Nel 1940 al Boston Garden, dove si svolgono gare sportive, grazie all’attrezzatura di Edgerton, vengono scattate foto incredibili con gli atleti colti nel loro slancio, quasi come se volassero, con i particolari della muscolatura e dell’abbigliamento evidenziati nell’alterazione data dal movimento.

Durante la guerra gli strumenti di Edgerton trovano anche applicazione in campo bellico: le sue lampade, con dimensioni maggiorate, sono in grado di irradiare fino ad un miglio di distanza e permettono di fotografare dall’aereo il territorio sottostante. In questo modo il generale Patton potrà pianificare il percorso delle truppe americane verso la Germania. Nel dopoguerra l’attrezzatura servirà a fotografare i discutibili test nucleari dall'Aeronaut Air Corps.

Negli anni ’50 Edgerton collabora con Jacques Cousteau per fotografare i fondali marini, per avere immagini di quella vita misteriosa che palpita dove i sub non riescono ad arrivare. Per farlo metterà a punto, con il suo team, un particolare tipo di sonar a scansione laterale grazie al quale riesce a tracciare i contorni del fondo dell'oceano, estrapolando l'immagine dal suono. Questo strumento rappresenterà una vera rivoluzione nel campo dell'archeologia marina e dell'esplorazione oceanica.

Negli anni '70 Edgerton, con la collaborazione di Marty Klein, lavora alla creazione di attrezzature che possano sondare le misteriose profondità del lago di Loch Ness in Scozia, alla ricerca del famoso mostro. La mitica creatura non viene trovata in compenso vengono scoperte delle caverne subacquee e dei cromlech sommersi.

Continua intanto a svolgere a sua attività di insegnante fino al 1977, anno in cui va in pensione, pur continuando a frequentare il Campus del MIT. Negli anni '80 incurante di ictus, vertigini, e problemi cardiaci, continua ad andare al suo laboratorio come al solito. L’uomo che sapeva fermare il tempo muore a 86 anni, nella sala da pranzo della facoltà del MIT, il 4 gennaio 1990.

Poco dopo la sua morte, apriranno due centri scientifici per onorare la sua memoria, uno al MIT e uno a Aurora, nel Nebraska.





MARZO 2018

Il magico mondo dei fumetti e dei cartoni animati


Il magico mondo dei fumetti e dei cartoni animati

In questa puntata di Astromatta esploriamo il mondo dei cartoon, un mondo che prende forma grazie ad artisti di grande talento capaci di incantare e coinvolgere, con le storie e i personaggi nati dalla loro matita, sia adulti che bambini. Si tratta di un mondo molto vasto, che si allarga continuamente, che forse meriterebbe più di un viaggio attraverso quelle immagini che sanno prendere vita e trasportarci in avventure sempre nuove. Noi abbiamo deciso, per questa volta, di parlare di alcuni cartoonist italiani tra i più famosi, scegliendone dodici, uno per ogni Segno dello Zodiaco, e di vedere come i loro disegni mettano in luce le caratteristiche tipiche di ogni Segno.

Cominciamo dal Segno dei Pesci che governa questo periodo dell’anno.


PESCI: Giancarlo Alessandrini (20 marzo 1950) è il creatore grafico di Martin Mystère, il "Detective dell’impossibile" che indaga appunto sui misteri del passato e del presente. E quale argomento potrebbe essere più in sintonia con il Segno dei Pesci? Martin Mystére è un professore che, con il suo fido aiutante Java, si tuffa negli enigmi più strani, per venirne a capo. Java è un mistero a sua volta, un uomo di Neanderthal che si esprime con suoni gutturali, comprensibili solo a Mystère. Le avventurose ricerche di Atlantide, del segreto delle piramidi, degli UFO, dei fantasmi, ecc. sono rese interessanti anche dalla grande quantità di dati sull’argomento.


ARIETE: Bonvi, ovvero Franco Bonvicini, (31 marzo 1941) è il “papà” di Sturmtruppen, il buffo fumetto pubblicato tra il 1968 il 1995, ambientato nella seconda guerra mondiale, vista dalla parte delle truppe d’assalto tedesche. Le storie satiriche e surreali sono condite dalla nota strampalata della lingua parlata dai soldati: un italiano tedeschizzato. Il battagliero Segno dell’Ariete trova in Sturmtruppen una sua simpatica parodia. Di Bonvi ci piace citare anche i sette episodi delle “Storie dello spazio profondo” i cui protagonisti, un avventuriero spaziale e il suo amico robot ci portano a spasso tra le stelle.


Il magico mondo dei fumetti e dei cartoni animati

TORO: Gino Gavioli (9 maggio 1923) è l’inventore di molti personaggi simpatici e buffi, alcuni dei quali ebbero grande notorietà grazie a Carosello. Sono suoi Capitan Trinchetto, Cimabue, Tacabanda, Caio Gregorio e il cavallo di Vitaccia cavallina. La linearità dello stile un po’ geometrico con cui disegna i suoi personaggi e nello stesso tempo l’umanità che fa trapelare da essi sono tratti tipici del Segno del Toro. Citiamo anche il lungometraggio, Putiferio va alla guerra, che racconta di una guerra tra formiche con finale pacifista.


GEMELLI: Hugo Pratt (15 giugno 1927) è l’autore di Corto Maltese, personaggio complesso e interessante, un po’ eroe, un po’ pirata, con quella duplicità tipica del Segno dei Gemelli. Corto Maltese vive mille avventure ma sa mantenere un sguardo distaccato e ironico in ogni situazione, il che non gli impedisce di far sue le cause dei più deboli, manifestando per loro simpatia e partecipazione.

La prima avventura di Corto, Una ballata del mare salato, ha rappresentato una tappa significativa nel mondo del fumetto ed è considerata una delle prime graphic novel.


CANCRO: Guido Crepax (15 luglio 1933) ha fatto nascere Valentina, la fotografa, sexy e onirica ragazza che vive strane storie in cui tra la realtà e il sogno non esiste nessun confine. Con i capelli neri tagliati a caschetto, i grandi occhi chiari, il bel corpo spesso nudo, Valentina si muove tra fantasie erotiche e mondo della moda, della letteratura e dell’arte. Crepax fa nascere Valentina il 25 dicembre del 1942 ma le storie che inventa per lei, così profondamente oniriche, rappresentano bene il Segno del Cancro.


LEONE: Dino Battaglia (1 agosto 1923) ha una vasta produzione di storie a fumetti, vere trasposizioni in immagini di fiabe antiche, romanzi cavallereschi e opere di autori classici, tra cui Rabelais, Poe, Lovecraft, Stevenson, Hoffmann e Maupassant. La tecnica di Battaglia consente di creare degli ambientazioni misteriose e a volte inquietanti. Il legame con il passato, il ricordo, la storia è un tratto tipico del Leone, ma Battaglia si spinge anche nella fantascienza con I cinque della Selena, su testi di Mino Milani, pubblicato nel 1965 sul Corriere dei Piccoli, in cui racconta il viaggio di cinque astronauti, il loro contatto ravvicinato con gli alieni e la decisione che cambierà la loro vita.


Il magico mondo dei fumetti e dei cartoni animati

VERGINE: Milo Manara (12 settembre 1945) è noto soprattutto per la sensuale bellezza che emanano i suoi disegni. La produzione di Manara è vastissima e spazia dalle storie realizzate per il Corriere dei Ragazzi alla satira dello Scimmiotto, dal mistero de L’uomo delle nevi, all’ambientazione western de L’uomo di carta, dai dodici tondi dello Zodiaco all’erotismo di Miele alla recente biografia Caravaggio, la tavolozza e la spada per citar solo alcune delle sue opere. Forse il suo personaggio più famoso è comunque Claudia Cristiani de Il gioco. Claudia è una donna ricca e bellissima ma un po’ rigida. A causa di uno strano marchingegno, perde ogni inibizione e le sue pulsioni trovano libero sfogo. Il gioco permette a Manara di mettere a nudo le ipocrisie borghesi ma mostra anche un aspetto della Vergine spesso un po’ troppo trattenuta nell’esprimere la sua istintualità.


BILANCIA: Sergio Toppi (11 ottobre 1932) debutta nel mondo dei fumetti con Il Corriere dei Piccoli e da allora disegna leggende storie di vari popoli e vite di personaggi storici, sviluppando nel tempo uno stile molto personale e innovativo. Sono famose le 22 lamine dei Tarocchi che dipinge nel 1989. La sua ricerca stilistica ed estetica sottolinea l’amore per il bello tipico della Bilancia, ma anche la ricerca di qualcosa di essenziale che vada oltre il mondo delle forme.


SCORPIONE: Claudio Villa (31 ottobre 1959) è il creatore grafico Dylan Dog, il personaggio ideato da Tiziano Sclavi. Dylan Dog è uno dei protagonisti più noti del fumetto italiano, è un detective sui generis con un metodo d’indagine tutto particolare: Dopo aver scartato tutte le ipotesi possibili - afferma- quello che resta è il mio mestiere: l'incubo. Dylan si muove quindi in un ambiente affine al mondo a forti tinte che piace allo Scorpione. Villa disegna Dylan con la faccia di Rupert Everett, con un fisico elegante e con un abbigliamento tipico: jeans, giacca nera e camicia rossa. Ex alcolista, vegetariano, animalista e non violento ha un passato misterioso che viene in parte svelato man mano durante le sue avventure.


Il magico mondo dei fumetti e dei cartoni animati

SAGITTARIO: Silver è lo pseudonimo di Guido Silvestri (9 dicembre 1952). Silver è il creatore di Lupo Alberto, buffo e simpatico personaggio, perdutamente innamorato della gallina Marta. C’è in Lupo Alberto un po’ dell’anima ingenua del Sagittario, del senso dell’avventura vissuta vicino a casa, dell’importanza dell’amicizia che Alberto sente per gli altri animali dell’assemblea del bosco, in particolare Enrico la Talpa. Altra caratteristica di Alberto è il senso d’indipendenza che lo porta a rifiutare il matrimonio e a vivere a solo. Lupo Alberto esordisce sul Corriere dei Ragazzi nel 1972 e da lì prosegue la sua strada verso il successo arricchendosi anche di contenuti più complessi come la satira politica o temi sociali trattati con ironia.


CAPRICORNO: Osvaldo Cavandoli (1º gennaio 1920) è stato il creatore della Linea e dell’omino che su di essa vive, in un mondo assolutamente essenziale che ci ricorda il carattere del Capricorno. L’omino parla una lingua praticamente incomprensibile, più che altro un insieme di suoni che però sanno esprimere con molta evidenza tutti gli stati d’animo del piccolo protagonista. L’omino ha un carattere molto spiccato e deciso, procede con grande determinazione sul suo cammino e si arrabbia quando la linea si interrompe. Il suo autore deve immediatamente intervenire disegnandone la continuazione orizzontale o qualcosa, un ponte, un’automobile… che possa farlo continuare nel suo percorso. E se l’interruzione lo rende furioso la soluzione del suo problema o l’incontro con altri personaggi di suo gradimento gli strappano gorgoglii di piacere.

La Linea troverà la sua fortuna e la sua dannazione diventando un dei personaggi di Carosello e pubblicizzando una nota marca di pentole a pressione. Da un lato infatti diventa in breve tempo famosissima ma, in Italia, finisce con l’essere imprigionata nella pubblicità e col non poter più avere vita autonoma.


ACQUARIO: Cavez, ovvero Massimo Cavezzali (11 febbraio 1950) con le sue battute irriverenti e surreali rappresenta bene il Segno dell’Acquario. Il suo personaggio più noto è un omino col nasone e gli occhi a pallina che affronta temi esistenziali o di vita quotidiana, con una logica tutta sua. Con estrema naturalezza parla spesso con Dio da pari a pari. Le vignette di Cavez hanno una grande immediatezza e sembrano disegnate lì al momento, come per un’idea, un’intuizione improvvisa, come se quella cosa che prima sembrava normale avesse improvvisamente mostrato il suo lato umoristico. L’omino fa considerazioni buffe ma mai banali.

Tra gli altri personaggi nati dalla matita di Cavez o che danno voce alle sue battute, ci sono i gattini Kit e Kat disegnati da Camerini.


Previsioni per il mese

          

Pesci: Soddisfazioni in arrivo: L’impegno che hai messo nel progettare, ma soprattutto nel fare, porta ora i suoi frutti e arriveranno per te risultati e successi.

Ariete: Il risveglio della natura: Se la primavera è il risveglio della natura, questa primavera in particolare vedrà il risveglio della tua natura più profonda e vera. Lasciala fiorire.

Toro: Che la forza sia con te!: Il desiderio di rinascita dello scorso mese sta prendendo forza e ti porta a cominciare un nuovo capitolo della tua vita.

Gemelli: Una ventata di ottimismo: Complice il vento di primavera stai liberandoti dalle vecchie cose e dall’umore un po’ appannato che ha caratterizzato gli ultimi periodi. Ti stai anche accorgendo di aver conquistato cose importanti.

Cancro: Guadare il torrente: Davanti a te la strada non è liscia e comoda, ci sono sassi e anche un torrente da superare. Le difficoltà sono soprattutto nei rapporti con le persone. Puoi trovare difficoltà ad entrare in sintonia con gli altri.

Leone: Iniezioni di fiducia: Puoi abbandonare le diffidenze e i malumori perché si apre per te un periodo positivo, in cui riconquistare il tuo buonumore e il tuo ottimismo.

Vergine: Guardati intorno: Questo mese le stelle ti suggeriscono prudenza, attenzione e serietà. Osserva quel che succede intorno a te e muoviti con consapevolezza.

Bilancia: A volte basta poco: Non esagerare con il perfezionismo, che tra l’altro deriva dalle tue insicurezze. Gli altri non ti chiedono la perfezione, preferiscono un gesto di affetto e vicinanza.

Scorpione: Energia nuova: Il futuro parla di novità positive e interessanti, il passato con la sua influenza si sta allontanando. Sei pronto per un nuovo capitolo della tua vita?

Sagittario: Amicizia e amore: In questo mese, per te, sono favoriti i rapporti con gli altri. La tua energia, la voglia di comunicare e di fare nuove conoscenze ed esperienze ti porteranno anche a realizzare progetti interessanti.

Capricorno: Siediti e aspetta: Hai lavorato parecchio nell’ultimo periodo e questo mese ti consiglia invece la calma. Prendi tempo, non correre dietro a niente, goditi un po’ di relax.

Acquario: Parole utili: Alle volte le parole confondono ma questa volta sono necessarie a spiegarsi, a chiarire, a risolvere situazioni lasciate i sospeso. Intanto l’arrivo della primavera ti regalerà nuove energie.


Un personaggio dei Pesci: Bruno Bozzetto


In questa puntata abbiamo la fortuna di ascoltare il nostro protagonista raccontato da se stesso, visto che Bruno Bozzetto ha accettato di rispondere alle nostre domande, parlandoci di sé, del suo mondo, della sua passione per il cinema, dei suoi successi e della sua vita, sempre con umorismo e simpatia. Bruno Bozzetto è uno dei più noti cartoonist italiani. Nato a Milano il 3 marzo 1938, Bruno, degno rappresentante del Segno dei Pesci, sembra tuffarsi nelle situazioni per trarne un’intuizione, un’idea, una storia da raccontare in modo personale e nuovo. Il mondo dei Pesci, dove realtà e sogno non sono mai divisi, è come un immenso mare in cui convivono infinite cose, esseri, situazioni da cui trarre spunti sempre nuovi e interessanti.


Un personaggio dei Pesci: Bruno Bozzetto

Quando hai scoperto la tua passione per il disegno e in particolare per i cartoni animati?

Ho sempre pasticciato, non ho mai “disegnato” e non ho mai fatto scuole di disegno. Ho sempre avuto la passione, probabilmente perché mio nonno era pittore e io ho ereditato questo DNA da lui. Facevo pupazzetti, come li chiamavo io. Erano proprio degli schizzi di persone in movimento e infatti ricordo che mio padre diceva: “Hanno un grande movimento!”. Il personaggio correva, saltava, si arrampicava, era molto vivo e questo è stato il primo tipo di disegno istintivo, che mi portava già verso l’animazione. La mia grande passione è però sempre stata il film dal vero: ero appassionato, appassionatissimo, e lo sono ancora, di cinema dal vero. Mi interessavano le storie, la sceneggiatura, mi interessava tutto del cinema. L’animazione mi piaceva ma non la ritenevo così importante. Quando però ho fatto i primi tentativi, ho visto che era molto difficile fare film dal vero, perché non avevo gli attori, le attrezzature, dovevo far tutto da solo e la cosa era complessa. Pian piano, pur mantenendo la passione per il cinema dal vero, ho cominciato a fare degli esperimenti con i disegni animati. Erano esperimenti elementari, ad esempio prendevo Paperino, cercavo di farlo camminare e costruivo delle piccole storie. A Milano ero socio del Cine club e proprio lì mi hanno stimolato a continuare. In quel periodo non si vedeva praticamente nulla, di cinema d’animazione, tranne Walt Disney. Questo è stato un po’ l’inizio. Del cinema mi affascinava soprattutto il montaggio. Ritenevo, e ritengo ancora oggi, il montaggio come una delle parti più belle del cinema. Praticamente con il montaggio crei un secondo film: quello che giri è importante ma è il montaggio la vera creazione del film. Il montaggio e il sonoro mi appassionavano molto. Quando ho fatto il mio primo film, quello che più mi ha spinto è stato però il desiderio di raccontare qualcosa, il mio punto di vista. il bello dell’animazione poi è la sintesi, la concentrazione: puoi raccontare in pochi secondi storie lunghe tre o quattromila anni. Il mio primo film è stato La storia delle armi in cui raccontavo come sono nate le armi, ovviamente in maniera sarcastica, ironica. Questo è stato sempre il mio desiderio: parlare dell’uomo. Fin da piccolo non ero affascinato dagli animali, forse perché ne avevo visti tanti con Walt Disney ed era anche impossibile imitarli, quello che mi interessava era l’uomo. I libri che leggevo mi portavano verso l’etologia, verso il confronto tra l’uomo e gli animali, il rapporto tra uomo e natura, il comportamento dell’uomo… erano queste le cose che mi attiravano.


Trattando tutto sempre con umorismo...

L’umorismo è alla base, se non c’è l’umorismo non mi interessa. Non è un documentario, è il punto di vista di una persona che osserva le cose da un’altra angolazione, si distacca e le guarda con la capacità di riderci sopra anche se sono tragiche. Più o meno tutti i miei film vertono su questi argomenti, poi va be’ ci sono anche altri tipi di storie più semplici, racconti. Ma è difficile, di solito c’è un punto di vista personale, un’interpretazione di quello che leggo, vedo, osservo intorno a me.


Da piccolino che tipo di bambino eri? Avevi già questa spiccata propensione ad osservare con umorismo le cose?

No, no ero molto timido. Io sono figlio unico. Non stavo da solo perché, finché ho vissuto a Bergamo, avevo tanti amici nel condominio, si giocava in strada al pallone… Io ero molto amante dello sport, molto agile. Mio padre mi ha insegnato a non guardare gli sport ma a farli. Mi portava in montagna e ho fatto tantissime camminate con lui. Mister Tao, che è un film interessante, di pochi minuti, nasce proprio dall’essere andato per ore e ore in montagna con mio padre a camminare e anche a fare qualche scalata.


Quindi hai anche stabilito un rapporto stretto con la natura…

Sicuramente. Per me camminare anche cinque ore da solo era normale, mi piaceva, mi permetteva di concentrarmi e di riflettere. Ero abbastanza chiuso, abbastanza timido. Poi quando ci siamo trasferiti a Milano ho avuto un po’ un trauma. Sono arrivato a Milano in autunno, con la nebbia, in una città che non aveva niente a che fare con Bergamo, senza amici… insomma è stato un po’ un trauma. Che mi ha ispirato probabilmente anche dei film, come Una vita in scatola… perché sono cose su cui si può riflettere.

Poi a Milano è nato il lavoro. A parte gli esperimenti, i primi film hanno avuto successo. Ero l’unico italiano che andava ai festival dei film d’animazione, all’inizio. Così ho conosciuto molti stranieri, mi son trovato in mezzo ad americani, cecoslovacchi, iugoslavi, francesi. Ho potuto anche toccare con mano un mondo di animazione che in Italia era totalmente sconosciuto. E’ stato un contatto col mondo che mi ha dato amici un po’ dappertutto e questo è stato un grosso aiuto. Gli italiani quando vanno all’estero e sono in gruppo tendono a star tra loro, si mettono al tavolo tutti insieme, escono tra di loro. Io lì ero solo e così ero obbligato ad andare al tavolo con canadesi, tedeschi e tanti altri e quindi imparavo, sentivo, diventavo loro amico e poi quando viaggiavo andavo a trovarli e questo mi ha dato una grande apertura.

Un personaggio dei Pesci: Bruno Bozzetto

Devo dire che, all’inizio, sono stato l’unico tra gli italiani ad entrare nel mondo dell’animazione dalla parte più bella, dalla parte artistica e creativa, gli altri sono entrati tutti dall’altra parte, quella pubblicitaria e commerciale. Loro facevano i soldi e io no, ma la differenza era che io potevo andare ai festival perché avevo dei prodotti miei e mi piazzavo in mezzo agli altri e loro non avevano nulla. La mia è stata una scelta istintiva che però mi ha aiutato parecchio, mi ha permesso di mettere i piedi in due scarpe, perché poi la pubblicità è arrivata lo stesso ma io l’ho sempre considerata secondaria, dal punto di vista creativo. Era fondamentale dal punto di vista finanziario, perché mi permetteva di mantenere lo studio, però secondaria dal mio punto di vista. Infatti appena ho potuto, e appena ho avuto dei collaboratori bravi, ho lasciato fare a loro e io mi sono ritirato nel mio mondo a fare lungometraggi e cortometraggi. E’ stata una scelta un po’ fortuita e un po’ voluta. Sempre per quanto riguarda i miei inizi devo dire di aver avuto un padre formidabile che, pur lavorando in un settore totalmente diverso e non capendo nulla di animazione, mi ha sempre aiutato. La prima macchina da presa me l’ha costruita lui su un asse da stiro di mia madre. Facevamo le colonne sonore insieme, passavamo ore insieme, mi aiutava tecnicamente. Era un piccolo genio, abilissimo manualmente a costruire cose e quindi il suo aiuto e il suo supporto morale per me sono stati importantissimi.


A proposito dei personaggi, a parte il Signor Rossi, che credo sia un po’ un tuo alter ego, qual è quello a cui sei rimasto più affezionato?… Se c’è!

A tutti e a nessuno. Il signor Rossi è quello che cito per primo ma non è quello che preferisco. Preferisco Johnny di West and Soda. Io amo i film western e mi piace questo eroe un po’ taciturno che non spara, che è un po’ fuori di testa. Mini Vip mi è simpatico perché non può fare più di tanto però si ingegna e rispetto al fratello riesce anche ad uscirne meglio. Mi piace anche fisicamente. Calcola che non nasce dai supereroi ma da una specie di caricatura dell’uomo mascherato, un fumetto di Falk e Moore, che io leggevo... anzi bevevo a otto, nove anni! Li ho ancora tutti quei giornalini! Dal punto di vista grafico è lui, nel senso che ha il naso aquilino, ha il costume rosso… Quello là era un supereroe, cioè in realtà era solo uno coi muscoli che tirava cazzotti e non faceva niente di soprannaturale, comunque Mini Vip nasce da lui. Poi negli anni si è pensato di dargli un fratello: Super Vip. Poi… altri personaggi… mi piace il gatto del Valzer triste perché è un gatto vero in una situazione vera. Era un gatto di mia moglie e io l’ho fatto rivivere in un condominio invece che nella villa della famiglia di mia moglie, una villa che poi hanno distrutto e questo gatto non voleva saperne di andar via dalle macerie… Insomma c’è una parte vera. Ti dirò però che ai personaggi ti affezioni se poi li reincontri ancora. Se li abbandoni magari li rivedi con piacere, ma ormai loro sono là e tu sei qui. Il personaggio vero è quello che riprendi. Proprio in questi giorni abbiamo finito una graphic novel, disegnata un fantastico disegnatore che si chiama Gregory Panaccione, una pubblicazione che uscirà in Italia probabilmente in giugno, edita dalla BAO. Un libro molto divertente, che tra poco uscirà in Francia, perché nasce in Francia da una casa editrice Francese. Non avevo mai fatto fumetti e volevo sperimentare anche questo. Sembrano tutti entusiasti, vedremo cosa succederà. E’ nata da una sceneggiatura che avevo scritto con Nicola Ioppolo sei anni fa, per un lungometraggio. Visto che non si riusciva a fare il film (in Italia i soldi non si trovano mai) piuttosto che buttarla via quando si è presentata l’occasione l‘abbiamo proposta in Francia. Così è stata realizzata come graphic novel. Abbiamo ripreso Super Vip e Mini Vip e mi sono riaffezionato a loro. Sono sei mesi che ci sto lavorando più o meno tutte le settimane ed è un piacere rivedere un personaggio dopo tanti anni.


Prima hai nominato il gatto e credo che tu abbia anche un rapporto particolare con gli animali, mi riferisco in particolare a Beeelen, di cui mi sono innamorata anch’io vedendo le sue foto e le tue vignette. Ma come è nata la tua storia di amicizia con questa pecora meravigliosa?

Io abito in campagna alla periferia di Bergamo , abbiamo un terreno grande e accanto a noi ci sono altri terreni. Uno di questi viene dato a dei pastori che una volta all’anno arrivano col loro gregge, stanno qui due o tre giorni e poi se ne vanno. Quella volta il pastore col gregge è ripartito una mattina prima dell’alba e non si sa come ha dimenticato un agnellino. Questo si è messo a piangere disperato e il contadino che abita lì vicino sentendolo piangere lo ha preso, ma non poteva tenerlo e ha chiesto a noi. Mio figlio e mia nuora, che hanno anche loro una casetta nel terreno in cui siamo anche noi, hanno detto “Proviamo a tenerlo noi”. Per un mese è rimasto in salotto da loro dentro uno scatolone di cartone. Poi non ci stava più. Allora l’hanno spostato in una casetta di legno che era stata regalata dalla nonna ai miei nipotini. Ormai è una pecora e ha dimostrato, come del resto tutti gli animali, se non li prendi a calci, di essere intelligente. Beeelen è simpatica e intelligente solo che è diventata così grande che è un problema farla entrare in casa. La si fa entrare solo ogni tanto… anche perché sfascia tutto! Si appoggia al tavolo e lo butta giù. Anche all’aperto è un po’ distruttiva, non per cattiveria ma perché deve fare qualcosa. Se trova una scatola o un secchio lei li distrugge, deve schiacciarli, ha tolto tutti i bloccafinestra. L’ultima che ha fatto è stata prendere con la bocca la striscia di gomma del tergicristallo della macchina di mia figlia, sfilandola completamente. Insomma non è sempre facile convivere.

Un personaggio dei Pesci: Bruno Bozzetto


Forse perché è da sola…

Probabilmente è anche quello. Abbiamo pensato di prenderne un’altra ma già non era chiaro se potevamo tenerne una! Temevamo di essere denunciati perché avevamo una pecora. Poi c’è anche il pericolo che la seconda arrivata si adegui a quello che fa la prima, così se la prima vuol entrare in casa lo vuole anche la seconda… Volevamo prendere una capretta ma abbiamo un po’ paura perché a volte mettere insieme due animali non si sa come reagiscano. Ad esempio abbiamo due cagnoline che sono gelosissime, se una mi fa le feste l’altra impazzisce. E una delle due ha paura di Beeelen. Poi abbiamo anche un gatto… Bisogna capire come ragionano loro e a volte non è facile. Mi sforzo continuamente di mettermi nei loro panni. I miei figli e mia moglie dedicano un sacco di tempo a Beeelen, a tenere pulita la casetta ogni giorno e questo li ha fatti avvicinare ancora di più a lei. Mia moglie che le porta anche da mangiare si può dire che sia ormai un tutt’uno con Beeelen. Noi in famiglia di solito siamo in quattro perché due dei miei figli sono sempre qui, a volte arriva anche l’altro da Milano e quindi siamo in cinque e c’è un miscuglio di comportamenti, sembra un circo! Io sono figlio unico, mia moglie viene da una famiglia in cui sono 12 fratelli, siamo un miscuglio curioso. Le volte che sono andato da loro ai pranzi di Natale ero terrorizzato perché loro saranno stati più di quaranta. Mia moglie fin da piccola è sempre stata con gli animali, ha avuto una capra, in tempo di guerra avevano le galline, gatti, un pappagallo addomesticato… Ha avuto di tutto! D’altronde in casa mia sono entrati i furetti, le oche…


Ti faccio ancora una domanda: quali sogni hai realizzato nella tua vita e quali hai ancora nel cassetto?

I sogni che avevo… le idee che avevo le ho realizzate quasi tutte. Per quanto riguarda i film se avevo un’idea la realizzavo, a costo di farla da solo ma la facevo. Sogni che non siano realizzati… uno è stato un lungometraggio che si chiamava Mamuk a cui ho lavorato almeno un anno o due e che era molto bello nei disegni originali, solo che in Italia se non lo produci tu non trovi nessuno che ti dia i soldi, o per lo meno io non son capace di trovarli. E quindi questo film è morto. Il secondo film… adesso è passato il tempo e me lo ricordo anche poco. Di sceneggiature poi ne ho scritte altre sei o sette con Maurizio Nichetti, anche per film dal vero ne no scritte parecchie. Erano belle ci piaceva realizzarle… poi però quando passa il tempo si passa ad altro. Un altro sogno era questo film che abbiamo realizzato come graphic novel. Sotto certi aspetti così è anche più bello, perché in un film entra la collaborazione di parecchie persone che portano dei contributi ma “sporcano” anche l’idea originale. L’idea originale è molto pulita, man mano che entrano delle collaborazioni uno aggiunge questo, uno cambia quello, uno ha un’altra idea… tante volte si parte in una maniera e si finisce in un’altra. Magari è più bello eh, intendiamoci, ma è modificato. Invece questo è nato così, c’è stato un solo disegnatore, che oltretutto ragiona come me, ha uno spirito simile al mio, e il libro è uscito esattamente come era stato progettato. E’ stato solo visualizzato benissimo. Era un racconto carino, che a me piaceva. Ecco anche questo sogno l’ho realizzato. Altri sogni no…adesso poi ne ho sempre meno. Quando uno arriva alla nostra età l’entusiasmo che c’è nei giovani non esiste più, si ha un altro tipo d’approccio e soprattutto si è costretti a fare ottanta cose contemporaneamente. Quando facevamo un lavoro, noi facevamo solo quello. Oggi è impossibile, io dalla mattina a mezzogiorno avrò fatto settanta, ottanta cose diverse, perché arriva una lettera, arriva una richiesta, interrompo il disegno che stavo facendo, c’è uno che chiama per un lavoro, una sceneggiatura che mi chiedono di leggere… insomma troppe cose. Non ho più il mio tempo tanto è vero che ho detto: Tra poco compio gli ottant’anni, chiudo la porta e butto via la chiave. Voglio fare quello che dico io della mia vita. Probabilmente sarò anche un po’ antipatico. Ho già risposto no a tre cose: una era anche grossa… una Como, una a Trento un’altra addirittura a New York. Ma io ho detto: No, mi spiace non ho più voglia, basta. Voglio far la mia vita quindi in questo momento voglio tornar bambino, pensare alle cose che mi divertono, possibilmente pensare a me, alla mia famiglia e basta, perché mi sembra anche giusto. Io ho dato tantissimo. Mi invitavano e io andavo dappertutto. Adesso devo cominciare un po’ a dir di no. E questo lo so non è bello ma è una scelta. Tutti mi dicono che non lo saprò fare ma…

Ecco una delle cose che mi sarebbe piaciuta, e poi ho fatto pochissimo, era fare film dal vero. Ne ho fatto uno intitolato Sotto il ristorante cinese che non è brutto. E’ uscito da poco in DVD. L’ho fatto, non è andato bene e quindi si è chiuso tutto lì, però devo dire che fare film dal vero mi piaceva, perché sei a contatto con la gente, ci si muove, nascono delle idee proprio da questo modo di lavorare che è tutto diverso dal cartone animato. Il cartone animato è tutto riflessivo ed è di concentrazione, il film dal vero ti obbliga a concentrarti meno perché sei in mezzo alla gente, in mezzo a problemi continui, però è affascinante. Il mio primo esperimento è stato bello, mi son divertito e mi son stancato da morire, come costruire un grattacielo, però è finita lì. Io con un film ne ho fatti due: il primo e l’ultimo.

Un personaggio dei Pesci: Bruno Bozzetto


Magari ne farai un altro…

Il problema è che occorrono energie perché un film dal vero, è una fatica di cui uno non si rende conto. Dalla mattina alle sette a mezzanotte non c’è mai requie. E questo per un mese, un mese e mezzo senza sabati o domeniche che tengano. E questo devo dire non l’avevo considerato. Va be’ quando l’ho fatto avevo un’età accettabile, mentre adesso ne ho un po’ tanta, però anche i miei collaboratori alla fine erano morti… Ero sostenuto dalla forza di volontà del cavaliere inesistente di Calvino! Stavo in piedi proprio perché l’adrenalina, la voglia di fare, l’entusiasmo mi tenevano su. Ma poi crolli, e crolli proprio come un sacco di patate… morto. Però è bello! Mi è spiaciuto un po’ non aver potuto far qualcosa di più nel “dal vero”. Oggi poi con tutti quegli effetti speciali… quel che si può fare… Io ho mio figlio Fabio che è veramente bravo in quel settore e che è nato proprio con la passione per gli effetti speciali e lui col computer fa delle cose allucinanti! E’ bello vedere come trasforma una scena normale la e la fa diventare magica. Ecco, avendo questi mezzi oggi è possibile raccontare storie più vicine al disegno animato ma utilizzando gli attori. Io continuo a dire che se nascessi oggi continuerei a fare i lungometraggi col telefonino, perché posso farlo con pochi mezzi, però dando molta importanza al montaggio. Mi piace la facilità di poter girare dovunque, dalla metropolitana, alla cantina a qualsiasi posto. Penso che si potrebbe fare veramente qualcosa di… bisogna sapere cosa raccontare e dove andare a… Mi spiace di non avere le energie per fare un film con la gente. Quello lo farei molto volentieri. Va be’… prossima vita.


Adesso ci sono mezzi che possono magari rendere più semplice o meno faticoso il lavoro.

Ma non c’è più lo stesso entusiasmo. Anche perché devo dire che quando lavoravamo noi c’era il piacere della creazione, c’era poco in giro e quello che si faceva aveva tutto il sapore di una novità. Oggi con internet e con quello che si vede… io continuo a ripeterlo: se arrivasse oggi Leonardo da Vinci nel nostro mondo non lo noterebbe nessuno, sarebbe uno sconosciuto. Perché io vedo cose tali, di tale abilità nel disegno, nelle illustrazioni, nelle fotografie, nel cinema… vedo delle cose allucinanti e ne vedo talmente tante che mi tolgono la voglia di farle. Ti dico una cosa, quando devo trovare il titolo di un film vado a cercare su internet e vedo che non esiste un nome in italiano o in inglese o anche una composizione di due nomi messi insieme che non esista già. Mi distrugge. Ma possibile che ci sia tutto? Ma allora cosa sto a fare?


