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A cura di Donatella Devona


DICEMBRE 2017

Alberi sotto le stelle


Alberi sotto le stelle

Dedichiamo agli alberi questa puntata di Astromatta, sollecitati dalla magia dell’atmosfera dicembrina e di uno dei suoi protagonisti: l’abete adorno di mille luci che accoglie, sotto le sue fronde, i doni.  E nell’augurare a tutti i nostri lettori che queste feste d’inverno siano per loro fonte di armonia e felicità, vogliamo condividere una riflessione.

In questo periodo dell’anno si ricrea ogni volta, nell’aria, una specie di ricordo lontano, un desiderio di felicità e fratellanza che alberga comunque nel cuore della maggioranza dell’umanità e che vuole trovare il modo di esprimersi. Nella memoria più profonda dell’umanità sembra sia rimasto impresso un avvenimento, che ritorna nei miti e nelle leggende.  La Terra si trovava in un’analoga posizione nel suo viaggio intorno al Sole quando questo accadde? Era una data che ora traduciamo in 25 dicembre, quando dal cielo arrivarono gli antichi maestri che regalarono conoscenza libertà e amore all’umanità di quel tempo lontano?

I popoli che abbiamo chiamato Figli delle Stelle, perché fanno risalire la loro Tradizione a questo dono venuto dal cielo, testimoniano che questo evento non ha solo una valenza simbolica ma fu un avvenimento concreto. Le religioni storiche lo fanno coincidere con la nascita del loro dio e per questo il 25 dicembre, guarda caso, è la data di nascita di molti dei, da Dioniso a Mithra, da Horus a Zarathustra, da Krishna a Buddha a Gesù Cristo.

Alberi sotto le stelle

E a rappresentare il dono ricevuto da una stella scesa sulla terra c’è un albero, antico testimone di eventi mitici.

L’albero è uno di quei simboli che ritroviamo in tutte le culture del pianeta. Con le sue radici che affondano nell’oscurità e i suoi rami che si espandono in alto verso la luce, rappresenta in modo immediato ed efficace l’unione della Terra con il Cielo e la forza evolutiva presente tanto nell’universo immenso quanto nel cuore di ogni essere.

L’albero della Vita, l’Yggdrasil degli antichi druidi che si sviluppa estendendosi su quattro mondi, Anwin, Abred, Gwenved ed il Cerchio di Keugant, rappresenta un insegnamento, la mappa di un cammino per i ricercatori dell’infinito. Forse gli alberi sono simboli così significativi per noi oltre che per la loro forma anche per la storia che abbiamo in comune.

Alberi sotto le stelle

Forme di vita che hanno abitato il pianeta prima della comparsa di noi animali, fratelli maggiori che ci hanno aiutato a crescere, sono esseri con una loro misteriosa cultura, a volte disponibili al contatto con noi.

Quel benessere che si vive camminando nei boschi non è forse una loro comunicazione? Quel progressivo e naturale acquietarsi dei pensieri nella nostra testa potrebbe essere un loro dono e nel silenzio a volte sembra quasi sentire un loro canto. Del resto, come ebbe a dire G. Theodor Fechner, fisico e filosofo dell’ottocento, perché non ci dovrebbero essere oltre le anime che camminano, gridano, mangiano, anche anime che silenziosamente fioriscono e spandono odori?

E nelle lunghe notti d’Inverno quando gli alberi dormono sotto le stelle chissà che sotto terra, attraverso le radici si raccontino storie per mantenere memoria di quanto è accaduto su questo pianeta fin dai primordi, popolo silenzioso e attento custode della vita del pianeta azzurro.


Per saperne di più:

http://www.shan-newspaper.com/web/esoterismo/129-i-tarocchi-e-lalbero-della-vita.html

http://www.shan-newspaper.com/web/animalismo/1549-il-caso-della-comunita-vegetale.html

http://www.shan-newspaper.com/web/tradizioni-celtiche/954-nemeton-il-giardino-sacro-dei-druidi.html


Previsioni per il mese

        

Sagittario: Tanti auguri!: Buonumore, ottimismo e simpatia rendono facili i rapporti con gli altri e leggeri gli impegni. Un bel periodo per goderti le feste e raggiungere anche qualche importante traguardo.

Capricorno: Regalo di Natale: Se inizialmente qualcosa non andrà per il verso giusto non prendertela troppo, con il passare dei giorni tutto si sistemerà e, anzi, andrà meglio di prima.

Acquario: Natale con chi vuoi: Continua la tua voglia di stare con gli amici e di godere della loro compagnia, aiutato anche dal periodo delle feste.

Pesci: Uffa, uffa: Un po’ irritabile, distratto e confuso dovrai usare tutta la tua pazienza e lasciare che le cose vadano come devono andare fino a fine mese, quando le difficoltà si scioglieranno come neve al sole.

Ariete: Il meglio sta nel mezzo: La parte centrale del mese sarà un ottimo periodo per apprezzare ciò che hai e per risolvere le situazioni in sospeso. L’inizio e la fine saranno periodi un po’ più nervosi e incerti.


Toro: Voglia di pantofole e caminetto: Ti serve un po’ di tregua e tranquillità, da goderti in casa con la cioccolata calda tra le mani o dentro di te a riflettere sulle cose fatte e le loro implicazioni. E poi, con l’avvicinarsi dell’anno nuovo, ripartirai alla grande.

Gemelli: In mille faccende affaccendato: Un periodo molto pieno di impegni, opportunità e richieste rischia di farti perdere la chiarezza nel valutare come muoverti. Verso fine mese molte cose si appianeranno lasciandoti il tempo di goderti le feste.

Cancro: Impara a fidarti di te stesso: Dà fiducia alla tua parte più autentica, oltre le insicurezze, le paure e le richieste degli altri, per superare qualche difficoltà o qualche incomprensione.

Leone: Il re leone: Una certa aggressività non ti impedirà di godere dei rapporti sociali che hai saputo costruire nel tempo o che iniziano in questo periodo. Non pretendere troppo dagli altri e ricordati che sono dei tuoi pari e non dei sudditi.

Vergine: Confuso e contento: Tante cose da fare metteranno a dura prova la tua attenzione, ma nonostante tutto saranno momenti positivi per te e ti daranno notevoli soddisfazioni.

Bilancia: Una bella risata: Atmosfera di festa fuori e dentro di te: umore frizzante, situazioni piacevoli, un mese che parte sotto i migliori auspici. Meno positivo l’ultimo periodo.

Scorpione: Prosegue il cammino: Ti senti forte, determinato e fiducioso nelle tue capacità. Arrivano i primi risultati di ciò che hai cominciato.


Un personaggio del Sagittario: Jagadish Chandra Bose


Un personaggio del Sagittario: Jagadish Chandra Bose

A coloro che contemplano l'Uno, in tutte le mutevoli diversità dell'universo, appartiene la verità eterna, a nessun altro, a nessun altro.

Così afferma Jagadish Chandra Bose, celebre fisico e botanico indiano, tra i primi a riconoscere e dimostrare sperimentalmente la sensibilità delle piante. Il mistico Paramahansa Yogananda, conterraneo e contemporaneo di Bose, nel suo libro Autobiografia di uno yogi, dedica al grande scienziato un intero capitolo, in cui lo descrive come severo e solitario ma al tempo stesso amabile.  Era un bell’uomo robusto - dice di lui – con folti capelli, una larga fronte e gli occhi assorti di un sognatore. La precisione delle sue parole rivelava l’ambito scientifico di tutta una vita. Scienziato e sognatore, l’ospite di questa puntata, incarna perfettamente l’anima duplice del Sagittario che ha bisogno di poggiare i suoi zoccoli sulla concretezza della terra ma punta la sua freccia verso il cielo lontano. Jagadish dice di sé: Sono stato educato a Cambridge. Come è ammirevole il metodo occidentale di sottoporre qualsiasi teoria ad una scrupolosa verifica sperimentale! Tale procedimento empirico è andato in me di pari passo con il dono dell’introspezione, che rappresenta la mia eredità orientale. Le due cose unite mi hanno permesso di sondare i silenzi dei regni naturali, tanto a lungo inesplorati.

Jagadish Chandra Bose nasce il 30 novembre 1858 a Mymensingn, nel distretto di Bikrampur nel Bengala indiano, attuale Bangladesh. Grande influenza sulle sue scelte di studio le ha il padre, magistrato, uomo di grande cultura e amante delle scienze. Jagadish, nel 1869, frequenta il Collegio di S. Saverio a Calcutta dove sviluppa, sotto la guida di Padre Eugene Lafont, una spiccata propensione per la ricerca. Nel 1879 Jagadish si laurea in Fisica a Calcutta e tra il 1881 e il 1885 in Fisica, Chimica e Botanica a Cambridge e in Scienze Naturali a Londra.

Un personaggio del Sagittario: Jagadish Chandra Bose

Quando torna in India insegna Fisica presso il Collegio della Presidenza fino al 1916. La sua passione però è la ricerca e dal 1894 trasforma in laboratorio un locale del Collegio. Prima di dedicarsi allo studio delle piante conduce esperimenti sulle onde hertziane, costruisce un nuovo generatore d’onde, individua per primo le microonde e la loro capacità di attraversare i corpi solidi, mette a punto un ricevitore di onde radio, migliore di quello di Edouard Branly, lo brevetta come Radiometro universale, senza mai sfruttarne i diritti. In pratica sperimenta la trasmissione senza fili due anni prima di Marconi.

Nei suoi esperimenti con il Radiometro universale, Bose osserva un singolare comportamento dello strumento: nonostante sia composto di elementi di metallo, dopo un uso prolungato, il Radiometro sembra mostrare segni di stanchezza e lasciato a riposo riacquista la sensibilità iniziale. Il comportamento ricalca quello degli esseri viventi e questo porta Bose a ipotizzare che la materia possa avere una sorta di sensibilità, anche quando non è classificata materia vivente e che quindi questo possa valere ancor più per le piante. Questa possibilità lo appassiona così tanto che in seguito si dedicherà completamente allo studio e alla sperimentazione dell’elettrofisiologia delle piante. Jagadish comincia a studiare le reazioni dei viventi e dei non viventi, poi le proprietà fisiologiche dei tessuti vegetali e la loro somiglianza con quelle dei tessuti animali. Cerca sempre la verifica sperimentale della risposta agli stimoli da parte dei metalli, dei tessuti vegetali e di quelli animali. Le reazioni vengono rilevate attraverso il fluire di una corrente, dall’intensità e dalla forma della curva di risposta.

Un personaggio del Sagittario: Jagadish Chandra Bose

Bose scegliendo di osservare la risposta elettrica, quale manifestazione fondante della sua teoria sulla sensibilità della materia inorganica e organica, si rifà agli studi sull’elettrofisiologia del fisiologo Auguste Desiré Waller. Bose osserva come gli stimoli meccanici, termici, elettrici o chimici producano risposte elettriche sia nei sistemi organici che inorganici, e come questo fatto evidenzi sensibilità propria di tutta la materia sia organica che inorganica. Questa sensibilità, secondo Bose, ha la sua causa fisica in un fenomeno elettromagnetico dovuto allo scomporsi e ricomporsi degli equilibri molecolari che, perturbati dagli stimoli, quando si ristabilizzano generano un flusso elettromagnetico, misurabile dagli strumenti come corrente.

Dalla mente geniale di Bose nasce il Crescografo, un particolare microscopio capace di ingrandire 10.000.000 di volte le cellule vegetali e di mostrarne la crescita e la reazione a stimoli esterni. È ancora Yogananda a raccontare l’esperimento col Crescografo, effettuato su una pianta di felce, durante una sua visita al laboratorio di Bose: Fissavo con grande aspettativa lo schermo che rifletteva la sagoma ingrandita della felce. Ora si distinguevano tenui movimenti di vita; la pianta cresceva lentamente dinanzi ai miei occhi incantati. Lo scienziato toccò la sommità della felce con una barretta di metallo: i movimenti si arrestarono bruscamente, per riprendere il loro sintomatico ritmo appena la barretta fu allontanata. “Avete visto come la più piccola interferenza esterna sia nociva a questi sensibili tessuti”, commentò Bose.

Jagadish ottiene numerosi importanti riconoscimenti per i suoi studi, nonostante l’ostilità di parte della comunità scientifica, quella sempre restia ad accogliere il nuovo, quando questo intacca le conoscenze acquisite e difese come certezze inconfutabili.

Jagadish oltre a pubblicare vari saggi di fisica e fisiologia tra cui Risposta nel vivente e Non vivente del 1902 e Il meccanismo nervoso delle piante del 1926, regala anche numerosi racconti di fantascienza scritti in bengalese.

Muore il 23 novembre 1937 a Giridih in Bihar, nel Bangladesh britannico.





NOVEMBRE 2017

Figli delle stelle - 4


Figli delle stelle - 4

Dopo i Dogon del Mali, gli Apache dell’Arizona e i nativi australiani, il nostro viaggio alla ricerca dei popoli delle stelle, cioè di quelli che ricordano di aver ricevuto le loro conoscenze da visitatori arrivati dal cielo, ci riporta in Africa, nel Camerun.  Ancora una volta ritroviamo miti che riferiscono una storia sorprendentemente simile a quelle narrate nelle puntate precedenti (rispettivamente quelle di Luglio, Agosto e Settembre 2016) e praticamente sovrapponibile a quella che si racconta in Italia nelle valli del Piemonte, tramandata dalle famiglie celtiche del luogo, non quella rimaneggiata in epoca romana. Ebbene sì la storia di Fetonte, il dio arrivato dalle stelle col suo carro di fuoco, è la stessa che ritroviamo in America, in Australia e in Africa. Fetonte, in un tempo remoto, scese sul Roc Mahol (il Rocciamelone), la montagna attraversata da una lunga grotta, e da lì, dopo aver fatto erigere un cerchio di grandi pietre dai suoi aiutanti di metallo dorato, cominciò ad insegnare la fratellanza, la libertà e la conoscenza dell’intima natura dell’universo. Lo stesso fece il dio Nyambè sulla montagna di Ngog Lituba insegnando agli uomini, in un tempo altrettanto remoto, a vivere tutti uniti e in armonia come le dita delle mani o i rami di una stessa fascina.

Ngog lituba è un’enorme roccia, identificabile come un grosso meteorite, posta al centro della vasta pianura attraversata dal fiume Sananga, in piena savana, nel distretto di Nyanon, a nord-est di Douala. Ngog Lituba significa roccia forata, nella lingua dei Bassa, perché sulle sue pendici si apre un foro, l’imbocco di una grotta che si addentra nella montagna e che conserva la memoria sacra dei Bassa, degli Elog-Mpo'o, dei Duala, dei Bati e di altri gruppi Bantù.

Secondo il mito a portarla dal cielo fu Nyambè in persona, il dio vivente, l’antico degli antichi, all’inizio dei tempi. Fu Nyambè a creare gli spiriti, la prima coppia di umani senza ombelico e la grande foresta in cui potessero vivere. Nella foresta pose Ngog lituba e piantò ai suoi piedi il Singue, l’albero che donava salute, giovinezza e nuova vita. I discendenti della prima coppia di umani si moltiplicarono fino a divenire un popolo che viveva in armonia e in fratellanza secondo gli insegnamenti di Nyambè. Quando il popolo divenne grande, alcuni cominciarono a migrare, popolando l’Africa. Purtroppo ad un certo punto alcuni dimenticarono l’insegnamento di Nyambè che li esortava a restare uniti e cominciarono a vivere dichiarando di volersi affrancare dalla presenza del dio. Nyambè si fece da parte e se ne andò via, ma non prima di aver riunito ancora una volta i suoi discepoli e aver mostrato loro come l’unità rendesse forti e la divisione portasse alla debolezza e alla sconfitta. Prese un fascio di rametti legati con un laccio e poi li sciolse in modo che fosse chiaro a tutti che mentre la fascina era difficile da spezzare, il singolo rametto non poteva fare resistenza. Da allora però i popoli africani persero la loro unità, divennero tanti e conobbero il dolore, la guerra e la sconfitta. Solo coloro che seppero far tesoro degli insegnamenti di Nyambè poterono continuare a vivere nel suo dono spirituale, custodendolo e trasmettendolo.

Figli delle stelle - 4

Ngog lituba è come uno scrigno che custodisce i simboli sacri delle esperienze e conoscenze tramandate, è il luogo fisico che racchiude la memoria spirituale e storica e celebra l’identità profonda dei popoli che ad essa fanno riferimento. Oltre ai miti delle origini, Ngog Lituba ha un’importanza fondamentale anche in tempi un po’ più vicini. Si racconta che gli antenati dei Bassa, dei Bati e degli Elog-Mpo'o in fuga dall’Egitto, arrivati vicino a Ngog Lituba, stesero per essere raggiunti dai loro inseguitori. La grande pianura era priva di ripari e nascondigli, si accorsero però della presenza di un’apertura sul fianco della montagna e vi si rifugiarono, convinti che sarebbe stato per loro il luogo dell’estrema difesa e dell’ultima battaglia. Ngambi, il ragno, decise di aiutarli tessendo una grande tela all’ingresso della caverna. Gli inseguitori si affacciarono ma vedendola ostruita da una grande tela di ragno intatta, ne dedussero che nessuno fosse entrato e si allontanarono. Ngambi, il ragno, divenne il totem del popolo salvato e quella terra che li aveva accolti fu identificata come loro terra promessa e lì si fermarono. Ecco perché Ngog lituba diventò la loro montagna sacra, un grande tempio naturale, luogo in cui è custodita la memoria storica, la conoscenza spirituale e l’identità stessa di queste genti.

Dagli anni ’50 del secolo scorso ai primi anni del 2000 la montagna è stata protagonista di un importante evento storico e di affermazione dell’identità spirituale delle popolazioni autoctone.

Nel 1959 sulla sua cima venne costruita, per volere dell’allora vescovo di Douala, una grande croce e una statua della Madonna, nel tentativo di ricoprire di significati cattolici il luogo considerato sacro dalla notte dei tempi per i Nativi e di trasformarlo in una proprietà fondiaria. La Confrérie Mbog-Parlement dei Bassa, che difende l’identità spirituale e il riconoscimento dei popoli indigeni africani, nel 2005, tramite il suo portavoce S. Brice Tjomb, chiese aiuto alla Ecospirituality Foundation per portare questo caso all’attenzione internazionale, cosa che infatti avvenne con le numerose interpellanze presentate dalla Ecospirituality Foundation alle Nazioni Unite, rifacendosi alla Dichiarazione sui Diritti dei Popoli Indigeni.

Il filo sottile che unisce tra loro tutti i popoli figli delle stelle forse si sta facendo più consistente ed evidente. Questi popoli hanno conservato un legame profondo con le origini e con madre terra e sono i custodi di un messaggio di armonia che comprende le umanità, le stelle, l’universo intero. I miti, le conoscenze, le esperienze sono le gemme di un tesoro custodito e trasmesso di generazione in generazione che fa da collante tra il passato più remoto e il futuro più lontano. Questi popoli rappresentano la speranza dell’umanità intera.


Per saperne di più:

www.shan-newspaper.com/web/indigenous-peoples/19-il-segreto-di-ngog-lituba-la-montagna-sacra-del-camerun.html

www.eco-spirituality.org/cmr.htm

Messaggio del popolo Bassa al Forum degli Indigenous People delle Nazioni Unite: www.eco-spirituality.org/onu08-4.htm


Previsioni per il mese

        

Scorpione: L’inizio di un viaggio: Ti senti all’inizio di un nuovo periodo della tua vita, con il cuore disponibile e gli occhi aperti a cogliere quello che sta per arrivare.

Sagittario: Come il vino spumeggiante: Pieno di vitalità, dinamismo e curiosità sei pronto a vivere questo mese ricco di occasioni sia sul piano delle relazioni umane che su quello delle tue attività lavorative.

Capricorno: Magie d’autunno: Ti aspetta un mese un po’ complicato ma per certi versi straordinario perché, quando meno te lo aspetti, arriveranno in tuo aiuto intuizioni o eventi che avranno davvero del “magico”.

Acquario: Tirar tardi: Pieno di energia, darai sfogo al piacere di stare con gli amici e di goderti con loro le lunghe serate autunnali e magari anche le notti.

Pesci: Under pressure: Troppe cose si stanno accumulando e richiedono un’attenzione continua che non avresti voglia di dare. Il cuore però sarà sempre al calduccio: in famiglia, con gli amici o con un nuovo amore.

Ariete: Mille e… ancora mille!: Impegni, possibilità, stimoli, novità, incontri...mille cose si presentano intorno a te e nella tua testa, ti serviranno pazienza e perseveranza per non perderti o innervosirti.

Toro: Idee chiare… e cuore confuso: Efficiente e padrone delle situazioni, la tua capacità di gestire sarà sempre al top ma a volte emergerà qualche incertezza in campo affettivo.

Gemelli: Cervello in ebollizione: È un po’ la caratteristica del tuo Segno quella di aver sempre mille idee per la testa e in questo mese interpreterai in pieno questa parte, ma attento che tutti questi pensieri possono offuscare le opportunità interessanti che la vita ti sta proponendo.

Cancro: Pennellate di colore: Hai voglia di mettere in atto dei piccoli cambiamenti, degli aggiustamenti che rendano più caldo il tuo nido, più gradevole il tuo ambiente di lavoro, più piacevole il dialogo con chi ti è vicino. Qualcuno non apprezza però questi tuoi tentativi.

Leone: Guardarsi intorno: Da te si sprigiona una grande energia che ti porta ad aprirti verso l’esterno e a esplorare tutto ciò che hai intorno. Qualche difficoltà potrebbe invece nascere dal tuo ambiente conosciuto.

Vergine: Sottosopra: Alla Vergine piace l’ordine, anche se alcuni rappresentanti del Segno sono dei veri pasticcioni. Questo mese l’ordine te lo puoi dimenticare. Spesso avrai la testa tra le nuvole, perso nel tentativo di mettere in fila le tante cose da fare o dietro a qualcuno che ti fa battere il cuore.

Bilancia: Doni dal cielo: Le stelle, questo mese, ti regalano forza, abilità e intuizione. A te il compito di farne buon uso!



Un personaggio dello Scorpione: René Magritte


È possibile che l’inconoscibile provochi della gioia in noi. È proprio quando incontriamo un’immagine dell’ignoto che potremmo sentirci spaesati. Invece credo che, in realtà, siamo a nostro agio, siamo esattamente dove desidereremmo trovarci.

Il mio unico desiderio quello di sentire il silenzio del mondo.

Un personaggio dello Scorpione: René Magritte


René Magritte è considerato uno tra i massimi esponenti del Surrealismo, il movimento culturale nato negli anni 20 del secolo scorso che percorse, come un lungo brivido, tutte le arti, dalla pittura alla letteratura fino al cinema, proponendo una nuova visione della vita, in cui il sogno assumeva grande importanza, permeando e ispirando la realtà consueta. Magritte con i suoi quadri ha saputo creare suggestioni incredibili, mostrando l’irrealtà dell’apparente reale. Il suo soprannome le saboteur tranquille ben rappresenta questo artista dall’apparenza posata come i suoi personaggi vestiti con soprabito e bombetta ma con la capacità di fare, con i suoi quadri, uno sgambetto inaspettato che mette in crisi ciò che sembrava normale.

Come rappresentante del mese di novembre, mostra molto bene l’anima rivoluzionaria dello Scorpione che, con un veloce colpo della sua coda acuminata, stravolge l’ovvietà della routine. Contemporaneamente evidenzia anche lo sguardo un po’ ingenuo con cui il Sagittario guarda il mondo, dipingendo le immagini con uno stile che ricorda quasi le illustrazioni di un libro per bambini. Renè Magritte nasce infatti a Lessines, in Belgio, il 21 novembre 1898, proprio alla fine del periodo dello Scorpione, in cuspide con il Sagittario.

René è uno dei tre figli di Régina Bertinchamps e Léopold Magritte, di professione sarto. La famiglia, si trasferisce più volte da una città all’altra, finchè nel 1912, a Chatelet, la madre si suicida gettandosi nel fiume Sambre e viene ritrovata con la testa avvolta nella camicia da notte. Quell’esperienza e quell’immagine drammatica rimangono impresse nel cuore di Renè che, da grande, dipingerà più volte volti ricoperti da una stoffa bianca. Quasi per allontanarsi da quel dolore, Leopold Magritte con i suoi tre figli lascia Chatelet e si trasferisce a Charleroi dove René si impegna negli studi classici e comincia a manifestare il suo interesse per la pittura. Nel 1916 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bruxelles, città in cui si stabilisce nel 1918, e nel 1922 sposa Georgette Berger, che aveva conosciuta quando entrambi erano ancora ragazzini. Si guadagna da vivere disegnando tappezzerie, copertine per album musicali, manifesti pubblicitari e cinematografici, tutti lavori che in seguito, con grande autoironia, definirà le sue opere alimentari.

Un personaggio dello Scorpione: René Magritte

La sua passione per la pittura cresce e René si interessa di tutti i movimenti artistici d’avanguardia dal futurismo al cubismo alla Nuova Oggettività. La sua vita ha una svolta quando su una rivista vede pubblicato il Canto d’Amore di Giorgio de Chirico. Quel quadro che non rappresenta semplicemente la realtà così come si vede lo colpisce profondamente e gli fa iniziare il suo percorso surrealista. La sua prima opera di questo filone sarà Il fantino perduto. Nel 1925 aderisce al gruppo surrealista di Bruxelles, nel 1926 conosce André Breton, leader del movimento surrealista, 1927 espone sessanta opere nella sua prima mostra personale, presso la galleria Le Centaure di Bruxelles. La critica però lo stronca e lui, deluso, si trasferisce con la moglie a Parigi. Quando torna a Bruxelles, nel 1930, si stabilisce nell’appartamento al n.135 della rue Esseghem di Jette, sobborgo di Bruxelles, che diventerà il luogo d’incontro dei surrealisti di Bruxelles e, molti anni dopo, sarà trasformata in casa-museo dedicata al pittore. È in questo appartamento che Magritte dipingerà la maggior parte delle sue opere. Negli anni Quaranta, per sfuggire alla dominazione nazista va con la moglie nella Francia del Sud, a Carcassonne, dove cambia anche stile pittorico, realizzando delle opere ironiche dall’aspetto grezzo (periodo vache), poco apprezzate dalla critica.

Il successo arriva negli anni Sessanta con la rassegna al Museum of Modern Art di New York del 1965. Muore il 15 agosto del 1967 a Bruxelles, a causa di un improvviso cancro del pancreas e viene sepolto nel cimitero di Schaerbeek.

Un personaggio dello Scorpione: René Magritte

Le opere di Magritte diventano famose dopo gli anni Sessanta e da quel momento saranno spesso citate dal cinema, dalla musica, dalla pubblicità. Qualche esempio? La copertina del numero 41 di Dylan Dog, il fumetto, o la copertina dell’album Beck-Ola del Jeff Beck Group.

René Magritte, a parte il breve soggiorno a Parigi e quello nel Sud della Francia, rimase tutta la vita in Belgio, ma le sue opere riescono a proporci viaggi straordinari in una dimensione contemporaneamente reale e immaginaria. Per Magritte dipingere è un modo per indagare l’esistenza, capire la dimensione in cui si trova a vivere e conoscere meglio ciò che gli sta intorno. Gli oggetti quotidiani, che la familiarità rende così “normali”, tanto da non sembrare più degni d’attenzione, possono rivelarsi, se guardati con occhi diversi, assolutamente strani se non straordinari. Ed è questo che Magritte fa succedere nelle sue opere. Uno specchio diventa la porta su un altro mondo, una grossa bolla diventa una luna, delle scarpe mostrano l’inquietante mostruosità dell’abitudine di ricoprire i nostri piedi con la pelle di altri esseri, delle nuvole stazionano dentro la testa, l’immagine di una pipa si ribella e vuole affrancarsi dall’essere copia del suo modello (Chi potrebbe fumare la pipa del mio quadro? Nessuno. Quindi, non è una pipa)… Ogni quadro è una finestra che si apre sulla nostra stessa realtà, riprodotta in modo nitido e dettagliato ma con qualcosa che ne rivela un lato misterioso (Io cerco di trasformare in materia l’insensibile). Mentre si osserva succede qualcosa di strano nella nostra testa, una specie di risveglio dall’ovvietà del sogno che stiamo vivendo. La tecnica che Magritte usa propone immagini di oggetti comuni, dipinti in modo molto realistico e semplice, ma l’accostamento dei vari elementi che compongono l’opera o il contesto in cui gli oggetti vengono inseriti portano l’osservatore a farsi domande, a cogliere qualcosa di fuggevole e strano. Ho mai visto che cos’è davvero una mela? O una scarpa? O una pipa? La pittura è per Magritte un modo di conoscere il mondo, ma è una conoscenza inseparabile dal suo mistero (Ed è così che vediamo il mondo: lo vediamo come al di fuori di noi anche se è solo d’una rappresentazione mentale di esso che facciamo esperienza dentro di noi). Infatti la separazione tra il mondo osservato e l’osservatore si scioglie, svanisce il confine tra mondo interiore e quello esterno, gli oggetti acquistano una luminosa valenza simbolica come quelli visti di notte nei sogni.

…I sogni non vogliono farvi dormire ma al contrario svegliare.


Intervista a René Magritte: www.youtube.com/watch?v=wVdF2ssLeN4





OTTOBRE 2017

L’autunno, la fine dell’anno per antichi Celti


L’autunno, la fine dell’anno per antichi Celti

Con l’Equinozio d’Autunno, festa di Mabon, comincia l’ultima parte dell’anno celtico, una fine che preannuncia il nuovo inizio segnato da Samain, la prossima ricorrenza. Morte e rinascita sono alla base del calendario delle feste che abbiamo seguito, dal novembre scorso su queste pagine, percorrendo insieme il sentiero che si snoda tra le stelle e contemporaneamente nel cuore di chi lo sa trovare.

L’arrivo dell’Autunno, fine del ciclo della natura, celebra l’appartenenza di tutti gli esseri al Mistero da cui scaturisce l’esistenza che noi conosciamo e la contemplazione di Mat, la causa prima, da parte dei coloro che dimorano nel mondo di Gwenved, il mondo che sta oltre l’illusione dei sensi.

L’ultima parte dell’anno era, per gli antichi druidi, la celebrazione della Conoscenza e del Potere iniziatico, concetti raccontati poeticamente nella leggenda del Ritorno di Imma, il viaggio del giovane Ilushi alla ricerca del senso della sua vita. Il viaggio di Ilushi è soprattutto un viaggio interiore che lo porta, attraverso tappe successive a trovare la sintonia con il Mistero che ha dato origine al nostro mondo. L’Equinozio d’Autunno è la festa della Tradizione antica e del Siv’nul, l’albero a tre braccia, il simbolo che la rappresenta.

L’autunno, la fine dell’anno per antichi Celti

Dal punto di vista astronomico l’Equinozio è il momento in cui la notte e il giorno si equivalgono come durata, un momento particolare il cui luce e buio sono in perfetto magico equilibrio. L’equilibrio tra gli opposti è un concetto base per il druidismo, tutt’ora vivo e pregnante, basti pensare all’Armor e all’Argoat dei Bretoni o al pieno e al vuoto della Kemò-vad, la danza del Vento, il metodo che porta armonia e benessere in chi la pratica.

L’Equinozio d’autunno ha preso anche il nome di Mabon, il giovane dio della vegetazione e dei raccolti, figlio della Dea Madre. Il suo mito racconta che fu rapito tre giorni dopo la sua nascita e imprigionato per un lungo periodo finchè sarà liberato da Culhwch, cugino di Re Artù. Il mito è analogo a quello greco di Persefone, figlia di Demetra, dea dei raccolti e dei cicli delle stagioni. Rapita da Ade che la voleva come sposa, Persefone fu portata agli Inferi e Demetra, finchè non rivide la figlia impedì ai semi di germogliare e alle piante di fiorire e dare frutti.

L’Equinozio d’Autunno è un momento di festa per diverse popolazioni del mondo. Particolarmente poetica la festa giapponese chiamata Shuubun No Hi o Higan no Chu-Nichi. In questa giornata si va a contemplare la pioggia delle foglie d’acero, albero sacro del Giappone, così come all’Equinozio di Primavera si fa con la fioritura dei ciliegi.

Una curiosità: durante la Rivoluzione francese questo giorno divenne il primo dell’anno. La prima Repubblica francese fu infatti proclamata il 21 settembre 1792 e quindi il giorno successivo, quello dell’Equinozio, divenne la data di nascita dell’era repubblicana.


Per le ricorrenze celtiche abbiamo fatto riferimento a:

Le Feste dei Celti di G.Barbadoro e R.Nattero, Keltia Editrice

La leggenda Il ritorno di Imma fa parte della raccolta:

Il libro delle leggende di G.Barbadoro e R.Nattero, Edizioni Triskel


Previsioni per il mese

        

Bilancia: Occhi che ridono: Una buona disposizione d’animo crea momenti felici per te e chi ti sta intorno. Goditi la compagnia degli amici.

Scorpione: Come un abbraccio: Passionale e socievole in questo mese i rapporti umani saranno per te molto importanti e molto soddisfacenti.

Sagittario: Voglia di indipendenza: Sei attratto dal nuovo: nuove idee, nuovi incontri, nuove attività, mentre ciò che è acquisito sembra assumere un gusto un po’ di stantio.

Capricorno: Stelle propizie: Un mese alla grande, con ottime prospettive per il futuro. Tutta la forza che era rimasta un po’ sopita vuole esprimersi ed esce con slancio, superando i possibili intoppi, creando nuove opportunità.

Acquario: Festa d’autunno: C’è in te tanta voglia di giocare, di incontrare gente, di fare cose divertenti e di viaggiare. Prima che arrivi la stagione fredda vuoi cogliere tutti i frutti migliori!

Pesci: Cambia il vento: Senti tensione nell’aria e preoccupazione dentro di te, ma con il passare dei giorni un soffio benefico scioglierà le difficoltà e ti porterà ottimismo e buonumore.

Ariete: Come un aquilone: Ti piacerà volare leggero e guardare dall’alto le cose che ti hanno pressato ma un filo ti tiene ancora legato e ti costringerà ad avere pazienza.

Toro: Cuore appassionato: Un periodo da vivere con slancio, coraggio e passione rimandando le riflessioni e bilanci agli ultimi giorni del mese.

Gemelli: Niente paura: Quello che ti sembra un po’ difficile e complesso pian piano si districherà e sarà presto cancellato da un vero colpo di spugna.

Cancro: Alti e bassi: Dove ci sono problemi troverai soluzioni ma dove fila tutto liscio si presenteranno intoppi. Insomma un mese così, tra alti e bassi.

Leone: Dove ti porta il cuore: Ottobre favorevole per tutto ciò che riguarda la sfera affettiva. Sfrutta al meglio questo tempo propizio per goderti momenti belli con le persone a cui tieni e che tengono a te.

Vergine: Aprire le ali: Stai riacquistando slancio e voglia di fare. La tua vita sembra ricaricata di nuova energia e timori e indecisioni si allentano fino a sparire.


Un personaggio della Bilancia: Edward Bach


La salute è il nostro patrimonio, un nostro diritto. È la completa e armonica unione di anima, mente e corpo; non è un ideale così difficile da raggiungere, ma qualcosa di facile e naturale che molti di noi hanno trascurato.


Un personaggio della Bilancia: Edward Bach

Di Edward Bach sono noti i Fiori, rimedi capaci di riportare armonia negli animi turbati da problemi contingenti o di fondo, come il dolore, il panico, l’impazienza o l’indecisione. È l’ospite di questa puntata in rappresentanza del Segno della Bilancia di cui incarna perfettamente la ricerca di equilibrio e di armonia.

Nato il 24 settembre 1886 a Moseley, un paese a pochi chilometri da Birmingham, nel Galles, Edward Bach dimostra, fin da bambino, un grande interesse per la natura e una spiccata sensibilità per la sofferenza di tutti gli esseri. A diciassette anni smette di studiare per non essere di peso alla famiglia ed è proprio lavorando nella fabbrica di ottone del padre, a contatto con gli operai e i loro problemi ,che decide di diventare medico e si iscrive all’Università di Birmingham.

Si laurea nel 1913 ed inizia subito a lavorare presso l'University College Hospital di Londra, come responsabile del pronto soccorso. In un secondo tempo diventa responsabile del reparto di chirurgia d'urgenza al National Temperance Hospital.

Ben presto però si rende conto che la medicina tradizionale, con il suo approccio allopatico, concentra la sua attenzione sulla lotta alla malattia, ignorando completamente il malato. Edward osserva che i “malati” essendo persone, con una loro complessità, con particolari caratteristiche, problematiche e risorse non rispondono in maniera univoca allo stesso farmaco e che anzi nel trattamento di una qualsiasi patologia, la personalità dell'individuo gioca un ruolo più importante del corpo. Queste considerazioni lo porterà ad interessarsi all’omeopatia, a studiarla a fondo e a fare interessanti ricerche, in particolar modo nell’ambito della tossiemia intestinale.

Allo scoppio della prima guerra mondiale Edward, riformato alla visita di leva per motivi di salute, ottiene però l’incarico di responsabile di oltre 400 posti letto, per i reduci di guerra, presso l'ospedale universitario, impegno che si va a sommare a quello di assistente presso l'ospedale della scuola medica e al suo lavoro al reparto di batteriologia.

Il carico di responsabilità e di attività quotidiana sono alla base dell’emorragia che nel giugno 1917 lo porta ad essere ricoverato e a scoprire di avere un tumore. Viene operato d’urgenza ma i medici gli pronosticano solo tre mesi di vita. Dopo un periodo di depressione, convinto che un interesse e un ideale nella vita siano migliori di qualunque cura, si butta a capofitto nel suo lavoro, nell’intento di portare a termine i suoi progetti, ignorando completamente qualsiasi tipo di medicinale. Passano i tre mesi previsti e costata che la malattia, invece di progredire è regredita, dimostrando che un interesse totale, un grande amore, una finalità precisa sono fattori decisivi per la felicità dell'uomo sulla terra e che sono una vera terapia.

Un personaggio della Bilancia: Edward Bach

Nel 1919 lo troviamo all'Homoeopathic Hospital dove lavora come batteriologo e dove può approfondire lo studio e la pratica del lavoro di Samuel Hahnemann. Entusiasta dell’Organon, il testo base di Hahnemann, pensa di poter innestare le sue conoscenze su quelle del padre dell’Omeopatia e in effetti, grazie a questa intuizione, scopre i cosiddetti sette nosodi, veri vaccini omeopatici, somministrabili per via orale, che, uniti all’approfondimento della personalità specifica di ogni paziente, lo portano a guarire centinaia di casi di malattie croniche. La sua ricerca non si ferma qui. Convinto di poter trovare una cura ancora più semplice e vicina alla Natura, utilizzabile da chiunque, pensa di sostituire ai nosodi (ottenuti da batteri intestinali) alcune piante. Chiude il suo frequentatissimo studio medico londinese e si dedica completamente alla ricerca di questo nuovo metodo di cura. Si trasferisce in Galles e comincia a percorrere in lungo e in largo le campagne alla ricerca di erbe e piante medicinali. Viene da pensare che, oltre alla sua innata sensibilità, alla sua pazienza e competenza, abbia potuto attingere anche a conoscenze antiche, visto che le capacità terapeutiche delle erbe sono da millenni patrimonio degli sciamani di tutti i continenti e che le conoscenze druidiche tradizionali sono conservate e tramandate tutt’oggi. Dei fiori, Bach dice che hanno l’effetto di un bel pezzo di musica o di altre cose meravigliose che hanno il potere di ispirarci, possono rinforzare le nostre energie e avvicinarci alla nostra Anima. Grazie a ciò ci sentiamo rilassati e liberati dalla nostra sofferenza. I rimedi non guariscono attaccando direttamente la malattia, ma inondano il nostro corpo con le vibrazioni del nostro Io più profondo alla cui presenza le malattie si sciolgono come neve al sole.

Un personaggio della Bilancia: Edward Bach

Nel 1932 Bach mette a punto la raccolta di dodici fiori base che chiama i dodici guaritori e che mostrano di avere straordinarie virtù terapeutiche sullo stato d'animo umano. Sono: Rock Rose (eliantemo), Mimulus (mimolo giallo), Cerato (piombaggine), Scleranthus (scleranto), Gentian (genziana), Clematis (vitalba), Water Violet (viola d’acqua), Impatiens (balsamina), Agrimony (agrimonia), Centaury (centaurea), Chicory (cicoria), Vervain (verbena). Il fatto che siano dodici, numero simbolico tradizionale, da un lato rafforza l’idea che Edward attinga alla conoscenza antica e dall’altro rimanda facilmente all’Astrologia. In effetti molti astrologi trovano una relazione tra i caratteri descritti da Bach per ognuno dei dodici Guaritori e le personalità dei 12 Segni zodiacali, ma Bach non esplicita questa analogia, anzi afferma testualmente "Sono abbastanza cauto per quanto concerne l’astrologia, per questo sono stati omessi i dodici segni zodiacali ed i mesi da I Dodici Guaritori. Quest’opera aiuterà decisamente la purificazione e la comprensione dell’Astrologia ma sembra che il mio contributo sia di dare i principi generali con il cui aiuto chi ha conoscenze più specifiche possa scoprire una grande verità". Per questo motivo non pubblichiamo nessun abbinamento tra fiori e Segni, lasciando ad ogni lettore la possibilità, se vuole, di trovare le corrispondenze, leggendo direttamente le descrizioni di Bach.

Ai primi dodici fiori, Edward ne aggiunge via via altri fino ad ottenere la raccolta che oggi conosciamo.

Edward comincia fin da subito a proporre il suo metodo di cura ai suoi pazienti, ottenendo risultati così incoraggianti da sentirsi in dovere di divulgarlo il più possibile, insegnandolo a chiunque sia interessato, sia ai medici che alla gente comune. Questa sua generosità nel dare a tuti la sua conoscenza lo mette in contrasto con la classe medica, amareggiandolo al punto da chiedere di essere cancellato dall’Ordine dei Medici e risultare semplicemente come erborista.

Si racconta che sia morto felice, il 27 novembre 1936, come se sentisse di aver compiuto la sua missione su questa terra.

Ci piace ricordare queste sue parole: Bisogna nello stesso tempo imparare a rispettare ugualmente la libertà di ognuno, a non attendersi nulla dagli altri ma al contrario essere sempre presenti e tendere loro una mano sicura nei momenti difficili. Così ogni essere che incontreremo nella vita, sia una madre, un marito o un figlio, un estraneo o un amico diviene un compagno di viaggio.


Il testo di E.Back I Dodici Guaritori e Altri Rimedi è scaricabile gratuitamente come pdf qui:
www.bachcentre.it/centro_bach/download.php





SETTEMBRE 2017

Il Cerchio di Nuova Terra


Il Cerchio di Nuova Terra

C’è chi pensa alle leggende come a racconti di eventi molto lontani nel tempo, un modo per tramandare storie vissute da esseri che non ci sono più da tanto, i cui nomi e volti sono ormai sfumati nel mito, esistono invece eventi leggendari molto più vicini a noi di quanto si possa immaginare. Uno di questi eventi è la nascita del Cerchio di Nuova Terra.

Il Cerchio di Nuova Terra è la realizzazione di un sogno, il sogno che i suoi fondatori portavano nel cuore quando il loro viaggio, già di per sé costellato di eventi straordinari, li portò ad un appuntamento inaspettato con altri cittadini del mondo, sotto il grande cielo di Scozia.

I convenuti erano stupiti di trovarsi lì insieme quel giorno. Ognuno veniva da un paese diverso ma tutti avevano qualcosa in comune: la capacità di andare oltre le apparenti differenze che spesso dividono l’umanità e l’amore per l’armonia e per la conoscenza. Si unirono insieme in una meditazione comune che segnò la nascita di quello che venne chiamato il Cerchio di Nuova Terra. Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero videro in questo evento l’inizio di quello che poteva essere la realizzazione di un sogno riunire in una unica esperienza spirituale tutte le persone che desideravano dare un contributo al benessere e al futuro dell'intera umanità.

Il Cerchio di Nuova Terra

Quell’evento non poteva restare isolato, così fecero la proposta, accolta con entusiasmo da tutti i presenti, di mantenere vivo il loro incontro spirituale, diffondendo la meditazione quale esperienza al di là delle parti, capace di dare armonia immediata e possibilità attivare un processo di continua evoluzione interiore per ognuno e di innescare un processo di pace per tutto il pianeta.

Era il 2 settembre 1986 ed era martedì, per questo fu stabilito che il martedì sarebbe stato il giorno degli incontri di meditazione del Cerchio di Nuova Terra, appuntamenti che avrebbero unito virtualmente anche meditanti lontani tra loro ma uniti nel comune intento di operare per la pace e la spiritualità, e soprattutto incontri aperti a tutti coloro che, condividendone i fini, volessero partecipare, individualmente o in gruppo, uniti in un grande Cerchio che coinvolge tutta la Terra.

Il Cerchio di Nuova Terra

Da quel giorno la meditazione del martedì è diventata planetaria, coinvolgendo sempre più persone che da sole o in gruppo si incontrano, fisicamente o virtualmente, al di là di tutte le differenze di cultura o di razza, per testimoniare la forza della spiritualità, per dare un contributo d’amore, libertà e conoscenza, com’è nella tradizione di tutti i popoli naturali del mondo. Ora è possibile partecipare alla meditazione del primo martedì del mese anche su Second Life, il mondo virtuale a cui si può accedere con un proprio avatar e interagire con gli altri presenti.

Con Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero aderirono al Cerchio dei Catalizzatori, Mrs. Eileen Caddy (Findhorn, Scotland), Baroness Edmee Di Pauli (London, UK), Mrs. Arlette Nathanael (London, UK), Mrs. Karyn Martyn-Kuri (Centerville, USA), Mrs. Helen Hypatia Bailey-Bayly (New York, USA), Miss Judith Meynell (Forres, Scotland), Mme Yanick David (Paris, France), M. Leon Moscona (Sofia, Bulgaria), A.A. Thikonoff(Moscow,CSI), Huan Han Tsi (Beijng, Cina),

Ola Cassadore e Mike Davis (Apache San Carlos, Arizona), ma l’adesione è sempre aperta ad altri membri che propongano e insegnino la meditazione in armonia con lo spirito del CNT.

Il 2 settembre è una data così speciale che è diventata una festa, durante la quale si prepara e si condivide l’hope cake, la torta della speranza, con una base soffice con le mele, servita con una colata di cioccolato fondente fuso e a fianco del gelato alla vaniglia, un dolce simbolico e augurale, che celebra il mondo migliore che si può costruire grazie all’esperienza della meditazione.


Per saperne di più: www.newearthcircle.org/cnt-menu.htm


Per partecipare alla meditazione del primo martedì del mese su Second Life:
maps.secondlife.com/secondlife/Asmodeus/71/50/25


Previsioni per il mese

        

Vergine: Pensieri e azioni: Un inizio del mese calmo, forse un po’ pigro, molto riflessivo, sembra il preludio per un periodo via via più attivo ed entusiasta che porterà a nuove iniziative e incontri.

Bilancia: Col cuore in mano: Si affaccia un bel periodo ricco di opportunità e fondamentalmente positivo, caratterizzato anche da una particolare disponibilità e attenzione ai rapporti umani.

Scorpione: Inizio difficile, finale felice: Il mese comincerà con un umore pessimo, probabilmente dovuto ad una situazione antipatica che ti coinvolgerà tuo malgrado, ma con il passare dei giorni le tensioni si allenteranno, forse si risolveranno e tornerà il sereno.

Sagittario: Bella partenza: Settembre inizia sotto i migliori auspici: entusiasmo, voglia di fare e tranquillità interiore. La prima parte del mese ti permetterà anche di sistemare ciò che è rimasto in sospeso e di iniziare qualche progetto rimasto nel cassetto dei sogni. Fine mese un po’ più difficile a causa di qualche contrattempo.

Capricorno: Asso piglia tutto: All’inizio camminerai piano piano, quasi in punta dei piedi ma poi sarà il momento di lanciarti, perché le stelle sono dalla tua parte.

Acquario: Legami di cuore: Sono i rapporti con gli altri, o con un altro in particolare, ad assumere grande importanza per te in questo periodo. Sono rapporti un po’ complicati che ti costringono a prestare attenzione. Non dare niente per scontato.

Pesci: Occhi aperti: Gli eventi non ti lasceranno dormicchiare, richiederanno sempre la tua attenzione, anche se questo può essere complicato per un sognatore come te.

Ariete: Tempo sereno: Le stelle ti riservano un periodo favorevole e tranquillo. Il clima rilassato ti permetterà di goderti sia i giorni di vacanza che i giorni di lavoro cogliendo il meglio da ogni situazione.

Toro: Nuvole in arrivo: Settembre ti costringerà a qualche corsa, a qualche impegno in più, ad affrontare qualche situazione difficile. A fine mese tutto sarà passato e ti accorgerai che, in fondo, questo periodo ti avrà portato dei regali inaspettati.

Gemelli: Tutto e subito: Il mese parte pieno di opportunità, di promesse e di speranze. C’è un grande entusiasmo e ottimismo dentro di te. Sfrutta appeno questo momento perché poi l’entusiasmo potrebbe trasformarsi in pretesa e nervosismo.

Cancro: Ampi orizzonti: È tempo di rivolere lo sguardo al mare aperto, di affrontare la vita con fiducia, di lasciar perdere il passato.

Leone: Pieno di energia: Una gran voglia di fare, di cambiare, di sperimentare, sorretta da una grande energia sia fisica che mentale. Nessuno potrà resisterti.


Un personaggio della Vergine: Janet Frame


Ho scoperto che la mia libertà è dentro di me e nulla la può distruggere.


Janet Frame è una delle più grandi scrittrici neozelandesi. Ha avuto riconoscimenti internazionali e ben due proposte per il Nobel della letteratura ma la sua vita è stata drammatica e solitaria, anche se intensa e piena di immaginazione.

Un personaggio della Vergine: Janet Frame

La sua storia ci parla del grande mondo interiore dei nati sotto il Segno della Vergine e della loro difficoltà ad esprimerlo con semplicità ed immediatezza, quel loro vivere in bilico tra l’immensità che percepiscono e un quotidiano minimalista (… era ancora il mare a reclamare di essere ascoltato, facendo della città una conchiglia che cantava all’orecchio di ognuno).

Nei libri di Janet si contrappongono sempre i due mondi, che lei chiama This world e That world, da un lato il mondo dei normali dall’altro il mondo dei pazzi. Il primo è il mondo del conformismo, il mondo che non le appartiene, l’altro quello degli artisti, dei bambini, è il mondo fantastico che si apre alle persone dotate di sensibilità, in cui sa muoversi disinvolta e senza paure.

