Animalismo

Quando la sofferenza è spettacolo

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30 Dicembre 2018
Una famiglia di scimpanzé
Una famiglia di scimpanzé

Le scimmie antropomorfe usate per intrattenimento


Cosa pensereste se andando in uno zoo vedeste un umano chiuso in gabbia, esposto alla mercè dei visitatori?

Cosa provereste se andando ad uno spettacolo circense vedeste esibirsi un umano vestito in modo ridicolo, con qualcuno che lo costringesse con la forza a spettacoli umilianti, deriso dal pubblico?

Probabilmente vi scandalizzereste e scappereste inorriditi.

Ma se le stesse scene hanno come protagonisti degli animali, allora molte persone lo troverebbero normale.

Molti non sanno che cosa ci sia dietro a quello spettacolo, non si sa ad esempio che gli scimpanzé che vediamo nelle pubblicità o nei circhi sono stati strappati alla loro madre in età giovanissima per poterli addestrare facilmente. Non sono noti a tutti i metodi di addestramento, che comportano tecniche crudelissime e sofferenze sia fisiche che psicologiche.

Le scimmie antropomorfe inoltre sono a rischio di estinzione, pertanto l’uso di scimpanzé e altre  grandi scimmie nell’intrattenimento non fa che peggiorare la situazione, in quanto molto spesso gli scimpanzé usati per l’intrattenimento sono quelli nati in natura, così come per quanto riguarda leoni, tigri, elefanti e orsi, soprattutto nei Paesi in cui la CITES (Convenzione Internazionale per il traffico di specie esotiche) non è rispettata.


Zoo e circhi

Uno studio del medico veterinario Enrico Moriconi, Garante Diritti Animali della Regione Piemonte, afferma che qualunque animale, immesso in un ambiente che non permette l’espletamento dei suoi comportamenti naturali, subisce un danno e cerca di adattarsi alla nuova condizione. Lo sforzo dell’organismo è stato descritto come “Sindrome generale di adattamento” che è la causa dello stress.

Jane Goodall, l’antropologa inglese che ha dedicato la sua vita a salvare gli scimpanzé
Jane Goodall, l’antropologa inglese che ha dedicato la sua vita a salvare gli scimpanzé

Le scimmie antropomorfe sono particolarmente ambite per l’intrattenimento, in quanto per aspetto esteriore e struttura anatomica si avvicinano molto all’uomo, infatti sia l'uomo sia le scimmie a lui più affini appartengono all'ordine dei primati. Questo fa sì che scatti l’identificazione e che il vedere uno scimpanzè ballare o compiere azioni di solito deputate agli umani ci susciti una simpatia istintiva. Vedere uno scimpanzé esibirsi per un  pubblico pagante facendo il clown in un circo, magari addobbato con ridicoli costumi può far divertire solo se non si sa cosa ci sia dietro a quell’esibizione. Vediamo quello scimpanzé che sembra divertirsi insieme a noi e si crea una sorta di empatia, pensando erroneamente che per realizzare quello spettacolo lo scimpanzé sia stato allevato con amore ed abbia collaborato volentieri.

Niente di più falso.

Quando gli animali vengono tenuti imprigionati, costretti in condizioni incompatibili con la loro natura, obbligati a performances estranee alle loro inclinazioni, allo scopo esclusivo di divertire il pubblico, ciò avviene a prezzo di tecniche di ammaestramento crudelissime.

Tutti gli animali costretti ad esibirsi nei circhi, come gli orsi in bicicletta, le tigri che attraversano cerchi infuocati, i leoni seduti sugli sgabelli, gli elefanti che danzano a ritmo di musica, sono frutto di un percorso che inizia con il rapimento di questi esseri, strappati dalla madre e poi “educati” attraverso la tortura, la privazione di acqua e cibo, le percosse con fruste, bastoni e ferri roventi, allo scopo di indebolirne la volontà.

La stessa sorte è riservata alle scimmie antropomorfe. I primati usati per lo spettacolo sono solitamente strappati alle loro madre sin dall’infanzia per entrare in un incubo che dura tutta la vita.

Raggiunta l’adolescenza, diventano difficili da gestire, e quando questi artisti non sono più governabili, vengono scartati e non accettati nemmeno dagli zoo qualificati. Se non hanno la fortuna di venire accolti in uno dei santuari per scimpanzé maltrattati, sono destinati inevitabilmente a finire in zoo di infimo ordine o, peggio ancora., ad essere soppressi.

