Arte

Al “Boeuf sur le Toit” con Cocteau e Spadolini

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07 Novembre 2013
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Il pittore e danzatore Alberto Spadolini

Uno spaccato di Parigi degli anni ’30, con i suoi indimenticabili protagonisti, nel 50° anniversario della scomparsa di Jean Cocteau


« … Spadolini sbarca a Parigi, incontra il pianista Clément Doucet e firma un contratto al ‘Boeuf sur le toit’ dove solleva l’entusiasmo … » (da una cronaca parigina degli anni ’30)

“Le Boeuf sur le Toit”, è il locale più esclusivo di Parigi, ideato e frequentato da Jean Cocteau, dai dadaisti e dagli artisti di Montparnasse.

Jean Cocteau (Maisons-Laffitte, 5 luglio 1889 – Milly-la-Forêt, 11 ottobre 1963) poeta, scrittore, disegnatore, regista, attore è universalmente conosciuto per il balletto “Parade” (1917) creato con Picasso e Satie; per il romanzo “Les enfants terribles” (1929), per il film “La bella e la bestia” (1946), ed anche per la sua lunga storia d’amore con l’attore Jean Marais.

Nei suoi diari ci rivela quanto il “Boeuf sur le toit” sia stato importante per la cultura francese:


Jean Cocteau

“… il Boeuf non è stato né un bar, né un ristorante, né un cabaret, bensì la nostra giovinezza, una pausa, un’unione prestigiosa di forze e cose meravigliose, uno di quei saloon dove si riunivano i cercatori d’oro. L’oro di cui parlo era l’oro dello spirito, un oro leggero, incalcolabile…”
(« Memoire de Jean Cocteau », 30 aprile 1942).

Pochi mesi dopo il suo debutto, il pittore e danzatore Alberto Spadolini è chiamato a danzare nel film “L’Epervier”. Fra i protagonisti la principessa Nathalie Paley, la bellissima sorella del granduca Romanov, nipote dello zar di Russia, con cui Cocteau è stato legato sentimentalmente e da cui è in attesa di un figlio. A spingerla ad abortire sembra sia intervenuta Marie-Laure de Noalles che aveva molto amato Cocteau e che era contraria ad una loro unione.

Sempre nel film “L’Epervier” appare per la prima volta il giovanissimo Jean Marais, che in giacca bianca è accanto a Spadolini in una foto di scena.

Il regista teatrale Antonio Calenda ricorda che “Spadolini si impone in Francia all’attenzione dei grandi artisti dell’epoca, artisti di rilievo assoluto come Max Jacob e Jean Cocteau che riconoscono in lui una versatilità innata nell’arte della danza, della coreografia, della pittura, della scenografia … Impressionare questi artisti che negli anni ’30 erano i punti di riferimento della cultura mondiale (ricordiamo che era il tempo dei Ballets Russes di Sergej Diaghilev, c’era Nijinskij a Parigi), impressionarli a tal punto da ricevere da loro giudizi di grandissima ammirazione è una cosa che ci sorprende e ci appassiona. Come ci sorprende e ci appassiona che Spadolini non abbia mai studiato danza ma solo scenografia”.


“Spadolini exhibition of ballets paintings”, dalla brochure della Bohmans Konstgalleri, Stoccolma

Cocteau, amico di Gabriele d’Annunzio e di tanti ex-frequentatori del Teatro degli Indipendenti come Marinetti, Balla, Depero, Severini, Carrà, Prampolini, ha una predilezione per le scene di danza del pittore Alberto Spadolini.

E Spadolini, per ringraziare il poeta francese, inserisce nelle brochure delle mostre di pittura una sua appassionata recensione.


Il dipinto « Gitani » di Jean Cocteau nella Chapelle Saint Pierre di Villefranche-sur-mer

“La ricerca pittorica di Spadolini è la trasfigurazione dell’anima della danza. Questa testimonianza psicologica ci trasmette la profonda vibrazione dei suoi personaggi, ma essenzialmente con la sua emotiva ispirazione di corpi in movimento. Perché: veramente questo artista lavora sopra questa materia essendo ispirato dall’universo sensitivo e lo traspone con il suo genio che sprizza dal suo cuore e dalla sua anima” . Jean Cocteau

Da un articolo pubblicato in Italia nel 1946, sappiamo che Spadolini ha registrato un documentario dal titolo “La danse à travers les âges”, commento e costumi di Cocteau, regia di Berard. Del filmato non si sono ancora trovate tracce se non un disegno di Cocteau per la copertina della brochure “La danse à travers les âges”, serata di danze al Théâtre Nationale de l’Opéra a favore dei sinistrati della Normandia.

Con la massima naturalezza Cocteau e Spadolini manifestano una straordinaria padronanza di tutti i codici espressivi e sono in grado di creare autentici capolavori artistici. Affascinato dai ‘gitani’, Cocteau dedica loro una parete della “Chapelle Saint Pierre” a Villefranche-sur-mer, mentre Spadolini ne immortala le danze nel documentario “Nous les gitanes” (1950), recentemente restaurato dalla Cinématheque Française.

“La sera cade sulla campagna già grigia, mentre una carovana s’incammina, al suono della chitarra. Ed è la sosta misteriosa che lancia verso il cielo i suoi mille fuochi. Bruscamente, nella calma perfetta, si scatenano accordi violenti ed allegri. Inizia la festa. Canti e grida si fondono in un solo accordo. Ecco arrivare, al ritmo dei loro ‘tacchi’, fra i canti, ballerini e ballerine, che interpretano il flamenco con l’ardore della loro razza. Poi tutti riprendono il cammino… al ritmo della canzone originale ‘Caravane’.”


Atelier Alberto Spadolini di Riccione

www.albertospadolini.it

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