Janet nasce il 28 agosto 1924, a Dunedin, in Nuova Zelanda. Il padre lavora alla costruzione della ferrovia e così si deve spostare, con tutta la famiglia, ogni volta che il cantiere si sposta con l’avanzamento dei lavori. I Frame sono poveri, vivono in una delle baracche del cantiere, che la madre rende accogliente ogni volta grazie al suo animo artistico, con pochi e semplici arredi e tanta fantasia. Janet è una bimba molto timida, con difficoltà di comunicazione e questi continui trasferimenti rendono ancora più difficili i legami di amicizia con gli altri bambini e si restringono ai rapporti familiari con le sorelle e il fratello. Janet ha una sensibilità molto accentuata, un’anima vibrante che trova intimità nel contatto con la natura, con gli alberi, il cielo e l’erba verde su cui ama correre e sentirsi libera. Janet è una bimba grassottella, un po’ goffa nei movimenti, con la pelle bianchissima, il viso pieno di lentiggini, con una gran massa di capelli incredibilmente rossi e incredibilmente ricci, a scuola è brava ma con pochi amici, forse anche a causa del suo aspetto trascurato e alla poca simpatia che la sua prima insegnante le dimostra. Sarà un libro a “salvarle la vita”. Una compagna di scuola le presta le Fiabe dei fratelli Grimm e Janet comincia a leggere e a perdersi in quel mondo meraviglioso, dove lei e i suoi fratelli diventano i personaggi dei racconti. E’ la prima, ma non l’unica, volta che la vita di Janet viene salvata da un libro.

Il secondo insegnante che avrà resterà invece incantato dalle poesie di Janet la incoraggerà a scrivere e Janet scriverà, scriverà e scriverà.

Passata l’adolescenza alcuni fatti drammatici tormentano la vita di Janet: le frequenti crisi epilettiche del fratello e la morte di una delle sorelle, annegata. Il dolore provato per questa disgrazia la spingono a chiedere aiuto, ma questo aiuto le viene dato in una forma piuttosto discutibile: viene internata nell’ospedale psichiatrico di Seacliff con la diagnosi di schizofrenia.

Janet, che ha studiato con profitto all’università, che ha per qualche tempo anche insegnato, che scrive bellissime poesie e racconti viene a trovarsi in un mondo che non avrei mai immaginato, fra gente la cui esistenza non avrei mai creduto possibile, che lei descrive come un corso accelerato sugli orrori della pazzia e suoi luoghi abitati da coloro che vengono ritenuti pazzi separandomi per sempre dalle precedenti realtà e dalle sicurezze della vita di ogni giorno.

Un personaggio della Vergine: Janet Frame

E’ un’esperienza devastante. Mi sembrava che la mia vita fosse stata sconvolta da quell’improvvisa suddivisione della gente fra quella “comune”, della strada e questa gente “segreta” che pochi avevano visto o alla quale avevano rivolto la parola, ma della quale molti parlavano, deridendola, con ilarità o paura. Vidi persone con gli occhi sbarrati come l’occhio di un ciclone, circondate da vortici invisibili e silenziosi tumulti che contrastavano stranamente con la loro quiete.

L’ambiente dell’ospedale sembra fatto apposta per annientare le persone. Molti pazienti rinchiusi in altri reparti di Seacliff non avevano neppure un nome, solo soprannomi, nessun passato, nessun futuro, solo un Adesso di reclusione, un’eterna Isola del Presente senza orizzonti che la accompagnassero, senza appoggi né appigli, e perfino senza il suo cielo mutevole.

Janet, definita malata mentale, descrive quell’esperienza con un’incredibile lucidità: Cominciai a provare un sentimento di impotenza verso la situazione in cui mi trovavo. Vivevo in una terra solitaria che penso assomigli al luogo dove i moribondi passano i loro ultimi istanti prima di morire, e dal quale chi fa ritorno al mondo dei vivi porta inevitabilmente con sé un punto di vista privilegiato, descrivendolo come un incubo, come un tesoro, e qualcosa che ti apparterrà per tutta la vita; penso talvolta che debba essere il miglior punto di osservazione al mondo, poiché la vista spazia perfino più lontano che dalle montagne dell’amore, simile per estasi ed esposizione alle intemperie, così vicino alle dimore degli antichi dèi e dee.

Sottoposta a quattrocento elettroshock che lei vive come vere e proprie esecuzioni, da cui emerge ogni volta come dalle tenebre, riesce a non distruggersi. Leggendo le sue parole viene da chiedersi come gli pseudoscienziati abbiano potuto trascinare la medicina così in basso, come abbiano potuto sottoporre degli esseri a trattamenti così inumani e umilianti.

Per fortuna Janet non smette di scrivere e di spedire a casa i suoi lavori, che partecipano così anche a importanti concorsi letterari.

… fu la mia attività di scrittrice a salvarmi. Avevo visto nell’ufficio del reparto la lista di coloro che dovevano essere lobotomizzati, con il mio nome insieme ad altri cancellati a mano a mano che veniva eseguita l’operazione. Il mio “turno” doveva essere molto vicino, quando una sera il primario dell’ospedale, il dottor Blake Palmer, fece una visita inattesa al reparto. “Ho deciso che deve restare com’è. Non voglio che cambi… - le dice il dottore - Lei ha vinto il premio Hubert Church per la prosa”.

Un personaggio della Vergine: Janet Frame

Per la seconda volta è un libro a salvarla, questa volta uno scritto da lei stessa: The lagoon (1951). Nella descrizione della laguna, Janet sembra anticipare il lavoro di ricostruzione di se stessa che dovrà intraprendere uscita dall’ospedale: Con la bassa marea tutta l'acqua è risucchiata nel porto, e la laguna non c'è. C'è solo una distesa di sabbia, grigia e sporca, ombreggiata di pozze scure d'acqua di mare, dove se sei fortunato puoi trovare un polipo neonato, la carcassa arancione screziata di un granchio, o il relitto sommerso di una barchetta giocattolo. C'è un ponte sulla laguna, e da lì, riflessa nelle pozze d'acqua, puoi vedere la tua immagine, intrappolata da piccole onde e stralci di nuvole. A volte la notte si vede anche una luna subacquea, velata e segreta.
Grazie al libro, a Janet viene risparmiata la lobotomia. Altre sue sventurate compagne sono invece sottoposte a questa “cura” che le rende silenziose, docili… con …gli occhi grandi e scuri, la faccia pallida, con la pelle sudata. Venivano “riadattate” per essere inserite nella realtà quotidiana, descritta sempre come “fuori” e per questo a loro si parlava, venivano accompagnate a passeggio, abbellite con il trucco e con sciarpe a fiori che coprivano la loro testa rasata.

Uscita dall’ospedale Janet comincia a viaggiare in Europa e negli Stati Uniti d’America. Le strade che percorre nel mondo esterno si intrecciano con i sentieri del suo mondo interiore, alla ricerca di sé stessa, attraverso e oltre le esperienze vissute. E questo cammino è raccontato nei suoi libri: Owls do cry (1960), Faces in the water (1961), The edge of the alphabet (1962), Scented gardens for the blind (1963), The adaptable man (1965), Intensive care (1970), Daughter Buffalo (1972). Dopo il ritorno in Nuova Zelanda pubblicherà Living in the Maniototo (1979), To the is-land (1983), An angel at my table (1984) e The envoy from mirror city (1985).

Gli ultimi tre libri possono essere considerati una trilogia autobiografica e sono la base del film del 1990, An angel at my table, della regista Jane Champion, sulla vita di Janet Frame.

Janet muore il 29 gennaio 2004 a Dunedin, sua città natale.


D’ora in ora più selvatica. Lo so.

Da tanti anni divorata,

tagliata, ritagliata, i rami costretti a destra e a manca,

mi slanciai, fiorendo, minuti fiori bianchi

sopra gli steccati fisso in viso le persone.

Mi guardano le api, mi ha preso in mano il vento.

Forte e aspro è il mio gusto, rigogliose le mie fronde.

Si acciglia la gente, se vede che metto ancora una radice.


Il trailer del film An angel at my table: www.youtube.com/watch?v=xfMh-fRSH5E





AGOSTO 2017

Lughnasadh, la festa della Nuova Terra


Lughnasadh, la festa della Nuova Terra

La leggenda vuole che Lughnasadh prenda nome da Lugh, il re splendente, che istituisce questa festa per celebrare di Tailtiu, la sua madre adottiva. Tailtiu è l’Irlanda e più in generale è il simbolo della Terra fertile.

Lughnasadh si celebra il primo agosto, è la festa del raccolto, dell’abbondanza, della generosità di Madre Terra ma, come ci racconta il libro “LE FESTE DEI CELTI” che stiamo usando come guida in questo nostro viaggio sulla via Spirituale che l’antico calendario propone, ha anche un significato più profondo. Lughnasadh fa parte del quarto gruppo delle feste del Calendario celtico, quelle dedicate alla partecipazione cosciente all’esistenza, e celebra la Nuova Terra cioè la realizzazione dell’Antica Profezia, la realizzazione della speranza della ricostruzione dell’Eden.

Lughnasadh, la festa della Nuova Terra

L’opulenza dei frutti, l’abbondanza del raccolto, diventano i simboli della ricchezza e della felicità del Mondo di Gwenved, il mondo dei Viventi, cioè di coloro che accedono ad un piano di esperienza più ampia, dove la realtà può essere contemplata nel suo aspetto reale oltre le limitazioni del Mondo di Abred, quello dell’apparenza delle cose.

Il nostro testo guida ci porta in un passato lontano ma quanto mai vivo e presente nel cuore dei nativi europei, e ci racconta di antiche usanze, di un mondo in cui la gestione delle cose comuni, il ricordo dell’esperienza vissuta e la consapevolezza della propria dimensione spirituale si intrecciano dando luogo ad una festa che si svolge su più piani e più dimensioni.

Lughnasadh, la festa della Nuova Terra

Così mentre si preparavano e si gustavano frittelle tonde a base di mais (Natan) accompagnate da verdure speziate e pani di mais cotti con frutta (Utan), si organizzavano le gare tra i Clan che proponevano i loro campioni di tiro con l’arco e tiro alla fune, di lotta o corsa o altri giochi che richiedevano particolare abilità come l’antico Siv-sat. Le gare prevedevano anche composizioni musicali e poetiche, perché anche l’arte aveva il suo spazio e la sua importanza.

Mentre si adornavano le case con pannocchie e spighe legate a gruppi di tre o con oggetti simbolici realizzati con gli steli delle messi, si celebrava il ricordo (Kashod), sia del proprio percorso personale sulla via della meditazione, sia del cammino dell’umanità nel suo insieme, dal punto di vista delle vicende storiche e delle conquiste spirituali raccolte nella tradizione druidica.

Si costruivano anche delle capanne leggere dove gli innamorati potevano trascorrere insieme la notte e dove ognuno poteva trovare un momento in cui fermarsi a riflettere sul senso del ricordo.

La notte infine era illuminata dai grandi fuochi intorno ai quali si cantava e si danzava in onore del re Lugh.

Vale la pena di ricordare ancora che, in Scozia, in questo giorno si celebra l’antica ballata di John Barleycorn. Le parole ripercorrono il ciclo della vita, morte, rinascita delle messi e ribadiscono il processo alchemico che porta ogni ricercatore del senso della vita a morire e rinascere più volte per trovare l’infinita libertà dello spirito.


“LE FESTE DEI CELTI” di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero è edito dalla Keltia Editrice


Previsioni per il mese

        

Leone: Sognare in grande: Sei alla ricerca di cose nuove e, diciamolo pure, di grandi cose! Non ti accontenti dei piccoli passi, vuoi correre e vuoi una grande e lunga strada davanti a te.

Vergine: Davanti allo specchio: Ti stai chiedendo che cosa vuoi davvero, al di là di ciò che altri ti propongono o in cui vogliono coinvolgerti. C’è in questo “guardarti” semplicità e allegria, atteggiamenti che riservi pure all’esterno e che faciliteranno i rapporti con chi ti sta vicino.

Bilancia: Come un gatto sul cuscino: Dormicchiare, stiracchiarsi, lasciare per un po’ le faccende in stand by, questo è ciò che ti andrebbe di fare questo mese. Come il gatto però sarai attento a tutto ciò che ti succede intorno e all’occorrenza saprai anche risolvere questioni nel migliore dei modi.

Scorpione: Piani, progetti e programmi: È il momento favorevole per pianificare i prossimi mesi, per individuare le prospettive a lunga scadenza, per trovare nuove strade. C’è una tranquillità di base che ti permette di guardare con chiarezza intorno a te.

Sagittario: Guarda dove metti i piedi: Grande vitalità, grande ottimismo, gran voglia di fare e di giocare con la vita. Un bel mese che però ti mette in guardia contro inciampi che il tuo stesso slancio può procurarti.

Capricorno: Punta su di te: Le stelle ti consigliano di dare spazio a tutte le cose che hai dentro di te: i tuoi interessi, le tue speranze, le tue curiosità, la tua forza interiore. Lascia che il tuo cuore corra libero, senza una meta già stabilita.

Acquario: Molla gli ormeggi: Se una situazione ti agita lasciala perdere, se una persona è irritante lasciala stare. Regalati una vacanza dal nervosismo che ti coglie così facilmente. Non vale la pena di alimentare queste scaramucce inutili.

Pesci: Con la testa tra le nuvole: In questo mese per te contano i sogni, gli affetti, la dolcezza ma che nessuno ti chieda di far conti o organizzare qualcosa, o riuscirai a combinare ogni genere di pasticci! Vivrai momenti bellissimi con chi ti vuole bene.

Ariete: Sempre pronto: Agosto ti regala positività e vitalità a piene mani. Sarai sempre pronto ad affrontare ogni situazione, ogni persona, ogni evento, sicuro di trovare le migliori soluzioni pratiche con facilità e buonumore.

Toro: Nulla ti può fermare: Qualche impedimento lo incontrerai ma la tua forza e le tue capacità sapranno trovare le risposte migliori in ogni frangente.

Gemelli: Ritrovare il baricentro: Molte cose si muovono intorno a te, alcune decisamente soddisfacenti, altre disturbate da piccoli intoppi. Avrai la lucidità di non farti trascinare e di cercare sempre il punto fermo dentro di te.

Cancro: Dondolando sull’amaca: Finalmente un periodo all’insegna del dolce far niente. Ti regalerà prospettive nuove e nuovi incontri. Goditi la vacanza.


Un personaggio del Leone: Abebe Bikila


Ho voluto che il mondo sapesse che la mia gente ha sempre vinto con determinazione ed eroismo.

Così disse Abebe Bikila il giorno della sua vittoria, il 10 settembre 1960, alle olimpiadi di Roma.

Abebe Bikila è forse il più famoso maratoneta olimpico, personaggio con un posto d’onore nell’immaginario collettivo, per quella sua corsa straordinaria, a piedi nudi, sulle vie di Roma.

Un personaggio del Leone: Abebe Bikila

La sua storia torna alla ribalta nel film L’Atleta, del 2009, diretto da Davey Frankel e Rasselas Lakew, presentato lo stesso anno all'Edimburg International Film Festival, proposto per la candidatura come miglior film straniero ai premi Oscar del 2011 e inserito nel 2015 nell’ambito del Romafrica Film Festival. Bikila aveva già avuto una “citazione” nel film Il maratoneta, triller del 1976 diretto da John Schlesinger, in cui il protagonista, Dustin Hoffman, guarda il video di Bikila che corre, in una stanza in cui le foto del campione sono appese alle pareti.

Bikila è nostro ospite in questa puntata di agosto, come rappresentante del Segno del Leone di cui impersona il coraggio, la volontà, il desiderio di riscatto e di affermazione individuale. E molto “leonino” si rivela anche nelle parole di Basil Heathley, l’atleta britannico medaglia d’argento alla maratona di Tokio, che, stringendogli la mano alla fine della gara dice di aver provato una grande emozione perché in lui si percepiva qualcosa di oltre: era esile all’eccesso, taciturno all’eccesso e aveva un portamento maestoso. Non c’era traccia di arroganza in lui, semplicemente non sembrava propriamente umano. Ogni Leone, indipendentemente dalla sua attività o posizione sociale, ha sempre in sé qualcosa di regale.

Un personaggio del Leone: Abebe Bikila

Abebe Bikila nasce il 7 agosto 1932 a Mout, sulle montagne della Shoa, in Etiopia, fino a diciannove anni lavora la terra. Nel 1941 si arruola nell’esercito etiopico come soldato semplice della guardia del corpo del negus Hailé Selassié. Nell’ambito dell’esercito, Bikila comincia a praticare sport a livello agonistico. Bikila si fa notare ai campionati etiopici militari, così il tecnico Onni Niskanena, arrivato dalla Svezia, cui Selassié aveva affidato il compito di individuare e allenare dei soggetti particolarmente dotati, per farne dei campioni, lo include nella rosa dei prescelti per una possibile partecipazione alle olimpiadi di Roma.

Alto un metro e settantacinque centimetri, Bikila pesa sessanta chili, corre leggero come una gazzella e sotto la guida di Niskanen diventa maratoneta.

Niskanen sottopone Bikila, che dimostra delle qualità eccezionali, ad un allenamento durissimo in cui alterna corsa campestre, corsa su strada e corsa su pista, fino a fare di lui un atleta completo. Della vita di Bikila non ci sono molte notizie e per quello che possiamo conoscere la sua vita e la sua corsa diventano una cosa sola. Si sa che il suo rigore nel prepararsi alla gara è totale, mai un ritardo, mai un lamento, mai una critica. In poco tempo migliora la tecnica, migliora lo stile, migliorano i tempi.

Bikila arriva a Roma un mese prima dell’inizio delle Olimpiadi. Il clima è di grande festa e attesa per l’avvenimento: è la prima Olimpiade che si svolge in Italia e per la prima volta sarà trasmessa dalla televisione, ma Bikila non si fa distrarre, studia le strade che costituiranno il percorso di gara, si allena ogni giorno sotto la guida di Niskanen, che lo segue passo passo a bordo di una Cinquecento.

Un personaggio del Leone: Abebe Bikila

Si presenta alla maratona il 10 settembre 1960, atleta praticamente sconosciuto ma pronto a vincere. I favoriti sono altri, il russo Sergei Popov e il marocchino Rhadi Ben Abdesselam.

Bikila si prepara a correre senza indossare le scarpe. Qualcuno dice che per lui, abituato a correre scalzo, sono scomode, qualcun altro afferma che si tratta di una scelta strategica dell’allenatore, che ha notato un miglioramento nella velocità del campione quando corre scalzo e, dato che la maratona si disputerà in notturna, la possibilità di correre su un asfalto non rovente. Di fatto quella scelta contribuirà a creare la leggenda di Abebe Bikila, che diventerà un simbolo. Bikila corre, sconosciuto, agile, leggero, figlio di una terra che era stata colonia. Corre sulle strade di Roma, corre sulla storia. In quegli anni sessanta che si aprivano pieni di speranza, verso la conquista di nuove libertà, superati gli anni dolorosi della guerra e quelli severi della ricostruzione, la corsa di Bikila è il riscatto dal colonialismo, la possibilità di chi non è nessuno, la speranza di tanti che guardano il futuro. E Bikila vince. Supera Popov, supera Rhadi e taglia il traguardo, con un ultimo incredibile scatto e stabilisce il nuovo record mondiale con le sue 2 ore 15minuti e 16 secondi. In Etiopia è un eroe nazionale e in tutto il mondo diventa leggenda.

Intanto si prepara per partecipare alle olimpiadi di Tokio del 1964. È un momento difficile per Bikila: nel ’63 ha partecipato alla maratona di Boston ma non ha vinto, è reduce da un’operazione di appendicectomia e non ancora completamente ristabilito, ma nonostante questo è già davanti a tutti al ventesimo chilometro e vince, anzi migliora ancora una volta il record mondiale, completando la maratona in 2 ore 12 minuti e 11 secondi. Il secondo arrivato, Basil Heathley, taglierà il traguardo quasi quattro minuti dopo. Bikila è il primo atleta a vincere per due volte di seguito le Olimpiadi.

Nel 1968 si presenta ancora a Città del Messico ma non è in buona forma. La frattura del perone, dell’anno precedente gli procura troppo dolore e deve ritirarsi prima della fine della gara. È l’ultima corsa, perché l’anno successivo in un incidente stradale, in Etiopia, perde l’uso delle gambe ed è costretto sulla sedia a rotelle. Bikila non si arrende neppure davanti a questa disgrazia riciclandosi come atleta e nel 1972 parteciperà alle paraolimpiadi di Heidelberg gareggiando nel tiro con l’arco.

Bikila muore il 25 ottobre 1973, a soli 41 anni, nell’ospedale di Addis Abeba per un’emorragia cerebrale.

Ma a noi piace immaginarlo correre ancora, leggero, a piedi scalzi, sui sentieri delle stelle…


Filmato della maratona di Roma: https://www.youtube.com/watch?v=02beIMlqu5g

Per vedere il film L’Atleta, in italiano: https://www.youtube.com/watch?v=lW13KukJ0Lc





LUGLIO 2017

Zodiaco in giallo


L’arrivo dell’estate, la voglia di vacanza, il piacere della lettura sotto l’ombrellone o sotto un pergolato ci hanno suggerito l’idea di coinvolgervi in un gioco. Uno dei generi letterari che risulta molto gettonato come lettura estiva è il giallo. Coinvolgente al punto giusto, non troppo impegnativo, a seconda dei gusti più puntato sull’enigma da risolvere o sull’azione, piace a molti. I protagonisti di queste storie sono gli investigatori che con modalità diverse indagano e risolvono i casi più o meno intricati e intriganti. E il gioco direte voi in cosa consisterebbe? In una specie di esperimento che parte da questa ipotesi: gli investigatori sono tanti hanno caratteri diversi e utilizzano differenti modalità di approccio e tecniche di indagine. Potrebbe essere che ogni autore, a seconda del suo Segno di nascita crei un personaggio che muovendosi nella trama gialla riproduca le caratteristiche di quel Segno? Vi proponiamo dodici autori e per ognuno uno dei suoi protagonisti. A voi trarne le conclusioni.

Zodiaco in giallo

Partiamo con il Segno del mese, il Cancro e con Dan Brown, scrittore nato ad Exeter, nel Regno Unito, il 22 giugno 1964, proprio all’inizio del Segno, possiamo dire in cuspide tra Gemelli e Cancro. Come tutti i nati nel passaggio da un Segno ad un altro Dan Brown mantiene qualche tratto del Segno precedente. Figlio di una musicista molto religiosa e di un insegnante di matematica eredita la sensibilità artistica dalla madre e la passione per l’enigmistica e le caccia al tesoro dal padre. Dopo la laurea tenta prima di affermarsi come pianista e cantautore e poi come insegnante, ma alla fine sceglie di diventare scrittore a tempo pieno. L’anima duplice dei Gemelli viene trascesa quando Dan si tufferà nel mondo onirico dei simboli, caro al Segno del Cancro. Appassionato di storia dell’arte e in particolare delle opere di Leonardo da Vinci, raggiungerà il successo con la pubblicazione de Il Codice da Vinci, un triller avvincente in cui sono abilmente mescolate arte, religione e crittografia. Protagonista è il professor Robert Langdon, esperto di simboli antichi oltre che docente di iconologia religiosa all'Università di Harvard. Ironico, arguto, brillante porta avanti le sue indagini tra il mondo concreto e quello del sogno. Inoltre il nostro professore si trova molto a suo agio nell’acqua, l’elemento del Cancro, perché è un ottimo nuotatore. Di lui sappiamo anche che soffre di claustrofobia a causa di un trauma infantile, e anche questo legame con i primi anni della vita ci riporta al carattere cancerino.

Si direbbe che gli elementi corrispondano, proviamo a continuare con un altro scrittore nato in cuspide, questa volta tra Cancro e Leone. Raymond Chandler nasce infatti a Chicago il 23 luglio 1888. Figlio di uno statunitense e di un’irlandese comincia a scrivere per guadagnarsi da vivere e pubblica il suo primo racconto nel 1933, sulla rivista Black Mask. Chandler è molto critico nei confronti degli autori del giallo classico e si differenzia da loro sia nella costruzione delle trame, decisamente realistiche, sia nello stile accurato e immediato, caratterizzato dall’uso del discorso diretto. Nel suo primo romanzo, Il grande sonno, del 1939, compare il detective Philip Marlowe che sarà protagonista di altri sette romanzi. Apparentemente duro, solitario, tormentato, riflessivo, Marlowe indaga nell’America degli anni trenta, descritta da Chandler con grande realismo. Marlowe ha una sua innata eleganza, nonostante la dipendenza dall’alcool e dal fumo, e un profondo senso della giustizia che lo guida, mentre è completamente disinteressato al denaro, che spende senza curarsene minimamente. E sono tratti che richiamano il Segno del Leone.

Per il Segno della Vergine proponiamo Andrea Camilleri e il suo commissario Montalbano. Camilleri nasce a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, il 6 settembre 1925 e vive a Roma dalla fine degli anni quaranta. Scrittore, regista e sceneggiatore, Camilleri è noto al grande pubblico soprattutto come creatore di Salvo Montalbano, il commissario di polizia di Vigata, cittadina immaginaria di una Sicilia raccontata con realismo, amore e ironia. Camilleri scrive usando un linguaggio misto tra l’italiano ed il siciliano ricreando ambienti, atmosfere e personaggi di straordinaria vivezza. Non mancano le citazioni: Montalbano deve il suo nome a Manuel Vázquez Montalbán, scrittore spagnolo, creatore dell’investigatore Pepe Carvalho. Nel contempo Camilleri, per tratteggiarne il carattere, si ispira anche al Maigret di George Simenon. Montalbano è un commissario sui generis, ama i libri e la buona cucina, detesta le scartoffie, la burocrazia, i fogli da firmare, le formalità, le genealogie, le persone che si nascondono dietro il loro ruolo. Dotato di logica, intuito e umanità, di coraggio e onestà è fondamentalmente un solitario e il suo grande amore, Livia, vive lontano da lui ed è presente più che altro come voce al telefono e solo ogni tanto di persona. Non ama mettersi in primo piano e quando è costretto a farlo spesso si trova a fare pessime figure. Anche in questo caso l’affinità con il carattere della Vergine è piuttosto evidente.

Zodiaco in giallo

Ed McBain, nato a New York il 15 ottobre 1926 e cresciuto nel quartiere di East Harlem, è l’autore che abbiamo scelto in rappresentanza del Segno della Bilancia. Ed McBain, è uno dei nomi d’arte utilizzati da Evan Hunter, che alla nascita si chiamava Salvatore Lombino ed era figlio di immigrati italiani. Scrittore estremamente prolifico ha pubblicato centinaia di romanzi polizieschi, firmando ora con il suo vero nome ora con uno dei suoi diversi pseudonimi (Richard Marsten, Hunt Collins, Ezra Hannon, Curt Cannon…). Con il nome Ed McBain, ha scritto la famosa serie di romanzi dell'87º Distretto, i cui protagonisti sono gli agenti di un immaginario distretto di polizia situato a Isola, quartiere di una città costruita dalla fantasia di McBain sulla pianta del quartiere newyorchese di Manhattan, ruotata di 90 gradi. La squadra dei detective rappresenta il crogiolo di razze della società americana, infatti troviamo il nero Arthur Brown, gli irlandesi Eileen Burke e Bob O'Brien, gli americani Cotton Hawes e Bert Kling, l'ebreo Meyer Meyer. Il personaggio principale è l’italo-americano Steve Carella, che McBain descrive così: La sua statura era di un metro e ottandue, aveva spalle larghe, fianchi stretti, e i movimenti sciolti da atleta, cosa che non era. Gli occhi scuri, e un po' a mandorla, gli davano caratteristiche orientali... C’è qualcosa della Bilancia in quei suoi movimenti eleganti, come nel suo profondo e onesto senso della giustizia, che lo porta a provare pietà per le vittime, e in quell’idea sociale del gruppo di detective che lavorano insieme.

Per il Segno dello Scorpione presentiamo Martin Cruz Smith, nato a Reading, in Pennsylvania, il 3 novembre 1942. I suoi genitori sono John Calhoun Smith, musicista jazz, e Louise Lopez, nativa americana, cantante jazz e leader del movimento per i diritti degli indiani d'America. Nei suoi primi due romanzi, The Indians Won e I due cuori di Roman Grey, affronta proprio il problema delle minoranze. Il successo internazionale arriva nel 1981 con la pubblicazione di Gorky Park. Gorky Park è un romanzo giallo che ha come protagonista Arkady Renko, capo della Polizia Criminale di Mosca e figlio di un famoso generale dell'Armata Rossa, disilluso dal regime brezneviano e senza miti per quanto riguarda l'Occidente. L’Unione Sovietica si sta disfacendo e in questo clima corroso e un po’ oscuro, Renko si muove, indaga, scopre. A parte l’ambientazione molto affine alle atmosfere care allo Scorpione, anche lo stesso Rienko con il suo intuito acuto e lo sguardo solo apparentemente cinico ben interpreta l’ombroso Segno autunnale.

Ed ecco Rex Stout, nato a Noblesville, nell’Indiana, il 1° dicembre 1886, sotto il Segno del Sagittario.  Stout è famoso per aver unificato, nella sua produzione, il giallo d'azione americano e il giallo deduttivo inglese, grazie allo stratagemma dei due protagonisti delle sue storie, Archie Goodwin e Nero Wolfe. Stout si dimostrò geniale fin da piccolissimo: a tre anni aveva già letto la Bibbia, a dieci tutti i testi del padre, insegnante, su scienza, filosofia, storia e poesia. Dai diciotto ai ventun’anni servì nella Marina degli Stati Uniti come sott’ufficiale a bordo del Mayflower, lo yacht del presidente Roosevelt, poi girò per quattro anni l'America da una città all'altra, facendo i lavori più diversi, dal contabile ambulante al venditore di sigari o di libri, alla guida turistica, allo stalliere. Cominciò a scrivere, nel 1912, inizialmente per riviste e settimanali. Il successo come scrittore arrivò nel 1934 con il suo primo romanzo giallo Fer de Lance in cui compaiono per la prima volta Wolfe e Goodwin.  Un successo che tornò per ben 42 volte, tanti quanti furono i libri pubblicati con gli stessi protagonisti. Wolfe e Goodwin sembrano essere le due anime del Sagittario: il primo è quello che punta sicuro la freccia pronto a scagliarla sul bersaglio, il secondo rappresenta le zampe veloci che corrono dove serve quando è necessario. Dal unto di vista fisico Stout somiglia di più a Goodwin, con il suo fisico asciutto, agile, pieno di energia ed anche per il suo amore per le donne, si dice infatti che fosse innamoratissimo della sua seconda moglie. Wolfe è tutto il contrario: grosso, pesante, sedentario, abitudinario, maniacale e misogino. Entrambi però amano i libri, le orchidee e la buona cucina. Entrambi detestano la televisione, il cinema e i politici. Wolfe risolve i suoi casi stando seduto sull’enorme poltrona costruita appositamente per contenerlo e non lascia mai la sua casa di arenaria. Se serve andare sulla scena del delitto spedisce Goodwin.

Zodiaco in giallo

Per il Capricorno ecco Umberto Eco, nato ad Alessandria il 5 gennaio 1932, semiologo, filosofo e scrittore. Esordisce nella narrativa nel 1980 con il suo primo romanzo Il nome della rosa che diventa in brevissimo tempo un best-seller internazionale, tradotto in più di quaranta lingue. Il nome della rosa è un giallo storico, segue le regole del giallo deduttivo ma l’ambientazione medioevale e la componente filosofica ne fanno una storia particolarmente avvincente e affascinante. Protagonista dell’indagine è Guglielmo da Baskerville (nome che richiama ad una delle avventure classiche di Sherlok Holmes, Il mastino dei Baskerville), frate francescano, che, aiutato dal suo discepolo Adso, si trova ad indagare sulla strana morte di un monaco avvenuta all’interno di un’abazia. La storia ha una struttura molto rigorosa, molto capricorniana potremmo dire, suddivisa in sette giornate, ordinatamente scandite dai ritmi della vita monastica. E Guglielmo con il suo metodo estremamente logico e deduttivo riecheggia la determinazione, la disciplina e la coerenza del Capricorno.

Georges Simenon, nato a Liegi il 13 febbraio 1903 è il nostro rappresentante del Segno dell’Acquario. Scrittore belga di lingua francese, autore di centinaia di romanzi e racconti, è conosciuto soprattutto come “padre” del commissario Maigret. Jules Maigret è il protagonista di settantacinque romanzi e ventotto racconti. L’aspetto massiccio che gli viene dalla sua origine contadina e il carattere burbero sono mitigati dalla sua aria distinta. Maigret ama la buona tavola, la buona birra e fuma la pipa. Maigret indaga calandosi nell’ambiente in cui è stato commesso il delitto, lasciandosi permeare dalle atmosfere e dagli umori della gente, perché i delitti su cui lavora non sono enigmi da risolvere, incastri perfetti da scardinare ma casi umani, a volte disperati, a volte amari e talvolta perfino giustificabili. Le storie non sono sfide intellettuali tra assassini dall’intelligenza perversa e detective con straordinarie doti di logica e intuito ma situazioni in cui uomini e donne vivono dei drammi che trovano uno sbocco infelice e drammatico. Vicende che manifestano la precarietà di certe condizioni umane, che l’Acquario sa cogliere afferrando l’attimo in cui nell’apparente tranquilla ovvietà si produce una piccola crepa.

Peter Robinson è nato a Castleford, nello Yorkshire, il 17 marzo 1950, sotto il Segno dei Pesci, ha vissuto in Inghilterra e studiato all'Università di Leeds, laureandosi in letteratura inglese, prima di emigrare in Canada, dove vive tutt’ora e dove occasionalmente insegna tecnica del romanzo giallo all’Università di Toronto. Ha scritto romanzi e racconti che hanno ricevuto riconoscimenti significativi, oltre che poesie e articoli sull’arte e sulle tecniche di scrittura. Famosi sono i suoi romanzi gialli ambientati a Eastvale, città che in realtà non esiste, e nei suoi dintorni. Il protagonista di queste storie è l’ispettore capo Alan Banks che “nasce” con il romanzo Gallows View del 1987 per poi percorrere una lunga carriera che lo vede all’opera in ormai sedici libri. Banks ha un fascino tutto particolare: appare sempre un po’ trasognato anche se è attento, ha modi molto british e si muove nelle situazioni quasi come se si trovasse lì per caso. Come tutti i nati sotto il Segno dei Pesci ha le sue contraddizioni: ama la musica classica ma conserva un profondo legame con la musica pop, indaga utilizzando l’empatia e si trova spesso a percorrere strade tortuose che inizialmente sembravano dritte e piane. Il suo ufficio è composto da una scrivania di metallo, due sedie e una finestra, un ambiente che sembra un quadro surrealista…

Zodiaco in giallo

Edgar Wallace, Ariete, nasce a Greenwich il 1° aprile 1875. Scrittore, giornalista e sceneggiatore britannico è considerato, con Arthur Conan Doyle e Agatha Christie un maestro della letteratura gialla del Novecento. Wallace ha scritto 175 romanzi, 24 drammi e vari articoli. Oltre 160 film hanno preso spunto dalle sue storie. Tra l’altro è sua la sceneggiatura del famoso film King Kong. Wallace aveva un’incredibile capacità di scrivere e si dice fosse in grado di completare un intero romanzo in un week-end. Nonostante la sua incredibile produzione non riuscì mai a diventare ricco. Sempre molto nervoso, beveva 40 tazze di tè e fumava 80 sigarette al giorno.

Tra i suoi personaggi ricordiamo J.G. Reeder, meglio conosciuto come Mr. Reeder, l'investigatore dalla mente criminale. Mr. Reeder è un ometto dall’apparenza innocua, decisamente poco interessante che, grazie ad una sorta di “deformazione mentale” è in grado di prevedere le mosse dei criminali e di risolvere i casi più complicati. Dell’Ariete interpreta il senso della sfida e la capacità di precedere le mosse dell’avversario.

 Peter Høeg, scrittore danese, nasce a Copenaghen il 17 maggio 1957, sotto il Segno dei Toro.

Figlio di un avvocato e di una studiosa di filologia classica, Peter si diploma al Frederiksberg Gymnasium nel 1976 e in seguito studia letteratura comparata all'Università di Copenaghen. Prima di dedicarsi interamente alla scrittura, Høeg lavora come attore, ballerino, insegnante di recitazione e marinaio. Viaggia in lungo e in largo per il mondo, soprattutto in Africa. Sua moglie Akinyi è keniota. La sua vita è caratterizzata da un forte impegno sociale, soprattutto nei confronti delle popolazioni del Terzo Mondo. Conquista fama internazionale con la pubblicazione del suo terzo libro Il senso di Smilla per la neve, un "giallo" ambientato tra Copenaghen e i ghiacci della Groenlandia. La protagonista, Smilla Jaspersen, nata in Groenlandia, vive e lavora a Copenhagen. Smilla diventa investigatrice suo malgrado quando si trova coinvolta in una storia che tutti preferiscono ignorare: la morte di un bambino suo vicino di casa. Il personaggio di Smilla ha del Toro la determinazione e il coraggio, ma soprattutto il forte legame con gli elementi naturali, in questo caso la neve della sua terra d’origine.

Concludiamo con un’autrice dei Gemelli: Patricia Cornwell, nata a Miami il 9 giugno 1956. La Cornwell, ormai scrittrice famosa e plurimiliardaria ha vissuto un'infanzia e un’adolescenza difficili. Dal punto di vista lavorativo, prima di diventare famosa come scrittrice, è stata giornalista e analista informatica presso l'ufficio di Medicina Legale della Virginia. Il successo è arrivato con la serie di romanzi polizieschi che hanno come protagonista il medico legale Kay Scarpetta. La dottoressa Scarpetta è aiutata nelle sue indagini dalla nipote Lucy esperta informatica. Kay e Lucy sembrano essere proiezioni dell’anima di Patricia e della dualità propria dei Gemelli, entrambe riflettono una parte dell’esperienza di vita dell’autrice, dalle competenze professionali alle storie non sempre facili del suo vissuto personale. Kay, la parte più coraggiosa, e Lucy quella più problematizzata sanno però aiutarsi e fare fronte comune, risolvendo i casi più intricati.


Previsioni per il mese

        

Cancro: Voltare pagina: Vecchie situazioni si chiudono, nuove opportunità si aprono, soprattutto per quanto riguarda i rapporti con le persone. Da parte tua troverai nuovo coraggio nel guardare con onestà sia dentro di te sia ciò che hai di fronte.

Leone: Sul podio: Hai voglia di metterti in gioco, di assumerti responsabilità, di costruire e la fortuna ti sostiene, facilitando il buon esito delle tue azioni.

Vergine: Turbolenza: Nel cielo corrono le nuvole mostrando sprazzi di ombre e luci. Mantieni la calma e l’equilibrio che ti permettono di superare ogni burrasca e anche di cogliere i momenti belli che questo mese porta con sé.

Bilancia: Piacevoli incontri: Avrai modo di esprimerti al meglio e dare spazio alla tua propensione per la socialità. Dovrai invece far fronte a qualche tensione nei tuoi rapporti affettivi ma nell’insieme l’umore sarà positivo e saprai cogliere il meglio da questo mese.

Scorpione: Tieni saldo il timone: Diciamo che il vento sarà capriccioso in questo mese di luglio e a volte soffierà favorevole e altre volte contrario ma saprai tenere la rotta mantenendo chiari i tuoi obiettivi.

Sagittario: Avanti tutta!: E’ il momento di dare libero sfogo alla tua naturale voglia di correre, di andare lontano, di scoprire cose nuove e di stringere nuove amicizie. Un mese tutto da godere.

Capricorno: Guardare lontano: Ci sono situazioni che hanno bisogno di pazienza e perseveranza, anche perché non dipendono solo dalla tua volontà e capacità. Ma l’orizzonte è sereno e promette esiti positivi.

Acquario: Allergia: Come nel mese scorso il tuo umore sarà piuttosto ballerino e i tuoi desideri contradditori, soprattutto nei rapporti con gli altri. Come se non bastasse tutto ciò che non corrisponde a ciò che vorresti ti provoca autentico prurito. Fortunatamente ogni tanto il tuo sense of humour saprà regalarti e regalare qualche bella risata.

Pesci: A gonfie vele: Un bel mese per te. Ti permetterà di concretizzare alcuni sogni che tieni da tempo nel cassetto e di portare a termine alcuni progetti messi in atto.

Ariete: Giornate effervescenti: Luglio ti porta momenti di nervosismo alternati ad altri di spumeggiante allegria, toccherà a te destreggiarti e trovare equilibrio e positività.

Toro: Sturm und drang: Affronti con impeto ogni cosa, ogni situazione, ogni persona. Questo ti porta a chiarire delle situazioni ma a volte anche a creare qualche tensione.

Gemelli: Atmosfera di vacanza: Sono favoriti i viaggi e i nuovi incontri ma, anche se non sei ancora in partenza, è come se fossi già in vacanza.


Un personaggio del Cancro: Peter Singer


Solo coloro che antepongono la fede religiosa alle convinzioni fondate sul ragionamento e sulle prove possono ancora sostenere che la specie umana sia la specie prediletta dell'intero universo, o che gli altri animali siano stati creati per provvederci di cibo, o che abbiamo una divina autorità su di essi nonché il divino permesso di ucciderli.


Un personaggio del Cancro: Peter Singer

Sono parole di Peter Singer, filosofo di fama internazionale, noto soprattutto per le sue posizioni animaliste e riconosciuto come profeta della liberazione animale, le cui riflessioni si spingono però oltre la già importante questione animalista. Peter Singer con le sue tesi ha stimolato importanti dibattiti che hanno messo in crisi molte delle certezze morali di quella che lui stesso definisce la vecchia etica. La filosofia di Singer non è semplice teoria, comporta importanti modifiche nel modo di intendere il mondo ed il proprio rapporto con esso, affronta temi di grande portata e attualità quali lo specismo, l’aborto, l’eutanasia, la bioetica, l’etica politica.

E’ nostro ospite come rappresentante del Segno del Cancro, di cui incarna la capacità di rendere reale il sogno, concretizzare la speranza nel futuro, nella possibilità di cambiare davvero le cose. Quando i nati sotto questo Segno riescono a superare l’attaccamento all’infanzia e a portare le loro doti di sognatori nel mondo reale riescono davvero a fare grandi cose.

Peter Singer nasce il 6 luglio 1946, a Melbourne, da genitori ebrei benestanti, emigrati in Australia da Vienna nel 1938 per sfuggire alle persecuzioni naziste.

Un personaggio del Cancro: Peter Singer

Peter cresce a Melbourne, frequenta prestigiose scuole private cristiane e progressiste e fin da ragazzo rifiuta qualsiasi forma di religione. Consegue buoni risultati sia a scuola che all’Università, dove si iscrive prima a Giurisprudenza per poi passare a Filosofia. Si diploma con un Master Degree nel 1969 all’Università di Melbourne e nello stesso anno si iscrive all'Università di Oxford. Si laurea in Filosofia nel 1971 e nei due anni successivi lavora come docente di filosofia all’Università di Radcliffe. E’ proprio ad Oxford che inizia ad interrogarsi sulla moralità del mangiare carne, scegliendo di diventare vegetariano. Sempre ad Oxford inizia la stesura di quella che diventerà la sua opera più nota, Animal Liberation: una nuova etica per il nostro trattamento degli animali, in cui tratta degli abusi che avvengono negli allevamenti intensivi e nella cosiddetta ricerca scientifica e pone le basi per un dibattito più ampio che spazia dall’utilizzo delle cellule staminali, all’aborto, dai diritti delle donne ai diritti civili, dalle cause delle guerre all’ambientalismo. Singer, toccando tutti i temi scottanti in modo appassionato, profondo e coerente, diventa velocemente un punto di riferimento per tutti coloro che, in tutto il mondo, si battono per queste problematiche. Nelle sue analisi Singer utilizza il principio utilitaristico, affermando che le azioni migliori sono quelle che massimizzano la felicità e riducono la sofferenza.

Un personaggio del Cancro: Peter Singer

Portando alle estreme conseguenze questo principio, Singer arriva a chiedersi quanto sia lecito sacrificare la vita degli animali per cibarsene, farli soffrire con la vivisezione e al contrario far sopravvivere chi nasce con disabilità gravissime che lo condannano ad un’esistenza di dolore, oppure se sia accettabile che chi possiede più di quanto gli è necessario lo detenga a scapito di chi fatica a sopravvivere. Temi scottanti che gli hanno procurato non pochi nemici.

Quando torna in Australia Singer lavora come professore a La Trobe University e poi alla Monash University. Nel 1983 assume la leadership del Centro di Bioetica presso la Monash Humana e 1992 diventa co-direttore dell’Istituto di Etica e Politica pubblica, nel 1999 è nominato docente di Bioetica presso il Centro Universitario per i Valori Umani della Princeton University. Questa nomina sarà molto osteggiata e provocherà molte polemiche ma anche nuovi riconoscimenti: nel 2004 viene premiato come l'umanista australiano dell'anno, il Time magazine lo annovera nella sua lista delle 100 persone più influenti del mondo, nel 2012, Singer riceve la nomina di Compagno dell'Ordine d'Australia.

Tra le sue opere più importanti, oltre al già citato Animal liberation del 1975, ricordiamo: In difesa degli animali del 1987 scritto con Tom Regan, Diritti animali, obblighi umani del 1987, Etica pratica del 1989, Liberazione animale del 1991 considerato il testo di riferimento del movimento animalista internazionale, Ripensare la vita. La vecchia morale non serve più del 1996, Una sinistra darwiniana, Politica, evoluzione e cooperazione del 2000, La vita come si dovrebbe del 2001, una raccolta dei suoi saggi, One world. L'etica della globalizzazione del 2003, Scritti su una vita etica. Le idee che hanno messo in discussione la nostra morale del 2004, La cosa migliore che tu puoi fare. Cos'è l'altruismo efficace del 2016.

Nell’intervista realizzata da Rosalba Nattero il 21 giugno 2016, in occasione della Conferenza Stampa al Circolo dei Lettori di Torino per la presentazione di “Torino Spiritualità”, potete sentire direttamente le parole di Peter Singer:
www.shan-newspaper.com/web/video/1544





GIUGNO 2017

Solstizio d’Estate, la festa del Fuoco


Solstizio d’Estate, la festa del Fuoco

Le feste che compongono il calendario celtico sono tappe di un percorso che non finisce mai di stupirci per la profondità e la bellezza dei significati che propone, così ancora una volta ci troviamo a constatare il legame indissolubile tra i viventi, il cielo stellato e l’universo immenso, dimensione che non è solo un palcoscenico su cui si svolgono delle vicende ma un insieme pulsante di vita in cui convivono esseri, eventi e percorsi misteriosi che si intrecciano tra loro.

Nel viaggio che ci sta portando a conoscere meglio ad una ad una le antiche feste e a coglierne l’anima più intima, a volte nascosta dal folklore o da sovrapposizioni di tipo religioso, usiamo una guida preziosa: il libro Le feste dei Celti di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero, edito da Keltia, grazie al quale possiamo approfondire il senso del percorso e delle sue tappe, che si snodano come in un’antica danza circolare, in cui il cammino del Sole nel cielo e quello degli esseri viventi sulla terra si intersecano e si accompagnano. Il libro, offre ogni volta delle riflessioni sulla vita, sul processo di morte e rinascita che si sperimenta tante volte nel corso dell’esistenza, in modo a volte istintivo, o casuale, altre volte più consapevole, e ci mostra le feste come punti dello spazio-tempo in cui si intrecciano più percorsi che mettono in comunicazione il visibile con l’Invisibile. Le feste ricordano contemporaneamente le tappe significative della storia dell’umanità e quelle del percorso personale di crescita e di ricerca del senso della vita.

Solstizio d’Estate, la festa del Fuoco

Nel percorso dell’anno, il Solstizio d’Estate è la festa del fuoco, della sua luce e del suo calore.

È una celebrazione di gioia e di speranza, un’occasione di incontro, in cui si accendono i falò e si intrecciano le danze. È il ricordo dell’antico sacro focolare da cui l’umanità ha avuto origine e della Terra Imperitura, simbolo della libertà dell’accesso al mondo di Gwenved, il mondo dei Viventi. È la festa dell’inizio della vera storia dell’umanità e della conquista spirituale e il fuoco simboleggia sia il focolare ancestrale che lo spirito.

Anche questa festa come tutte le antiche ricorrenze, non potendo essere cancellata è stata “cristianizzata” cioè letteralmente ricoperta di altri significati e simbologie. In questo caso si festeggia la nascita di un Santo, San Giovanni Battista, e l’anniversario è particolarmente sentito nelle città, come ad esempio Torino e Genova, che lo hanno come Santo protettore.

Solstizio d’Estate, la festa del Fuoco

Ma sotto la “crosta” delle usanze venute dopo, la festa originaria, legata al fuoco e al Sole affiora tutt’oggi e in tutto l’emisfero Nord del pianeta la notte più breve dell’anno è illuminata dai falò, accesi sulle colline e le alture.

Molte sono le usanze e i simboli che nel tempo si sono sovrapposti o intrecciati a quelli arcaici, a volte alterandone il significato, a volte conservandolo o preservandolo. Ad esempio in Veneto si usa, o perlomeno fino a non molto tempo fa si usava, allestire dei fuochi negli incroci, in Spagna, a Pamplona, si bruciano erbe aromatiche per scongiurare i fulmini e le tempeste, in Nord Africa i Berberi accendono falò che facciano fumo denso per propiziare il raccolto dei campi e per guarire chi vi passa in mezzo, in alcune località tedesche viene fatta rotolare da un’altura fino a valle una grossa ruota infuocata, in diversi paesi europei si usa cospargersi il corpo e i capelli con la cenere dei falò come panacea contro tutti i mali, in Ucraina si salta il fuoco, in Bielorussia vengono fatte galleggiare sull’acqua delle candele accese…

La notte del Solstizio d’Estate è legata anche al raccolto delle erbe usate da guaritori e guaritrici delle campagne, tra queste la verbena, l'artemisia, il ribes rosso e l'iperico, chiamato appunto erba di S. Giovanni. Con alcune erbe raccolte in questa notte (foglie e fiori di iperico, mentuccia, ruta, lavanda e rosmarino) messe in un catino pieno d’acqua e lasciato tutta la notte sotto il cielo si ottiene l’acqua di San Giovanni, che si dice sia capace di preservare dalle malattie chi se ne cosparge. Ed è sempre in questa data che si raccolgono le noci ancora verdi per produrre il famoso nocino, un liquore dalle proprietà medicinali. All’alba é consigliato di raccogliere la rugiada o di rotolarsi nell’erba rugiadosa per avere bellezza, buona salute e fertilità.