La guida alle grandi scimmie “Scimmie come noi, conoscere per salvare” edita da The Jane Godall Institute Italia che ha pubblicato l’articolo di Rosalba Nattero, qui in versione integrale
La guida alle grandi scimmie “Scimmie come noi, conoscere per salvare” edita da The Jane Goodall Institute Italia che ha pubblicato l’articolo di Rosalba Nattero, qui in versione integrale

Animal Equality, organizzazione internazionale per i diritti degli animali, ha denunciato il circo tedesco Schwaben Park per il maltrattamento imposto a quarantaquattro scimpanzé. In più di dieci mesi di indagine è stata realizzata una documentazione dettagliata, con video e foto che raccontano le sofferenze inflitte a questi animali, costretti a subìre un carico di lavoro spropositato, spesso quando ancora cuccioli. L’addestramento di questi scimpanzè viene attuato privatamente, in segreto, e comporta maltrattamenti che inducono gli animali ad uno stato perenne di paura e di sottomissione. Gli scimpanzé sono obbligati ad esibirsi per divertire il pubblico, e a fare le azioni più disparate per “scimmiottare” (è il caso di dirlo) gli umani compiendo azioni lontanissime dalla loro natura, come giocare a tennis, guidare una moto, ridicolizzandoli vestendoli da clown. Tra uno spettacolo e l’altro gli scimpanzé vengono rinchiusi in gabbie piccolissime, e i filmati rivelano che essi  continuano a compiere gesti ripetitivi, indice di sofferenza, depressione e stress.

Alle femmine vengono indotte continue gravidanze, ma vengono private dei loro piccoli fin dai primi giorni di vita per l’addestramento dei cuccioli. Inoltre, Schwaben Park affitta i suoi animali per programmi televisivi amplificando a dismisura la condizione di stress.

Uno studio di Annamaria Manzoni, psicologa e psicoterapeuta che ha lavorato per anni nel settore della tutela minorile, venendo a contatto con situazioni di grave disagio e sofferenza subite da soggetti in età evolutiva, rivela il danno che gli spettacoli circensi, basati sulla violenza nei confronti di esseri sottomessi, provoca nei bambini e nei ragazzi. Infatti sia i circhi che gli zoo hanno come pubblico privilegiato i bambini, i quali vengono sottoposti all’osservazione del tormento dell’animale. Bambini che vengono abituati ad associare l’atmosfera di festa con la sofferenza animale, come se fosse del tutto naturale. Intere generazioni che cresceranno nella convinzione che questa sofferenza sia lecita e si abitueranno a non cogliere i segni della sofferenza e del terrore. Praticamente una educazione all’insensibilità e all’accettazione della condizione di inferiorità degli animali rispetto all’uomo, il quale a buon diritto può usarli a suo piacimento, anche solo per divertirsi della loro condizione di sofferenza.


Scimmie antropomorfe in pubblicità

L’uso delle scimmie antropomorfe in pubblicità induce a conoscenze totalmente sbagliate su queste creature. Ad esempio, il sorriso degli scimpanzé spesso mostrato negli spot o nelle trasmissioni televisive in realtà è un’espressione di paura.

Quindi questi artisti addestrati per il nostro divertimento in realtà mettono in scena sotto costrizione spettacoli di profonda sofferenza, sia fisica che psicologica.

Jane Goodall ed altri ambientalisti si sono pronunciati chiaramente contro l'uso delle grandi scimmie nell'industria dell'intrattenimento perchè ciò sminuisce nella gente la percezione che queste siano specie minacciati di estinzione e ne incoraggia il traffico.

Tuttavia l’industria dello spettacolo con l’utilizzo di animali continua malgrado le proteste degli animalisti e degli ambientalisti e nonostante i progressi delle nuove tecnologie che consentirebbero ormai l’utilizzo dell’animazione elettronica computerizzata, rendendo così ancora più incomprensibile e ingiustificabile la sofferenza di questi esseri per il divertimento dell’uomo.

“il sorriso degli scimpanzé spesso mostrato negli spot o nelle trasmissioni televisive in realtà è un’espressione di paura”…
“il sorriso degli scimpanzé spesso mostrato negli spot o nelle trasmissioni televisive in realtà è un’espressione di paura”…

L’organizzazione Animals Asia ha denunciato un programma televisivo cinese che usa gli animali a scopo di spettacolo e ne ha chiesto l'interruzione. A seguito di questa denuncia si è creato in Cina un movimento formato da attivisti animalisti che ha consegnato all'organo garante per la comunicazione una lettera per chiedere la sospensione dello show.  Il programmma cinese “Wonderful Friends” mette in scena personaggi del mondo dello spettacolo in attività che violano il benessere animale, come fare la pedicure agli elefanti o portare gli scimpanzè in giro per shopping. I sostenitori della protesta  affermano che non c'è differenza con le performance degli animali nei circhi, già bandite dal governo, e che sono fonte di stress per gli animali, come dimostrato da un morso che uno dei cuccioli di scimpanzé ha dato ad uno dei vip presenti.

Purtroppo situazioni analoghe si verificano in ogni parte del mondo, evidentemente perché gli animali hanno il potere di creare un’empatia verso gli umani, soprattutto bambinio e ragazzi. Empatia distorta che poi pagheranno da adulti con l’indifferenza verso la sofferenza in genere.