Va be’ però il tuo punto di vista sarà sempre personale…

Sì, io in questo momento sto parlando di una scritta, un nome. Un discorso completo è ovvio che se è personale è diverso in ogni caso, però se uno vuol cercare su un argomento qualcosa… trova praticamente tutto su qualsiasi argomento, quindi l’originalità non sta più in un argomento o nel modo di trattare quell’argomento ma su come si mettono insieme cose diverse e su come si compone un puzzle diverso. Ma gli argomenti ci sono tutti, tutti e tutti sviscerati. Questo un po’ mi deprime e mi dico: ma possibile? Ecco, adesso siamo in contatto con tutto il mondo. Io se avevo un’idea non sapevo se al Polo Nord l’aveva già avuta qualcuno, oggi lo so. Se Giacomino fa qualcosa io la vedo dopo un’ora e così mi frega. Oggi, forse, per far qualcosa di nuovo bisognerebbe non guardare internet, fregarsene del tutto, fare quello che si vuole giocando al buio e rischiando. Se ho un’idea veramente originale, potrei sbagliare e scoprire che qualcuno l’ha già realizzata, oppure faccio qualcosa di nuovo. Ma se mi documento è finita. Sono stato a insegnare all’Istituto Europeo di Design a Milano, quando gli allievi hanno cominciato a fare un loro film hanno passato più di un mese a documentarsi, il che vuol dire che hanno guardato tutto quello che c’era sull’orso bianco, su come son fatti gli igloo, sul tipo di ghiaccio che esiste… sapevano di tutto e di più ma si erano anche svuotati, avevano perso la loro capacità creativa. Quando ho in mente un orso bianco è un’idea ma quando ne ho visti quindici o venti sicuramente non ho più la forza di andare avanti sulla mia idea, vengo influenzato dagli altri e perdo l’immediatezza che a volte è la cosa più bella.


Magari troverai di nuovo qualche storia, qualche soggetto che ti verrà voglia di raccontare

Guarda, quando parlo quello che dico vale fino a domani mattina, perché poi domani mattina può cambiare tutto… Però in questo momento la penso così… poi boh…



Alcune opere di Bruno Bozzetto citate nell’intervista:

Mister Tao: https://www.youtube.com/watch?v=wKMRg5vHzW0

La storia delle armi: https://www.youtube.com/watch?v=-lnHsdgYLUg

Una vita in scatola: https://www.youtube.com/watch?v=q1mHbGvhjps

Il signor Rossi: https://www.youtube.com/watch?v=39nkRH91ILQ

Minivip: https://www.youtube.com/watch?v=lMZ4XVO0V-Y

Valzer triste: https://www.youtube.com/watch?v=APSEYn7CqzQ

West and soda: https://www.youtube.com/watch?v=zsA9iKPLGJE





FEBBRAIO 2018

Segni e… sogni


Ora io non so se ero allora un uomo che sognava di essere farfalla, o se sono ora una farfalla, che sogna di essere uomo.

Così si esprimeva Chuang-Tzu filosofo e mistico cinese nato nel 370 a.C. circa, ponendo un interessante interrogativo sulla realtà dei sogni e della stessa dimensione che noi percepiamo quando siamo svegli. E in effetti che cosa sono i sogni? Perché la notte, indipendentemente dalla nostra volontà ci troviamo a guardare questi strani filmati che ci coinvolgono come protagonisti? Il corpo rimane nel letto ma noi veniamo a trovarci in luoghi a volte familiari e a volte lontani, sconosciuti, misteriosi e viviamo situazioni che in quel momento hanno una realtà non diversa da quella che sperimentiamo nella veglia e che appare strana solo quando riapriamo gli occhi.

Segni e… sogni

Il mondo onirico ha catturato l’interesse di scienziati, filosofi e artisti di ogni tempo, sfuggente ma anche reale è oggetto di studi, sperimentazioni, poesie, dipinti… Il sogno sfugge all’esperienza sensoriale del corpo ma il mondo in cui noi viviamo da svegli è poi tanto più “reale”? Noi viviamo in mondo che in effetti è una costruzione fatta dal nostro cervello, sulla base dei segnali che arrivano dai sensi, e quindi quella che noi chiamiamo realtà è poi sostanzialmente così diversa dalla dimensione in cui entriamo dormendo?

La storia parla di uso profetico dei sogni presso i popoli antichi, testi sacri e poemi raccontano di sogni che modificarono le vite dei sognatori stessi o addirittura di interi popoli, la psicoanalisi freudiana li ha elevati a importanti elementi per comprendere e curare i disturbi della psiche, la ricerca scientifica ufficiale ha cercato di capire la sede anatomica in cui si formano e la loro fisiologia. Si è visto che il fenomeno onirico avviene nella parte più antica del cervello e più precisamente nell’ippocampo, e si sviluppa nella fase REM del sonno, quando gli occhi del dormiente hanno rapidi movimenti. La fase REM si alterna ad una fase N-REM, senza sogni, in cicli che si ripetono quattro o cinque volte per notte. Quindi noi tutti sogniamo più volte durante la notte anche se magari non ricordiamo nulla al mattino. Nonostante queste scoperte la vera natura del sogno resta ancora misteriosa. Non è sufficiente infatti nemmeno la rilevazione delle differenti onde emesse dal nostro cervello durante le fasi del sonno per capire che cosa sia il sogno e che cosa rappresenti all’interno della nostra esperienza di viventi. A saperne di più sul mondo onirico, sul suo significato e sulle sue potenzialità sono invece gli antichi druidi, come ci racconta Giancarlo Barbadoro nel suo articolo VIAGGIO NEL SOGNO LUCIDO. Secondo l'antico sciamanesimo druidico - scrive Barbadoro - la coscienza non si annulla mai e la condizione di sonno è caratterizzata da una precisa sequenza di "stanze" che l'individuo attraversa seguendo un "percorso onirico" che parte dal bordo della condizione di veglia per scendere sino ai più profondi archetipi della mente, dove cervello e astrazione archetipale si incontrano e si fondono. Per poi risalire nuovamente alla prima stanza in un processo altalenante di circa quattro-cinque cicli per notte. Nell’articolo sono descritte le quattro stanze attraverso cui si sviluppa ogni notte più volte il nostro viaggio di discesa e risalita. Come se prendessimo un ascensore verso il basso passiamo dal sogno immaginativo, così vicino allo stato di veglia da catturarne degli elementi, inserendoli nel contesto onirico, al sogno personale in cui vengono rivissute scene, emozioni o situazioni sperimentate nella veglia, per passare poi alla stanza delle quattro porte, in cui è possibile affacciarsi a dimensioni non convenzionali incontrando ad esempio altri esseri, viventi o non più vivi, per arrivare infine al sogno archetipale, un’esperienza al limite del pericolo di non ritornare più indietro. I druidi sapevano muoversi in questa dimensione e proprio qui potevano incontrarsi tra loro e dialogare anche con altre creature, applicando la tecnica del sogno lucido, che consente al sognatore di mantenere la consapevolezza viaggiando all’interno del sogno. Sempre nell’articolo citato troviamo interessanti indicazioni per sperimentare il sogno lucido dove il sognatore, diventa un onironauta, come attualmente viene definito chi affronta questo incredibile viaggio.

Dal canto nostro abbiamo tentato di unire Segni dello Zodiaco e sogni raccogliendo esperienze e riflessioni di personaggi noti e amici che hanno avuto voglia di rispondere ad una nostra domanda: che valore dai ai sogni che fai di notte, cioè che posto hanno le esperienze oniriche nella tua vita?

Ne è venuta fuori una raccolta interessante che parla di premonizioni, di esperienze pre-morte, di visite a luoghi particolari, in cui a volte si ritorna nelle notti successive e addirittura di risoluzione di problemi difficili da affrontare durante il giorno e che offre spunto per indagare ulteriormente questa strana dimensione in cui ci aggiriamo ogni notte. E ogni Segno ha saputo cogliere un aspetto particolare di questo misterioso mondo.


Segni e… sogni

ACQUARIO: Alla ricerca del significato

Alejandro Jodorowsky (17 febbraio 1929) scrittore, fumettista, saggista, drammaturgo, regista, studioso dei tarocchi e poeta cileno naturalizzato francese: Posto che sogniamo la nostra vita, dobbiamo interpretarla e scoprire ciò che sta tentando di dirci.

P.R.: Alcuni sogni sono stati molto importanti nella mia vita e forse più che sogni devo dire premonizioni, infatti si sono avverati alcuni anni dopo. Il primo, e forse più importante, lo feci verso i 15 -16 anni in cui sognai colui che divenne mio marito. Altri sogni mi aiutarono in momenti particolari della mia vita, altri erano sogni e basta. Forse per alcuni ciò che si sogna non ha un significato particolare ma io cerco di capire e di spiegarmeli, specialmente se quando apro gli occhi li ho ben presenti e li ricordo molto bene.


PESCI: Sogno e veglia una dimensione unica

Arthur Schopenhauer (22 febbraio 1788) filosofo tedesco: La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.

L.B.: Io non sogno o sogno pochissimo. Quel che preferisco è sempre e comunque sognare di giorno, e comportarmi in modo di poterne raggiungere sempre qualcuno. Se poi questo sia un impulso che viene dai sogni notturni non saprei dire.


ARIETE: Il sogno è uno strumento

Erich Fromm (23 marzo 1900), psicoanalista e sociologo tedesco: Un sogno è un microscopio attraverso il quale osserviamo gli avvenimenti nascosti nella nostra anima.

A.M.: A volte faccio sogni così strani… L’altra notte ho sognato una nuova ricetta di cucina e poi al mattino l’ho fatta. Tempo fa invece ho sognato il mio funerale e al cimitero c’ero anch’io con la mia macchina e facevo le condoglianze a tutti!. Dalle mie parti si dice: “bisusu avisusu”, i sogni sono avvisi, ma si dice anche “non credere ai sogni figlia mia”…


TORO: Che cos’è la vita?

William Shakespeare (23 aprile 1564) drammaturgo e poeta inglese: Noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.

A.B.: I sogni che ricordo al mattino riguardano per lo più desideri o speranze legate al mio vissuto personale. Accade talvolta che siano rielaborazioni di esperienze vissute realmente.


GEMELLI: Siamo tutti connessi?

Fernando A. N. Pessoa (13 giugno 1888) poeta e scrittore portoghese: E se tutti noi fossimo sogni che qualcuno sogna, pensieri che qualcuno pensa?

Segni e… sogni

A.A.: Ai sogni non do nessun valore; ciò nonostante due o tre eventi in tutta la vita mi hanno dato da pensare. Propendo più per il fatto che il cervello, durante il sonno, opera in modalità automatica, analizzando problemi o gioie della giornata (e non), vicissitudini quotidiane rimescolate alla rinfusa per non si sa ancora quale motivo. Però mi capitano esperienze diurne a cui do invece significato. Qui entriamo nella sincronicità di Jung o nella coscienza collettiva. Ecco, non ho dubbi che siamo tutti connessi. Se dovessi parlare, la gente mi prenderebbe per matto, ma so che "qualcosa" c'è. E non è nei sogni ma durante la fase di veglia che si può ben percepire. Ma non tutti sono abbastanza attenti da collegare ogni più piccolo dettaglio perché tendono ad osservare i fenomeni a bassa definizione, contrariamente a individui di scienza, come me, che facciamo tesoro dell'osservazione. In ogni più piccola sfumatura umanamente possibile.


CANCRO: I sogni deludono o stimolano?

Luigi Pirandello (28 giugno 1867) drammaturgo, scrittore e poeta italiano: Le donne, come i sogni, non sono mai come tu le vorresti.

L.P.: I sogni che faccio di notte sono legati alle emozioni che vivo ogni giorno, talvolta sono così vividi e reali che (anche quando sembrano "assurdi") mi fanno pensare e riflettere, durante il giorno, al motivo per cui ho fatto quel preciso sogno... e l'attività onirica ha un certo peso nel mio vissuto perché la mia passione per la psiche e i suoi misteri mi ha insegnato ad analizzarli e capirli. Premesso che non credo all'interpretazione dei sogni in chiave superstiziosa, sono importanti per la comprensione della mia Anima… .che oltretutto è l'Anima di una persona che sogna anche a occhi aperti…


LEONE: Qual è la chiave di lettura?

Carl Gustav Jung (26 luglio 1875) psicoanalista, antropologo e filosofo svizzero: La tua visione diventa nitida soltanto quando guardi all'interno del tuo cuore. Chi guarda fuori, sogna. Chi guarda dentro, si sveglia.

B.M.: Non ho mai dato molta importanza alla chiave di lettura che attribuisco al significato dei miei sogni anche se cerco di spiegarmeli con una certa insistenza. Lo faccio solo per imparare a conoscermi meglio ma poi la mia vita delle ore seguenti non subisce la minima interferenza dal sogno avvenuto durante la notte. Mio padre estrapolava sempre delle interessantissime interpretazioni in chiave psicoanalitica e con ogni probabilità ci azzeccava, visto che in genere si tenta di cucire l'abito voluto addosso al soggetto in esame. E l'abito voluto è generalmente quello che appare più manifesto, quindi spesso li leggiamo come perfettamente calzanti.


VERGINE: Che accade nella nostra testa?

Jorge Luis Borges (24 agosto 1899) scrittore, poeta e saggista argentino: La veglia è un altro sogno che sogna di non sognare.

C.C.: Faccio così tanti sogni durante la notte... sogni strani. Che rispecchiano il caos della mia mente...


Segni e… sogni

BILANCIA

Miguel De Unamuno (29 settembre 1864) poeta, filosofo, scrittore e politico basco: Il sogno di uno solo è l’illusione, l’apparenza; il sogno di due è già la verità, la realtà. Che cos’è il mondo reale se non il sogno di tutti, il sogno comune?

R.M.: I pochi sogni che ricordo sono emotivamente molto intensi. Quando mi sveglio non sempre ricordo esattamente cosa ho sognato ma mi porto sempre dietro la netta sensazione di avere vissuto realmente delle cose, a volte anche importanti. In alcuni casi il sogno si svolge in luoghi che mi sembra di conoscere e in cui forse sono già stato altre volte. Per questo motivo spesso mi capita di ripensarci e di cercare di comprendere cosa mi è capitato e che relazione ha con la mia vita diurna, devo dire, non sempre con molto successo.


SCORPIONE

Paul Valéry (30 ottobre 1871) scrittore, poeta e filosofo francese: Il modo migliore per realizzare un sogno è quello di svegliarsi.

G.J.B.: I sogni costituiscono una sorta di gioco con me stesso! Appena sveglio cerco di fissare nella mente ciò che ho sognato e comincio a scomporre le immagini provando a collegarle agli eventi del giorno prima. Poi espando il cerchio e vado indietro nel tempo, cercando di ricordare altri momenti nel passato. Tento di fare un'autoanalisi: mi diverte e mi aiuta a capire le connessioni che il mio cervello crea durante la notte, magari fissando nella memoria qualche particolare che altrimenti sarebbe andato perduto. Non attribuisco ai sogni particolari significati premonitori, cerco sempre di razionalizzarli.


SAGITTARIO: La forza del sogno

Alberto Moravia (28 novembre 1907) scrittore, giornalista, saggista e critico cinematografico italiano: C’è nei sogni, specialmente in quelli generosi, una qualità impulsiva e compromettente che spesso travolge anche coloro che vorrebbero mantenerli confinati nel limbo innocuo della più inerte fantasia.

V.V.P.: Sogno spesso l'ultima persona o vicenda a cui penso prima di prender sonno. Penso che i sogni siano uno specchio stesso della realtà che viviamo... Spesso mi condizionano. Tant' è che quando un sogno mi lascia turbato o scosso, anche in senso positivo, spesso trovo tracce di esso nella realtà...


CAPRICORNO: Qual è il senso più profondo?

Edgar Allan Poe (19 gennaio 1809) scrittore, poeta, giornalista e saggista statunitense: Tutto ciò che vediamo o sembriamo non è altro che un sogno dentro un sogno.

C.G.: I sogni aprono il mondo dell’inconscio, penso siano segnali dal mondo sotterraneo dei nostri desideri e secondo me vanno presi in considerazione per un’analisi del nostro cosciente.


Per saperne di più:

www.shan-newspaper.com/web/scienze/1341-viaggio-nel-sogno-lucido.html


Previsioni per il mese

         

Acquario: Un po’ di allergia: C’è qualcosa di fastidioso nell’aria che crea in te un po’ di malessere. È un po’ come avere l’allergia: non è grave ma devi scegliere bene i posti dove andare, gli impegni da prendere, le persone con cui stare.

Pesci: Un regalo dal passato: Le esperienze vissute si dimostrano in questo periodo una vera ricchezza che ti consente di valutare e vivere bene il presente e pianificare il futuro.

Ariete: Energia positiva: Trovi il modo di dare direzione positiva all’intensa vitalità che hai dentro di te e questo ti dà soddisfazione nonostante qualche nuvola passi sui tuoi affetti.

Toro: Voglia di primavera: C’è un forte desiderio di rinascita. Hai bisogno di chiudere delle vecchie situazioni e aprirne di nuove che ti portino freschezza e speranza nel futuro.

Gemelli: Un nuovo assetto: È tempo di fermata, di riprendere le forze, di riorganizzare la tua vita. È un po’ come se avessi ammassato sulla sedia i vestiti e lasciato i piatti da lavare e ora è il momento di risistemare tutto prima di ripartire.

Cancro: Che confusione!: Cambiamenti già avvenuti ed altri in arrivo ti rendono un po’ nervoso, anche perché ti portano a dover prendere decisioni che in questo momento vorresti rimandare e a chiarirti le idee su cose a cui non avresti voglia di pensare.

Leone: Guardingo: Il nervosismo del mese precedente ti ha portato a qualche presa di posizione o decisione che si è rivelata non delle migliori e ora sei un po’ trattenuto e diffidente verso il nuovo che sta arrivando.

Vergine: Vai avanti!: Man mano che l’anno procede si affacciano buone opportunità per te e per la realizzazione dei tuoi sogni. Il tuo atteggiamento è pieno di determinazione e speranza e questo ti porta a superare qualsiasi ostacolo.

Bilancia: Chiedi aiuto: Hai bisogno di appoggio e di conferme perché quell’insicurezza che si era impossessata di te il mese scorso non se n’è ancora andata del tutto, ma sei sulla buona strada e stai recuperando le tue forze.

Scorpione: Fantasmi: Elementi del passato tornano nel tuo presente e creano in te un nervosismo di fondo che si ripercuote un po’ su tutti gli ambiti della tua vita, soprattutto dove sono necessari senso pratico e lucidità. Lascia decantare e guarda avanti.

Sagittario: Sforzi ripagati: Molti gli impegni che ti creano anche un po’ di agitazione ma pian piano le cose prendono il verso giusto, riesci ad organizzarti al meglio e ad ottenere buoni risultati.

Capricorno: Un pizzico di fortuna: Comincia così questo mese che ti regalerà delle belle opportunità soprattutto per quanto riguarda i progetti a lunga scadenza, i piani ad ampio respiro.


Un personaggio dell’Acquario: Thomas Paine


Un personaggio dell’Acquario: Thomas Paine

Sono convinto che esista vita intelligente su altri pianeti. Vita che renderebbe vano il presunto sacrificio di Gesù sulla Terra.


Thomas Paine, l’uomo che scrisse queste parole, è uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America. Appassionato sostenitore dell’Indipendenza americana, antimonarchico e antischiavista è uno dei primi a sostenere un'organizzazione per la pace mondiale e la sicurezza sociale per i poveri e gli anziani. Thomas Paine non guarda solo gli avvenimenti e i problemi del momento, sa guardare anche la profondità del cielo per trarne ispirazione e come tutti coloro che sanno fare questo sembra essere un uomo molto più avanti dei tempi in cui vive. I suoi scritti sanno infiammare i cuori, le sue posizioni a volte davvero rivoluzionarie, come quella fortemente critica per quanto riguarda la religione gli alienano però le simpatie dei conservatori. Una vita complessa la sua, vissuta tra Europa e America, con grandi ideali nel cuore, che lo fanno un degno rappresentante del Segno di questo mese: l’Acquario.

Thomas Paine nasce in Inghilterra a Thetford, Norfolk, il 29 gennaio 1737, da padre quacchero e madre anglicana. Va a scuola fino a 13 anni poi comincia a lavorare. Prima affianca il padre nella sua attività, poi svolge vari altri lavori, tutti poco redditizi e poco entusiasmanti. Anche se i guadagni non sono mai molto consistenti, Thomas spende gran parte dei suoi soldi per acquistare libri o strumenti scientifici.

Un personaggio dell’Acquario: Thomas Paine

Nel 1774, dopo l’incontro casuale con Benjamin Franklin a Londra, decide di andare in America e a Filadelfia comincia la sua carriera di giornalista e scrittore. Pubblica numerosi articoli, spesso in forma anonima o con pseudonimi, tra questi African Slavery in America in cui denuncia l’orrore del commercio degli schiavi africani. Nel 1776 esce il suo opuscolo Common sense, in cui sostiene che la protesta americana contro la tassazione da parte della corona inglese dovrebbe trasformarsi in lotta per l’indipendenza. Common sense ha una diffusione immediata ed enorme e sicuramente contribuisce in maniera determinante alla Dichiarazione d’Indipendenza, che viene ratificata il 4 luglio 1776.

Durante la guerra d’Indipendenza, Thomas, aiutante di campo volontario del generale Greene, scrive i 16 documenti intitolati Crisis. Il primo di questi, pubblicato nel 1776 quando l’esercito di Washington si sta disperdendo, riesce ad infiammare talmente gli animi dei soldati che molti di loro decidono di rimanere in servizio, anche se il loro termine è ormai scaduto e potrebbero tornare a casa.

Dal 1777 al 1779 Thomas è segretario della Commissione per gli Affari Esteri, nel 1779 è Segretario dell’Assemblea Generale della Pennsylvania. Nonostante questi incarichi prestigiosi alla fine della Rivoluzione si ritrova povero. Dai suoi scritti non ha mai voluto ricavare denaro in modo che potessero essere pubblicati in edizioni economiche ed accessibili a tutti. Gli venne data in dotazione una fattoria dove vivere, e qui Thomas si dedica alle sue passioni di scienziato e inventore: studia come realizzare un ponte di ferro senza pilastri e una candela senza fumo.

Un personaggio dell’Acquario: Thomas Paine

Nel 1787 torna in Europa. Qui parteggia per la Rivoluzione francese e quando Edmund Burke, il politico britannico che aveva sostenuto le rivendicazioni delle Colonie americane, la critica con veemenza nelle sue Reflections on the Revolution in France, Thomas risponde con Rights of Man contribuendo ad un grande dibattito che coinvolge sia l’Europa che l’America. In questo libro, dalla difesa della rivolta dei francesi, Thomas passa all’esame approfondito di ciò che non funziona in Europa: i governi monarchici che con le loro politiche arbitrarie causano disoccupazione, povertà, guerra. Delinea anche un piano che, finanziato da imposte progressive in base al reddito, prevede l’educazione popolare, l’assistenza ai poveri, le pensioni agli anziani e i lavori pubblici per i disoccupati. Naturalmente le idee di Thomas non risultano gradite alla corona inglese che infatti ordina di bandire il libro, incarcerare l’editore e incrimina Paine per tradimento. L’ordine di arresto non può essere eseguito solo perché lui è in viaggio verso la Francia dove è stato eletto nella Convenzione Nazionale. Mentre in Francia viene accolto con entusiasmo in Inghilterra viene processato in contumacia, riconosciuto colpevole di calunnia sediziosa e dichiarato fuorilegge.

Dato che Thomas non conosce molto il francese deve farsi tradurre e leggere i discorsi ma partecipa attivamente ai lavori della Convenzione Nazionale nelle fasi cruciali del grande cambiamento che sta avvenendo in Francia, dall’abolizione della monarchia all’avvento del periodo del Terrore, che deplora e infatti combatte, anche se inutilmente, perché sia salvata la vita al re. Thomas propone l’esilio per Luigi XVI, assicurando che l’esecuzione alienerebbe di certo la simpatia degli americani per la Rivoluzione ma non viene ascoltato e anzi, quando Robespierre prende il potere pagherà per questi suoi tentativi con quasi un anno di prigione, dal 28 dicembre 1793 al 4 novembre 1794, cioè fino alla caduta di Robespierre. In carcere comincia a scrivere The age of reason, la sua opera più famosa. Sarà proprio questo scritto, d'ispirazione fortemente laica, ad allontanare da lui la simpatia degli americani per i quali era stato fonte di ispirazione e rinascita. Quando torna a New York, nel 1802, l’aria che si respira è completamente cambiata e il clima politico è diversissimo da quello che aveva lasciato.

Thomas Paine muore l’8 giugno 1809, all'età di 72 anni, a New York e il suo corpo viene sepolto sotto un albero di noce nella sua fattoria. Al suo funerale partecipano soltanto sei persone, davvero poche per un uomo che ha dato un contributo così importante alla causa della libertà e della dignità degli uomini.

Ci piace ricordarlo mentre scrive “questi sono i tempi che mettono alla prova l'animo degli uomini, all’inizio della Rivoluzione americana, quando il suo sguardo spaziava lontano e intravedeva in quegli anni la possibilità di un risveglio più globale, capace di mettere fine all’oppressione, alle monarchie, allo sfruttamento e promuovere ideali di democrazia e libertà per tutti.





GENNAIO 2018

Forti come la roccia


Forti come la roccia

Gli auguri per un felice 2018 vi arrivano da un luogo assolutamente speciale e magico: il Cerchio delle grandi pietre di Dreamland. Visto che il Cerchio è composto, secondo la più antica tradizione, di dodici menhir, ognuno dei quali è legato ad un Segno dello Zodiaco, le previsioni per quest’anno si intrecceranno al messaggio che ognuno di loro racchiude nella profondità della sua struttura minerale.

Lo stone circle di Dreamland si trova in Piemonte, nelle Valli di Lanzo, all’interno del territorio del grande Parco della Mandria, dalla parte di Fiano. È stato realizzato su progetto di Giancarlo Barbadoro, per dare visibilità alla cultura degli antichi Celti, cultura che, nonostante gli innumerevoli tentativi di cancellarla, operati prima dall’Impero romano e poi dalla Chiesa cristiana, continua a vivere, tramandata dalle famiglie celtiche.

Questa cultura, identificabile come quella tradizionale dei nativi europei, cresciuta in tempi che ormai appartengono al mito, è portatrice di valori sociali di fratellanza tra tutti i popoli, umani e non umani, e di libertà individuale alla luce della conoscenza ricevuta in dono dal leggendario Fetonte, figura opportunamente denigrata dalla mitologia più recente e descritta come sciocco figlio del Sole incapace di guidare il carro del padre e portatore di sventure sulla terra. In realtà Fetonte fu l’iniziatore di una grande civiltà pacifica e progredita che ebbe le sue origini proprio nelle Valli piemontesi.

Della storia del Cerchio di Dreamland avevamo già parlato in un numero precedente di questa rubrica, questa volta daremo voce al messaggio che ogni pietra porta con sé, legandolo alle previsioni per quest’anno. Per ogni menhir abbiamo linkato un video in cui Rosalba Nattero racconta le proprietà di quella particolare pietra e le sue doti terapeutiche, ogni pietra infatti è stata accuratamente scelta per le sue particolari proprietà. Per quest’anno il nostro augurio è di essere forti come la roccia e di partecipare alla vita ricevendo e donando benessere e armonia.


Capricorno

La pietra della forza:

è una pietra piena di energia e per questo affine all’indole del Capricorno.

Una grande forza sarà proprio ciò che caratterizzerà il tuo 2018. Sarà un anno di realizzazioni importanti ma soprattutto un anno in cui potrai esprimere pienamente la tua natura più profonda e il tuo essere più vero.

www.shan-newspaper.com/web/videos/467-la-pietra-della-forza.html


Acquario

La pietra del sensitivo:

aiuta ad essere sensibili verso la natura e verso tutti i suoi figli.

Quest’anno avrai le antenne pronte a captare ogni cosa che accade intorno a te, ogni piccola vibrazione d’onda. Spesso avrai la sensazione che ti manchi qualcosa per capire bene ciò che accade. Forse stai un po’esagerando e le cose sono più semplici di quanto immagini.

www.shan-newspaper.com/web/videos/497-la-pietra-del-sensitivo.html


Pesci

La pietra del sogno:

Forti come la roccia

testimonia che la vita è solo un sogno e che per vivere pienamente bisogna svegliarsi alla vera realtà.

Quest’anno vorrai che i tuoi sogni prendano forma e sostanza, vorrai viverli nella realtà e avrai anche la forza e la volontà di farlo, animato da un sano ottimismo sorretto dalle stelle favorevoli.

www.shan-newspaper.com/web/videos/527-la-pietra-del-sogno.html


Ariete

La pietra della trasformazione:

induce ad un cambiamento interiore, a diventare più aperti e disponibili alle esperienze che la via popone.

La trasformazione caratterizzerà quest’anno per te e sarà un periodo importante per il tuo mondo interiore che porterà a conquiste certe e durature. A volte dovrai riflettere e rinunciare ai colpi di testa e alle decisioni improvvise e focose che spesso caratterizzano il tuo modo di agire.

www.shan-newspaper.com/web/videos/529-la-pietra-della-trasformazione.html


Toro

La pietra della fiducia:

stimola ad avere fiducia in se stessi, negli altri e nelle proprie scelte.

Fidati della solidità che hai saputo dare ai risultati delle tue imprese, della fermezza dei tuoi propositi, della tua onestà nell’agire. Questa è la base per costruire il futuro che è già nell’aria.

www.shan-newspaper.com/web/videos/582-la-pietra-della-fiducia.html


Gemelli

La pietra del mistico:

favorisce il contatto con il Trascendente e con la propria natura spirituale.

Sarà per te un anno improntato alla ricerca della felicità, non tanto quella data dalle cose, dalle situazioni o dalle persone che ti fanno star bene, quanto quella che viene da dentro, quando la vita riacquista leggerezza e gli avvenimenti scorrono senza imbrigliarti in ruoli e morali che ti imprigionano.

www.shan-newspaper.com/web/videos/617-la-pietra-del-mistico.html


Cancro

La pietra della rinascita:

suggerisce di provare a morire e rinascere nuovi ogni giorno.

E rinascita sia! Quest’anno sarà pieno di vita, di occasioni e anche di sorprese che potrebbero farti dimenticare il vecchio te stesso a cui sei abituato. Soprattutto se tendi ad essere un po’ incerto nelle tue decisioni non avrai tempo per stare a rimuginare, un vento di vita ti spingerà fuori dai soliti pensieri e dalle vecchie idee.

www.shan-newspaper.com/web/videos/652-la-pietra-della-rinascita.html


Leone

La pietra del ricordo:

dona la capacità di capitalizzare i ricordi come ricchezza e mantenere il contatto con le proprie radici.

Ricordati di non esagerare, di non farti trascinare dalla tua natura generosa e impetuosa, ricordati di chi sei tu veramente, oltre le cose che fai e quelle che dici. Se ti ricorderai di questo il tuo anno sarà denso di esperienze importanti e positive, sia per quanto riguarda i traguardi che ti sei prefisso sia per la tua crescita interiore.

www.shan-newspaper.com/web/videos/718-la-pietra-del-ricordo.html


Vergine

La pietra della fratellanza:

facilita il dialogo, la comunicazione alla pari con tutte le altre forme di vita.

Questo 2018 ti porterà serenità e buonumore, una visione positiva del mondo e, potremmo proprio dire, un senso di fratellanza verso chi condivide con te il cammino della vita. Il bello di quest’anno sarà proprio una ritrovata fiducia nelle tue capacità e nella tua anima più profonda, che nasce con dolcezza proprio dalla percezione di essere insieme, di appartenere all’esistenza.

www.shan-newspaper.com/web/videos/779-la-pietra-della-fratellanza.html

Forti come la roccia


Bilancia

La pietra del destino:

Incoraggia a cogliere quei segni sottili che la natura ci invia continuamente per farci guardare oltre l’ovvietà delle cose.

Il destino ti presenterà alcuni conti, quest’anno. Sono situazioni che ti sei trascinato dietro e aspettano di essere definite. Il consiglio è di agire con prudenza e saggezza in ogni circostanza. Fidati del tuo senso di giustizia e usalo per allargare il tuo orizzonte oltre il mondo dell’apparenza.

www.shan-newspaper.com/web/videos/778-la-pietra-del-destino.html


Scorpione

La pietra del potere:

il potere nasce, secondo l’antico druidismo, quando il micro e il macrocosmo coesistono in armonia, quando il vuoto e il pieno si uniscono nella neutralità e allora si diventa vento nel vento.

Quest’anno potrai godere di mille opportunità, in tutti i campi della vita. L’imprevisto scombinerà spesso le carte che hai messo in tavola ma tu saprai usarlo a tuo vantaggio, cambiando punto di vista e rivalutando situazioni e strategie.

www.shan-newspaper.com/web/videos/818-la-pietra-del-potere.html


Sagittario

La pietra della conoscenza:

porta a prendere contatto con tutti gli aspetti della propria vita, sia evidenti che misteriosi.

Il 2018 sarà per te un anno sostanzialmente calmo, dopo le molte battaglie che hai dovuto sostenere, e ti consentirà di guardare le cose nella loro profondità, cercando la loro essenza. Dato che ti piace molto l’azione potresti sentirti un po’ spaesato. Le stelle ti consigliano di non dare spazio ai pensieri e concentrarti invece sulla qualità anziché sulla quantità delle esperienze che vivi.

www.shan-newspaper.com/web/videos/837-la-pietra-della-conoscenza.html


Per saperne di più:

Sullo Stone Circle di Dreamland

www.eco-spirituality.org/tdgr09.htm

www.youtube.com/watch?v=wwolPuBhAuM

Sulla conquista di benessere e armonia secondo le conoscenze degli antichi Celti

G.Barbadoro - R.Nattero - IL GUARITORE SPIRITUALE – Keltia Editrice


Previsioni per il mese

        

Capricorno: Grandi soddisfazioni: Inizio di un periodo positivo, che ti porterà grandi soddisfazioni sul piano personale, in tutti i campi della tua vita. Il tuo carattere di solito un po’ scontroso si aprirà mostrando un inedito lato generoso e affabile soprattutto verso i collaboratori e gli amici che ti sono più vicini.

Acquario: Uno sguardo dolceamaro: C’è sempre la voglia di conoscere situazioni e persone nuove e il desiderio di esprimerti e comunicare ma si insinua anche una leggera inquietudine che ti lascia lievemente insoddisfatto. Forse senti il bisogno di qualcosa di più profondo e più vero di ciò che stai vivendo.

Pesci: Un brindisi alla vita: Un bellissimo inizio d’anno per te che, al di là dei traguardi che puoi raggiungere e dei progetti che riesci a realizzare, senti dentro di te una ricchezza e una gioia che non provavi da tempo: la felicità di esistere.

Ariete: Vado al massimo!: Una grande energia sia fisica che mentale ti stimola al movimento e alla ricerca di novità, ma hai bisogno anche di rigore e non sopporti le situazioni non chiare. Hai voglia di correre a tutta velocità su una strada dritta e ben tracciata.

Toro: Tra impulso e ragione: Non ti mancheranno certo la lucidità, la razionalità, la capacità di prevedere e gestire le situazioni e le novità. Le uniche pasticcione saranno le emozioni che tenderanno ad essere bizzarre e imprevedibili come non mai.