Previsioni per il mese

        

Gemelli: Navigando sul grande fiume: Un mese fluido, che scorre come un fiume e ti coinvolge in avvenimenti e incontri, scioglie e porta via gli eventuali intoppi, ti fa procedere verso la tua meta.

Cancro: La dolce atmosfera dell’estate: Tempo di vacanza, tempo sereno, tempo per lasciare da parte ansie, compiti difficili, impegni inderogabili e godersi l’ombra, distesi a sonnecchiare o a sognare con lo sguardo perso all’orizzonte.

Leone: Soddisfazioni e inquietudini: Giugno ti porge un cocktail un po’ contradditorio. Belle occasioni, anche inattese o che superano le aspettative, e poi una tensione improvvisa, un disturbo nell’umore che sembra mettere in crisi tutto. Non dare troppa importanza a queste emozioni.

Vergine: Le scale di Escher: Alle volte ti sembrerà di vivere in un mondo un po’ stravagante dove, come nei percorsi surreali disegnati da Escher, credi di procedere in una direzione e all’improvviso ti ritrovi al punto di partenza, o inaspettatamente, ciò che appariva bianco si rivela nero e ciò che era scuro diventa chiaro. A fine mese però spiccherai il volo!

Bilancia: Chiacchiere e… discussioni: La tua capacità di relazionarti con gli altri, di conversare con amabilità e ironia troveranno ampio spazio ma non ti salveranno da alcune tensioni. Attento a non farti coinvolgere in inutili beghe, soprattutto a fine mese.

Scorpione: Come un samurai: La tua lingua sarà come una spada e colpirai senza pietà. Ironico, sarcastico, aggressivo non perderai occasione di dire quel che pensi in faccia ad ognuno, convinto di aver di fronte solo avversari e nessun interlocutore.

Sagittario: Alla fine tutto andrà a posto: Periodo di cambiamenti che portano qualche difficoltà e stanchezza. Non preoccuparti se devi seguire un sentiero ancora sconosciuto, alla fine raggiungerai i tuoi obiettivi.

Capricorno: Senza barriere: Un giugno un po’ bizzarro rispetto ai tuoi standard. L’aplomb che di solito mostri all’esterno salterà spesso e volentieri mostrando alternativamente aggressività e dolcezza, forza e bisogno d’amore.

Acquario: Non brontolare: L’umore è un po’ bizzoso, qualche volta ti sentirai incompreso o solo ma in realtà le cose non stanno andando male, anzi arriveranno anche ottime quanto inaspettate occasioni.

Pesci: Saltellando qua e là: Una buona dose di voglia di fare, un pizzico di nervosismo e umore ballerino ti accompagneranno per tutto giugno e nonostante tutto ti porteranno a risolvere parecchie situazioni rimaste in sospeso. E a fine mese probabilmente arriverà anche una bella sorpresa.

Ariete: Ariete curioso: Un mese elettrizzante che affronterai con tanta voglia di scoprire cose e soprattutto persone nuove con le quali entrerai subito, empaticamente in sintonia.

Toro: Batte forte il cuore: Giugno ti coinvolgerà soprattutto negli affetti, nei rapporti con le persone che ti sono care, nell’amicizia e nell’amore. La tua capacità di entrare naturalmente in contatto con le persone sarà ampliata e con immediatezza saprai sintonizzarti con chiunque.


Un personaggio dei Gemelli: Simona Kossak


Il personaggio del mese, Simona Kossak, ci permetterà di raccontare una storia avvincente e meravigliosa, dove vengono superate le barriere tra specie diverse, dove la comunicazione diventa possibile, dove l’amore si manifesta in semplicità, protetto dall’atmosfera antica di una foresta.

Un personaggio del Toro: Leonard Hussey

Scienziata ed ecologista, Simona è stata chiamata la strega dei boschi, e forse un po’ strega lo è stata davvero, strega nell’accezione più bella, di donna dotata di grande sensibilità e capace di mettersi in contatto con la magia del luogo in cui si trova a vivere e degli altri esseri che incrociano il suo cammino.

Del suo Segno di nascita, i Gemelli, interpreta la capacità di trovare un’antitesi all’ambiente di provenienza, la capacità di dialogo che va oltre la comprensione della lingua e la larghezza di vedute che porta a sentirsi a casa in luoghi completamente nuovi.

Simona Kossak nasce a Cracovia, in Polonia, il 30 maggio nel 1943, da una famiglia di artisti e noti pittori, ma esprime la sensibilità che eredita in modo diverso da quello dei suoi familiari. Si laurea in Scienze Forestali e dando corpo al suo amore per l’ambiente sceglierà di vivere in una piccola casa nella foresta di Bialowieza, a contatto con gli alberi, gli animali, i ritmi delle stagioni e quella magia speciale che il contatto con la natura fa percepire.

Simona è appassionata di moto ed è una conduttrice radiofonica ma, nonostante questa propensione per la tecnologia, quando vede la casetta nella foresta ne rimane incantata. Racconterà di averla vista per la prima volta sotto la neve e alla luce della luna piena e di come tutto quel bianco e quell’argento le facciano prendere una decisione improvvisa e senza ripensamenti: quello è il posto in cui vuole vivere, quello e nessun altro.

Un personaggio del Toro: Leonard Hussey

La casa è rimasta disabitata per molto tempo e sono necessari parecchi lavori di ristrutturazione: riparare il tetto, intervenire contro i danni causati dall’umidità e poi arredarla per renderla confortevole. La carta da parati, il divano, l’ampio tavolo, le poltrone, i mobili d’ebano ed un grande letto di quercia rendono l’ambiente piacevole e comodo e poi le tende, i libri, gli orologi, le porcellane e le lampade ad olio completano l’arredamento. Nella casa non arriva l’elettricità né l’acqua corrente ed il riscaldamento è dato da una di quelle grosse stufe tradizionali di piastrelle, posta nell’angolo della stanza principale. Simona vivrà in questa casa per più di trent’anni. In certi periodi verrà a stare con lei la madre, in un secondo tempo ci vivrà in pianta stabile il fotografo Lech Wilczek, autore della maggior parte delle fotografie che documentano la straordinaria esperienza di Simona. La casa, oltre che abitazione, sarà anche laboratorio, ostello e ospedale veterinario per i numerosi frequentatori non umani del posto. Alcuni di questi resteranno con Simona solo per il tempo di una medicazione o una breve cura, altri si fermeranno a lungo diventando a tutti gli effetti suoi coinquilini. Tra questi ultimi c’è Zabka, una cinghialessa, che vivrà con Simona per ben 17 anni e che vediamo con lei in alcune foto. Portata nella casa da Lech Wilczek, quando aveva appena un giorno, farà superare a Simona e al fotografo la reciproca diffidenza e di fatto contribuirà alla nascita del loro amore. Zabka, nonostante le notevoli dimensioni, dorme sul divano e ama essere coccolata dai suoi amici umani. Nella casa abitano anche una lince e un bassotto diventati inseparabili, una cicogna nera e alcuni pavoni. Simona non discrimina gli animali e prova per tutti la stessa empatica amicizia. Aiuta due piccoli alci rimasti orfani, Pepsi e Cola, dà rifugio nella manica del suo vestito a Kanalia, un topo troppo timido, ospita grilli e pipistrelli. Con tutti sa trovare il modo di comunicare, di entrare nel loro cuore. Bellissime sono alcune storie, come quella del corvo Korasek, quella dei piccoli cervi o quella del canto dei lupi.

Un personaggio del Toro: Leonard Hussey

Korasek è un corvo dispettoso, ladro perché ruba di tutto, chiavi, pacchetti di sigarette e perfino documenti, e anche un po’ terrorista, visto che compie dei veri e propri raid contro i ciclisti, beccandoli sulla testa fino a farli cadere per attaccare ferocemente i sellini delle biciclette una volta a terra. Simona invece sa parlare con lui e il corvo l’ascolta e la rispetta.

Commovente è la vicenda del branco di cervi che Simona ha curato, allattato con il biberon e aiutato a crescere. Il giorno che Simona si addentra nella foresta su un sentiero percorso poco prima da un predatore, i piccoli cervi cercano in ogni modo di avvertirla gridandole il pericolo che sta correndo. Lei rimane molto colpita da questo evento e da come i cervi la considerino una di loro, superando la differenza di specie che in teoria avrebbe potrebbe lasciarli completamente indifferenti alla sua sorte. … Quel giorno ha segnato un passaggio, - racconta - ho attraversato il confine che divide il mondo umano da quello degli animali. Se ci fosse stata una barriera invisibile che li separava dagli esseri umani, un muro impossibile da abbattere, allora gli animali non si sarebbero preoccupati per me. Siamo cervi, lei è umana, che cosa ci interessa? Se mi hanno avvisata (...), significa una sola cosa: tu sei un membro del nostro branco, non vogliamo che ti sia fatto del male. Onestamente ammetto di aver rivissuto nella mia resta questo evento per molti giorni e, ancora oggi, quando lo penso, c'è un senso di calore intorno al mio cuore. Esso dimostra come sia possibile l’amicizia con il mondo degli animali selvatici.

Anche l’episodio dei lupi dimostra come la barriera tra specie possa essere superata. I lupi si avvicineranno alla casa nella foresta, contrariamente alle loro abitudini, quando lei porterà avanti una coraggiosa battaglia per la loro sopravvivenza. Simona sente nel coro delle loro voci un ringraziamento per quanto sta facendo per loro.

Simona, dal suo particolare punto di osservazione, porta avanti studi sul comportamento degli animali in libertà e li traduce in documentari per i quali riceve premi e riconoscimenti. La sua straordinaria avventura è testimoniata anche dagli scatti di Lech Wilczek che la ritraggono con i suoi amici animali. Simona si batterà a lungo per la salvaguardia degli animali selvatici, soprattutto per i lupi e le linci, ma anche per l’intera foresta di Bialowieza, luogo incantato, dal 1979 riconosciuto dall’UNESCO, come patrimonio dell’umanità, perché è quello che rimane dell'immensa foresta che migliaia di anni fa si estendeva su tutta l'Europa. Purtroppo la logica dello sfruttamento delle risorse naturali porta alla distruzione di luoghi ed esseri viventi che hanno il solo torto di non potersi difendere. È del mese scorso la notizia, pubblicata sul The Guardian (https://www.theguardian.com/environment/2017/may/23/worst-nightmare-europes-last-primeval-forest-brink-collapse-logging), che la foresta è nuovamente minacciata dai tagli scriteriati che ne possono compromettere irrimediabilmente l’integrità.

Nel 2000 Simona riceve la Croce d’Oro al Merito per il suo impegno nel campo della divulgazione scientifica e della salvaguardia della natura. Muore nel 2007 per una grave malattia.





MAGGIO 2017

Beltaine, l’antica festa del Drago


Beltaine, l’antica festa del Drago

Torniamo a parlare del Calendario degli antichi Celti, del suo significato mistico, del legame che questa arcaica cultura percepisce e afferma tra le vicende umane, quelle del singolo e i ritmi segnati dalla Terra e dal Cielo. E ancora una volta ricordiamo che il percorso dello Zodiaco e la conoscenza legata ai dodici Segni affonda le sue radici ideali nella stessa cultura. Persone, luoghi e avvenimenti convivono in una dimensione poetica in cui si fondono il mondo materiale e quello spirituale. Le feste sono tappe di un percorso annuale in cui si intrecciano i significati che riguardano il ricordo degli eventi storici, la condivisione sociale del momento di festa ed il cammino di crescita di ognuno.

A metà fra l’equinozio di primavera ed il solstizio estivo, il calendario dei Celti poneva Beltaine, la festa del fuoco luminoso, la festa del Drago. Beltaine è la festa della luce che vince sul buio della stagione fredda ma è anche la festa del Drago, simbolo dell’universo e della sua potenzialità di vita che irrompe nella dimensione dell’esistere dando origine a tutto ciò che noi conosciamo. Beltaine è un momento di gioia, di fierezza e, se necessario, di lotta per difendere la propria terra dalle invasioni nemiche o le proprie conquiste spirituali dai falsi miti.

Beltaine, l’antica festa del Drago

Beltaine si celebra con il ritmo dei tamburi che chiamano il Drago e lo risvegliano dal lungo sonno invernale, con il suono delle bagpipes o delle trombe, che riproducono la risposta del drago, il suo urlo che si manifesta in tutta la sua potenza. Ricordiamo che il drago è un simbolo che ricorre in quasi tutte le tradizioni dei popoli del pianeta e, salvo alcune iconografie medioevali di stampo prettamente cristiano, riveste un significato positivo di forza e di saggezza. A Beltaine si accendono i falò che illuminano la notte e si innalzano i maypoles intorno ai quali, si intrecciano le danze che esprimono la felicità di partecipare alla vita, al senso cosmico di armonia e di appartenenza al tutto. I maypole o pali di maggio sono per l’appunto pali eretti per l’occasione e adornati di fiori e nastri colorati. Ogni danzatore o danzatrice tiene in mano uno dei nastri fissati in alto e danzando crea insieme agli altri un intreccio colorato.

Beltaine celebra anche la capacità generatrice di Madre Terra e dei suoi figli, la fertilità e la creatività, in tutti gli ambiti in cui si può esprimere.

Beltaine, l’antica festa del Drago

Nonostante questa festa sia stata bollata come pagana e quindi in parte proibita e in parte nascosta sotto altre festività di tipo cristiano, rimane tuttora viva anche se non sempre il suo significato è completamente chiaro. Rimane come una memoria che appartiene al cuore della gente e della terra e che si ripropone a volte con altre vesti. Ricordiamo che ci fu una dura condanna da parte della Chiesa per queste usanze, che fu preteso l’abbattimento dei pali di maggio e il mese venne dedicato alla Madonna per dare un nuovo significato all’idea della fertilità.

Beltaine era legata anche a pratiche magiche e beneaugurati come il passaggio di uomini e animali nello spazio tra due falò per purificarsi o il canto di antiche strofe di benedizione. Quest’usanza rimane ancor oggi nel cantar maggio tradizione ancora viva in molte zone in Italia, con gruppi di musici e cantanti che passano di casa in casa portando canzoni di buon augurio agli abitanti.

Come tutte le feste degli antichi Celti anche Beltaine lega al significato più sociale un’anima più intima e mistica, infatti fa parte del gruppo di feste che celebrano il Risveglio ad un piano superiore di coscienza, il superamento dei limiti materiali e mentali, la scoperta di una dimensione di libertà, consapevolezza e armonia e il suo mantenimento per poter trarne ispirazione nell’agire.

Ricordata anche con nomi diversi, Walpurga nei paesi germanici o Calendimaggio nell’Europa meridionale, la festa è ancora molto sentita a Edimburgo, in Scozia, dove sulla collina di Calton Hill, si celebra ogni anno con un grandioso un Fire festival.


Per approfondire:

www.shan-newspaper.com/web/tradizioni-celtiche/481-beltaine-la-festa-del-drago.html

Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero – LE FESTE DEI CELTI – Keltia Editrice


Previsioni per il mese

        

Toro: Fermarsi e… ripartire: Ad un primo momento di riflessione lucida e bilancio di quanto hai realizzato, seguirà un nuovo periodo pieno di opportunità da cogliere al volo.

Gemelli: Sorridenti e spumeggianti: Così saranno le tue giornate e così sarai tu, nel tuo cuore. Primavera ottimista e piena di voglia di vivere.

Cancro: Qualche sorriso e qualche sospiro: Un mese un po’ incerto e contradditorio che ti propone qualche bella novità ma anche momenti che ti fanno sbuffare o imprecare.

Leone: Col vento in poppa: Un bel mese pieno di soddisfazioni che alimentano la tua sicurezza e il tuo buonumore.

Vergine: Irrequieto e suscettibile: Sensibile ma un po’ intollerante, attento ma poco disponibile al dialogo, questo mese ti sentirai così. Attento a non irrigidirti quando senti di avere ragione.

Bilancia: Vento contrario: È il momento di mettere alla prova le tue capacità sia fisiche che mentali e accantonare ogni pigrizia. Non temere la tua forza ti sosterrà.

Scorpione: Avanti tutta!: Determinato e dinamico vorresti cambiare il mondo in poco tempo. Attento a non perdere l’attenzione su ciò che hai intorno, restando troppo concentrato su di te e sui tuoi obiettivi personali.

Sagittario: Verso nuovi orizzonti: Maggio ti apre nuove opportunità e nuovi contatti e questo fa sentire soddisfatto il tuo cuore sempre alla ricerca di nuove terra da scoprire. Anche se lo sguardo è rivolto all’esterno non sottovalutare però ciò che provi dentro di te.

Capricorno: Partenze e arrivi: Partenza difficoltosa per questo mese di maggio ma con il passare dei giorni la situazione tenderà lentamente a migliorare fino a riportare la tranquillità, la lucidità e il sorriso.

Acquario: Come un fiore: L’inizio del mese è come un aprirsi alla vita e a tutte le opportunità che essa può offrire, la seconda metà invece sarà invece più introversa e solitaria.

Pesci: Su con la vita!: Tendi a sentirti un po’ giù di tono, un po’ fragile, un po’ sballottato dagli eventi. Tieni conto che non sono tanto le situazioni ad esserti sfavorevoli quanto tu che vedi grigio intorno a te. Stai tranquillo e lascia che il fiume scorra.

Ariete: Come il matto dei tarocchi: Come il personaggio disegnato sui tarocchi di Marsiglia hai la consapevolezza che le esperienze passate, comunque siano state, sono per te una ricchezza che però ti lascia libero di iniziare nuove strade e intraprendere nuove imprese.


Un personaggio del Toro: Leonard Hussey


L’ospite di questo mese, in rappresentanza del Segno del Toro, è Leonard Hussey che fu antropologo, meteorologo ed esploratore. La sua vita, e in modo particolare il suo viaggio più famoso, ci offrono l’occasione di raccontare una storia che ripropone elementi interessanti e degni di riflessione, quali il significato delle esplorazioni e dell’avventura, nonché l’opportunità di coinvolgere in queste esperienze rischiose chi non può decidere se accettare o meno l’invito, ovvero gli animali che, per un motivo o per l’altro, finiscono per essere cooptati in queste vicende umane.

Un personaggio del Toro: Leonard Hussey

Dal suo Segno di nascita Leonard eredita il senso pratico, l’amore per la vita e la capacità istintiva di entrare in comunicazione con gli altri che gli permetteranno, tra l’altro, di essere sostegno sicuro per i suoi compagni d’avventura nei momenti più difficili. Leonard Hussey partecipa infatti alla sfortunata spedizione Endurance che si svolge tra il 1914 e il 1917, sotto la guida di Ernest Shackleton, con l’obiettivo di attraversare a piedi l’Antartide, dalla costa del mare di Weddell a quella del mare di Ross, sul lato opposto del continente. L’avventura si trasformerà però in dramma quando la nave Endurance, viene imprigionata tra i ghiacci e deve essere abbandonata, costringendo l’equipaggio ad una dura lotta per la sopravvivenza nel gelo e con poche risorse a disposizione. Ma cominciamo dall’inizio.

Leonard Hussey nasce il 6 maggio 1891 in Inghilterra, a Leytonstone, nei pressi di Londra. Il padre lavora nell’industria della stampa e Leonard è uno dei suoi nove figli.

Leonard si laurea in psicologia alla London University, e al Kings College approfondisce meteorologia e antropologia. Quest’ultima specializzazione lo porterà a partecipare ad una spedizione antropologica in Sudan.

Al ritorno da questo viaggio, scrive a Ernest Henry Shackleton per chiedergli di poter far parte della spedizione Endurance. Tra i tanti candidati possibili ha la fortuna di essere chiamato per un colloquio. Leonard racconterà in seguito l’incontro con Shackleton: Leonard è piccolo di statura e per il famoso esploratore è facile guardarlo dall’alto in basso, camminando avanti e indietro nella stanza. Dopo averlo osservato a lungo, conclude con un “Sì, mi piaci” prendendolo a far parte della spedizione, con la qualifica di meteorologo. Solo più tardi Leonard saprà, dallo stesso Shackleton, di essere stato scelto perché sembrava divertente. E in effetti viene descritto come un uomo semplice e tranquillo ma con negli occhi il particolare luccichio di chi guarda alla vita con umorismo e divertimento. Vedremo come la scelta di Shackleton si dimostrerà lungimirante.

La spedizione ha inizio nell’agosto del 1914. Ne fanno parte, oltre a Shackleton e Hussey, 26 uomini, alcuni ponies, 69 cani da slitta e almeno un gatto. I ponies purtroppo si dimostreranno poco adatti a questo viaggio, perché patiscono il freddo e con i loro zoccoli scivolano facilmente sul ghiaccio. I cani fanno un lavoro duro ma sono amati dall’equipaggio. Di alcuni di loro si ricordano anche i nomi: Bummer, Chips, Hercules, Judge, Roy, Samson, Satan, Shakespeare, Slippery Neck, Steamer, Stumps, Surly, Swanker, Upton, Wallaby. Il gatto è Mrs Chippy un bel soriano simpatico e coraggioso, inseparabile amico di Harry McNish (detto Chippy), il carpentiere della nave Endurance, a bordo della quale si compie la traversata dall’Inghilterra all’Antartide. Il viaggio continua poi addentrandosi nel gelido mare di Weddell. Qui la Endurance rimane intrappolata dai ghiacci e per l’intero equipaggio inizia un tragico iter che durerà venti mesi.

Un personaggio del Toro: Leonard Hussey

Abbandonare la nave comporta per ognuno la difficile scelta su che cosa lasciare e che cosa portare con sé. Dalla nave vengono scaricati i cani, le provviste e tre scialuppe. Frank Hurley, il fotografo che ha il compito di documentare la spedizione, è costretto ad abbandonare la sua attrezzatura e accontentarsi di salvare i negativi e una fotocamera tascabile con cui, da quel momento in poi, continuerà a catturare le suggestive immagini che immortalano l’odissea in questo mondo gelido e bianco. Leonard Hussey vorrebbe lasciare il suo banjo, ma Shackleton non glielo permette e afferma che sarà più prezioso dei viveri perché sarà cibo per l’anima dei naufraghi. Shackleton decide invece di sacrificare tutti gli animali che non ritiene di immediata utilità e, nonostante le proteste dell’equipaggio e la ribellione di McNish, spara personalmente a Mrs Chippy. In proposito Shackleton scrive: Questo pomeriggio abbiamo dovuto sparare ai tre cuccioli più piccoli di Sallie, a Sirius di Sue, e a Mrs. Chippy, il gatto del carpentiere. Non potevamo permetterci di mantenere gli animali più deboli, viste le nuove condizioni. Sembra che Macklin, Crean e il carpentiere abbiano preso piuttosto male la perdita dei loro amici. McNish non perdonerà mai a Shackleton quel gesto e da quel momento i due diventano nemici giurati. A McNish non toccheranno i riconoscimenti che avranno invece i suoi compagni. Solo nel 2004, la New Zealand Antarctic Society, cercando di rimediare a quella che di fatto era stata una vera e propria ingiustizia, metterà, sulla tomba di McNish, una piccola statua di bronzo in onore di Mrs. Chippy. Non sappiamo quali sentimenti abbiano attraversato l’animo di Leonard Hussey durante questa vicenda che porta a riflettere sul ruolo che spesso gli umani assegnano ai non umani, di come li coinvolgano nelle loro storie e nei loro obiettivi, considerandoli però poco più che oggetti animati, tradendo la loro fiducia e la loro amicizia spesso senza molti scrupoli. Molti umani non chiedono aiuto, se lo prendono. Non provano gratitudine né uguaglianza per questi esseri a cui non riconoscono diritti né dignità.

Altra riflessione che questa avventura suggerisce è sullo strano fascino che l’Antartide sembra emanare sulle potenze del mondo. Spesso questo viene attribuito al fatto che il continente bianco sia l’ultimo territorio esplorato e in parte ancora sconosciuto, ma si direbbe che i suoi misteri non siano tali da dover giustificare la presenza di così tante basi scientifiche sui suoi ghiacci. Perché Argentina, Australia, Bielorussia, Brasile, Bulgaria, Cile, Cina, Corea del Sud, Ecuador, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, India, Italia, Norvegia, Nuova Zelanda, Perù, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Spagna, Sudafrica, Svezia, Ucraina, Uruguai e USA hanno basi in Antartide? Che cosa cercano in realtà? Seguono il sogno antico di ritrovare la terra che fu la culla dell’umanità, come raccontano le leggende? Sperano di trovare i manufatti tecnologici che una precedente civiltà evoluta ha lasciato in un luogo divenuto ormai inospitale e invivibile?

Un personaggio del Toro: Leonard Hussey

Ma torniamo al nostro protagonista e alla sua vicenda umana. Dopo marce forzate e navigazione sulle scialuppe, tutti i ventotto uomini dell’equipaggio riescono ad arrivare all’isola Elephant, nelle Shetland meridionali. Da qui il comandante Shackleton, con cinque marinai salperà, su una delle scialuppe e, dopo aver navigato per 1600 chilometri, arriverà ad una base baleniera della Georgia del Sud, dove organizzerà i soccorsi salvando tutti i suoi compagni.

Intanto, nei lunghi mesi passati sulla Elephant Isle, la presenza di Leonard si rivelerà una vera fortuna. Saranno infatti proprio le sue battute spiritose e la musica del suo banjo a tenere alto il morale dei compagni. Pare che in realtà non fosse neppure un gran suonatore di banjo e dicono che sapesse suonare soltanto sei canzoni, ma quello strumento, come aveva previsto Shackleton, si mostrerà quasi più prezioso delle provviste di cibo nei lunghi giorni fra i ghiacci.

Come altri membri della spedizione, al ritorno in Inghilterra, Leonard partecipa al primo conflitto mondiale, come tenente in artiglieria e alla fine del conflitto studia medicina. Rimane in contatto con Shackleton che nel 1921 lo invita a partecipare, come meteorologo e assistente chirurgo, alla sua ultima spedizione in Antartide, a bordo della nave Quest. La salute di Shackleton diventa però via via più problematica, finchè muore per un attacco di cuore a bordo della nave, all’inizio della missione. Leonard torna a Londra dove esercita la professione di medico fino all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, quando entra a far parte della Royal Air Force come ufficiale medico.

Nel 1949 pubblica il suo libro South with Shackleton. Nello stesso anno lavora come chirurgo di bordo sulla S.S.Clan Macauley, nave in viaggio verso il Sud Africa e l’Australia. Continua ad esercitare la professione medica fino al 1957, anno in cui diventa il presidente del Club Antartica, e comincia un giro di conferenze per raccontare le sue avventure sul continente bianco.

Mentre la salute si fa sempre più precaria, Leonard passa i suoi appunti all’amico Ralph Gullet e regala il suo banjo al Museo Marittimo Britannico di Grenwich. Muore nel 1964.

Il ricordo di Leonard Hussey rimane per noi legato alla drammatica avventura della Endurance, in particolare a quando, sull’isola Elephant, suonando il suo banjo, incoraggiava i compagni, in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Frank Hurley, il fotografo, descrive nel suo diario quei momenti, quando al riparo di due scialuppe ribaltate, le voci degli uomini, accompagnate dal banjo di Hussey, sembravano stranamente fuori luogo in quel profondo silenzio, ma le loro risate scaldavano il cuore.


Per approfondire:

www.shan-newspaper.com/web/antartica/414-leden-e-i-misteri-dellantartide.html

www.shan-newspaper.com/web/antartica/227-lantartide-segreta-custodita-dalle-societa-iniziatiche.html

www.shan-newspaper.com/web/antartica/377-leden-delle-tradizioni-aborigene.html

www.shan-newspaper.com/web/antartica/619-le-piramidi-dellantartide.html





APRILE 2017

A proposito di libertà


È un fatto d’attualità a suggerirci l’argomento di questa puntata: l’intenzione di riaprire uno zoo a Torino. L’area di Parco Michelotti, sulla sponda destra del Po, adibita a giardino zoologico dal 20 ottobre 1955 al 31 marzo 1987 e poi rimasta abbandonata, sarà data in gestione ad un privato che ne farà una sorta di bioparco. Anche con questo nome più accattivante, definizione moderna di zoo, resta una struttura in cui degli esseri senzienti e sensibili, sottratti al loro ambiente e alla loro vita libera, vengono detenuti, per essere oggetto di osservazione da parte dei visitatori, quasi fossero oggetti d’arredo in un luogo reso piacevole e vivace dalla loro presenza.

A proposito di libertà

Le associazioni che hanno a cuore il benessere degli animali stanno manifestando con varie iniziative la loro opposizione al progetto che ripropone un’idea di rapporto con gli animali ormai superata da tempo. Se la chiusura del vecchio zoo aveva rappresentato un passo avanti nel rispetto dovuto alle altre specie, che senso ha allora la riapertura di una struttura analoga? Giardini zoologici, acquari e circhi con animali sono negazione di libertà, inutile tentare di presentarli come situazioni educative o luoghi per una migliore conoscenza degli animali. Si tratta di prigioni a tutti gli effetti, dove oltretutto i detenuti sono innocenti.

Da queste considerazioni è nata l’idea di parlare della libertà, di cosa rappresenti per ogni Segno dello Zodiaco, se ognuno di essi ne colga un aspetto, una sfaccettatura particolare. Abbiamo cercato di vedere, nelle frasi di personaggi celebri e di amici che si sono prestati a questa indagine, che cosa sia la libertà, parola abusata, idea talvolta difficile da definire, sogno di alcuni, diritto di tutti.


Segni di Fuoco

Passionali, impulsivi, creativi, e pieni di energia i Segni di Fuoco mettono l’accento sulla possibilità di esprimersi uscendo da vincoli e condizionamenti.


Ariete:

Il difficile non è raggiungere qualcosa, è liberarsi dalla condizione in cui si è.

(Marguerite Duras)

Libertà è non rinnegare mai nulla di me, del resto del mondo, della morte. Superare tutto per trovare armonia. (EP)


Leone:

L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando gli sei vicino.

(Charles Bukowski)

Per me la liberta è il manifestarsi come si è veramente: ridere e sorridere o anche piangere o dire no, non mi sta bene questo, senza preoccuparmi di cosa pensa la gente. Devo dire che è anche difficile essere liberi fino in fondo e per questo la meditazione è un ottimo strumento (VG)


Sagittario

Ci sono diversi tipi di libertà, e ci sono parecchi equivoci in proposito. Il genere più importante di libertà è di essere ciò che si è davvero.

(J. Morrison)

Per me il senso della libertà è come librarsi nell'aria come un uccello e avere una visione globale. (MM)


Segni di Terra

Pragmatici, costanti e determinati i Segni di Terra pongono l’accento sul come arrivare ad essere liberi.


Toro:

La libertà… è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di sperimentare…

(Ignazio Silone)

La libertà è essere liberi dagli schemi, dai condizionamenti, dalle personalità fittizie, dall'impronta genetica e quindi, visto che siamo in ambito astrologico, vuole dire anche il superamento del proprio segno zodiacale. Libertà è sperimentare tutti i segni zodiacali per usarli come "vestiti" indossati dal proprio vero Io. (RN)


A proposito di libertà

Vergine:

Imparando momento per momento ad essere liberi nella mente e nel cuore rendiamo possibile la felicità per ogni essere sulla terra.

(Samuel Johnson)

Per me libertà è autodeterminazione: poter vivere facendo le proprie scelte consapevolmente e rispettando la libertà di ogni forma di vita esistente. (PS)


Capricorno:

Uno schiavo che non ha coscienza di essere schiavo e che non fa nulla per liberarsi, è veramente uno schiavo. Ma uno schiavo che ha coscienza di essere schiavo e che lotta per liberarsi già non è più schiavo, ma uomo libero.
(Vladimir Lenin)

Secondo me la libertà è essere se stessi in una libera esperienza di vita che assecondi le proprie necessità e in cui si possa esprimere una personale creatività. Tutto al di fuori da regole se non rispettando, per convenienza, il principio di reciprocità con il prossimo di non limitare la libertà altrui con la propria. Per la definizione morale di libertà non vedo principi che la possano inscrivere in qualche tematica filosofica. Non vedo nessuna dottrina o filosofia che possa collocare in una sua icona il concetto di libertà. Non vedo possibilità di giudizi su quanto può esprimere il sano esercizio della propria libertà. Vedo solo il rapporto imprescindibilmente personale tra l'individuo e la natura trascendente del Vuoto. C'è comunque da valutare la scelta, anche questa per convenienza, se attuare la propria libertà in forma di anarchia fine a se stessa oppure sperimentarla nel sostegno di una condivisione con altri individui di pari intento di libertà. (GB)


Segni d’Aria

Estroversi, dinamici, curiosi, i Segni d’Aria cercano di identificare che cosa voglia dire essere liberi.


Gemelli:

Pochissimi sanno essere liberi e pochissimi sanno cosa vuol dire esserlo.

(Marguerite Yourcenar)

Per me la libertà è essere in armonia con l'esistenza tutta. (DD)


Bilancia:

La libertà è il bene più grande che i cieli abbiano donato agli uomini.

(Miguel de Cervantes)

Cos'è la liberta? È una domanda difficile!!!! Non ho una risposta razionale ma la associo alla felicità. Si è liberi quando si è felici (o viceversa?), direi quando si È (volutamente maiuscolo) la propria vera natura, nel silenzio, oltre emozioni e pensieri. (RM)


Acquario:

Nulla al mondo può impedire all’uomo di sentirsi nato per la libertà.

(Simone Weil)

La libertà è la felicità di esistere al di là di tutto. (FB)


A proposito di libertà

Segni d’Acqua

Sensibili, introspettivi e sognatori, i Segni d’Acqua vedono la libertà come strumento di trasformazione delle situazioni.


Cancro:

La libertà è una sola: le catene imposte a uno di noi pesano sulle spalle di tutti.

(Nelson Mandela)

La libertà per me è avere il coraggio di esprimere quello sei veramente, la vera natura di te stesso, quello che hai dentro al tuo cuore senza barriere. Saper osare per infrangere gli ostacoli, i pregiudizi di chi si oppone intorno a noi per una giusta causa. (FD)


Scorpione:

Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo.

(Voltaire)

Per me libertà è poter essere me stessa in qualsiasi momento. (BB)


Pesci:

La Terra è madre di tutti e tutti devono avere su di essa eguali diritti. È come sperare che i fiumi possano andare controcorrente il credere che un uomo nato libero possa essere felice, quando lo si costringe e quando gli si toglie la libertà di andare dove vuole.

(Capo Giuseppe)

Libertà è una cosa molto bella, che va dallo star fuori all’aria al fare quello che si vuole, ma purtroppo tante volte non è possibile e… va là Ninetta! (MQ)


Per conoscere la storia dello zoo di Torino

www.sos-gaia.org/news/427-storia-dello-zoo-di-torino-al-parco-michelotti.html


Si segnala anche che sabato 27 maggio 2017 a Torino ci sarà la manifestazione nazionale

NO AGLI ZOO, NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO PUBBLICO, A DIFESA DELL’AMBIENTE E DEI BENI COMUNI.

Ritrovo ore 14 a Porta Susa – Corteo ore 15 da Porta Susa a Piazza Gran Madre

www.sos-gaia.org/news/700-no-agli-zoo-no-alla-svendita-del-patrimonio-pubblico.html


Previsioni per il mese

       

Ariete: Fermati a guardare: Un po’ come nel mese passato hai bisogno di calma, di guardarti intorno, di considerare gli eventi con attenzione prima di cogliere le occasioni e assecondare il fluire delle cose.

Toro: Un bicchiere …tutto pieno: Un periodo molto intenso, sia per quello che vivi dentro di te sia per gli stimoli che ti arrivano da fuori.

Gemelli: Aprile, non sempre è dolce dormire: Avresti voglia di goderti in santa pace il tuo tempo e le cose che ti piace fare ma emergono a volte dal tuo profondo emozioni che attirano la tua attenzione.

Cancro: I sogni son desideri: Tendi a rifugiarti nel tuo mondo, nei tuoi sogni alla ricerca di nuove energie e di un nuovo equilibrio tra te e l’esterno.

Leone: Un potente ruggito: Sei un po’ aggressivo in questo mese e manifesti più la tua parte assertiva che quella magnanima e affettuosa. Ricorda che a volte un po’ di diplomazia non guasta.

Vergine: Animo guerriero: Le stelle parlano di coraggio, lucidità e forza interiore: aprile sarà un bel mese positivo per portare a termine i tuoi obiettivi.

Bilancia: Quasi tutto a posto: La tensione si allenta, le cose cominciano a girare per il verso giusto e il buonumore prende piede. C’è ancor qualcosa che ti disturba e che dovrai capire bene e risolvere.

Scorpione: A muso duro: Periodo un po’ teso. Dovrai fare i conti con la tua aggressività, ma anche con quella di altri. Cerca di mantenere chiarezza e obiettività nonostante tutto.

Sagittario: Equilibrio quasi stabile: Sul piano pratico farai passi avanti in tutti i tuoi progetti e ciò che ancora è in sospeso tenderà a risolversi. Attento solo all’emotività che può giocarti qualche scherzetto.

Capricorno: Linfa vitale: Aprile è favorevole per programmare iniziative. Avrai nuove idee, la forza vitale per metterle in atto e la voglia di curarle amorevolmente.

Acquario: Increspatura dell’onda: Il buonumore che ti porti dietro dal mese scorso permane ma è a tratti disturbato da momenti bizzarri o aggressivi che si manifestano all’improvviso portando turbamenti come onde sulla superficie dell’acqua.

Pesci: Cielo luminoso: Un bel mese ricco di occasioni e sereno per il tuo animo, anche negli strati più profondi del tuo cuore.


Un personaggio dell’Ariete: Wangari Maathai


La terra e l’acqua, l’aria e il fuoco del sole che si stempera nel cielo si mescolano per formare gli elementi essenziali della vita, e mi rivelano le mie affinità con la terra.


Un personaggio dell’Ariete: Wangari Maathai

Wangari Maathai è una persona bellissima. Biologa, ambientalista, pacifista, sostenitrice dei diritti civili, delle donne e della terra, coraggiosa e piena di iniziativa come sa essere un Ariete, Wangari racconta la sua vita nel libro Solo il vento mi piegherà. La sua storia si svolge intrecciandosi con la storia del Kenya, la sua terra, che cambia, anche nel suo aspetto fisico, con il mutare degli eventi e della cultura delle genti che lo abitano. L’Africa antica, ancor presente nei racconti che ascolta da bambina, lascia il posto all’Africa coloniale, con le sue ingiustizie e la sua distruzione delle usanze e conoscenze che cementavano il tessuto sociale, e poi all’Africa che cerca la sua indipendenza, con la corruzione e le violenze che dilagano in un paese in cui i legami sociali sono ormai sfilacciati.

Prima che arrivassero gli europei, i popoli del Kenya non consideravano gli alberi legname, non guardavano gli elefanti immaginando scorte di avorio, e per loro i ghepardi non erano bellissime pelli da vendere. Ma quando il Paese fu colonizzato e incontrammo gli Europei, con le loro conoscenze, la loro tecnologia, il loro modo di ragionare, la loro religione e la loro tecnologia (tutti completamente nuovi per noi), convertimmo i nostri valori in un’economia come la loro. Da allora in poi tutto fu stimato in base ad un criterio monetario. Ma come avremmo constatato, se una cosa è vendibile, ci si può dimenticare di proteggerla.

Wangari inventa un tipo di lotta pacifica e partecipata che riesce ad accompagnare il cammino del Kenia verso la democrazia: pianta alberi. Li pianta contro la deforestazione, li pianta coinvolgendo la gente del posto, li pianta coinvolgendo soprattutto le donne.

Il suo movimento il Green Belt Movement fondato nel 1977 riesce ad avere appoggi da altri paesi del mondo, perché Wangari riesce a fare anche questo: dare alla sua lotta un’ampiezza a livello internazionale. È la prima donna keniota ad ottenere una cattedra nel dipartimento di veterinaria all'Università di Nairobi e la prima donna africana ad aver ricevuto il Premio Nobel per la Pace, nel 2004, per il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace.

Sono nata il 1° aprile 1940, terza di sei figli e prima femmina dopo due maschietti nel piccolo villaggio di Ihithe, nella regione montuosa centrale del Kenia britannico - scrive Wangari. Ihithe è praticamente all’ombra del monte Kenia, che per millenni ha rappresentato un luogo sacro per le popolazioni che vivono lì intorno, etnie diverse che riescono però a convivere pacificamente. Wangari è figlia di contadini ma nonostante questo, e grazie al fratello maggiore, frequenta la scuola elementare del villaggio, dimostrandosi un’allieva molto promettente. Un insegnante la raccomanda perciò alla scuola primaria Santa Cecilia, un pensionato della missione cattolica di Nyeri, dove Wangari frequenterà le scuole medie, con ottimi risultati, e per questo sarà ammessa all’unico liceo femminile del Kenia, il Nostra Signora di Loreto, di Limuru. 

Come per gli studenti delle scuole coloniali di tutto il mondo chi è sorpreso a parlare nella sua lingua anziché in inglese viene punito. Anche se questo ci aiutò a imparare l’inglese, - commenta Wangari - instillò in noi una forma di disistima e di sufficienza nei confronti delle lingue locali. La realtà è che le nostre lingue son importanti mezzi di comunicazione e veicoli di cultura, conoscenza, saggezza e storia. Quando vengono disprezzate e chi è istruito viene incoraggiato a guardarle con alterigia, si viene privati di una parte vitale del proprio patrimonio culturale.

Un personaggio dell’Ariete: Wangari Maathai

Per fortuna nella formazione di Wangari non c’è soltanto la scuola e questo le permetterà di mantenere vive le sue radici e il legame con la sua terra. Le esperienze vissute nell’infanzia - scrive - ci plasmano e ci rendono ciò che siamo… anche se stavo entrando in un mondo di libri da leggere e di fatti da imparare… ero comunque capace di godermi una dimensione dove non esistevano libri, dove ai bambini raccontavano storie vive del mondo che li circondava e dove si coltivavano la terra e l’immaginazione in egual misura.

Ci sono momenti di semplice e pura poesia nella vita sotto il cielo, a contatto con la terra amica. Quando cominciavo a inerpicarmi sulla collina particolarmente ripida, sapevo di essere quasi a casa. Una volta raggiunta la cima, se non si era nella stagione delle nebbie - che andava da giugno ad agosto -, mi trovavo davanti ad un’esplosione di stelle e alla lunga scia della Via Lattea che solcava i cieli. Una volta arrivata, spesso non avevo voglia di entrare in casa. Mia madre portava fuori il cibo che aveva cucinato e tutta la famiglia si sedeva a mangiare sotto il luminoso cielo stellato.

L’infanzia di Wangari trascorre tutto sommato serena anche se sono anni in cui avvengono fatti tragici e sanguinosi come la rivolta dei Mau Mau. Con molta lucidità Wangari afferma che le ferite inferte alle popolazioni native vengono analizzate di rado, e difficilmente ci si sforza di comprenderle e di porvi rimedio. In questo modo il danno psicologico continuerà a trasmettersi da una generazione all’altra, finché le vittime non saranno in grado di riconoscere il proprio dilemma e potranno lavorare per superarlo.

Tornando al suo percorso scolastico, è proprio nella scuola di Limuru che, per merito di una delle insegnanti, si appassiona alla scienza e in particolare alla chimica e alla biologia.

Nel 1960 va a studiare in America grazie alla borsa di studio del cosiddetto Ponte Aereo Kennedy, un’iniziativa americana che permette a circa seicento ragazzi del Kenya di poter frequentare scuole e università statunitensi. Wangari studierà al college di St. Scholastica e all’università di Pittsburgh, dove si laureerà in biologia. Nella sua autobiografia racconta di questo periodo straordinario, in cui conosce un mondo per lei completamente nuovo, completamente diverso da quello a cui era abituata, e di lei colpisce la semplicità con cui accetta queste esperienze e la sua grande capacità di dialogo. Wangari stringe amicizie profonde con le compagne di studi ed anche con le loro famiglie e, in un’America in cui la differenza tra bianchi e neri è ben percepibile, a parte un episodio iniziale, non ha problemi a rapportarsi né con gli uni né con gli altri. Nel 1966, finiti gli studi, torna nel nuovo Kenya indipendente, con una nomina di assistente di ricerca al Dipartimento di Zoologia dello University College di Nairobi. Scopre ben presto però che il suo posto è già stato assegnato ad un’altra persona, per intrallazzi. Ma non si arrende ed ottiene un titolo analogo alla Scuola di Veterinaria. Per un certo periodo farà ricerca alle Università di Giessen e di Monaco, in Germania, poi tornata in patria, nel 1969, si sposa con Mwangi Mathai.

L’energia di Wangari è incredibile e si misura dai passi che fa, dalle azioni che compie e dai riconoscimenti che ottiene. Nel 1971 è la prima keniota a ricevere un dottorato, nel 1974 la prima a diventare professore assistente. All’Università organizza una lotta delle lavoratrici per avere compensi pari a quelli dei colleghi maschi, intanto milita nella Croce Rossa, entra nell’Environmental Liaison Centre che promuove la partecipazione delle organizzazioni non governative al Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), sostiene il marito che si candida più volte alle elezioni finché sarà eletto e trova il tempo di fare con lui tre figli e di occuparsi di loro.

Il Kenya non vive un tempo felice: da quando Moi è subentrato a Kenyatta, molte terre dello stato vengono date ai protetti del governo che le disboscano per impiantare coltivazioni di tè e caffè. Il disboscamento cambia la terra, dove c’erano fiumi ci sono solo ruscelli poveri, dove c’erano boschi ci sono terre aride e per coltivare bisogna tagliare altri boschi…

Un personaggio dell’Ariete: Wangari Maathai

È per porre un freno alla deforestazione e alla corruzione che la incrementa, che nasce, per volere di Wangari, il Green Belt Mouvement. Come primo atto Wangari, con altre donne, in occasione della giornata mondiale per l’ambiente del 1977, pianta sette alberi in un parco. È un simbolo di pace ma anche un’azione concreta e l’inizio di un coinvolgimento della popolazione, e delle donne in particolare, in una grande azione di lotta, pacifica ma inarrestabile, per riappropriarsi del legame con la loro terra.

L’istruzione, se significa qualcosa, non deve tenere lontani dalla terra, ma instillare un rispetto ancora maggiore verso la natura, perché le persone istruite sono nella posizione di capire quello che stiamo perdendo. Il futuro del pianeta riguarda tutti e tutti dovremmo fare tutto ciò che è in nostro potere per proteggerlo. Da quel momento saranno piantati oltre 40 milioni di alberi nelle foreste del continente africano. In un primo tempo le attiviste vengono ostacolate, minacciate e picchiate ma la loro lotta è praticamente inarrestabile. Dai primi alberi si è passati all’allestire vivai, al distribuire semi, al passare informazioni su come curare e far crescere le piante. Siamo su un sentiero che non è mai stato esplorato. Procediamo per tentativi. Se quello che abbiamo fatto ieri non produce buoni risultati, allora non ripetiamolo oggi perché è una perdita di tempo.

Pian piano il Green Belt ottiene l’aiuto di varie Ong straniere, il finanziamento dalla Società forestale norvegese, la protezione dell’ONU e diventa modello per altri Paesi africani che vogliono combattere la desertificazione. Ma l’opera del Green Belt non si esaurisce con il numero di alberi piantati, e visto che gli alberi sono simboli di pace e di speranza, il movimento diventa veicolo di battaglie democratiche, per i diritti di tutti fino alla richiesta di cancellazione del debito estero per i paesi più poveri.

Nonostante i numerosi riconoscimenti Wangari paga un prezzo per quello che fa. Il marito l’accusa di essere un’incontrollabile ribelle e chiede il divorzio. Il presidente Daniel Moi inizia una repressione durissima nei confronti delle partecipanti al Green Belt tanto da provocare la disapprovazione dei governi stranieri, in particolare degli USA, che minacciano di sospendere gli aiuti al Kenya se le prigioniere non saranno liberate. Il carcere, le minacce non fermano Wangari. Quando vengo sottoposta ingiustamente a pressioni, tendo a puntare i piedi e a non mollare, dice.

Il marito le proibisce di usare il suo cognome e allora lei aggiunge una “a”, lo fa diventare Maathai e continua la sua lotta. Nel 2002 si presenta alle elezioni e, nella sua circoscrizione, viene eletta con il 98% dei voti. Nel 2004 riceve il Nobel. Nel 2005 è eletta presidente del Consiglio economico, sociale e culturale dell’Unione Africana. Nel 2006 partecipa alla Cerimonia di apertura dei XX Giochi olimpici invernali di Torino portando la bandiera olimpica, con altre 7 donne, in rappresentanza di tutte le donne del mondo. Nello stesso anno fonda la Nobel Women’s Initiative con altre donne premio Nobel per la Pace, Betty Williams, Mairead Corrigan, Rigoberta Menchu, Jody Williams e Shirin Ebadi. La Nobel Women’s Initiative definisce la pace come l’impegno per la qualità di vita e la giustizia, per un mondo democratico e libero dalla violenza fisica, economica, culturale, politica, religiosa, sessuale e ambientale e contro la costante minaccia di queste forme di violenza contro le donne, anzi contro tutta l'umanità.

Wangari Maathai muore di cancro alle ovaie a Nairobi il 25 settembre 2011.

Diceva di aver imparato molto dagli alberi, cha hanno radici profonde nella terra ma aprono i loro rami verso il cielo, che sono simboli di pace e speranza e lei, nella sua vita è stata come un albero. Ha mantenuto salde le sue radici, nella sua terra e nel cuore della sua gente ma ha saputo portare speranza nuova dove sembrava fosse difficile farla rifiorire. E come gli alberi ha riconosciuto come unico limite il cielo.


Le citazioni sono tratte dal libro: SOLO IL VENTO MI PIEGHERA’ di Wangari Maathai – ed. Sperling & Kupfer





MARZO 2017

L’equinozio di primavera, la festa di Madre Terra


L’equinozio di primavera, la festa di Madre Terra

L’Equinozio, cioè il giorno in cui il dì e la notte hanno la stessa durata, avviene due volte l’anno, in primavera, a marzo, in coincidenza con il passaggio dal Segno dei Pesci a quello dell’Ariete, e in autunno, a settembre, al passaggio dal Segno della Vergine a quello della Bilancia. Ogni anno ci può essere una piccola variazione nella data, quest’anno l’equinozio di primavera sarà il 20 marzo, perché allora il Sole sarà allo zenit sull’equatore e i suoi raggi illumineranno proprio metà della Terra mentre l’altra metà resterà in ombra. L’equinozio di primavera è una festa tradizionale e nel calendario degli antichi Celti è Ostara, la festa di Madre Terra.