Gemelli: Cambia il vento: Ancora una decina di giorni un po’ confusi ma poi le nuvole se ne andranno, il cielo tornerà sereno e la tua voglia di giocare con la vita tornerà a manifestarsi pienamente.

Cancro: Fate largo!: In questo mese sarai davvero grintoso in tutti i campi della tua vita. Attento a non esagerare però e ricordati che non esisti solo tu e non esistono solo le tue esigenze o rischierai di creare tensioni e rotture di cui potresti pentirti.

Leone: Un po’ nervoso: È come se avessi molta fame e quello che hai a disposizione non ti basta o non è proprio quel che vorresti. Se scappa qualche litigio probabilmente lo hai innescato tu.

Vergine: Tutto scorre: Ancora un po’ di confusione a inizio gennaio, sull’onda lunga del mese scorso ma poi, inaspettatamente, tutto prenderà a fluire in modo così semplice e naturale che resterai a bocca aperta.

Bilancia: Chi sono?: Hai ancora voglia di festa, di lasciarti andare e prendere le cose come vengono, di brindare e ridere con gli amici ma si è inserito un dubbio, una scontentezza, un qualcosa che fa percepire l’incompletezza di quello che stai vivendo. Forse hai perso un pochino l’equilibrio e ti sei sbilanciato troppo verso l’esterno di te.

Scorpione: Forza e coraggio: Queste le note dominanti in questo mese per te. Prosegui nella tua vita con piglio guerresco ma le stelle ti consigliano di essere anche attento e cauto e non dare niente per scontato.

Sagittario: Brindiamo ancora! Mantieni ancora lo spirito della festa per tutto questo primo mese dell’anno. Un bel periodo soprattutto grazie al tuo atteggiamento positivo nell’affrontare ogni situazione. Sai prendere la vita con leggerezza pur senza essere superficiale.


Un personaggio del Capricorno: Pier Fortunato Zanfretta


Un personaggio del Capricorno: Pier Fortunato Zanfretta

Ricordate L’uomo che cadde sulla Terra? È un film degli anni settanta, il protagonista è un alieno, interpretato da David Bowie, letteralmente caduto con la sua astronave sul nostro pianeta. Invece di accogliere questo ospite venuto dalle stelle come uno che porta novità viene utilizzato come cavia per esperimenti che hanno il solo scopo di confermare la logica dominante.  Pier Fortunato Zanfretta è il protagonista di una storia per certi versi simile. Lui sulla Terra ci è nato ma ha incontrato gli alieni. Invece di tacere, nascondendo la sua avventura, l’ha raccontata apertamente, con semplicità, immediatezza e dovizia di particolari e questo ha fatto di lui un caso, suscitando grande curiosità ma purtroppo ben poca credibilità. E’ passato per bugiardo, visionario, ubriacone. È stato sottoposto a vari esperimenti di ipnosi regressiva e interrogatori con uso del siero della verità e ha avuto la vita stravolta da questa avventura. Ma Zanfretta, nato sotto il Segno del Capricorno, ha mostrato sempre grande coraggio, forza e determinazione. Non ha mai ritrattato, non si è mai arreso e continua a raccontare la sua storia a chi glielo chiede.

Pier Fortunato Zanfretta, Piero per gli amici, nasce il 28 dicembre 1952 a Nova Milanese. Quando il padre muore, gli Zanfretta si traferiscono a Genova. È una famiglia numerosa e Piero deve cominciare a lavorare fin da ragazzino. Fa un po’ di tutto, il lattaio, il tappezziere, il barista. A diciannove anni si innamora e si sposa. La vita della giovane coppia prende una piega tranquilla, lui trova un lavoro sicuro come metronotte, hanno quattro figli. Tutto questo fino al 1978 quando iniziano ad accadere cose che nessuno si sarebbe aspettato. Una notte, durante uno dei suoi normali giri di controllo nella zona che gli è stata assegnata, nell’entroterra genovese, tra Bargagli, Torriglia, Montebruno, Rovegno e Marzano, vede nel cielo buio un grosso oggetto luminoso a forma di sigaro. Quando lo riferisce con la radio alla centrale però non viene preso sul serio e il fatto rimane relegato tra gli argomenti su cui scherzare nonostante il giorno seguente, sul Secolo XIX, il giornale di Genova, compaia la foto del misterioso oggetto che qualcuno è riuscito a riprendere. Come spesso accade quando si tratta di UFO, la notizia non assume una vera rilevanza, è catalogata come fatto curioso e tutto si stempera nelle battute sui marziani. La notte del 6 dicembre 1978 però pone fine alla vita tranquilla di Piero. Alle 23,45 Piero è in servizio e sta eseguendo i soliti controlli, anche se quella sera, stranamente, invece di seguire l’itinerario che fa sempre uguale da anni, decide di fare il giro al contrario partendo da Marzano. Dopo aver controllato il paese si dirige verso due ville più isolate, Villa Verde e Casa Nostra, e proprio in quest’ultima vede delle strane luci in movimento. Chiama la centrale per chiedere rinforzi ma la radio smette di funzionare, si spengono anche le luci del paese e il motore dell’auto. Piero non si perde d’animo, nonostante la paura, entra nel giardino della villa, facendosi luce con una torcia e impugnando la pistola ma, invece di trovarci i ladri, incontra qualcuno che mai si sarebbe aspettato di vedere e che gli stravolgerà letteralmente l’esistenza. Qualcuno o qualcosa gli dà una spinta e lo butta per terra. Perde la torcia e la pistola rotolando nell’erba e quando riesce a recuperarle vede qualcosa che lo lascia letteralmente paralizzato. Davanti a lui c’è un essere enorme, alto circa tre metri. Aveva la fisionomia di un uomo, diciamo, però era tutto squamoso, aveva una testa molto grande e sulla testa vedevo delle vene rosse con dentro il sangue che si muoveva. Lui mi guardava chiaramente dall’alto in basso. Aveva due enormi occhi gialli triangolari, due buchi al posto del naso e davanti alla bocca una specie di retina che mandava una luce. Le mani avevano le dita palmate. Nel momento in cui l’ho guardato sono svenuto.

Un personaggio del Capricorno: Pier Fortunato Zanfretta

Quando rinviene da un oggetto triangolare scende un’enorme luce, due enormi esseri lo prendono e lo portano entro questa luce. Nonostante Piero cerchi di ribellarsi, divincolandosi in ogni modo, si trova ben presto in una stanza, nudo e legato su un letto d’acciaio. Dal soffitto scende un enorme macchinario con sei punte di vetro che gli bucano le spalle, i fianchi e le gambe. Non sente dolore ma continua ad agitarsi disperatamente per liberarsi. Vede il suo sangue passare dal suo corpo al macchinario e poi tornare nel suo corpo. Questo dura circa due ore e mezzo, poi il macchinario si stacca da lui e torna verso il soffitto, le ferite si chiudono da sole e si ritrova libero, sul tavolo. Piero si riveste in fretta, scappa ripercorrendo all’indietro il percorso che i due alieni lo avevano costretto a fare, scende utilizzando la luce che lo aveva fatto salire e si ritrova nel prato. L’oggetto in cui era stato tenuto prigioniero si trasforma in un’enorme luce e scompare. Piero torna alla macchina di servizio dove la radio trasmette la voce dei colleghi della centrale: Dove sei? Dove sei? Ti stiamo cercando! E lui racconta dove è stato e che cosa gli è successo ma è in evidente stato di shock e così lo trovano colleghi quando sopraggiungono sul posto. Circa una cinquantina di persone testimonieranno di aver visto in cielo, quella stessa sera, un enorme disco luminoso. La sera successiva, quando Piero prende servizio, gli dicono che su alla villa Casa Nostra ci sono i carabinieri che gli vogliono parlare. Nel luogo dell’incontro del terzo tipo ci sono strane impronte, due buche di quattro metri di diametro e venti di profondità con le pareti assolutamente lisce e l’enorme vetrata sul retro della casa non c’era più, è diventata polvere. I carabinieri raccolgono la testimonianza di Piero. Il giorno dopo le buche vengono riempite di terra e in corrispondenza vengono piantati due pini, la vetrata viene ricostruita, il padrone di casa disdice il contratto con il servizio di vigilanza. Piero riprende la sua vita normale. Un giorno però, mentre è a bordo della macchina di servizio, si accorge che i comandi non rispondono più. L’auto cammina per conto suo, entra in una fitta nebbia, ad un certo punto si ferma, si aprono le portiere e lui può scendere. Subito compaiono due di quegli esseri enormi che già una volta lo avevano rapito e lo riportano nella camera in cui era già stato, all’interno del misterioso oggetto volante. Piero rivive la stessa spaventosa avventura. Seguiranno altri incontri con gli alieni, dal 1978 all’81 li incontra ben cinque volte. La stampa comincia ad occuparsi di questa vicenda e Piero diventa un personaggio pubblico. Viene sottoposto a perizia psichiatrica, a ipnosi regressiva, a interrogatori con l’uso del penthotal, il cosiddetto siero della verità. Nonostante gli esiti positivi di queste prove non sono in molti a dare credito alle sue parole, la maggior parte della gente gli ride in faccia, gli amici prendono le distanze, la sua famiglia va in crisi, i media lo usano come fenomeno che fa spettacolo. Gli incontri con gli alieni continuano ma Piero non dice più niente a nessuno. Sapevo dove andare, dove incontrarli, li incontravo e poi ritornavo in città. È successo per ben 6 volte.

Ogni volta viene richiamato da un suono, un sibilo dietro la testa, dove gli è stato impiantato un piccolo oggetto, che lui descrive come una specie di triangolino nero.

Un personaggio del Capricorno: Pier Fortunato Zanfretta

Anche se lui non vuole rispondere, anzi oppone resistenza, è tutto inutile. Il richiamo gli dice dove andare. Si tratta di posti impervi che lui non conosce ma che sa come raggiungere e ogni volta trova gli alieni ad aspettarlo. Quando sento il sibilo non sono più io. Mi vesto prendo la macchina e parto. Non sto a guardare dove sto andando, è la macchina che mi porta. Sono posti su in montagna dove neanche i lupi vanno. Vicino a Genova ci sono il monte Fasce e il monte Moro: quando uno va su di notte si perde, son tutti boschi. Sì c’è la strada ma io sono entrato in posti in cui non ci sarebbe potuta passare una macchina, ma ci è passata.

L’8 agosto 1981 gli consegnano un oggetto e un compito. Mi hanno chiamato. Sono stato sul monte Fasce, dalla parte nord della montagna. Ho lasciato la macchina, mi hanno preso e portato su e mi hanno detto di aspettare il loro ritorno, quando sarebbero venuti a ritirare una cosa che mi avevano lasciato, una scatola. Mi hanno detto:” Questa scatola devi darla al professor Hynek”. Ho chiesto: “E chi è?” “Tu cercalo, digli di venire dove tu lo porterai e dovrai consegnargli questa scatola”. La scatola è un cubo di metallo di 60 centimetri per 60.

Io questo l’ho fatto. Ho cercato il professore, gli ho scritto. Era un astronomo e un ricercatore di ufologia, uno dei più grandi studiosi di questo fenomeno. Dovevo solo aprire la scatola e poi il resto era un problema suo. Mettendo una mano sopra la scatola automaticamente si aprono il coperchio, i fianchi, la parte davanti e la schiena, dentro c’è una sfera con una piramide d’oro in mezzo, una piramide a tre facce non a quattro. A metà della sfera c’è un liquido celeste. Quando apro la scatola questa piramide gira in tutti i sensi e manda scariche elettriche. Mentre gira il liquido diventa sempre più chiaro finché non emette un’enorme luce. Io dovevo solo consegnargli la scatola ma lui non se la sentiva di venire in Italia, forse non credeva a questa strana storia. Ha detto ti posso mandare una persona e tu la dai a lui. La persona è venuta ma io gli ho detto: “Mi spiace ma o viene lui o la scatola resta lì”. Poi il professore è morto e la scatola è rimasta dov’era. Io vado due volte al mese e la apro. Credo che aprendola do energia a quello che c’è dentro. La cosa particolare è che quando vado lì qualsiasi sia il tempo, pioggia, vento o neve, per me la strada è libera e pulita. Una volta nevicava che dio la mandava, quindi per arrivare su con la macchina era dura, ma vedevo la neve sciogliersi sulla mia strada. Una volta sono stato preso da un attacco di rabbia, non ne potevo più di questa storia, ho cercato di prendere la scatola per portarla fuori di lì ma sono stato scaraventato via da una forte scossa di corrente. Non mi ha fatto niente, non ho sentito dolore, ma ho capito che non posso portarla via da là. Se mi rifiuto di andare due volte al mese comincio a sentire questo terribile dolore alla testa e da lì capisco che l’unico modo per farlo smettere è andare. Quando mi avvio il dolore sparisce.

Una testimonianza coraggiosa quella di Piero Zanfretta, in un mondo in cui fino a pochi anni fa era “scientifico” ritenere che nell’universo immenso l’unico pianeta abitabile fosse la nostra piccola Terra. Ha accettato, per confermare la sua verità, di essere cavia di esperimenti e non si è mai contraddetto, ha visto amici e famiglia prendere le distanze da lui, a volte prova rabbia perché gli è stata portata via la sua vita e la vorrebbe indietro. Caparbio, non ha mai ritrattato nulla delle sue dichiarazioni, non si è mai posto come eroe né come vittima solo ritiene di essersi trovato per caso nel posto sbagliato al momento sbagliato. Una vita segnata da un evento straordinario che la mentalità ristretta, figlia di religioni superstiziose e scientismo materialista ha reso difficile e solitaria mentre avrebbe potuto aprire a grandi interrogativi, a dialoghi, a nuove scoperte.





DICEMBRE 2017

Alberi sotto le stelle


Alberi sotto le stelle

Dedichiamo agli alberi questa puntata di Astromatta, sollecitati dalla magia dell’atmosfera dicembrina e di uno dei suoi protagonisti: l’abete adorno di mille luci che accoglie, sotto le sue fronde, i doni.  E nell’augurare a tutti i nostri lettori che queste feste d’inverno siano per loro fonte di armonia e felicità, vogliamo condividere una riflessione.

In questo periodo dell’anno si ricrea ogni volta, nell’aria, una specie di ricordo lontano, un desiderio di felicità e fratellanza che alberga comunque nel cuore della maggioranza dell’umanità e che vuole trovare il modo di esprimersi. Nella memoria più profonda dell’umanità sembra sia rimasto impresso un avvenimento, che ritorna nei miti e nelle leggende.  La Terra si trovava in un’analoga posizione nel suo viaggio intorno al Sole quando questo accadde? Era una data che ora traduciamo in 25 dicembre, quando dal cielo arrivarono gli antichi maestri che regalarono conoscenza libertà e amore all’umanità di quel tempo lontano?

I popoli che abbiamo chiamato Figli delle Stelle, perché fanno risalire la loro Tradizione a questo dono venuto dal cielo, testimoniano che questo evento non ha solo una valenza simbolica ma fu un avvenimento concreto. Le religioni storiche lo fanno coincidere con la nascita del loro dio e per questo il 25 dicembre, guarda caso, è la data di nascita di molti dei, da Dioniso a Mithra, da Horus a Zarathustra, da Krishna a Buddha a Gesù Cristo.

Alberi sotto le stelle

E a rappresentare il dono ricevuto da una stella scesa sulla terra c’è un albero, antico testimone di eventi mitici.

L’albero è uno di quei simboli che ritroviamo in tutte le culture del pianeta. Con le sue radici che affondano nell’oscurità e i suoi rami che si espandono in alto verso la luce, rappresenta in modo immediato ed efficace l’unione della Terra con il Cielo e la forza evolutiva presente tanto nell’universo immenso quanto nel cuore di ogni essere.

L’albero della Vita, l’Yggdrasil degli antichi druidi che si sviluppa estendendosi su quattro mondi, Anwin, Abred, Gwenved ed il Cerchio di Keugant, rappresenta un insegnamento, la mappa di un cammino per i ricercatori dell’infinito. Forse gli alberi sono simboli così significativi per noi oltre che per la loro forma anche per la storia che abbiamo in comune.

Alberi sotto le stelle

Forme di vita che hanno abitato il pianeta prima della comparsa di noi animali, fratelli maggiori che ci hanno aiutato a crescere, sono esseri con una loro misteriosa cultura, a volte disponibili al contatto con noi.

Quel benessere che si vive camminando nei boschi non è forse una loro comunicazione? Quel progressivo e naturale acquietarsi dei pensieri nella nostra testa potrebbe essere un loro dono e nel silenzio a volte sembra quasi sentire un loro canto. Del resto, come ebbe a dire G. Theodor Fechner, fisico e filosofo dell’ottocento, perché non ci dovrebbero essere oltre le anime che camminano, gridano, mangiano, anche anime che silenziosamente fioriscono e spandono odori?

E nelle lunghe notti d’Inverno quando gli alberi dormono sotto le stelle chissà che sotto terra, attraverso le radici si raccontino storie per mantenere memoria di quanto è accaduto su questo pianeta fin dai primordi, popolo silenzioso e attento custode della vita del pianeta azzurro.


Per saperne di più:

http://www.shan-newspaper.com/web/esoterismo/129-i-tarocchi-e-lalbero-della-vita.html

http://www.shan-newspaper.com/web/animalismo/1549-il-caso-della-comunita-vegetale.html

http://www.shan-newspaper.com/web/tradizioni-celtiche/954-nemeton-il-giardino-sacro-dei-druidi.html


Previsioni per il mese

        

Sagittario: Tanti auguri!: Buonumore, ottimismo e simpatia rendono facili i rapporti con gli altri e leggeri gli impegni. Un bel periodo per goderti le feste e raggiungere anche qualche importante traguardo.

Capricorno: Regalo di Natale: Se inizialmente qualcosa non andrà per il verso giusto non prendertela troppo, con il passare dei giorni tutto si sistemerà e, anzi, andrà meglio di prima.

Acquario: Natale con chi vuoi: Continua la tua voglia di stare con gli amici e di godere della loro compagnia, aiutato anche dal periodo delle feste.

Pesci: Uffa, uffa: Un po’ irritabile, distratto e confuso dovrai usare tutta la tua pazienza e lasciare che le cose vadano come devono andare fino a fine mese, quando le difficoltà si scioglieranno come neve al sole.

Ariete: Il meglio sta nel mezzo: La parte centrale del mese sarà un ottimo periodo per apprezzare ciò che hai e per risolvere le situazioni in sospeso. L’inizio e la fine saranno periodi un po’ più nervosi e incerti.


Toro: Voglia di pantofole e caminetto: Ti serve un po’ di tregua e tranquillità, da goderti in casa con la cioccolata calda tra le mani o dentro di te a riflettere sulle cose fatte e le loro implicazioni. E poi, con l’avvicinarsi dell’anno nuovo, ripartirai alla grande.

Gemelli: In mille faccende affaccendato: Un periodo molto pieno di impegni, opportunità e richieste rischia di farti perdere la chiarezza nel valutare come muoverti. Verso fine mese molte cose si appianeranno lasciandoti il tempo di goderti le feste.

Cancro: Impara a fidarti di te stesso: Dà fiducia alla tua parte più autentica, oltre le insicurezze, le paure e le richieste degli altri, per superare qualche difficoltà o qualche incomprensione.

Leone: Il re leone: Una certa aggressività non ti impedirà di godere dei rapporti sociali che hai saputo costruire nel tempo o che iniziano in questo periodo. Non pretendere troppo dagli altri e ricordati che sono dei tuoi pari e non dei sudditi.

Vergine: Confuso e contento: Tante cose da fare metteranno a dura prova la tua attenzione, ma nonostante tutto saranno momenti positivi per te e ti daranno notevoli soddisfazioni.

Bilancia: Una bella risata: Atmosfera di festa fuori e dentro di te: umore frizzante, situazioni piacevoli, un mese che parte sotto i migliori auspici. Meno positivo l’ultimo periodo.

Scorpione: Prosegue il cammino: Ti senti forte, determinato e fiducioso nelle tue capacità. Arrivano i primi risultati di ciò che hai cominciato.


Un personaggio del Sagittario: Jagadish Chandra Bose


Un personaggio del Sagittario: Jagadish Chandra Bose

A coloro che contemplano l'Uno, in tutte le mutevoli diversità dell'universo, appartiene la verità eterna, a nessun altro, a nessun altro.

Così afferma Jagadish Chandra Bose, celebre fisico e botanico indiano, tra i primi a riconoscere e dimostrare sperimentalmente la sensibilità delle piante. Il mistico Paramahansa Yogananda, conterraneo e contemporaneo di Bose, nel suo libro Autobiografia di uno yogi, dedica al grande scienziato un intero capitolo, in cui lo descrive come severo e solitario ma al tempo stesso amabile.  Era un bell’uomo robusto - dice di lui – con folti capelli, una larga fronte e gli occhi assorti di un sognatore. La precisione delle sue parole rivelava l’ambito scientifico di tutta una vita. Scienziato e sognatore, l’ospite di questa puntata, incarna perfettamente l’anima duplice del Sagittario che ha bisogno di poggiare i suoi zoccoli sulla concretezza della terra ma punta la sua freccia verso il cielo lontano. Jagadish dice di sé: Sono stato educato a Cambridge. Come è ammirevole il metodo occidentale di sottoporre qualsiasi teoria ad una scrupolosa verifica sperimentale! Tale procedimento empirico è andato in me di pari passo con il dono dell’introspezione, che rappresenta la mia eredità orientale. Le due cose unite mi hanno permesso di sondare i silenzi dei regni naturali, tanto a lungo inesplorati.

Jagadish Chandra Bose nasce il 30 novembre 1858 a Mymensingn, nel distretto di Bikrampur nel Bengala indiano, attuale Bangladesh. Grande influenza sulle sue scelte di studio le ha il padre, magistrato, uomo di grande cultura e amante delle scienze. Jagadish, nel 1869, frequenta il Collegio di S. Saverio a Calcutta dove sviluppa, sotto la guida di Padre Eugene Lafont, una spiccata propensione per la ricerca. Nel 1879 Jagadish si laurea in Fisica a Calcutta e tra il 1881 e il 1885 in Fisica, Chimica e Botanica a Cambridge e in Scienze Naturali a Londra.

Un personaggio del Sagittario: Jagadish Chandra Bose

Quando torna in India insegna Fisica presso il Collegio della Presidenza fino al 1916. La sua passione però è la ricerca e dal 1894 trasforma in laboratorio un locale del Collegio. Prima di dedicarsi allo studio delle piante conduce esperimenti sulle onde hertziane, costruisce un nuovo generatore d’onde, individua per primo le microonde e la loro capacità di attraversare i corpi solidi, mette a punto un ricevitore di onde radio, migliore di quello di Edouard Branly, lo brevetta come Radiometro universale, senza mai sfruttarne i diritti. In pratica sperimenta la trasmissione senza fili due anni prima di Marconi.

Nei suoi esperimenti con il Radiometro universale, Bose osserva un singolare comportamento dello strumento: nonostante sia composto di elementi di metallo, dopo un uso prolungato, il Radiometro sembra mostrare segni di stanchezza e lasciato a riposo riacquista la sensibilità iniziale. Il comportamento ricalca quello degli esseri viventi e questo porta Bose a ipotizzare che la materia possa avere una sorta di sensibilità, anche quando non è classificata materia vivente e che quindi questo possa valere ancor più per le piante. Questa possibilità lo appassiona così tanto che in seguito si dedicherà completamente allo studio e alla sperimentazione dell’elettrofisiologia delle piante. Jagadish comincia a studiare le reazioni dei viventi e dei non viventi, poi le proprietà fisiologiche dei tessuti vegetali e la loro somiglianza con quelle dei tessuti animali. Cerca sempre la verifica sperimentale della risposta agli stimoli da parte dei metalli, dei tessuti vegetali e di quelli animali. Le reazioni vengono rilevate attraverso il fluire di una corrente, dall’intensità e dalla forma della curva di risposta.

Un personaggio del Sagittario: Jagadish Chandra Bose

Bose scegliendo di osservare la risposta elettrica, quale manifestazione fondante della sua teoria sulla sensibilità della materia inorganica e organica, si rifà agli studi sull’elettrofisiologia del fisiologo Auguste Desiré Waller. Bose osserva come gli stimoli meccanici, termici, elettrici o chimici producano risposte elettriche sia nei sistemi organici che inorganici, e come questo fatto evidenzi sensibilità propria di tutta la materia sia organica che inorganica. Questa sensibilità, secondo Bose, ha la sua causa fisica in un fenomeno elettromagnetico dovuto allo scomporsi e ricomporsi degli equilibri molecolari che, perturbati dagli stimoli, quando si ristabilizzano generano un flusso elettromagnetico, misurabile dagli strumenti come corrente.

Dalla mente geniale di Bose nasce il Crescografo, un particolare microscopio capace di ingrandire 10.000.000 di volte le cellule vegetali e di mostrarne la crescita e la reazione a stimoli esterni. È ancora Yogananda a raccontare l’esperimento col Crescografo, effettuato su una pianta di felce, durante una sua visita al laboratorio di Bose: Fissavo con grande aspettativa lo schermo che rifletteva la sagoma ingrandita della felce. Ora si distinguevano tenui movimenti di vita; la pianta cresceva lentamente dinanzi ai miei occhi incantati. Lo scienziato toccò la sommità della felce con una barretta di metallo: i movimenti si arrestarono bruscamente, per riprendere il loro sintomatico ritmo appena la barretta fu allontanata. “Avete visto come la più piccola interferenza esterna sia nociva a questi sensibili tessuti”, commentò Bose.

Jagadish ottiene numerosi importanti riconoscimenti per i suoi studi, nonostante l’ostilità di parte della comunità scientifica, quella sempre restia ad accogliere il nuovo, quando questo intacca le conoscenze acquisite e difese come certezze inconfutabili.

Jagadish oltre a pubblicare vari saggi di fisica e fisiologia tra cui Risposta nel vivente e Non vivente del 1902 e Il meccanismo nervoso delle piante del 1926, regala anche numerosi racconti di fantascienza scritti in bengalese.

Muore il 23 novembre 1937 a Giridih in Bihar, nel Bangladesh britannico.





NOVEMBRE 2017

Figli delle stelle - 4


Figli delle stelle - 4

Dopo i Dogon del Mali, gli Apache dell’Arizona e i nativi australiani, il nostro viaggio alla ricerca dei popoli delle stelle, cioè di quelli che ricordano di aver ricevuto le loro conoscenze da visitatori arrivati dal cielo, ci riporta in Africa, nel Camerun.  Ancora una volta ritroviamo miti che riferiscono una storia sorprendentemente simile a quelle narrate nelle puntate precedenti (rispettivamente quelle di Luglio, Agosto e Settembre 2016) e praticamente sovrapponibile a quella che si racconta in Italia nelle valli del Piemonte, tramandata dalle famiglie celtiche del luogo, non quella rimaneggiata in epoca romana. Ebbene sì la storia di Fetonte, il dio arrivato dalle stelle col suo carro di fuoco, è la stessa che ritroviamo in America, in Australia e in Africa. Fetonte, in un tempo remoto, scese sul Roc Mahol (il Rocciamelone), la montagna attraversata da una lunga grotta, e da lì, dopo aver fatto erigere un cerchio di grandi pietre dai suoi aiutanti di metallo dorato, cominciò ad insegnare la fratellanza, la libertà e la conoscenza dell’intima natura dell’universo. Lo stesso fece il dio Nyambè sulla montagna di Ngog Lituba insegnando agli uomini, in un tempo altrettanto remoto, a vivere tutti uniti e in armonia come le dita delle mani o i rami di una stessa fascina.

Ngog lituba è un’enorme roccia, identificabile come un grosso meteorite, posta al centro della vasta pianura attraversata dal fiume Sananga, in piena savana, nel distretto di Nyanon, a nord-est di Douala. Ngog Lituba significa roccia forata, nella lingua dei Bassa, perché sulle sue pendici si apre un foro, l’imbocco di una grotta che si addentra nella montagna e che conserva la memoria sacra dei Bassa, degli Elog-Mpo'o, dei Duala, dei Bati e di altri gruppi Bantù.

Secondo il mito a portarla dal cielo fu Nyambè in persona, il dio vivente, l’antico degli antichi, all’inizio dei tempi. Fu Nyambè a creare gli spiriti, la prima coppia di umani senza ombelico e la grande foresta in cui potessero vivere. Nella foresta pose Ngog lituba e piantò ai suoi piedi il Singue, l’albero che donava salute, giovinezza e nuova vita. I discendenti della prima coppia di umani si moltiplicarono fino a divenire un popolo che viveva in armonia e in fratellanza secondo gli insegnamenti di Nyambè. Quando il popolo divenne grande, alcuni cominciarono a migrare, popolando l’Africa. Purtroppo ad un certo punto alcuni dimenticarono l’insegnamento di Nyambè che li esortava a restare uniti e cominciarono a vivere dichiarando di volersi affrancare dalla presenza del dio. Nyambè si fece da parte e se ne andò via, ma non prima di aver riunito ancora una volta i suoi discepoli e aver mostrato loro come l’unità rendesse forti e la divisione portasse alla debolezza e alla sconfitta. Prese un fascio di rametti legati con un laccio e poi li sciolse in modo che fosse chiaro a tutti che mentre la fascina era difficile da spezzare, il singolo rametto non poteva fare resistenza. Da allora però i popoli africani persero la loro unità, divennero tanti e conobbero il dolore, la guerra e la sconfitta. Solo coloro che seppero far tesoro degli insegnamenti di Nyambè poterono continuare a vivere nel suo dono spirituale, custodendolo e trasmettendolo.

Figli delle stelle - 4

Ngog lituba è come uno scrigno che custodisce i simboli sacri delle esperienze e conoscenze tramandate, è il luogo fisico che racchiude la memoria spirituale e storica e celebra l’identità profonda dei popoli che ad essa fanno riferimento. Oltre ai miti delle origini, Ngog Lituba ha un’importanza fondamentale anche in tempi un po’ più vicini. Si racconta che gli antenati dei Bassa, dei Bati e degli Elog-Mpo'o in fuga dall’Egitto, arrivati vicino a Ngog Lituba, stesero per essere raggiunti dai loro inseguitori. La grande pianura era priva di ripari e nascondigli, si accorsero però della presenza di un’apertura sul fianco della montagna e vi si rifugiarono, convinti che sarebbe stato per loro il luogo dell’estrema difesa e dell’ultima battaglia. Ngambi, il ragno, decise di aiutarli tessendo una grande tela all’ingresso della caverna. Gli inseguitori si affacciarono ma vedendola ostruita da una grande tela di ragno intatta, ne dedussero che nessuno fosse entrato e si allontanarono. Ngambi, il ragno, divenne il totem del popolo salvato e quella terra che li aveva accolti fu identificata come loro terra promessa e lì si fermarono. Ecco perché Ngog lituba diventò la loro montagna sacra, un grande tempio naturale, luogo in cui è custodita la memoria storica, la conoscenza spirituale e l’identità stessa di queste genti.

Dagli anni ’50 del secolo scorso ai primi anni del 2000 la montagna è stata protagonista di un importante evento storico e di affermazione dell’identità spirituale delle popolazioni autoctone.

Nel 1959 sulla sua cima venne costruita, per volere dell’allora vescovo di Douala, una grande croce e una statua della Madonna, nel tentativo di ricoprire di significati cattolici il luogo considerato sacro dalla notte dei tempi per i Nativi e di trasformarlo in una proprietà fondiaria. La Confrérie Mbog-Parlement dei Bassa, che difende l’identità spirituale e il riconoscimento dei popoli indigeni africani, nel 2005, tramite il suo portavoce S. Brice Tjomb, chiese aiuto alla Ecospirituality Foundation per portare questo caso all’attenzione internazionale, cosa che infatti avvenne con le numerose interpellanze presentate dalla Ecospirituality Foundation alle Nazioni Unite, rifacendosi alla Dichiarazione sui Diritti dei Popoli Indigeni.

Il filo sottile che unisce tra loro tutti i popoli figli delle stelle forse si sta facendo più consistente ed evidente. Questi popoli hanno conservato un legame profondo con le origini e con madre terra e sono i custodi di un messaggio di armonia che comprende le umanità, le stelle, l’universo intero. I miti, le conoscenze, le esperienze sono le gemme di un tesoro custodito e trasmesso di generazione in generazione che fa da collante tra il passato più remoto e il futuro più lontano. Questi popoli rappresentano la speranza dell’umanità intera.


Per saperne di più:

www.shan-newspaper.com/web/indigenous-peoples/19-il-segreto-di-ngog-lituba-la-montagna-sacra-del-camerun.html

www.eco-spirituality.org/cmr.htm

Messaggio del popolo Bassa al Forum degli Indigenous People delle Nazioni Unite: www.eco-spirituality.org/onu08-4.htm


Previsioni per il mese

        

Scorpione: L’inizio di un viaggio: Ti senti all’inizio di un nuovo periodo della tua vita, con il cuore disponibile e gli occhi aperti a cogliere quello che sta per arrivare.

Sagittario: Come il vino spumeggiante: Pieno di vitalità, dinamismo e curiosità sei pronto a vivere questo mese ricco di occasioni sia sul piano delle relazioni umane che su quello delle tue attività lavorative.

Capricorno: Magie d’autunno: Ti aspetta un mese un po’ complicato ma per certi versi straordinario perché, quando meno te lo aspetti, arriveranno in tuo aiuto intuizioni o eventi che avranno davvero del “magico”.

Acquario: Tirar tardi: Pieno di energia, darai sfogo al piacere di stare con gli amici e di goderti con loro le lunghe serate autunnali e magari anche le notti.

Pesci: Under pressure: Troppe cose si stanno accumulando e richiedono un’attenzione continua che non avresti voglia di dare. Il cuore però sarà sempre al calduccio: in famiglia, con gli amici o con un nuovo amore.

Ariete: Mille e… ancora mille!: Impegni, possibilità, stimoli, novità, incontri...mille cose si presentano intorno a te e nella tua testa, ti serviranno pazienza e perseveranza per non perderti o innervosirti.

Toro: Idee chiare… e cuore confuso: Efficiente e padrone delle situazioni, la tua capacità di gestire sarà sempre al top ma a volte emergerà qualche incertezza in campo affettivo.

Gemelli: Cervello in ebollizione: È un po’ la caratteristica del tuo Segno quella di aver sempre mille idee per la testa e in questo mese interpreterai in pieno questa parte, ma attento che tutti questi pensieri possono offuscare le opportunità interessanti che la vita ti sta proponendo.

Cancro: Pennellate di colore: Hai voglia di mettere in atto dei piccoli cambiamenti, degli aggiustamenti che rendano più caldo il tuo nido, più gradevole il tuo ambiente di lavoro, più piacevole il dialogo con chi ti è vicino. Qualcuno non apprezza però questi tuoi tentativi.

Leone: Guardarsi intorno: Da te si sprigiona una grande energia che ti porta ad aprirti verso l’esterno e a esplorare tutto ciò che hai intorno. Qualche difficoltà potrebbe invece nascere dal tuo ambiente conosciuto.

Vergine: Sottosopra: Alla Vergine piace l’ordine, anche se alcuni rappresentanti del Segno sono dei veri pasticcioni. Questo mese l’ordine te lo puoi dimenticare. Spesso avrai la testa tra le nuvole, perso nel tentativo di mettere in fila le tante cose da fare o dietro a qualcuno che ti fa battere il cuore.