Già in precedenti puntate di AstroMatta abbiamo parlato delle feste degli antichi Celti e del significato del loro calendario che sanciva la partecipazione di ognuno alla dimensione cosmica della tradizione druidica e al Mistero a cui essa si riferiva. Le celebrazioni avevano significati profondi e testimoniavano il legame tra la vita di ognuno e l’universo in cui questa vita si svolgeva, in un percorso di morte e rinascita che la natura manifesta e che diventa per ognuno percorso di crescita individuale. Le feste avevano come luoghi fisici di riferimento i grandi cerchi di pietre, dove cielo e terra si congiungono e dove ci si incontrava a festeggiare le ricorrenze, a gestire la cosa pubblica, a meditare e a guardare le stelle. Parliamo di un passato lontano ma vivo tutt’oggi per i popoli naturali, quel venti per cento degli abitanti della Terra che, fuori dal plagio delle varie religioni e della cultura maggioritaria, mantenendo vive le proprie radici e il loro legame con la tradizione ancestrale, vivono un rapporto diretto e personale con l’esistenza e con ciò che essa manifesta. L’ottanta per cento dei popoli del pianeta vive invece assoggettato alla cultura maggioritaria che, pur variegata nelle modalità e nei contenuti a seconda della zona geografica, nega la fratellanza tra i viventi, la libertà degli individui e la conoscenza senza intermediari che la sottomettano ai loro scopi personalistici.

L’equinozio di primavera, la festa di Madre Terra

Nonostante questo le feste, legate alle simbologie stagionali e ai ritmi di Madre Terra, permangono per tutti, anche se spesso occultate o trasformate, a testimoniare che qualcosa lega tutti i popoli del pianeta tra loro e con il pianeta stesso. In particolare l’arrivo della Primavera, momento del risveglio della Natura, è la festa di Madre Terra e tutti i popoli festeggiano il ritorno alla vita dopo il sonno dell’inverno. Ad esempio in Spagna, a Valencia, in questo periodo dell’anno per le strade si possono ammirare grandi e piccole figure di cartapesta che ritraggono scene di vita quotidiana e simboleggiano, la ripresa delle attività dopo il freddo invernale. Saranno poi bruciate in una grande festa. Nel Regno Unito si celebra la dea Ostara, personificazione di Madre Terra, alla quale ci si rivolge per avere fertilità e abbondanza. A Stonehenge, in particolare, l’equinozio riunisce ogni anno, prima dell’alba, tantissime persone che aspettano il sorgere del Sole tra i megaliti. A fine marzo in Bulgaria si saluta la primavera cantando e ballando con campane di rame appese alla cintura in modo da spaventare e scacciare gli spiriti dell’inverno. Nella Repubblica Ceca la ricorrenza è stata cristianizzata come festa di San Matteo, l’apostolo che chiude le porte dell’inverno e spalanca quelle della primavera. In vari paesi del vicino e medio Oriente e presso le comunità iraniche e turche di tutto il mondo, nella tradizionale data dell’equinozio di primavera, si festeggia il Nowruz, il Nuovo Giorno, una specie di capodanno. Per i Sufi in particolare è il giorno in cui il mondo cominciò a girare per volontà divina. In Giappone la primavera è il tempo dei fiori di ciliegio e durante tutta la stagione i giapponesi si dedicano all’hanami, ovvero la contemplazione dei ciliegi in fiore. Il quindicesimo giorno dopo l’equinozio in Cina ricorre il Qing Ming, il Giorno puro e luminoso o Giorno per ripulire le tombe. I cinesi visitano le tombe o i tumuli dei loro antenati per rendere loro omaggio e festeggiano la primavera, come risveglio della vita. E tornando alla festa celtica, Ostara rappresenta proprio la capacità di morire alla propria identità soggettiva e la scoperta di un se stesso puro e luminoso. Come si può ignorare questa base di esperienza comune? Perché non farne la base per ricostruire un mondo improntato a libertà, conoscenza e amore come sarebbe naturale per noi esseri viventi affacciati tutti allo stesso cielo stellato e al suo Mistero.


Per le ricorrenze celtiche facciamo riferimento a:

Le Feste dei Celti di G.Barbadoro e R.Nattero, Keltia Editrice


Previsioni per il mese

      

Pesci: Un nuovo ciclo: Un senso di leggerezza, di tempo nuovo pervaderà questo mese che si preannuncia, per te, sbarazzino come il vento di primavera.

Ariete: Brezza profumata: Tante occasioni si prospettano per te. Fermati un momento ad annusarne il profumo, a valutarne il senso, prima di lanciarti nella corsa che ti piace tanto.

Toro: Vicini al cuore: Saprai avvicinarti con semplicità e calore a persone e situazioni, senza farti fuorviare dai timori o dalle apparenze. Saprai guardare in fondo agli occhi di chi ti sta davanti.

Gemelli: Piove col sole: Marzo, per te, comincia pazzerello: non saprai mai cosa aspettarti e devi essere pronto a cambiamenti veloci di umori o avvenimenti che possono scompigliare i tuoi piani. A fine mese le nuvole diradano e potrai rilassarti.

Cancro: Cambiare gli occhiali: Quando guardi verso l’orizzonte vedi nitidamente le situazioni, intuisci anche ciò che non è evidente e ciò che deve ancora accadere ma quando guardi vicino a te l’emotività ha il sopravvento e ti senti, spesso a torto, attaccato e ferito.

Leone: Atmosfera effervescente: Questo mese non ti potrai annoiare: novità, stimoli, sensazioni, avvenimenti renderanno continuamente spumeggiante la tua vita.

Vergine: Artistico disordine: Il vento ha scompigliato ogni cosa proponendo situazioni diverse e inaspettate, eppure questo apparente disordine rivela qualcosa di nuovo e positivo se non rimani attaccato alle vecchie convinzioni.

Bilancia: Carezze in contropelo: Ci sono sempre tante cose in ballo, alcune molto interessanti e stimolanti altre soltanto faticose, che ti coinvolgono spesso tuo malgrado. Ti senti un po’ come un gatto accarezzato sì… ma in contropelo!

Scorpione: Pulizie di primavera: Hai voglia di aria nuova, di svecchiare e risistemare le cose, sia dentro te stesso che all’esterno di te, di rispondere alle nuove proposte che la vita ti offre.

Sagittario: Correre liberi: Un po’ di tensione tra le due anime del Sagittario, quella istintiva che sente la vita come una lunga corsa libera e quella che ama progettare e programmare. In questo mese le stelle ti consigliano di non pianificare troppo ma di essere attento a quello che accade.

Capricorno: I nodi si sciolgono: Le persone e le cose che ti hanno creato tensioni o difficoltà si fermano grazie al tuo modo di rapportarti a loro, alla tua capacità di trovare la strada di arrivare alla loro essenza.

Acquario: Sorridere alla vita: Un mese davvero favorevole per te, sotto tutti gli aspetti. Che dire di più? Goditelo!


Un personaggio dei Pesci:
Giuliano Preparata


Mi balenò allora per la prima volta l'idea che, dopotutto, la separazione delle due culture — quella umanistica e quella scientifica —, di cui tanto si è di battuto nel corso di questo secolo, sia soltanto un artificio politico, tenuto in vita da un esercito di azzeccagarbugli. Costoro per puri scopi di potere rifiutano il rigore del metodo scientifico, l'unico adatto a comprendere e ad agire sul mondo che ci circonda, cui contrappongono un'estenuante eristica, triste retaggio di sofisti vecchi e nuovi, mediante la quale, riparandosi dietro una pretesa cultura umanistica, ogni turpe operazione di potere diventa possibile.


Un personaggio dei Pesci: Giuliano Preparata

Giuliano Preparata, scienziato geniale e fuori dagli schemi, è conosciuto soprattutto per i suoi studi sulla fusione fredda e sulla memoria dell’acqua. In realtà il suo lavoro ha spaziato in molti campi della fisica, dalla costruzione del modello standard delle interazioni subnucleari alla teoria quantistica dei campi alle tematiche della dinamica della vita, che Giuliano ha esplorato sempre animato da grande desiderio di ricerca e grande passione per la scienza.

Dei Pesci, suo Segno di nascita, ha l’anima profonda, quell’impossibilità di vedere confini tra esperienza e teoria, tra il mondo inorganico e la vita, tra diversi campi di ricerca.

Con Emilio Del Giudice, Jacques Benveniste e Luc Montaigner fa parte di quel gruppo di scienziati che ha avuto una visione ampia della scienza e che ha aperto delle finestre che gli accademici preferivano tenere chiuse o hanno tentato di richiudere velocemente.

Sono nato a Padova nella primavera del 1942 (il 10 marzo, n.d.r), in piena seconda guerra mondiale - scrive Giuliano Preparata nel suo libro Dai quark ai cristalli, Breve storia di un lungo viaggio dentro la materia, raccontando l’inizio della sua vita - Mio padre Vincenzo nacque agli inizi del secolo a Napoli, crebbe e fu educato, oltre che a Napoli, in varie città del Nord per poi trascorrere la sua giovinezza nella capitale. Mia madre, Stefania Bergomi, è figlia di quella stirpe fiera e cortese che popola la fertile pianura compresa fra il Po e l'Appennino tosco- emiliano: è nata a Reggio Emilia all'alba della prima guerra mondiale…Gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza trascorsero sereni, in un'Italia che cercava di uscire dagli orrori e dalle sofferenze della guerra con grande vigore e determinazione. Il livello di vita e di consumi spartano, ricordo, nulla toglieva al nostro magico mondo di bambini pieno di curiosità, di sorprese, di scoperte. Adolescente frequenta il liceo classico Umberto I a Roma, ma nel 1960, contraddicendo la sua passione per gli studi letterari, si iscrive alla Facoltà di Fisica della Sapienza.

Giuliano racconta questo cambio di rotta, influenzato dal fratello maggiore Franco e dal suo compagno di studi Nicola Cabibbo, futuro ricercatore e professore ordinario di fisica delle particelle elementari all'Università la Sapienza di Roma : A me che in calzoni corti, spesso dietro la porta, li stavo ad ascoltare per ore, quegli strani discorsi di un mondo lontano e sconosciuto avevano forse solo il fascino dell'ignoto, ma stavano a testimoniare di realtà che il mio liceo classico stentava a riconoscere, se non addirittura irrideva attraverso la scomunica crociana della scienza come «pseudoconcetto». Anche se non capivo, se non riuscivo a vedere i contorni di quella lontana galassia cui Franco e Nicola dedicavano tanta parte di sé stessi, l'impressione nella mia mente rimaneva profonda: per me non esistevano più soltanto i classici, le idee e le fantasie che nutrivano la scuola umanistica, c'era anche un mondo della ragione e della natura, di cui ignoravo praticamente tutto ma che esercitava su di me un'attrazione straordinaria. Ed è leggendo alcune pagine del Dialogo sui massimi sistemi del mondo di Galileo Galilei che Giuliano focalizza chiaramente che gli argomenti pieni di vigore, di fatti, di logica espressi lo interessavano più dell'armoniosa ed efficace prosa del Galilei e lo portano a scegliere una facoltà scientifica.

Un personaggio dei Pesci: Giuliano Preparata

Per la tesi lavora a Firenze con Raoul Gatto e nel 1964 si laurea in Fisica Teorica. Il lavoro con Gatto è però così entusiasmante che Giuliano continua a collaborare con lui, documentando le ricerche con decine di articoli sulla fisica delle alte energie. Dal 1967 al 1972 è nelle più prestigiose università americane: a Princeton, come Research Associate, ad Harvard, come Research Fellow, alla Rockefeller, come Assistant Professor e alla New York University, come Associate Professor. Nel 1974 entra a far parte della direzione teorica del CERN di Ginevra e inizia anche a polemizzare apertamente con il conformismo di quelli che definisce i bramini del CERN che rendono impossibile dar spazio a idee nuove, a dibattiti aperti e accesi fra linee diverse. Nel 1976, terminato l’incarico al CERN, pur mantenendo la collaborazione, viene chiamato a ricoprire la cattedra di fisica teorica dell’università di Bari. Qui Giuliano diventa il catalizzatore di un gruppo di giovani fisici che collaborano con lui e che costituiscono la nuova scuola teorica di Bari. Leonardo Angelini, uno dei collaboratori, racconta che l’attività di Giuliano diventa rapidamente un attrattore irresistibile, in particolare per i più giovani. Essa infatti consentiva alla Fisica Teorica barese di entrare in contatto con le correnti internazionali principali della Fisica delle Particelle. Dei fisici teorici baresi, una decina (quasi tutti) collaborano direttamente con lui. In questo periodo Giuliano inizia anche a lavorare con Cecilia Saccone e il suo gruppo di bioinformatica e biologia molecolare, cooperazione che continuerà fino alla fine della sua carriera. Negli anni ottanta inizia la collaborazione con Emilio del Giudice per esplorare la natura dell’acqua attore fondamentale del dramma della vita. …Nel 1984 Emilio aveva scritto con il fratello Nicola, affermato medico omeopatico di Napoli, un libro in cui l'aspetto fisico e quello medico del ruolo fondamentale dell'acqua nel farmaco omeopatico vengono affrontati con grande entusiasmo e dottrina. L’ingresso in questo nuovo universo è per Giuliano una nuova avventura: la mia esperienza «eretica» nel mondo dei quark e degli adroni mi permise di capire immediatamente i termini del problema: com'è possibile che una molecola così insignificante si componga in un corpo macroscopico, l'acqua, dalle tante proprietà essenziali e incomprensibili? Al termine di una ricerca durata quasi due anni I risultati vengono presentati alla comunità scientifica. Ancora una volta l’establishment reagisce facendo muro. Non c'è da meravigliarsi – commenta Giuliano - mi trovo al centro di un nuovo, più duro scontro scientifico. Giuliano sa di essere considerato un eretico e non a caso si è ispirato a Galilei e a Bruno. Un’altra occasione di distinguersi dalle posizioni conservatrici di coloro che preferiscono difendere la posizione conseguita e la sedia conquistata si presenta nel marzo del 1989, quando due elettrochimici dell’università dello Utah, Martin Fleischmann e Stanley Pons, annunciano la scoperta della cosiddetta fusione fredda. Anche in questo caso lo scontro si fa duro. Coloro che, come me - scrive Giuliano - chiedono soltanto il tempo necessario per un'istruttoria seria, serena e meticolosa, in un'atmosfera che non sia di guerra di religione (ma gli aristotelici hanno sempre visto in quanti non la pensano come loro «eretici» da eliminare, eventualmente con il rogo), vengono sprezzantemente bollati come i «credenti» (True Believers, in inglese). Giuliano porta avanti la sua ricerca, con la collaborazione di Emilio Del Giudice, nonostante le difficoltà e la diffidenza della comunità scientifica che all’inizio della sua carriera di ricercatore gli aveva dato importanti riconoscimenti, ma ormai lo emargina, proprio come un eretico.

Giuliano Preparata muore il 24 aprile del 2000 a Frascati. Di lui restano più di 400 articoli scientifici che spaziano dalla fisica, alla biologia, dalla chimica alla medicina e alcuni libri: Probing Hadrons with Leptons (Plenum Press, 1980), QED Coherence in Matter (World Scientific, 1995), An Introduction to a Realistic Quantum Physics (World Scientific, 2002), L'architettura Dell'universo: Lezioni Popolari Di Fine Secolo Su Ciò Che La Scienza è Riuscita a Capire Sulla Struttura Dell'universo (Bibliopolis, 2001), Dai Quark ai cristalli: breve storia di un lungo viaggio dentro la materia (Bollati Boringhieri, 2002), ma soprattutto il ricordo della passione per la conoscenza che lo ha accompagnato per tutta la vita, anche portandolo a scelte scomode e controcorrente. Ci piace immaginarlo come lo descrive uno dei suoi allievi, mentre costruisce universi di formule alla lavagna, senza risparmiarsi mai, senza risparmiarti nulla…


Spezzone di una puntata di Report (stagione 1998-1999) con intervista a Pierluigi Ighina e commento in studio di Giuliano Preparata: https://www.youtube.com/watch?v=95EESLdu_CA

Estratto da un’altra puntata di Report: Giuliano Preparata e altri ricercatori parlano della Fusione Fredda: https://www.youtube.com/watch?v=0_sHXk2ixbc





FEBBRAIO 2017

San Valentino e l’antica Shuda Shali


San Valentino e l’antica Shuda Shali

Il 14 febbraio è l’antica festa celtica che celebra l’amore universale: l’amore verso tutte le creature che popolano questo mondo e verso Madre Terra che ci nutre e dà vita. Si chiama Shuda Shali e certo ha una valenza molto più significativa della ricorrenza di San Valentino, festa degli innamorati, dei cuoricini e dei cioccolatini.

Shuda Shali celebra l’eredità spirituale degli antichi dei scesi dal cielo e il loro amore nei confronti dell’umanità e il suo spirito di condivisione, al di là di ogni differenza, perfino di specie, viene completamente travisato dal San Valentino che vuole festeggiare il rapporto esclusivo dei “piccioncini”, chiusi nel loro piccolo mondo a due posti soltanto.

Che cosa è successo? Chi è San Valentino e da dove è saltato fuori?

Se proviamo ad andare indietro nella storia scopriamo che questo santo è stato “fabbricato su misura” per rispondere ad esigenze della Chiesa del tempo. Come nel caso di San Giorgio, costruito mettendo insieme le caratteristiche che servivano a farne un perfetto eroe cavalleresco, la figura di Valentino servì a dare una valenza cristiana ad una festa pagana.

La festa del dio Luperco, protettore delle mandrie e delle greggi, in qualche modo derivata dalla festa celtica e poi trasformata secondo la mentalità romana, ricorreva a metà febbraio e prevedeva riti di purificazione e fecondazione poco affini alla morale cristiana. Ad esempio in questa occasione uomini e donne si univano in coppie casuali, estratte a sorte, destinate a durare un anno, al solo scopo di procreare, senza vincoli di matrimonio o di sentimento reciproco. Nel 496 papa Gelasio I decise di abolire i Lupercalia, dedicando in un primo tempo questa data alla purezza e alla maternità della Vergine Maria e in seguito a San Valentino da Terni, vescovo cristiano martirizzato il 14 febbraio. Intorno a questa figura vennero create ad hoc delle leggende che potessero identificarlo come protettore degli innamorati. Così si racconta che il vescovo Valentino abbia risolto un litigio tra innamorati facendo volare tra loro delle colombe, che sposò in punto di morte una fanciulla cristiana ed un giovane romano, che mandò un biglietto alla sua carceriera cieca firmandolo il tuo Valentino

San Valentino e l’antica Shuda Shali

È interessante comunque notare che in alcune parti del mondo San Valentino conserva comunque una valenza più ampia e non si riduce alla celebrazione della coppia e della ricerca dell’altra metà della mela come massimo appagamento del cuore a cui si possa aspirare nella vita.

In Sud America San Valentino è il día del amor y la amistad, ovvero il giorno dell’amore e dell’amicizia e così è anche in Danimarca, in Finlandia e in Giappone. Negli Stati Uniti è giorno di festa anche per i bambini, occasione di scambio di biglietti, le valentines, e regalini. In Olanda e in Inghilterra si usa mandare doni in modo anonimo e in Colombia si fa il gioco dell’amico segreto: tutti i partecipanti, che possono essere amici, parenti, conoscenti, colleghi ma anche persone appena conosciute, mettono in un recipiente un bigliettino con il loro nome. Ognuno estrae a sorte un nome che diventa il suo amico segreto e da quel momento per un intero mese riceverà attenzioni, regali e gentilezze varie.

Nelle terre in cui la tradizione celtica è rimasta più viva si praticano ancora rituali legati al significato più profondo della Shuda Shali, cioè all’amore e alla libertà che scaturiscono dal contatto con il senso più intimo dell’esistenza, quello che si esprime con l’essere vento nel vento, ognuno con pari dignità a tutti gli altri, in quanto fatti della stessa sostanza, l’esistenza stessa. In Piemonte ad esempio in questo periodo dell’anno, a Balangero e Ceres si innalzano pali ornati di nastri e fiori, a Giaglione si costruisce il Bran, struttura di legno a forma di albero, arricchita di fiori frutta e nastri che volano appunto nel vento. Queste manifestazioni si collegano direttamente alle feste che si celebravano un tempo intorno ai grandi alberi, prima che la Chiesa ne proibisse, dopo il Concilio di Arles, la venerazione. La memoria delle famiglie celtiche locali ricorda ancora il grande albero che viveva al centro di una radura nella zona nord del parco della Mandria, nella zona di Fiano, che il clan dei Ramat, all’epoca delle persecuzioni dei Catari, riconosceva come il centro della loro terra sacra. È commovente pensare che oggi nel luogo in cui il grande albero sacro alzava le sue braccia a cielo c’è lo Stone Circle di Dreamland, opera d’arte costruita sul disegno degli antichi cromlec per proporre un contatto immediato con la dimensione del Silenzio segno contatto intimo con la natura e l’amore che essa esprime verso tutti i suoi figli qualsiasi forma essi abbiano.


Per le ricorrenze celtiche facciamo riferimento a:

Le Feste dei Celti di G.Barbadoro e R.Nattero, Keltia Editrice


Per approfondire l’argomento di questa puntata:

www.shan-newspaper.com/web/tradizioni-celtiche/21-san-valentino-la-festa-celtica-dellamore-universale.html

www.eco-spirituality.org/tdgr09-hist.htm


Previsioni per il mese

     

Acquario: Una scatola piena di doni: Un febbraio pieno di belle sorprese, di giornate serene e spesso divertenti ti regala fiducia e voglia di scoprire cose nuove.

Pesci: Soluzioni a portata di mano: Continua il percorso positivo iniziato lo scorso mese e man mano vedrai le complicazioni sciogliersi, le difficoltà appianarsi.

Ariete: Ventata d’aria fresca: Dalla seconda settimana di febbraio le cose ricominceranno ad andare per il verso giusto, le tensioni si appianeranno e si metterà in moto un vero rinnovamento, fuori e dentro di te.

Toro: Sentiero roccioso: La parte centrale del mese sarà un po’ ostica e ti sembrerà di procedere su un sentiero impervio. Usa la pazienza e la costanza, consapevole che comunque stai procedendo verso i tuoi obiettivi.

Gemelli: Nuovi progetti: La confusione del mese scorso si placa un po’ alla volta e ti lascia più lucido e positivo pronto per nuovi incontri e nuove opportunità.

Cancro: Armati di pazienza: Periodo un po’ nervoso e teso, soprattutto nei rapporti con gli altri. Evita le polemiche, non cadere o istaurare battibecchi. Già a fine mese molte cose si ridimensioneranno o vedrai che in realtà erano inconsistenti.

Leone: Un vero leone: Calore, generosità, forza. Una grande energia da impiegare come vuoi tu, attento solo a non farti trasportare dal tuo stesso impeto.

Vergine: Chi ben comincia…: Se hai progetti punta sulla prima settimana di febbraio per metterli in atto. Dopo il mese scorrerà come un fiume tranquillo.

Bilancia: Un giro in giostra: Un po’ di divertimento, un po’ di pericolo, un po’ di ebbrezza e un po’ di paura: questo mese sarà per te come una corsa sulle montagne russe, soprattutto dal punto di vista emotivo.

Scorpione: In medio stat… periculum: Sono le due settimane centrali ad essere un po’ complicate e a crearti qualche difficoltà, soprattutto nei rapporti interpersonali. Per il resto il mese sarà positivo.

Sagittario: A gonfie vele: Un mese sereno, pieno di allegria, di belle novità, di incontri e occasioni. Ci voleva!

Capricorno: Alta tensione: Mese un po’ teso e contradditorio con sbalzi d’umore e intense reazioni emotive, per fortuna la logica e l’autoironia sono dalla tua parte e ti portano a sdrammatizzare le situazioni complesse.


Un personaggio dell’Acquario: Vivian Maier


Un personaggio dell’Acquario: Vivian Maier

Vivian Maier è una straordinaria fotografa, la cui bravura, ignorata completamente mentre lei era in vita, viene scoperta per caso da John Maloof, giovane figlio di un rigattiere. John trova in una casa d’aste una grande quantità di negativi, incuriosito li acquista e decide di far sviluppare e stampare quelle immagini che ad una prima occhiata gli sembrano molto interessanti. Quando si trova davanti i risultati si accorge di avere tra le mani dei capolavori. Dotato di sensibilità artistica è profondamente colpito da quelle fotografie, che lo trasformano in un vero e proprio detective e lo spingono sulle tracce della misteriosa autrice di quegli scatti. La storia della sua ricerca è raccontata in un libro (Charlie Siskel e John Maloof  Alla ricerca di Vivian Maier. La tata con la Rolleiflex) e in un film-documentario (Alla ricerca di Vivian Maier) prodotti in italiano da Feltrinelli.

Vivian, nostra ospite in questa puntata, è descritta da chi l’ha conosciuta come paradossale, coraggiosa, misteriosa, eccentrica, insolita e riservata: praticamente una “fotografia” dell’Acquario.  La sua anima si rivela riflessa nelle immagini che ha saputo catturare. Le piacevano le facce, i vecchi, la gente che dorme, le donne eleganti, le scale, i bambini, le ombre, i riflessi, le scarpe, le simmetrie, la gente di spalle, la rovina e gli istanti. Si vede lontano un miglio che adorava il mondo, a modo suo - ne adorava l’irripetibilità di ogni frammento. Probabilmente le andava di produrre quello che ogni fotografia ambisce a produrre: eternità. Ma non quella friabile delle foto dei mediocri: lei otteneva quella, incondizionata, dei classici scrive di lei Alessandro Baricco.

Un personaggio dell’Acquario: Vivian Maier

Vivian Maier nasce a New York il 1 febbraio 1926, da madre francese e padre di origine austriaca. Quando i genitori si separano Vivian resta con la madre che va a vivere da un’amica francese, Jeanne Bertrand, fotografa professionista. Sarà lei a trasmettere a Vivian la passione per la fotografia. All’inizio degli anni ’30 le due amiche e la piccola Vivian tornano in Francia e qui Vivian trascorrerà gran parte della sua infanzia, finché, nel 1938, ritornerà con la madre a New York. Nel 1950 riparte per la Francia per vendere una proprietà che ha ereditato e con i soldi che ne ricava riesce a comprarsi una macchina macchina fotografica professionale: la Rolleiflex che da questo momento avrà sempre al collo. Nel 1951 la ritroviamo a New York, poi in viaggio per il Nord America e nel 1956 a Chicago dove viene assunta come tata dalla famiglia Gensburg, con cui rimarrà per 17 anni. Quando i ragazzi Gensburg sono ormai grandi Vivian continuerà il suo lavoro di bambinaia presso altre famiglie. Sembra che la scelta di questa professione sia dovuta più alla libertà di movimento che le può lasciare che non ad una particolare passione per il mondo dei bambini.

Un personaggio dell’Acquario: Vivian Maier

Tra il 1959 e il 1960, per sei mesi farà anche un lungo viaggio, quasi segreto, intorno al mondo che la porterà in Thailandia, nelle Filippine, in India, lo Yemen, Egitto, Italia e ancora in Francia, nel paese della sua infanzia. Ovunque vada scatta fotografie. Nella casa dei Gensburg riesce ad attrezzare nel bagno un piccolo laboratorio per lo sviluppo e la stampa delle sue foto. Silenziosa, attenta, spettatrice partecipe, Vivian cammina per le strade di Chicago con la sua macchina fotografica e coglie espressioni, visi, istanti carichi di intenso significato.

Sembra esserci un feeling speciale tra lei e i protagonisti dei suoi scatti, e se possiamo sentirla sempre presente e vicina ai soggetti che inquadra, ogni tanto le sue foto sono “firmate” dalla sua immagine, che si evidenzia in un angolo, in un’ombra, in un riflesso.

Il suo aspetto è bizzarro: è alta, indossa scarpe e camicie maschili, ampi cappotti e grandi cappelli che poco hanno a che fare con la moda del momento. Cammina con passo marziale, ha sempre la macchina fotografica al collo, parla con uno strano accento francese, sembra quasi essere arrivata da un altro mondo per documentare la vita sulla Terra. Della sua vita, della sua storia, del suo mondo personale alla fine si sa ben poco, se non che scattava fotografie, tante, straordinarie fotografie che catturano con immediatezza e partecipazione un luogo, un istante ma che, come lei, sembrano fuori dal tempo. Le piace catturare attimi ma il più delle volte i rollini restano lì, senza essere sviluppati, accumulati gli uni sugli altri, insieme ai giornali che colleziona riempiendo all’inverosimile le stanze in cui vive. Il suo archivio di 200 casse di cartone la seguirà nei suoi spostamenti da una casa all’altra. Non sarà mai ricca e da anziana saranno i ragazzi Gensburg ad occuparsi di lei dandole la possibilità di vivere in una casa confortevole. Il suo smisurato archivio però, sistemato in un box, finisce con l’essere messo all’asta per mancato pagamento dell’affitto. È qui che lo troverà e lo acquisterà John Maloof.

Vivian Maier muore il 21 aprile 2009, prima che John Maloof riesca a rintracciarla.


Per chi è interessato, il documentario Alla ricerca di Vivian Maier è su youtube: www.youtube.com/watch?v=Hsy4NOWOp0g

www.vivianmaier.com è il sito in cui è possibile vedere una bella selezione delle foto di Vivian Maier





GENNAIO 2017

Un anno in musica con il LabGraal


Per il 2017 Astromatta vuol farvi gli auguri in musica, dedicando ad ogni Segno dello Zodiaco un brano musicale che lo rappresenti e gli faccia da colonna sonora per tutto l’anno. Tra i tanti artisti abbiamo scelto una band molto speciale: il LabGraal. Il LabGraal non è solo un gruppo di cinque artisti bravissimi, è qualcosa di più, come dice Rosalba Nattero, voce della band: Il LabGraal non è solo un gruppo musicale ma è un progetto. Il LabGraal ha un sogno, una visione: un pianeta dove gli animali non vengono maltrattati, una Terra dove tutte le culture siano rispettate, dove i Popoli indigeni non vengano defraudati delle loro terre sacre. Un mondo che rispetti Madre Terra, ne colga l’insegnamento e sappia guardare alla poesia del cielo stellato. Il nostro progetto è un impegno a dare un contributo affinché il mondo sia un posto migliore in cui vivere. Cambiare il mondo è un’impresa difficile. Ma noi abbiamo già cominciato.

Un anno in musica con il LabGraal

Anche a noi piace questo nuovo mondo possibile e ci auguriamo che questo nuovo anno sia un passo avanti verso il raggiungimento di questi obiettivi. Dove trovare la forza per procedere su questo cammino? Dove l’ha trovata il LabGraal: nel silenzio. Il nostro gruppo si è ritrovato nel silenzio – dice ancora Rosalba Nattero - La ricerca del silenzio è quella che ci ha fatto incontrare e ci ha uniti creativamente. La musica del LabGraal attinge all’anima profonda, mistica, della tradizione celtica, un cuore antico che permette di dialogare con i popoli naturali di tutto il pianeta.

Con Rosalba Nattero suonano Giancarlo Barbadoro, flautista e poeta che ha ispirato gran parte dei testi delle canzoni del gruppo, Luca Colarelli con la sua chitarra o la bagpipe, Anrea Lesmo alla tastiera o al buzuki, e Gianluca Roggero ai tamburi.

Con pezzi originali e melodie tradizionali di Scozia, Irlanda, Bretagna, Occitania, collaborazioni con musicisti nativi americani, africani, australiani, il LabGraal celebra la vita, la fratellanza con gli altri esseri compagni di viaggio nel nostro cammino, il contatto con il mistero che anima l’universo e il bien-être che ne deriva.


Capricorno

All’insegna del cambiamento. Sono in arrivo grandi cambiamenti che modificheranno la tua vita e alcuni saranno completamente inaspettati. Sono i tuoi sogni ad avere una grande forza e dal profondo del tuo cuore vogliono uscire allo scoperto e volare liberi come farfalle.

Wind of freedom, dall’album Northern Wind, è il brano che ben interpreta lo spirito di quest’anno per il Capricorno. Il flauto di Giancarlo Barbadoro interpreta la libertà del vento che invita a danzare con la vita.


Acquario

Tante cose nuove. Le novità arriveranno come piccoli pacchi dono colorati un po’ in tutti i campi della vita e produrranno una sensazione di leggerezza, di rinascita, di voglia di giocare. Sarai l’Acquario dei momenti migliori: idealista, anticonformista, bizzarro e libero.

Per te abbiamo scelto il brano occitano Se ièu sabiau volar, dall’album Native, che esprime così bene la voglia di volare.


Pesci

Volta la pagina. i tuoi sogni e la possibilità di concretizzarli saranno per te l’elemento più importante di questo 2017. L’anno che viene ti porterà a valutarli attentamente e a scegliere quali di essi sono davvero significativi al di là della dimensione un po’ confusa in cui li lasci esistere. Quelli che sceglierai si svilupperanno pian piano e a fine anno si realizzeranno.

My vision, dall’album Dreaming, è il brano per te: la chiarezza del proprio sogno che diventa scelta di vita.


Ariete

Guerriero e ribelle. Quest’anno sarà caratterizzato da un grande bisogno di libertà. Sarai insofferente alle costrizioni e alle richieste o aspettative degli altri. Stai cercando un contatto più profondo con te stesso e con la vita.

Il brano Native, dall’album omonimo, interpreta lo spirito guerriero di chi vuole vivere in prima persona la sua vita, è un inno alla libertà, all’amore per l’esistenza e alla fratellanza con gli altri esseri che ne fanno parte.


Toro

Positivo e perseverante. La strada che hai intrapreso è quella giusta e val la pena di percorrerla senza ripensamenti. C’è un concreto e sereno coinvolgimento di tutto il tuo essere in ciò che porti avanti, soprattutto del tuo aspetto amorevole nei confronti degli altri.

Il brano scelto per te è En montant la rivière, dall’album Native, una canzone tradizionale del Quebec, che parla di primavera, d’amore e di sicurezza nelle proprie scelte.


Solstizio d’Inverno

Gemelli

Con gli occhi attenti. Un anno un po’ complesso alternerà momenti di stanchezza ad altri appaganti. Le situazioni esterne non sono male ma non sempre corrispondono alle tue esigenze più profonde. Il tuo punto forte sarà l’attenzione e la capacità di cogliere al volo opportunità e occasioni.

Per te proponiamo The two dragons, dall’album Dreaming, nato dall’incontro con i nativi australiani. Nel brano il flauto di Giancarlo Barbadoro ed il didgeridoo di Jida Murray Gulpilil dialogano tra loro: due suoni antichi che ricordano il vento, due tradizioni apparentemente lontane con lo stesso cuore.


Cancro

E’ tempo di rinascere. Un’irrequietezza sotterranea caratterizza l’anno che sta iniziando e continuerà fino all’autunno. Ci sono dentro di te aspirazioni che fai fatica a far emergere richiamate da avvenimenti o persone che ti sollecitano continuamente coinvolgendoti in situazioni complesse che ti confondono. Sii coraggioso e trova il tempo e la forza di guardare dentro di te. La fine dell’anno promette un allentarsi della tensione e potrebbe essere il tempo di una vera rinascita.

Birth song, la canzone della nascita, ispirata ad un canto Sioux, è il brano per te, un augurio per una nuova vita. Birth song è tratta dall’album Sacred Land.


Leone

Un anno da re. Fin dall’inizio il 2017 ti regala una grande energia positiva che ti porterà a raggiungere gli obiettivi che via via ti prefiggi e a non temere i cambiamenti che si prospettano o si si rendono necessari.

Il brano per te è Our ancient heart dall’album Shan soundtrack che ti ricorda di mantenere vivo il legame con la tua ricchezza interiore, con l’anima profonda dei figli di Madre Terra.


Vergine

Sarà un anno dedicato alla ricerca della felicità. Il compito è quello di rimettere ordine nella tua vita, di guardare nella direzione che hai scelto, di allontanare tutto ciò che ti coinvolge in problemi inutili e di fidarti di ciò che alberga nel profondo del tuo cuore.

Per te abbiamo scelto il brano Mother Africa, dall’album omonimo, con la splendida voce di Rosalba Nattero che ti condurrà su sentieri antichi e ti porterà a guardare oltre i riflessi dell’apparenza che vogliono coinvolgerti con il loro continuo mutare.


Bilancia

Brinda alla fortuna! Ti sentirai come quando salta il tappo dello spumante: tutto ciò che sembrava faticoso o frenato improvvisamente trova lo spazio di esprimersi e prendere forma. Attento a non ubriacarti però, perché il futuro ti riserva cambiamenti di rotta e nuovi incontri con situazioni e persone che richiedono disponibilità e lucidità.

Il brano per te è Encounters, dall’album Mother Africa, ispirata ad una poesia di Giancarlo Barbadoro, che parla degli infiniti incontri su percorsi che si intrecciano attraverso il tempo, attraverso lo spazio.


Un anno in musica con il LabGraal

Scorpione

Tre passi avanti. Il primo passo, la prima parte dell’anno, ti richiede idee chiare e obiettivi precisi, il secondo passo prevede lo sviluppo di ciò che hai preparato con cura e il terzo passo, ultima parte dell’anno, promette la riuscita e il raggiungimento dei traguardi. Possiamo dire un anno concreto e positivo.

Il brano scelto per te è Eliz-Iza dall’album Native, un canto bretone, antico e misterioso, che sembra svilupparsi al confine tra la nostra dimensione e l’Autre monde, in sintonia con l’anima profonda dello Scorpione.


Sagittario

Trovare l’essenza. Un lungo percorso di maturazione ha prodotto grandi cambiamenti dentro di te ed anche all’esterno. Questo processo continuerà ancora per quest’anno. E’ ricerca di verità, abbandono di situazioni o posizioni di comodo: una grande lezione di vita i cui risultati ti renderanno forte e fiero.

Il brano dedicato a te è Beyond the horizon dall’album Dreaming, così affine al desiderio di superare tutti i confini, tipico del Sagittario.


E per finire proponiamo due video del LabGraal.

Il primo Witch dance è un video magico con una canzone magica, un augurio di speranza e felicità per tutti:

www.youtube.com/watch?v=_T_FIZ_Pw7w

Il secondo, Amazing grace, è tratto da un concerto live nel mondo virtuale di Second Life, con gli avatars dei cinque musicisti, e ben rappresenta l’anima di questa band che ha viaggiato in paesi lontani, incontrato mondi invisibili, trasformato in musica tradizioni, esperienze e intuizioni:

www.youtube.com/watch?v=MLoFgSYBj2g

E per chi vuol saperne di più sulla band ecco il sito ufficiale:

www.labgraal.org


Previsioni per il mese

    

Capricorno: Atmosfera di festa: Un bel mese, festoso, divertente, pieno di buonumore. Se qualche piccola scocciatura si presenterà la guaderai con ironia e la farai sparire!

Acquario: Riprendi fiato: Il mese scorso è stato molto intenso, gennaio ti regalerà invece momenti rilassanti. Le situazioni intorno a te sono tranquille e anche tu, dentro di te, ti senti in pace.

Pesci: Giorni sereni: Le tensioni si attenuano e arrivano belle novità che portano buonumore e fiducia nella vita e nelle tue capacità.

Ariete: Scalpitando e sbuffando: Un mese un po’ nervoso. Ci son in ballo molte cose e molte altre nascono continuamente nella tua testa. Non è facile gestire tutto quanto, soprattutto perché le questioni non vanno sempre per il vero giusto.

Toro: Vita nuova: Un inizio d’anno molto positivo. Sostenuto dalle stelle il tuo approccio alla vita e alle novità è allegro, curioso, aperto e disponibile. Goditi questo bel mese!

Gemelli: Un po’ nervosetto: Emozioni contrastanti creano confusione, a volte vorresti buttare all’aria tutto e altre volte vorresti rifugiarti nella sicurezza delle cose conosciute e perfino scontate. Non essere precipitoso nelle scelte, prendi tempo.

Cancro: Cuore e batticuore: Inizio d’anno pieno di sogni, di voglia di dare e ricevere amore. Attento solo agli imprevisti che ogni tanto arriveranno a scompigliare le carte e ti costringeranno a lasciare il calore degli affetti per rimetterti in gioco.

Leone: Il riposo del guerriero: Non si prospettano novità per questo periodo. Potrebbe essere un periodo tranquillo in cui godere un po’ di relax in vista di un anno molto ricco di opportunità.

Vergine: Mondi in collisione?: C’è una contraddizione dentro di te. Da una parte un bisogno di pulizia, di togliere tutto ciò che è superfluo per arrivare all’essenza e dall’altra la voglia di esprimere cose nuove, di allargare i confini. Però tutto questo non è vissuto in modo drammatico, anzi!

Bilancia: Tutto a posto e niente in ordine: I tuoi progetti avranno buon esito ma prima di arrivare alla conclusione richiederanno attenzione e impegno per superare imprevisti, contrasti e ritardi.

Scorpione: Grande abbondanza: Gennaio ti porterà regali in ogni campo della vita. Ci saranno per te nuovi incontri, nuove opportunità, nuovi progetti, nuove idee. Non potrai proprio lamentarti!

Sagittario: Sguardo ottimista: Attento alla sfera emotiva che potrebbe crearti un po’ di agitazione, ma tu saprai guardare tutto con l’ottimismo che ti contraddistingue, superando così ogni possibile difficoltà.


Un personaggio del Capricorno: Isaac Asimov


Un personaggio del Capricorno: Isaac Asimov

L’umanità ha le stelle nel suo futuro e il futuro è troppo importante per essere perso a causa della sua follia infantile e della superstizione che la mantiene nell’ignoranza.


Il personaggio ospite di questo mese è Isaac Asimov, grande scienziato e straordinario scrittore di fantascienza. Autore incredibilmente prolifico ha scritto più di 400 libri tra opere scientifiche, divulgative, racconti e romanzi, tradotti in molte lingue e famosi in tutto il mondo. Russo di nascita ma diventato cittadino americano da quando aveva otto anni, Isaac ha creato personaggi, immaginato mondi, anticipato eventi e temi di straordinaria attualità. Pensiamo ad esempio alle problematiche dell’intelligenza artificiale che Isaak ha saputo vedere con tanta lucidità con le sue leggi della robotica, che oggi sono di riferimento per tutti coloro che lavorano nel campo dello sviluppo dell’A.I. Pensiamo anche alla simpatia umana che ha espresso per questi esseri meccanici ai quali riconosce particolare dignità (La disumanità del computer sta nel fatto che, una volta programmato e messo in funzione, si comporta in maniera perfettamente onesta).

Isaac Asimov nasce il 2 gennaio 1920, nel villaggio russo di Petrovichi. Nel 1923 la famiglia Asimov si trasferisce negli Stati Uniti, a New York, nel quartiere di Brooklin. E’ nel negozio di giornali e dolciumi del padre che il piccolo Isaac impara a leggere da solo e comincia ad appassionarsi alla fantascienza. Isaac è un bambino gracile ma dotato di un’intelligenza straordinaria, comincia la scuola a soli cinque anni (sembra che per poterlo iscrivere i genitori si siano industriati a cambiare la sua data di nascita anticipandola di qualche mese) e completa gli studi molto velocemente.

Un personaggio del Capricorno: Isaac Asimov

Si laurea in chimica alla Columbia University di New York nel 1939 e nel 1941 ottiene il master in chimica. Nel 1942 lavora come chimico presso il Cantiere Navale di Filadelfia, tre anni dopo torna New York dove continua la sua formazione e nel 1948 consegue il dottorato in chimica. Dal 1949 insegna alla Facoltà di Medicina dell'Università di Boston, prima come professore assistente poi come professore associato e quindi professore ordinario.

Intanto dal 1939 comincia a scrivere e questa sua attività lo assorbirà sempre di più fino a diventare, dal 1950, il suo lavoro principale. Scrive testi di chimica, biochimica, biologia, astronomia, fisica, tecnologia ma la fama mondiale arriva grazie ai racconti e romanzi di fantascienza che fanno di lui uno dei più grandi scrittori di questo genere letterario. Famosi sono i suoi cicli di romanzi: Il ciclo dei robot, il ciclo dell’Impero e il ciclo della Fondazione che tra loro e con gli altri libri e racconti formano una sorta di corpus unico, come se l’autore avesse immaginato un mondo in cui tutte le vicende che racconta trovano posto e riferimenti reciproci. Sembra quasi abbia “visto” questo universo, perché le sue descrizioni hanno una chiarezza sconvolgente. Nonostante riceva molti riconoscimenti e premi per le sue opere, Isaac, che di carattere è molto semplice e schivo, tende sempre a sminuirne l’importanza e le implicazioni, arrivando ad ironizzare sulla soddisfazione soprattutto economica che gli deriva dai suoi scritti. In altre occasioni però ammette di essere grato alla natura che gli ha regalato la capacità di immaginare e di tradurre con facilità in parole le sue idee. Isaac che porta i suoi personaggi in giro per la galassia non ama viaggiare e soprattutto detesta dover prendere l’aereo.

Ebreo di origine, non condivideva le convinzioni religiose e detestava le superstizioni di tutti i generi. Aveva fiducia nella ragione e nella logica, nell’impegno e nella costanza.

Un personaggio del Capricorno: Isaac Asimov

Isaac si sposa due volte: nel ’45 con Gertrude Blagerman, con la quale ha due figli e nel ’70 con la psichiatra Janet Jeppson.

Nel 1983, Isaac Asimov subisce un'operazione al cuore e purtroppo, a causa delle trasfusioni di sangue, viene infettato dal virus HIV, che peggiora la sua patologia cardiaca e gli procura una grave insufficienza renale. Muore nella sua New York il 6 aprile 1992. Le sue ceneri vengono disperse.

Se gli eventi della sua vita possono essere raccontati in modo conciso, leggendo i suoi libri si entra nello spazio immenso, si viaggia nel tempo, si incontrano personaggi straordinari. Scrivere, per me, è semplicemente pensare attraverso le mie dita, è una delle sue frasi celebri, il suo mondo concreto sembra essere la sua macchina da scrivere. Se il mio dottore mi dicesse che mi restano solo 6 minuti da vivere, non ci rimuginerei sopra. Solo batterei a macchina un po’ più veloce, dice con semplicità e umorismo.

E proprio in questo interpreta le caratteristiche del suo Segno di nascita, il Capricorno: l’essenzialità, il rigore, la coerenza, la determinazione e quel guizzo ironico e autoironico che affiora nello sguardo e fa brillare gli occhi.





DICEMBRE 2016

Solstizio d’Inverno


Solstizio d’Inverno

Quando il sole, nel suo apparente moto nel cielo, raggiunge il punto più basso sull’orizzonte, determinando il giorno più breve dell’anno e la notte più lunga, è il Solstizio d’Inverno e da tempi immemorabili è considerato un momento speciale, occasione di feste, di incontri, di pace e fratellanza. Quando il sole termina il suo ciclo “rinasce” e promette il nuovo tempo, il rinnovamento, il futuro. Il Solstizio d’Inverno è la celebrazione della Luce, del Sol Invictus, della forza insopprimibile della luce sulle tenebre. Celebra contemporaneamente la vita e la spiritualità, perché la luce del sole è da sempre simbolo dello spirito. L’evento riguarda tutto l’emisfero nord del pianeta, mentre, in contemporanea, nell’emisfero sud si celebra il Solstizio d’Estate, il giorno più lungo dell’anno.

Al di là delle differenze di lingua e cultura tutti i popoli del pianeta conservano nelle loro tradizioni una festa che ha gli stessi elementi di base. È per tutti festa di speranza nel futuro, di fratellanza e di luce e sembra il ricordo di un’esperienza comune, di una comune matrice culturale anche quando si è rivestita dei valori propri delle religioni del tempo. E se ad esempio, attualmente, nei paesi dell’area di influenza cristiana, il solstizio d’inverno è stato assorbito dalle festività natalizie, nell’antica Persia era celebrato cantando l'inno che raccontava la nascita del mondo, in Egitto era la nascita di Horus, nella Roma pagana era la festa di Saturno.

Spesso, tra i rituali praticati tutt’ora in questo periodo dell’anno, troviamo l’accensione di un grande falò e ci piace immaginare che, mentre leggete queste righe, si accenda un falò in corrispondenza del luogo di cui si racconta la festa e che dal cielo si possano vedere tutte queste piccole luci che ardono insieme per salutare il nuovo sole.


Canada: A Vancouver ogni anno si tiene il Lantern Festival che prevede musica e performance artistiche nei quattro quartieri della città, illuminati in modo suggestivo da candele e lanterne.

Anche Toronto presenta la sua festa di luci con spettacoli di giocolieri, mangiatori di fuoco, danzatori e suonatori.


Caraibi: Avvicinandosi all’equatore la stagione invernale è sempre meno percepibile ma il clima di festa rimane. Alle Bahamas e in Jamaica si svolgono le Junkanoo, sfilate in maschera con musiche e danze.


Cina: La festa cinese del solstizio si chiama Dōngzhì. Per questa ricorrenza si prepara il tang yuan, un piatto a base di palline di riso che simboleggiano l’unione, da consumare insieme in famiglia o con gli amici più cari.


Solstizio d’Inverno

Germania: Alla grande festa partecipano creature curiose e misteriose. Uomini e donne mascherati partecipano a sfilate e processioni. Tra i personaggi troviamo Perchta, la splendente, che può apparire nei suoi due aspetti o di donna giovane e bella o di vecchia strega, e i Krampus coperti di pelli e con grandi corna. Questi personaggi sono presenti anche in Austria e lungo tutto l’arco alpino. Spesso vengono mescolati a elementi cristiani e i Krampus, ad esempio, compaiono nelle processioni insieme a San Nicola. Perchta si è trasformata nella Befana.


Giappone: Secondo la leggenda, l'inverno avviene perché la dea del sole Amaterasu, viene rinchiusa in una grotta da altre divinità. Il solstizio d’Inverno rappresenta il momento della sua fuga dalla prigione oscura. In questa occasione gli shintoisti vanno in pellegrinaggio al santuario di Ise Jingu per offrire doni alla dea e comporre haiku in suo onore. In occasione del Solstizio a Sakuragawa, città a nord di Tokio, si tiene anche l’annuale Fire Walking Festival in cui i monaci camminano a piedi nudi sulle braci ardenti pregando per la salute e il benessere della comunità.