Bilancia: Doni dal cielo: Le stelle, questo mese, ti regalano forza, abilità e intuizione. A te il compito di farne buon uso!



Un personaggio dello Scorpione: René Magritte


È possibile che l’inconoscibile provochi della gioia in noi. È proprio quando incontriamo un’immagine dell’ignoto che potremmo sentirci spaesati. Invece credo che, in realtà, siamo a nostro agio, siamo esattamente dove desidereremmo trovarci.

Il mio unico desiderio quello di sentire il silenzio del mondo.

Un personaggio dello Scorpione: René Magritte


René Magritte è considerato uno tra i massimi esponenti del Surrealismo, il movimento culturale nato negli anni 20 del secolo scorso che percorse, come un lungo brivido, tutte le arti, dalla pittura alla letteratura fino al cinema, proponendo una nuova visione della vita, in cui il sogno assumeva grande importanza, permeando e ispirando la realtà consueta. Magritte con i suoi quadri ha saputo creare suggestioni incredibili, mostrando l’irrealtà dell’apparente reale. Il suo soprannome le saboteur tranquille ben rappresenta questo artista dall’apparenza posata come i suoi personaggi vestiti con soprabito e bombetta ma con la capacità di fare, con i suoi quadri, uno sgambetto inaspettato che mette in crisi ciò che sembrava normale.

Come rappresentante del mese di novembre, mostra molto bene l’anima rivoluzionaria dello Scorpione che, con un veloce colpo della sua coda acuminata, stravolge l’ovvietà della routine. Contemporaneamente evidenzia anche lo sguardo un po’ ingenuo con cui il Sagittario guarda il mondo, dipingendo le immagini con uno stile che ricorda quasi le illustrazioni di un libro per bambini. Renè Magritte nasce infatti a Lessines, in Belgio, il 21 novembre 1898, proprio alla fine del periodo dello Scorpione, in cuspide con il Sagittario.

René è uno dei tre figli di Régina Bertinchamps e Léopold Magritte, di professione sarto. La famiglia, si trasferisce più volte da una città all’altra, finchè nel 1912, a Chatelet, la madre si suicida gettandosi nel fiume Sambre e viene ritrovata con la testa avvolta nella camicia da notte. Quell’esperienza e quell’immagine drammatica rimangono impresse nel cuore di Renè che, da grande, dipingerà più volte volti ricoperti da una stoffa bianca. Quasi per allontanarsi da quel dolore, Leopold Magritte con i suoi tre figli lascia Chatelet e si trasferisce a Charleroi dove René si impegna negli studi classici e comincia a manifestare il suo interesse per la pittura. Nel 1916 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bruxelles, città in cui si stabilisce nel 1918, e nel 1922 sposa Georgette Berger, che aveva conosciuta quando entrambi erano ancora ragazzini. Si guadagna da vivere disegnando tappezzerie, copertine per album musicali, manifesti pubblicitari e cinematografici, tutti lavori che in seguito, con grande autoironia, definirà le sue opere alimentari.

Un personaggio dello Scorpione: René Magritte

La sua passione per la pittura cresce e René si interessa di tutti i movimenti artistici d’avanguardia dal futurismo al cubismo alla Nuova Oggettività. La sua vita ha una svolta quando su una rivista vede pubblicato il Canto d’Amore di Giorgio de Chirico. Quel quadro che non rappresenta semplicemente la realtà così come si vede lo colpisce profondamente e gli fa iniziare il suo percorso surrealista. La sua prima opera di questo filone sarà Il fantino perduto. Nel 1925 aderisce al gruppo surrealista di Bruxelles, nel 1926 conosce André Breton, leader del movimento surrealista, 1927 espone sessanta opere nella sua prima mostra personale, presso la galleria Le Centaure di Bruxelles. La critica però lo stronca e lui, deluso, si trasferisce con la moglie a Parigi. Quando torna a Bruxelles, nel 1930, si stabilisce nell’appartamento al n.135 della rue Esseghem di Jette, sobborgo di Bruxelles, che diventerà il luogo d’incontro dei surrealisti di Bruxelles e, molti anni dopo, sarà trasformata in casa-museo dedicata al pittore. È in questo appartamento che Magritte dipingerà la maggior parte delle sue opere. Negli anni Quaranta, per sfuggire alla dominazione nazista va con la moglie nella Francia del Sud, a Carcassonne, dove cambia anche stile pittorico, realizzando delle opere ironiche dall’aspetto grezzo (periodo vache), poco apprezzate dalla critica.

Il successo arriva negli anni Sessanta con la rassegna al Museum of Modern Art di New York del 1965. Muore il 15 agosto del 1967 a Bruxelles, a causa di un improvviso cancro del pancreas e viene sepolto nel cimitero di Schaerbeek.

Un personaggio dello Scorpione: René Magritte

Le opere di Magritte diventano famose dopo gli anni Sessanta e da quel momento saranno spesso citate dal cinema, dalla musica, dalla pubblicità. Qualche esempio? La copertina del numero 41 di Dylan Dog, il fumetto, o la copertina dell’album Beck-Ola del Jeff Beck Group.

René Magritte, a parte il breve soggiorno a Parigi e quello nel Sud della Francia, rimase tutta la vita in Belgio, ma le sue opere riescono a proporci viaggi straordinari in una dimensione contemporaneamente reale e immaginaria. Per Magritte dipingere è un modo per indagare l’esistenza, capire la dimensione in cui si trova a vivere e conoscere meglio ciò che gli sta intorno. Gli oggetti quotidiani, che la familiarità rende così “normali”, tanto da non sembrare più degni d’attenzione, possono rivelarsi, se guardati con occhi diversi, assolutamente strani se non straordinari. Ed è questo che Magritte fa succedere nelle sue opere. Uno specchio diventa la porta su un altro mondo, una grossa bolla diventa una luna, delle scarpe mostrano l’inquietante mostruosità dell’abitudine di ricoprire i nostri piedi con la pelle di altri esseri, delle nuvole stazionano dentro la testa, l’immagine di una pipa si ribella e vuole affrancarsi dall’essere copia del suo modello (Chi potrebbe fumare la pipa del mio quadro? Nessuno. Quindi, non è una pipa)… Ogni quadro è una finestra che si apre sulla nostra stessa realtà, riprodotta in modo nitido e dettagliato ma con qualcosa che ne rivela un lato misterioso (Io cerco di trasformare in materia l’insensibile). Mentre si osserva succede qualcosa di strano nella nostra testa, una specie di risveglio dall’ovvietà del sogno che stiamo vivendo. La tecnica che Magritte usa propone immagini di oggetti comuni, dipinti in modo molto realistico e semplice, ma l’accostamento dei vari elementi che compongono l’opera o il contesto in cui gli oggetti vengono inseriti portano l’osservatore a farsi domande, a cogliere qualcosa di fuggevole e strano. Ho mai visto che cos’è davvero una mela? O una scarpa? O una pipa? La pittura è per Magritte un modo di conoscere il mondo, ma è una conoscenza inseparabile dal suo mistero (Ed è così che vediamo il mondo: lo vediamo come al di fuori di noi anche se è solo d’una rappresentazione mentale di esso che facciamo esperienza dentro di noi). Infatti la separazione tra il mondo osservato e l’osservatore si scioglie, svanisce il confine tra mondo interiore e quello esterno, gli oggetti acquistano una luminosa valenza simbolica come quelli visti di notte nei sogni.

…I sogni non vogliono farvi dormire ma al contrario svegliare.


Intervista a René Magritte: www.youtube.com/watch?v=wVdF2ssLeN4





OTTOBRE 2017

L’autunno, la fine dell’anno per antichi Celti


L’autunno, la fine dell’anno per antichi Celti

Con l’Equinozio d’Autunno, festa di Mabon, comincia l’ultima parte dell’anno celtico, una fine che preannuncia il nuovo inizio segnato da Samain, la prossima ricorrenza. Morte e rinascita sono alla base del calendario delle feste che abbiamo seguito, dal novembre scorso su queste pagine, percorrendo insieme il sentiero che si snoda tra le stelle e contemporaneamente nel cuore di chi lo sa trovare.

L’arrivo dell’Autunno, fine del ciclo della natura, celebra l’appartenenza di tutti gli esseri al Mistero da cui scaturisce l’esistenza che noi conosciamo e la contemplazione di Mat, la causa prima, da parte dei coloro che dimorano nel mondo di Gwenved, il mondo che sta oltre l’illusione dei sensi.

L’ultima parte dell’anno era, per gli antichi druidi, la celebrazione della Conoscenza e del Potere iniziatico, concetti raccontati poeticamente nella leggenda del Ritorno di Imma, il viaggio del giovane Ilushi alla ricerca del senso della sua vita. Il viaggio di Ilushi è soprattutto un viaggio interiore che lo porta, attraverso tappe successive a trovare la sintonia con il Mistero che ha dato origine al nostro mondo. L’Equinozio d’Autunno è la festa della Tradizione antica e del Siv’nul, l’albero a tre braccia, il simbolo che la rappresenta.

L’autunno, la fine dell’anno per antichi Celti

Dal punto di vista astronomico l’Equinozio è il momento in cui la notte e il giorno si equivalgono come durata, un momento particolare il cui luce e buio sono in perfetto magico equilibrio. L’equilibrio tra gli opposti è un concetto base per il druidismo, tutt’ora vivo e pregnante, basti pensare all’Armor e all’Argoat dei Bretoni o al pieno e al vuoto della Kemò-vad, la danza del Vento, il metodo che porta armonia e benessere in chi la pratica.

L’Equinozio d’autunno ha preso anche il nome di Mabon, il giovane dio della vegetazione e dei raccolti, figlio della Dea Madre. Il suo mito racconta che fu rapito tre giorni dopo la sua nascita e imprigionato per un lungo periodo finchè sarà liberato da Culhwch, cugino di Re Artù. Il mito è analogo a quello greco di Persefone, figlia di Demetra, dea dei raccolti e dei cicli delle stagioni. Rapita da Ade che la voleva come sposa, Persefone fu portata agli Inferi e Demetra, finchè non rivide la figlia impedì ai semi di germogliare e alle piante di fiorire e dare frutti.

L’Equinozio d’Autunno è un momento di festa per diverse popolazioni del mondo. Particolarmente poetica la festa giapponese chiamata Shuubun No Hi o Higan no Chu-Nichi. In questa giornata si va a contemplare la pioggia delle foglie d’acero, albero sacro del Giappone, così come all’Equinozio di Primavera si fa con la fioritura dei ciliegi.

Una curiosità: durante la Rivoluzione francese questo giorno divenne il primo dell’anno. La prima Repubblica francese fu infatti proclamata il 21 settembre 1792 e quindi il giorno successivo, quello dell’Equinozio, divenne la data di nascita dell’era repubblicana.


Per le ricorrenze celtiche abbiamo fatto riferimento a:

Le Feste dei Celti di G.Barbadoro e R.Nattero, Keltia Editrice

La leggenda Il ritorno di Imma fa parte della raccolta:

Il libro delle leggende di G.Barbadoro e R.Nattero, Edizioni Triskel


Previsioni per il mese

        

Bilancia: Occhi che ridono: Una buona disposizione d’animo crea momenti felici per te e chi ti sta intorno. Goditi la compagnia degli amici.

Scorpione: Come un abbraccio: Passionale e socievole in questo mese i rapporti umani saranno per te molto importanti e molto soddisfacenti.

Sagittario: Voglia di indipendenza: Sei attratto dal nuovo: nuove idee, nuovi incontri, nuove attività, mentre ciò che è acquisito sembra assumere un gusto un po’ di stantio.

Capricorno: Stelle propizie: Un mese alla grande, con ottime prospettive per il futuro. Tutta la forza che era rimasta un po’ sopita vuole esprimersi ed esce con slancio, superando i possibili intoppi, creando nuove opportunità.

Acquario: Festa d’autunno: C’è in te tanta voglia di giocare, di incontrare gente, di fare cose divertenti e di viaggiare. Prima che arrivi la stagione fredda vuoi cogliere tutti i frutti migliori!

Pesci: Cambia il vento: Senti tensione nell’aria e preoccupazione dentro di te, ma con il passare dei giorni un soffio benefico scioglierà le difficoltà e ti porterà ottimismo e buonumore.

Ariete: Come un aquilone: Ti piacerà volare leggero e guardare dall’alto le cose che ti hanno pressato ma un filo ti tiene ancora legato e ti costringerà ad avere pazienza.

Toro: Cuore appassionato: Un periodo da vivere con slancio, coraggio e passione rimandando le riflessioni e bilanci agli ultimi giorni del mese.

Gemelli: Niente paura: Quello che ti sembra un po’ difficile e complesso pian piano si districherà e sarà presto cancellato da un vero colpo di spugna.

Cancro: Alti e bassi: Dove ci sono problemi troverai soluzioni ma dove fila tutto liscio si presenteranno intoppi. Insomma un mese così, tra alti e bassi.

Leone: Dove ti porta il cuore: Ottobre favorevole per tutto ciò che riguarda la sfera affettiva. Sfrutta al meglio questo tempo propizio per goderti momenti belli con le persone a cui tieni e che tengono a te.

Vergine: Aprire le ali: Stai riacquistando slancio e voglia di fare. La tua vita sembra ricaricata di nuova energia e timori e indecisioni si allentano fino a sparire.


Un personaggio della Bilancia: Edward Bach


La salute è il nostro patrimonio, un nostro diritto. È la completa e armonica unione di anima, mente e corpo; non è un ideale così difficile da raggiungere, ma qualcosa di facile e naturale che molti di noi hanno trascurato.


Un personaggio della Bilancia: Edward Bach

Di Edward Bach sono noti i Fiori, rimedi capaci di riportare armonia negli animi turbati da problemi contingenti o di fondo, come il dolore, il panico, l’impazienza o l’indecisione. È l’ospite di questa puntata in rappresentanza del Segno della Bilancia di cui incarna perfettamente la ricerca di equilibrio e di armonia.

Nato il 24 settembre 1886 a Moseley, un paese a pochi chilometri da Birmingham, nel Galles, Edward Bach dimostra, fin da bambino, un grande interesse per la natura e una spiccata sensibilità per la sofferenza di tutti gli esseri. A diciassette anni smette di studiare per non essere di peso alla famiglia ed è proprio lavorando nella fabbrica di ottone del padre, a contatto con gli operai e i loro problemi ,che decide di diventare medico e si iscrive all’Università di Birmingham.

Si laurea nel 1913 ed inizia subito a lavorare presso l'University College Hospital di Londra, come responsabile del pronto soccorso. In un secondo tempo diventa responsabile del reparto di chirurgia d'urgenza al National Temperance Hospital.

Ben presto però si rende conto che la medicina tradizionale, con il suo approccio allopatico, concentra la sua attenzione sulla lotta alla malattia, ignorando completamente il malato. Edward osserva che i “malati” essendo persone, con una loro complessità, con particolari caratteristiche, problematiche e risorse non rispondono in maniera univoca allo stesso farmaco e che anzi nel trattamento di una qualsiasi patologia, la personalità dell'individuo gioca un ruolo più importante del corpo. Queste considerazioni lo porterà ad interessarsi all’omeopatia, a studiarla a fondo e a fare interessanti ricerche, in particolar modo nell’ambito della tossiemia intestinale.

Allo scoppio della prima guerra mondiale Edward, riformato alla visita di leva per motivi di salute, ottiene però l’incarico di responsabile di oltre 400 posti letto, per i reduci di guerra, presso l'ospedale universitario, impegno che si va a sommare a quello di assistente presso l'ospedale della scuola medica e al suo lavoro al reparto di batteriologia.

Il carico di responsabilità e di attività quotidiana sono alla base dell’emorragia che nel giugno 1917 lo porta ad essere ricoverato e a scoprire di avere un tumore. Viene operato d’urgenza ma i medici gli pronosticano solo tre mesi di vita. Dopo un periodo di depressione, convinto che un interesse e un ideale nella vita siano migliori di qualunque cura, si butta a capofitto nel suo lavoro, nell’intento di portare a termine i suoi progetti, ignorando completamente qualsiasi tipo di medicinale. Passano i tre mesi previsti e costata che la malattia, invece di progredire è regredita, dimostrando che un interesse totale, un grande amore, una finalità precisa sono fattori decisivi per la felicità dell'uomo sulla terra e che sono una vera terapia.

Un personaggio della Bilancia: Edward Bach

Nel 1919 lo troviamo all'Homoeopathic Hospital dove lavora come batteriologo e dove può approfondire lo studio e la pratica del lavoro di Samuel Hahnemann. Entusiasta dell’Organon, il testo base di Hahnemann, pensa di poter innestare le sue conoscenze su quelle del padre dell’Omeopatia e in effetti, grazie a questa intuizione, scopre i cosiddetti sette nosodi, veri vaccini omeopatici, somministrabili per via orale, che, uniti all’approfondimento della personalità specifica di ogni paziente, lo portano a guarire centinaia di casi di malattie croniche. La sua ricerca non si ferma qui. Convinto di poter trovare una cura ancora più semplice e vicina alla Natura, utilizzabile da chiunque, pensa di sostituire ai nosodi (ottenuti da batteri intestinali) alcune piante. Chiude il suo frequentatissimo studio medico londinese e si dedica completamente alla ricerca di questo nuovo metodo di cura. Si trasferisce in Galles e comincia a percorrere in lungo e in largo le campagne alla ricerca di erbe e piante medicinali. Viene da pensare che, oltre alla sua innata sensibilità, alla sua pazienza e competenza, abbia potuto attingere anche a conoscenze antiche, visto che le capacità terapeutiche delle erbe sono da millenni patrimonio degli sciamani di tutti i continenti e che le conoscenze druidiche tradizionali sono conservate e tramandate tutt’oggi. Dei fiori, Bach dice che hanno l’effetto di un bel pezzo di musica o di altre cose meravigliose che hanno il potere di ispirarci, possono rinforzare le nostre energie e avvicinarci alla nostra Anima. Grazie a ciò ci sentiamo rilassati e liberati dalla nostra sofferenza. I rimedi non guariscono attaccando direttamente la malattia, ma inondano il nostro corpo con le vibrazioni del nostro Io più profondo alla cui presenza le malattie si sciolgono come neve al sole.

Un personaggio della Bilancia: Edward Bach

Nel 1932 Bach mette a punto la raccolta di dodici fiori base che chiama i dodici guaritori e che mostrano di avere straordinarie virtù terapeutiche sullo stato d'animo umano. Sono: Rock Rose (eliantemo), Mimulus (mimolo giallo), Cerato (piombaggine), Scleranthus (scleranto), Gentian (genziana), Clematis (vitalba), Water Violet (viola d’acqua), Impatiens (balsamina), Agrimony (agrimonia), Centaury (centaurea), Chicory (cicoria), Vervain (verbena). Il fatto che siano dodici, numero simbolico tradizionale, da un lato rafforza l’idea che Edward attinga alla conoscenza antica e dall’altro rimanda facilmente all’Astrologia. In effetti molti astrologi trovano una relazione tra i caratteri descritti da Bach per ognuno dei dodici Guaritori e le personalità dei 12 Segni zodiacali, ma Bach non esplicita questa analogia, anzi afferma testualmente "Sono abbastanza cauto per quanto concerne l’astrologia, per questo sono stati omessi i dodici segni zodiacali ed i mesi da I Dodici Guaritori. Quest’opera aiuterà decisamente la purificazione e la comprensione dell’Astrologia ma sembra che il mio contributo sia di dare i principi generali con il cui aiuto chi ha conoscenze più specifiche possa scoprire una grande verità". Per questo motivo non pubblichiamo nessun abbinamento tra fiori e Segni, lasciando ad ogni lettore la possibilità, se vuole, di trovare le corrispondenze, leggendo direttamente le descrizioni di Bach.

Ai primi dodici fiori, Edward ne aggiunge via via altri fino ad ottenere la raccolta che oggi conosciamo.

Edward comincia fin da subito a proporre il suo metodo di cura ai suoi pazienti, ottenendo risultati così incoraggianti da sentirsi in dovere di divulgarlo il più possibile, insegnandolo a chiunque sia interessato, sia ai medici che alla gente comune. Questa sua generosità nel dare a tuti la sua conoscenza lo mette in contrasto con la classe medica, amareggiandolo al punto da chiedere di essere cancellato dall’Ordine dei Medici e risultare semplicemente come erborista.

Si racconta che sia morto felice, il 27 novembre 1936, come se sentisse di aver compiuto la sua missione su questa terra.

Ci piace ricordare queste sue parole: Bisogna nello stesso tempo imparare a rispettare ugualmente la libertà di ognuno, a non attendersi nulla dagli altri ma al contrario essere sempre presenti e tendere loro una mano sicura nei momenti difficili. Così ogni essere che incontreremo nella vita, sia una madre, un marito o un figlio, un estraneo o un amico diviene un compagno di viaggio.


Il testo di E.Back I Dodici Guaritori e Altri Rimedi è scaricabile gratuitamente come pdf qui:
www.bachcentre.it/centro_bach/download.php





SETTEMBRE 2017

Il Cerchio di Nuova Terra


Il Cerchio di Nuova Terra

C’è chi pensa alle leggende come a racconti di eventi molto lontani nel tempo, un modo per tramandare storie vissute da esseri che non ci sono più da tanto, i cui nomi e volti sono ormai sfumati nel mito, esistono invece eventi leggendari molto più vicini a noi di quanto si possa immaginare. Uno di questi eventi è la nascita del Cerchio di Nuova Terra.

Il Cerchio di Nuova Terra è la realizzazione di un sogno, il sogno che i suoi fondatori portavano nel cuore quando il loro viaggio, già di per sé costellato di eventi straordinari, li portò ad un appuntamento inaspettato con altri cittadini del mondo, sotto il grande cielo di Scozia.

I convenuti erano stupiti di trovarsi lì insieme quel giorno. Ognuno veniva da un paese diverso ma tutti avevano qualcosa in comune: la capacità di andare oltre le apparenti differenze che spesso dividono l’umanità e l’amore per l’armonia e per la conoscenza. Si unirono insieme in una meditazione comune che segnò la nascita di quello che venne chiamato il Cerchio di Nuova Terra. Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero videro in questo evento l’inizio di quello che poteva essere la realizzazione di un sogno riunire in una unica esperienza spirituale tutte le persone che desideravano dare un contributo al benessere e al futuro dell'intera umanità.

Il Cerchio di Nuova Terra

Quell’evento non poteva restare isolato, così fecero la proposta, accolta con entusiasmo da tutti i presenti, di mantenere vivo il loro incontro spirituale, diffondendo la meditazione quale esperienza al di là delle parti, capace di dare armonia immediata e possibilità attivare un processo di continua evoluzione interiore per ognuno e di innescare un processo di pace per tutto il pianeta.

Era il 2 settembre 1986 ed era martedì, per questo fu stabilito che il martedì sarebbe stato il giorno degli incontri di meditazione del Cerchio di Nuova Terra, appuntamenti che avrebbero unito virtualmente anche meditanti lontani tra loro ma uniti nel comune intento di operare per la pace e la spiritualità, e soprattutto incontri aperti a tutti coloro che, condividendone i fini, volessero partecipare, individualmente o in gruppo, uniti in un grande Cerchio che coinvolge tutta la Terra.

Il Cerchio di Nuova Terra

Da quel giorno la meditazione del martedì è diventata planetaria, coinvolgendo sempre più persone che da sole o in gruppo si incontrano, fisicamente o virtualmente, al di là di tutte le differenze di cultura o di razza, per testimoniare la forza della spiritualità, per dare un contributo d’amore, libertà e conoscenza, com’è nella tradizione di tutti i popoli naturali del mondo. Ora è possibile partecipare alla meditazione del primo martedì del mese anche su Second Life, il mondo virtuale a cui si può accedere con un proprio avatar e interagire con gli altri presenti.

Con Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero aderirono al Cerchio dei Catalizzatori, Mrs. Eileen Caddy (Findhorn, Scotland), Baroness Edmee Di Pauli (London, UK), Mrs. Arlette Nathanael (London, UK), Mrs. Karyn Martyn-Kuri (Centerville, USA), Mrs. Helen Hypatia Bailey-Bayly (New York, USA), Miss Judith Meynell (Forres, Scotland), Mme Yanick David (Paris, France), M. Leon Moscona (Sofia, Bulgaria), A.A. Thikonoff(Moscow,CSI), Huan Han Tsi (Beijng, Cina),

Ola Cassadore e Mike Davis (Apache San Carlos, Arizona), ma l’adesione è sempre aperta ad altri membri che propongano e insegnino la meditazione in armonia con lo spirito del CNT.

Il 2 settembre è una data così speciale che è diventata una festa, durante la quale si prepara e si condivide l’hope cake, la torta della speranza, con una base soffice con le mele, servita con una colata di cioccolato fondente fuso e a fianco del gelato alla vaniglia, un dolce simbolico e augurale, che celebra il mondo migliore che si può costruire grazie all’esperienza della meditazione.


Per saperne di più: www.newearthcircle.org/cnt-menu.htm


Per partecipare alla meditazione del primo martedì del mese su Second Life:
maps.secondlife.com/secondlife/Asmodeus/71/50/25


Previsioni per il mese

        

Vergine: Pensieri e azioni: Un inizio del mese calmo, forse un po’ pigro, molto riflessivo, sembra il preludio per un periodo via via più attivo ed entusiasta che porterà a nuove iniziative e incontri.

Bilancia: Col cuore in mano: Si affaccia un bel periodo ricco di opportunità e fondamentalmente positivo, caratterizzato anche da una particolare disponibilità e attenzione ai rapporti umani.

Scorpione: Inizio difficile, finale felice: Il mese comincerà con un umore pessimo, probabilmente dovuto ad una situazione antipatica che ti coinvolgerà tuo malgrado, ma con il passare dei giorni le tensioni si allenteranno, forse si risolveranno e tornerà il sereno.

Sagittario: Bella partenza: Settembre inizia sotto i migliori auspici: entusiasmo, voglia di fare e tranquillità interiore. La prima parte del mese ti permetterà anche di sistemare ciò che è rimasto in sospeso e di iniziare qualche progetto rimasto nel cassetto dei sogni. Fine mese un po’ più difficile a causa di qualche contrattempo.

Capricorno: Asso piglia tutto: All’inizio camminerai piano piano, quasi in punta dei piedi ma poi sarà il momento di lanciarti, perché le stelle sono dalla tua parte.

Acquario: Legami di cuore: Sono i rapporti con gli altri, o con un altro in particolare, ad assumere grande importanza per te in questo periodo. Sono rapporti un po’ complicati che ti costringono a prestare attenzione. Non dare niente per scontato.

Pesci: Occhi aperti: Gli eventi non ti lasceranno dormicchiare, richiederanno sempre la tua attenzione, anche se questo può essere complicato per un sognatore come te.

Ariete: Tempo sereno: Le stelle ti riservano un periodo favorevole e tranquillo. Il clima rilassato ti permetterà di goderti sia i giorni di vacanza che i giorni di lavoro cogliendo il meglio da ogni situazione.

Toro: Nuvole in arrivo: Settembre ti costringerà a qualche corsa, a qualche impegno in più, ad affrontare qualche situazione difficile. A fine mese tutto sarà passato e ti accorgerai che, in fondo, questo periodo ti avrà portato dei regali inaspettati.

Gemelli: Tutto e subito: Il mese parte pieno di opportunità, di promesse e di speranze. C’è un grande entusiasmo e ottimismo dentro di te. Sfrutta appeno questo momento perché poi l’entusiasmo potrebbe trasformarsi in pretesa e nervosismo.

Cancro: Ampi orizzonti: È tempo di rivolere lo sguardo al mare aperto, di affrontare la vita con fiducia, di lasciar perdere il passato.

Leone: Pieno di energia: Una gran voglia di fare, di cambiare, di sperimentare, sorretta da una grande energia sia fisica che mentale. Nessuno potrà resisterti.


Un personaggio della Vergine: Janet Frame


Ho scoperto che la mia libertà è dentro di me e nulla la può distruggere.


Janet Frame è una delle più grandi scrittrici neozelandesi. Ha avuto riconoscimenti internazionali e ben due proposte per il Nobel della letteratura ma la sua vita è stata drammatica e solitaria, anche se intensa e piena di immaginazione.

Un personaggio della Vergine: Janet Frame

La sua storia ci parla del grande mondo interiore dei nati sotto il Segno della Vergine e della loro difficoltà ad esprimerlo con semplicità ed immediatezza, quel loro vivere in bilico tra l’immensità che percepiscono e un quotidiano minimalista (… era ancora il mare a reclamare di essere ascoltato, facendo della città una conchiglia che cantava all’orecchio di ognuno).

Nei libri di Janet si contrappongono sempre i due mondi, che lei chiama This world e That world, da un lato il mondo dei normali dall’altro il mondo dei pazzi. Il primo è il mondo del conformismo, il mondo che non le appartiene, l’altro quello degli artisti, dei bambini, è il mondo fantastico che si apre alle persone dotate di sensibilità, in cui sa muoversi disinvolta e senza paure.

Janet nasce il 28 agosto 1924, a Dunedin, in Nuova Zelanda. Il padre lavora alla costruzione della ferrovia e così si deve spostare, con tutta la famiglia, ogni volta che il cantiere si sposta con l’avanzamento dei lavori. I Frame sono poveri, vivono in una delle baracche del cantiere, che la madre rende accogliente ogni volta grazie al suo animo artistico, con pochi e semplici arredi e tanta fantasia. Janet è una bimba molto timida, con difficoltà di comunicazione e questi continui trasferimenti rendono ancora più difficili i legami di amicizia con gli altri bambini e si restringono ai rapporti familiari con le sorelle e il fratello. Janet ha una sensibilità molto accentuata, un’anima vibrante che trova intimità nel contatto con la natura, con gli alberi, il cielo e l’erba verde su cui ama correre e sentirsi libera. Janet è una bimba grassottella, un po’ goffa nei movimenti, con la pelle bianchissima, il viso pieno di lentiggini, con una gran massa di capelli incredibilmente rossi e incredibilmente ricci, a scuola è brava ma con pochi amici, forse anche a causa del suo aspetto trascurato e alla poca simpatia che la sua prima insegnante le dimostra. Sarà un libro a “salvarle la vita”. Una compagna di scuola le presta le Fiabe dei fratelli Grimm e Janet comincia a leggere e a perdersi in quel mondo meraviglioso, dove lei e i suoi fratelli diventano i personaggi dei racconti. E’ la prima, ma non l’unica, volta che la vita di Janet viene salvata da un libro.

Il secondo insegnante che avrà resterà invece incantato dalle poesie di Janet la incoraggerà a scrivere e Janet scriverà, scriverà e scriverà.

Passata l’adolescenza alcuni fatti drammatici tormentano la vita di Janet: le frequenti crisi epilettiche del fratello e la morte di una delle sorelle, annegata. Il dolore provato per questa disgrazia la spingono a chiedere aiuto, ma questo aiuto le viene dato in una forma piuttosto discutibile: viene internata nell’ospedale psichiatrico di Seacliff con la diagnosi di schizofrenia.

Janet, che ha studiato con profitto all’università, che ha per qualche tempo anche insegnato, che scrive bellissime poesie e racconti viene a trovarsi in un mondo che non avrei mai immaginato, fra gente la cui esistenza non avrei mai creduto possibile, che lei descrive come un corso accelerato sugli orrori della pazzia e suoi luoghi abitati da coloro che vengono ritenuti pazzi separandomi per sempre dalle precedenti realtà e dalle sicurezze della vita di ogni giorno.

Un personaggio della Vergine: Janet Frame

E’ un’esperienza devastante. Mi sembrava che la mia vita fosse stata sconvolta da quell’improvvisa suddivisione della gente fra quella “comune”, della strada e questa gente “segreta” che pochi avevano visto o alla quale avevano rivolto la parola, ma della quale molti parlavano, deridendola, con ilarità o paura. Vidi persone con gli occhi sbarrati come l’occhio di un ciclone, circondate da vortici invisibili e silenziosi tumulti che contrastavano stranamente con la loro quiete.

L’ambiente dell’ospedale sembra fatto apposta per annientare le persone. Molti pazienti rinchiusi in altri reparti di Seacliff non avevano neppure un nome, solo soprannomi, nessun passato, nessun futuro, solo un Adesso di reclusione, un’eterna Isola del Presente senza orizzonti che la accompagnassero, senza appoggi né appigli, e perfino senza il suo cielo mutevole.

Janet, definita malata mentale, descrive quell’esperienza con un’incredibile lucidità: Cominciai a provare un sentimento di impotenza verso la situazione in cui mi trovavo. Vivevo in una terra solitaria che penso assomigli al luogo dove i moribondi passano i loro ultimi istanti prima di morire, e dal quale chi fa ritorno al mondo dei vivi porta inevitabilmente con sé un punto di vista privilegiato, descrivendolo come un incubo, come un tesoro, e qualcosa che ti apparterrà per tutta la vita; penso talvolta che debba essere il miglior punto di osservazione al mondo, poiché la vista spazia perfino più lontano che dalle montagne dell’amore, simile per estasi ed esposizione alle intemperie, così vicino alle dimore degli antichi dèi e dee.

Sottoposta a quattrocento elettroshock che lei vive come vere e proprie esecuzioni, da cui emerge ogni volta come dalle tenebre, riesce a non distruggersi. Leggendo le sue parole viene da chiedersi come gli pseudoscienziati abbiano potuto trascinare la medicina così in basso, come abbiano potuto sottoporre degli esseri a trattamenti così inumani e umilianti.

Per fortuna Janet non smette di scrivere e di spedire a casa i suoi lavori, che partecipano così anche a importanti concorsi letterari.

… fu la mia attività di scrittrice a salvarmi. Avevo visto nell’ufficio del reparto la lista di coloro che dovevano essere lobotomizzati, con il mio nome insieme ad altri cancellati a mano a mano che veniva eseguita l’operazione. Il mio “turno” doveva essere molto vicino, quando una sera il primario dell’ospedale, il dottor Blake Palmer, fece una visita inattesa al reparto. “Ho deciso che deve restare com’è. Non voglio che cambi… - le dice il dottore - Lei ha vinto il premio Hubert Church per la prosa”.

Un personaggio della Vergine: Janet Frame

Per la seconda volta è un libro a salvarla, questa volta uno scritto da lei stessa: The lagoon (1951). Nella descrizione della laguna, Janet sembra anticipare il lavoro di ricostruzione di se stessa che dovrà intraprendere uscita dall’ospedale: Con la bassa marea tutta l'acqua è risucchiata nel porto, e la laguna non c'è. C'è solo una distesa di sabbia, grigia e sporca, ombreggiata di pozze scure d'acqua di mare, dove se sei fortunato puoi trovare un polipo neonato, la carcassa arancione screziata di un granchio, o il relitto sommerso di una barchetta giocattolo. C'è un ponte sulla laguna, e da lì, riflessa nelle pozze d'acqua, puoi vedere la tua immagine, intrappolata da piccole onde e stralci di nuvole. A volte la notte si vede anche una luna subacquea, velata e segreta.
Grazie al libro, a Janet viene risparmiata la lobotomia. Altre sue sventurate compagne sono invece sottoposte a questa “cura” che le rende silenziose, docili… con …gli occhi grandi e scuri, la faccia pallida, con la pelle sudata. Venivano “riadattate” per essere inserite nella realtà quotidiana, descritta sempre come “fuori” e per questo a loro si parlava, venivano accompagnate a passeggio, abbellite con il trucco e con sciarpe a fiori che coprivano la loro testa rasata.

Uscita dall’ospedale Janet comincia a viaggiare in Europa e negli Stati Uniti d’America. Le strade che percorre nel mondo esterno si intrecciano con i sentieri del suo mondo interiore, alla ricerca di sé stessa, attraverso e oltre le esperienze vissute. E questo cammino è raccontato nei suoi libri: Owls do cry (1960), Faces in the water (1961), The edge of the alphabet (1962), Scented gardens for the blind (1963), The adaptable man (1965), Intensive care (1970), Daughter Buffalo (1972). Dopo il ritorno in Nuova Zelanda pubblicherà Living in the Maniototo (1979), To the is-land (1983), An angel at my table (1984) e The envoy from mirror city (1985).

Gli ultimi tre libri possono essere considerati una trilogia autobiografica e sono la base del film del 1990, An angel at my table, della regista Jane Champion, sulla vita di Janet Frame.

Janet muore il 29 gennaio 2004 a Dunedin, sua città natale.


D’ora in ora più selvatica. Lo so.

Da tanti anni divorata,

tagliata, ritagliata, i rami costretti a destra e a manca,

mi slanciai, fiorendo, minuti fiori bianchi

sopra gli steccati fisso in viso le persone.

Mi guardano le api, mi ha preso in mano il vento.

Forte e aspro è il mio gusto, rigogliose le mie fronde.

Si acciglia la gente, se vede che metto ancora una radice.


Il trailer del film An angel at my table: www.youtube.com/watch?v=xfMh-fRSH5E





AGOSTO 2017

Lughnasadh, la festa della Nuova Terra


Lughnasadh, la festa della Nuova Terra

La leggenda vuole che Lughnasadh prenda nome da Lugh, il re splendente, che istituisce questa festa per celebrare di Tailtiu, la sua madre adottiva. Tailtiu è l’Irlanda e più in generale è il simbolo della Terra fertile.

Lughnasadh si celebra il primo agosto, è la festa del raccolto, dell’abbondanza, della generosità di Madre Terra ma, come ci racconta il libro “LE FESTE DEI CELTI” che stiamo usando come guida in questo nostro viaggio sulla via Spirituale che l’antico calendario propone, ha anche un significato più profondo. Lughnasadh fa parte del quarto gruppo delle feste del Calendario celtico, quelle dedicate alla partecipazione cosciente all’esistenza, e celebra la Nuova Terra cioè la realizzazione dell’Antica Profezia, la realizzazione della speranza della ricostruzione dell’Eden.

Lughnasadh, la festa della Nuova Terra

L’opulenza dei frutti, l’abbondanza del raccolto, diventano i simboli della ricchezza e della felicità del Mondo di Gwenved, il mondo dei Viventi, cioè di coloro che accedono ad un piano di esperienza più ampia, dove la realtà può essere contemplata nel suo aspetto reale oltre le limitazioni del Mondo di Abred, quello dell’apparenza delle cose.

Il nostro testo guida ci porta in un passato lontano ma quanto mai vivo e presente nel cuore dei nativi europei, e ci racconta di antiche usanze, di un mondo in cui la gestione delle cose comuni, il ricordo dell’esperienza vissuta e la consapevolezza della propria dimensione spirituale si intrecciano dando luogo ad una festa che si svolge su più piani e più dimensioni.

Lughnasadh, la festa della Nuova Terra

Così mentre si preparavano e si gustavano frittelle tonde a base di mais (Natan) accompagnate da verdure speziate e pani di mais cotti con frutta (Utan), si organizzavano le gare tra i Clan che proponevano i loro campioni di tiro con l’arco e tiro alla fune, di lotta o corsa o altri giochi che richiedevano particolare abilità come l’antico Siv-sat. Le gare prevedevano anche composizioni musicali e poetiche, perché anche l’arte aveva il suo spazio e la sua importanza.

Mentre si adornavano le case con pannocchie e spighe legate a gruppi di tre o con oggetti simbolici realizzati con gli steli delle messi, si celebrava il ricordo (Kashod), sia del proprio percorso personale sulla via della meditazione, sia del cammino dell’umanità nel suo insieme, dal punto di vista delle vicende storiche e delle conquiste spirituali raccolte nella tradizione druidica.

Si costruivano anche delle capanne leggere dove gli innamorati potevano trascorrere insieme la notte e dove ognuno poteva trovare un momento in cui fermarsi a riflettere sul senso del ricordo.

La notte infine era illuminata dai grandi fuochi intorno ai quali si cantava e si danzava in onore del re Lugh.

Vale la pena di ricordare ancora che, in Scozia, in questo giorno si celebra l’antica ballata di John Barleycorn. Le parole ripercorrono il ciclo della vita, morte, rinascita delle messi e ribadiscono il processo alchemico che porta ogni ricercatore del senso della vita a morire e rinascere più volte per trovare l’infinita libertà dello spirito.


“LE FESTE DEI CELTI” di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero è edito dalla Keltia Editrice


Previsioni per il mese

        

Leone: Sognare in grande: Sei alla ricerca di cose nuove e, diciamolo pure, di grandi cose! Non ti accontenti dei piccoli passi, vuoi correre e vuoi una grande e lunga strada davanti a te.

Vergine: Davanti allo specchio: Ti stai chiedendo che cosa vuoi davvero, al di là di ciò che altri ti propongono o in cui vogliono coinvolgerti. C’è in questo “guardarti” semplicità e allegria, atteggiamenti che riservi pure all’esterno e che faciliteranno i rapporti con chi ti sta vicino.

Bilancia: Come un gatto sul cuscino: Dormicchiare, stiracchiarsi, lasciare per un po’ le faccende in stand by, questo è ciò che ti andrebbe di fare questo mese. Come il gatto però sarai attento a tutto ciò che ti succede intorno e all’occorrenza saprai anche risolvere questioni nel migliore dei modi.

Scorpione: Piani, progetti e programmi: È il momento favorevole per pianificare i prossimi mesi, per individuare le prospettive a lunga scadenza, per trovare nuove strade. C’è una tranquillità di base che ti permette di guardare con chiarezza intorno a te.

Sagittario: Guarda dove metti i piedi: Grande vitalità, grande ottimismo, gran voglia di fare e di giocare con la vita. Un bel mese che però ti mette in guardia contro inciampi che il tuo stesso slancio può procurarti.

Capricorno: Punta su di te: Le stelle ti consigliano di dare spazio a tutte le cose che hai dentro di te: i tuoi interessi, le tue speranze, le tue curiosità, la tua forza interiore. Lascia che il tuo cuore corra libero, senza una meta già stabilita.

Acquario: Molla gli ormeggi: Se una situazione ti agita lasciala perdere, se una persona è irritante lasciala stare. Regalati una vacanza dal nervosismo che ti coglie così facilmente. Non vale la pena di alimentare queste scaramucce inutili.

Pesci: Con la testa tra le nuvole: In questo mese per te contano i sogni, gli affetti, la dolcezza ma che nessuno ti chieda di far conti o organizzare qualcosa, o riuscirai a combinare ogni genere di pasticci! Vivrai momenti bellissimi con chi ti vuole bene.

Ariete: Sempre pronto: Agosto ti regala positività e vitalità a piene mani. Sarai sempre pronto ad affrontare ogni situazione, ogni persona, ogni evento, sicuro di trovare le migliori soluzioni pratiche con facilità e buonumore.

Toro: Nulla ti può fermare: Qualche impedimento lo incontrerai ma la tua forza e le tue capacità sapranno trovare le risposte migliori in ogni frangente.

Gemelli: Ritrovare il baricentro: Molte cose si muovono intorno a te, alcune decisamente soddisfacenti, altre disturbate da piccoli intoppi. Avrai la lucidità di non farti trascinare e di cercare sempre il punto fermo dentro di te.

Cancro: Dondolando sull’amaca: Finalmente un periodo all’insegna del dolce far niente. Ti regalerà prospettive nuove e nuovi incontri. Goditi la vacanza.


Un personaggio del Leone: Abebe Bikila


Ho voluto che il mondo sapesse che la mia gente ha sempre vinto con determinazione ed eroismo.

Così disse Abebe Bikila il giorno della sua vittoria, il 10 settembre 1960, alle olimpiadi di Roma.

Abebe Bikila è forse il più famoso maratoneta olimpico, personaggio con un posto d’onore nell’immaginario collettivo, per quella sua corsa straordinaria, a piedi nudi, sulle vie di Roma.

Un personaggio del Leone: Abebe Bikila

La sua storia torna alla ribalta nel film L’Atleta, del 2009, diretto da Davey Frankel e Rasselas Lakew, presentato lo stesso anno all'Edimburg International Film Festival, proposto per la candidatura come miglior film straniero ai premi Oscar del 2011 e inserito nel 2015 nell’ambito del Romafrica Film Festival. Bikila aveva già avuto una “citazione” nel film Il maratoneta, triller del 1976 diretto da John Schlesinger, in cui il protagonista, Dustin Hoffman, guarda il video di Bikila che corre, in una stanza in cui le foto del campione sono appese alle pareti.

Bikila è nostro ospite in questa puntata di agosto, come rappresentante del Segno del Leone di cui impersona il coraggio, la volontà, il desiderio di riscatto e di affermazione individuale. E molto “leonino” si rivela anche nelle parole di Basil Heathley, l’atleta britannico medaglia d’argento alla maratona di Tokio, che, stringendogli la mano alla fine della gara dice di aver provato una grande emozione perché in lui si percepiva qualcosa di oltre: era esile all’eccesso, taciturno all’eccesso e aveva un portamento maestoso. Non c’era traccia di arroganza in lui, semplicemente non sembrava propriamente umano. Ogni Leone, indipendentemente dalla sua attività o posizione sociale, ha sempre in sé qualcosa di regale.

Un personaggio del Leone: Abebe Bikila

Abebe Bikila nasce il 7 agosto 1932 a Mout, sulle montagne della Shoa, in Etiopia, fino a diciannove anni lavora la terra. Nel 1941 si arruola nell’esercito etiopico come soldato semplice della guardia del corpo del negus Hailé Selassié. Nell’ambito dell’esercito, Bikila comincia a praticare sport a livello agonistico. Bikila si fa notare ai campionati etiopici militari, così il tecnico Onni Niskanena, arrivato dalla Svezia, cui Selassié aveva affidato il compito di individuare e allenare dei soggetti particolarmente dotati, per farne dei campioni, lo include nella rosa dei prescelti per una possibile partecipazione alle olimpiadi di Roma.

Alto un metro e settantacinque centimetri, Bikila pesa sessanta chili, corre leggero come una gazzella e sotto la guida di Niskanen diventa maratoneta.

Niskanen sottopone Bikila, che dimostra delle qualità eccezionali, ad un allenamento durissimo in cui alterna corsa campestre, corsa su strada e corsa su pista, fino a fare di lui un atleta completo. Della vita di Bikila non ci sono molte notizie e per quello che possiamo conoscere la sua vita e la sua corsa diventano una cosa sola. Si sa che il suo rigore nel prepararsi alla gara è totale, mai un ritardo, mai un lamento, mai una critica. In poco tempo migliora la tecnica, migliora lo stile, migliorano i tempi.

Bikila arriva a Roma un mese prima dell’inizio delle Olimpiadi. Il clima è di grande festa e attesa per l’avvenimento: è la prima Olimpiade che si svolge in Italia e per la prima volta sarà trasmessa dalla televisione, ma Bikila non si fa distrarre, studia le strade che costituiranno il percorso di gara, si allena ogni giorno sotto la guida di Niskanen, che lo segue passo passo a bordo di una Cinquecento.

Un personaggio del Leone: Abebe Bikila

Si presenta alla maratona il 10 settembre 1960, atleta praticamente sconosciuto ma pronto a vincere. I favoriti sono altri, il russo Sergei Popov e il marocchino Rhadi Ben Abdesselam.

Bikila si prepara a correre senza indossare le scarpe. Qualcuno dice che per lui, abituato a correre scalzo, sono scomode, qualcun altro afferma che si tratta di una scelta strategica dell’allenatore, che ha notato un miglioramento nella velocità del campione quando corre scalzo e, dato che la maratona si disputerà in notturna, la possibilità di correre su un asfalto non rovente. Di fatto quella scelta contribuirà a creare la leggenda di Abebe Bikila, che diventerà un simbolo. Bikila corre, sconosciuto, agile, leggero, figlio di una terra che era stata colonia. Corre sulle strade di Roma, corre sulla storia. In quegli anni sessanta che si aprivano pieni di speranza, verso la conquista di nuove libertà, superati gli anni dolorosi della guerra e quelli severi della ricostruzione, la corsa di Bikila è il riscatto dal colonialismo, la possibilità di chi non è nessuno, la speranza di tanti che guardano il futuro. E Bikila vince. Supera Popov, supera Rhadi e taglia il traguardo, con un ultimo incredibile scatto e stabilisce il nuovo record mondiale con le sue 2 ore 15minuti e 16 secondi. In Etiopia è un eroe nazionale e in tutto il mondo diventa leggenda.

Intanto si prepara per partecipare alle olimpiadi di Tokio del 1964. È un momento difficile per Bikila: nel ’63 ha partecipato alla maratona di Boston ma non ha vinto, è reduce da un’operazione di appendicectomia e non ancora completamente ristabilito, ma nonostante questo è già davanti a tutti al ventesimo chilometro e vince, anzi migliora ancora una volta il record mondiale, completando la maratona in 2 ore 12 minuti e 11 secondi. Il secondo arrivato, Basil Heathley, taglierà il traguardo quasi quattro minuti dopo. Bikila è il primo atleta a vincere per due volte di seguito le Olimpiadi.

Nel 1968 si presenta ancora a Città del Messico ma non è in buona forma. La frattura del perone, dell’anno precedente gli procura troppo dolore e deve ritirarsi prima della fine della gara. È l’ultima corsa, perché l’anno successivo in un incidente stradale, in Etiopia, perde l’uso delle gambe ed è costretto sulla sedia a rotelle. Bikila non si arrende neppure davanti a questa disgrazia riciclandosi come atleta e nel 1972 parteciperà alle paraolimpiadi di Heidelberg gareggiando nel tiro con l’arco.

Bikila muore il 25 ottobre 1973, a soli 41 anni, nell’ospedale di Addis Abeba per un’emorragia cerebrale.

Ma a noi piace immaginarlo correre ancora, leggero, a piedi scalzi, sui sentieri delle stelle…


Filmato della maratona di Roma: https://www.youtube.com/watch?v=02beIMlqu5g

Per vedere il film L’Atleta, in italiano: https://www.youtube.com/watch?v=lW13KukJ0Lc





LUGLIO 2017

Zodiaco in giallo


L’arrivo dell’estate, la voglia di vacanza, il piacere della lettura sotto l’ombrellone o sotto un pergolato ci hanno suggerito l’idea di coinvolgervi in un gioco. Uno dei generi letterari che risulta molto gettonato come lettura estiva è il giallo. Coinvolgente al punto giusto, non troppo impegnativo, a seconda dei gusti più puntato sull’enigma da risolvere o sull’azione, piace a molti. I protagonisti di queste storie sono gli investigatori che con modalità diverse indagano e risolvono i casi più o meno intricati e intriganti. E il gioco direte voi in cosa consisterebbe? In una specie di esperimento che parte da questa ipotesi: gli investigatori sono tanti hanno caratteri diversi e utilizzano differenti modalità di approccio e tecniche di indagine. Potrebbe essere che ogni autore, a seconda del suo Segno di nascita crei un personaggio che muovendosi nella trama gialla riproduca le caratteristiche di quel Segno? Vi proponiamo dodici autori e per ognuno uno dei suoi protagonisti. A voi trarne le conclusioni.

Zodiaco in giallo

Partiamo con il Segno del mese, il Cancro e con Dan Brown, scrittore nato ad Exeter, nel Regno Unito, il 22 giugno 1964, proprio all’inizio del Segno, possiamo dire in cuspide tra Gemelli e Cancro. Come tutti i nati nel passaggio da un Segno ad un altro Dan Brown mantiene qualche tratto del Segno precedente. Figlio di una musicista molto religiosa e di un insegnante di matematica eredita la sensibilità artistica dalla madre e la passione per l’enigmistica e le caccia al tesoro dal padre. Dopo la laurea tenta prima di affermarsi come pianista e cantautore e poi come insegnante, ma alla fine sceglie di diventare scrittore a tempo pieno. L’anima duplice dei Gemelli viene trascesa quando Dan si tufferà nel mondo onirico dei simboli, caro al Segno del Cancro. Appassionato di storia dell’arte e in particolare delle opere di Leonardo da Vinci, raggiungerà il successo con la pubblicazione de Il Codice da Vinci, un triller avvincente in cui sono abilmente mescolate arte, religione e crittografia. Protagonista è il professor Robert Langdon, esperto di simboli antichi oltre che docente di iconologia religiosa all'Università di Harvard. Ironico, arguto, brillante porta avanti le sue indagini tra il mondo concreto e quello del sogno. Inoltre il nostro professore si trova molto a suo agio nell’acqua, l’elemento del Cancro, perché è un ottimo nuotatore. Di lui sappiamo anche che soffre di claustrofobia a causa di un trauma infantile, e anche questo legame con i primi anni della vita ci riporta al carattere cancerino.

Si direbbe che gli elementi corrispondano, proviamo a continuare con un altro scrittore nato in cuspide, questa volta tra Cancro e Leone. Raymond Chandler nasce infatti a Chicago il 23 luglio 1888. Figlio di uno statunitense e di un’irlandese comincia a scrivere per guadagnarsi da vivere e pubblica il suo primo racconto nel 1933, sulla rivista Black Mask. Chandler è molto critico nei confronti degli autori del giallo classico e si differenzia da loro sia nella costruzione delle trame, decisamente realistiche, sia nello stile accurato e immediato, caratterizzato dall’uso del discorso diretto. Nel suo primo romanzo, Il grande sonno, del 1939, compare il detective Philip Marlowe che sarà protagonista di altri sette romanzi. Apparentemente duro, solitario, tormentato, riflessivo, Marlowe indaga nell’America degli anni trenta, descritta da Chandler con grande realismo. Marlowe ha una sua innata eleganza, nonostante la dipendenza dall’alcool e dal fumo, e un profondo senso della giustizia che lo guida, mentre è completamente disinteressato al denaro, che spende senza curarsene minimamente. E sono tratti che richiamano il Segno del Leone.

Per il Segno della Vergine proponiamo Andrea Camilleri e il suo commissario Montalbano. Camilleri nasce a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, il 6 settembre 1925 e vive a Roma dalla fine degli anni quaranta. Scrittore, regista e sceneggiatore, Camilleri è noto al grande pubblico soprattutto come creatore di Salvo Montalbano, il commissario di polizia di Vigata, cittadina immaginaria di una Sicilia raccontata con realismo, amore e ironia. Camilleri scrive usando un linguaggio misto tra l’italiano ed il siciliano ricreando ambienti, atmosfere e personaggi di straordinaria vivezza. Non mancano le citazioni: Montalbano deve il suo nome a Manuel Vázquez Montalbán, scrittore spagnolo, creatore dell’investigatore Pepe Carvalho. Nel contempo Camilleri, per tratteggiarne il carattere, si ispira anche al Maigret di George Simenon. Montalbano è un commissario sui generis, ama i libri e la buona cucina, detesta le scartoffie, la burocrazia, i fogli da firmare, le formalità, le genealogie, le persone che si nascondono dietro il loro ruolo. Dotato di logica, intuito e umanità, di coraggio e onestà è fondamentalmente un solitario e il suo grande amore, Livia, vive lontano da lui ed è presente più che altro come voce al telefono e solo ogni tanto di persona. Non ama mettersi in primo piano e quando è costretto a farlo spesso si trova a fare pessime figure. Anche in questo caso l’affinità con il carattere della Vergine è piuttosto evidente.

Zodiaco in giallo

Ed McBain, nato a New York il 15 ottobre 1926 e cresciuto nel quartiere di East Harlem, è l’autore che abbiamo scelto in rappresentanza del Segno della Bilancia. Ed McBain, è uno dei nomi d’arte utilizzati da Evan Hunter, che alla nascita si chiamava Salvatore Lombino ed era figlio di immigrati italiani. Scrittore estremamente prolifico ha pubblicato centinaia di romanzi polizieschi, firmando ora con il suo vero nome ora con uno dei suoi diversi pseudonimi (Richard Marsten, Hunt Collins, Ezra Hannon, Curt Cannon…). Con il nome Ed McBain, ha scritto la famosa serie di romanzi dell'87º Distretto, i cui protagonisti sono gli agenti di un immaginario distretto di polizia situato a Isola, quartiere di una città costruita dalla fantasia di McBain sulla pianta del quartiere newyorchese di Manhattan, ruotata di 90 gradi. La squadra dei detective rappresenta il crogiolo di razze della società americana, infatti troviamo il nero Arthur Brown, gli irlandesi Eileen Burke e Bob O'Brien, gli americani Cotton Hawes e Bert Kling, l'ebreo Meyer Meyer. Il personaggio principale è l’italo-americano Steve Carella, che McBain descrive così: La sua statura era di un metro e ottandue, aveva spalle larghe, fianchi stretti, e i movimenti sciolti da atleta, cosa che non era. Gli occhi scuri, e un po' a mandorla, gli davano caratteristiche orientali... C’è qualcosa della Bilancia in quei suoi movimenti eleganti, come nel suo profondo e onesto senso della giustizia, che lo porta a provare pietà per le vittime, e in quell’idea sociale del gruppo di detective che lavorano insieme.

Per il Segno dello Scorpione presentiamo Martin Cruz Smith, nato a Reading, in Pennsylvania, il 3 novembre 1942. I suoi genitori sono John Calhoun Smith, musicista jazz, e Louise Lopez, nativa americana, cantante jazz e leader del movimento per i diritti degli indiani d'America. Nei suoi primi due romanzi, The Indians Won e I due cuori di Roman Grey, affronta proprio il problema delle minoranze. Il successo internazionale arriva nel 1981 con la pubblicazione di Gorky Park. Gorky Park è un romanzo giallo che ha come protagonista Arkady Renko, capo della Polizia Criminale di Mosca e figlio di un famoso generale dell'Armata Rossa, disilluso dal regime brezneviano e senza miti per quanto riguarda l'Occidente. L’Unione Sovietica si sta disfacendo e in questo clima corroso e un po’ oscuro, Renko si muove, indaga, scopre. A parte l’ambientazione molto affine alle atmosfere care allo Scorpione, anche lo stesso Rienko con il suo intuito acuto e lo sguardo solo apparentemente cinico ben interpreta l’ombroso Segno autunnale.

Ed ecco Rex Stout, nato a Noblesville, nell’Indiana, il 1° dicembre 1886, sotto il Segno del Sagittario.  Stout è famoso per aver unificato, nella sua produzione, il giallo d'azione americano e il giallo deduttivo inglese, grazie allo stratagemma dei due protagonisti delle sue storie, Archie Goodwin e Nero Wolfe. Stout si dimostrò geniale fin da piccolissimo: a tre anni aveva già letto la Bibbia, a dieci tutti i testi del padre, insegnante, su scienza, filosofia, storia e poesia. Dai diciotto ai ventun’anni servì nella Marina degli Stati Uniti come sott’ufficiale a bordo del Mayflower, lo yacht del presidente Roosevelt, poi girò per quattro anni l'America da una città all'altra, facendo i lavori più diversi, dal contabile ambulante al venditore di sigari o di libri, alla guida turistica, allo stalliere. Cominciò a scrivere, nel 1912, inizialmente per riviste e settimanali. Il successo come scrittore arrivò nel 1934 con il suo primo romanzo giallo Fer de Lance in cui compaiono per la prima volta Wolfe e Goodwin.  Un successo che tornò per ben 42 volte, tanti quanti furono i libri pubblicati con gli stessi protagonisti. Wolfe e Goodwin sembrano essere le due anime del Sagittario: il primo è quello che punta sicuro la freccia pronto a scagliarla sul bersaglio, il secondo rappresenta le zampe veloci che corrono dove serve quando è necessario. Dal unto di vista fisico Stout somiglia di più a Goodwin, con il suo fisico asciutto, agile, pieno di energia ed anche per il suo amore per le donne, si dice infatti che fosse innamoratissimo della sua seconda moglie. Wolfe è tutto il contrario: grosso, pesante, sedentario, abitudinario, maniacale e misogino. Entrambi però amano i libri, le orchidee e la buona cucina. Entrambi detestano la televisione, il cinema e i politici. Wolfe risolve i suoi casi stando seduto sull’enorme poltrona costruita appositamente per contenerlo e non lascia mai la sua casa di arenaria. Se serve andare sulla scena del delitto spedisce Goodwin.

Zodiaco in giallo

Per il Capricorno ecco Umberto Eco, nato ad Alessandria il 5 gennaio 1932, semiologo, filosofo e scrittore. Esordisce nella narrativa nel 1980 con il suo primo romanzo Il nome della rosa che diventa in brevissimo tempo un best-seller internazionale, tradotto in più di quaranta lingue. Il nome della rosa è un giallo storico, segue le regole del giallo deduttivo ma l’ambientazione medioevale e la componente filosofica ne fanno una storia particolarmente avvincente e affascinante. Protagonista dell’indagine è Guglielmo da Baskerville (nome che richiama ad una delle avventure classiche di Sherlok Holmes, Il mastino dei Baskerville), frate francescano, che, aiutato dal suo discepolo Adso, si trova ad indagare sulla strana morte di un monaco avvenuta all’interno di un’abazia. La storia ha una struttura molto rigorosa, molto capricorniana potremmo dire, suddivisa in sette giornate, ordinatamente scandite dai ritmi della vita monastica. E Guglielmo con il suo metodo estremamente logico e deduttivo riecheggia la determinazione, la disciplina e la coerenza del Capricorno.

Georges Simenon, nato a Liegi il 13 febbraio 1903 è il nostro rappresentante del Segno dell’Acquario. Scrittore belga di lingua francese, autore di centinaia di romanzi e racconti, è conosciuto soprattutto come “padre” del commissario Maigret. Jules Maigret è il protagonista di settantacinque romanzi e ventotto racconti. L’aspetto massiccio che gli viene dalla sua origine contadina e il carattere burbero sono mitigati dalla sua aria distinta. Maigret ama la buona tavola, la buona birra e fuma la pipa. Maigret indaga calandosi nell’ambiente in cui è stato commesso il delitto, lasciandosi permeare dalle atmosfere e dagli umori della gente, perché i delitti su cui lavora non sono enigmi da risolvere, incastri perfetti da scardinare ma casi umani, a volte disperati, a volte amari e talvolta perfino giustificabili. Le storie non sono sfide intellettuali tra assassini dall’intelligenza perversa e detective con straordinarie doti di logica e intuito ma situazioni in cui uomini e donne vivono dei drammi che trovano uno sbocco infelice e drammatico. Vicende che manifestano la precarietà di certe condizioni umane, che l’Acquario sa cogliere afferrando l’attimo in cui nell’apparente tranquilla ovvietà si produce una piccola crepa.

Peter Robinson è nato a Castleford, nello Yorkshire, il 17 marzo 1950, sotto il Segno dei Pesci, ha vissuto in Inghilterra e studiato all'Università di Leeds, laureandosi in letteratura inglese, prima di emigrare in Canada, dove vive tutt’ora e dove occasionalmente insegna tecnica del romanzo giallo all’Università di Toronto. Ha scritto romanzi e racconti che hanno ricevuto riconoscimenti significativi, oltre che poesie e articoli sull’arte e sulle tecniche di scrittura. Famosi sono i suoi romanzi gialli ambientati a Eastvale, città che in realtà non esiste, e nei suoi dintorni. Il protagonista di queste storie è l’ispettore capo Alan Banks che “nasce” con il romanzo Gallows View del 1987 per poi percorrere una lunga carriera che lo vede all’opera in ormai sedici libri. Banks ha un fascino tutto particolare: appare sempre un po’ trasognato anche se è attento, ha modi molto british e si muove nelle situazioni quasi come se si trovasse lì per caso. Come tutti i nati sotto il Segno dei Pesci ha le sue contraddizioni: ama la musica classica ma conserva un profondo legame con la musica pop, indaga utilizzando l’empatia e si trova spesso a percorrere strade tortuose che inizialmente sembravano dritte e piane. Il suo ufficio è composto da una scrivania di metallo, due sedie e una finestra, un ambiente che sembra un quadro surrealista…

Zodiaco in giallo

Edgar Wallace, Ariete, nasce a Greenwich il 1° aprile 1875. Scrittore, giornalista e sceneggiatore britannico è considerato, con Arthur Conan Doyle e Agatha Christie un maestro della letteratura gialla del Novecento. Wallace ha scritto 175 romanzi, 24 drammi e vari articoli. Oltre 160 film hanno preso spunto dalle sue storie. Tra l’altro è sua la sceneggiatura del famoso film King Kong. Wallace aveva un’incredibile capacità di scrivere e si dice fosse in grado di completare un intero romanzo in un week-end. Nonostante la sua incredibile produzione non riuscì mai a diventare ricco. Sempre molto nervoso, beveva 40 tazze di tè e fumava 80 sigarette al giorno.

Tra i suoi personaggi ricordiamo J.G. Reeder, meglio conosciuto come Mr. Reeder, l'investigatore dalla mente criminale. Mr. Reeder è un ometto dall’apparenza innocua, decisamente poco interessante che, grazie ad una sorta di “deformazione mentale” è in grado di prevedere le mosse dei criminali e di risolvere i casi più complicati. Dell’Ariete interpreta il senso della sfida e la capacità di precedere le mosse dell’avversario.

 Peter Høeg, scrittore danese, nasce a Copenaghen il 17 maggio 1957, sotto il Segno dei Toro.

Figlio di un avvocato e di una studiosa di filologia classica, Peter si diploma al Frederiksberg Gymnasium nel 1976 e in seguito studia letteratura comparata all'Università di Copenaghen. Prima di dedicarsi interamente alla scrittura, Høeg lavora come attore, ballerino, insegnante di recitazione e marinaio. Viaggia in lungo e in largo per il mondo, soprattutto in Africa. Sua moglie Akinyi è keniota. La sua vita è caratterizzata da un forte impegno sociale, soprattutto nei confronti delle popolazioni del Terzo Mondo. Conquista fama internazionale con la pubblicazione del suo terzo libro Il senso di Smilla per la neve, un "giallo" ambientato tra Copenaghen e i ghiacci della Groenlandia. La protagonista, Smilla Jaspersen, nata in Groenlandia, vive e lavora a Copenhagen. Smilla diventa investigatrice suo malgrado quando si trova coinvolta in una storia che tutti preferiscono ignorare: la morte di un bambino suo vicino di casa. Il personaggio di Smilla ha del Toro la determinazione e il coraggio, ma soprattutto il forte legame con gli elementi naturali, in questo caso la neve della sua terra d’origine.

Concludiamo con un’autrice dei Gemelli: Patricia Cornwell, nata a Miami il 9 giugno 1956. La Cornwell, ormai scrittrice famosa e plurimiliardaria ha vissuto un'infanzia e un’adolescenza difficili. Dal punto di vista lavorativo, prima di diventare famosa come scrittrice, è stata giornalista e analista informatica presso l'ufficio di Medicina Legale della Virginia. Il successo è arrivato con la serie di romanzi polizieschi che hanno come protagonista il medico legale Kay Scarpetta. La dottoressa Scarpetta è aiutata nelle sue indagini dalla nipote Lucy esperta informatica. Kay e Lucy sembrano essere proiezioni dell’anima di Patricia e della dualità propria dei Gemelli, entrambe riflettono una parte dell’esperienza di vita dell’autrice, dalle competenze professionali alle storie non sempre facili del suo vissuto personale. Kay, la parte più coraggiosa, e Lucy quella più problematizzata sanno però aiutarsi e fare fronte comune, risolvendo i casi più intricati.


Previsioni per il mese

        

Cancro: Voltare pagina: Vecchie situazioni si chiudono, nuove opportunità si aprono, soprattutto per quanto riguarda i rapporti con le persone. Da parte tua troverai nuovo coraggio nel guardare con onestà sia dentro di te sia ciò che hai di fronte.

Leone: Sul podio: Hai voglia di metterti in gioco, di assumerti responsabilità, di costruire e la fortuna ti sostiene, facilitando il buon esito delle tue azioni.

Vergine: Turbolenza: Nel cielo corrono le nuvole mostrando sprazzi di ombre e luci. Mantieni la calma e l’equilibrio che ti permettono di superare ogni burrasca e anche di cogliere i momenti belli che questo mese porta con sé.

Bilancia: Piacevoli incontri: Avrai modo di esprimerti al meglio e dare spazio alla tua propensione per la socialità. Dovrai invece far fronte a qualche tensione nei tuoi rapporti affettivi ma nell’insieme l’umore sarà positivo e saprai cogliere il meglio da questo mese.

Scorpione: Tieni saldo il timone: Diciamo che il vento sarà capriccioso in questo mese di luglio e a volte soffierà favorevole e altre volte contrario ma saprai tenere la rotta mantenendo chiari i tuoi obiettivi.

Sagittario: Avanti tutta!: E’ il momento di dare libero sfogo alla tua naturale voglia di correre, di andare lontano, di scoprire cose nuove e di stringere nuove amicizie. Un mese tutto da godere.

Capricorno: Guardare lontano: Ci sono situazioni che hanno bisogno di pazienza e perseveranza, anche perché non dipendono solo dalla tua volontà e capacità. Ma l’orizzonte è sereno e promette esiti positivi.

Acquario: Allergia: Come nel mese scorso il tuo umore sarà piuttosto ballerino e i tuoi desideri contradditori, soprattutto nei rapporti con gli altri. Come se non bastasse tutto ciò che non corrisponde a ciò che vorresti ti provoca autentico prurito. Fortunatamente ogni tanto il tuo sense of humour saprà regalarti e regalare qualche bella risata.

Pesci: A gonfie vele: Un bel mese per te. Ti permetterà di concretizzare alcuni sogni che tieni da tempo nel cassetto e di portare a termine alcuni progetti messi in atto.

Ariete: Giornate effervescenti: Luglio ti porta momenti di nervosismo alternati ad altri di spumeggiante allegria, toccherà a te destreggiarti e trovare equilibrio e positività.

Toro: Sturm und drang: Affronti con impeto ogni cosa, ogni situazione, ogni persona. Questo ti porta a chiarire delle situazioni ma a volte anche a creare qualche tensione.

Gemelli: Atmosfera di vacanza: Sono favoriti i viaggi e i nuovi incontri ma, anche se non sei ancora in partenza, è come se fossi già in vacanza.


Un personaggio del Cancro: Peter Singer


Solo coloro che antepongono la fede religiosa alle convinzioni fondate sul ragionamento e sulle prove possono ancora sostenere che la specie umana sia la specie prediletta dell'intero universo, o che gli altri animali siano stati creati per provvederci di cibo, o che abbiamo una divina autorità su di essi nonché il divino permesso di ucciderli.


Un personaggio del Cancro: Peter Singer

Sono parole di Peter Singer, filosofo di fama internazionale, noto soprattutto per le sue posizioni animaliste e riconosciuto come profeta della liberazione animale, le cui riflessioni si spingono però oltre la già importante questione animalista. Peter Singer con le sue tesi ha stimolato importanti dibattiti che hanno messo in crisi molte delle certezze morali di quella che lui stesso definisce la vecchia etica. La filosofia di Singer non è semplice teoria, comporta importanti modifiche nel modo di intendere il mondo ed il proprio rapporto con esso, affronta temi di grande portata e attualità quali lo specismo, l’aborto, l’eutanasia, la bioetica, l’etica politica.