India: Makar Sankranti è la celebrazione del Solstizio d’Inverno, del ritorno del Sole, simbolo di luce spirituale e saggezza, ed è una festa piena di allegria che in ogni regione ha usanze particolari e, a volte, assume nomi diversi. Nel Tamil Nadu si prepara uno piatto speciale a base di riso e anacardi, nel Bengala si fanno dolci di sesamo da scambiare reciprocamente, ad Ahmedabad, nel Gujarat, c’è lo spettacolare festival degli aquiloni, nel Punjab e in alcune grandi città del nord, la festa viene chiamata Lohri e prevede canti, balli, la distribuzione di dolci di sesamo e l’accensione di un grande falò.

Sempre in India nel periodo del Solstizio cade la ricorrenza indù di Pancha Ganapati. Per festeggiare Ganesh, il dio dalla testa di elefante, si decorano le case con immagini della divinità, lumini e foglie di banano. Ai bambini viene chiesto di vestire ogni giorno di un colore diverso (giallo, arancio, rosso) e vengono offerti tanti piccoli doni da depositare ai piedi della statua di Ganesh e da aprire alla fine dei festeggiamenti.


Iran: L’antica festa della nascita di Mithra è il Shabe Yaldā. La ricorrenza, nel mondo attuale, ha perso questo significato ma rimane un’occasione per riunire famiglie o gruppi di amici che passeranno insieme la notte leggendo racconti e recitando poesie. Viene allestito un banchetto con tanta frutta, soprattutto di colore arancio e rosso come il sole nascente.


Irlanda: A Newgrange, nella contea di Meath, c’è un grande tumulus, uno dei monumenti più famosi dell’epoca dei megaliti. Ogni anno alcuni fortunati estratti a sorte, tra i molti che ne fanno richiesta, possono assistere allo straordinario spettacolo del sole che, all’alba del giorno del Solsizio, illumina la stanza più interna del grande tumulus. Molti altri però si danno appuntamento a Newgrange per aspettare insieme il sorgere del sole.


Lettonia: Riga festeggia lo Yule Log accendendo falò e allestendo mercatini per le vie della città e alla folla si mescolano personaggi mascherati da inquietanti spiriti. Ma non sono lì per spaventare la gente, anzi il loro compito è quello di catturare e portare via tutti i problemi e le tristezze dell’anno passato.


Solstizio d’Inverno

Lituania: Anche qui si accendono grandi falò, poi a notte più lunga dell’anno si trascorre trascinando ceppi di alberi di casa in casa per raccogliere e disattivare le energie negative e gli spiriti oscuri e per poter dare il benvenuto al nuovo sole.


Regno Unito: Ogni anno la piana di Stonehenge, si riempie di gente che attende il sorgere del sole tra i monoliti della danza dei giganti, per festeggiare la ricorrenza celtica di Yule.

Nelle Isole Shetland sempre in occasione delle feste dell’inverno, c’è il grande festival delle sculture di fuoco, l’Up Helly Aa.

In Cornovaglia la vigilia del solstizio d'inverno coincide con il compleanno di Re Artù ed è occasione di festa con l’accensione di lanterne e falò intorno ai quali si danza indossando i tradizionali costumi bianchi e neri e si intonano antiche canzoni. A Penzance si celebra il Montol Festival con la grande fiaccolata, detta il "fiume di fuoco", che dal basso arriva al punto più alto della città dove c’è un faro che viene acceso.


Svezia: In Svezia, Norvegia e Finlandia si celebra la Festa delle Luci, in cui rituali cristiani si innestano su celebrazioni precedenti incorporandole: la Festa della Luce diventa la Festa di Santa Lucia.


USA: New York propone il Paul Winter Winter Solstice, che celebra il ritorno del sole, con una serie di concerti eseguiti a St. John the Divine, la più grande cattedrale gotica del mondo e il gigantesco "Solstice Tree", una scultura in alluminio a spirale alta 28 metri, su cui sotto attaccate centinaia di campane, che vogliono rappresentare la diversità della vita sulla Terra.

In Arizona i nativi americani Zuni e Hopi celebrano il SOYAL. Il rituale della cerimonia dice che il sole ritorna dal suo sonno invernale dando inizio ad una nuova Ruota dell'Anno, il ciclo annuale delle feste stagionali.


Il ciclo annuale delle feste, accomuna tutti i popoli naturali del pianeta. La celebrazione dei Solstizi e degli Equinozi fa parte del bagaglio ancestrale dell’umanità ed è un’usanza che accomuna i Celti ai Nativi americani e a tutti i popoli nativi – scrivono Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero nel loro libro Le Feste dei Celti edito dalla Keltia – Il Solstizio d’Inverno in particolare è un momento legato ad antiche leggende di tutto il pianeta. Secondo le leggende in questo momento particolare dell’anno, anticamente sarebbe stato fatto un grande dono all’umanità, quel dono che nelle tradizioni celtiche viene identificato con il Graal, simbolo di conoscenza e ricchezza interiore. Di questo mitico dono disceso dal cielo si parla ad esempio nella leggenda celtica dei Tuatha de Danann, così come nel mito persiano di Mitra o anche nelle leggende Hopi. Ma il Solstizio d’Inverno simboleggia soprattutto la vittoria del Sole sulle tenebre. È simbolo di rinnovamento e rinascita, quindi occasione di riflessione e rinnovamento personale.


Previsioni per il mese

   

Sagittario: Un plaid o una Ferrari?: Hai voglia di fare mille cose, di muoverti velocemente ma anche voglia di calore e dolcezza, di stare seduto “accanto al fuoco” con le persone che ami a goderti la loro vicinanza, le loro confidenze.

Capricorno: Come un ragazzino: Il cielo di questo mese ti regala una mente lucida, ironica e divertente. Resti sempre te stesso, non ti preoccupare, le cose importanti per te rimangono le stesse ma meno solidamente chiuse nel tuo cuore, perché hai voglia di comunicare, di discutere e di giocare.

Acquario: Libero di volare: Un mese per vivere pienamente la tua voglia di libertà. Un mese ricco in tutti i campi della tua vita.

Pesci: Un nuovo ciclo: Capacità di fare e mente lucida sono le tue armi vincenti in questo periodo. Il timore di agire in modo troppo precipitoso o di dare interpretazioni troppo ottimiste alle situazioni si attenua e lascia spazio al buonumore e alla simpatia.

Ariete: La gatta frettolosa…: … fa i gattini ciechi, recita un vecchio proverbio che ti invita alla calma e a non farti trascinare dalla voglia di fare, inventare o parlare prima di aver valutato ciò che esiste intorno a te.

Toro: Ahi… la gelosia!: Questo mese che si prospetta pieno di passione e irruenza. Convinto del valore di ciò che proponi vuoi che gli altri condividano completamente le tue iniziative e le tue idee e se questo non accade ti senti subito tradito.

Gemelli: Uno sguardo di approvazione: In questo mese ottimista e pacioso guardi te stesso e il mondo con soddisfazione. Sei riuscito a superare delle difficoltà che ti hanno reso più forte e puoi ripartire con sicurezza e tranquillità verso i tuoi obiettivi.

Cancro: Attento ai malintesi: Non rimuginare troppo. Il rischio è di vivere troppo rivolto al tuo interno e di non capire quello che sta avvenendo intorno a te. Cerca di essere chiaro nell’esprimerti perché possono nascere facilmente degli equivoci fastidiosi quanto inutili.

Leone: Il leone ruggisce: Un mese di ricco di impegni e opportunità soprattutto nella sfera sociale. Ma se da un lato è favorito il “fare” non sempre sarai soddisfatto nel “ricevere” e non sentendo sempre il calore di cui hai bisogno a volte alzerai la voce per farti sentire.

Vergine: Fiori in inverno: Ciò che in te era un po’ troppo rigido e serio tende ad alleggerirsi e ad aprirsi. Riscopri la voglia di scherzare, di giocare, di muoverti. Potrebbero prospettarsi anche viaggi e nuovi incontri.

Bilancia: Vivere con lentezza: Hai voglia di relax per goderti in pace i piaceri della vita. Purtroppo ogni tanto si presentano imprevisti che ti distolgono dalla tua tranquillità ma riesci a prenderli con bonomia e ottimismo nonostante tutto.

Scorpione: Cuore e ragione: Questo mese vivrai una dicotomia tra la lucidità che saprai mettere nell’interpretare eventi e nell’organizzare situazioni da un lato e la confusione che avrai a livello emotivo dall’altro. Ma tu che ami la lotta e le situazioni complicate ti troverai a tuo agio sicuramente.


Un personaggio del Sagittario: Mileva Maric


Mileva Marić è una grande scienziata ma il suo nome non è noto a molti. Mileva è la prima moglie di Albert Einstein e la fama del marito ha nascosto completamente la genialità di questa donna a cui si deve probabilmente gran parte delle teorie e delle scoperte che diedero a Einstein i riconoscimenti che tutti conoscono.

Un personaggio del Sagittario: Mileva Maric

Mileva Marić nasce il 19 dicembre 1875 a Titel, in Serbia, da una famiglia molto tradizionalista, ma fin da piccola manifesta un’intelligenza così brillante da convincere i genitori a sostenerla negli studi. Ama la musica, il disegno, la matematica e impara prestissimo a parlare, oltre che in serbo, anche in tedesco. La sua carriera scolastica vede numerosi spostamenti da una città all’altra, alla ricerca di scuole che permettano la frequenza anche alle ragazze o che accettino di dare a Mileva un permesso speciale per ascoltare le lezioni. È una delle prime donne serbe a studiare matematica e fin da subito si dimostra una studentessa di eccezionale talento. Nel 1896 supera l’esame di ammissione al Politecnico di Zurigo, nello stesso anno di Albert Einstein, poi preferisce spostarsi all’Università di Heidelberg in Germania, dove approfondisce in modo particolare la teoria della cinetica dei gas.

Un personaggio del Sagittario: Mileva Maric

Nei numerosi trasferimenti che caratterizzano la sua vita possiamo vedere un “destino” da Sagittario.

Nel 1898 torna a Zurigo e reincontra Albert Einstein, con cui aveva mantenuto sempre una fitta corrispondenza: i due cominciano a studiare insieme. Forse a fare da calamita è l’intesa tra due menti certamente geniali, forse anche una certa emarginazione che entrambi subivano a causa dei pregiudizi correnti, lei donna e serba, lui ebreo, fatto sta che diventano praticamente inseparabili, finché arriva l’amore. Albert ha un carattere aperto e cordiale, Mileva, al contrario è schiva, molto seria e in più è afflitta da una lieve zoppia, ma la sua intelligenza che si apre su orizzonti sempre nuovi, la sua voglia di conoscere e la sua capacità di procedere sulla via intrapresa sono davvero straordinarie e affascinanti. Sembra quasi di vedere nei suoi occhi quella luce di entusiasta meraviglia per le cose nuove che impara, per le prospettive che vede laggiù lontane mete da raggiungere, tipica dei Sagittari. Studiare insieme nella stanza al piano superiore della pensione Engelbret li avvicina sempre più finché tra loro nasce una vera e propria storia d’amore. Per Mileva è passione travolgente e non c’è da stupirsi visto il carattere di fuoco del suo Segno di nascita. Rimane incinta e partorisce con grande difficoltà una bambina, Lieserl, mentre Albert continua a studiare e non va nemmeno a trovarla, forse perché, come qualcuno ipotizza, teme che l’avere un figlio illegittimo possa avere ripercussioni sfavorevoli sulla sua carriera. Di questa bambina non si sa più nulla. Secondo alcuni muore poco dopo la nascita di scarlattina, secondo altri Mileva l’affida ai suoi genitori o ad una nutrice, che però a loro volta la danno in adozione e quando lei, dopo essersi sposata con Albert nel gennaio 1903, torna per riprenderla non la trova più. In ogni caso questa storia triste lascia una ferita sempre aperta nell’animo di Mileva, nonostante la nascita degli altri due figli, Hans nel 1904 ed Eduard nel 1910.

Dopo il matrimonio, Albert lavora all’ufficio brevetti di Zurigo, un impiego stabile che consente alla famiglia una certa tranquillità economica, Mileva è a casa e si dedica a continuare le ricerche e mettere a punto il lavoro scientifico. Per un Sagittario è molto importante avere una base tranquilla su cui appoggiarsi per potersi lanciare alla conquista di nuovi mondi, come il fuoco per ardere ha bisogno del legno che gli faccia da supporto. Quasi certamente molte ipotesi e teorie teorie le sviluppano insieme, con un grosso contributo di Mileva, anche considerando come erano andate le cose fino a quel momento e come documenta la loro corrispondenza, sempre molto continuativa nei periodi in cui si erano trovati lontani. Le lettere di Albert, osservano alcuni, cominciano sempre con belle frasi d’amore ma finiscono ogni volta sottoponendo quesiti scientifici che Mileva rispondendo risolve.

Un personaggio del Sagittario: Mileva Maric

Dalla loro collaborazione nascono tre testi fondamentali, Il moto browiniano, Effetto fotoelettrico e Teoria della relatività, più il lavoro in cui viene espressa la famosa equazione E = mc2, tutti pubblicati nel 1905, con Albert Einstein come solo autore e nemmeno una menzione per Mileva.

In poco tempo arriva il successo ed Albert comincia ad ottenere importanti riconoscimenti e incarichi. Diventa docente di fisica dell'Università Karolina di Praga, quindi docente di teoria della fisica al Politecnico di Zurigo e ancora docente all'Accademia delle Scienze Prussiana a Berlino. Gli incarichi richiedono trasferimenti da una città all’altra e una crescente notorietà che lo porta ad una vita sociale molto intensa e a trovare poco interessante il matrimonio.

Un personaggio del Sagittario: Mileva Maric

Mileva e Albert dopo un lungo periodo di infinite discussioni firmano il divorzio. Mileva rimane molto provata da questa esperienza. Forse la sua ingenuità sagittariana le aveva fatto credere che il rapporto con Albert sarebbe durato per sempre. Di fatto resta anche in difficoltà economiche tanto che deve mettersi a lavorare, dando lezioni private per mantenere se stessa e i due figli. Albert qualcosa le passa per il mantenimento dei figli ma non si dimostra generoso. Dei due ragazzi Hans, il maggiore, riuscirà a laurearsi e diventare ingegnere di successo, mentre Eduard avrà un destino infelice, perché affetto da schizofrenia. Curarlo sarà per Mileva molto dispendioso e triste perché le cure, oltre che inefficaci, peggioreranno ulteriormente la situazione. Albert invece nel 1921 ottiene il Nobel, sempre senza riconoscere nulla a Mileva. Qualcuno nota anche che, dopo il divorzio, vive della fama che si è conquistato senza più produrre scoperte e teorie innovative.

Mileva muore all’età di 73 anni, il 4 agosto 1948 a Zurigo senza mai affermare di essere coautrice delle teorie scientifiche attribuite al marito, senza mai pretendere riconoscimenti di alcun genere. La sua tomba viene completamente dimenticata. Solo nel 2004 la città di Zurigo fa posizionare una lapide sul luogo in cui era la tomba.

Si dice che Albert abbia mandato dei suoi rappresentanti a casa di Mileva, dopo la morte di lei, a recuperare tute le carte che avrebbero potuto far conoscere come erano andati i fatti davvero.




NOVEMBRE 2016

Samain, il calendario dei Celti e lo Zodiaco


Samain, il calendario dei Celti e lo Zodiaco

La nebbiolina che, come un velo, nasconde i contorni degli alberi, delle antiche pietre e imperla l’erba dei prati, l’odore della terra umida e delle foglie… è la magia di Samain che ritorna e si rinnova ogni anno. La danza del tempo riporta all’appuntamento con l’Autre-Monde, perché tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, quando la luce del giorno cala, i colori perdono la loro vivezza ed il mondo si fa vedere nella gamma dei grigi, secondo le antiche leggende, si apre una porta che permette di comunicare con altre dimensioni e le creature che le abitano.

Samain, era per le antiche popolazioni europee, la nascita del nuovo anno e la rinascita per tutti i viventi. Era una festa così importante che nemmeno le religioni importate in seguito riuscirono a cancellarla. Il Cristianesimo tentò di nasconderla con la ricorrenza dei morti, momento triste di riflessione sulla vita che fugge e la nostalgia dei propri cari che non ci sono più, ma nonostante questo ogni paese dell’area celtica mantiene usanze e rituali che si collegano ad un’altra filosofia di vita, serena e curiosa verso la complessità del mondo, felice di comunicare con gli abitanti dell’aldilà offrendo loro dolcetti, castagne, vino e doni vari.

Samain è solo una delle feste dell’antico calendario celtico. Le feste si snodano in un percorso in cui il mondo terreno e il mondo degli dei si sovrappongono, leggiamo nel libro LE FESTE DEI CELTI di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero (Keltia Editrice), ma soprattutto rivelano, nel loro insieme, una via spirituale che rispecchia il ciclo della morte e della rinascita, tipico della filosofia dei druidi.

Samain, il calendario dei Celti e lo Zodiaco

L’esistenza è una cosa unica, un fenomeno straordinario che accomuna uomini, animali, alberi, cose ed eventi e che racchiude in sé una natura intima, misteriosa che la permea e le dà significato. Tutti gli esseri si muovono in questa dimensione danzando le loro vite e percorrendo invisibili tracciati che si intersecano e creano disegni misteriosi.

Nella tradizione celtica esiste il concetto di Hnot,- scrivono Barbadoro e Nattero - che rappresenta il luogo magico degli eventi, composto da più percorsi che si intrecciano formando un simbolismo mistico. E il calendario celtico diventava quindi una ruota di eventi che sancivano e assorbivano i valori cosmici dell’universo, rappresentando il teatro in cui l’uomo interpretava la propria storia e la propria spiritualità.

Non possiamo fare a meno di notare la stretta analogia tra la rappresentazione grafica del calendario celtico, con le feste disposte in senso circolare, secondo la forma della Ruota del Tempo che Taranis, il signore del Tempo, porta con sé, e il cerchio dello Zodiaco.

Samain, il calendario dei Celti e lo Zodiaco

Lo Zodiaco, ricordiamo, è la fascia della volta celeste che si estende per alcuni gradi sopra e sotto l’eclittica, cioè sopra e sotto la linea determinata dal piano su cui si muovono il Sole, la Luna e i pianeti, nel loro percorso apparente intorno alla Terra. Questa fascia è stata simbolicamente suddivisa in dodici settori di circa 30 gradi, chiamati ognuno con il nome di un Segno zodiacale, ovvero con il nome della costellazione formata dalle stelle principali di quel settore. Il Sole, nel corso di un anno, attraversa i dodici settori, come se ripercorresse ogni volta un sentiero nel cielo, ricordando agli esseri che abitano la Terra il loro profondo legame con il cosmo ed influenzandone la vita. E lo stesso vale per la Luna e i pianeti.

Come per la visione celtica del mondo l’influenza degli astri ha un aspetto evidente per quanto riguarda il succedersi delle stagioni (Sole), l’alternarsi delle maree (Luna), i cicli dell’agricoltura e delle altre attività umane, ma ha soprattutto un aspetto sottile che evidenzia la dimensione in cui avviene il nostro percorso in questo mondo, perché anche noi a bordo di questo sasso che rotea nello spazio, percorriamo sentieri misteriosi per orientarci, per trovare noi stessi, per capire che cosa fare, per scoprire il nostro destino…

La matrice filosofica, druidica, che sta alla base del Calendario delle Feste dei Celti è la stessa che fa nascere l’idea dello Zodiaco e che unisce il percorso di ogni vita a quello di tutte le altre in un disegno misterioso e meraviglioso che ci ricorda la nostra origine comune di figli delle stelle.


Previsioni per il mese

  

Scorpione: Poker d’assi: Un mese molto promettente ti aspetta e ti regala delle ottime carte da giocare in qualsiasi campo della tua vita.

Sagittario: Una pulce nell’orecchio: L’orizzonte è sereno anche se tu continui a guardarti intorno un po’ sospettoso come se ti aspettassi sempre che qualcosa possa venire a disturbare il tuo buonumore.

Capricorno: Tempo del buonumore: Ti viene naturale guardare le persone e gli eventi che accadono intorno a te con occhi sorridenti e pieni di simpatia.

Acquario: Bastian contrario: Affronti tutto ciò che potrebbe essere difficile con semplicità e ottimismo, sciogliendo nodi e trovando soluzioni. Al contrario le cose facili ti si ingarbugliano tra le mani.

Pesci: Come un giardiniere: Continua il processo positivo iniziato lo scorso mese e ciò che era agli esordi cresce e vive. Attento a qualche improvvisa chiusura che potrebbe avvenire dentro di te, forse un timore che si affaccia perché ti stai muovendo in situazioni che non ti sono familiari.

Ariete: Guardare lontano: Cura i progetti che hanno un lungo raggio d’azione e si proiettano nel futuro, soprattutto se vogliono concretizzare i tuoi ideali e non irrigidirti se si presentano eventuali contrattempi.

Toro: Se son rose fioriranno: Anche a novembre puoi dare libero spazio alla tua creatività. Idee e iniziative non mancano ma saranno favorite più le progettazioni che le realizzazioni.

Gemelli: Malinconico e… presente: Prontezza di riflessi e capacità di cogliere al volo le occasioni non ti mancheranno nonostante dal tuo profondo emergano a volte melanconie o insoddisfazioni.

Cancro: Il tempo guarisce: In te è in atto un cambiamento profondo che ti porta pian piano a capire e ridimensionare eventi e lati del tuo carattere che ti hanno fatto soffrire nel passato.

Leone: Seduto comodo: Hai raggiunto obiettivi e consolidato posizioni e questo ti dà calma e forza. Basati su questo e non farti influenzare da qualche momento di nervosismo che ti potrà cogliere.

Vergine: Creare nuove forme: Ottime prospettive per concretizzare progetti e realizzare equilibri stabili dentro di te. Non essere ipercritico, non è saggio.

Bilancia: Inspira, espira: Ti troverai a vivere delle contraddizioni interiori, con voglia di libertà quando sei impegnato in un lavoro o desiderio di fermarti proprio quando puoi muoverti senza costrizioni e tutto procede favorevolmente. Probabilmente stai cercando un rapporto più profondo con la vita, oltre l’apparente facilità con cui ti relazioni con il mondo esterno.


Un personaggio dello Scorpione: Hedy Lamarr


Speranza e curiosità verso il futuro mi sono sempre sembrate meglio delle garanzie. Questo era il mio modo di essere. L’ignoto mi ha sempre affascinata ed è ancora così.


Un personaggio dello Scorpione: Hedy Lamarr

Hedy Lamarr, celebre diva degli anni '30, capelli neri e occhioni azzurri, celebrata come la donna più bella del mondo e il primo nudo ad apparire in un film, non è solo un’icona del fascino femminile. Una delle frasi che le si attribuiscono recita che non è difficile diventare una grande ammaliatrice: basta restare immobile e recitare la parte dell’oca, ma lei, Hedy, “oca” non lo è per niente. Brillante studentessa di ingegneria, lascia l’università quando inizia la sua carriera di attrice, ma non abbandona gli studi e negli anni quaranta, con il compositore e inventore George Antheil, metterà a punto un sistema per codificare informazioni da trasmettere su frequenze radio. L’invenzione, brevettata nel ’42 ma sottovalutata in quegli anni, è alla base dell’attuale comunicazione wireless e di molti sistemi di telefonia mobile.

Hedy Lamarr interpreta i tratti vitali del carattere dello Scorpione per la curiosità, l’anticonformismo, la sensualità e la creatività ma anche l’aspetto conflittuale con l’esistenza che si manifesterà soprattutto nel non saper accettare la perdita della giovinezza, nella sua chiusura e nella sua lotta per conservare, con vari interventi chirurgici, i tratti del volto che l’avevano resa famosa.

Un personaggio dello Scorpione: Hedy Lamarr

Hedy Lamarr nasce il 9 novembre del 1914 a Vienna, in Austria, e il suo nome è Hedwig Eva Maria Kiesle. Il padre è un direttore di banca di origini ucraine, la madre una pianista originaria di Budapest. Hedwing, la futura Hedy, inizia molto presto la carriera di attrice e per questo lascia l’università. A 16 anni il produttore Max Reinhardt la porta a Berlino per farle studiare recitazione e lei comincia quasi subito a mettersi in luce come attrice. A 19 anni è la protagonista del film Estasi, del famoso regista cecoslovacco Gustav Machatý, girato a Praga. È un film d’autore, ma sarà ricordato soprattutto come prima pellicola in cui compare un nudo femminile, e il corpo nudo è quello di Hedwig.

Nel 1933 sposa Friedrich Mandl, ricco mercante d’armi e uomo geloso. Friederich cerca di ostacolare la carriera cinematografica della moglie e anche di far sparire quante più copie possibile di Estasi. Nella casa dei Mandl si tengono importanti ricevimenti a cui partecipano personaggi del mondo politico come Hitler e Mussolini, a cui Friedrich vende armi, e incontri con scienziati impegnati nello studio di tecnologie belliche. Questo dà modo ad Hedwig di entrare nel vivo della ricerca scientifica ma, stanca di quella vita, nel 1937, abbandona il marito e fugge a Parigi. Qui conosce Louis B. Mayer, il produttore americano co-fondatore della Metro-Goldwyn-Mayer, che la porta ad Hollywood e la incoraggia a cambiare il suo nome in Hedy Lamarr, ispirandosi a Barbara La Marr, famosissima diva del cinema muto. A Hollywood Hedy diventa attrice di successo partecipando a più di 30 film a fianco di attori del calibro di Clark Gable, Spencer Tracy, Judy Garland.

Un personaggio dello Scorpione: Hedy Lamarr

Parallelamente al suo lavoro di attrice Hedy svolge un’altra attività, quella di scienziata e inventrice. Austriaca di nascita, ebrea di origini, partecipa al conflitto mondiale aiutando gli Stati Uniti che l’avevano accolta. Studia una modalità per criptare le comunicazioni via radio tra il centro di controllo e i siluri lanciati negli scontri navali, in modo che non possano essere intercettati dal nemico e quindi deviati. Con l’aiuto del musicista e compositore George Antheil, mette a punto un sistema basato sulla tastiera del pianoforte: ogni tasto produce un segnale a una data frequenza e il siluro può essere controllato solo conoscendo il codice specifico stabilito. Il sistema noto come FHSS (Frequency-Hopping Spread Spectrum), non viene utilizzato durante la guerra e la sua validità sarà riconosciuta solo molti anni dopo. Solo due anni fa, nel 2014, Lamarr e Antheil sono stati inseriti nella National Inventors Hall of Fame degli Stati Uniti. L’FHSS, come dicevamo all’inizio, sta alla base di vari sistemi di trasmissione radio, del wi-fi e dei cellulari. Non è questa l’unica invenzione di Hedy ma sicuramente quella che ha più lasciato il segno.

La brillante carriera cinematografica di Hedy comincia a declinare progressivamente con il passare del tempo e lo sfiorire della sua bellezza, fino a concludersi alla fine degli anni settanta. Nel 1981, lei che ha avuto sei mariti, tre figli e diversi amanti si ritira in Florida, isolandosi sempre più ed evitando il più possibile i contatti diretti con le persone. Non accetta di invecchiare e inizia anche la lotta contro i segni che il tempo lascia sul suo viso. È difficile capire una persona che è passata attraverso tante fasi come ho fatto io - aveva detto anni prima in un’intervista - Ho vissuto tante situazioni, tante vite, al punto che mi è difficile spiegarlo a chi ha vissuto in modo semplice, senza vedere il bello e il brutto della vita come a me è capitato di vedere. Morirà il 19 gennaio del 2000. Le sue ceneri saranno portate in Austria e disperse nella Selva Viennese.

Personaggio affascinante Hedy, così luminosa e oscura come il suo Segno di nascita, resta in qualche modo nascosta nei percorsi invisibili delle nostre conversazioni telefoniche e nei nostri collegamenti con la rete. E sempre in rete troviamo le immagini del suo bel viso e dei suoi straordinari occhi azzurri.

Anne Hathaway, interprete di Catwoman, racconta di aver costruito il suo personaggio ispirandosi a Hedy Lamarr.

Google ha celebrato Hedy Lamarr con un breve video animato in occasione del suo centounesimo compleanno, il 9 novembre 2015:

www.google.com/doodles/hedy-lamarrs-101st-birthday?hl=it




OTTOBRE 2016

Zodiaco e altri mondi


Come abbiamo visto nelle puntate precedenti, secondo le tradizioni dei popoli figli delle stelle, non siamo soli in questo grande universo e gli scambi con esseri che arrivano dallo spazio non sono solo fantascienza. Questo tema della presenza di vita intelligente al di fuori della Terra, prospettato dalle tradizioni ancestrali, è comunque estremamente attuale e viene riproposto dalla cronaca scientifica con la continua scoperta di nuovi pianeti extrasolari.

Zodiaco e altri mondi

Proprio nel maggio di quest’anno Kepler, il satellite della NASA che ha il compito di trovare pianeti che orbitano intorno ad altre stelle, ne ha individuati tre, ad una distanza di circa 40 anni luce dalla Terra, che sembrano molto simili a Marte e Venere per dimensioni e temperatura, a settembre ne ha trovato un altro simile a Giove. Kepler fa il suo lavoro rilevando le variazioni nella luce emessa dalle stelle: un calo della luminosità a intervalli regolari indica la presenza di un corpo opaco in orbita intorno alla stella osservata. A questa prima individuazione segue poi uno studio sulle caratteristiche del corpo celeste identificato.

L’elenco dei pianeti extrasolari, o esopianeti, secondo il database dell'Enciclopedia dei pianeti Extrasolari (EPE), aggiornato al 24 settembre 2016, ne conta ormai 3549, con buona pace di coloro che insistevano, contro ogni logica, sull’impossibilità di trovare nello spazio situazioni simili a quelle del nostro sistema solare. Se consideriamo che i mezzi terrestri consentono l’indagine di una piccolissima porzione di universo, immaginiamo il numero enorme di possibili pianeti che lo popolano.

In questa puntata di AstroMatta ci facciamo ispirare da questo cielo pieno di vita, pieno di possibili umanità sorelle, come sognava il poeta simbolista Jules Laforgue. Vi proponiamo le parole che dodici personaggi noti hanno pronunciato o scritto sul tema del contatto con altre possibili civiltà e le domande che dodici amici, che ringraziamo per aver voluto giocare con noi, farebbero ad un ET, nel caso di un incontro molto ravvicinato.

Ecco a voi, Segno per Segno, il risultato della nostra indagine.


Bilancia: ricerca di armonia e di conoscenza

Le parole di John Dewey (20/10/1859), filosofo e pedagogista americano: È stato sottolineato che il miglior modo di unire tutte le nazioni del globo, sarebbe costituito da un attacco da qualche altro pianeta. Di fronte a un simile nemico alieno la gente reagirebbe nel senso della loro unità di interessi e scopi...

La domanda di RM: Gli chiederei su quali principi basano la loro vita.


Scorpione: intuito e sagacia

Le parole di Carl Sagan (9/11/1934), astronomo e scrittore di fantascienza americano: A volte credo che ci sia vita negli altri pianeti, a volte credo di no. In qualsiasi dei due casi la conclusione è sorprendente.

La domanda di BB: Cosa fai qua?


Sagittario: proiezione al di là degli schemi e ricerca di vasti orizzonti

Le parole di Sir Winston Churchill (30/11/1874), ministro inglese: Cosa c'è di concreto in tutta questa storia sui dischi volanti? Cosa significa? Qual è la verità? Fatemi avere un rapporto a vostro comodo.

La domanda di MM: Mi porti con te a visitare il tuo mondo?

Zodiaco e altri mondi


Capricorno: forza d’animo e capacità di sintesi

Le parole di Buzz Aldrin (20/01/1930), astronauta NASA e secondo uomo a mettere piede sulla Luna: ...Con noi c'era un UFO... Poco dopo aver lasciato il campo gravitazionale della Terra diretti alla Luna, tutti e tre, Neil Armstrong, Mike Collins e io, vedemmo apparire nell'oblò un oggetto luminoso che ci inseguiva a distanza... Ne informammo Houston, la base. Pensammo che fosse l'ultimo stadio del Saturno 5, il missile che ci aveva lanciato, ma i conti non tornavano. Non poteva essere neppure la sonda robot lanciata dai sovietici per batterci almeno simbolicamente nella corsa alla Luna, perché era più avanti di noi. Che cos'era? Non lo so, non lo scoprimmo mai. L'oggetto ci accompagnò per molte ore e poi scomparve..."

La domanda di GB: Ciao. Come butta? Da dove vieni?


Acquario: idealismo e onestà

Le parole di Brian O'Leary (27/01/ 1940) astronomo, professore di fisica ed ex astronauta NASA: La verità sugli Ufo potrebbe essere per noi tutti dura da affrontare, e ciò potrebbe fornire ai governi una ragione valida per continuare a mantenere il segreto. Ma la verità si farà strada in ogni caso. Persistenti timori e smentite, a mio avviso, possono solo complicare il problema. Siamo tutti sulla stessa barca.

La domanda di FB: Certo molto dipende dal suo aspetto… e se ha intenzioni pacifiche. Poi se si riesce a comunicare vorrei sapere da dove viene e cosa fa qui sulla Terra. E poi come vivono sul suo pianeta e poi sarebbe bello diventare amici.


Pesci: sensibilità e immaginazione

Le parole di Albert Einstein (14/03/1879), fisico e filosofo tedesco: I dischi volanti? La gente ha indiscutibilmente visto qualcosa.

La domanda di MQ: Gli chiederei di portarmi con lui a vedere il suo pianeta e com'è la vita lassù...Perché io sono curiosa di sapere il come e il perché...


Ariete: slancio e iniziativa

Le parole di Kennet Arnold (29/03/1915), aviatore americano: Il cielo e l'aria erano chiari come il cristallo. Non avevo volato più di due o tre minuti… quando vidi il riflesso di un lampo sul mio aereo… Ho guardato nel cielo e non sono riuscito a trovare da dove il riflesso era venuto fino a quando non ho guardato a sinistra e a nord del Monte Rainier dove ho osservato una catena di nove aerei... Questi oggetti erano abbastanza lontani e non sono riuscito per alcuni secondi a capire la loro forma o la loro formazione. Molto velocemente si sono avvicinati al Monte Rainier, e ho osservato la loro sagoma contro la neve molto chiaramente… Avevano l’aspetto di mezzelune, ovali davanti e convesse dietro… sembravano dei grandi dischi piatti.

La domanda di EP: Vorrei sapere com'è il mondo nella sua percezione per poterci confrontare. Per prima cosa cercherei di capire come comunicare e se ne ha voglia.

Zodiaco e altri mondi


Toro: coerenza e capacità di entrare in intimità con gli altri

Le parole di Lenin (22 aprile 1870), rivoluzionario e politico russo: Se riuscissimo a stabilire delle comunicazioni interplanetarie, tutti i concetti filosofici, morali e sociali dovrebbero essere riveduti. Ciò imporrebbe la fine della regola della violenza quale mezzo e metodo di progresso...

La domanda di LL: Ciao! Da dove vieni? Posso essere tuo amico? Mi piacerebbe che facessimo amicizia! Se poi mi spara allora tutto finisce lì…


Gemelli: spirito critico e larghezza di vedute

Le parole di John Fitzgerald Kennedy (29/05/1917), presidente USA: Io vorrei parlare al pubblico della questione UFO ma ho le mani legate.

La domanda di DD: Penso che gli chiederei: Perché sei qui? E poi se ho tempo… come vivi tu? Da dove vieni?


Cancro: sensibilità e ricerca interiore

Le parole di Herman Oberth (25/06/1894), fisico tedesco e pioniere dell'astronautica:

Sono convinto che gli esseri extraterrestri, che stanno oggi osservando la Terra, ci abbiano visitato per millenni in quelli che oggi chiamiamo dischi volanti.

La domanda di FDL: Se incontrassi un extraterrestre mi piacerebbe fare amicizia con lui, sapere la sua conoscenza e confrontarla con la mia. Mi piacerebbe chiedergli se nel suo mondo esistono la pace, la fratellanza, l'amore tra i popoli e tra tutte le specie viventi e se conosce la storia del nostro pianeta, di come le barbarie esistenti nel nostro mondo stiano distruggendo la nostra Terra. Gli chiederei se attraverso la sua conoscenza potesse aiutare la nostra umanità a cogliere l'esempio del loro mondo e il senso di unione tra tutti i popoli di questo universo.


Leone: coraggio e franchezza

Le parole di Carl Gustav Jung (26/07/1875), psicologo e psicoanalista svizzero: È mia opinione che i dischi volanti siano vere apparizioni materiali, entità di natura sconosciuta proveniente probabilmente dagli spazi e che erano già visibili, forse da lungo tempo, agli abitanti della Terra, ma che per il resto non hanno rapporti di sorta col nostro mondo...

La risposta di VG: Gli chiederei chi è e cosa vuole.


Vergine: logica e idealismo

Le parole di Stephen King (21/09/1947), scrittore e sceneggiatore americano: Se fossimo più progrediti sul piano scientifico – o più progrediti su quello spirituale, forse è questo che ci vuole per andare a zonzo nel grande ignoto che ci circonda – vedremmo che c'è vita dappertutto. Tanti mondi abitati e tante forme di vita intelligenti quanti formicai ci sono in questa città.

La risposta di PS: Se sento che è buono e disponibile gli chiedo se fa meditazione, cosa pensa della morte, se è un concetto che per lui/ lei ha valore… e poi gli faccio un sacco di domande sul posto in cui vive.

Per chi volesse vedere l’elenco degli esopianeti: http://exoplanet.eu/catalog


Previsioni per il mese

  

Bilancia: I due piatti della bilancia: È un periodo contradditorio che vede due aspetti contrapporsi. Da un lato la curiosità di scoprire nuove cose e di allargare o far crescere ciò che hai messo in atto, dall’altro un atteggiamento impaziente e aggressivo che gioca contro. Questa specie di duello può avvenire dentro di te o anche tra te e qualcun altro che tende ad ostacolarti.

Scorpione: Sensualità e audacia: In questo mese potrai esprimere al meglio le doti proprie del tuo Segno. Energia e determinazione, sensualità e intuizione saranno gli ingredienti del tuo cocktail ottobrino.

Sagittario: Campo libero: Finalmente puoi riprendere a correre come piace a te, con la sensazione di libertà che ne deriva. Resterai perplesso nello scoprire un te stesso diverso da quello che eri prima del periodo che ti ha costretto a ridimensionare i tuoi entusiasmi. Fidati, un po’ di saggezza non guasta.

Capricorno: Energia creativa: L’energia che scorre dentro di te è potente ed è alimentata dai tuoi sogni che coltivi e che vogliono diventare realtà. Un imprevisto fastidioso può venire da qualcuno che frequenti.

Acquario: Avanti tutta: Un bel periodo, positivo in tutti i campi della tua vita, soprattutto per quanto riguarda i rapporti con gli altri e con gli amici in particolare. Qualche punzecchiatura potrebbe arrivarti dal partner o da chi vorresti che lo fosse.

Pesci: Volta la carta: Quasi in modo inaspettato scoprirai un nuovo te stesso, uscirai da quell’indeterminatezza che ti caratterizza spesso, ti sentirai attivo e con la voglia di prendere in mano la tua vita. Qualche volta ti troverai un po’ sbalestrato in questa nuova veste ma è proprio il momento di concretizzare i progetti che da tanto tenevi nel cassetto.

Ariete: A testa bassa: La tendenza è di buttarti a capofitto in ogni situazione… e anche nei guai. Valuta le cose nella loro prospettiva a lungo termine e usa un po’ di saggezza.

Toro: Coraggio e forza: Hai energia da vendere, obiettivi chiari, capacità di operare trasformazioni profonde e significative nella tua vita.

Gemelli: Futuro promettente: Ogni tanto qualche malinconia si affaccia ma il cammino davanti a te si fa pianeggiante e l’orizzonte si apre promettendo esperienze fortunate e stimolanti.

Cancro: Con occhi amorevoli: Nonostante gli imprevisti ed i bruschi cambiamenti scompiglino spesso i tuoi programmi, dentro di te una forza amorevole trova il modo di emergere e manifestarsi in tutte le situazioni in cui vieni a trovarti.

Leone: Aria nuova: È in arrivo una ventata di novità e opportunità positive e interessanti, tutte da vivere con slancio, senza però rinunciare mai alla saggezza e al senso della misura.

Vergine: Niente paura: Un mese da guerriero si prepara per te. Hai la voglia e la forza di concretizzare ciò che hai nel cuore e saprai andare oltre le tue incertezze e i pessimismi che vogliono frenarti.


Un personaggio della Bilancia: Arthur Rimbaud


Un personaggio della Bilancia: Arthur Rimbaud

Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo.

Athur Rimbaud, il poeta maledetto, il poeta vagabondo, il poeta veggente, anima inquieta ed esplosiva, ribelle alle convenzioni, sensibile e visionario, a volte brutale, a volte fin troppo lucido ha ispirato poeti, scrittori, musicisti, pittori, registi e amanti della libertà di tutto il mondo.

È ospite di questa puntata di AstroMatta in rappresentanza della Bilancia e di questo Segno autunnale incarna alcuni tratti essenziali. Innanzi tutto il fascino che è rimasto intatto nel tempo, poi il gusto estetico della sua anima d’artista. Come è tipico della Bilancia manifesta anche un aspetto profondo di ricerca di conoscenza e di verità, un bisogno di rapporto totale con il senso metafisico della vita.

Athur Rimbaud nasce in Francia, a Charleville-Mézières (oggi rinominata Bérégovoy), il 20 ottobre 1854. Il padre, capitano d’armata, abbandona la moglie e i cinque figli quando il piccolo Arthur ha solo sei anni. La madre, rimasta sola e in difficoltà economiche, è molto preoccupata per la rispettabilità della famiglia ed educa i figli con molta severità ai principi borghesi convenzionali.

Il piccolo Arthur è un bambino vivace, intelligente e precoce. A scuola colleziona premi per la sua bravura, a dieci anni scrive poesie. Ma a sedici anni fugge da casa, lontano dal mondo delle sicurezze e della consuetudine, spinto dalla sua anima selvaggia e dal suo desiderio di libertà. Vagabondo, visionario, affronta esperienze al limite, vita da strada, alcol, droga e perfino la prigione.


…Nei miei unici calzoni avevo un largo squarcio.

Pollicino sognatore, in corsa sgranavo

rime. Il mio castello era l'Orsa Maggiore.

Le mie stelle in cielo facevano un dolce fru-fru.

Le ascoltavo, seduto sul ciglio delle strade,

nelle calme sere di settembre in cui sentivo

sulla fronte le gocce di rugiada, come un vino vigoroso…


Un personaggio della Bilancia: Arthur Rimbaud

Tra un ritorno a casa forzato, una nuova fuga, un vagabondare solitario per le campagne e un approdo a Parigi, si appassiona agli ideali della Comune, legge libri di alchimia e le opere di Baudelaire e Verlaine che influenzeranno profondamente il suo stile e la sua poetica. Con Paul Verlaine intesserà anche una appassionata e turbolenta storia d’amore che terminerà in modo tragico quando, durante un diverbio Paul, ubriaco, sparerà un colpo di pistola ferendo Arthur ad un polso e, a causa di questo, finirà in carcere.

Arthur torna a casa e scrive Una stagione all’inferno. Lui stesso si definisce poeta veggente, capace di conseguire e superare la confusione dei sensi. I suoi versi, le sue parole creano immagini simboliche che si impongono quasi violente all’immaginazione del lettore, per la loro purezza che emerge luminosa da un fondo scuro.


Cieli grigi di cristallo. Un bizzarro disegno di ponti, alcuni diritti, altri convessi, altri invece che scendono obliqui ad angolo sui primi, e queste figure si rinnovano negli altri circuiti rischiarati del canale, ma sono tutti talmente lunghi e leggeri che le rive, cariche di cupole, si abbassano e si assottigliano. Qualcuno di questi ponti è ancora carico di casupole. Altri sostengono alberi maestri, segnali, fragili parapetti. Dei raccordi minori si incrociano, e fuggono via; funi salgono dagli argini. S'intravede una giacca rossa, forse altri costumi e alcuni strumenti musicali. Sono arie popolari, inizi di concerti aristocratici, residui di inni pubblici? L'acqua è grigia e blu, larga come un braccio di mare. — Un raggio bianco, cadendo dall'alto del cielo, annienta questa commedia.


Smette di scrivere a 21 anni, come se avesse già detto tutto ciò che poteva dire o forse come se non avesse più voglia di esprimere nulla.

A ventiquattro anni abbandona definitivamente i salotti e parte per una vita d’avventura che lo vedrà vagare per i paesi del nord Africa e del vicino Oriente in un viaggio che sembra quasi un’autodistruzione progressiva. Lui, il poeta veggente, profeta di libertà diventa commerciante di pelli, avorio e armi. L’avventura finisce definitivamente nel 1891, quando un tumore al ginocchio lo costringe all’amputazione della gamba. Arthur torna in Francia con la sua gamba di legno e va a morire a Marsiglia.

È il 10 novembre 1891 quando Arthur lascia questo mondo, a soli 37 anni.

Un personaggio della Bilancia: Arthur Rimbaud

La sua vita sembra una lunga corsa, Verlain lo chiama l’uomo dalle suole di vento. Quasi come una stella cadente che brilla e accende sogni e speranze e poi si spegne nel buio della notte, Arthur splende e brucia nella sua adolescenza ribelle per poi finire trascinato nel modo che aveva odiato, trascinato nei gorghi dell’esistenza a bordo del suo bateau ivre.


…Ho visto arcipelaghi siderali! E isole

dove i cieli deliranti sono aperti al vogatore:

È in queste notti senza fondo che tu dormi e ti esili,

Milioni di uccelli d'oro, oh futuro Vigore?

È vero, ho pianto troppo! Le Albe sono desolanti

Tutta la luna è atroce e tutto il sole amaro

L'acre amore mi ha gonfiato di torpore inebriante

Oh che la mia chiglia esploda! Oh che io ritorni al mare

S'io vagheggio un'acqua d'Europa, questo è lo stagno

Freddo e nero dove in un crepuscolo imbalsamato

Un bimbo pieno di malinconia libera accovacciato

La sua barchetta tremula come una farfalla a maggio…


Ma a noi piace ricordare Arthur come vagabondo che percorre i sentieri dei boschi con le sue scarpe dalle suole di vento, angelo ribelle che sa cantare la vita e la libertà che amiamo…


Nelle sere azzurre d’estate, andrò pei sentieri,

punzecchiato dal grano, a pestar l’erba fine:

trasognato, ne sentirò sotto i piedi la freschezza.

Lascerò il vento a bagnarmi il capo nudo.

Non parlerò, non penserò a nulla:

ma l’amore infinito mi salirà nell’anima

e andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro,

nella Natura, felice come assieme a una donna.




SETTEMBRE 2016

Figli delle stelle - 3


Siamo alla terza puntata dedicata ai Popoli delle Stelle, cioè quelle popolazioni che fanno risalire la loro civiltà e le loro conoscenze spirituali ad esseri arrivati dal cielo. Questa volta ci troviamo in America, in Arizona, in un territorio non lontano da Tucson: la riserva apache San Carlos.

Figli delle stelle

Secondo i miti ancestrali degli Apaches, in un tempo molto lontano, sarebbe sceso dal cielo un essere divino, Ga’an, che diede loro importanti conoscenze e in particolare insegnò loro la danza sacra, capace di liberare il loro spirito e portarli alla saggezza. Ancora una volta colpisce come popoli così lontani tra loro abbiano memoria di eventi così straordinariamente simili: qualcuno arriva da fuori del nostro pianeta e porta un dono di conoscenza grazie al quale è possibile aprirsi a nuovi e più ampi orizzonti di esperienza.

Ga’an, il danzatore spirituale, prese dimora all’interno di una montagna, Dzil Nchaa Si An, la Grande Montagna Seduta, oggi nota anche come Mount Graham, che da quel momento divenne la montagna sacra degli Apaches, il luogo dove sono custoditi gli oggetti cerimoniali, dove sono seppelliti gli antenati, dove si raccolgono le erbe terapeutiche, dove si attinge l’acqua per le cure e per i riti.

Ga’an, il messaggero spirituale, è una presenza importante per gli Apaches anche oggi e la sua casa, la Grande Montagna Seduta, segna la loro terra, il loro posto e sancisce concretamente la loro identità culturale.

Figli delle stelle

Purtroppo a questa montagna è legata anche una brutta storia di sopraffazione e ingiustizia. Nel 1872 il governo federale la esclude dal territorio della Riserva San Carlos, nonostante in un primo tempo ne facesse parte, e nonostante il fatto che per gli Apache sia un luogo sacro di grandissima importanza, perché rappresenta una vera e propria porta sul mondo spirituale da cui trarre benessere, insegnamento e ispirazione. Nel 1990 un nuovo episodio di sopraffazione: la cima di questo monte, spesso avvolta dalle nuvole, viene scelta inspiegabilmente, per la costruzione di un complesso di telescopi. È un progetto dell’Università dell’Arizona, aperto a numerosi partners internazionali, tra cui il Vaticano e l’Osservatorio di Arcetri, sulle colline di Firenze. Le proteste degli Apaches, e dei molti ambientalisti che si schierano al loro fianco, difendendo un luogo in cui si è sviluppato un ecosistema molto particolare, fanno sì che molti dei partners ritirino la loro partecipazione all’impresa, scoraggiati anche dal fatto che la montagna non offra una buona visibilità, a causa delle nuvole che ricoprono quasi sempre la sua cima. L’Osservatorio di Arcetri e il Vaticano rimangono imperterriti. I rappresentanti del Vaticano in particolare, alla richiesta di rispetto degli Apaches, dichiarano che la montagna non può essere considerata luogo sacro. Per loro evidentemente è sacro solo un luogo su cui è piantata una croce.

Sulla cima della Grande Montagna sono stati impiantati alcuni dei telescopi in progetto e agli Apaches è proibito l’accesso.

Numerose richieste, risoluzioni, interrogazioni, risposte si succedono nel tempo ma la battaglia non è ancora conclusa. Ci piace qui ricordare in particolare una persona che si è impegnata nella difesa della Grande Montagna Seduta fino alla fine dei suoi giorni. Ola Cassadore, leader dell’Apache Survival Coalition ci lascia questo suo ricordo di quando era bambina:

Mia nonna era spiritualmente molto forte, secondo la via apache, e usava darmi i suoi insegnamenti nel buio della notte, sulla montagna. Mi diceva che non dovevo avere paura perché questa era la nostra terra, il nostro posto, perché noi siamo parte di questa terra e di tutte le cose che stanno su questa montagna e così siamo protetti.