E’ nostro ospite come rappresentante del Segno del Cancro, di cui incarna la capacità di rendere reale il sogno, concretizzare la speranza nel futuro, nella possibilità di cambiare davvero le cose. Quando i nati sotto questo Segno riescono a superare l’attaccamento all’infanzia e a portare le loro doti di sognatori nel mondo reale riescono davvero a fare grandi cose.

Peter Singer nasce il 6 luglio 1946, a Melbourne, da genitori ebrei benestanti, emigrati in Australia da Vienna nel 1938 per sfuggire alle persecuzioni naziste.

Un personaggio del Cancro: Peter Singer

Peter cresce a Melbourne, frequenta prestigiose scuole private cristiane e progressiste e fin da ragazzo rifiuta qualsiasi forma di religione. Consegue buoni risultati sia a scuola che all’Università, dove si iscrive prima a Giurisprudenza per poi passare a Filosofia. Si diploma con un Master Degree nel 1969 all’Università di Melbourne e nello stesso anno si iscrive all'Università di Oxford. Si laurea in Filosofia nel 1971 e nei due anni successivi lavora come docente di filosofia all’Università di Radcliffe. E’ proprio ad Oxford che inizia ad interrogarsi sulla moralità del mangiare carne, scegliendo di diventare vegetariano. Sempre ad Oxford inizia la stesura di quella che diventerà la sua opera più nota, Animal Liberation: una nuova etica per il nostro trattamento degli animali, in cui tratta degli abusi che avvengono negli allevamenti intensivi e nella cosiddetta ricerca scientifica e pone le basi per un dibattito più ampio che spazia dall’utilizzo delle cellule staminali, all’aborto, dai diritti delle donne ai diritti civili, dalle cause delle guerre all’ambientalismo. Singer, toccando tutti i temi scottanti in modo appassionato, profondo e coerente, diventa velocemente un punto di riferimento per tutti coloro che, in tutto il mondo, si battono per queste problematiche. Nelle sue analisi Singer utilizza il principio utilitaristico, affermando che le azioni migliori sono quelle che massimizzano la felicità e riducono la sofferenza.

Un personaggio del Cancro: Peter Singer

Portando alle estreme conseguenze questo principio, Singer arriva a chiedersi quanto sia lecito sacrificare la vita degli animali per cibarsene, farli soffrire con la vivisezione e al contrario far sopravvivere chi nasce con disabilità gravissime che lo condannano ad un’esistenza di dolore, oppure se sia accettabile che chi possiede più di quanto gli è necessario lo detenga a scapito di chi fatica a sopravvivere. Temi scottanti che gli hanno procurato non pochi nemici.

Quando torna in Australia Singer lavora come professore a La Trobe University e poi alla Monash University. Nel 1983 assume la leadership del Centro di Bioetica presso la Monash Humana e 1992 diventa co-direttore dell’Istituto di Etica e Politica pubblica, nel 1999 è nominato docente di Bioetica presso il Centro Universitario per i Valori Umani della Princeton University. Questa nomina sarà molto osteggiata e provocherà molte polemiche ma anche nuovi riconoscimenti: nel 2004 viene premiato come l'umanista australiano dell'anno, il Time magazine lo annovera nella sua lista delle 100 persone più influenti del mondo, nel 2012, Singer riceve la nomina di Compagno dell'Ordine d'Australia.

Tra le sue opere più importanti, oltre al già citato Animal liberation del 1975, ricordiamo: In difesa degli animali del 1987 scritto con Tom Regan, Diritti animali, obblighi umani del 1987, Etica pratica del 1989, Liberazione animale del 1991 considerato il testo di riferimento del movimento animalista internazionale, Ripensare la vita. La vecchia morale non serve più del 1996, Una sinistra darwiniana, Politica, evoluzione e cooperazione del 2000, La vita come si dovrebbe del 2001, una raccolta dei suoi saggi, One world. L'etica della globalizzazione del 2003, Scritti su una vita etica. Le idee che hanno messo in discussione la nostra morale del 2004, La cosa migliore che tu puoi fare. Cos'è l'altruismo efficace del 2016.

Nell’intervista realizzata da Rosalba Nattero il 21 giugno 2016, in occasione della Conferenza Stampa al Circolo dei Lettori di Torino per la presentazione di “Torino Spiritualità”, potete sentire direttamente le parole di Peter Singer:
www.shan-newspaper.com/web/video/1544





GIUGNO 2017

Solstizio d’Estate, la festa del Fuoco


Solstizio d’Estate, la festa del Fuoco

Le feste che compongono il calendario celtico sono tappe di un percorso che non finisce mai di stupirci per la profondità e la bellezza dei significati che propone, così ancora una volta ci troviamo a constatare il legame indissolubile tra i viventi, il cielo stellato e l’universo immenso, dimensione che non è solo un palcoscenico su cui si svolgono delle vicende ma un insieme pulsante di vita in cui convivono esseri, eventi e percorsi misteriosi che si intrecciano tra loro.

Nel viaggio che ci sta portando a conoscere meglio ad una ad una le antiche feste e a coglierne l’anima più intima, a volte nascosta dal folklore o da sovrapposizioni di tipo religioso, usiamo una guida preziosa: il libro Le feste dei Celti di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero, edito da Keltia, grazie al quale possiamo approfondire il senso del percorso e delle sue tappe, che si snodano come in un’antica danza circolare, in cui il cammino del Sole nel cielo e quello degli esseri viventi sulla terra si intersecano e si accompagnano. Il libro, offre ogni volta delle riflessioni sulla vita, sul processo di morte e rinascita che si sperimenta tante volte nel corso dell’esistenza, in modo a volte istintivo, o casuale, altre volte più consapevole, e ci mostra le feste come punti dello spazio-tempo in cui si intrecciano più percorsi che mettono in comunicazione il visibile con l’Invisibile. Le feste ricordano contemporaneamente le tappe significative della storia dell’umanità e quelle del percorso personale di crescita e di ricerca del senso della vita.

Solstizio d’Estate, la festa del Fuoco

Nel percorso dell’anno, il Solstizio d’Estate è la festa del fuoco, della sua luce e del suo calore.

È una celebrazione di gioia e di speranza, un’occasione di incontro, in cui si accendono i falò e si intrecciano le danze. È il ricordo dell’antico sacro focolare da cui l’umanità ha avuto origine e della Terra Imperitura, simbolo della libertà dell’accesso al mondo di Gwenved, il mondo dei Viventi. È la festa dell’inizio della vera storia dell’umanità e della conquista spirituale e il fuoco simboleggia sia il focolare ancestrale che lo spirito.

Anche questa festa come tutte le antiche ricorrenze, non potendo essere cancellata è stata “cristianizzata” cioè letteralmente ricoperta di altri significati e simbologie. In questo caso si festeggia la nascita di un Santo, San Giovanni Battista, e l’anniversario è particolarmente sentito nelle città, come ad esempio Torino e Genova, che lo hanno come Santo protettore.

Solstizio d’Estate, la festa del Fuoco

Ma sotto la “crosta” delle usanze venute dopo, la festa originaria, legata al fuoco e al Sole affiora tutt’oggi e in tutto l’emisfero Nord del pianeta la notte più breve dell’anno è illuminata dai falò, accesi sulle colline e le alture.

Molte sono le usanze e i simboli che nel tempo si sono sovrapposti o intrecciati a quelli arcaici, a volte alterandone il significato, a volte conservandolo o preservandolo. Ad esempio in Veneto si usa, o perlomeno fino a non molto tempo fa si usava, allestire dei fuochi negli incroci, in Spagna, a Pamplona, si bruciano erbe aromatiche per scongiurare i fulmini e le tempeste, in Nord Africa i Berberi accendono falò che facciano fumo denso per propiziare il raccolto dei campi e per guarire chi vi passa in mezzo, in alcune località tedesche viene fatta rotolare da un’altura fino a valle una grossa ruota infuocata, in diversi paesi europei si usa cospargersi il corpo e i capelli con la cenere dei falò come panacea contro tutti i mali, in Ucraina si salta il fuoco, in Bielorussia vengono fatte galleggiare sull’acqua delle candele accese…

La notte del Solstizio d’Estate è legata anche al raccolto delle erbe usate da guaritori e guaritrici delle campagne, tra queste la verbena, l'artemisia, il ribes rosso e l'iperico, chiamato appunto erba di S. Giovanni. Con alcune erbe raccolte in questa notte (foglie e fiori di iperico, mentuccia, ruta, lavanda e rosmarino) messe in un catino pieno d’acqua e lasciato tutta la notte sotto il cielo si ottiene l’acqua di San Giovanni, che si dice sia capace di preservare dalle malattie chi se ne cosparge. Ed è sempre in questa data che si raccolgono le noci ancora verdi per produrre il famoso nocino, un liquore dalle proprietà medicinali. All’alba é consigliato di raccogliere la rugiada o di rotolarsi nell’erba rugiadosa per avere bellezza, buona salute e fertilità.


Previsioni per il mese

        

Gemelli: Navigando sul grande fiume: Un mese fluido, che scorre come un fiume e ti coinvolge in avvenimenti e incontri, scioglie e porta via gli eventuali intoppi, ti fa procedere verso la tua meta.

Cancro: La dolce atmosfera dell’estate: Tempo di vacanza, tempo sereno, tempo per lasciare da parte ansie, compiti difficili, impegni inderogabili e godersi l’ombra, distesi a sonnecchiare o a sognare con lo sguardo perso all’orizzonte.

Leone: Soddisfazioni e inquietudini: Giugno ti porge un cocktail un po’ contradditorio. Belle occasioni, anche inattese o che superano le aspettative, e poi una tensione improvvisa, un disturbo nell’umore che sembra mettere in crisi tutto. Non dare troppa importanza a queste emozioni.

Vergine: Le scale di Escher: Alle volte ti sembrerà di vivere in un mondo un po’ stravagante dove, come nei percorsi surreali disegnati da Escher, credi di procedere in una direzione e all’improvviso ti ritrovi al punto di partenza, o inaspettatamente, ciò che appariva bianco si rivela nero e ciò che era scuro diventa chiaro. A fine mese però spiccherai il volo!

Bilancia: Chiacchiere e… discussioni: La tua capacità di relazionarti con gli altri, di conversare con amabilità e ironia troveranno ampio spazio ma non ti salveranno da alcune tensioni. Attento a non farti coinvolgere in inutili beghe, soprattutto a fine mese.

Scorpione: Come un samurai: La tua lingua sarà come una spada e colpirai senza pietà. Ironico, sarcastico, aggressivo non perderai occasione di dire quel che pensi in faccia ad ognuno, convinto di aver di fronte solo avversari e nessun interlocutore.

Sagittario: Alla fine tutto andrà a posto: Periodo di cambiamenti che portano qualche difficoltà e stanchezza. Non preoccuparti se devi seguire un sentiero ancora sconosciuto, alla fine raggiungerai i tuoi obiettivi.

Capricorno: Senza barriere: Un giugno un po’ bizzarro rispetto ai tuoi standard. L’aplomb che di solito mostri all’esterno salterà spesso e volentieri mostrando alternativamente aggressività e dolcezza, forza e bisogno d’amore.

Acquario: Non brontolare: L’umore è un po’ bizzoso, qualche volta ti sentirai incompreso o solo ma in realtà le cose non stanno andando male, anzi arriveranno anche ottime quanto inaspettate occasioni.

Pesci: Saltellando qua e là: Una buona dose di voglia di fare, un pizzico di nervosismo e umore ballerino ti accompagneranno per tutto giugno e nonostante tutto ti porteranno a risolvere parecchie situazioni rimaste in sospeso. E a fine mese probabilmente arriverà anche una bella sorpresa.

Ariete: Ariete curioso: Un mese elettrizzante che affronterai con tanta voglia di scoprire cose e soprattutto persone nuove con le quali entrerai subito, empaticamente in sintonia.

Toro: Batte forte il cuore: Giugno ti coinvolgerà soprattutto negli affetti, nei rapporti con le persone che ti sono care, nell’amicizia e nell’amore. La tua capacità di entrare naturalmente in contatto con le persone sarà ampliata e con immediatezza saprai sintonizzarti con chiunque.


Un personaggio dei Gemelli: Simona Kossak


Il personaggio del mese, Simona Kossak, ci permetterà di raccontare una storia avvincente e meravigliosa, dove vengono superate le barriere tra specie diverse, dove la comunicazione diventa possibile, dove l’amore si manifesta in semplicità, protetto dall’atmosfera antica di una foresta.

Un personaggio del Toro: Leonard Hussey

Scienziata ed ecologista, Simona è stata chiamata la strega dei boschi, e forse un po’ strega lo è stata davvero, strega nell’accezione più bella, di donna dotata di grande sensibilità e capace di mettersi in contatto con la magia del luogo in cui si trova a vivere e degli altri esseri che incrociano il suo cammino.

Del suo Segno di nascita, i Gemelli, interpreta la capacità di trovare un’antitesi all’ambiente di provenienza, la capacità di dialogo che va oltre la comprensione della lingua e la larghezza di vedute che porta a sentirsi a casa in luoghi completamente nuovi.

Simona Kossak nasce a Cracovia, in Polonia, il 30 maggio nel 1943, da una famiglia di artisti e noti pittori, ma esprime la sensibilità che eredita in modo diverso da quello dei suoi familiari. Si laurea in Scienze Forestali e dando corpo al suo amore per l’ambiente sceglierà di vivere in una piccola casa nella foresta di Bialowieza, a contatto con gli alberi, gli animali, i ritmi delle stagioni e quella magia speciale che il contatto con la natura fa percepire.

Simona è appassionata di moto ed è una conduttrice radiofonica ma, nonostante questa propensione per la tecnologia, quando vede la casetta nella foresta ne rimane incantata. Racconterà di averla vista per la prima volta sotto la neve e alla luce della luna piena e di come tutto quel bianco e quell’argento le facciano prendere una decisione improvvisa e senza ripensamenti: quello è il posto in cui vuole vivere, quello e nessun altro.

Un personaggio del Toro: Leonard Hussey

La casa è rimasta disabitata per molto tempo e sono necessari parecchi lavori di ristrutturazione: riparare il tetto, intervenire contro i danni causati dall’umidità e poi arredarla per renderla confortevole. La carta da parati, il divano, l’ampio tavolo, le poltrone, i mobili d’ebano ed un grande letto di quercia rendono l’ambiente piacevole e comodo e poi le tende, i libri, gli orologi, le porcellane e le lampade ad olio completano l’arredamento. Nella casa non arriva l’elettricità né l’acqua corrente ed il riscaldamento è dato da una di quelle grosse stufe tradizionali di piastrelle, posta nell’angolo della stanza principale. Simona vivrà in questa casa per più di trent’anni. In certi periodi verrà a stare con lei la madre, in un secondo tempo ci vivrà in pianta stabile il fotografo Lech Wilczek, autore della maggior parte delle fotografie che documentano la straordinaria esperienza di Simona. La casa, oltre che abitazione, sarà anche laboratorio, ostello e ospedale veterinario per i numerosi frequentatori non umani del posto. Alcuni di questi resteranno con Simona solo per il tempo di una medicazione o una breve cura, altri si fermeranno a lungo diventando a tutti gli effetti suoi coinquilini. Tra questi ultimi c’è Zabka, una cinghialessa, che vivrà con Simona per ben 17 anni e che vediamo con lei in alcune foto. Portata nella casa da Lech Wilczek, quando aveva appena un giorno, farà superare a Simona e al fotografo la reciproca diffidenza e di fatto contribuirà alla nascita del loro amore. Zabka, nonostante le notevoli dimensioni, dorme sul divano e ama essere coccolata dai suoi amici umani. Nella casa abitano anche una lince e un bassotto diventati inseparabili, una cicogna nera e alcuni pavoni. Simona non discrimina gli animali e prova per tutti la stessa empatica amicizia. Aiuta due piccoli alci rimasti orfani, Pepsi e Cola, dà rifugio nella manica del suo vestito a Kanalia, un topo troppo timido, ospita grilli e pipistrelli. Con tutti sa trovare il modo di comunicare, di entrare nel loro cuore. Bellissime sono alcune storie, come quella del corvo Korasek, quella dei piccoli cervi o quella del canto dei lupi.

Un personaggio del Toro: Leonard Hussey

Korasek è un corvo dispettoso, ladro perché ruba di tutto, chiavi, pacchetti di sigarette e perfino documenti, e anche un po’ terrorista, visto che compie dei veri e propri raid contro i ciclisti, beccandoli sulla testa fino a farli cadere per attaccare ferocemente i sellini delle biciclette una volta a terra. Simona invece sa parlare con lui e il corvo l’ascolta e la rispetta.

Commovente è la vicenda del branco di cervi che Simona ha curato, allattato con il biberon e aiutato a crescere. Il giorno che Simona si addentra nella foresta su un sentiero percorso poco prima da un predatore, i piccoli cervi cercano in ogni modo di avvertirla gridandole il pericolo che sta correndo. Lei rimane molto colpita da questo evento e da come i cervi la considerino una di loro, superando la differenza di specie che in teoria avrebbe potrebbe lasciarli completamente indifferenti alla sua sorte. … Quel giorno ha segnato un passaggio, - racconta - ho attraversato il confine che divide il mondo umano da quello degli animali. Se ci fosse stata una barriera invisibile che li separava dagli esseri umani, un muro impossibile da abbattere, allora gli animali non si sarebbero preoccupati per me. Siamo cervi, lei è umana, che cosa ci interessa? Se mi hanno avvisata (...), significa una sola cosa: tu sei un membro del nostro branco, non vogliamo che ti sia fatto del male. Onestamente ammetto di aver rivissuto nella mia resta questo evento per molti giorni e, ancora oggi, quando lo penso, c'è un senso di calore intorno al mio cuore. Esso dimostra come sia possibile l’amicizia con il mondo degli animali selvatici.

Anche l’episodio dei lupi dimostra come la barriera tra specie possa essere superata. I lupi si avvicineranno alla casa nella foresta, contrariamente alle loro abitudini, quando lei porterà avanti una coraggiosa battaglia per la loro sopravvivenza. Simona sente nel coro delle loro voci un ringraziamento per quanto sta facendo per loro.

Simona, dal suo particolare punto di osservazione, porta avanti studi sul comportamento degli animali in libertà e li traduce in documentari per i quali riceve premi e riconoscimenti. La sua straordinaria avventura è testimoniata anche dagli scatti di Lech Wilczek che la ritraggono con i suoi amici animali. Simona si batterà a lungo per la salvaguardia degli animali selvatici, soprattutto per i lupi e le linci, ma anche per l’intera foresta di Bialowieza, luogo incantato, dal 1979 riconosciuto dall’UNESCO, come patrimonio dell’umanità, perché è quello che rimane dell'immensa foresta che migliaia di anni fa si estendeva su tutta l'Europa. Purtroppo la logica dello sfruttamento delle risorse naturali porta alla distruzione di luoghi ed esseri viventi che hanno il solo torto di non potersi difendere. È del mese scorso la notizia, pubblicata sul The Guardian (https://www.theguardian.com/environment/2017/may/23/worst-nightmare-europes-last-primeval-forest-brink-collapse-logging), che la foresta è nuovamente minacciata dai tagli scriteriati che ne possono compromettere irrimediabilmente l’integrità.

Nel 2000 Simona riceve la Croce d’Oro al Merito per il suo impegno nel campo della divulgazione scientifica e della salvaguardia della natura. Muore nel 2007 per una grave malattia.





MAGGIO 2017

Beltaine, l’antica festa del Drago


Beltaine, l’antica festa del Drago

Torniamo a parlare del Calendario degli antichi Celti, del suo significato mistico, del legame che questa arcaica cultura percepisce e afferma tra le vicende umane, quelle del singolo e i ritmi segnati dalla Terra e dal Cielo. E ancora una volta ricordiamo che il percorso dello Zodiaco e la conoscenza legata ai dodici Segni affonda le sue radici ideali nella stessa cultura. Persone, luoghi e avvenimenti convivono in una dimensione poetica in cui si fondono il mondo materiale e quello spirituale. Le feste sono tappe di un percorso annuale in cui si intrecciano i significati che riguardano il ricordo degli eventi storici, la condivisione sociale del momento di festa ed il cammino di crescita di ognuno.

A metà fra l’equinozio di primavera ed il solstizio estivo, il calendario dei Celti poneva Beltaine, la festa del fuoco luminoso, la festa del Drago. Beltaine è la festa della luce che vince sul buio della stagione fredda ma è anche la festa del Drago, simbolo dell’universo e della sua potenzialità di vita che irrompe nella dimensione dell’esistere dando origine a tutto ciò che noi conosciamo. Beltaine è un momento di gioia, di fierezza e, se necessario, di lotta per difendere la propria terra dalle invasioni nemiche o le proprie conquiste spirituali dai falsi miti.

Beltaine, l’antica festa del Drago

Beltaine si celebra con il ritmo dei tamburi che chiamano il Drago e lo risvegliano dal lungo sonno invernale, con il suono delle bagpipes o delle trombe, che riproducono la risposta del drago, il suo urlo che si manifesta in tutta la sua potenza. Ricordiamo che il drago è un simbolo che ricorre in quasi tutte le tradizioni dei popoli del pianeta e, salvo alcune iconografie medioevali di stampo prettamente cristiano, riveste un significato positivo di forza e di saggezza. A Beltaine si accendono i falò che illuminano la notte e si innalzano i maypoles intorno ai quali, si intrecciano le danze che esprimono la felicità di partecipare alla vita, al senso cosmico di armonia e di appartenenza al tutto. I maypole o pali di maggio sono per l’appunto pali eretti per l’occasione e adornati di fiori e nastri colorati. Ogni danzatore o danzatrice tiene in mano uno dei nastri fissati in alto e danzando crea insieme agli altri un intreccio colorato.

Beltaine celebra anche la capacità generatrice di Madre Terra e dei suoi figli, la fertilità e la creatività, in tutti gli ambiti in cui si può esprimere.

Beltaine, l’antica festa del Drago

Nonostante questa festa sia stata bollata come pagana e quindi in parte proibita e in parte nascosta sotto altre festività di tipo cristiano, rimane tuttora viva anche se non sempre il suo significato è completamente chiaro. Rimane come una memoria che appartiene al cuore della gente e della terra e che si ripropone a volte con altre vesti. Ricordiamo che ci fu una dura condanna da parte della Chiesa per queste usanze, che fu preteso l’abbattimento dei pali di maggio e il mese venne dedicato alla Madonna per dare un nuovo significato all’idea della fertilità.

Beltaine era legata anche a pratiche magiche e beneaugurati come il passaggio di uomini e animali nello spazio tra due falò per purificarsi o il canto di antiche strofe di benedizione. Quest’usanza rimane ancor oggi nel cantar maggio tradizione ancora viva in molte zone in Italia, con gruppi di musici e cantanti che passano di casa in casa portando canzoni di buon augurio agli abitanti.

Come tutte le feste degli antichi Celti anche Beltaine lega al significato più sociale un’anima più intima e mistica, infatti fa parte del gruppo di feste che celebrano il Risveglio ad un piano superiore di coscienza, il superamento dei limiti materiali e mentali, la scoperta di una dimensione di libertà, consapevolezza e armonia e il suo mantenimento per poter trarne ispirazione nell’agire.

Ricordata anche con nomi diversi, Walpurga nei paesi germanici o Calendimaggio nell’Europa meridionale, la festa è ancora molto sentita a Edimburgo, in Scozia, dove sulla collina di Calton Hill, si celebra ogni anno con un grandioso un Fire festival.


Per approfondire:

www.shan-newspaper.com/web/tradizioni-celtiche/481-beltaine-la-festa-del-drago.html

Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero – LE FESTE DEI CELTI – Keltia Editrice


Previsioni per il mese

        

Toro: Fermarsi e… ripartire: Ad un primo momento di riflessione lucida e bilancio di quanto hai realizzato, seguirà un nuovo periodo pieno di opportunità da cogliere al volo.

Gemelli: Sorridenti e spumeggianti: Così saranno le tue giornate e così sarai tu, nel tuo cuore. Primavera ottimista e piena di voglia di vivere.

Cancro: Qualche sorriso e qualche sospiro: Un mese un po’ incerto e contradditorio che ti propone qualche bella novità ma anche momenti che ti fanno sbuffare o imprecare.

Leone: Col vento in poppa: Un bel mese pieno di soddisfazioni che alimentano la tua sicurezza e il tuo buonumore.

Vergine: Irrequieto e suscettibile: Sensibile ma un po’ intollerante, attento ma poco disponibile al dialogo, questo mese ti sentirai così. Attento a non irrigidirti quando senti di avere ragione.

Bilancia: Vento contrario: È il momento di mettere alla prova le tue capacità sia fisiche che mentali e accantonare ogni pigrizia. Non temere la tua forza ti sosterrà.

Scorpione: Avanti tutta!: Determinato e dinamico vorresti cambiare il mondo in poco tempo. Attento a non perdere l’attenzione su ciò che hai intorno, restando troppo concentrato su di te e sui tuoi obiettivi personali.

Sagittario: Verso nuovi orizzonti: Maggio ti apre nuove opportunità e nuovi contatti e questo fa sentire soddisfatto il tuo cuore sempre alla ricerca di nuove terra da scoprire. Anche se lo sguardo è rivolto all’esterno non sottovalutare però ciò che provi dentro di te.

Capricorno: Partenze e arrivi: Partenza difficoltosa per questo mese di maggio ma con il passare dei giorni la situazione tenderà lentamente a migliorare fino a riportare la tranquillità, la lucidità e il sorriso.

Acquario: Come un fiore: L’inizio del mese è come un aprirsi alla vita e a tutte le opportunità che essa può offrire, la seconda metà invece sarà invece più introversa e solitaria.

Pesci: Su con la vita!: Tendi a sentirti un po’ giù di tono, un po’ fragile, un po’ sballottato dagli eventi. Tieni conto che non sono tanto le situazioni ad esserti sfavorevoli quanto tu che vedi grigio intorno a te. Stai tranquillo e lascia che il fiume scorra.

Ariete: Come il matto dei tarocchi: Come il personaggio disegnato sui tarocchi di Marsiglia hai la consapevolezza che le esperienze passate, comunque siano state, sono per te una ricchezza che però ti lascia libero di iniziare nuove strade e intraprendere nuove imprese.


Un personaggio del Toro: Leonard Hussey


L’ospite di questo mese, in rappresentanza del Segno del Toro, è Leonard Hussey che fu antropologo, meteorologo ed esploratore. La sua vita, e in modo particolare il suo viaggio più famoso, ci offrono l’occasione di raccontare una storia che ripropone elementi interessanti e degni di riflessione, quali il significato delle esplorazioni e dell’avventura, nonché l’opportunità di coinvolgere in queste esperienze rischiose chi non può decidere se accettare o meno l’invito, ovvero gli animali che, per un motivo o per l’altro, finiscono per essere cooptati in queste vicende umane.

Un personaggio del Toro: Leonard Hussey

Dal suo Segno di nascita Leonard eredita il senso pratico, l’amore per la vita e la capacità istintiva di entrare in comunicazione con gli altri che gli permetteranno, tra l’altro, di essere sostegno sicuro per i suoi compagni d’avventura nei momenti più difficili. Leonard Hussey partecipa infatti alla sfortunata spedizione Endurance che si svolge tra il 1914 e il 1917, sotto la guida di Ernest Shackleton, con l’obiettivo di attraversare a piedi l’Antartide, dalla costa del mare di Weddell a quella del mare di Ross, sul lato opposto del continente. L’avventura si trasformerà però in dramma quando la nave Endurance, viene imprigionata tra i ghiacci e deve essere abbandonata, costringendo l’equipaggio ad una dura lotta per la sopravvivenza nel gelo e con poche risorse a disposizione. Ma cominciamo dall’inizio.

Leonard Hussey nasce il 6 maggio 1891 in Inghilterra, a Leytonstone, nei pressi di Londra. Il padre lavora nell’industria della stampa e Leonard è uno dei suoi nove figli.

Leonard si laurea in psicologia alla London University, e al Kings College approfondisce meteorologia e antropologia. Quest’ultima specializzazione lo porterà a partecipare ad una spedizione antropologica in Sudan.

Al ritorno da questo viaggio, scrive a Ernest Henry Shackleton per chiedergli di poter far parte della spedizione Endurance. Tra i tanti candidati possibili ha la fortuna di essere chiamato per un colloquio. Leonard racconterà in seguito l’incontro con Shackleton: Leonard è piccolo di statura e per il famoso esploratore è facile guardarlo dall’alto in basso, camminando avanti e indietro nella stanza. Dopo averlo osservato a lungo, conclude con un “Sì, mi piaci” prendendolo a far parte della spedizione, con la qualifica di meteorologo. Solo più tardi Leonard saprà, dallo stesso Shackleton, di essere stato scelto perché sembrava divertente. E in effetti viene descritto come un uomo semplice e tranquillo ma con negli occhi il particolare luccichio di chi guarda alla vita con umorismo e divertimento. Vedremo come la scelta di Shackleton si dimostrerà lungimirante.

La spedizione ha inizio nell’agosto del 1914. Ne fanno parte, oltre a Shackleton e Hussey, 26 uomini, alcuni ponies, 69 cani da slitta e almeno un gatto. I ponies purtroppo si dimostreranno poco adatti a questo viaggio, perché patiscono il freddo e con i loro zoccoli scivolano facilmente sul ghiaccio. I cani fanno un lavoro duro ma sono amati dall’equipaggio. Di alcuni di loro si ricordano anche i nomi: Bummer, Chips, Hercules, Judge, Roy, Samson, Satan, Shakespeare, Slippery Neck, Steamer, Stumps, Surly, Swanker, Upton, Wallaby. Il gatto è Mrs Chippy un bel soriano simpatico e coraggioso, inseparabile amico di Harry McNish (detto Chippy), il carpentiere della nave Endurance, a bordo della quale si compie la traversata dall’Inghilterra all’Antartide. Il viaggio continua poi addentrandosi nel gelido mare di Weddell. Qui la Endurance rimane intrappolata dai ghiacci e per l’intero equipaggio inizia un tragico iter che durerà venti mesi.

Un personaggio del Toro: Leonard Hussey

Abbandonare la nave comporta per ognuno la difficile scelta su che cosa lasciare e che cosa portare con sé. Dalla nave vengono scaricati i cani, le provviste e tre scialuppe. Frank Hurley, il fotografo che ha il compito di documentare la spedizione, è costretto ad abbandonare la sua attrezzatura e accontentarsi di salvare i negativi e una fotocamera tascabile con cui, da quel momento in poi, continuerà a catturare le suggestive immagini che immortalano l’odissea in questo mondo gelido e bianco. Leonard Hussey vorrebbe lasciare il suo banjo, ma Shackleton non glielo permette e afferma che sarà più prezioso dei viveri perché sarà cibo per l’anima dei naufraghi. Shackleton decide invece di sacrificare tutti gli animali che non ritiene di immediata utilità e, nonostante le proteste dell’equipaggio e la ribellione di McNish, spara personalmente a Mrs Chippy. In proposito Shackleton scrive: Questo pomeriggio abbiamo dovuto sparare ai tre cuccioli più piccoli di Sallie, a Sirius di Sue, e a Mrs. Chippy, il gatto del carpentiere. Non potevamo permetterci di mantenere gli animali più deboli, viste le nuove condizioni. Sembra che Macklin, Crean e il carpentiere abbiano preso piuttosto male la perdita dei loro amici. McNish non perdonerà mai a Shackleton quel gesto e da quel momento i due diventano nemici giurati. A McNish non toccheranno i riconoscimenti che avranno invece i suoi compagni. Solo nel 2004, la New Zealand Antarctic Society, cercando di rimediare a quella che di fatto era stata una vera e propria ingiustizia, metterà, sulla tomba di McNish, una piccola statua di bronzo in onore di Mrs. Chippy. Non sappiamo quali sentimenti abbiano attraversato l’animo di Leonard Hussey durante questa vicenda che porta a riflettere sul ruolo che spesso gli umani assegnano ai non umani, di come li coinvolgano nelle loro storie e nei loro obiettivi, considerandoli però poco più che oggetti animati, tradendo la loro fiducia e la loro amicizia spesso senza molti scrupoli. Molti umani non chiedono aiuto, se lo prendono. Non provano gratitudine né uguaglianza per questi esseri a cui non riconoscono diritti né dignità.

Altra riflessione che questa avventura suggerisce è sullo strano fascino che l’Antartide sembra emanare sulle potenze del mondo. Spesso questo viene attribuito al fatto che il continente bianco sia l’ultimo territorio esplorato e in parte ancora sconosciuto, ma si direbbe che i suoi misteri non siano tali da dover giustificare la presenza di così tante basi scientifiche sui suoi ghiacci. Perché Argentina, Australia, Bielorussia, Brasile, Bulgaria, Cile, Cina, Corea del Sud, Ecuador, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, India, Italia, Norvegia, Nuova Zelanda, Perù, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Spagna, Sudafrica, Svezia, Ucraina, Uruguai e USA hanno basi in Antartide? Che cosa cercano in realtà? Seguono il sogno antico di ritrovare la terra che fu la culla dell’umanità, come raccontano le leggende? Sperano di trovare i manufatti tecnologici che una precedente civiltà evoluta ha lasciato in un luogo divenuto ormai inospitale e invivibile?

Un personaggio del Toro: Leonard Hussey

Ma torniamo al nostro protagonista e alla sua vicenda umana. Dopo marce forzate e navigazione sulle scialuppe, tutti i ventotto uomini dell’equipaggio riescono ad arrivare all’isola Elephant, nelle Shetland meridionali. Da qui il comandante Shackleton, con cinque marinai salperà, su una delle scialuppe e, dopo aver navigato per 1600 chilometri, arriverà ad una base baleniera della Georgia del Sud, dove organizzerà i soccorsi salvando tutti i suoi compagni.

Intanto, nei lunghi mesi passati sulla Elephant Isle, la presenza di Leonard si rivelerà una vera fortuna. Saranno infatti proprio le sue battute spiritose e la musica del suo banjo a tenere alto il morale dei compagni. Pare che in realtà non fosse neppure un gran suonatore di banjo e dicono che sapesse suonare soltanto sei canzoni, ma quello strumento, come aveva previsto Shackleton, si mostrerà quasi più prezioso delle provviste di cibo nei lunghi giorni fra i ghiacci.

Come altri membri della spedizione, al ritorno in Inghilterra, Leonard partecipa al primo conflitto mondiale, come tenente in artiglieria e alla fine del conflitto studia medicina. Rimane in contatto con Shackleton che nel 1921 lo invita a partecipare, come meteorologo e assistente chirurgo, alla sua ultima spedizione in Antartide, a bordo della nave Quest. La salute di Shackleton diventa però via via più problematica, finchè muore per un attacco di cuore a bordo della nave, all’inizio della missione. Leonard torna a Londra dove esercita la professione di medico fino all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, quando entra a far parte della Royal Air Force come ufficiale medico.

Nel 1949 pubblica il suo libro South with Shackleton. Nello stesso anno lavora come chirurgo di bordo sulla S.S.Clan Macauley, nave in viaggio verso il Sud Africa e l’Australia. Continua ad esercitare la professione medica fino al 1957, anno in cui diventa il presidente del Club Antartica, e comincia un giro di conferenze per raccontare le sue avventure sul continente bianco.