Per approfondire:

G.Barbadoro e R.Nattero - I POPOLI NATURALI E L’ECOSPIRITUALITA’- Ed.Triskel

www.eco-spirituality.org/mountg.htm


Previsioni per il mese

  

Vergine: Umori bizzarri: Un giorno ti lascerai andare alla dolcezza e il giorno dopo risponderai con aggressività anche eccessiva, un giorno cercherai compagnia e poi invece avrai bisogno di solitudine. Sono impulsi che nascono dal profondo, forse generati da ricordi e senza una vera attinenza con la realtà del momento.

Bilancia: Eppur si muove: Intorno a te tutto sembra procedere in modo positivo eppure nel profondo qualcosa non è completamente soddisfatto. Forse cerchi qualcosa di più autentico ma ancora non hai individuato bene di cosa si tratta.

Scorpione: Così è se ti piace: Continua il periodo positivo. Non hai bisogno di lottare né di rimuginare né di arrabbiarti. Insomma uno Scorpione sereno può essere anche contento?

Sagittario: Un nuovo corso: Quel peso che portavi sulle spalle si alleggerisce fino a sciogliersi. Cambiamenti importanti nella tua vita tracciano un nuovo futuro. Non essere precipitoso nelle decisioni e usa sempre fermezza e dolcezza.

Capricorno: Colpo di fulmine?: Diffida di ciò che è dolce e repentino, fidati invece della tua lucidità e del tuo senso dell’umorismo.

Acquario: Fiducia nel futuro: Tendi a guardarti intorno con la fiducia e la speranza negli occhi. Le stelle ti sono favorevoli ma non abbandonare l’attenzione.

Pesci: Mondi fantastici: Fantasia e creatività sgorgheranno da te così naturalmente che alle volte non saprai nemmeno bene come dar loro una forma.

Ariete: Under pressure: In arrivo tante cose che vogliono la tua attenzione, ti sollecitano, a volte ti incalzano e ti fanno sentire più forte la voglia di correre libero e senza freni. La tua vitalità è un alleato prezioso ma non dimenticare di usare un po’ di saggezza in ogni azione.

Toro: Occhi sereni: Fidati della serenità di fondo che percepisci dentro di te e mantienila. Le cose intorno a te sono in movimento.

Gemelli: Veli da togliere: Usa più la dolcezza che l’arguzia, più la comprensione che l’ironia nel rapportarti con chi ti sta intorno. Scoprirai una parte di te che di solito tieni in ombra e una vicinanza con gli altri più profonda del solito.

Cancro: Musica dolce: Avresti voglia di stare in un porto sicuro, circondato di tenerezza per estrarre dal cassetto i tuoi sogni e magari condividerli con qualcuno ma una parte di te è continuamente sollecitata da fattori esterni che richiedono attenzione e partecipazione.

Leone: Profumi nell’aria: È il momento di uscire dalla propria tana e andare in giro. Ci sono occasioni, persone, contatti interessanti che potranno arricchire la tua esperienza di vita.


Un evento sotto il Segno della Vergine: La prima puntata di Star Trek


Spazio, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell'astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale. Diretta all'esplorazione di strani, nuovi mondi. Alla ricerca di altre forma di vita e di civiltà. Fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima.
Con queste parole inizia ogni puntata della prima serie di Star Trek, mentre sullo schermo l’inconfondibile profilo dell’astronave Enterprise vola tra stelle e pianeti lontani.

Un evento sotto il Segno della Vergine: La prima puntata di Star Trek

Star Trek è tutt’oggi un mito inossidabile che ha proiettato nello spazio milioni di persone, che ha fatto, e fa, sognare mondi lontani, umanità diverse, incontri con civiltà straordinarie. Dopo le tre stagioni della prima serie che, dal 1966 al 1969, coinvolgono un numero sempre crescente di spettatori, ne viene prodotta, tra il 1973 e il 1974, una di animazione, poco nota, poi altre quattro: tre di sette stagioni ognuna, The Next Generation, Deep Space Nine e Voyager, trasmesse rispettivamente dal 1987 al 1994, dal 1993 al 1999 e dal 1995 al 2001, più quattro stagioni di Enterprise andate in onda dal 2001 al 2005. Le vicende dell’Enterprise e dei suoi equipaggi sono anche raccontate in ben tredici film, l’ultimo dei quali, Star Trek Beyond, recentissimo, è arrivato nelle sale cinematografiche proprio quest’anno, a cinquant’anni di distanza dalla prima apparizione degli eroi di queste fortunate avventure. Gli appassionati non dimenticano gli altri dodici titoli: The Motion Picture del 1979, The Wrath of Khan del 1982, The Search for Spock del 1984, The Voyage Home del 1986, The Final Frontier del 1989, The Undiscovered Country del 1991, Generations del 1994, First Contact del 1996, Insurrection del 1998, Nemesis del 2002, Star Trek del 2009 e Into Darkness del 2013.

Un evento sotto il Segno della Vergine: La prima puntata di Star Trek

E che cosa ha a che vedere tutto questo con la puntata di settembre di Astromatta? Ha molto a che vedere, perché il cinquantesimo compleanno di Star Trek cade proprio in questo mese, precisamente l'8 settembre, giorno in cui nel 1966 sul canale NBC, viene trasmessa la prima puntata, dal titolo The man trap. La trama presenta una sorta di gioco delle parti basato sulle illusioni mentali dei protagonisti e sulla capacità di mutare forma di una misteriosa creatura. È la prima delle mille straordinarie avventure dei personaggi creati da Gene Roddenberry, che pur con pochissimi mezzi tecnici e un piccolo budget, porta una vera rivoluzione nel mondo tradizionalista e perbenista della televisione. Già i personaggi sono particolari, perché a bordo dell’Enterprise uomini e donne, di etnie diverse, collaborano insieme, trovando naturale e tranquilla la diversità. La nera Uhura (Nichelle Nichols), il giapponese Sulu (George Takei), il russo Chekov (Walter Koenig), il vulcaniano Spock (Leonard Nimoy), l’irlandese McCoy (DeForest Kelley) e il capitano Kirk (William Shatner) lavorano alla riuscita delle missioni e vivono tra loro un rapporto di stima e amicizia profonda.

Un evento sotto il Segno della Vergine: La prima puntata di Star Trek

Se consideriamo il clima di guerra fredda che caratterizza il secondo dopoguerra e il razzismo tutt’altro che superato, la composizione della squadra dell’Enterprise esprime di per sé uno sguardo al futuro e un superamento delle barriere considerate insormontabili. I princìpi che ispirano le ricerche dell’equipaggio sono princìpi che possiamo definire universali: l’affacciarsi sull’ignoto con la mente aperta e curiosa, il superamento dei luoghi comuni, il rispetto per tutte le forme di vita e di civiltà, il senso di fratellanza, la pace… Ricordiamo che in una puntata di Star Trek si vede il primo bacio interraziale della TV, quello tra l’ufficiale comandante Uhura ed il capitano Kirk. Le storie narrate, sempre avvincenti, mescolano azione e riflessione e toccano i temi profondi del cuore umano, come traspare anche dai titoli degli episodi: Vincere la paura, Strani nuovi mondi, Una questione di civiltà, Guerra temporale, La caduta di un eroe

Una curiosità che forse non tutti sanno: il primo episodio pilota, proposto da Roddenberry con il titolo The Cage, viene bocciato dai produttori che lo ritengono troppo filosofico e troppo poco avventuroso. In questa anteprima il capitano dell’Enterprise è Cristopher Pike, interpretato da Jeffrey Hunter, ed il ruolo di primo ufficiale è ricoperto da una donna. Roddenberry modifica l’impostazione della sua storia, inserisce più azione e cambia alcuni personaggi, tra cui il capitano, sostituendo Pike con Kirk, e il primo ufficiale che da quel momento sarà il Signor Spock. Filosofia e avventura stringono alleanza e nasce il mondo di Star Trek.

E visto che nasce sotto il Segno della Vergine quali caratteristiche di questo Segno manifesterà? Di certo l’idealismo, la fiducia nel futuro e nella concreta possibilità di costruire un mondo migliore. L’amore per la logica (uno dei personaggi più riusciti è il vulcaniano Spock) e per la tecnologia (molti strumenti di oggi sono stati anticipati dalla fantasia degli autori di Star Trek) e una certa essenzialità nella scenografia, magari dovuta ai mezzi non eccessivi su cui il regista poteva fare affidamento, sono altri tratti tipici della Vergine. E soprattutto lo è l’attenzione alle piccole cose vicine ma con il sogno dell’immensità.

E lo Zodiaco ancora una volta stende la sua influenza non solo sugli esseri viventi ma anche sugli eventi…




AGOSTO 2016

Figli delle stelle - 2


La seconda puntata di Figli delle stelle ci porta in Australia, la grande isola-continente dell’emisfero Sud del mondo. Con il potere della fantasia possiamo immaginare di trovarci in una grotta nei pressi Milbrodale, nella Hunter Valley.

Figli delle stelle

È la grotta di Baiame, così chiamata perché sulla parete di una sporgenza di arenaria c’è un dipinto che raffigura Baiame, l’Eroe celeste, il Padre di tutte le cose. Di lui, come dei Signori della Fiamma, gli antichi miti raccontano che scese giù dal cielo sulla terra e creò i fiumi, le montagne, le valli e le foreste. Mise gli uomini e le donne nel posto speciale che aveva creato e costruì il primo cerchio sacro, il bora, il luogo in cui donava i suoi insegnamenti. Diede alle genti le leggi della vita, le tradizioni, i canti e la cultura, insegnò loro di quali piante cibarsi, vietò di uccidere gli animali e fece in modo che tutte le creature vivessero insieme in armonia. Quando ebbe finito, tornò in cielo.

Anche i nativi australiani dunque sono “figli delle stelle”, anche loro fanno risalire le loro conoscenze e la loro civiltà a qualcuno venuto da fuori di questo pianeta, qualcuno che creò sulla Terra un luogo meraviglioso in cui era possibile vivere felici e in armonia con tutti gli altri esseri che lo popolavano.

Miti, dirà qualcuno, favole di uomini ancora “primitivi”. Strane favole però, che affratellano popoli lontanissimi tra loro dal punto di vista geografico, favole che riferiscono il ricordo di un passato comune, di esperienze comuni e di conoscenze comuni come vedremo anche nelle prossime puntate dedicate ai figli delle stelle.

Il corpus dei miti australiani ha come punto cardine il Dreamtime, il Tempo del Sogno. Questo termine, introdotto dall'antropologo Elkin nel 1938 e utilizzato poi comunemente, è un tentativo di traduzione di quello che i nativi chiamano Alcheringa o Mura Mura o Tjukurpa a seconda della zona e della popolazione del vasto continente.

Figli delle stelle

Il termine Dreamtime è una traduzione fuorviante che fa pensare a qualcosa di indefinibile, poco chiaro, posto nella dimensione inafferrabile dei sogni, una traduzione voluta da chi non era in grado di capire o preferiva nasconderne il significato e l’importanza. Il Dreamtime per le popolazioni dell’Australia è qualcosa di così forte da rappresentare un riferimento potente e vitale, in grado di costituire compattezza e speranza per popoli che hanno subito invasioni, colonizzazioni, genocidi aberranti e oggi sono determinati a lottare per riavere le proprie terre sacre, la rivalutazione della propria cultura e le spoglie degli antenati che i vari conquistatori e sedicenti studiosi hanno sparso nei musei del mondo.

Il Dreamtime è il cuore antico degli aborigeni, lo spazio sacro a cui partecipano tutti coloro che improntano la loro vita al rapporto con il Trascendente, è la dimensione spirituale che unisce i ricercatori d’infinito del continente australiano.

I miti sono un modo di raccontare e di ricordare le esperienze. A volte il loro linguaggio immaginifico vela i significati profondi per tramandarli e proteggerli e fare in modo che siano comprensibili a chi ha voglia di capire davvero e non si ferma alla superficie delle cose. I rappresentanti della cultura maggioritaria, siano essi missionari che vogliono convertire e indottrinare o antropologi che studiano le altre culture come se fossero meccanismi da smontare hanno senz’altro poche possibilità di capire la Tradizione di popoli il cui modo di pensare è lontano dal mondo materialista da cui provengono.

E se la conoscenza degli aborigeni trova riferimento negli insegnamenti di esseri venuti dalle stelle, il loro legame con il cielo è testimoniato anche dall’interesse profondo per gli astri: nei loro miti fanno riferimento alla Croce del Sud, ad Antares, ad Aldebaran, ad Arturo, alle Iadi, a Orione e alla Via Lattea, testimoniando l’intenso legame che sentono con le stelle.

Per chi vuol saperne di più sul mondo dei Nativi australiani:

Giancarlo Barbadoro – L’EDEN DELLE TRADIZIONI ABORIGENE - Shan Newspaper

Rosalba Nattero - L’AUSTRALIA CHE NON C’E’- Edizioni Triskel


Previsioni per il mese

  

Leone: Cambiamenti profondi: Partendo dall’immediato, dalle piccole cose, da ciò che ti è vicino, il cambiamento si muoverà come un’onda e ti porterà ad attuare dei mutamenti profondi sia dentro di te che a largo raggio intorno a te.

Vergine: Giardino da coltivare: Molte sollecitazioni, a volte anche contradditorie, richiamano la tua attenzione, pretendono risposte, mettono in dubbio le certezze. Questo mese sarà come un giardino in cui piante e fiori diversi richiedono continuamente le tue cure.

Bilancia: La dolcezza dell’estate: Hai voglia di lasciarti andare, di addolcire i lati più pungenti del tuo carattere ma un po’ ti trattieni, timoroso che qualche imprevisto possa coglierti impreparato.

Scorpione: Qui ed ora: Le stelle ti sono amiche e ti aiutano a vivere momenti ricchi da cui puoi ricavare esperienze importanti e positive.

Sagittario: Apri la porta al nuovo: Ci sono ancora pendenze da risolvere ma la soluzione è nel nuovo, nuove prospettive, nuovo atteggiamento, nuove considerazioni.

Capricorno: Una ventata di freschezza: Voglia di scherzare, di giocare, di godere degli aspetti semplici della vita, questo mese rivelerà il lato tenero del Capricorno.

Acquario: In fondo all’anima: Sei in contatto con le forze profonde che albergano dentro di te. Creatività, intuito, senso di giustizia cercano i canali giusti per potersi esprimere.

Pesci: Guarda oltre il tuo sogno: Avrai spesso la sensazione che ciò che accade è una specie di gioco delle parti, magari anche divertente ma finto. Sta a dare credito o no a questa commedia.

Ariete: Imprevedibile è la vita: Le situazioni non sono come ti aspetti, ora un’occasione che non avresti immaginato si presenta e devi coglierla al volo ora un evento che ritenevi avviato ad una prevedibile conclusione presenta un finale sorprendente…

Toro: Ricchezza e abbondanza: Tante opportunità, novità, idee, incontri si accavallano in questo mese così pieno di occasioni.

Gemelli: Capogiro: Ti troverai spesso ad assistere ad un improvviso sovvertimento di valori: quello che ti sembra tranquillo non lo è, quello che ti sembra avviato invece si ferma, quello che ti sembra incerto invece è tenace. Eppure saprai guardare gli avvenimenti con uno sguardo positivo.

Cancro: Come un mosaico: Un po’ alla volta le tessere del mosaico della tua vita si stanno risistemando e appare una nuova immagine di te e della tua esperienza. Tutto comincia dalle piccole cose ma poi si estenderà a quelle più grandi.


Un personaggio del Leone:
Rosalind Franklin


La scienza solleva in maniera distaccata, e senza lagne e mugugni, dalla valle di lacrime alle sfere della pace
.

Sono parole di Rosalind Franklin, la biofisica, cristallografa e ricercatrice che, a metà del secolo scorso, ha avuto un ruolo fondamentale negli studi sulla struttura del DNA.

Un personaggio del Leone: Rosalind Franklin

Grazie alle sue fotografie a raggi X si è arrivati infatti a scoprire la doppia elica del DNA. Rosalind, una delle pochissime donne della sua generazione ammesse a Cambridge, sarà anche l’involontaria protagonista di un giallo: non prenderà mai il premio Nobel per il suo grande contributo alla scienza, il premio andrà invece ai suoi colleghi Wilkins, Watson e Crick, che costruirono il loro successo rubandole alcune documentazioni delle sue ricerche, tra cui quella che diventerà famosa come fotografia 51. Solo nel 1998, Watson, nel suo libro La doppia elica, riconoscerà il contributo essenziale di Rosalind e solo nel 1998 la sua foto verrà sistemata accanto a quella dei tre vincitori del Nobel nella National Portrait Gallery di Londra.

Rosalind, nata sotto il Segno del Leone, ne incarna le qualità: coraggiosa, sicura delle proprie idee, idealista, convinta di battersi per un grande ideale. In un mondo disegnato dalle religioni dove si può essere solo credenti o atei afferma: Dal mio punto di vista, la fede sta nella convinzione che, facendo del nostro meglio, ci avvicineremo di più all’obiettivo e che l’obiettivo (il miglioramento di tutto il genere umano, presente e futuro) sia un bene degno di essere perseguito.

Rosalind Elise Franklin nasce a Kensington (Londra) il 25 luglio 1920, secondogenita di Muriel Waley e Ellis Franklin. Una ricca famiglia ebrea nell’Inghilterra edoardiana è l’ambiente in cui viene a trovarsi la piccola Rosalind e che le offre una vita ben organizzata e sicura. Fin da piccolina manifesta la sua predilezione per lo studio delle scienze, soprattutto la chimica, la fisica e la matematica.

Un personaggio del Leone: Rosalind Franklin

Quando il panorama politico internazionale comincia a mutare e inizia l’ascesa di Hitler e del nazionalsocialismo, Rosalind entra al Newnham College di Cambridge, la città universitaria che costituisce un mondo a sé, al riparo dalle vicende della storia del momento. Conseguirà la laurea nel 1941. A Cambridge segue con particolare interesse il lavoro di Lawrence Bragg sui cristalli e sull’uso della diffrazione dei raggi X per determinarne la struttura, e in seguito i contributi di John D. Bernal sulla classificazione dei cosiddetti gruppi spaziali, relativa alle strutture in cui sono organizzati i sistemi noti di cristalli.

Durante la guerra lavora alla British Coal Utilisation Research Association a Kingston-upon-Thames studiando la porosità del carbone e ipotizzando la possibilità di produrre fibre di carbonio.

Alla fine della guerra la troviamo a Parigi al Laboratoire Central des Services Chimiques de L'Etat dove lavora e si specializza nella tecnica della diffrazione dei raggi X sui grandi cristalli.

Nel gennaio 1951 entra, come ricercatrice associata, al King's College di Londra diretto da Maurice Wilkins. È qui che inizia a lavorare sul DNA. Tra Rosalind e Maurice Wilkins i rapporti sono però tesi: lei che ha l’abitudine di scrutare le persone profondamente negli occhi, è consapevole delle sue capacità e non è disposta ad essere una sottoposta, lui la vede invece come sua aiutante, in una posizione di secondo piano. Per lui è inammissibile che una donna, molto più giovane di lui, lavori nel suo stesso campo in modo indipendente.

Un personaggio del Leone: Rosalind Franklin

Non è una situazione facile per Rosalind che comunque prosegue nel suo lavoro e, basandosi sull’esperienza acquisita, riesce a realizzare un dispositivo capace di scattare fotografie ad alta definizione dei singoli filamenti di DNA, ottenendo una serie di immagini per diffrazione dei raggi X. Grazie a queste fotografie è possibile definire la caratteristica struttura ad elica della molecola del DNA.

Nel maggio dello stesso anno Wilkins, in un convegno tenutosi a Napoli, relazionando sulle ricerche in atto al Kilng’s College afferma che quando la materia vivente viene cristallizzata è possibile osservare la disposizione delle molecole che la compongono, e questo può portare alla comprensione della struttura del gene. Questa affermazione suscita in particolare l’interesse di James Watson, un giovane ricercatore, che con il collega Francis Crick, nel Cavendish Laboratory dell’Università di Cambridge, sta studiando il modo in cui il gene opera nella replicazione.

L’ambiente delle Università e lo spirito competitivo di questi ricercatori non rende onore alla scienza, sta di fatto che in questo clima in cui più scienziati lavorano contemporaneamente a progetti simili, Wilkins mostra a Watson copie della cosiddetta fotografia 51, da fatte all’insaputa di Rosalind, che ormai con lui ha chiuso ogni tipo di collaborazione. Nella foto si vede chiaramente una X, formata da bande nere striate che si irradiano dal centro alla periferia, ovvero un'elica. Mentre Rosalind lascia il King's non potendone più del contesto in cui deve lavorare e si trasferisce al laboratorio di cristallografia del Birkbeck College, Wilkins rimane a lavorare da solo e può attribuirsi il merito della scoperta. In realtà verrà a sua volta battuto sul tempo da Watson e Crick che pubblicheranno sull’argomento un loro articolo sulla prestigiosa rivista Nature, il 25 aprile 1953. Rosalind si complimenterà perfino con i due scienziati.

Negli anni successivi si dedicherà allo studio dei virus e dell’RNA che le conferiranno riconoscimenti internazionali ma nel 1958, a soli 38 anni, la sua carriera finisce. Il 15 aprile il tumore alle ovaie che le era stato diagnosticato qualche anno prima si porta via la vita di Rosalind.




LUGLIO 2016

Figli delle stelle


Figli delle stelle

In questa puntata affronteremo un tema intrigante: la storia che raccontano i libri di scuola è veramente l’elenco dei fatti che sono accaduti o una loro interpretazione che elimina tutto ciò che non la conferma?

Questa domanda è scaturita proprio dai due argomenti che vogliamo proporvi per il mese di luglio: i Dogon, il popolo che afferma di aver ricevuto le sue conoscenze da esseri misteriosi venuti da Sirio B e il personaggio del mese, Giulio Cesare, il primo degli imperatori romani.

Cominciamo con i Dogon, uno dei popoli, ma non l’unico come vedremo nelle prossime puntate, che possiamo definire “Figli delle stelle”.

I Dogon sono circa 250.000, vivono nel sud del Mali, lo Stato dell’Africa nord-occidentale, in villaggi sparsi nella falesia di Bandiagara, dove il fiume Niger descrive una grande ansa. Le città grandi più vicine sono Timbuctu a nord e Ouagadougou a sud. Quest’area è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità per le sue caratteristiche particolari sia dal punto di vista antropologico che geologico.

La particolare cultura dei Dogon divenne nota agli occidentali tra gli anni ’50 e ‘60 del secolo scorso, quando vennero pubblicati, rispettivamente nel 1948 e nel 1964, i libri Dio d’acqua di Marcel Griaule e La volpe pallida di Germaine Dieterlen.

Figli delle stelle

I due antropologi francesi avevano soggiornato a lungo tra i Dogon, tra il 1931 e il 1952, studiandone la vita, le tradizioni e le conoscenze iniziatiche e scoprendo contenuti davvero straordinari e insospettati. A stupire furono soprattutto le loro conoscenze particolarmente avanzate in campo astronomico. A Griaule e Dierterlen sembrò davvero strano che un popolo senza moderni strumenti di osservazione del cielo conoscesse l’esistenza delle quattro lune di Giove e degli anelli di Saturno, sapesse della rotazione dei pianeti intorno al Sole e dell’appartenenza del sistema solare ad una grande galassia a forma di spirale che, insieme ad innumerevoli altre, fa parte di un universo pieno di stelle, di pianeti e di vita. I Dogon asserivano che le conoscenze di cui erano in possesso erano un dono ricevuto dai Nommos, esseri dalla forma non umana, il cui nome significa benefattori, venuti sulla Terra da un pianeta di Siro B, una stella praticamente ignota alla scienza ufficiale fino alla fine dell’800.

I Nommos, crature anfibie definite anche maestri dell’acqua, secondo la tradizione dogon atterrarono sul nostro pianeta in una zona identificabile come a nord-ovest delle loro terre attuali e contemporaneamente al loro arrivo una nuova stella apparve nel cielo. L’atterraggio dei Nommos viene descritto con molta precisione: ci fu un grande frastuono e un grande spostamento d’aria, l’oggetto che era sceso dal cielo venne trascinato da una non meglio identificata cosa con quattro gambe fino ad una conca che venne riempita d’acqua in modo che la nave spaziale potesse galleggiare.

Figli delle stelle

Nella vita dei Dogon il mito e la vita quotidiana son strettamente legati e interconnessi. Quando intrecciano i loro canestri ripetono il movimento a spirale della galassia, quando costruiscono i loro villaggi riproducono il disegno di un corpo umano, quando parlano della creazione si riferiscono al piccolo seme del fonio (digitaria exilis), un cerale che coltivano, affermando che dalla sua esplosione, avvenuta all’interno dell’uovo del mondo, ebbe origine l’universo immenso.

E a Sirio B, la stella da cui provenivano i Nommos, hanno dato il nome di Po Tolo, dove Tolo significa stella e Po è il nome del piccolissimo seme del fonio. Po Tolo, la piccola stella, è il fulcro dell’universo: è la prima cosa creata. Po Tolo è collegata al colore bianco ed è descritta come costituita di metallo così pesante che tutti gli esseri viventi della Terra, insieme, non potrebbero sollevarlo. Il linguaggio è fantastico ma la descrizione è molto precisa: Sirio B risulta effettivamente essere una nana bianca, estremamente densa. Eppure, mentre Sirio, la stella alfa della costellazione del Cane maggiore, è nota fin dall’antichità, nessun astronomo, fino al 1884, aveva ipotizzato la presenza di una seconda stella. Furono alcune anomalie nel moto di Sirio a far presumere l’esistenza di un altro corpo celeste. La piccola sorella di Sirio sarà fotografata per la prima volta solo nel 1970. E come facevano i Dogon a conoscerne l’esistenza?

Il caso dei Dogon suscitò molto interesse e scalpore. Per alcuni fu prova dei contatti avvenuti fin dal lontano passato tra terrestri e visitatori provenienti dallo spazio, per altri testimonianza della sopravvivenza delle conoscenze degli antichi abitatori di Atlantide, per altri ancora fu solo la stupefacente scoperta di una cultura con una mitologia estremamente ricca e articolata, per altri infine argomento da smantellare in ogni modo possibile perché fuori dal cliché della scienza approvata. Perché la cultura maggioritaria nega che il cammino della storia umana non sia così lineare come si vuol credere? Non è detto che negare a priori contatti con civiltà aliene sia poi tanto rassicurante né intelligente. Il legame dell’umanità con le stelle è ben più profondo e sfaccettato di quanto rivela uno sguardo superficiale. Ci piace riportare il racconto che un vecchio capo Dogon fece proprio a Marcel Griaule: All'inizio dei tempi le donne Dogon staccavano le stelle dal cielo per darle ai loro bambini. Essi le bucavano con un fuso e facevano girare queste trottole di fuoco, per mostrarsi fra loro come funzionava il mondo.


Previsioni per il mese

  

Cancro: Metamorfosi: È un momento di cambiamento che coinvolge un po’ tutti gli aspetti della tua vita e del tuo modo di affrontarli. Sono messe in gioco delle convinzioni profonde e contemporaneamente si manifestano modalità nuove, ancora un po’ incerte ma pronte a sviluppi positivi.

Leone: La sostenibile leggerezza dell’essere: Una serenità di fondo fa emergere l’ottimismo, la voglia di prendere le cose con leggerezza e la voglia di dare forma a nuovi progetti.

Vergine: Radici: Facilmente interverranno situazioni inaspettate che richiederebbero una lucidità che in questo momento non hai. Conta sulle forze profonde del tuo essere e falle emergere bypassando il nervosismo.

Bilancia: Investigazioni: Ti stai un po’ complicando la vita cercando di analizzare con eccessiva serietà un fatto o una relazione per te molto importanti che hanno coinvolto il tuo profondo senso della giustizia. Allentando la tensione saprai dare il giusto peso e trovare soluzioni.

Scorpione: Giardino fiorito: Un bel periodo caratterizzato da uno slancio positivo verso la vita: una bella energia fluisce nelle tue vene e il tuo sguardo sul mondo è fondamentalmente buono e ottimista.

Sagittario: Semaforo rosso: Chiedere ad un Sagittario di essere paziente è sempre difficile ma questo mese ti tocca. È tempo di fermata: frena la corsa, rilassati, guarda dentro di te.

Capricorno: Terra fertile: Il tuo mondo interiore rivela in questo periodo tutta la sua profondità e ricchezza. Le forze creative, l’intuizione, la lungimiranza innescano prospettive e situazioni nuove.

Acquario: Futuro a portata di mano: Un inizio mese più estroso e brillante cederà il passo a momenti di maggior riflessione e ponderatezza che si mostreranno nel tempo più fruttuosi di quello che pensi.

Pesci: Com’è profondo il mare: Emotivo, sognatore, profondo, misterioso e in guerra con tutto ciò che è razionale e concreto: in questo mese mostrerai il volto doc del tuo Segno.

Ariete: Un cappello pieno di…: L’imprevisto, il bizzarro, lo straordinario si affacciano qua e là scompigliando la tua vita, in un momento in cui, strano per te che ami tanto l’azione, vorresti la tranquillità per poterti dedicare a riflessioni profonde.

Toro: Come il bagatto dei tarocchi: Il caldo dell’estate non ti porta ad abbandonarti alla pigrizia, anzi, dentro di te ribollono progetti e la voglia di mettere in cantiere anche cose che avevi accantonato, con la certezza che avranno esito positivo.

Gemelli: Inutile rimandare: Ancora un periodo un po’ “intermittente” con alti e bassi nell’umore e la sensazione di dover risolvere una volta per tutte alcune questioni di fondo che hai accantonato da tempo perché richiedono la pazienza e la costanza che non ti caratterizzano.


Un personaggio
del Cancro: Giulio Cesare

Un personaggio del Cancro: Giulio Cesare

Il personaggio di questo mese è Giulio Cesare, l’uomo che trasformò Roma in capitale di in enorme impero. Un ospite atipico per la nostra rubrica che parla di solito di protagonisti che hanno interpretato al meglio le qualità del loro Segno di nascita e un personaggio atipico, almeno a prima vista, come nativo del Cancro, Segno di sognatori e poeti, di artisti e utopisti più che di guerrieri, condottieri e strateghi.

E allora quali aspetti del Cancro incarna Giulio Cesare? Il “cuore” di questo Segno estivo sta nel mettere al primo posto le sue pulsioni interiori e di proiettarle in modo così totale intorno a sé da non distinguerle dalla Realtà. Quello che il Cancro sente è la Realtà. Se si crea uno sfasamento tra il suo sentire e gli avvenimenti, si ritira offeso, se trova terreno fertile per i suoi progetti non ha remore né ripensamenti. E qui Giulio Cesare la fa da maestro: lavora incessantemente per il progetto che ha in testa, dall’adolescenza fino alle idi di marzo del 44 a.C. quando cadrà sotto i colpi dei pugnali dei congiurati. Alla fine di questa lunga corsa alla conquista di un potere sempre più grande, di un impero sempre più esteso trova la morte per mano di chi non si aspetta.

Vediamo che cosa raccontano di lui i libri di storia.

È descritto come dotato di naturale eleganza nei movimenti e nobiltà nell’aspetto, alto di statura, proporzionato, carnagione chiara e occhi scuri molto vivaci, naso leggermente aquilino, zigomi alti, fronte ampia e un po’ di calvizie che mal sopportava e cercava di mascherare acconciando con cura particolare i capelli. Si dice che dedicasse molta attenzione al suo corpo e al suo abbigliamento.

Un personaggio del Cancro: Giulio Cesare

Intelligente, sagace, coraggioso e carismatico aveva tutte le doti del condottiero: sapeva coinvolgere emotivamente i suoi uomini che avevano per lui grande stima. Non faceva richieste di cose che egli stesso non fosse disposto a fare in prima persona e considerava i suoi soldati più come commilitoni che sottoposti, accettando anche i loro scherzi e le battute con senso dell’umorismo. Non sopportava invece le perdite di tempo, i discorsi inutili e l’eccesso di retorica. Del resto lo stile con cui scriveva colpisce per la precisione, l’essenzialità e la chiarezza. Non amava il teatro né gli spettacoli del circo anche se li favoriva perché sapeva che avevano successo tra il popolo e indirettamente gli portavano la simpatia della gente. Aveva una grande considerazione di sé, e ne riservava pochissima ai i Senatori e in generale ai potenti. Detestava gli indovini ma davanti alla sfortuna non si asteneva dal recitare gli scongiuri. Vediamo qualche cenno sulla sua vita.

Cesare nasce a Roma l’11 o il 12 luglio del 100 a.C. da un’antica famiglia, la gens Iulia, che vanta come antenato diretto niente meno che Iulo (altro nome di Ascanio), figlio di Enea e della dea Venere. La gens Iulia è una famiglia patrizia, ma non molto abbiente, per cui per arrivare in alto Cesare dovrà basarsi soprattutto sulle sue capacità personali. L’educazione del piccolo Cesare è affidata a Marco Antonio Gnifone, un grammatico originario della Gallia, e allo zio Caio Mario, l’avversario di Silla. I primi anni di Cesare coincidono con la guerra sociale che infiamma Roma: da un lato troviamo la fazione degli optimates, con a capo Lucio Cornelio Silla, che sostengono il potere degli aristocratici e dall’altro quella dei populares, o democratici, guidati appunto da Caio Mario.

Un personaggio del Cancro: Giulio Cesare

Cesare cresce parteggiando per i polulares con i quali allaccerà una nuova parentela quando, poco più che adolescente, sposerà Cornelia Cinna, figlia di Lucio Cornelio Cinna, alleato di Mario. Le simpatie per i populares creeranno a Cesare non poche difficoltà all’inizio della sua carriera politica, quando Silla prenderà il potere e istaurerà la sua dittatura. Anzi, temendo per la sua stessa vita Cesare si allontanerà da Roma recandosi in oriente, dove è in corso una guerra e dove conoscerà Nicomede, re di Bitinia, e si fermerà presso di lui per quasi due anni. Al suo ritorno a Roma Cesare si dedica alla carriera forense dimostrando grandi doti sia per l’intelligenza con cui si muove nei complessi giochi politici del tempo, sia per le sue capacità come oratore… La vita di Cesare si snoda come una sorta di triller ambientato nel mondo dell’esercito e della politica.

Quando si allontana da Roma si impegna in campagne militari che ne aumentano la fama, come stratega e come comandante, quando torna nella sua città stringe abili alleanze con le personalità di spicco del momento, muovendosi con l’abilità di un esperto giocatore di scacchi. Ricordiamo le campagne condotte in Iberia, poi in Gallia, quindi in Germania, in Britannia e in Africa. In tutto affronta 9 anni di guerra e ci viene descritto come sempre in prima fila tanto negli addestramenti quanto nelle battaglie.

Un personaggio del Cancro: Giulio Cesare

A Roma costituisce il famoso triunvirato, stringendo una proficua alleanza con Pompeo e Crasso grazie alla quale riuscirà ad essere eletto console e da lì inizierà la sua conquista del potere assoluto: console nel 59 a.C., dittatore nel 48, dittatore a vita nel 44, Cesare trasforma via via la Roma repubblica in capitale di un vastissimo impero, governabile, secondo il suo progetto, da un forte potere centralizzato, in grado di mantenerne la coesione ed evitando rivolte e conflitti. Senza acquisire mai il titolo di imperatore di fatto fu il primo degli imperatori romani ed il suo stesso nome, Cesare, diventerà sinonimo di capo.

Presentato come portatore di civiltà tra i barbari ignoranti, Cesare rappresenta in realtà solo se stesso e la sua fame di potere personale. Di Alessandro Magno (tra l’altro nato anche lui sotto il segno del Cancro il 20 luglio del 356 a.C.), che Cesare avrebbe voluto emulare, non ha gli ideali eroici, la poesia e la grandezza. Basta confrontare le loro frasi famose per rendersene conto: Io vorrei distinguermi per la conoscenza di ciò che è meglio, più che per la potenza, diceva Alessandro, Meglio essere il primo nel proprio paese che il secondo a Roma, sono le parole di Cesare. Così quest’ultimo finisce col rappresentare quella linea storica che porta avanti il nulla, sacrificando ogni etica al proprio bisogno di potenza, in una corsa continua dove non è mai abbastanza quello che si ottiene perché c’è ancora un altro obiettivo più avanti e poi uno più avanti ancora, una corsa insensata verso una morte violenta e prematura, mentre l’immenso impero conquistato sarà solo fucina di future brutalità, tristi esempi reinterpretati dai vari imperialismi di cui la storia è testimone. Qualcuno dice che il fantasma di Cesare si aggiri ancora nell’area di largo Argentina tra le rovine della sua città, mentre il cuore antico dei popoli che aveva preteso di conquistare continua a battere e a promuovere esperienze improntate alla libertà, alla conoscenza e all’amore fra i popoli.




GIUGNO 2016

Stelle, ologrammi e tele di ragno


… La Lente era la più moderna rappresentazione geografica al servizio della navigazione spaziale. Si trattava in effetti di una complicata macchina calcolatrice che poteva riprodurre su uno schermo tridimensionale il firmamento visto da un qualsiasi punto della Galassia. Channis regolò le coordinate e spense le luci nella sala di pilotaggio… Lentamente i puntini luminosi dello schermo cominciarono a brillare di una luce più intensa. Sullo schermo brillavano i gruppi stellari che, numerosi, costituivano il centro della Galassia. “Questo – spiegò Channis – è il cielo invernale come lo si vede da Trantor… ogni descrizione di una determinata costellazione… si basa sulla posizione che quelle stelle assumono rispetto a Trantor…”

Stelle, ologrammi e tele di ragno

Così scriveva Isaac Asimov nella sua Quadrilogia Galattica, spiegando benissimo quello che possiamo applicare al “nostro” cielo: le costellazioni che noi osserviamo, e che disegnano forme per noi significative e riconoscibili, esistono solo guardate dal nostro pianeta, da un altro mondo osserveremmo altri gruppi di stelle, altre figure a cui forse collegheremmo altre storie e altri significati. E allora le costellazioni non hanno senso? Ce l’hanno collegato alla nostra storia, alle nostre esperienze di viaggiatori dello spazio sull’astronave Terra. Per millenni ci hanno aiutato ad orientarci, a calcolare il tempo e a farci sognare quindi sono ricche di significati per noi esseri di questo mondo.

In questa puntata impareremo qualcosa in più sulle costellazioni dello Zodiaco dal punto di vista astronomico, guardandole non soltanto come disegni piatti sul nero della volta del cielo notturno ma restituendo loro la tridimensionalità.

Ecco una breve descrizione delle costellazioni zodiacali specificando per ognuna il nome della sua stella alfa e di un oggetto del profondo cielo compreso nella sua porzione di spazio, ovvero osservabile, magari con strumenti ottici appropriati, se guardiamo nella direzione della costellazione stessa.


Il Capricorno è una costellazione un po’ difficile da osservare alle nostre latitudini, un po’ perché si trova sempre bassa sull’orizzonte e un po’ perché non avendo stelle molto brillanti rimane offuscata dall’inquinamento luminoso delle nostre città. La sua stella alfa è Giedi, la capra, una stella multipla. Tra gli oggetti celesti che troviamo nella sua porzione di cielo citiamo l’ammasso globulare M30.


L’Acquario invece è facilmente identificabile pur non avendo stelle molto luminose: si trova a sud del grande quadrato di Pegaso. La sua stella alfa è Sadalmelik, il re fortunato. Contiene ammassi stellari, nebulose e galassie. Tra tutte queste citiamo la nebulosa NGC7009, scoperta da Herschel nel 1782, nota anche come Nebulosa Saturno perché visivamente simile al pianeta degli anelli. Inoltre da questa costellazione ogni anno si sprigionano le meteore dette Acquaridi in tre sciami successivi.


Anche i Pesci sono una costellazione molto debole e per individuarla è bene tenere come riferimento il quadrato di Pegaso. La stella alfa è Al Rescha, il nodo, ed è situata nel punto in cui i due pesci sono legati insieme. Tra gli oggetti celesti ricordiamo la debole ma bellissima galassia a spirale M74.


Stelle, ologrammi e tele di ragno

L’Ariete è costituito da tre stelle che formano un triangolo schiacciato e si trova proprio sotto Andromeda. È facile osservare questa costellazione in estate, nel periodo delle Perseidi, perché si trova vicina alla zona del cielo da cui si originano queste meteore. La stella alfa è Hamal, la pecora. Nell’Ariete troviamo la bella galassia a spirale NGC772 con il suo nucleo grande e luminoso e uno dei due bracci notevolmente più allungato.


Il Toro è una costellazione molto grande, individuabile perché nella sua porzione di cielo sono presenti le Pleiadi, ammasso stellare luminoso e famosissimo fin dai tempi antichi. La stella alfa del Toro è Aldebaran, colui che segue, una stella doppia formata da una gigante arancio e una nana rossa.


La costellazione dei Gemelli viene a trovarsi proprio sopra Orione. Non è grandissima ma è facile da riconoscere, soprattutto grazie alle sue due stelle più brillanti, Castore e Polluce. Castore, la stella alfa, è una stella multipla mentre Polluce è una gigante gialla. Tra gli oggetti celesti nominiamo la nebulosa planetaria NGC2392, detta anche Eskimo Nebula o Clown Nebula perché, nell’immagine del telescopio spaziale Hubble, sembra la testa di un uomo racchiusa nel cappuccio di una giacca a vento oppure la faccia di un pagliaccio.


Il Cancro fa invece parte delle costellazioni difficili da osservare nei cieli delle città, non presenta infatti stelle particolarmente luminose, si può però trovare piuttosto facilmente osservando lo spazio tra Castore e Polluce (dei Gemelli) da un lato e Regolus (del Leone) dall’altro. La stella alfa è Acubens, le chele, una stella molto simile al nostro Sole. Quasi al centro della costellazione, si può vedere, anche ad occhio nudo, l’ammasso aperto chiamato il Presepe o l’Alveare.


Stelle, ologrammi e tele di ragno

Il Leone è una delle costellazioni più facilmente riconoscibili, anche perché la sua forma ricorda veramente il grande felino di cui porta il nome. Contiene più di 100 stelle visibili ad occhio nudo. La sua stella alfa è Regolus, il piccolo re, una stella bianco-azzurra che ha una compagna visibile solo con strumenti ottici. Tra gli oggetti celesti presenti nello spazio del Leone citiamo la galassia a spirale M95, situata al centro della costellazione.


La Vergine è una delle costellazioni più grandi e una delle più ricche di oggetti del profondo cielo. Può essere trovata facilmente grazie alla sua brillante stella alfa, Spica, la spiga, una stella binaria. Si dice che fu grazie a questa stella che Ipparco scoprì la precessione degli equinozi, infatti il tempio di Tebe era stato costruito, nel 3200 a.C., allineato con Spica e rilevando il cambiamento nella sua orientazione fu possibile dedurne il fenomeno della precessione. Per trovare Spica, e quindi la costellazione della Vergine, si parte dal timone del Grande Carro, si segue l’arco formato dalle sue tre stelle, si arriva ad Arturo, stella molto luminosa, e proseguendo ancora con lo stesso arco si trova Spica. In questa costellazione è presente quello che viene denominato il Virgo Cluster of Galaxies, scoperto nel 1781, un agglomerato gigantesco che comprende più di 2000 galassie. Tra gli oggetti celesti della Vergine ricordiamo la bellissima galassia M104 detta Sombrero per la caratteristica forma.


La Bilancia è piccola, poco appariscente e difficile da vedere nel cielo. È formata da una ventina di stelline non molto brillanti. Per trovarla bisogna individuare la costellazione dello Scorpione, sua vicina: se si prolungano i tre tratti che congiungono Antares, la stella alfa dello Scorpione, con le sue chele (le stelle beta, delta e pi), si trovano con buona precisione le tre stelle beta, alfa e delta della Bilancia. Per un certo periodo Bilancia e Scorpione erano fuse insieme in una costellazione unica ed i piatti della Bilancia erano diventati le chele dello Scorpione. Per questo motivo il nome della stella alfa della Bilancia è Zubenelgenubi, che significa la chela meridionale. Questa bella stella doppia è chiamata anche Kiffa Australis. Tra gli oggetti del profondo cielo troviamo la coppia di galassie ellittiche NCG5898 e NCG5903.


Lo Scorpione è una bellissima costellazione, facile da individuare nelle serate estive, quando appare bassa sull’orizzonte, inconfondibile per la forma della sua “coda”. Se con lo sguardo seguiamo le stelle, dal basso verso verso l’alto, arriviamo ad Antares, la sua splendente stella alfa, di colore rosso, e per questo considerata l’antagonista di Marte. Numerosi gli oggetti del profondo cielo. Tra questi c’è l’ammasso aperto NGC6231 formato da una miriade di stelle supergiganti bianche e azzurre, al centro di un complesso agglomerato di ammassi aperti e nebulose diffuse che costituiscono uno dei bracci più interni della Via Lattea.


Stelle, ologrammi e tele di ragno

Il Sagittario è una costellazione grande, ricca di stelle e di oggetti del profondo cielo anche perché, osservando il Sagittario, guardiamo verso il centro della nostra galassia. La costellazione ha sullo sfondo una macchia lattiginosa che è il nostro modo di vedere il grande ammasso di stelle centrali della Via Lattea. La stella alfa è Rukbat, il ginocchio dell’arciere. E tra gli oggetti celesti citiamo la Swan Nebula, la Nebulosa del Cigno.


Tra le tante costellazioni quelle dello Zodiaco sono particolari perché comprese in una fascia a cavallo dell’eclittica, la linea immaginaria percorsa dal Sole sulla volta celeste nel corso di un anno. Sono dodici, non hanno tutte la stessa grandezza ma sono prese a riferimento per la costruzione dello Zodiaco astrologico, che divide il cielo in dodici settori uguali di trenta gradi ognuno. Questo Zodiaco è una specie di tela di ragno, disegnata nel cielo come riferimento. Possiamo vederlo come un gigantesco orologio o calendario che ci serve a misurare il tempo. Nemmeno le ore e i mesi hanno una reale consistenza ma per noi sono utili e ci permettono di regolare le nostre attività, prendere l’aereo, darci appuntamento, ecc. Come orologi e calendari funzionano anche se l’ora solare diventa ora legale così possiamo affermare che i simboli dello Zodiaco mantengono il loro significato nonostante la precessione degli equinozi (il cambiamento lento ma continuo dell'orientamento dell’asse di rotazione terrestre rispetto alle stelle fisse) e lo sviluppo delle scoperte astronomiche, perché l’astrologia non è un’astronomia primitiva ma un sistema simbolico antico e profondamente significativo. Resta valida anche se gli strumenti scientifici permettono una descrizione sempre più accurata della nostra galassia e del nostro universo. Come la vertigine che coglie improvvisa guardando le stelle non può essere cancellata dalla precisione dei numeri che parlano di anni luce e magnitudo.

E terminiamo ancora con le parole di Isaac Asimov, l’autore che ha fatto sognare intere generazioni con i suoi racconti di fantascienza e che descrive, sempre nella Quadrilogia Galattica, una mappa olografica della galassia in cui le stelle possono essere guardate da diversi punti di vista, una mappa dove le costellazioni cambiano, si trasformano, diventano altre figure luminose nel buio del cielo notturno:

… guardò pensierosa la mappa. Non era del tipo elaborato dai computer ultimo modello; era invece un grappolo di luci tridimensionale che rappresentava la Galassia a mezz’aria, olograficamente. Benché la struttura non potesse essere mossa né girata e benché non si potesse né espandere né contrarre, le si poteva girare intorno facilmente e la si poteva osservare da qualsiasi angolatura.


Previsioni per il mese

  

Gemelli: Il sole dissipa l’ombra: Quel velo di pessimismo che ti pesava sul cuore si scioglie e torni a sorridere, anche se qualche volta il tuo sguardo si oscura ancora un pochino.

Cancro: Ampio panorama: Continua il periodo delle possibilità nuove: quelle che hai individuato cresceranno ma molte altre si affacceranno alla tua attenzione.

Leone: Dentro lo specchio: Come guardandoti allo specchio scoprirai dentro i tuoi occhi qualcosa di te che non avevi ancora visto e che ti farà sentire nuovo.

Vergine: Il grano matura: Un buonumore di fondo ti accompagna: ciò che hai seminato cresce e nuove opportunità ti aspettano subito dietro l’angolo.

Bilancia: Alla luce del sole: Ecco rispuntare il tuo stato d’animo migliore: la vitalità riprende quota e dentro di te ritorna la ricerca di armonia e bellezza.

Scorpione: Riflessioni profonde: Ancora un po’ solitario e riflessivo sui grandi interrogativi metafisici rapportati alla tua vita. Lucidità e intuizioni sono intense.

Sagittario: Crescere lentamente: Periodo laborioso e importante che porterà a cambiamenti profondi dentro di te e nelle situazioni che hai intorno.

Capricorno: Camminare fischiettando: Ottimo umore e animo leggero ti toglieranno l’aria seria che spesso ti contraddistingue. Una nuova voglia di giocare caratterizzerà questo periodo.

Acquario: Aprire le finestre: Lascia entrare l’aria pulita e nuova che ti porta opportunità e sorprese.

Pesci: Grandi sogni: Il tuo mondo interiore magico e profondo sarà il tuo rifugio in un momento in cui l’esterno sembra essere un po’ faticoso e poco gratificante.

Ariete: Nuovi equilibri: Ancora un mese “saggio” per te: stai costruendo una situazione nuova basata su scelte e cambiamenti anche importanti.

Toro: Dolcezza e fortuna: Continua per te un periodo favorevole e fecondo dove ciò che inizi cresce e ciò che è in atto da tempo si stabilizza.


Un personaggio dei Gemelli:
Yoshiko Kawashima

Mi guardo indietro e mi chiedo della mia vita. Ho la netta sensazione che è tutto pari a nulla. Quando sei famosa in tutto il mondo, sei veramente un fiore. Ma ci sono anche tante persone che vengono da te sperando di usarti. Ti consiglio di non lasciarti trascinare da queste persone. Ti consiglio di attenerti alle tue convinzioni. Questo è il momento migliore di considerare esattamente ciò che si desidera per se stessi. Fai quello che vuoi veramente. Qui davanti a te c’è l’esempio di una persona che è stata utilizzata da altri e poi gettata via come spazzatura. Guardami. Ti do questo avvertimento in base alla mia esperienza. Ora mi sento in un grande campo mentre guardo il sole al tramonto. Io sono sola. Mi chiedo dove devo camminare da sola...

Un personaggio dei Gemelli: Yoshiko Kawashima

Yoshiko Kawashima, in questo stralcio di lettera scritta ad un’amica, svela un po’ della sua anima. È un’anima non facile da conoscere, la sua, tanto il suo personaggio, discusso, criticato, osannato e travisato ha finito col nasconderne la realtà.

Yoshico è, per molti versi, un’icona del Segno dei Gemelli: affascinante, erotica, spregiudicata, guerriera e fragile. Poliedrica se la si guarda nel suo insieme ma anche perennemente duplice come vuole questo Segno d’Aria. Vedremo che la sua vita si svolge sempre tra due poli opposti, spesso in contrasto tra di loro. Vive tra due “mondi”, il passato imperiale ed il futuro della rivoluzione cinese, ha due patrie, Cina e Giappone, perennemente in guerra, ha due ruoli, eroina e traditrice. E come se non fosse abbastanza la sua bellezza androgina, i suoi amori di entrambi i sessi fanno di lei un essere in cui convivono due anime diverse. E la sua storia in cui finiscono per intrecciarsi realtà e finzione sottolinea ancora una volta la duplicità dei Gemelli. Nei libri, nei film e perfino nei videogiochi che la vogliono protagonista non è facile separare la realtà dall’invenzione. Yoshiko viene presentata ora come una Giovanna d’Arco giapponese per aver lavorato all’indipendenza della Manciuria, ora come la Mata Hari d’Oriente, spia al servizio dei Giapponesi e per questo giustiziata.

Yoshiko Kawashima nasce nasce a Pechino il 24 maggio 1907, con il nome di Xianyhu e il titolo di principessa. Appartiene alla famiglia Aisin Gioro, quella dei governanti della Cina imperiale, ed è parente di Pu Yi, quello che sarà l’ultimo imperatore. Quando Xianyhu ha quattro anni la sua famiglia perde il potere: Pu Yi è ancora bambino e la reggente, la principessa Cixi, abdica in suo nome. In cambio di questo i rivoluzionari risparmiano la vita ai membri della famiglia imperiale, quindi anche a Xianyhu. La Cina diventa repubblica.

Un personaggio dei Gemelli: Yoshiko Kawashima

A otto anni Xianyhu viene adottata da un conoscente del padre, Kawashima Naniwa, un discutibile personaggio, forse una spia giapponese o un avventuriero mercenario, che la porta in Giappone. È il suo patrigno a cambiarle il nome in "Kawashima Yoshiko". Yoshiko è una bambina dal carattere curioso e ribelle e diventa un’adolescente bellissima, ma la sua storia personale è tutt’altro che serena: è violentata dal padre del suo patrigno e in seguito ha una relazione tumultuosa con il suo patrigno stesso, uomo geloso e violento che allontana da lei il suo giovane amante. E lei, che ha diciotto anni, si taglia i capelli a zero e ne va di casa. Vive da bohémien per alcuni anni a Tokyo con una serie di amanti ricchi, sia uomini che donne.

La vita di Yoshiko sembra la trama di un romanzo d’avventure: vorticosa per quanto riguarda le vicende personali e intrecciata a fatti storici tragici, eventi politici importanti. Dopo il matrimonio, nel 1927, con Ganjuurjab, figlio del capo del movimento mongolo-manchuriano per l'indipendenza, e il divorzio solo due anni più tardi, si stabilisce a Shanghai dove incontra Tanaka Ryukichi, militare giapponese e ufficiale dei servizi segreti, e va a vivere con lui. È a Shangai nel 1932, quando avviene il famoso incidente: una vera e propria guerra urbana tra giapponesi e cinesi scatenata dal pestaggio di alcuni monaci buddisti da parte di alcuni giapponesi.

Un personaggio dei Gemelli: Yoshiko Kawashima

Quando Tanaka è richiamato in Giappone, Yoshiko diventa lei stessa un agente segreto (o almeno così sembra) intraprendendo missioni sotto copertura in Manciuria. Certo la sua bellezza, il suo abbigliamento maschile, la sua personalità forte e anticonformista fanno di lei una figura che colpisce l’immaginario tanto dei suoi contemporanei quanto di chi si è occupato in seguito della sua storia ed è spesso davvero difficile capire che cosa ha davvero vissuto ed il reale peso della sua presenza negli avvenimenti.

Quando i giapponesi invadono la Manciuria, sostenendo di volerne garantire l'indipendenza dal resto della Cina, Yoshiko, convince Pu Yi prima a diventare il capo di questo nuovo stato, chiamato Manchukuò e in seguito ad accettare il titolo di imperatore. Yoshiko organizza anche la milizia locale comandando, nella sua divisa da soldato, diverse migliaia di uomini e guidandoli personalmente nelle azioni contro la guerriglia anti-giapponese.

Un personaggio dei Gemelli: Yoshiko Kawashima

Yoshiko diventa così, per la stampa giapponese, la Giovanna d'Arco di Manchukuò, e un’eroina in pubblicazioni, trasmissioni e romanzi. Diventa incredibilmente popolare ma questo, un po’ alla volta, le crea problemi con il Kwantung, il reparto dell'esercito imperiale giapponese creato per proteggere la Ferrovia della Manciuria Meridionale e delle relative aree in concessione, soprattutto quando inizia ad essere un po’ troppo apertamente critica sullo sfruttamento giapponese del Manchukuò come base di operazioni contro la Cina, nella seconda guerra sino-giapponese. Allora si parla sempre meno di Yoshiko, fino a farla scomparire alla vista del pubblico.

Alla fine della guerra, nel novembre del ’45, Yoshiko viene arrestata a Pechino da agenti del controspionaggio cinese. Nonostante il tentativo di dichiararsi giapponese o manchu, per evitare l’accusa di tradimento ed essere giudicata come prigioniero di guerra, viene riconosciuta colpevole nel 1948 e condannata a morte. La vita di Yoshiko finisce con un colpo di pistola nella parte posteriore della testa il 25 marzo 1948.

La sentenza viene eseguita pubblicamente e il suo corpo viene esposto dopo l’esecuzione, ma c’è chi crede che sia riuscita a fuggire e che in realtà qualcun altra sia morta al posto suo.

Giudizi su Yoshiko?

Secondo Hachiro Ogata, il suo assistente giapponese, non era una cattiva persona. Le piaceva provocare polveroni. Forse per dissipare la sua solitudine.

Secondo il New York Times, nel 1933, era una pittoresca figura da film drammatico, mezzo maschiaccio e mezza eroina.

E il suo sogno qual era?

Giapponesi e cinesi sono tutti fratelli e sorelle asiatici. Non c'è nulla di così sciocco di sorelle e fratelli che si uccidono l'un l'altro. Tutte le persone amano la loro terra d'origine. Ho sognato di rendere la Cina, mia terra d'origine, stabile e libera dalla guerra, con l'aiuto e la guida del Giappone, e di vederla diventare, insieme con il Giappone, una grande nazione asiatica… Sia il Giappone che la Cina sono stati ridotti a scheletri. Perché si attaccano e si uccidono a vicenda?

Un sogno di pace nel cuore di una donna vestita da soldato.

Tra i numerosi film che si ispirano alla vita di Yoshiko ricordiamo L'ultimo imperatore (1987) di Bernardo Bertolucci, dove compare con il nome di Gioiello d’Oriente e Kawashima Yoshiko (1990) di Eddie Fong Ling-Ching.





MAGGIO 2016

Zodiaco e antispecismo


Si legge spesso, nelle descrizioni dei dodici Segni dello Zodiaco, del modo particolare, per ognuno di loro, di intendere l’amicizia o l’amore. In questa puntata di AstroMatta ci siamo chiesti se mai esista una modalità specifica, per ogni Segno, di provare sentimenti di fratellanza per le altre specie viventi, in particolare per gli animali non umani. Il modo assurdo in cui questi ultimi vengono trattati ha fatto orrore a molti grandi uomini e donne dei secoli passati ed è tema di un acceso dibattito nel mondo attuale, dal punto di vista filosofico ed etico. Nonostante la cultura maggioritaria tenda per inerzia a considerare gli animali non umani una risorsa da sfruttare in ogni modo possibile, come cibo, come forza lavoro, per il divertimento, per gli esperimenti più crudeli, sempre più persone si svegliano da questa ipnosi collettiva e prendono posizione contro questo orrore e per il riconoscimento della dignità di questi nostri fratelli con forma diversa.

Zodiaco e antispecismo

Qualunque sia la cultura di partenza, anche se si è stati abituati a mangiare la carne, anche se si sa cucinare bene il pesce, anche se il papà è cacciatore, ad un certo punto non ci si può esimere dal chiedersi perché questi innocenti debbano essere condannati alla prigione, alla morte, all’inferno, all’orrore in modo tanto inutile e crudele. Ed è possibile comunque cambiare, come molte testimonianze di ex allevatori, ex cacciatori, ex carnivori, ex pescatori dimostrano. Riportiamo, uno per tutti, il toccante racconto della presa di coscienza di Enzo Maiorca, famoso apneista e appassionato di pesca subacquea: È avvenuto tutto all'improvviso. Mi ero immerso in una secca poco lontana dal capo che protendendosi verso il mare aperto chiude a sud la baia di Siracusa. Quella mattina mi accadde di arpionare una cernia. Una cernia robusta, combattiva. Si scatenò sul fondo una vera e propria lotta titanica fra la cernia che pretendeva di salvare la sua vita e me che pretendevo di togliergliela. La cernia era incastrata in una cavità fra due pareti; cercando di rendermi conto della sua posizione passai la mano destra lungo il suo ventre. Il suo cuore pulsava terrorizzato, impazzito dalla paura. E con quel pulsare di sangue ho capito che stavo uccidendo un essere vivente. Da allora il mio fucile subacqueo giace come un relitto, un reperto archeologico impolverato nella cantina di casa mia.

Dedichiamo questa puntata agli animali, un piccolo contributo al riconoscimento della loro dignità di figli di Madre Terra, nostri fratelli a tutti gli effetti e a tutti coloro che si battono perché i diritti degli animali siano riconosciuti. Lo facciamo a modo nostro pubblicando le affermazioni di personaggi famosi, uno per Segno, e quelle di amici che anche questa volta hanno accettato di rispondere ad una nostra domanda. Agli amici abbiamo chiesto: Che cosa ti ha convinto a non mangiare più la carne? Le loro parole insieme a quelle dei personaggi costruiscono un percorso a tappe che ci porta a affrontare le tematiche animaliste, cioè di riconoscimento della palese ingiustizia perpetrata nei confronti degli animali non umani, e soprattutto antispeciste, cioè l’affermazione che non esiste alcuna differenza di dignità tra animali umani e non umani in quanto tutti figli di Madre Terra affratellati dallo stesso cielo.

I dodici step del percorso utilizzano gli archetipi presentati nella scorsa puntata, che abbinava i Segni zodiacali a dodici Arcani Maggiori dei Tarocchi, ispirandosi al libro I Tarocchi e la ruota d’Oro di G. Barbadoro e ne mantiene la sequenza. È un’ipotesi di lavoro che ci è sembrata interessante e che vi proponiamo, ricordando che ogni tappa è anche valida di per sé in quanto sfaccettatura, punto di osservazione del tema del rapporto con le altre specie.


CAPRICORNO

La forza della compassione

Albert Schweitzer, medico (14 gennaio 1875): Fino a quando non mostrerà compassione per tutte le creature viventi, l'uomo stesso non troverà pace.

C.G.: Casa mi ha convinto a non mangiare più la carne? La compassione per ogni essere vivente.


Zodiaco e antispecismo

ACQUARIO

L’inconsistenza dello specismo

Alice Walker, scrittrice (9 febbraio 1944): Gli animali della terra esistono per se stessi. Non sono stati fatti per gli umani, così come i neri non sono stati fatti per i bianchi, né le donne per gli uomini.

F.B.: Non volevo cibarmi di persone intelligenti. Fin da piccola non sopportavo di vederli finire nel mio piatto come cibo.


PESCI

Il sovvertimento delle vecchie convinzioni

Rukmini Devi Arundale, danzatrice (29 febbraio 1904): Gli animali non possono parlare, ma come possiamo io e te non parlare per loro e astenerci dal rappresentarli? Ascoltiamo, noi tutti, il loro silenzioso pianto di agonia e aiutiamo quel pianto a essere ascoltato nel mondo.

R.L.: Due esperienze mi hanno fatto decidere di non mangiare più carne. La prima tanti anni fa, l’amicizia che avevo istaurato con un cavallo che ha messo i primi dubbi su che cosa potevano vivere gli animali. La seconda l’esperienza della Kemò-vad che mi ha fatto rendere conto che anche gli animali vivono la stessa identica esperienza, semplicemente cambia l’hardware e il firmware, ma la consapevolezza è la stessa.


ARIETE

Il mutamento delle idee

Milan Kundera, scrittore (1 aprile 1929): Non esiste alcuna certezza che Dio abbia affidato davvero all’uomo il dominio sulle altre creature. E’ invece più probabile che l’uomo si sia inventato Dio per santificare il dominio che egli ha usurpato sulla mucca o sul cavallo.

E.P.: La pena per la morte di un altro essere. Ma ho dovuto capire che volevo seguire questa cosa e non dovevo cercare di soffocarla per essere un umano intelligente, come richiesto dalla socialità.


TORO

La fiducia nel proprio sentire

Rabindranath Tagore, poeta (6 maggio 1861): Spesso mi chiedo dove siano nascosti i confini del riconoscimento tra l'Uomo e l'Animale, il cui cuore non ha il dono della parola. In quale paradiso primevo, in un remoto mattino di creazione, correva il semplice sentiero che legava i loro cuori? Le tracce dei loro passi non sono mai state cancellate, sebbene la loro parentela sia da molto tempo dimenticata. Ma, all'improvviso, l'oscura memoria si desta in una musica senza parole, e l'Animale guarda in viso l'Uomo, con tenera fiducia, e l'Uomo lo guarda negli occhi, con divertito affetto. Sembra quasi che i due amici s'incontrino mascherati, e attraverso il travestimento vagamente si riconoscano!

L.L.: Un giorno, mentre stavo per mangiare un coniglio, ho “visto” nel piatto i gatti che vivevano con me. Da lì ho iniziato a smettere di mangiare i conigli e ho poi tolto tutte le carni, poi i pesci, poi i derivati. Certo la meditazione mi ha aiutato a consapevolizzare quello che sentivo nel cuore.


Zodiaco e antispecismo

GEMELLI

La caduta delle barriere

Marguerite Yourcenar, scrittrice (8 giugno 1903): Gli animali hanno diritti e dignità come te. E' un ammonimento che suona quasi sovversivo. Facciamoci allora sovversivi: contro ignoranza, indifferenza, crudeltà.

P.G.: È stata una scelta etica. Avevo già eliminato le carni rosse dalla mia dieta, dopo la storia della mucca pazza. La scelta di passare ad una dieta priva di carne è stata quando ho cominciato a percepire gli animali non più come qualcosa facente parte del mio scenario ma persone come me capaci di emozioni e di pensiero e di intuizioni. Mi era diventato insopportabile l'idea di provocare loro sofferenza. Proviamo tanto orrore per l'olocausto provocato dai nazisti nei confronti degli ebrei ancora a distanza di 70 anni, ma la società maggioritaria, la società dei consumi, sta facendo le stesse cose agli animali.


CANCRO

La speranza in un futuro davvero diverso

Peter Singer, filosofo (6 luglio 1946): È interessante notare come molti bambini da principio si rifiutino di mangiare la carne degli animali, e accettino di farlo soltanto a seguito degli strenui sforzi dei genitori, che erroneamente pensano sia necessario alla salute... Noi mangiamo carne molto prima di essere in grado di comprendere che ciò che abbiamo nel piatto è il corpo senza vita di un animale... Nello stesso tempo i bambini hanno un naturale amore per gli animali e la nostra società li incoraggia ad essere affettuosi con i cani e i gatti e con tenere bestioline di pezza... Il bambino ha due atteggiamenti contrastanti che coesistono, accuratamente divisi in modo che la contraddizione interna raramente causi problemi… L'affetto del bambino viene diretto verso animali che non si mangiano: i cani, i gatti e i pochi altri animali che un bambino che vive in una città o nei sobborghi ha più possibilità di vedere.

M.R.: Essere entrata in ospedale come volontaria e aver visto morire i pazienti.


LEONE

Il ricordo di chi siamo davvero

George Bernard Shaw, scrittore (26 luglio 1856): Gli animali sono miei amici… e io non mangio i miei amici.

V.G.: Non ho più mangiato carne perché mi faceva senso… man mano che prendevo coscienza della loro sofferenza e del fatto che sono esseri viventi come noi, diminuivo, fino a smettete completamente di mangiarla.


Zodiaco e antispecismo

VERGINE

La fratellanza permette di costruire un mondo migliore per tutti

Theodor Adorno, filosofo (11 settembre 1903): Auschwitz inizia quando si guarda a un mattatoio e si pensa: sono soltanto animali.

P.S.: Rendermi conto che gli animali sono come noi e anche sapere quale sofferenza c’è dietro la carne e i prodotti d’origine animale.


BILANCIA

La rivelazione del proprio sentire e della realtà dei fatti

M. K. Mahatma Gandhi, filosofo e politico (2 ottobre 1869): Noi dovremmo essere capaci di rifiutarci di vivere se il prezzo del nostro vivere fosse la tortura di esseri senzienti.

R.M.: Decisi di non mangiare più carne quando, parlando con amici del tema animalista, mi accorsi che non potevo più ignorare la sofferenza che provocavo.


SCORPIONE

Le esperienze portano a prendere posizione

Marco Lodoli, scrittore e giornalista (22 ottobre 1956): Chi ha assistito in campagna allo scannamento di un maiale non potrà mai più mangiare la sua carne: quegli strilli da bambino, quell’angoscia di fronte all’esecuzione imminente, quei suoi inutili tentativi di resistere, di opporsi puntando le zampe sulla terra, ci sono penetrati nella coscienza esattamente allo stesso modo che le immagini delle guerre e dei bombardamenti, delle sedie elettriche e dei campi di concentramento. Chi ama e rispetta la vita, la ama e la rispetta e la piange in ogni punto e a ogni livello, nel maiale come nell’uomo.

B.B.: Non ho più mangiato animali da quando li ho conosciuti veramente e sentiti come miei fratelli, miei amici.


SAGITTARIO

La riflessione sul destino

Voltaire, filosofo (21 novembre 1694): Dei bruti afferrano un cane, che supera in modo così portentoso l’uomo in fatto di amicizia, lo inchiodano su di un tavolo e lo vivisezionano per mostrarci le vene mesenteriche, e vi scoprono gli stessi organi di sentimento che hai tu. Rispondimi meccanicista! La Natura ha dato a quest’animale tutte le molle del sentimento perché non senta? Ha forse dei nervi per essere impassibile?

M.M.: Quello che tanti anni fa mi ha fatto decidere di diventare vegetariana è stato un episodio molto particolare e molto intenso. Mi trovavo in un autogrill e c’era, fermo, un camion che trasportava maiali al macello. Non che io li vedessi bene, c’erano solo delle fessure da cui si intravedevano e per caso ho incontrato lo sguardo di due occhi: questi due occhi guardavano me e io guardavo questi due occhi. Non vedevo cosa c’era intorno a quegli occhi ma mi guardavano in un modo così profondo mentre io li guardavo che era come se in quel camion ci fossi stata io, ci fosse un altro me. Questa cosa stata come una folgorazione. Mi ha colpito così tanto… Io mi rendevo conto che non potevo liberarli ma ho pensato che una cosa la potevo fare: non mangiare più carne. E’ stata una decisione profonda e consapevole e da quel giorno io sono diventata vegetariana. In seguito sono diventata vegana ma il salto l’ho fatto in quel momento, per quei due occhi che mi guardavano.


Previsioni per il mese

  

Toro: Torta di compleanno: Puoi festeggiare per questo bel periodo buono e dolce come una torta appena sfornata!

Gemelli: Non fidarti della fortuna: Periodo da dedicare ad attività intellettuali, di studio, di formazione, evitando di lanciarsi in imprese che potrebbero sembrare promettenti e che in realtà non lo sono.

Cancro: Nuove prospettive: Ecco che il nuovo comincia a fare capolino all’orizzonte: forse un’iniziativa, o un’opportunità mai considerata oppure un incontro interessante porteranno modifiche positive alla tua vita.

Leone: Non c’è fretta: Rallenta i tuoi ritmi e goditi ciò che hai, regalando spazio al gatto pigro che c’è in te.

Vergine: Viaggi nel mondo e nell’anima: Continua il tempo dell’apertura a nuove esperienze e a nuove conoscenze. Stai scoprendo un modo nuovo di rapportarti alla realtà.

Bilancia: Sogni nel cassetto: La tensione del mese scorso si attenua e lascia spazio a nuove possibilità. È il momento di estrarre qualche sogno dal tuo cassetto segreto.

Scorpione: Camminare da solo: Ci sono momenti in cui la solitudine è l’alleato migliore, per capire e per capirsi, al di là del frastuono delle voci e dei pensieri.

Sagittario: Un passo indietro: Magari non ti piace, ma a volte un passo indietro è necessario per guardare le cose con maggiore distacco e per valutare il tutto riferendolo ad un contesto più ampio.

Capricorno: In viaggio: Il vento favorevole si è alzato e ti porterà lontano, sono in vista nuovi orizzonti, nuovi contatti, nuove opportunità.

Acquario: Voglia di perder tempo: Ogni tanto c’è bisogno di non fare granché, di non impegnarsi in grandi imprese, di sonnecchiare in poltrona o sotto il sole.

Pesci: Un bel respiro: Cambia il panorama attorno a te, le situazioni si appianano, l’orizzonte si apre e scopri una nuova libertà di movimento.

Ariete: Guardarsi intorno: È il momento di sospendere la corsa per guardarsi intorno e osservare con attenzione dove sei arrivato, che cosa intendi fare, quali sono i tuoi nuovi obiettivi.


Un personaggio del Toro: Maria Gaetana Agnesi

 Un personaggio del Toro: Maria Gaetana Agnesi

Maria Gaetana Agnesi è un personaggio particolare e forse anche un po’ misterioso. Filosofa, matematica, con lo straordinario dono di esporre concetti complessi in forma chiara e precisa, ritrovava secondo l’illuminista Pietro Verri (1728-1797) spesse volte nei sogni la soluzione dei problemi più ardui e l’invenzione de’ metodi più semplici ed eleganti.

Capace di incantare gli ascoltatori con le sue parole, decide all’improvviso di rinunciare ai salotti e alla mondanità per ritirarsi a studiare la matematica. Quando ottiene successi e riconoscimenti a livello internazionale per le sue pubblicazioni decide di abbandonare tutto e dedicarsi alle opere di bene. Carlo Goldoni la cita nella sua commedia Il medico olandese, definendola donna illustre, sapiente, che onora il suo paese, ma il suo nome resterà legato alla curva versiera (una curva a forma di campana costruibile con procedimenti geometrici) che nessuno prima di lei aveva saputo descrivere con tanta chiarezza e che in inglese, per un errore di traduzione, divenne la witch of Agnesi ovvero la strega di Agnesi.

Del Segno del Toro Maria Gaetana interpreta la linearità dei ragionamenti e la chiarezza espositiva, la semplicità degli atteggiamenti e quella capacità di prendersi a cuore la sorte degli altri, soprattutto dei più deboli.

 Un personaggio del Toro: Maria Gaetana Agnesi

Maria Gaetana Agnesi nasce a Milano il 16 maggio 1718. E’ la prima figlia di Pietro Agnesi e Anna Fortunato Brivio. Suo padre, professore di matematica presso l'Università di Bologna, incoraggia l'interesse di Gaetana per la scienza fin dalla sua infanzia, garantendole un’ottima educazione, studi con eccellenti professori e facendola partecipare, fin da bambina, al salotto culturale che promuove in casa sua, dove vengono presentate tesi su vari argomenti culturali, discusse poi con i più illustri accademici del momento. Pietro Agnesi invita al suo salotto celebrità e nobili sia del luogo che stranieri. Durante questi incontri Gaetana partecipa in prima persona alle discussioni, mentre la sorella Maria Teresa, compositrice e clavicembalista di talento, allieta gli ospiti suonando negli intervalli tra un dibattito e l’altro. Gaetana dimostra una grande propensione per le lingue: parla correntemente il francese, a nove anni traduce in latino, perché questa è lingua usata nel salotto Agnesi, e poi recita a memoria una lunga dissertazione in cui sostiene l’istruzione superiore per le ragazze. A undici anni conosce bene il greco, il tedesco, lo spagnolo e l’ebraico. Gaetana disserta con cognizione di causa di logica, meccanica celeste, gravitazione universale, chimica, botanica, zoologia, mineralogia… Nel 1738 pubblicherà alcune delle tesi che ha difeso nel Propositiones philosophicae. Sviluppa precocemente un particolare interesse per la matematica con un approccio personale ed originale alla materia. A quattordici anni affronta complessi problemi di geometria analitica e balistica, a diciassette anni inizia a commentare criticamente il Traité analytique des sections coniques di Guillaume de L'Hospital, matematico di punta del momento. A vent’anni Maria Gaetana è stanca di ostentare il suo talento in pubblico e manifesta l’intenzione di ritirarsi in convento. Il padre riesce a convincerla a non intraprendere questa strada ma Maria Gaetana non parteciperà più ai salotti e con completo disinteresse per la vita sociale si dedicherà in solitudine allo studio della matematica, seguita in parte dal benedettino Padre Ramiro Rampinelli, futuro professore di matematica all’università di Pavia. Dieci anni dopo, nel 1748, pubblica, dedicandolo a Maria Teresa d’Austria, Instituzioni analitiche ad uso della gioventù italiana, il libro che la promuoverà a tutti gli effetti tra i grandi matematici della storia.

Il testo, in due volumi e più di mille pagine, tratta di algebra e analisi, con particolare attenzione ai concetti innovativi.

 Un personaggio del Toro: Maria Gaetana Agnesi

Nel 1749 una commissione accademica così definisce il libro di Maria Gaetana: Questo lavoro è caratterizzato da attenta organizzazione, chiarezza e precisione. Non vi è nessun altro libro, in qualsiasi lingua, che consenta al lettore di penetrare più profondamente e rapidamente, i concetti fondamentali dell'analisi. Riteniamo questo trattato il lavoro più completo e meglio scritto nel suo genere.

Le Instituzioni analitiche, scritto in italiano, viene tradotto in inglese da John Colson, professore di matematica a Cambridge e pubblicato nel 1801, a spese del barone de Maséres, dall’editore John Hellins. Nell'introduzione Hellins scrive che Colson ha trovato il lavoro di Maria Gaetana così eccellente che si è dato la pena di imparare la lingua italiana in età avanzata al solo scopo di tradurre questo libro in inglese, in modo che i giovani britannici possano avvantaggiarsene come i giovani italiani.

Un altro riconoscimento importante le viene da Papa Benedetto XIV, prima con una nota di congratulazioni in occasione della pubblicazione del suo libro, poi con la nomina alla cattedra di Matematica e Filosofia Naturale all’Università di Bologna.

Maria Gaetana, sempre schiva, accetta di insegnare all’Università solo in sostituzione del padre malato, dal 1750 al 1752, quando il padre muore. Dopo questo evento si ritira un po’ alla volta da ogni attività scientifica. Nel 1762 rifiuta la richiesta dell'Università degli Studi di Torino per discutere un lavoro del giovane Lagrange.

Dal 1752 si occupa dell’educazione dei suoi numerosi fratellini, dell’assistenza dei poveri e si dedica a studi religiosi. Per realizzare una struttura dedicata ai malati mentali non esita a vendere i suoi gioielli. Nel 1771 diventa direttrice del Pio Albergo Trivulzio, un’istituzione milanese per i malati anziani e indigenti, ruolo che mantiene fino a quando muore il 9 gennaio 1799.





APRILE 2016

I tarocchi e lo Zodiaco


I tarocchi e lo Zodiaco

Nella puntata di febbraio abbiamo accennato al libro I Tarocchi e la Ruota d’Oro di Giancarlo Barbadoro, della Keltia Editrice, in cui l’autore prende in esame i Tarocchi di Marsiglia e afferma che queste lamine dai disegni misteriosi e onirici racchiudono esperienze ed insegnamenti profondi e antichi ed hanno una storia straordinaria: le carte che noi conosciamo risalgono al Rinascimento ma il loro simbolismo vanta un’origine che si colloca in un tempo ormai ricordato soltanto dai miti. Tutte le tradizioni dei popoli della Terra parlano della discesa dal cielo di esseri leggendari che fecero agli uomini un dono di conoscenza. Nella cultura dei nativi europei questo dono è simboleggiato dal GRAAL (Gnosis Recepta Ab Antiqua Luce) oggetto misterioso che simboleggia un’esperienza precisa e la strada per raggiungerla.  I Tarocchi, ed in modo particolare i loro ventidue Arcani Maggiori, sono la traduzione in immagini di un libro che riporta le tappe di questo cammino di ricerca. La trasposizione in un mazzo di carte fu in realtà un abile stratagemma per conservare e tramandare l’antico dono con il suo messaggio di libertà, fratellanza e conoscenza che i secoli bui non avrebbero tollerato. Nascosto in un mazzo di carte da gioco questo libro è potuto arrivare fino a noi, portando intatto il suo contenuto.

Dato che le tappe del percorso costituiscono una via di realizzazione attraverso la morte e la rinascita che trova eco e similitudine nelle stagioni del pianeta quando la natura muore e si rigenera consecutivamente ogni anno, dei ventidue Arcani Maggiori, dodici corrispondono ai mesi dell’antico calendario e sono equiparati ai Segni dello Zodiaco. In questa puntata vedremo come i simboli dei Tarocchi, descritti da Barbadoro,  colgano l’essenza e il cuore profondo di ognuno dei Segni Zodiacali.

LA FORZA - IL CAPRICORNO: La lamina rappresenta una figura femminile che apre con facilità le fauci di un leone e ben rappresenta la forza e l’energia vitale. Sembra proprio la raffigurazione dell’anima del Capricorno: la determinazione con cui persegue i suoi obiettivi, la forza naturale che questo Segno esprime nelle sue azioni e nel suo modo di intendere la vita.

I tarocchi e lo Zodiaco

IL PENDUTO - L’ACQUARIO: Sulla carta vediamo un uomo appeso per un piede mentre dalle tasche gli cadono delle monete: è la condizione precaria dell’uomo nell’esistenza ma anche la sua possibilità di crescere utilizzando i suoi errori. L’Acquario si rende conto che il mondo in cui vive non è stabile e  tranquillo come sembra: Spesso risponde a questo senso di precarietà con atteggiamenti bizzarri e anticonformisti o viceversa tentando di trovare modelli di riferimento sicuri. E’ il segno dell’idealismo e dell’utopia.

LA MORTE - I PESCI: Qui è disegnato uno scheletro che tiene in mano una falce, mentre sul terreno appaiono teste, mani e piedi tagliati. E’ la carta del sovvertimento, della fine che dà origine ad un nuovo inizio:. Sognatori, irrazionali ed intuitivi, i Pesci vivono la fluidità dell’esistenza, dove tutto può capovolgersi, come nel mare profondo dove non è più scontato dove sia il sopra e dove il sotto. Il Segno manifesta anche una forte spiritualità e la capacità di guardare la morte e quello che può esserci oltre la sua azione.

LA TEMPERANZA - L’ARIETE: Ecco una figura alata che tiene due brocche e con una versa acqua nell’altra. Questa è la carta del mutamento, del passaggio da una situazione ad un’altra, dei cambiamenti vissuti anche dentro di sé, e una delle caratteristiche base del Segno dell’Ariete è quella di saper essere un innovatore, di essere pronto al cambiamento e di produrlo volontariamente.

IL DIAVOLO - IL TORO: In questa lamina una figura dalle corna di cervo tiene un uomo e una donna legati al piedestallo su cui si trova. Da un lato rappresenta gli istinti che tengono in schiavitù gli esseri umani e che nel Toro sono molto forti, ma dall’altra è la capacità di trascenderli, la fiducia nelle scelte fatte, nel cammino intrapreso, nella coerenza con cui lo si percorre, anche queste caratteristiche del Toro.

LA TORRE - I GEMELLI: In questa carta un fulmine colpisce una torre, facendola crollare  e trascinando nella caduta due uomini. Rappresenta la capacità delle cose e la capacità di guardare oltre ciò che è materiale e quindi precario: Rispecchia la dispersione, la poliedricità dei Gemelli, la loro inquietudine nel fare e disfare per scherzo,  per caso, per bisogno di rimescolare le carte.

LE STELLE - IL CANCRO: Sullo sfondo di un cielo stellato una ragazza vera acqua in un torrente. E’ la carta della speranza che non muore mai e anche nelle difficoltà fa riprendere, continuare, riprovare. E’ la carta del sognatore e quale Segno potrebbe rappresentarlo meglio del Cancro?

I tarocchi e lo Zodiaco

LA LUNA - IL LEONE: La luna illumina una città lontana e uno specchio d’acqua in primo piano da cui esce un gambero. E’ connessa all’idea di ricchezza, di esperienza acquisita e consiglia di ricordare che è bene essere prudenti  nel regalare quanto si ha, donando solo a chi sa apprezzare quanto gli viene dato: Il Leone è generoso ma egocentrico e ingenuo e spesso molto legato ai ricordi della sua storia personale.

IL SOLE - LA VERGINE: Mentre il sole splende due bambini felici stanno davanti ad un piccolo muro. La carta rappresenta il raggiungimento di un obiettivo, l’evidenza delle cose, la chiarezza, la fratellanza e l’organizzazione. Sembra l’elenco dei traguardi che la Vergine vorrebbe conquistare, tutte le cose che le stanno più a cuore e che ricerca in tutta la sua vita.

IL GIUDIZIO - LA BILANCIA:Un angelo esce dalle nuvole e richiama i morti ad uscire dalle tombe. Rappresenta il rivelarsi di qualcosa che era stato a lungo nascosto, una rinascita, il ritorno di un tempo felice. Interpreta bene il forte desiderio della Bilancia di esprimersi, manifestarsi ed anche il suo innato senso della giustizia.

IL MONDO - LO SCORPIONE: Una donna danza all’interno di una corona di foglie. Ai quattro angoli dell’immagine sono rappresentatati i quattro elementi: l’Aria (angelo), l’acqua (aquila),  il Fuoco (leone) e la Terra (toro). Questa carta riprende il simbolismo alchemico e rappresenta la realizzazione del processo che trasforma il piombo in oro: coglie il senso di quel continuo distruggere e ricostruire dello Scorpione e gli dà uno scopo.

IL MATTO - IL SAGITTARIO: Un folle se ne va con un sacco sulle spalle mentre un cane gli strappa i pantaloni. E’ una carta particolarmente misteriosa il cui simbolo si pone tra l’essere e in non-essere, tra l’universo immenso e il Nulla e ricorda che le cose hanno una fine.  E’ la carta del congedo. Rispecchia l’animo del Sagittario senza timore di fronte ai cambiamenti,fiducioso in se stesso fino all’ingenuità, sempre pronto ad andare oltre i limiti che intravede.


Previsioni per il mese

  

Ariete: Prendere la rincorsa: Un bel periodo per te che puoi contare su tutta la prorompente energia della primavera. Un compleanno alla grande!

Toro: Belle sorprese: Come germogli che spuntano e fiori che si aprono, arrivano nuove opportunità che ti faranno vivere momenti ricchi e piacevoli.

Gemelli: Umore ballerino: La situazione generale non è male ma il tuo umore è instabile e ti porta a guardare agli eventi ora con gli occhiali rosa e ora con quelli neri.

Cancro: Volersi bene: Il consiglio di questo mese è una specie di prolungamento di quello del mese passato: devi imparare a trattarti meglio e a non interpretare il mondo attraverso il filtro di quell’ansia che a volte ti coglie all’improvviso.

Leone: Cambiamenti in vista: Non preoccuparti più di tanto se qualche contrattempo si frappone fra te e ciò che vuoi raggiungere. Queste soste ti porteranno a valutare aspetti che non avevi considerato e miglioreranno la riuscita finale.

Vergine: Nuvole disperse: Il vento di primavera soffia sulle nuvole che si erano addensate il mese scorso e ti promette momenti fecondi e interessanti.

Bilancia: Sbuffi di fumo: Un po’ nervoso, un po’ intollerante, ti troverai a sbuffare spesso e volentieri. Se riesci a fermarti vedrai che non è detto che se le cose andassero come vuoi tu sarebbero davvero meglio.

Scorpione: Contare fino a tre: La lucidità non sarà la tua caratteristica in questo mese, quindi non agire d’impulso perché potresti muoverti in modo avventato, stile elefante in una cristalleria.

Sagittario: Energia da vendere: Questo cielo di primavera è generoso con te: sostiene e favorisce cambiamenti e iniziative nuove.

Capricorno: Lucidità e pragmatismo: Si prepara un tempo favorevole in cui le tue doti possono esprimersi al meglio nelle iniziative che prenderai e in quelle che stai portando avanti.

Acquario: Il cuore in altalena: Tenderai a reagire d’impulso agli atteggiamenti degli altri e alle situazioni che ti si presentano. A volte i risultati delle tue reazioni saranno bizzarri.

Pesci: Un po’ di senso pratico: Anche chi appartiene ad un Segno sognatore ogni tanto deve mettere in atto organizzazione e concretezza. Questo mese ti spetta questo compito. Per il resto rilassati e fai le cose che più ti piacciono.


Un personaggio dell’Ariete: Samuel Hahnemann

Un personaggio dell’Ariete: Samuel Hahnemann

Scopo principale ed unico del medico è di render sani i malati ossia, come si dice,di guarirli. La guarigione ideale è la restaurazione rapida, dolce, duratura della salute ossia la rimozione del male nella sua totalità nel modo più rapido, più sicuro ed innocuo, e per ragioni evidenti.

Così afferma Samuel Hahnemann, il medico tedesco il cui nome è legato indissolubilmente all’omeopatia. E’ a lui che si deve infatti la codificazione e la strutturazione di base di questa metodica terapeutica e il suo lavoro è ancora oggi riferimento per tutti i medici che utilizzano l’omeopatia nel loro lavoro e per gli sperimentatori che costantemente approfondiscono i principi scientifici su cui si fonda ed ampliano il numero dei rimedi disponibili per le specifiche problematiche.

Samuel Hahnemann ha dell’Ariete la capacità di prendere decisioni repentine, di lanciarsi a capofitto nella strada che ha scelto ed anche di essere un innovatore, capace di uscire dalla mentalità del tempo per affrontare coraggiosamente un cammino diverso e producendo un mutamento sostanziale alla situazione di partenza.

Christian Friedrich Samuel Hahnemann nasce nella notte tra il 10 e l’11 aprile del 1755 a Meissen, in alta Sassonia. Dei suoi primi anni si dice che abbia imparato l’onestà dal padre e a scrivere dalla madre. La famiglia non è certo ricca e far studiare un figlio costa sacrifici ma Samuel si dimostra davvero intelligente e portato per gli studi. Giovanissimo ha già al suo attivo la conoscenza di numerose lingue quali il francese, l’inglese, l’italiano, il greco, il latino, l’arabo ed il caldeo. Si iscrive alla Facoltà di Medicina di Lipsia, poi si sposta a Vienna e infine si laurea a Erlagen nel 1779, con il massimo dei voti. Nel 1781 esercita la sua professione nell’area mineraria di Mansfeld e l’anno seguente sposa Johanna Kuchler con la quale avrà undici figli.

E’ a Mansflield che la sua fiducia nella pratica medica va in crisi: le tecniche terapeutiche che ha studiato rivelano tutta la loro inefficacia e la sua onestà gli impedisce di continuare a praticarle. La decisione, si racconta , viene presa d’impulso: Samuel apre la porta della sala d’attesa del suo studio e dice ai pazienti che aspettano: “Andatevene, non sono in grado di curarvi, non voglio rubarvi i soldi”.  Da quel momento cambia mestiere, lavora come traduttore di testi medici e scientifici,  si interessa di chimica e viaggia molto.

E’ proprio mentre traduce un testo, la Materia Medica di William Cullen, medico scozzese,  che ha l’intuizione che lo porterà ad elaborare i principi di base dell’omeopatia. Legge infatti che gli operai che lavorano la corteccia della china, per ricavarne l’estratto, utilizzato contro la malaria, sviluppano gli stessi sintomi di questa malattia. Allora decide di sperimentare in prima persona e per alcuni giorni assume l’estratto di china regolarmente, accorgendosi che, pur essendo sano, sta sviluppando anche lui i sintomi della malaria.

Un personaggio dell’Ariete: Samuel Hahnemann

Così racconta la sua esperienza: ”In principio i miei piedi e le punte delle dita si fecero fredde; diventai fiacco e sonnolento; poi il cuore cominciò a palpitare ed il polso diventò duro e piccolo; mi pervase una grande ansietà, accompagnata da tremore, senza fredda rigidità; abbattimento di tutte le membra, la testa pulsava, le guance si arrossarono, mi prese una gran sete." La sintomatologia si ripete ogni volta che prende il farmaco e scompare quando ne interrompe l’assunzione. Samuel ipotizza quindi che le patologie possano essere curate con successo proprio dalle sostanze che ne provocano i sintomi in una persona sana. Questa intuizione si basa probabilmente su conoscenze che Samuel, uomo di vasta cultura, ha della scienza medica più antica, ormai disconosciuta e soppiantata da pratiche invasive,  spesso violente quanto inefficaci. Già Paracelso (1493 – 1541 d.C.) e prima ancora Ippocrate (450-400 a.C.) affermavano questo principio, derivandolo a loro volta da conoscenze ancora più antiche.

Nel 1793 pubblica il Pharmaceutical Lexicon,  un dizionario per i farmacisti con un compendio di regole per la  preparazione egli estratti vegetali e minerali. Nel 1796 pubblica il Saggio su un nuovo principio per accertare le proprietà curative dei farmaci, in cui afferma l’importanza imprescindibile delle prove di efficacia e rifiuta la sperimentazione sugli animali, poiché hanno risposte biologiche diverse e una diversa resistenza agli effetti dannosi.

 Frontespizio della prima edizione dell'Organon
Frontespizio della prima edizione dell'Organon

Samuel elabora la metodica omeopatica sempre sperimentando direttamente gli effetti dei vari rimedi e definendo man mano i punti fondamentali dell’omeopatia. Il primo di questi è la legge dei simili (similia similibus curantur, il simile è curato dal simile), cioè una malattia è curata con quell’elemento che, se somministrato ad una persona sana, ne produce i sintomi. La corrispondenza tra rimedio e  disturbo è stabilita tramite il prooving, cioè l’osservazione diretta dei sintomi che ogni rimedio produce in chi è in salute.

Il secondo punto è la legge degli infinitesimi, ovvero il rimedio omeopatico può essere anche una sostanza tossica ma preparato secondo successive diluizioni, non solo non darà effetti negativi ma rimarrà attivo,  aumentando addirittura il suo potenziale con l’aumentare della diluizione stessa.

Il terzo punto prevede che il rimedio diventi effettivamente efficace quando è dinamizzato, mediante succussione.

Il terapeuta deve tener conto inoltre che ogni organismo vivente è unico e pertanto la cura di cui ha bisogno deve essere individualizzata al massimo, dedicata proprio a lui. Il paziente non è semplicemente un corpo affetto da malattia ma un organismo abitato da una forza di natura spirituale, la dynamis o forza vitale e i sintomi che lo affliggono non sono altro che segnali di una disarmonia che si è creata all’interno dell’organismo e che il medico è in grado di interpretare.

Nel 1810 Samuel pubblica l'Organon, l’arte di guarire, in cui riporta le linee guida dell’omeopatia e qualche anno dopo la Materia medica, in cui descrive i rimedi omeopatici ed i sintomi che ognuno di essi può curare. Nel 1821 fonda una Scuola di Omeopatia presso l’Università di Medicina di Lipsia. Nel 1827 pubblica il trattato Le malattie croniche, in cui spiega che tutte le malattie possono essere ricondotte a tre miasmi: psora, sicosi e syphilis, in base ai quali è possibile una prima classificazione dei rimedi.

Nel 1835, rimasto vedovo, si risposa con Marie Melanie d’Hervilly e con lei torna a stabilirsi a Parigi dove continua il suo lavoro, curando i suoi pazienti, praticamente fino alla fine della sua lunga vita.

Samuel muore nel 1843, a quasi novant’anni, nella sua casa di Parigi.

E’ sepolto nel cimitero di Père Lachaise.


Per chi fosse interessato ad approfondire i vari aspetti dell’omeopatia consigliamo di leggere la rubrica H2O, sempre sulla rivista Shan Newspaper





MARZO 2016

Lo Zodiaco e la Cerca del Graal


Lo Zodiaco e la Cerca del Graal

Il linguaggio astrologico, oltre a permetterci di “dialogare con le stelle”, riesce a metterci in contatto con favole, miti e antiche leggende che ci collegano con la storia più intima dell’umanità, con le sue esperienze più profonde e sacre. Tra questi racconti uno dei più affascinanti è quello della Tavola Rotonda e in questa puntata, viste le analogie tra la Tavola Rotonda e la Ruota dello Zodiaco, tra i dodici cavalieri di Artù ed i dodici Segni zodiacali, ci addentreremo nel messaggio che la saga arturiana porta con sé.

Re Artù, Merlino il druido, Ginevra, i cavalieri ed il misterioso Graal, riproposti anche in tempi recenti da numerosi film che ne narrano le vicende sotto angolature diverse, sono soggetti sempre vivi nell’immaginario collettivo e parlano anche a chi vive nel tempo attuale. La coreografia medievale della saga arturiana è dovuta ai racconti di Goffredo di Monmouth (1100 circa - 1155 circa), Robert Wace (1115 circa - 1183 circa), Chretien de Troyes (1135 circa - prima del 1190) e Wolfram von Eschenbach (1170 - 1220) che, ispirandosi a saghe e leggende celtiche ben più antiche, come quelle raccolte nel Mabinogion gallese, riproposero una storia che, nella sua essenza, mantiene forza e significato al di là del tempo, come appartenesse ad ogni ricercatore del senso più profondo della vita. La Cerca del Graal è l’essenza stessa della ricerca.

Il fulcro della storia è il sogno del druido Merlino: ricostruire un nuovo eden sulla sua terra dominata da infiniti conflitti e guerre. Lui, druido, figlio di un demone e di una fanciulla, essere al confine tra due mondi, capace di operare sugli eventi e modificare la storia, per realizzare il suo sogno ha bisogno di un guerriero forte e saggio capace di muoversi nella realtà di quel tempo, di avere la stima e la fiducia della gente, di portare a termine questa grande impresa. Così “progetta” Artù, quasi un suo avatar, diremmo con linguaggio odierno.

Lo Zodiaco e la Cerca del Graal

Con l’aiuto della magia fa incontrare Uther Pendragon e la regina Ygraine perché concepiscano un figlio che si farà affidare e che istruirà per renderlo adatto al grande compito che lo attende. Quando viene il tempo Artù diventa re e chiama a sé dodici valorosi cavalieri, li riunisce intorno alla Tavola Rotonda, dove tutti siedono come pari, e tenta di ricostruire l’eden. L’eguaglianza e la fratellanza che lega fra loro i cavalieri è già un inizio del nuovo mondo. Il loro legame è così saldo che permette loro di affrontare con lealtà anche situazioni complesse come l’amore tra Ginevra, sposa di Artù, e Lancillotto, il primo cavaliere. Ciò che realizzano è possibile perché tutti fanno riferimento al Graal. Questo misterioso oggetto, il cui nome è l’acronimo di Gnosis Recepta Ab Antiqua Luce, nei vari miti che ne parlano, viene descritto in modi diversi, ora come smeraldo, ora come ruota d’oro. Nella saga arturiana assume la forma di coppa, cioè contenitore di qualcosa di immateriale e prezioso, capace di operare una vera trasformazione alchemica in chi riesce a trovarlo. Il Graal è il dono di conoscenza ricevuto in tempi lontani dall’umanità, ad opera di altrettanto misteriosi donatori venuti dal cielo. Nascosto in epoche buie per essere preservato, tocca ai cavalieri ritrovarlo, affrontando mille avventure che costituiscono il loro percorso interiore di ricerca. Il Graal si manifesta nel centro vuoto della Tavola Rotonda ma solo i più puri tra i cavalieri possono vederlo.

Lo Zodiaco e la Cerca del Graal

La saga di Artù, con il colore di abiti e mantelli, lo scalpitare dei cavalli, il brillare al sole delle armature, la bellezza delle dame, il valore dei cavalieri evoca nella nostra testa un mondo fantastico, posto nella dimensione del sogno o del gioco dei bambini e, come le fiabe o le lamine disegnate dei Tarocchi, è un involucro che conserva e trasmette un messaggio. Ed è un messaggio bellissimo di speranza: cercare e trovare il Graal è possibile perché non è mai andato perduto. Ognuno può riferirsi a questa conoscenza antica e sempre attuale, perché in sintonia con l’eternità, per attuare dentro di sé un percorso mistico di crescita interiore e può partecipare alla concreta costruzione di un nuovo eden.

E lo Zodiaco? E i dodici Segni? Se si guarda con attenzione la simbologia è la stessa. La Tavola Rotonda è l’antico simbolo della pietra forata, è l’antico cerchio di pietre, è lo Zodiaco e i dodici cavalieri sono i dodici menhir del cromlech, sono i dodici Segni zodiacali, tappe visibili di un cammino di ricerca che trova riferimento nell’immensità del cielo stellato e nel senso di mistero che da esso traspare e che ci accomuna tutti come fratelli al di là delle effimere differenze di razza o di specie.


Invitiamo i nostri lettori che vogliono saperne di più sul Graal, sul significato e sulle origini di questo mito straordinario, ad andare ai link www.labgraal.org/graal1.htm e www.labgraal.org/graal2.htm o a digitare nel “cerca” di Shan Newspaper la parola Graal per leggere i numerosi articoli in cui viene citato.


Previsioni per il mese

  

Pesci: A muso duro: La dolcezza e il buon umore vengono sostituiti un po’ alla volta da modi battaglieri. Non sarai disposto a tollerare certi atteggiamenti di chi ti sta intorno, sarai infastidito dall’aggressività e risponderai a tono.

Ariete: Pensieri e azioni: Molte opportunità si propongono alla tua attenzione. Uno stato d’animo positivo ti sollecita a prendere iniziative e a concretizzare progetti.

Toro: Passata è la tempesta: Un inizio ancora un po’ burrascoso lascerà spazio ad un momento di calma rigenerante. Rilassati, goditela e usa queste opportunità come base per le conquiste future.

Gemelli: Qualche battaglia: Questo mese si annuncia con inizio favorevole e una seconda parte un po’ più contrastata, soprattutto a causa del tuo umore che ti porterà a reagire in modo impaziente e un po’ nervoso.