Mentre la salute si fa sempre più precaria, Leonard passa i suoi appunti all’amico Ralph Gullet e regala il suo banjo al Museo Marittimo Britannico di Grenwich. Muore nel 1964.

Il ricordo di Leonard Hussey rimane per noi legato alla drammatica avventura della Endurance, in particolare a quando, sull’isola Elephant, suonando il suo banjo, incoraggiava i compagni, in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Frank Hurley, il fotografo, descrive nel suo diario quei momenti, quando al riparo di due scialuppe ribaltate, le voci degli uomini, accompagnate dal banjo di Hussey, sembravano stranamente fuori luogo in quel profondo silenzio, ma le loro risate scaldavano il cuore.


Per approfondire:

www.shan-newspaper.com/web/antartica/414-leden-e-i-misteri-dellantartide.html

www.shan-newspaper.com/web/antartica/227-lantartide-segreta-custodita-dalle-societa-iniziatiche.html

www.shan-newspaper.com/web/antartica/377-leden-delle-tradizioni-aborigene.html

www.shan-newspaper.com/web/antartica/619-le-piramidi-dellantartide.html





APRILE 2017

A proposito di libertà


È un fatto d’attualità a suggerirci l’argomento di questa puntata: l’intenzione di riaprire uno zoo a Torino. L’area di Parco Michelotti, sulla sponda destra del Po, adibita a giardino zoologico dal 20 ottobre 1955 al 31 marzo 1987 e poi rimasta abbandonata, sarà data in gestione ad un privato che ne farà una sorta di bioparco. Anche con questo nome più accattivante, definizione moderna di zoo, resta una struttura in cui degli esseri senzienti e sensibili, sottratti al loro ambiente e alla loro vita libera, vengono detenuti, per essere oggetto di osservazione da parte dei visitatori, quasi fossero oggetti d’arredo in un luogo reso piacevole e vivace dalla loro presenza.

A proposito di libertà

Le associazioni che hanno a cuore il benessere degli animali stanno manifestando con varie iniziative la loro opposizione al progetto che ripropone un’idea di rapporto con gli animali ormai superata da tempo. Se la chiusura del vecchio zoo aveva rappresentato un passo avanti nel rispetto dovuto alle altre specie, che senso ha allora la riapertura di una struttura analoga? Giardini zoologici, acquari e circhi con animali sono negazione di libertà, inutile tentare di presentarli come situazioni educative o luoghi per una migliore conoscenza degli animali. Si tratta di prigioni a tutti gli effetti, dove oltretutto i detenuti sono innocenti.

Da queste considerazioni è nata l’idea di parlare della libertà, di cosa rappresenti per ogni Segno dello Zodiaco, se ognuno di essi ne colga un aspetto, una sfaccettatura particolare. Abbiamo cercato di vedere, nelle frasi di personaggi celebri e di amici che si sono prestati a questa indagine, che cosa sia la libertà, parola abusata, idea talvolta difficile da definire, sogno di alcuni, diritto di tutti.


Segni di Fuoco

Passionali, impulsivi, creativi, e pieni di energia i Segni di Fuoco mettono l’accento sulla possibilità di esprimersi uscendo da vincoli e condizionamenti.


Ariete:

Il difficile non è raggiungere qualcosa, è liberarsi dalla condizione in cui si è.

(Marguerite Duras)

Libertà è non rinnegare mai nulla di me, del resto del mondo, della morte. Superare tutto per trovare armonia. (EP)


Leone:

L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando gli sei vicino.

(Charles Bukowski)

Per me la liberta è il manifestarsi come si è veramente: ridere e sorridere o anche piangere o dire no, non mi sta bene questo, senza preoccuparmi di cosa pensa la gente. Devo dire che è anche difficile essere liberi fino in fondo e per questo la meditazione è un ottimo strumento (VG)


Sagittario

Ci sono diversi tipi di libertà, e ci sono parecchi equivoci in proposito. Il genere più importante di libertà è di essere ciò che si è davvero.

(J. Morrison)

Per me il senso della libertà è come librarsi nell'aria come un uccello e avere una visione globale. (MM)


Segni di Terra

Pragmatici, costanti e determinati i Segni di Terra pongono l’accento sul come arrivare ad essere liberi.


Toro:

La libertà… è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di sperimentare…

(Ignazio Silone)

La libertà è essere liberi dagli schemi, dai condizionamenti, dalle personalità fittizie, dall'impronta genetica e quindi, visto che siamo in ambito astrologico, vuole dire anche il superamento del proprio segno zodiacale. Libertà è sperimentare tutti i segni zodiacali per usarli come "vestiti" indossati dal proprio vero Io. (RN)


A proposito di libertà

Vergine:

Imparando momento per momento ad essere liberi nella mente e nel cuore rendiamo possibile la felicità per ogni essere sulla terra.

(Samuel Johnson)

Per me libertà è autodeterminazione: poter vivere facendo le proprie scelte consapevolmente e rispettando la libertà di ogni forma di vita esistente. (PS)


Capricorno:

Uno schiavo che non ha coscienza di essere schiavo e che non fa nulla per liberarsi, è veramente uno schiavo. Ma uno schiavo che ha coscienza di essere schiavo e che lotta per liberarsi già non è più schiavo, ma uomo libero.
(Vladimir Lenin)

Secondo me la libertà è essere se stessi in una libera esperienza di vita che assecondi le proprie necessità e in cui si possa esprimere una personale creatività. Tutto al di fuori da regole se non rispettando, per convenienza, il principio di reciprocità con il prossimo di non limitare la libertà altrui con la propria. Per la definizione morale di libertà non vedo principi che la possano inscrivere in qualche tematica filosofica. Non vedo nessuna dottrina o filosofia che possa collocare in una sua icona il concetto di libertà. Non vedo possibilità di giudizi su quanto può esprimere il sano esercizio della propria libertà. Vedo solo il rapporto imprescindibilmente personale tra l'individuo e la natura trascendente del Vuoto. C'è comunque da valutare la scelta, anche questa per convenienza, se attuare la propria libertà in forma di anarchia fine a se stessa oppure sperimentarla nel sostegno di una condivisione con altri individui di pari intento di libertà. (GB)


Segni d’Aria

Estroversi, dinamici, curiosi, i Segni d’Aria cercano di identificare che cosa voglia dire essere liberi.


Gemelli:

Pochissimi sanno essere liberi e pochissimi sanno cosa vuol dire esserlo.

(Marguerite Yourcenar)

Per me la libertà è essere in armonia con l'esistenza tutta. (DD)


Bilancia:

La libertà è il bene più grande che i cieli abbiano donato agli uomini.

(Miguel de Cervantes)

Cos'è la liberta? È una domanda difficile!!!! Non ho una risposta razionale ma la associo alla felicità. Si è liberi quando si è felici (o viceversa?), direi quando si È (volutamente maiuscolo) la propria vera natura, nel silenzio, oltre emozioni e pensieri. (RM)


Acquario:

Nulla al mondo può impedire all’uomo di sentirsi nato per la libertà.

(Simone Weil)

La libertà è la felicità di esistere al di là di tutto. (FB)


A proposito di libertà

Segni d’Acqua

Sensibili, introspettivi e sognatori, i Segni d’Acqua vedono la libertà come strumento di trasformazione delle situazioni.


Cancro:

La libertà è una sola: le catene imposte a uno di noi pesano sulle spalle di tutti.

(Nelson Mandela)

La libertà per me è avere il coraggio di esprimere quello sei veramente, la vera natura di te stesso, quello che hai dentro al tuo cuore senza barriere. Saper osare per infrangere gli ostacoli, i pregiudizi di chi si oppone intorno a noi per una giusta causa. (FD)


Scorpione:

Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo.

(Voltaire)

Per me libertà è poter essere me stessa in qualsiasi momento. (BB)


Pesci:

La Terra è madre di tutti e tutti devono avere su di essa eguali diritti. È come sperare che i fiumi possano andare controcorrente il credere che un uomo nato libero possa essere felice, quando lo si costringe e quando gli si toglie la libertà di andare dove vuole.

(Capo Giuseppe)

Libertà è una cosa molto bella, che va dallo star fuori all’aria al fare quello che si vuole, ma purtroppo tante volte non è possibile e… va là Ninetta! (MQ)


Per conoscere la storia dello zoo di Torino

www.sos-gaia.org/news/427-storia-dello-zoo-di-torino-al-parco-michelotti.html


Si segnala anche che sabato 27 maggio 2017 a Torino ci sarà la manifestazione nazionale

NO AGLI ZOO, NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO PUBBLICO, A DIFESA DELL’AMBIENTE E DEI BENI COMUNI.

Ritrovo ore 14 a Porta Susa – Corteo ore 15 da Porta Susa a Piazza Gran Madre

www.sos-gaia.org/news/700-no-agli-zoo-no-alla-svendita-del-patrimonio-pubblico.html


Previsioni per il mese

       

Ariete: Fermati a guardare: Un po’ come nel mese passato hai bisogno di calma, di guardarti intorno, di considerare gli eventi con attenzione prima di cogliere le occasioni e assecondare il fluire delle cose.

Toro: Un bicchiere …tutto pieno: Un periodo molto intenso, sia per quello che vivi dentro di te sia per gli stimoli che ti arrivano da fuori.

Gemelli: Aprile, non sempre è dolce dormire: Avresti voglia di goderti in santa pace il tuo tempo e le cose che ti piace fare ma emergono a volte dal tuo profondo emozioni che attirano la tua attenzione.

Cancro: I sogni son desideri: Tendi a rifugiarti nel tuo mondo, nei tuoi sogni alla ricerca di nuove energie e di un nuovo equilibrio tra te e l’esterno.

Leone: Un potente ruggito: Sei un po’ aggressivo in questo mese e manifesti più la tua parte assertiva che quella magnanima e affettuosa. Ricorda che a volte un po’ di diplomazia non guasta.

Vergine: Animo guerriero: Le stelle parlano di coraggio, lucidità e forza interiore: aprile sarà un bel mese positivo per portare a termine i tuoi obiettivi.

Bilancia: Quasi tutto a posto: La tensione si allenta, le cose cominciano a girare per il verso giusto e il buonumore prende piede. C’è ancor qualcosa che ti disturba e che dovrai capire bene e risolvere.

Scorpione: A muso duro: Periodo un po’ teso. Dovrai fare i conti con la tua aggressività, ma anche con quella di altri. Cerca di mantenere chiarezza e obiettività nonostante tutto.

Sagittario: Equilibrio quasi stabile: Sul piano pratico farai passi avanti in tutti i tuoi progetti e ciò che ancora è in sospeso tenderà a risolversi. Attento solo all’emotività che può giocarti qualche scherzetto.

Capricorno: Linfa vitale: Aprile è favorevole per programmare iniziative. Avrai nuove idee, la forza vitale per metterle in atto e la voglia di curarle amorevolmente.

Acquario: Increspatura dell’onda: Il buonumore che ti porti dietro dal mese scorso permane ma è a tratti disturbato da momenti bizzarri o aggressivi che si manifestano all’improvviso portando turbamenti come onde sulla superficie dell’acqua.

Pesci: Cielo luminoso: Un bel mese ricco di occasioni e sereno per il tuo animo, anche negli strati più profondi del tuo cuore.


Un personaggio dell’Ariete: Wangari Maathai


La terra e l’acqua, l’aria e il fuoco del sole che si stempera nel cielo si mescolano per formare gli elementi essenziali della vita, e mi rivelano le mie affinità con la terra.


Un personaggio dell’Ariete: Wangari Maathai

Wangari Maathai è una persona bellissima. Biologa, ambientalista, pacifista, sostenitrice dei diritti civili, delle donne e della terra, coraggiosa e piena di iniziativa come sa essere un Ariete, Wangari racconta la sua vita nel libro Solo il vento mi piegherà. La sua storia si svolge intrecciandosi con la storia del Kenya, la sua terra, che cambia, anche nel suo aspetto fisico, con il mutare degli eventi e della cultura delle genti che lo abitano. L’Africa antica, ancor presente nei racconti che ascolta da bambina, lascia il posto all’Africa coloniale, con le sue ingiustizie e la sua distruzione delle usanze e conoscenze che cementavano il tessuto sociale, e poi all’Africa che cerca la sua indipendenza, con la corruzione e le violenze che dilagano in un paese in cui i legami sociali sono ormai sfilacciati.

Prima che arrivassero gli europei, i popoli del Kenya non consideravano gli alberi legname, non guardavano gli elefanti immaginando scorte di avorio, e per loro i ghepardi non erano bellissime pelli da vendere. Ma quando il Paese fu colonizzato e incontrammo gli Europei, con le loro conoscenze, la loro tecnologia, il loro modo di ragionare, la loro religione e la loro tecnologia (tutti completamente nuovi per noi), convertimmo i nostri valori in un’economia come la loro. Da allora in poi tutto fu stimato in base ad un criterio monetario. Ma come avremmo constatato, se una cosa è vendibile, ci si può dimenticare di proteggerla.

Wangari inventa un tipo di lotta pacifica e partecipata che riesce ad accompagnare il cammino del Kenia verso la democrazia: pianta alberi. Li pianta contro la deforestazione, li pianta coinvolgendo la gente del posto, li pianta coinvolgendo soprattutto le donne.

Il suo movimento il Green Belt Movement fondato nel 1977 riesce ad avere appoggi da altri paesi del mondo, perché Wangari riesce a fare anche questo: dare alla sua lotta un’ampiezza a livello internazionale. È la prima donna keniota ad ottenere una cattedra nel dipartimento di veterinaria all'Università di Nairobi e la prima donna africana ad aver ricevuto il Premio Nobel per la Pace, nel 2004, per il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace.

Sono nata il 1° aprile 1940, terza di sei figli e prima femmina dopo due maschietti nel piccolo villaggio di Ihithe, nella regione montuosa centrale del Kenia britannico - scrive Wangari. Ihithe è praticamente all’ombra del monte Kenia, che per millenni ha rappresentato un luogo sacro per le popolazioni che vivono lì intorno, etnie diverse che riescono però a convivere pacificamente. Wangari è figlia di contadini ma nonostante questo, e grazie al fratello maggiore, frequenta la scuola elementare del villaggio, dimostrandosi un’allieva molto promettente. Un insegnante la raccomanda perciò alla scuola primaria Santa Cecilia, un pensionato della missione cattolica di Nyeri, dove Wangari frequenterà le scuole medie, con ottimi risultati, e per questo sarà ammessa all’unico liceo femminile del Kenia, il Nostra Signora di Loreto, di Limuru. 

Come per gli studenti delle scuole coloniali di tutto il mondo chi è sorpreso a parlare nella sua lingua anziché in inglese viene punito. Anche se questo ci aiutò a imparare l’inglese, - commenta Wangari - instillò in noi una forma di disistima e di sufficienza nei confronti delle lingue locali. La realtà è che le nostre lingue son importanti mezzi di comunicazione e veicoli di cultura, conoscenza, saggezza e storia. Quando vengono disprezzate e chi è istruito viene incoraggiato a guardarle con alterigia, si viene privati di una parte vitale del proprio patrimonio culturale.

Un personaggio dell’Ariete: Wangari Maathai

Per fortuna nella formazione di Wangari non c’è soltanto la scuola e questo le permetterà di mantenere vive le sue radici e il legame con la sua terra. Le esperienze vissute nell’infanzia - scrive - ci plasmano e ci rendono ciò che siamo… anche se stavo entrando in un mondo di libri da leggere e di fatti da imparare… ero comunque capace di godermi una dimensione dove non esistevano libri, dove ai bambini raccontavano storie vive del mondo che li circondava e dove si coltivavano la terra e l’immaginazione in egual misura.

Ci sono momenti di semplice e pura poesia nella vita sotto il cielo, a contatto con la terra amica. Quando cominciavo a inerpicarmi sulla collina particolarmente ripida, sapevo di essere quasi a casa. Una volta raggiunta la cima, se non si era nella stagione delle nebbie - che andava da giugno ad agosto -, mi trovavo davanti ad un’esplosione di stelle e alla lunga scia della Via Lattea che solcava i cieli. Una volta arrivata, spesso non avevo voglia di entrare in casa. Mia madre portava fuori il cibo che aveva cucinato e tutta la famiglia si sedeva a mangiare sotto il luminoso cielo stellato.

L’infanzia di Wangari trascorre tutto sommato serena anche se sono anni in cui avvengono fatti tragici e sanguinosi come la rivolta dei Mau Mau. Con molta lucidità Wangari afferma che le ferite inferte alle popolazioni native vengono analizzate di rado, e difficilmente ci si sforza di comprenderle e di porvi rimedio. In questo modo il danno psicologico continuerà a trasmettersi da una generazione all’altra, finché le vittime non saranno in grado di riconoscere il proprio dilemma e potranno lavorare per superarlo.

Tornando al suo percorso scolastico, è proprio nella scuola di Limuru che, per merito di una delle insegnanti, si appassiona alla scienza e in particolare alla chimica e alla biologia.

Nel 1960 va a studiare in America grazie alla borsa di studio del cosiddetto Ponte Aereo Kennedy, un’iniziativa americana che permette a circa seicento ragazzi del Kenya di poter frequentare scuole e università statunitensi. Wangari studierà al college di St. Scholastica e all’università di Pittsburgh, dove si laureerà in biologia. Nella sua autobiografia racconta di questo periodo straordinario, in cui conosce un mondo per lei completamente nuovo, completamente diverso da quello a cui era abituata, e di lei colpisce la semplicità con cui accetta queste esperienze e la sua grande capacità di dialogo. Wangari stringe amicizie profonde con le compagne di studi ed anche con le loro famiglie e, in un’America in cui la differenza tra bianchi e neri è ben percepibile, a parte un episodio iniziale, non ha problemi a rapportarsi né con gli uni né con gli altri. Nel 1966, finiti gli studi, torna nel nuovo Kenya indipendente, con una nomina di assistente di ricerca al Dipartimento di Zoologia dello University College di Nairobi. Scopre ben presto però che il suo posto è già stato assegnato ad un’altra persona, per intrallazzi. Ma non si arrende ed ottiene un titolo analogo alla Scuola di Veterinaria. Per un certo periodo farà ricerca alle Università di Giessen e di Monaco, in Germania, poi tornata in patria, nel 1969, si sposa con Mwangi Mathai.

L’energia di Wangari è incredibile e si misura dai passi che fa, dalle azioni che compie e dai riconoscimenti che ottiene. Nel 1971 è la prima keniota a ricevere un dottorato, nel 1974 la prima a diventare professore assistente. All’Università organizza una lotta delle lavoratrici per avere compensi pari a quelli dei colleghi maschi, intanto milita nella Croce Rossa, entra nell’Environmental Liaison Centre che promuove la partecipazione delle organizzazioni non governative al Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), sostiene il marito che si candida più volte alle elezioni finché sarà eletto e trova il tempo di fare con lui tre figli e di occuparsi di loro.

Il Kenya non vive un tempo felice: da quando Moi è subentrato a Kenyatta, molte terre dello stato vengono date ai protetti del governo che le disboscano per impiantare coltivazioni di tè e caffè. Il disboscamento cambia la terra, dove c’erano fiumi ci sono solo ruscelli poveri, dove c’erano boschi ci sono terre aride e per coltivare bisogna tagliare altri boschi…

Un personaggio dell’Ariete: Wangari Maathai

È per porre un freno alla deforestazione e alla corruzione che la incrementa, che nasce, per volere di Wangari, il Green Belt Mouvement. Come primo atto Wangari, con altre donne, in occasione della giornata mondiale per l’ambiente del 1977, pianta sette alberi in un parco. È un simbolo di pace ma anche un’azione concreta e l’inizio di un coinvolgimento della popolazione, e delle donne in particolare, in una grande azione di lotta, pacifica ma inarrestabile, per riappropriarsi del legame con la loro terra.

L’istruzione, se significa qualcosa, non deve tenere lontani dalla terra, ma instillare un rispetto ancora maggiore verso la natura, perché le persone istruite sono nella posizione di capire quello che stiamo perdendo. Il futuro del pianeta riguarda tutti e tutti dovremmo fare tutto ciò che è in nostro potere per proteggerlo. Da quel momento saranno piantati oltre 40 milioni di alberi nelle foreste del continente africano. In un primo tempo le attiviste vengono ostacolate, minacciate e picchiate ma la loro lotta è praticamente inarrestabile. Dai primi alberi si è passati all’allestire vivai, al distribuire semi, al passare informazioni su come curare e far crescere le piante. Siamo su un sentiero che non è mai stato esplorato. Procediamo per tentativi. Se quello che abbiamo fatto ieri non produce buoni risultati, allora non ripetiamolo oggi perché è una perdita di tempo.

Pian piano il Green Belt ottiene l’aiuto di varie Ong straniere, il finanziamento dalla Società forestale norvegese, la protezione dell’ONU e diventa modello per altri Paesi africani che vogliono combattere la desertificazione. Ma l’opera del Green Belt non si esaurisce con il numero di alberi piantati, e visto che gli alberi sono simboli di pace e di speranza, il movimento diventa veicolo di battaglie democratiche, per i diritti di tutti fino alla richiesta di cancellazione del debito estero per i paesi più poveri.

Nonostante i numerosi riconoscimenti Wangari paga un prezzo per quello che fa. Il marito l’accusa di essere un’incontrollabile ribelle e chiede il divorzio. Il presidente Daniel Moi inizia una repressione durissima nei confronti delle partecipanti al Green Belt tanto da provocare la disapprovazione dei governi stranieri, in particolare degli USA, che minacciano di sospendere gli aiuti al Kenya se le prigioniere non saranno liberate. Il carcere, le minacce non fermano Wangari. Quando vengo sottoposta ingiustamente a pressioni, tendo a puntare i piedi e a non mollare, dice.

Il marito le proibisce di usare il suo cognome e allora lei aggiunge una “a”, lo fa diventare Maathai e continua la sua lotta. Nel 2002 si presenta alle elezioni e, nella sua circoscrizione, viene eletta con il 98% dei voti. Nel 2004 riceve il Nobel. Nel 2005 è eletta presidente del Consiglio economico, sociale e culturale dell’Unione Africana. Nel 2006 partecipa alla Cerimonia di apertura dei XX Giochi olimpici invernali di Torino portando la bandiera olimpica, con altre 7 donne, in rappresentanza di tutte le donne del mondo. Nello stesso anno fonda la Nobel Women’s Initiative con altre donne premio Nobel per la Pace, Betty Williams, Mairead Corrigan, Rigoberta Menchu, Jody Williams e Shirin Ebadi. La Nobel Women’s Initiative definisce la pace come l’impegno per la qualità di vita e la giustizia, per un mondo democratico e libero dalla violenza fisica, economica, culturale, politica, religiosa, sessuale e ambientale e contro la costante minaccia di queste forme di violenza contro le donne, anzi contro tutta l'umanità.

Wangari Maathai muore di cancro alle ovaie a Nairobi il 25 settembre 2011.

Diceva di aver imparato molto dagli alberi, cha hanno radici profonde nella terra ma aprono i loro rami verso il cielo, che sono simboli di pace e speranza e lei, nella sua vita è stata come un albero. Ha mantenuto salde le sue radici, nella sua terra e nel cuore della sua gente ma ha saputo portare speranza nuova dove sembrava fosse difficile farla rifiorire. E come gli alberi ha riconosciuto come unico limite il cielo.


Le citazioni sono tratte dal libro: SOLO IL VENTO MI PIEGHERA’ di Wangari Maathai – ed. Sperling & Kupfer





MARZO 2017

L’equinozio di primavera, la festa di Madre Terra


L’equinozio di primavera, la festa di Madre Terra

L’Equinozio, cioè il giorno in cui il dì e la notte hanno la stessa durata, avviene due volte l’anno, in primavera, a marzo, in coincidenza con il passaggio dal Segno dei Pesci a quello dell’Ariete, e in autunno, a settembre, al passaggio dal Segno della Vergine a quello della Bilancia. Ogni anno ci può essere una piccola variazione nella data, quest’anno l’equinozio di primavera sarà il 20 marzo, perché allora il Sole sarà allo zenit sull’equatore e i suoi raggi illumineranno proprio metà della Terra mentre l’altra metà resterà in ombra. L’equinozio di primavera è una festa tradizionale e nel calendario degli antichi Celti è Ostara, la festa di Madre Terra.

Già in precedenti puntate di AstroMatta abbiamo parlato delle feste degli antichi Celti e del significato del loro calendario che sanciva la partecipazione di ognuno alla dimensione cosmica della tradizione druidica e al Mistero a cui essa si riferiva. Le celebrazioni avevano significati profondi e testimoniavano il legame tra la vita di ognuno e l’universo in cui questa vita si svolgeva, in un percorso di morte e rinascita che la natura manifesta e che diventa per ognuno percorso di crescita individuale. Le feste avevano come luoghi fisici di riferimento i grandi cerchi di pietre, dove cielo e terra si congiungono e dove ci si incontrava a festeggiare le ricorrenze, a gestire la cosa pubblica, a meditare e a guardare le stelle. Parliamo di un passato lontano ma vivo tutt’oggi per i popoli naturali, quel venti per cento degli abitanti della Terra che, fuori dal plagio delle varie religioni e della cultura maggioritaria, mantenendo vive le proprie radici e il loro legame con la tradizione ancestrale, vivono un rapporto diretto e personale con l’esistenza e con ciò che essa manifesta. L’ottanta per cento dei popoli del pianeta vive invece assoggettato alla cultura maggioritaria che, pur variegata nelle modalità e nei contenuti a seconda della zona geografica, nega la fratellanza tra i viventi, la libertà degli individui e la conoscenza senza intermediari che la sottomettano ai loro scopi personalistici.

L’equinozio di primavera, la festa di Madre Terra

Nonostante questo le feste, legate alle simbologie stagionali e ai ritmi di Madre Terra, permangono per tutti, anche se spesso occultate o trasformate, a testimoniare che qualcosa lega tutti i popoli del pianeta tra loro e con il pianeta stesso. In particolare l’arrivo della Primavera, momento del risveglio della Natura, è la festa di Madre Terra e tutti i popoli festeggiano il ritorno alla vita dopo il sonno dell’inverno. Ad esempio in Spagna, a Valencia, in questo periodo dell’anno per le strade si possono ammirare grandi e piccole figure di cartapesta che ritraggono scene di vita quotidiana e simboleggiano, la ripresa delle attività dopo il freddo invernale. Saranno poi bruciate in una grande festa. Nel Regno Unito si celebra la dea Ostara, personificazione di Madre Terra, alla quale ci si rivolge per avere fertilità e abbondanza. A Stonehenge, in particolare, l’equinozio riunisce ogni anno, prima dell’alba, tantissime persone che aspettano il sorgere del Sole tra i megaliti. A fine marzo in Bulgaria si saluta la primavera cantando e ballando con campane di rame appese alla cintura in modo da spaventare e scacciare gli spiriti dell’inverno. Nella Repubblica Ceca la ricorrenza è stata cristianizzata come festa di San Matteo, l’apostolo che chiude le porte dell’inverno e spalanca quelle della primavera. In vari paesi del vicino e medio Oriente e presso le comunità iraniche e turche di tutto il mondo, nella tradizionale data dell’equinozio di primavera, si festeggia il Nowruz, il Nuovo Giorno, una specie di capodanno. Per i Sufi in particolare è il giorno in cui il mondo cominciò a girare per volontà divina. In Giappone la primavera è il tempo dei fiori di ciliegio e durante tutta la stagione i giapponesi si dedicano all’hanami, ovvero la contemplazione dei ciliegi in fiore. Il quindicesimo giorno dopo l’equinozio in Cina ricorre il Qing Ming, il Giorno puro e luminoso o Giorno per ripulire le tombe. I cinesi visitano le tombe o i tumuli dei loro antenati per rendere loro omaggio e festeggiano la primavera, come risveglio della vita. E tornando alla festa celtica, Ostara rappresenta proprio la capacità di morire alla propria identità soggettiva e la scoperta di un se stesso puro e luminoso. Come si può ignorare questa base di esperienza comune? Perché non farne la base per ricostruire un mondo improntato a libertà, conoscenza e amore come sarebbe naturale per noi esseri viventi affacciati tutti allo stesso cielo stellato e al suo Mistero.


Per le ricorrenze celtiche facciamo riferimento a:

Le Feste dei Celti di G.Barbadoro e R.Nattero, Keltia Editrice


Previsioni per il mese

      

Pesci: Un nuovo ciclo: Un senso di leggerezza, di tempo nuovo pervaderà questo mese che si preannuncia, per te, sbarazzino come il vento di primavera.

Ariete: Brezza profumata: Tante occasioni si prospettano per te. Fermati un momento ad annusarne il profumo, a valutarne il senso, prima di lanciarti nella corsa che ti piace tanto.

Toro: Vicini al cuore: Saprai avvicinarti con semplicità e calore a persone e situazioni, senza farti fuorviare dai timori o dalle apparenze. Saprai guardare in fondo agli occhi di chi ti sta davanti.

Gemelli: Piove col sole: Marzo, per te, comincia pazzerello: non saprai mai cosa aspettarti e devi essere pronto a cambiamenti veloci di umori o avvenimenti che possono scompigliare i tuoi piani. A fine mese le nuvole diradano e potrai rilassarti.

Cancro: Cambiare gli occhiali: Quando guardi verso l’orizzonte vedi nitidamente le situazioni, intuisci anche ciò che non è evidente e ciò che deve ancora accadere ma quando guardi vicino a te l’emotività ha il sopravvento e ti senti, spesso a torto, attaccato e ferito.

Leone: Atmosfera effervescente: Questo mese non ti potrai annoiare: novità, stimoli, sensazioni, avvenimenti renderanno continuamente spumeggiante la tua vita.

Vergine: Artistico disordine: Il vento ha scompigliato ogni cosa proponendo situazioni diverse e inaspettate, eppure questo apparente disordine rivela qualcosa di nuovo e positivo se non rimani attaccato alle vecchie convinzioni.

Bilancia: Carezze in contropelo: Ci sono sempre tante cose in ballo, alcune molto interessanti e stimolanti altre soltanto faticose, che ti coinvolgono spesso tuo malgrado. Ti senti un po’ come un gatto accarezzato sì… ma in contropelo!

Scorpione: Pulizie di primavera: Hai voglia di aria nuova, di svecchiare e risistemare le cose, sia dentro te stesso che all’esterno di te, di rispondere alle nuove proposte che la vita ti offre.

Sagittario: Correre liberi: Un po’ di tensione tra le due anime del Sagittario, quella istintiva che sente la vita come una lunga corsa libera e quella che ama progettare e programmare. In questo mese le stelle ti consigliano di non pianificare troppo ma di essere attento a quello che accade.

Capricorno: I nodi si sciolgono: Le persone e le cose che ti hanno creato tensioni o difficoltà si fermano grazie al tuo modo di rapportarti a loro, alla tua capacità di trovare la strada di arrivare alla loro essenza.

Acquario: Sorridere alla vita: Un mese davvero favorevole per te, sotto tutti gli aspetti. Che dire di più? Goditelo!


Un personaggio dei Pesci:
Giuliano Preparata


Mi balenò allora per la prima volta l'idea che, dopotutto, la separazione delle due culture — quella umanistica e quella scientifica —, di cui tanto si è di battuto nel corso di questo secolo, sia soltanto un artificio politico, tenuto in vita da un esercito di azzeccagarbugli. Costoro per puri scopi di potere rifiutano il rigore del metodo scientifico, l'unico adatto a comprendere e ad agire sul mondo che ci circonda, cui contrappongono un'estenuante eristica, triste retaggio di sofisti vecchi e nuovi, mediante la quale, riparandosi dietro una pretesa cultura umanistica, ogni turpe operazione di potere diventa possibile.


Un personaggio dei Pesci: Giuliano Preparata

Giuliano Preparata, scienziato geniale e fuori dagli schemi, è conosciuto soprattutto per i suoi studi sulla fusione fredda e sulla memoria dell’acqua. In realtà il suo lavoro ha spaziato in molti campi della fisica, dalla costruzione del modello standard delle interazioni subnucleari alla teoria quantistica dei campi alle tematiche della dinamica della vita, che Giuliano ha esplorato sempre animato da grande desiderio di ricerca e grande passione per la scienza.

Dei Pesci, suo Segno di nascita, ha l’anima profonda, quell’impossibilità di vedere confini tra esperienza e teoria, tra il mondo inorganico e la vita, tra diversi campi di ricerca.

Con Emilio Del Giudice, Jacques Benveniste e Luc Montaigner fa parte di quel gruppo di scienziati che ha avuto una visione ampia della scienza e che ha aperto delle finestre che gli accademici preferivano tenere chiuse o hanno tentato di richiudere velocemente.

Sono nato a Padova nella primavera del 1942 (il 10 marzo, n.d.r), in piena seconda guerra mondiale - scrive Giuliano Preparata nel suo libro Dai quark ai cristalli, Breve storia di un lungo viaggio dentro la materia, raccontando l’inizio della sua vita - Mio padre Vincenzo nacque agli inizi del secolo a Napoli, crebbe e fu educato, oltre che a Napoli, in varie città del Nord per poi trascorrere la sua giovinezza nella capitale. Mia madre, Stefania Bergomi, è figlia di quella stirpe fiera e cortese che popola la fertile pianura compresa fra il Po e l'Appennino tosco- emiliano: è nata a Reggio Emilia all'alba della prima guerra mondiale…Gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza trascorsero sereni, in un'Italia che cercava di uscire dagli orrori e dalle sofferenze della guerra con grande vigore e determinazione. Il livello di vita e di consumi spartano, ricordo, nulla toglieva al nostro magico mondo di bambini pieno di curiosità, di sorprese, di scoperte. Adolescente frequenta il liceo classico Umberto I a Roma, ma nel 1960, contraddicendo la sua passione per gli studi letterari, si iscrive alla Facoltà di Fisica della Sapienza.

Giuliano racconta questo cambio di rotta, influenzato dal fratello maggiore Franco e dal suo compagno di studi Nicola Cabibbo, futuro ricercatore e professore ordinario di fisica delle particelle elementari all'Università la Sapienza di Roma : A me che in calzoni corti, spesso dietro la porta, li stavo ad ascoltare per ore, quegli strani discorsi di un mondo lontano e sconosciuto avevano forse solo il fascino dell'ignoto, ma stavano a testimoniare di realtà che il mio liceo classico stentava a riconoscere, se non addirittura irrideva attraverso la scomunica crociana della scienza come «pseudoconcetto». Anche se non capivo, se non riuscivo a vedere i contorni di quella lontana galassia cui Franco e Nicola dedicavano tanta parte di sé stessi, l'impressione nella mia mente rimaneva profonda: per me non esistevano più soltanto i classici, le idee e le fantasie che nutrivano la scuola umanistica, c'era anche un mondo della ragione e della natura, di cui ignoravo praticamente tutto ma che esercitava su di me un'attrazione straordinaria. Ed è leggendo alcune pagine del Dialogo sui massimi sistemi del mondo di Galileo Galilei che Giuliano focalizza chiaramente che gli argomenti pieni di vigore, di fatti, di logica espressi lo interessavano più dell'armoniosa ed efficace prosa del Galilei e lo portano a scegliere una facoltà scientifica.

Un personaggio dei Pesci: Giuliano Preparata

Per la tesi lavora a Firenze con Raoul Gatto e nel 1964 si laurea in Fisica Teorica. Il lavoro con Gatto è però così entusiasmante che Giuliano continua a collaborare con lui, documentando le ricerche con decine di articoli sulla fisica delle alte energie. Dal 1967 al 1972 è nelle più prestigiose università americane: a Princeton, come Research Associate, ad Harvard, come Research Fellow, alla Rockefeller, come Assistant Professor e alla New York University, come Associate Professor. Nel 1974 entra a far parte della direzione teorica del CERN di Ginevra e inizia anche a polemizzare apertamente con il conformismo di quelli che definisce i bramini del CERN che rendono impossibile dar spazio a idee nuove, a dibattiti aperti e accesi fra linee diverse. Nel 1976, terminato l’incarico al CERN, pur mantenendo la collaborazione, viene chiamato a ricoprire la cattedra di fisica teorica dell’università di Bari. Qui Giuliano diventa il catalizzatore di un gruppo di giovani fisici che collaborano con lui e che costituiscono la nuova scuola teorica di Bari. Leonardo Angelini, uno dei collaboratori, racconta che l’attività di Giuliano diventa rapidamente un attrattore irresistibile, in particolare per i più giovani. Essa infatti consentiva alla Fisica Teorica barese di entrare in contatto con le correnti internazionali principali della Fisica delle Particelle. Dei fisici teorici baresi, una decina (quasi tutti) collaborano direttamente con lui. In questo periodo Giuliano inizia anche a lavorare con Cecilia Saccone e il suo gruppo di bioinformatica e biologia molecolare, cooperazione che continuerà fino alla fine della sua carriera. Negli anni ottanta inizia la collaborazione con Emilio del Giudice per esplorare la natura dell’acqua attore fondamentale del dramma della vita. …Nel 1984 Emilio aveva scritto con il fratello Nicola, affermato medico omeopatico di Napoli, un libro in cui l'aspetto fisico e quello medico del ruolo fondamentale dell'acqua nel farmaco omeopatico vengono affrontati con grande entusiasmo e dottrina. L’ingresso in questo nuovo universo è per Giuliano una nuova avventura: la mia esperienza «eretica» nel mondo dei quark e degli adroni mi permise di capire immediatamente i termini del problema: com'è possibile che una molecola così insignificante si componga in un corpo macroscopico, l'acqua, dalle tante proprietà essenziali e incomprensibili? Al termine di una ricerca durata quasi due anni I risultati vengono presentati alla comunità scientifica. Ancora una volta l’establishment reagisce facendo muro. Non c'è da meravigliarsi – commenta Giuliano - mi trovo al centro di un nuovo, più duro scontro scientifico. Giuliano sa di essere considerato un eretico e non a caso si è ispirato a Galilei e a Bruno. Un’altra occasione di distinguersi dalle posizioni conservatrici di coloro che preferiscono difendere la posizione conseguita e la sedia conquistata si presenta nel marzo del 1989, quando due elettrochimici dell’università dello Utah, Martin Fleischmann e Stanley Pons, annunciano la scoperta della cosiddetta fusione fredda. Anche in questo caso lo scontro si fa duro. Coloro che, come me - scrive Giuliano - chiedono soltanto il tempo necessario per un'istruttoria seria, serena e meticolosa, in un'atmosfera che non sia di guerra di religione (ma gli aristotelici hanno sempre visto in quanti non la pensano come loro «eretici» da eliminare, eventualmente con il rogo), vengono sprezzantemente bollati come i «credenti» (True Believers, in inglese). Giuliano porta avanti la sua ricerca, con la collaborazione di Emilio Del Giudice, nonostante le difficoltà e la diffidenza della comunità scientifica che all’inizio della sua carriera di ricercatore gli aveva dato importanti riconoscimenti, ma ormai lo emargina, proprio come un eretico.

Giuliano Preparata muore il 24 aprile del 2000 a Frascati. Di lui restano più di 400 articoli scientifici che spaziano dalla fisica, alla biologia, dalla chimica alla medicina e alcuni libri: Probing Hadrons with Leptons (Plenum Press, 1980), QED Coherence in Matter (World Scientific, 1995), An Introduction to a Realistic Quantum Physics (World Scientific, 2002), L'architettura Dell'universo: Lezioni Popolari Di Fine Secolo Su Ciò Che La Scienza è Riuscita a Capire Sulla Struttura Dell'universo (Bibliopolis, 2001), Dai Quark ai cristalli: breve storia di un lungo viaggio dentro la materia (Bollati Boringhieri, 2002), ma soprattutto il ricordo della passione per la conoscenza che lo ha accompagnato per tutta la vita, anche portandolo a scelte scomode e controcorrente. Ci piace immaginarlo come lo descrive uno dei suoi allievi, mentre costruisce universi di formule alla lavagna, senza risparmiarsi mai, senza risparmiarti nulla…


Spezzone di una puntata di Report (stagione 1998-1999) con intervista a Pierluigi Ighina e commento in studio di Giuliano Preparata: https://www.youtube.com/watch?v=95EESLdu_CA

Estratto da un’altra puntata di Report: Giuliano Preparata e altri ricercatori parlano della Fusione Fredda: https://www.youtube.com/watch?v=0_sHXk2ixbc





FEBBRAIO 2017

San Valentino e l’antica Shuda Shali


San Valentino e l’antica Shuda Shali

Il 14 febbraio è l’antica festa celtica che celebra l’amore universale: l’amore verso tutte le creature che popolano questo mondo e verso Madre Terra che ci nutre e dà vita. Si chiama Shuda Shali e certo ha una valenza molto più significativa della ricorrenza di San Valentino, festa degli innamorati, dei cuoricini e dei cioccolatini.

Shuda Shali celebra l’eredità spirituale degli antichi dei scesi dal cielo e il loro amore nei confronti dell’umanità e il suo spirito di condivisione, al di là di ogni differenza, perfino di specie, viene completamente travisato dal San Valentino che vuole festeggiare il rapporto esclusivo dei “piccioncini”, chiusi nel loro piccolo mondo a due posti soltanto.

Che cosa è successo? Chi è San Valentino e da dove è saltato fuori?

Se proviamo ad andare indietro nella storia scopriamo che questo santo è stato “fabbricato su misura” per rispondere ad esigenze della Chiesa del tempo. Come nel caso di San Giorgio, costruito mettendo insieme le caratteristiche che servivano a farne un perfetto eroe cavalleresco, la figura di Valentino servì a dare una valenza cristiana ad una festa pagana.

La festa del dio Luperco, protettore delle mandrie e delle greggi, in qualche modo derivata dalla festa celtica e poi trasformata secondo la mentalità romana, ricorreva a metà febbraio e prevedeva riti di purificazione e fecondazione poco affini alla morale cristiana. Ad esempio in questa occasione uomini e donne si univano in coppie casuali, estratte a sorte, destinate a durare un anno, al solo scopo di procreare, senza vincoli di matrimonio o di sentimento reciproco. Nel 496 papa Gelasio I decise di abolire i Lupercalia, dedicando in un primo tempo questa data alla purezza e alla maternità della Vergine Maria e in seguito a San Valentino da Terni, vescovo cristiano martirizzato il 14 febbraio. Intorno a questa figura vennero create ad hoc delle leggende che potessero identificarlo come protettore degli innamorati. Così si racconta che il vescovo Valentino abbia risolto un litigio tra innamorati facendo volare tra loro delle colombe, che sposò in punto di morte una fanciulla cristiana ed un giovane romano, che mandò un biglietto alla sua carceriera cieca firmandolo il tuo Valentino

San Valentino e l’antica Shuda Shali

È interessante comunque notare che in alcune parti del mondo San Valentino conserva comunque una valenza più ampia e non si riduce alla celebrazione della coppia e della ricerca dell’altra metà della mela come massimo appagamento del cuore a cui si possa aspirare nella vita.

In Sud America San Valentino è il día del amor y la amistad, ovvero il giorno dell’amore e dell’amicizia e così è anche in Danimarca, in Finlandia e in Giappone. Negli Stati Uniti è giorno di festa anche per i bambini, occasione di scambio di biglietti, le valentines, e regalini. In Olanda e in Inghilterra si usa mandare doni in modo anonimo e in Colombia si fa il gioco dell’amico segreto: tutti i partecipanti, che possono essere amici, parenti, conoscenti, colleghi ma anche persone appena conosciute, mettono in un recipiente un bigliettino con il loro nome. Ognuno estrae a sorte un nome che diventa il suo amico segreto e da quel momento per un intero mese riceverà attenzioni, regali e gentilezze varie.

Nelle terre in cui la tradizione celtica è rimasta più viva si praticano ancora rituali legati al significato più profondo della Shuda Shali, cioè all’amore e alla libertà che scaturiscono dal contatto con il senso più intimo dell’esistenza, quello che si esprime con l’essere vento nel vento, ognuno con pari dignità a tutti gli altri, in quanto fatti della stessa sostanza, l’esistenza stessa. In Piemonte ad esempio in questo periodo dell’anno, a Balangero e Ceres si innalzano pali ornati di nastri e fiori, a Giaglione si costruisce il Bran, struttura di legno a forma di albero, arricchita di fiori frutta e nastri che volano appunto nel vento. Queste manifestazioni si collegano direttamente alle feste che si celebravano un tempo intorno ai grandi alberi, prima che la Chiesa ne proibisse, dopo il Concilio di Arles, la venerazione. La memoria delle famiglie celtiche locali ricorda ancora il grande albero che viveva al centro di una radura nella zona nord del parco della Mandria, nella zona di Fiano, che il clan dei Ramat, all’epoca delle persecuzioni dei Catari, riconosceva come il centro della loro terra sacra. È commovente pensare che oggi nel luogo in cui il grande albero sacro alzava le sue braccia a cielo c’è lo Stone Circle di Dreamland, opera d’arte costruita sul disegno degli antichi cromlec per proporre un contatto immediato con la dimensione del Silenzio segno contatto intimo con la natura e l’amore che essa esprime verso tutti i suoi figli qualsiasi forma essi abbiano.


Per le ricorrenze celtiche facciamo riferimento a:

Le Feste dei Celti di G.Barbadoro e R.Nattero, Keltia Editrice


Per approfondire l’argomento di questa puntata:

www.shan-newspaper.com/web/tradizioni-celtiche/21-san-valentino-la-festa-celtica-dellamore-universale.html

www.eco-spirituality.org/tdgr09-hist.htm


Previsioni per il mese

     

Acquario: Una scatola piena di doni: Un febbraio pieno di belle sorprese, di giornate serene e spesso divertenti ti regala fiducia e voglia di scoprire cose nuove.

Pesci: Soluzioni a portata di mano: Continua il percorso positivo iniziato lo scorso mese e man mano vedrai le complicazioni sciogliersi, le difficoltà appianarsi.

Ariete: Ventata d’aria fresca: Dalla seconda settimana di febbraio le cose ricominceranno ad andare per il verso giusto, le tensioni si appianeranno e si metterà in moto un vero rinnovamento, fuori e dentro di te.

Toro: Sentiero roccioso: La parte centrale del mese sarà un po’ ostica e ti sembrerà di procedere su un sentiero impervio. Usa la pazienza e la costanza, consapevole che comunque stai procedendo verso i tuoi obiettivi.

Gemelli: Nuovi progetti: La confusione del mese scorso si placa un po’ alla volta e ti lascia più lucido e positivo pronto per nuovi incontri e nuove opportunità.

Cancro: Armati di pazienza: Periodo un po’ nervoso e teso, soprattutto nei rapporti con gli altri. Evita le polemiche, non cadere o istaurare battibecchi. Già a fine mese molte cose si ridimensioneranno o vedrai che in realtà erano inconsistenti.

Leone: Un vero leone: Calore, generosità, forza. Una grande energia da impiegare come vuoi tu, attento solo a non farti trasportare dal tuo stesso impeto.

Vergine: Chi ben comincia…: Se hai progetti punta sulla prima settimana di febbraio per metterli in atto. Dopo il mese scorrerà come un fiume tranquillo.

Bilancia: Un giro in giostra: Un po’ di divertimento, un po’ di pericolo, un po’ di ebbrezza e un po’ di paura: questo mese sarà per te come una corsa sulle montagne russe, soprattutto dal punto di vista emotivo.

Scorpione: In medio stat… periculum: Sono le due settimane centrali ad essere un po’ complicate e a crearti qualche difficoltà, soprattutto nei rapporti interpersonali. Per il resto il mese sarà positivo.

Sagittario: A gonfie vele: Un mese sereno, pieno di allegria, di belle novità, di incontri e occasioni. Ci voleva!

Capricorno: Alta tensione: Mese un po’ teso e contradditorio con sbalzi d’umore e intense reazioni emotive, per fortuna la logica e l’autoironia sono dalla tua parte e ti portano a sdrammatizzare le situazioni complesse.


Un personaggio dell’Acquario: Vivian Maier


Un personaggio dell’Acquario: Vivian Maier

Vivian Maier è una straordinaria fotografa, la cui bravura, ignorata completamente mentre lei era in vita, viene scoperta per caso da John Maloof, giovane figlio di un rigattiere. John trova in una casa d’aste una grande quantità di negativi, incuriosito li acquista e decide di far sviluppare e stampare quelle immagini che ad una prima occhiata gli sembrano molto interessanti. Quando si trova davanti i risultati si accorge di avere tra le mani dei capolavori. Dotato di sensibilità artistica è profondamente colpito da quelle fotografie, che lo trasformano in un vero e proprio detective e lo spingono sulle tracce della misteriosa autrice di quegli scatti. La storia della sua ricerca è raccontata in un libro (Charlie Siskel e John Maloof  Alla ricerca di Vivian Maier. La tata con la Rolleiflex) e in un film-documentario (Alla ricerca di Vivian Maier) prodotti in italiano da Feltrinelli.

Vivian, nostra ospite in questa puntata, è descritta da chi l’ha conosciuta come paradossale, coraggiosa, misteriosa, eccentrica, insolita e riservata: praticamente una “fotografia” dell’Acquario.  La sua anima si rivela riflessa nelle immagini che ha saputo catturare. Le piacevano le facce, i vecchi, la gente che dorme, le donne eleganti, le scale, i bambini, le ombre, i riflessi, le scarpe, le simmetrie, la gente di spalle, la rovina e gli istanti. Si vede lontano un miglio che adorava il mondo, a modo suo - ne adorava l’irripetibilità di ogni frammento. Probabilmente le andava di produrre quello che ogni fotografia ambisce a produrre: eternità. Ma non quella friabile delle foto dei mediocri: lei otteneva quella, incondizionata, dei classici scrive di lei Alessandro Baricco.

Un personaggio dell’Acquario: Vivian Maier

Vivian Maier nasce a New York il 1 febbraio 1926, da madre francese e padre di origine austriaca. Quando i genitori si separano Vivian resta con la madre che va a vivere da un’amica francese, Jeanne Bertrand, fotografa professionista. Sarà lei a trasmettere a Vivian la passione per la fotografia. All’inizio degli anni ’30 le due amiche e la piccola Vivian tornano in Francia e qui Vivian trascorrerà gran parte della sua infanzia, finché, nel 1938, ritornerà con la madre a New York. Nel 1950 riparte per la Francia per vendere una proprietà che ha ereditato e con i soldi che ne ricava riesce a comprarsi una macchina macchina fotografica professionale: la Rolleiflex che da questo momento avrà sempre al collo. Nel 1951 la ritroviamo a New York, poi in viaggio per il Nord America e nel 1956 a Chicago dove viene assunta come tata dalla famiglia Gensburg, con cui rimarrà per 17 anni. Quando i ragazzi Gensburg sono ormai grandi Vivian continuerà il suo lavoro di bambinaia presso altre famiglie. Sembra che la scelta di questa professione sia dovuta più alla libertà di movimento che le può lasciare che non ad una particolare passione per il mondo dei bambini.

Un personaggio dell’Acquario: Vivian Maier

Tra il 1959 e il 1960, per sei mesi farà anche un lungo viaggio, quasi segreto, intorno al mondo che la porterà in Thailandia, nelle Filippine, in India, lo Yemen, Egitto, Italia e ancora in Francia, nel paese della sua infanzia. Ovunque vada scatta fotografie. Nella casa dei Gensburg riesce ad attrezzare nel bagno un piccolo laboratorio per lo sviluppo e la stampa delle sue foto. Silenziosa, attenta, spettatrice partecipe, Vivian cammina per le strade di Chicago con la sua macchina fotografica e coglie espressioni, visi, istanti carichi di intenso significato.

Sembra esserci un feeling speciale tra lei e i protagonisti dei suoi scatti, e se possiamo sentirla sempre presente e vicina ai soggetti che inquadra, ogni tanto le sue foto sono “firmate” dalla sua immagine, che si evidenzia in un angolo, in un’ombra, in un riflesso.

Il suo aspetto è bizzarro: è alta, indossa scarpe e camicie maschili, ampi cappotti e grandi cappelli che poco hanno a che fare con la moda del momento. Cammina con passo marziale, ha sempre la macchina fotografica al collo, parla con uno strano accento francese, sembra quasi essere arrivata da un altro mondo per documentare la vita sulla Terra. Della sua vita, della sua storia, del suo mondo personale alla fine si sa ben poco, se non che scattava fotografie, tante, straordinarie fotografie che catturano con immediatezza e partecipazione un luogo, un istante ma che, come lei, sembrano fuori dal tempo. Le piace catturare attimi ma il più delle volte i rollini restano lì, senza essere sviluppati, accumulati gli uni sugli altri, insieme ai giornali che colleziona riempiendo all’inverosimile le stanze in cui vive. Il suo archivio di 200 casse di cartone la seguirà nei suoi spostamenti da una casa all’altra. Non sarà mai ricca e da anziana saranno i ragazzi Gensburg ad occuparsi di lei dandole la possibilità di vivere in una casa confortevole. Il suo smisurato archivio però, sistemato in un box, finisce con l’essere messo all’asta per mancato pagamento dell’affitto. È qui che lo troverà e lo acquisterà John Maloof.

Vivian Maier muore il 21 aprile 2009, prima che John Maloof riesca a rintracciarla.


Per chi è interessato, il documentario Alla ricerca di Vivian Maier è su youtube: www.youtube.com/watch?v=Hsy4NOWOp0g

www.vivianmaier.com è il sito in cui è possibile vedere una bella selezione delle foto di Vivian Maier





GENNAIO 2017

Un anno in musica con il LabGraal


Per il 2017 Astromatta vuol farvi gli auguri in musica, dedicando ad ogni Segno dello Zodiaco un brano musicale che lo rappresenti e gli faccia da colonna sonora per tutto l’anno. Tra i tanti artisti abbiamo scelto una band molto speciale: il LabGraal. Il LabGraal non è solo un gruppo di cinque artisti bravissimi, è qualcosa di più, come dice Rosalba Nattero, voce della band: Il LabGraal non è solo un gruppo musicale ma è un progetto. Il LabGraal ha un sogno, una visione: un pianeta dove gli animali non vengono maltrattati, una Terra dove tutte le culture siano rispettate, dove i Popoli indigeni non vengano defraudati delle loro terre sacre. Un mondo che rispetti Madre Terra, ne colga l’insegnamento e sappia guardare alla poesia del cielo stellato. Il nostro progetto è un impegno a dare un contributo affinché il mondo sia un posto migliore in cui vivere. Cambiare il mondo è un’impresa difficile. Ma noi abbiamo già cominciato.

Un anno in musica con il LabGraal

Anche a noi piace questo nuovo mondo possibile e ci auguriamo che questo nuovo anno sia un passo avanti verso il raggiungimento di questi obiettivi. Dove trovare la forza per procedere su questo cammino? Dove l’ha trovata il LabGraal: nel silenzio. Il nostro gruppo si è ritrovato nel silenzio – dice ancora Rosalba Nattero - La ricerca del silenzio è quella che ci ha fatto incontrare e ci ha uniti creativamente. La musica del LabGraal attinge all’anima profonda, mistica, della tradizione celtica, un cuore antico che permette di dialogare con i popoli naturali di tutto il pianeta.

Con Rosalba Nattero suonano Giancarlo Barbadoro, flautista e poeta che ha ispirato gran parte dei testi delle canzoni del gruppo, Luca Colarelli con la sua chitarra o la bagpipe, Anrea Lesmo alla tastiera o al buzuki, e Gianluca Roggero ai tamburi.

Con pezzi originali e melodie tradizionali di Scozia, Irlanda, Bretagna, Occitania, collaborazioni con musicisti nativi americani, africani, australiani, il LabGraal celebra la vita, la fratellanza con gli altri esseri compagni di viaggio nel nostro cammino, il contatto con il mistero che anima l’universo e il bien-être che ne deriva.


Capricorno

All’insegna del cambiamento. Sono in arrivo grandi cambiamenti che modificheranno la tua vita e alcuni saranno completamente inaspettati. Sono i tuoi sogni ad avere una grande forza e dal profondo del tuo cuore vogliono uscire allo scoperto e volare liberi come farfalle.

Wind of freedom, dall’album Northern Wind, è il brano che ben interpreta lo spirito di quest’anno per il Capricorno. Il flauto di Giancarlo Barbadoro interpreta la libertà del vento che invita a danzare con la vita.


Acquario

Tante cose nuove. Le novità arriveranno come piccoli pacchi dono colorati un po’ in tutti i campi della vita e produrranno una sensazione di leggerezza, di rinascita, di voglia di giocare. Sarai l’Acquario dei momenti migliori: idealista, anticonformista, bizzarro e libero.

Per te abbiamo scelto il brano occitano Se ièu sabiau volar, dall’album Native, che esprime così bene la voglia di volare.


Pesci

Volta la pagina. i tuoi sogni e la possibilità di concretizzarli saranno per te l’elemento più importante di questo 2017. L’anno che viene ti porterà a valutarli attentamente e a scegliere quali di essi sono davvero significativi al di là della dimensione un po’ confusa in cui li lasci esistere. Quelli che sceglierai si svilupperanno pian piano e a fine anno si realizzeranno.

My vision, dall’album Dreaming, è il brano per te: la chiarezza del proprio sogno che diventa scelta di vita.


Ariete

Guerriero e ribelle. Quest’anno sarà caratterizzato da un grande bisogno di libertà. Sarai insofferente alle costrizioni e alle richieste o aspettative degli altri. Stai cercando un contatto più profondo con te stesso e con la vita.

Il brano Native, dall’album omonimo, interpreta lo spirito guerriero di chi vuole vivere in prima persona la sua vita, è un inno alla libertà, all’amore per l’esistenza e alla fratellanza con gli altri esseri che ne fanno parte.


Toro

Positivo e perseverante. La strada che hai intrapreso è quella giusta e val la pena di percorrerla senza ripensamenti. C’è un concreto e sereno coinvolgimento di tutto il tuo essere in ciò che porti avanti, soprattutto del tuo aspetto amorevole nei confronti degli altri.

Il brano scelto per te è En montant la rivière, dall’album Native, una canzone tradizionale del Quebec, che parla di primavera, d’amore e di sicurezza nelle proprie scelte.


Solstizio d’Inverno

Gemelli

Con gli occhi attenti. Un anno un po’ complesso alternerà momenti di stanchezza ad altri appaganti. Le situazioni esterne non sono male ma non sempre corrispondono alle tue esigenze più profonde. Il tuo punto forte sarà l’attenzione e la capacità di cogliere al volo opportunità e occasioni.

Per te proponiamo The two dragons, dall’album Dreaming, nato dall’incontro con i nativi australiani. Nel brano il flauto di Giancarlo Barbadoro ed il didgeridoo di Jida Murray Gulpilil dialogano tra loro: due suoni antichi che ricordano il vento, due tradizioni apparentemente lontane con lo stesso cuore.


Cancro

E’ tempo di rinascere. Un’irrequietezza sotterranea caratterizza l’anno che sta iniziando e continuerà fino all’autunno. Ci sono dentro di te aspirazioni che fai fatica a far emergere richiamate da avvenimenti o persone che ti sollecitano continuamente coinvolgendoti in situazioni complesse che ti confondono. Sii coraggioso e trova il tempo e la forza di guardare dentro di te. La fine dell’anno promette un allentarsi della tensione e potrebbe essere il tempo di una vera rinascita.

Birth song, la canzone della nascita, ispirata ad un canto Sioux, è il brano per te, un augurio per una nuova vita. Birth song è tratta dall’album Sacred Land.


Leone

Un anno da re. Fin dall’inizio il 2017 ti regala una grande energia positiva che ti porterà a raggiungere gli obiettivi che via via ti prefiggi e a non temere i cambiamenti che si prospettano o si si rendono necessari.

Il brano per te è Our ancient heart dall’album Shan soundtrack che ti ricorda di mantenere vivo il legame con la tua ricchezza interiore, con l’anima profonda dei figli di Madre Terra.


Vergine

Sarà un anno dedicato alla ricerca della felicità. Il compito è quello di rimettere ordine nella tua vita, di guardare nella direzione che hai scelto, di allontanare tutto ciò che ti coinvolge in problemi inutili e di fidarti di ciò che alberga nel profondo del tuo cuore.

Per te abbiamo scelto il brano Mother Africa, dall’album omonimo, con la splendida voce di Rosalba Nattero che ti condurrà su sentieri antichi e ti porterà a guardare oltre i riflessi dell’apparenza che vogliono coinvolgerti con il loro continuo mutare.


Bilancia

Brinda alla fortuna! Ti sentirai come quando salta il tappo dello spumante: tutto ciò che sembrava faticoso o frenato improvvisamente trova lo spazio di esprimersi e prendere forma. Attento a non ubriacarti però, perché il futuro ti riserva cambiamenti di rotta e nuovi incontri con situazioni e persone che richiedono disponibilità e lucidità.

Il brano per te è Encounters, dall’album Mother Africa, ispirata ad una poesia di Giancarlo Barbadoro, che parla degli infiniti incontri su percorsi che si intrecciano attraverso il tempo, attraverso lo spazio.


Un anno in musica con il LabGraal

Scorpione

Tre passi avanti. Il primo passo, la prima parte dell’anno, ti richiede idee chiare e obiettivi precisi, il secondo passo prevede lo sviluppo di ciò che hai preparato con cura e il terzo passo, ultima parte dell’anno, promette la riuscita e il raggiungimento dei traguardi. Possiamo dire un anno concreto e positivo.

Il brano scelto per te è Eliz-Iza dall’album Native, un canto bretone, antico e misterioso, che sembra svilupparsi al confine tra la nostra dimensione e l’Autre monde, in sintonia con l’anima profonda dello Scorpione.


Sagittario

Trovare l’essenza. Un lungo percorso di maturazione ha prodotto grandi cambiamenti dentro di te ed anche all’esterno. Questo processo continuerà ancora per quest’anno. E’ ricerca di verità, abbandono di situazioni o posizioni di comodo: una grande lezione di vita i cui risultati ti renderanno forte e fiero.

Il brano dedicato a te è Beyond the horizon dall’album Dreaming, così affine al desiderio di superare tutti i confini, tipico del Sagittario.


E per finire proponiamo due video del LabGraal.

Il primo Witch dance è un video magico con una canzone magica, un augurio di speranza e felicità per tutti:

www.youtube.com/watch?v=_T_FIZ_Pw7w

Il secondo, Amazing grace, è tratto da un concerto live nel mondo virtuale di Second Life, con gli avatars dei cinque musicisti, e ben rappresenta l’anima di questa band che ha viaggiato in paesi lontani, incontrato mondi invisibili, trasformato in musica tradizioni, esperienze e intuizioni:

www.youtube.com/watch?v=MLoFgSYBj2g

E per chi vuol saperne di più sulla band ecco il sito ufficiale:

www.labgraal.org


Previsioni per il mese

    

Capricorno: Atmosfera di festa: Un bel mese, festoso, divertente, pieno di buonumore. Se qualche piccola scocciatura si presenterà la guaderai con ironia e la farai sparire!

Acquario: Riprendi fiato: Il mese scorso è stato molto intenso, gennaio ti regalerà invece momenti rilassanti. Le situazioni intorno a te sono tranquille e anche tu, dentro di te, ti senti in pace.

Pesci: Giorni sereni: Le tensioni si attenuano e arrivano belle novità che portano buonumore e fiducia nella vita e nelle tue capacità.

Ariete: Scalpitando e sbuffando: Un mese un po’ nervoso. Ci son in ballo molte cose e molte altre nascono continuamente nella tua testa. Non è facile gestire tutto quanto, soprattutto perché le questioni non vanno sempre per il vero giusto.

Toro: Vita nuova: Un inizio d’anno molto positivo. Sostenuto dalle stelle il tuo approccio alla vita e alle novità è allegro, curioso, aperto e disponibile. Goditi questo bel mese!

Gemelli: Un po’ nervosetto: Emozioni contrastanti creano confusione, a volte vorresti buttare all’aria tutto e altre volte vorresti rifugiarti nella sicurezza delle cose conosciute e perfino scontate. Non essere precipitoso nelle scelte, prendi tempo.

Cancro: Cuore e batticuore: Inizio d’anno pieno di sogni, di voglia di dare e ricevere amore. Attento solo agli imprevisti che ogni tanto arriveranno a scompigliare le carte e ti costringeranno a lasciare il calore degli affetti per rimetterti in gioco.

Leone: Il riposo del guerriero: Non si prospettano novità per questo periodo. Potrebbe essere un periodo tranquillo in cui godere un po’ di relax in vista di un anno molto ricco di opportunità.

Vergine: Mondi in collisione?: C’è una contraddizione dentro di te. Da una parte un bisogno di pulizia, di togliere tutto ciò che è superfluo per arrivare all’essenza e dall’altra la voglia di esprimere cose nuove, di allargare i confini. Però tutto questo non è vissuto in modo drammatico, anzi!

Bilancia: Tutto a posto e niente in ordine: I tuoi progetti avranno buon esito ma prima di arrivare alla conclusione richiederanno attenzione e impegno per superare imprevisti, contrasti e ritardi.

Scorpione: Grande abbondanza: Gennaio ti porterà regali in ogni campo della vita. Ci saranno per te nuovi incontri, nuove opportunità, nuovi progetti, nuove idee. Non potrai proprio lamentarti!

Sagittario: Sguardo ottimista: Attento alla sfera emotiva che potrebbe crearti un po’ di agitazione, ma tu saprai guardare tutto con l’ottimismo che ti contraddistingue, superando così ogni possibile difficoltà.


Un personaggio del Capricorno: Isaac Asimov


Un personaggio del Capricorno: Isaac Asimov

L’umanità ha le stelle nel suo futuro e il futuro è troppo importante per essere perso a causa della sua follia infantile e della superstizione che la mantiene nell’ignoranza.


Il personaggio ospite di questo mese è Isaac Asimov, grande scienziato e straordinario scrittore di fantascienza. Autore incredibilmente prolifico ha scritto più di 400 libri tra opere scientifiche, divulgative, racconti e romanzi, tradotti in molte lingue e famosi in tutto il mondo. Russo di nascita ma diventato cittadino americano da quando aveva otto anni, Isaac ha creato personaggi, immaginato mondi, anticipato eventi e temi di straordinaria attualità. Pensiamo ad esempio alle problematiche dell’intelligenza artificiale che Isaak ha saputo vedere con tanta lucidità con le sue leggi della robotica, che oggi sono di riferimento per tutti coloro che lavorano nel campo dello sviluppo dell’A.I. Pensiamo anche alla simpatia umana che ha espresso per questi esseri meccanici ai quali riconosce particolare dignità (La disumanità del computer sta nel fatto che, una volta programmato e messo in funzione, si comporta in maniera perfettamente onesta).

Isaac Asimov nasce il 2 gennaio 1920, nel villaggio russo di Petrovichi. Nel 1923 la famiglia Asimov si trasferisce negli Stati Uniti, a New York, nel quartiere di Brooklin. E’ nel negozio di giornali e dolciumi del padre che il piccolo Isaac impara a leggere da solo e comincia ad appassionarsi alla fantascienza. Isaac è un bambino gracile ma dotato di un’intelligenza straordinaria, comincia la scuola a soli cinque anni (sembra che per poterlo iscrivere i genitori si siano industriati a cambiare la sua data di nascita anticipandola di qualche mese) e completa gli studi molto velocemente.

Un personaggio del Capricorno: Isaac Asimov

Si laurea in chimica alla Columbia University di New York nel 1939 e nel 1941 ottiene il master in chimica. Nel 1942 lavora come chimico presso il Cantiere Navale di Filadelfia, tre anni dopo torna New York dove continua la sua formazione e nel 1948 consegue il dottorato in chimica. Dal 1949 insegna alla Facoltà di Medicina dell'Università di Boston, prima come professore assistente poi come professore associato e quindi professore ordinario.

Intanto dal 1939 comincia a scrivere e questa sua attività lo assorbirà sempre di più fino a diventare, dal 1950, il suo lavoro principale. Scrive testi di chimica, biochimica, biologia, astronomia, fisica, tecnologia ma la fama mondiale arriva grazie ai racconti e romanzi di fantascienza che fanno di lui uno dei più grandi scrittori di questo genere letterario. Famosi sono i suoi cicli di romanzi: Il ciclo dei robot, il ciclo dell’Impero e il ciclo della Fondazione che tra loro e con gli altri libri e racconti formano una sorta di corpus unico, come se l’autore avesse immaginato un mondo in cui tutte le vicende che racconta trovano posto e riferimenti reciproci. Sembra quasi abbia “visto” questo universo, perché le sue descrizioni hanno una chiarezza sconvolgente. Nonostante riceva molti riconoscimenti e premi per le sue opere, Isaac, che di carattere è molto semplice e schivo, tende sempre a sminuirne l’importanza e le implicazioni, arrivando ad ironizzare sulla soddisfazione soprattutto economica che gli deriva dai suoi scritti. In altre occasioni però ammette di essere grato alla natura che gli ha regalato la capacità di immaginare e di tradurre con facilità in parole le sue idee. Isaac che porta i suoi personaggi in giro per la galassia non ama viaggiare e soprattutto detesta dover prendere l’aereo.

Ebreo di origine, non condivideva le convinzioni religiose e detestava le superstizioni di tutti i generi. Aveva fiducia nella ragione e nella logica, nell’impegno e nella costanza.

Un personaggio del Capricorno: Isaac Asimov

Isaac si sposa due volte: nel ’45 con Gertrude Blagerman, con la quale ha due figli e nel ’70 con la psichiatra Janet Jeppson.

Nel 1983, Isaac Asimov subisce un'operazione al cuore e purtroppo, a causa delle trasfusioni di sangue, viene infettato dal virus HIV, che peggiora la sua patologia cardiaca e gli procura una grave insufficienza renale. Muore nella sua New York il 6 aprile 1992. Le sue ceneri vengono disperse.

Se gli eventi della sua vita possono essere raccontati in modo conciso, leggendo i suoi libri si entra nello spazio immenso, si viaggia nel tempo, si incontrano personaggi straordinari. Scrivere, per me, è semplicemente pensare attraverso le mie dita, è una delle sue frasi celebri, il suo mondo concreto sembra essere la sua macchina da scrivere. Se il mio dottore mi dicesse che mi restano solo 6 minuti da vivere, non ci rimuginerei sopra. Solo batterei a macchina un po’ più veloce, dice con semplicità e umorismo.

E proprio in questo interpreta le caratteristiche del suo Segno di nascita, il Capricorno: l’essenzialità, il rigore, la coerenza, la determinazione e quel guizzo ironico e autoironico che affiora nello sguardo e fa brillare gli occhi.










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