Cancro: Un’isoletta in mezzo al mare: In questo mese ti potrai rilassare e goderti una piccola vacanza da tutti i vari pensieri che spesso ti accompagnano e ti disturbano.

Leone: Contare fino a tre: Inizialmente dovrai tenere a freno la tua emotività sovraeccitata che ti porta a non valutare con chiarezza le situazioni in cui ti trovi. Poi la tensione si scioglierà e ti troverai solo a gestire la tua carica di vitalità.

Vergine: La ruota gira: Periodo da dedicare alla riflessione sui propri obiettivi e alla valutazione degli eventi, possibilmente mantenendo il distacco necessario per avere uno sguardo sereno.

Bilancia: Energia positiva: Affronterai questo periodo fischiettando e camminando con passo baldanzoso. La primavera si fa sentire anche nei tuoi pensieri.

Scorpione: Sotto una fresca fonte: In un primo tempo aspettati di percepire facilmente delle “stonature” in quello che stai vivendo, poi, un po’ alla volta, questi disturbi saranno lavati via, lasciando il tuo approccio alla vita pulito e nuovo.

Sagittario: Piedi per terra: La sosta cominciata il mese scorso si prolunga ancora un po’, ma poi torna impellente la voglia di agire. Attento a non strafare, anche perché la lucidità non è al massimo e potresti sbagliare le valutazioni.

Capricorno: Spaziare con lo sguardo: Un periodo sostanzialmente tranquillo ti consente di guardarti intorno alla ricerca di novità o dedicarti semplicemente a ciò che più ti piace.

Acquario: Prendere la rincorsa: Questo mese ti promette una vitalità nuova, una nuova linfa percorre il tuo essere e le situazioni che incontrerai.


Un personaggio dei Pesci: Caroline Herschel

Per quanto a lungo si viva, la vita è breve, così io
lavoro. E per quanto l’uomo importante diventi,
egli è niente paragonato alle stelle.
Esistono segreti, sorella cara, e tocca
a noi rivelarli. Il tuo nome, come il mio,
è una canzone.


Sono alcuni versi tratti da Lettera di Caroline Herschel, poesia di Siv Cedering dedicata alla grande astronoma protagonista di questa puntata. Caroline ebbe una lunga vita e molti riconoscimenti ma questo non cambiò il suo carattere.

Un personaggio dei Pesci: Caroline Herschel

Sfuggita al suo destino di Cenerentola di famiglia, puliva i telescopi, calcolava logaritmi, trascriveva appunti e scrutava il cielo alla ricerca di comete e galassie ancora ignote, con la stessa attenzione che metteva nelle faccende domestiche. Conosciuta come la cacciatrice di comete ha regalato all’astronomia grandi scoperte ed un sacco di dati utili raccolti e sistematizzati. È l’ospite di questo numero di Astromatta in rappresentanza dei nati sotto il Segno dei Pesci, il Segno del profondo, del legame tra tutte le cose, dell’esistenza vissuta come un mare in cui tutte le cose e gli avvenimenti coesistono. Caroline, musicista, matematica ed astronoma ben interpreta questo modo di vedere il mondo: scrutare le profondità celesti alla ricerca di oggetti luminosi sconosciuti è quasi un tuffo nel mare nero della spazio immenso e la musica e la matematica sono modalità diverse di cogliere il legame sottile che unisce gli elementi del mondo.
Caroline Lucretia Herschel, soprannominata Lina, nasce il 16 Marzo 1750 ad Hannover, in Germania, figlia di Anna Ilse Moritzen e Isaac Herschel. Isaac suona l’oboe nella Guardia di Hannover e cerca di trasmettere a tutti i suoi numerosi figli la passione per la musica, per la matematica e per l’astronomia. Insiste perché anche Caroline abbia un’istruzione di base, nonostante le resistenze di Anna che prevede per la figlia un futuro molto “casalingo” con occupazioni che non vadano oltre quelle di una domestica. “Il mio compito era quello di essere la Cenerentola di famiglia”, scriverà in seguito Caroline ricordando la sua fanciullezza. La sorte non la favorisce dal punto di vista fisico: a tre anni contrae il vaiolo che le lascia il volto pieno di cicatrici e l’occhio sinistro un po’ deturpato, a dieci anni il tifo compromette in modo permanente la sua crescita e lei non supererà mai il metro e trenta centimetri di altezza. Il suo destino sembra segnato, rimarrà zitella e tanto vale che impari ad aiutare in casa. Ma Isaac non si lascia scoraggiare e insegna a Caroline a suonare il violino e a riconoscere le stelle del cielo, quasi di nascosto, quando la moglie è di buon umore o distratta in altre faccende.

Quando Isaac muore Caroline ha diciassette anni e comincia per lei un periodo molto triste. Sotto l’egida della madre è praticamente reclusa in casa a fare da serva al resto della famiglia, fino a quando William, uno dei suoi fratelli maggiori al quale è legata da grande affetto, la invita a vivere con lui a Bath, in Inghilterra dove si è trasferito e si sta affermando come compositore e direttore d’orchestra. Nonostante la madre non voglia lasciarla partire e rinunci a lei solo quando William promette di pagare una cameriera che la sostituisca nei lavori, Caroline esce dalla sua prigione e per lei si apre una nuova vita. Ha ventidue anni. È vero che fa da governante al fratello ma improvvisamente i suoi orizzonti si ampliano. Un vicino di casa le insegna l’inglese, William le insegna matematica e canto, aiutandola a sviluppare la sua voce. Caroline impara anche a suonare il clavicembalo e comincia ad esibirsi in pubblico con il fratello, fino a diventare un’apprezzata cantante lirica.

William ha due passioni, una è la musica l’altra è l’astronomia, e se finora è stata la musica a guidare le sue scelte di vita, piano piano l’astronomia sta catturando sempre più la sua attenzione e il suo tempo. Mentre esplora la profondità dei cieli inventa modifiche per i suoi telescopi per renderli sempre più efficienti e potenti. Caroline affianca il fratello in questa ricerca, anzi diventa la sua assistente aiutandolo tanto nella levigatura e lucidatura dei telescopi quanto nel documentare i risultati delle esplorazioni notturne, copiando meticolosamente tabelle e cataloghi.

Un po’ alla volta lei, che non conosce a memoria le tabelline, impara la geometria, le formule e le tabelle logaritmiche necessarie ad eseguire tutti i complessi calcoli necessari a trascrivere gli esiti delle osservazioni. Arriva a stabilire il rapporto tra tempo siderale, cioè misurato sulle stelle fisse, e l’ora solare.

Un personaggio dei Pesci: Caroline Herschel

Il lavoro diventa sempre più importante e impegnativo finché, a ventisette anni, Caroline si rende conto che per lei non è più possibile essere contemporaneamente musicista e astronoma. Si trova di fronte ad un bivio. Da un lato ha la possibilità di continuare la sua carriera di cantante professionista e vivere una vita in completa autonomia, dall’altro ha l’occasione di dare corpo alla sua passione per lo spazio immenso restando con William e continuando con lui a esplorare il cielo. Caroline sceglie le stelle. Da assistente del fratello diventa astronoma in prima persona. È il suo contributo che porta allo sviluppo del moderno approccio matematico all’astronomia e sue cominciano ad essere osservazioni e scoperte, iniziate quando William non è presente e poi portate avanti in modo autonomo. Intanto la reputazione di William come un costruttore di telescopi continua a crescere fino a diventare vera e proprio fama quando nel 1781, sempre con l’aiuto di Caroline, scopre il pianeta Urano. Per questa scoperta William riceve la carica di astronomo di corte, il che gli garantisce la sicurezza finanziaria, e viene nominato sir. Caroline viene nominata ufficialmente sua assistente con diritto ad un suo stipendio annuale. È la prima donna in Inghilterra ad avere un simile riconoscimento dal governo.
Nel 1783 Caroline scopre tre nuove nebulose, il 1° agosto 1786 la sua prima cometa, conosciuta poi come cometa first lady, tra 1789 e il 1797 altre sette comete.

Nel 1788 William si sposa e per Caroline è un momento difficile perché teme che questo evento metta in discussione i suoi spazi e il suo affetto per il fratello ma questi timori si dimostrano senza fondamento, anzi la cognata diventa grande amica di Caroline.

William muore il 25 agosto 1822 e Caroline torna ad Hannover, dove prosegue il suo lavoro di matematica e astronoma, catalogando e ordinando i lavori di John Hercshel, figlio di William, anche lui appassionato osservatore dei cieli. Nel 1828 riceve la medaglia d'oro dalla Royal Astronomical Society, in riconoscimento del suo lavoro e, dieci anni dopo, ne diventa membro onorario. Il re di Prussia le conferirà la medaglia d'oro della scienza.

Caroline muore a novantasette anni il 9 gennaio 1848.

A lei sono stati dedicati un cratere lunare,C. Herschel, la cometa periodica 35P/Herschel-Rigollete, e l'asteroide 281 Lucretia.





FEBBRAIO 2016

Miti e fiabe dello Zodiaco


Lewis Carrol, personaggio del mese e autore di Alice nel Paese delle Meraviglie, ci ha ispirati a proporvi un viaggio nel mondo fantastico dei miti e delle fiabe. Ogni Segno dello Zodiaco infatti è collegato ad uno o più miti che ne interpretano l’essenza, o perlomeno la figura, e noi andremo in giro a cercare queste vecchie storie per riproporvele. A questo proposito ci piace citare anche alcuni “ricercatori di miti”, viaggiatori che prima di noi hanno percorso le strade fantastiche dei mondi onirici, dove hanno trovato straordinari oggetti e incontrato esseri capaci di parlare un linguaggio che va al di là degli idiomi umani e che risulta intuibile ai viandanti che provengono da culture diverse.

Miti e fiabe dello Zodiaco

Tra questi ricercatori James G. Frazer, alla fine del XIX secolo, cominciò a raccogliere, nel suo testo Il ramo d’oro, i miti, le ritualità e le pratiche magiche di ogni tempo e luogo a lui accessibile. Il suo lavoro si ampliò fino a diventare un’opera monumentale in dodici volumi. Anche se le sue interpretazioni sono influenzate dalla cultura del tempo e da un’idea strettamente evoluzionistica della storia, egli attraversò comunque i territori misteriosi del mondo del fantastico, come Enea fece con il mondo dell’aldilà. Frazer si era ispirato proprio al viaggio di Enea, entrato nel mondo dei morti stringendo in una mano il ramoscello d’oro che gli avrebbe consentito di fare ritorno alla vita.

Negli anni cinquanta del secolo scorso, Robert Graves riprende lo studio sul linguaggio simbolico dei miti. Pubblica una serie di libri, di cui forse I miti greci è il più conosciuto, in cui raccoglie un immenso materiale, raccontato in modo da lasciare intatta la bellezza dei personaggi e degli eventi e la sensazione che siano possibili più chiavi di lettura, alcune magari più evidenti ed altre più enigmatiche e inafferrabili. Nella sua ricerca Graves utilizza anche un suo particolare filo logico che individua nella sequenza delle lettere dell’alfabeto irlandese. Questo dato ci fa immediatamente pensare ad altre sequenze di lettere, quali le rune o l’antico alfabeto shannar dei nativi europei, successioni di caratteri simbolici che trattengono nel loro disegno, e nel loro suono, riferimenti a precise esperienze significative. Nel loro concatenarsi questi segni tracciano un cammino da percorrere, piccole gemme magiche che delineano una mappa per chi si incammina sul sentiero della conoscenza. Una bella definizione del linguaggio simbolico l’ha data Giancarlo Barbadoro, nella presentazione del suo libro I Tarocchi e il Segreto della Ruota d’Oro, al Salone del Libro di Torino del 2012, parlando della sequenza delle ventidue lamine degli Arcani maggiori: I Tarocchi sono un libro scritto nel linguaggio dei sogni, descrizione che calza a pennello anche alla sequenza dei dodici Segni dello Zodiaco. Il rapporto tra Tarocchi e Segni zodiacali apre un altro discorso interessantissimo che ci porta a miti ancora più antichi di quelli che abbiamo trattato qui, ma questo sarà argomento per una prossima puntata.

E le fiabe? Hanno anche loro dei segreti nascosti al loro interno? In effetti non sono molto diverse dai miti. L’antropologo russo Vladimir J. Propp, nel suo libro Morfologia della fiaba del 1928, propone quello che è diventato noto come schema di Propp, secondo cui ogni fiaba ripete al suo interno sempre la stessa precisa struttura che si snoda in quattro tempi:

1) Equilibrio iniziale (esordio);

2) Rottura dell'equilibrio iniziale (movente o complicazione);

3) Peripezie dell'eroe;

4) Ristabilimento dell'equilibrio (conclusione).

Ci viene da osservare come questa struttura della fiaba racchiuda dentro di sé un bellissimo messaggio di speranza che viene passato ai bambini che ascoltano o leggono il racconto. Praticamente afferma che qualunque sia il problema che si può presentare e per quanto lungo sia il procedimento che porta alla soluzione, comunque questa ci sarà. E non solo, perché il nuovo equilibrio raggiunto è su un piano superiore a quello preesistente.

Miti e fiabe dello Zodiaco

Propp individua inoltre una serie di 31 elementi, che chiama funzioni. Queste funzioni, pur non essendo sempre tutte presenti in ogni fiaba, compaiono sempre nella stessa successione. Infine osserva che, nelle fiabe, gli elementi fondamentali sono la struttura e l’azione, non tanto chi compie l’azione, infatti il protagonista può essere indifferentemente una donna, un uomo, un gatto, un bambino…
Le funzioni, sono state ampiamente utilizzate sia per disegnare delle carte che sollecitino l’invenzione di fiabe nuove, di solito a scopo didattico, sia come base di numerosi videogiochi, quelli in cui il protagonista, attraverso una serie di avventure, supera tranelli, conquista oggetti magici, ecc. fino a raggiungere il suo scopo. La loro sequenza fa pensare anche ad elementi per istruire un’intelligenza artificiale.

Torniamo ai Segni dello Zodiaco e alla possibilità di abbinare ad ognuno di essi una fiaba. Ci hanno provato altri prima di noi. Tra questi Monica Amarillis Rossi ha parlato di Zodiaco delle fiabe, a Perugia nel 2007 e Marco Pesatori ha interpretato in chiave astrologica dodici fiabe di Andersen, a Sestri Levante, nell’edizione 2012 dell’Andersen Festival. Da parte nostra eccovi i dodici Segni dello Zodiaco associati ai miti che li ricordano e, per ognuno, una fiaba proposta da noi, con la nostra motivazione. A voi il compito, se vi piace, di trovarne altre che possano evidenziare i lati più o meno evidenti del carattere dei vari Segni.

Cominciamo con l’Acquario, il Segno del mese.


ACQUARIO

Miti: Presso gli Egizi, l’Acquario era il dio del Nilo, dispensatore di vita, mentre tra i personaggi della mitologia greca viene scelto Ganimede ad interpretarlo. Il più bel ragazzo della Terra diventa il mescitore di vino degli dei e viene rappresentato con la coppa d’ambrosia in mano.

Fiaba: Fratellino e sorellina: Una fiaba con aspetti truci ma affascinante per l’immagine delle fonti parlanti e per il carattere particolare del fratellino, che deve fare quello che sente anche quando le conseguenze possono essere dannose.


PESCI

Miti: I Pesci rimandano al mito della fuga disperata di Afrodite e del suo bambino, Eros. Spaventati dal terribile Tifone, mentre si trovavano nel canneto del fiume Eufrate, si tuffarono nelle sue acque tramutandosi, appunto, in pesci.

Fiaba: Il pesciolino d’oro: Sullo sfondo del mare una storia piena di grandi sogni e di grandi possibilità che poi finiscono in niente, mette in guardia i Pesci perché non svalutino i loro talenti.


Miti e fiabe dello Zodiaco

ARIETE

Miti: Le corna ricurve dell’Ariete ci riportano al dio egizio Amon (lo sconosciuto o il nascosto), diventato Giove Ammone in epoca romana, e rappresentato con le caratteristiche corna a ricciolo.

Fiaba di Andersen: Kirikù e la strega Karabà: Una bella fiaba africana che narra di un bambino coraggioso capace di liberare il suo villaggio dalla strega e la strega stessa dal maleficio che la rende malvagia.


TORO

Miti: Ancora in Egitto troviamo il Toro Api simbolo della Terra e della sua forza generatrice. Con significati simili troviamo il toro anche in altre culture, ad esempio presso gli Ittiti e a Creta.

Fiaba: La tovaglia sempre pronta: Al Segno amante dei piaceri della vita regaliamo questa tovaglia magica: basta aprirla per avere a disposizione ogni ben di dio.


GEMELLI

Miti: I Gemelli ricordano il mito di Castore e Polluce, i Dioscuri, figli di Leda. Uno di loro era mortale e l’altro immortale ma il loro legame fraterno era così intenso che chiesero a Giove di poter vivere un giorno sulla Terra ed uno sull’Olimpo in modo da poter stare sempre insieme.

Fiaba: Hansel e Gretel: I due fratellini affrontano la loro avventura con grande intelligenza e adattabilità sempre trovando soluzioni ingegnose alle difficoltà che incontrano.


Miti e fiabe dello Zodiaco

CANCRO

Miti: Il Cancro ci racconta del granchio Carcino che partecipò alla lotta tra Ercole e l’Idra di Lerna, mordendo un piede all’eroe a costo della sua vita. La dea Era, nemica di Ercole, gli trovò allora un posto tra le stelle.

Fiaba: Il principe granchio: Perché nella loro corazza un po’ ostica i nati del Cancro nascondono una grande ricchezza e un cuore gentile.


LEONE

Miti: Ercole combatté e sconfisse il Leone nemeo, famoso per la sua incredibile forza, come tutti i leoni che compaiono come simboli, sugli stemmi e sulle bandiere, agli ingressi dei templi e delle regge.

Fiaba: Il leone e il pastore: Mostra le caratteristiche positive del Segno: la nobiltà d’animo, la riconoscenza sincera e la generosità.


VERGINE

Miti: La Vergine viene identificata di volta in volta nella dee Ishtar, Iside, Demetra o Atena. Personaggi la cui verginità non aveva a che fare con la sfera sessuale ma piuttosto con la loro indipendenza nell’agire.

Fiaba: Cenerentola: Una fiaba che esprime bene l’attesa del futuro e del momento del riscatto, che caratterizza questo Segno di fine estate. Grandi sogni e la sensazione di essere imprigionati nel quotidiano, ma… la vita riserva sempre delle sorprese!


BILANCIA

Miti: La Bilancia ci riporta alla pesatura del cuore di cui parla il Libro dei Morti degli antichi Egizi: nell’aldilà, per poter raggiungere i Campi dei Giunchi, ognuno è sottoposto al giudizio divino. Nella sala del tribunale di Osiride, Anubi, o a volte Horus, depone il cuore del defunto su uno dei due piatti di una grande bilancia, mentre sull’altro pone una piuma. Solo se il cuore è più leggero della piuma Osiride darà il lasciapassare per i Campi dei Giunchi. I Sumeri invece avevano dato a questa porzione di cielo il nome di ZIB-BA AN-NA, la bilancia del cielo, perché il Sole viene a trovarsi in questa zona all'equinozio d'autunno, quando il giorno e la notte hanno la stessa durata.

Miti e fiabe dello Zodiaco

Fiaba: La bella addormentata nel bosco: Il tema della bellezza è sempre significativo per i nati del Segno e in questa fiaba si riveste di profondi significati perché simboleggia anche il tempo dell’armonia e della felicità che può essere non solo sognato ma anche costruito.


SCORPIONE

Miti: i Sumeri identificavano anche lo Scorpione, GIR-TAB (scorpione), sul quale i Greci raccontano una storia: Orione il cacciatore si vantava di poter uccidere ogni animale selvatico e la Terra allora mandò lo scorpione a pungerlo. E Orione morì.

Fiaba: La rana e lo scorpione: Nel bene e nel male per uno Scorpione è molto difficile non mostrare alla fine la sua vera natura.


SAGITTARIO

Miti: Il Sagittario è spesso identificato con il saggio Chirone, in realtà Chirone è già rappresentato nel cielo, dalla costellazione del Centauro. Il Sagittario sarebbe invece Crotus, figlio di Eufeme, la nutrice delle Muse. Crotus è l’inventore dell’arte del tiro con l’arco e furono le Muse a chiedere a Zeus un posto per lui nello Zodiaco.

Fiaba: Il viaggiatore di mondi: Una fiaba recente (scritta da Cristoforo De Vivo) con un titolo che sembra la “bandiera” del Sagittario e del suo mondo, perché il Sagittario si sente “viaggiatore” anche quando è seduto in poltrona con le pantofole.


CAPRICORNO

Miti: E infine ecco il misterioso Capricorno che ci riporta ai Babilonesi per i quali la capra-pesce Ea era la Dea delle acque primordiali. Questa figura dalla coda di pesce ricorda anche Oannes, l’essere misterioso che ogni giorno usciva dall’acqua per insegnare la saggezza agli uomini.

Fiaba: I tre caproni testoni: Tre caproni simpaticissimi per arrivare al prato dove l’erba è più tenera e verde non temono di affrontare un orco cattivo. Due con l’astuzia e l’ultimo con il coraggio riescono con determinazione a trovare la felicità.



Previsioni per il mese

 

Acquario: Treno in transito: Sei in movimento: hai scelto il tuo itinerario e stai procedendo verso il tuo obiettivo. Non stai volando e nemmeno correndo a perdifiato. Sei su un treno che procede su binari precisi e si ferma in stazioni già stabilite.

Pesci: Un po’ di dolcezza: Viene a galla il tuo aspetto più tenero e la sincera sintonia con gli altri che ti stanno intorno. Approfittane per migliorare i rapporti con chi ti sta a cuore.

Ariete: Riprendere il cammino: Non si tratta di correre ma di camminare osservando quanto c’è intorno e aspettandosi anche qualche intoppo che necessita si essere superato con abilità.

Toro: Alta tensione: Impazienza, bisogno di venire velocemente al dunque in tutte le questioni, soprattutto nell’interazione con chi ti sta vicino. Attento alla gelosia che può farti mal interpretare quello che accade.

Gemelli: Proseguire sul sentiero: Non è ancora arrivato il tempo in cui correre liberi e senza preoccupazioni. Mantieni la direzione che hai scelto, osserva, valuta, risistema, prepara il futuro.

Cancro: Scendere in campo: In questo mese il tuo spirito sarà battagliero: pretenderai ciò che ti spetta e vorrai agire senza farti confondere da pensieri e desideri latenti. Valuta con lucidità le situazioni in cui ti trovi.

Leone: Scarpe nuove: Vuoi buttarti a capofitto nelle situazioni con l’impazienza di chi ha voglia di provare subito le scarpe appena comprate, ma le stelle ti suggeriscono di essere più cauto e calmo e soprattutto di rinunciare alle polemiche.

Vergine: Una storia avvincente: Un periodo molto stimolante, sia per quello che realizzerai sia per le prospettive che puoi vedere. Sono in arrivo esperienze davvero interessanti.

Bilancia: Ancora in viaggio: La meta non è ancora raggiunta ma lungo il cammino è importante ogni passo, ogni momento di sosta, ogni incontro. Mantieni attenzione e consapevolezza.

Scorpione: Tutto più semplice: Non c’è bisogno di stringere i denti, di essere “duri” con se stessi. Tutte le interazioni saranno favorite, quindi goditi questo periodo favorevole ai contatti personali.

Sagittario: Piano di lavoro: L’azione verrà dopo, adesso è utile progettare, valutare,scegliere, decidere e soprattutto non sottovalutare l’importanza di queste azioni che ti permettono di costruire per il futuro.

Capricorno: Sorriso soddisfatto: Si realizzano i progetti che avevi messo in cantiere, proprio come li avevi ideati e questo non può che darti soddisfazione e incoraggiarti a intraprendere nuove iniziative.


Un personaggio dell’Acquario: Lewis Carroll


"Ma io non voglio andare fra i matti", osservò Alice.
"Bè, non hai altra scelta", disse il Gatto "Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta."
"Come lo sai che sono matta?" Disse Alice.
"Per forza," disse il Gatto: "altrimenti non saresti venuta qui."

Lewis Carroll

Lewis Carrol, il papà di Alice, nasce a Daresbury, in Inghilterra, il 27 gennaio 1832. Il suo vero nome è Charles Lutwidge Dodgson, che lui cambierà nello pseudonimo Lewis Carrol, con una sorta di gioco di parole: Lewis è infatti la versione inglese di Ludovicus, da cui deriva Lutwidge, il suo secondo nome, mentre Carroll è l'anglicizzazione del latino Carolus, cioè Charles. In questa costruzione del nuovo nome è racchiusa una delle caratteristiche della personalità del protagonista di questo mese, perché Lewis è, tra le altre cose, anche appassionato di enigmistica. Lewis proviene da una famiglia medio borghese di origini irlandesi, anglicana e conservatrice, i cui componenti maschi erano militari o prelati, destino preconfezionato pronto anche per lui.

Il piccolo Lewis è un bambino timido e fragile. Nei primi anni della sua vita studia a casa con un precettore e si dimostra molto capace: a sette anni legge già dei libri complessi e si distingue per le sue capacità matematiche. Forse mancino corretto in modo drastico come si usava a quei tempi, sofferente di una lieve forma di balbuzie, a dodici anni comincia a frequentare la scuola, una scuola privata di Richmond, nello Yorkshire, dove la famiglia si era nel frattempo trasferita. In seguito passa alla Rugby School e quindi al Christ Church College di Oxford, dove, al termine degli studi otterrà una cattedra in matematica, incarico che manterrà per 26 anni, nonostante l’insegnamento non sia per lui un’attività molto stimolante. Al Christ Church, nel 1861 verrà ordinato diacono della Chiesa Anglicana, ma questo titolo non gli farà cambiare abitudini di vita e continuerà ad insegnare.

Da un lato dotato di un’intelligenza vivissima e a tratti geniale, dall’altro spesso preda di noia e pigrizia, la carriera scolastica sia come allievo, sia come insegnante oscillerà sempre tra questi due poli. In questa ambivalenza possiamo vedere le contraddizioni dell’Acquario, da un lato attratto dal nuovo, dallo straordinario, dall’imprevisto e dall’imprevedibile e dall’altro legato a delle idee precise da cui non vuole staccarsi. Attratto dalla socialità ma più a suo agio con i bambini che con gli adulti, matematico ma pieno di fantasia, Lewis è un personaggio davvero particolare. Sa raccontare storie meravigliose e intrattenere con enigmi e giochi parole divertenti. Alto, magro, riccioli scuri e occhi azzurri, con problemi d’udito all’orecchio destro e sofferente di una forma di emicrania con aura, probabilmente Lewis aveva davvero la sensazione che il mondo intorno a lui fosse incerto e modificabile come quello del Paese delle Meraviglie.

Lewis Carroll

Dal 1856 la sua anima artistica lo porta ad interessarsi di fotografia: diventerà uno dei più grandi fotografi dell’epoca vittoriana. Nei suoi scatti Lewis trova modo di esprimere il suo ideale di bellezza, quella sorta di perfezione che vede tanto nelle formule matematiche quanto nelle forme del corpo umano. In particolare il suo soggetto preferito sono modelle bambine o adolescenti, che incarnano l’idea di bellezza innocente, di un eden primordiale, dove le ragazzine sembrano delle piccole fate dei boschi. Questo non lo salva da critiche anche feroci che vedono nel suo sguardo una morbosità che si avvicina alla pedofilia. Tra le piccole modelle c’è anche Alice Lidden, figlia del rettore della Christ Church per la quale scriverà il celeberrimo libro Alicès adventures in Wonderland.

Dopo molti anni in cui si dedica con passione alla fotografia, ritraendo personaggi e paesaggi, tenendo accurati appunti in cui annota tutto sulle condizioni in cui avvengono i suoi scatti, improvvisamente, nel 1880 smette di fotografare.

L'intelligenza particolarissima di Lewis si esprime in invenzioni, come un sistema per scrivere al buio, scoperte nel campo della logica, come il Regresso di Bolzano-Carroll, nella scrittura di testi di matematica e poesie ma il suo nome resta legato alle avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie. Il libro, ideato nella sua struttura essenziale nel 1862, durante una gita in barca con le piccole sorelle Liddel, Lorina, Edith e Alice, viene pubblicato nel 1865 e da quel momento ottiene un successo strepitoso. Ad apprezzarlo non sono solo i bambini, a cui è dedicato, ma anche gli adulti e gli scienziati che vedono in questo straordinario racconto molte possibili chiavi di lettura.

Fantasia, logica, ribaltamento della logica, nonsense, candore, arguzia, coerenza nell’assurdo, paradosso si mescolano per creare personaggi e situazioni improbabili ma fortemente suggestive, nel viaggio che Alice fa nel Paese delle Meraviglie, dopo essere precipitata nella tana di uno strano coniglio bianco, sbucato chissà da dove. È il Bianconiglio, con il panciotto e l’orologio a cipolla, il primo degli straordinari personaggi che Alice incontra nella sua avventura. Lewis scriverà anche un seguito a questo primo libro e nel 1871 uscirà Attraverso lo specchio, dove l’avventura di Alice continua ed anche il successo del nostro scrittore.

Lewis Carrol muore di bronchite a Guildford, nel Surrey, il 14 gennaio del 1898, lasciando in eredità queste storie straordinarie che fanno divertire e riflettere sulla sostanza del mondo in cui ci troviamo a vivere.


E se smettesse di sognare di te, dove credi che saresti?' 'Dove sono ora, naturalmentè, ribatté Alice. 'Niente affatto', disse Piripù sprezzante. 'Non saresti in nessun luogo. Perché tu sei soltanto un qualche cosa dentro il suo sogno'.





GENNAIO 2016

Il futuro, la speranza e le previsioni per il 2016


Ad ogni inizio d’anno c’è la voglia di voltare pagina, di sentirsi rinascere, di essere nuovi davanti ad un tempo ancora tutto da vivere. Nell’augurarvi un 2016 pieno di tutte le cose belle che desiderate, Astromatta vuole proporvi una riflessione sul futuro e sulla speranza che di solito colleghiamo al tempo che deve ancora venire.

Il futuro, la speranza e le previsioni per il 2016

Così, insieme alle previsioni per l’anno che verrà, troverete, per ogni Segno, una breve descrizione di come, secondo l’Astrologia, i nati in quel periodo percepiscono il futuro, accompagnata dalla frase di un personaggio illustre e dalla risposta che dodici amici hanno voluto dare a questa domanda: Che cos'è il futuro per te? Come lo percepisci?

Un grazie speciale a tutti gli amici che hanno avuto voglia di partecipare a questa “indagine astrologica”.


Capricorno

Dice l’Astrologia: Per il Capricorno il futuro è la dimensione in cui si vedranno i frutti del suo lavoro, della sua determinazione, della sua speranza.

Dice Haruki Muakami (12 /01/1949), scrittore giapponese: Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora.
Dice LG, la nostra intervistata: Oddio che domanda!....Allora a bruciapelo, come lo percepisco....lo percepisco come una cosa bella, esplosiva....hai presente quei pacchi regalo che apri e salta fuori qualcosa all'improvviso che ti rende felice ed allegra? Ecco, io lo vedo cosi. Magari ho una visione troppo ottimista, ma senza pensarci io lo vedo cosi.

Dice il 2016: Ti regalerò parecchie novità interessanti e un ottimo fiuto per cogliere tutte le occasioni migliori. Anzi, diciamo che, contrariamente al tuo carattere, sarai, fino all’estate inoltrata, molto “elastico” nelle situazioni e questo ti aiuterà ulteriormente ad ottenere miglioramenti sia nel lavoro che nelle relazioni personali.


Acquario

Dice l’Astrologia: Per l’Acquario il futuro è la dimensione in cui si manifesta l’imprevisto, il nuovo, il bizzarro ma soprattutto dove, sul piano personale, è possibile il cambiamento, il miglioramento, la crescita.

Dice Bob Marley (6/02/1945), musicista e filosofo giamaicano: Non avere paura del domani perché in fondo oggi è il giorno che ti faceva paura ieri.

Dice CS, il nostro intervistato: Il futuro l'immagino multietnico, cencioso, ipertecnologico e connesso. Metà utopico e metà distopico.

Dice il 2016: Sarò un anno molto positivo per te. Segnerò una svolta nella tua vita che ti porterà un miglioramento globale sul piano pratico, una crescita personale e un allargamento e un approfondimento delle conoscenze e delle amicizie. In somma non ti puoi proprio lamentare!


Pesci

Dice l’Astrologia: Per i Pesci il futuro è fonte di inquietudine. Nel grande mare dell’esistenza, ciò che deve ancora venire è un elemento che aggiunge ulteriore complessità all’insieme e può metterlo in discussione.

Dice Chuck Palahniuk (21/02/1962), scrittore e giornalista freelance americano: Il futuro che avrai domani non sarà lo stesso che avevi ieri.

Dice LB, la nostra intervistata: Il futuro é il passato, ed é anche il presente che cresce, cambia, si moltiplica, semina e ricresce....ripete errori che non ha compreso, poi azzera e ricomincia. Ma la vita anche nell'ultimo respiro é futuro.... Un altro futuro molto simile all'inizio.

Dice il 2016: Ti porto un po’ di complicazioni per quanto riguarda i tuoi progetti a lunga scadenza e quelli nuovi che vuoi mettere in atto. Questo ti causa un po’ di malumore ma in compenso ti offrirà l’occasione di mettere ordine dentro di te e intorno a te. A te piace quella certa confusione a cui sei abituato, dove un po’ di tutto convive ma quest’anno è il momento di fare delle scelte e stabilire delle chiare priorità.


Il futuro, la speranza e le previsioni per il 2016

Ariete

Dice l’Astrologia: Per l’Ariete il futuro è imminente, è dove lo slancio porta, è dove l’azione prende forma.

Dice Mark Strand (11/04/1934), poeta canadese: Il futuro comincia sempre adesso.

Dice EP, la nostra intervistata: Due aspetti. Un'incognita in una dimensione imprecisata che mi sorprende concretizzandosi nel presente, però anche parte di un tutto che esiste e diventa un “quando” solo in una mia percezione selettiva.

Dice il 2016: Sarò per te un anno importante e porterò cambiamenti profondi nella tua vita. Tu che sei spesso così istintivo nel lanciarti nelle battaglie, imparerai ad essere un po’ più saggio e un po’ più tenero… soprattutto con il te stesso, che giudichi sempre con troppa rigidità.


Toro

Dice l’Astrologia: Per il Toro il futuro è una certezza, un naturale prolungamento del presente su cui contare con fiducia.

Dice Michail Bulgakov (15/05/1891), scrittore russo: Tutto passa. Le sofferenze, i tormenti, il sangue, la fame e la pestilenza. La spada sparirà, e le stelle invece rimarranno, quando anche le ombre dei nostri corpi e delle nostre azioni più non saranno sulla terra. Le stelle rimarranno allo stesso modo immutabili, allo stesso modo scintillanti e meravigliose.

Dice AAC, il nostro intervistato: Beh, hai fatto una domanda che il genere umano si pone dai tempi più antichi...., cos'è il futuro?? È progresso della civiltà senza nessun limite??? O, è il superamento di ogni limite o barriera che ostacola il genere umano??? È la ricerca della felicità??? Sì, può essere...

Dice il 2016: Ti regalo un bell’inizio e porterò a compimento i progetti che hai pronti e non ancora realizzati ma sarò soprattutto un anno di crescita personale e umana. Sentirai nascere dentro di te nuove e precise esigenze di tipo spirituale che ti stimoleranno a cercare risposte ai grandi interrogativi esistenziali.


Gemelli

Dice l’Astrologia: Per i Gemelli il futuro è un contenitore di opportunità, una sicurezza che permette di rimandare tranquillamente a domani quel che non si ha voglia di affrontare oggi.

Dice Axel Oxenstierna (16/06/1583), politico svedese: Il futuro è il giocattolo della speranza.

Dice AM, la nostra intervistata: Il futuro per me è un'opportunità, un lavoro con il das o con la plastilina... pieno di colori come nei quadri che dipingo.

Dice il 2016: Sarò per te un anno controverso e ti proporrò diverse situazioni da risolvere, costringendoti ad essere concreto e pragmatico. Però non diventare lamentoso, perché da settembre in avanti le tensioni si appianeranno, arriveranno delle soddisfazioni e tu potrai tornare a sentire quella leggerezza che ti piace tanto.


Il futuro, la speranza e le previsioni per il 2016

Cancro

Dice l’Astrologia: Per il Cancro il futuro è possibilità di rinascere. È speranza di nuova vita.

Dice Guy de Maupassant (06/07/1893) poeta francese: Una spugna per cancellare il passato, una rosa per addolcire il presente e un bacio per salutare il futuro.

Dice FD, la nostra intervistata: Il futuro per me? Fin da ragazzina speravo, e continuo a sperare, in un grande cambiamento in meglio per l'umanità: una civiltà diversa, senza conflitti tra le Nazioni, una civiltà di pace senza violenze di ogni genere. Ho sempre sognato anche un incontro con altre umanità aliene.

Dice il 2016: Ti metterò alla prova, regalandoti cambiamenti positivi, qualche bella sorpresa, da un lato ma anche imprevisti dispettosi e qualche conflitto. Vediamo se riuscirai a tirare fuori la forza che hai dentro di te e riuscirai a non chiuderti nella tua corazza. Sarò un anno agro-dolce. Approfitta delle novità interessanti che si presenteranno soprattutto in inverno, primavera ed estate.


Leone

Dice l’Astrologia: Per il Leone il futuro è una faccenda complicata e poco rassicurante.

Dice James Baldwin (02/08/1924) scrittore americano: Il futuro è come il paradiso, tutti lo esaltano ma nessuno ci vuole andare adesso.

Dice VG, il nostro intervistato: È un’incognita che si svelerà man mano…

Dice il 2016: Ti farò raggiungere obiettivi importanti sia nella tua attività sia da un punto di vista interiore. Ti regalerò anche una svolta, perché vecchie questioni che sono rimaste in sospeso si chiuderanno definitivamente, togliendoti un peso dalle spalle e regalandoti ottimismo nel guardare avanti.


Vergine

Dice l’Astrologia: Per la Vergine il futuro è una dimensione più concreta del presente. La vita stessa è l’attesa del futuro che nasce attimo dopo attimo.

Dice Charles Franklin Kettering (29/08/1876), ingegnere e inventore americano: Tutti dovremmo preoccuparci del futuro, perché là dobbiamo passare il resto della nostra vita.

Dice PS, la nostra intervistata: Non lo percepisco molto. Vivo come se dovessi morire oggi stesso. Mi piacerebbe risolvere delle cose per chi verrà dopo, soprattutto per gli animali.

Dice il 2016: Ti farò andare in altalena: un po’ in alto verso il cielo azzurro, l’ottimismo e le situazioni fortunate e facili e un po’ in basso nei tuoi malumori e nella tua sfiducia cronica. A te il compito di relativizzare questi lati del tuo carattere. Non pensare troppo e bada all’essenza delle cose.


Bilancia

Dice l’Astrologia: Per la Bilancia il futuro è immaginazione.

Dice Eleanor Roosevelt (11/10/1884), first lady americana: Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.

Dice RM, il nostro intervistato: Percepisco il futuro qualcosa di ineluttabile, come di un destino già tracciato. A volte mi rende un po' ansioso, a volte lo sento come se tutto mi riportasse a casa.

Dice il 2016: Ti prometto tante novità e tanti cambiamenti positivi. Nella prima parte dell’anno potrai esprimere al meglio la tua creatività e il tuo spirito d’iniziativa, dalla fine dell’estate in avanti raccoglierai successi e riscontri positivi. Sarò per te un anno interessante.


Il futuro, la speranza e le previsioni per il 2016

Scorpione

Dice l’Astrologia: Per lo Scorpione il futuro è già qui, nella continua metamorfosi delle cose e degli eventi.

Dice Samuel Taylor Coleridge (21/10/1772), poeta romantico inglese: Nell’oggi cammina già il domani.

Dice SM, il nostro intervistato: Il futuro sarà come saremo noi... se lasceremo che la creatività e l'altruismo prevalgano, senza che le nostre esigenze vengano prima, allora riusciremo a salvarlo e renderlo migliore di come è ora, sterilmente nelle mani dei potenti.

Dice il 2016: Non ti potrai lamentare di me! Potrai davvero essere artefice del tuo destino: sarà un po’ una rivincita perché otterrai ottime soddisfazioni in tutte le tue attività. Anche il tuo umore sarà positivo e posso anticiparti che, del tuo carattere, vivrai più l’aspetto sensuale e passionale che quello aggressivo e vendicativo.


Sagittario

Dice l’Astrologia: Per il Sagittario il futuro è una strada su cui correre e la dimensione in cui si realizzano gli ideali.

Dice Jim Morrison (8 dicembre 1943) poeta e cantante americano: Il futuro non esiste, é qualcosa che noi rincorriamo e quando lo raggiungiamo subito diventa presente e poi passato. Dice RI, la nostra intervistata: Per me il futuro è vedere ogni giorno che passa attraverso gli occhi di coloro che amo, riuscire a fare un gesto d’amore anche piccolo ogni giorno.

Dice il 2016: All’inizio qualche dispettuccio te lo voglio fare! Tu sei un inguaribile ottimista e io ti farò apparire serie cose che in fondo non lo sono tanto, gravi situazioni risolvibilissime… Poco alla volta però tutto si appiana e da settembre riprenderai a correre come piace a te nella grande prateria della vita. Ti prometto anche qualche cambiamento significativo e positivo nella tua vita.


Previsioni per il mese


Capricorno: La scatola dei giochi: Buon compleanno Capricorno! Sei come un bambino che ha appena aperto una nuova scatola piena di giochi. Non avere fretta e assaporati questo momento ricco di possibilità.

Acquario: Una porta da aprire: Hai voglia di uscire allo scoperto, di intessere nuove e più profonde relazioni con chi ti sta accanto o conoscere nuove persone. C’è un cambiamento in atto dentro di te che modificherà anche la situazione intorno a te.

Pesci: Lucide intuizioni: Intuizione, fantasia e creatività hanno voglia di esprimersi. Sono some una forza che preme da dentro di te per manifestarsi. Non frenarla con giudizi che ti dai da solo e non hanno ragione di essere.

Ariete: Fermarsi a osservare: Questo è il momento di guardare con calma distaccata il turbinio intorno a te. Fermarsi per capire, per osservare senza la necessità di buttarsi nella mischia, senza dover parteggiare o giudicare.

Toro: Fin troppo impeto!: Hai a disposizione una grande riserva di energia, che qualche volta faticherai a dominare e utilizzare. Un mese pieno di buonumore e di voglia di metterti in gioco.

Gemelli: Alla luce della luna: Emozioni contrastanti o poco chiare ti provocano nervosismo e incertezze. Non dare troppo peso a questi stati d’animo e fidati invece della tua vitalità e del tuo tempismo.

Cancro: Il riposo del guerriero: Ci sono aspetti teneri e goderecci della vita che vale la pena di assecondare. Le stelle per te parlano di ottimismo e di voglia di sorridere alla vita.

Leone: Profumo di libertà: Voglia di novità, di cambiare ciò che è assodato, ciò che è comodo ma finisce con l’essere stretto. Non hai ancora ben chiaro che cosa questo comporti ma senti forte la voglia di liberarti dagli schemi un po’ rigidi che ti sei costruito.

Vergine: Fiorire in inverno: A dispetto di certe tue paure ed emozioni confuse, hai la possibilità di mettere in atto ciò a cui tieni perché troverà il terreno adatto per germogliare e crescere.

Bilancia: Un passo dopo l’altro: Senza fretta ma con attenzione e determinazione prosegui sul sentiero che hai scelto per arrivare alla meta che hai deciso.

Scorpione: Alla grande!: In questo mese avrai a disposizione tutta la forza, la carica, l’energia che contraddistinguono il tuo Segno. Non ti resta che usarle nel miglior modo possibile.

Sagittario: Ponderazione e forza: Sei più saggio del solito, più attento al cuore delle cose e hai anche l’energia per portare avanti i tuoi progetti e i tuoi sogni. Lascia scivolare via le preoccupazioni.


Un personaggio del Capricorno: Dian Fossey


Quando capisci il valore della vita, di ogni vita, pensi meno al passato e lotti per difendere il futuro.

Il grande pubblico conosce Dian Fossey, zoologa ed amica dei gorilla, nel 1988, con l’uscita del film Gorilla nella nebbia. Dian è già morta. La sua avventura è finita in modo tragico e crudele ma la sua figura rimane a testimoniare un amore vero e profondo per i gorilla di montagna, per lei “persone”, per altri solo “animali” da braccare e uccidere.


Dian aver impiegato anni per stringere amicizia con questi abitanti della foresta, lo aveva fatto con l’ incredibile determinazione ed il grande rispetto che ben rappresentano alcuni dei tratti migliori del carattere del suo Segno, il Capricorno. Dian ama i gorilla come gente, come popolo, come amici e questo fa di lei non una semplice scienziata ma una persona speciale.

Dian nasce il 16 gennaio 1932 in California, a San Francisco. I suoi genitori, Kitty e George, si separano quando lei ha solo sei anni. Lei viene affidata alla madre che si risposerà con un costruttore piuttosto noto, Richard Price.

Se prima l’ambiente familiare era difficile a causa dei problemi del padre con l’alcool, dopo rimarrà comunque freddo per questa bambina che il patrigno si rifiuta di adottare. Si sa che la piccola Dian amava gli animali e, quando cresce, ottenuto il diploma si iscrive alla Facoltà di Veterinaria. Si dedicherà poi alla terapia occupazionale (una terapeutica riabilitativa per disabili) e si laureerà nel 1954. È leggendo un libro dello zoologo George Schaller che scopre i gorilla e se ne innamora. Nel 1963, autofinanziandosi, compie il suo primo viaggio in Africa e vi resta per un mese e mezzo. In un primo tempo si ferma in Tanzania ad aiutare i coniugi Louis e Mary Leakey che effettuano ricerche paleontologiche, poi si sposta nello Zaire dove riesce ad entrare in contatto per la prima volta con i gorilla.


Nel 1966 torna in Africa per la seconda volta per iniziare un lavoro più sistematico e già l’anno dopo dà vita al Centro di Ricerca Karisoke, in Ruanda, nella foresta, per poter osservare da vicino i soggetti del suo studio.

Comincia così la sua amicizia con i giganti gentili della foresta. Sbirciando tra il fogliame, - racconta - riuscimmo a distinguere un curioso gruppo di gorilla neri come la pece, la testa pelosa, il volto che pareva una maschera di cuoio. Ci scrutavano a loro volta. Gli occhi scintillanti dardeggiavano nervosamente sotto le spesse sopracciglia, quasi cercassero di stabilire se avevano di fronte a sé amici ben disposti o potenziali avversari. Fui all’istante colpita dalla magnificenza fisica dei giganteschi corpi neri e lucenti, in perfetta armonia con la verde tavolozza del fogliame della foresta.

Dal primo approccio vuole però passare ad un rapporto più ravvicinato che pian piano si trasforma in un vero legame. Ha dalla sua parte la sua determinazione, il suo amore per gli animali, la sua pratica terapeutica con persone disabili e mescolando tutti questi ingredienti trova il coraggio e il modo di comunicare. Un giorno va a sedersi sull’erba non lontano da un gruppo di gorilla. Non ha armi con sé, non è in posizione di difesa, si siede semplicemente vicino a loro. Un grande maschio corre verso di lei, gridando, mostrando i denti, battendosi i pugni sul petto. Dian resta immobile. Il gorilla stabilisce che lei non è pericolosa e si rimette tranquillo a mangiare l’erba. Dian fa la stessa cosa. E la sua presenza diventa un elemento del mondo di questo gruppo di gorilla. In questo modo lei può cominciare ad osservarli da vicino e scoprire la loro vita, la loro organizzazione e la loro cultura. Osserva la coesione del gruppo, la dolcezza con cui vengono trattati i piccoli dagli adulti, indifferentemente maschi o femmine, il linguaggio gestuale e vocale con cui comunicano, il carattere peculiare di ognuno di loro, in base al quale dà ad ognuno un nome. Per lei non sono “oggetti di studio” ma gente che ha altri usi e costumi con cui lei vuole entrare in contatto. È nel 1970 che per la prima volta Dian riceve un gesto di accettazione. Fino a quel momento è stata fondamentalmente ignorata, ma quel giorno Peanuts le tocca la mano e lei capisce che da quel momento è accettata a far parte del clan.


I suoi studi intanto cominciano ad essere apprezzati dalla comunità scientifica. Il National Geographic Magazine invia Bob Campbel, uno dei suoi fotografi più quotati, a documentare il suo lavoro e un po’ alla volta Dian viene qualificata come un’esperta a livello internazionale. Questo è importante per lei, non perché tenga alla fama ma perché spera in questo modo di poter meglio difendere i suoi amici dalla violenza dei bracconieri, sempre pronti alle richieste degli zoo, dei circhi o degli amanti di trofei esotici, pronti ad acquistarne le mani come oggetti d’arredo.

Purtroppo nonostante i suoi sforzi il 31 dicembre 1977, il corpo di Digit, uno dei capi della comunità dei gorilla, viene trovato senza vita e mutilato. Poco tempo dopo altri due gorilla vengono uccisi e il loro cucciolo muore poco dopo.

Per Dian è un dolore immenso. Crea il Digit Fund per raccogliere fondi contro il bracconaggio e dedica tutte le sue forze a combattere i bracconieri e le organizzazioni turistiche che minacciano lo spazio vitale dei suoi amici. Si adopera in tutti i modi per sensibilizzare la gente al dramma dei gorilla, all’assurdità del rinchiuderli nelle gabbie degli zoo e dei circhi, scrive un libro autobiografico, Gorilla nella nebbia, distrugge le trappole, e comincia una vera e propria guerra senza esclusione di colpi, che termina, per lei, in modo drammatico, il 26 dicembre 1986 quando viene uccisa, nella sua capanna, a colpi di panga, una specie di machete, l’arma usata dai bracconieri per massacrare e mutilare i gorilla.

La sua morte rimane un giallo irrisolto e non si sa tuttora chi sia il suo assassino. Il suo corpo è sepolto vicino a quello di Digit, nel cimitero dei gorilla a Karisoke.

Proprio grazie alla sua determinazione e al suo coraggio i gorilla non si sono estinti.


Il 15 gennaio 2014 Google ha dedicato un doodle a Dian Fossey:

www.youtube.com/watch?v=geHdBVnNTr0


In loving memory of Dian Fossey:

www.youtube.com/watch?v=EFndwaCDvF4










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