Film come "Pirati nei Caraibi", "Una notte da Leoni”e "Una notte al Museo” hanno tutti usato scimmie cappuccino in abiti ridicoli per impersonare ruoli "comici", a prezzo di grande stress per gli animali.

L’Italia non è certo da meno. Nonostante negli ultimi anni numerose società di tutto il mondo abbiano smesso di usare le grandi scimmie in spot pubblicitari in seguito alle proteste sia delle organizzazioni animaliste, sia degli ecologisti e dei clienti,  alcune tra le maggiori società italiane hanno realizzato pubblicità che ritraggono scimpanzè vestiti o seduti su sedie leopardate a scimmiottare l'uomo.

Jane Goodall Institute, l’ente fondato dalla famosa antropologa Jane Goodall per la conservazione degli scimpanzé e del loro ambiente naturale, ha chiesto a Style Magazine del Corriere della Sera di interrompere l'uso di scimpanzè nella loro campagna pubblicitaria, così come aveva fatto precedentemente anche con la società telefonica Vodafone Tele2 e con la campagna televisiva della SEAT Pagine Bianche che ha come protagonista lo scimpanzé Billy.


Scimmie come animali da compagnia

Tutti gli scimpanzé e gli orango che vengono usati per lo spettacolo sono molto giovani in quanto da adulti sarebbero troppo forti e quindi pericolosi. L’impressione che danno è di infinita tenerezza e simpatia, e questo può erroneamente indurre all’idea di farne degli animali da compagnia, senza rendersi conto che diventati adulti possono diventare pericolosi perché costretti ad una vita contro la loro natura. Questa disinformazione ha anche il risultato di mantenere e incrementare il traffico per l’acquisto e la vendita di giovani scimpanzé come animali domestici.

La natura degli scimpanzé, così come per tutti i primati, richiede di vivere liberi nel loro habitat, le foreste. Quando questo non avviene, perché strappati dalle loro madri per un commercio finalizzato a farne degli animali da compagnia, essi non hanno più i loro riferimenti per sviluppare le loro abilità e i loro peculiari comportamenti etologici.

Lousingo, uno scimpanzè ospitato nel Santuario Tchimpounga, Congo, il più vasto centro di riabilitazione per scimpanzé dell’Africa. I santuari del Jane Goodall Institute ospitano scimpanzé sradicati dal loro ambiente naturale, orfani, traumatizzati e salvati dal mercato illegale
Lousingo, uno scimpanzè ospitato nel Santuario Tchimpounga, Congo, il più vasto centro di riabilitazione per scimpanzé dell’Africa. I santuari del Jane Goodall Institute ospitano scimpanzé sradicati dal loro ambiente naturale, orfani, traumatizzati e salvati dal mercato illegale

Chi acquista uno scimpanzé pensando di avere al suo fianco un animale domestico può incorrere in seri problemi. Molti, anche nelle loro migliori intenzioni, li educano come fossero dei figli della specie umana, ma la brutta sorpresa potrebbe sorgere presto: all’età di circa 5 anni, diventati più forti di una persona umana, non è insolito che manifestino atteggiamenti distruttivi, rovinando oggetti, arrampicandosi sulle tende e anche mordendo i loro stessi padroni. Questo perché la loro natura non è quella di animali da compagnia. I proprietari, non informati sulle conseguenze del loro gesto, cercheranno soluzioni per non separarsi dal loro animale, spesso ricorrendo anche a rimedi estremi come estrarre loro i denti o, peggio, adottare collari a scarica elettrica. Addirittura c’è chi arriva a far tagliare loro i pollici sperando di evitare che si arrampichino sulle tende. Ma questi rimedi non faranno che peggiorare la situazione e si arriverà necessariamente ad un distacco, ma a quale prezzo e quale sorte sarà riservata a questi poveri animali? Non potranno essere reinseriti nel loro habitat, perché totalmente disabituati. Gli zoo non li accetteranno. Facilmente la loro sorte sarà quella di finire in un laboratorio di ricerca a causa di un amore mal riposto e di una disinformazione da parte dei proprietari.

Sono molte le storie di grandi scimmie educate come figli, che ad un certo punto della loro esistenza si rivoltano contro la loro “famiglia” di adozione. Una per tutte è il caso emblematico di Travis, uno scimpanzé di 14 anni che pesava 200 chili, adottato da una famiglia del Connecticut quando aveva pochi giorni. Travis era “l’animale domestico” di Sandra, cresciuto come uno di famiglia, educato come fosse un figlio. Travis si vestiva come un qualsiasi giovane americano, guardava il baseball in TV, beveva e mangiava usando piatti, bicchieri e posate. Apriva le porte di casa con le chiavi e dormiva nel letto insieme alla sua padrona. Ma un giorno impazzì. Uscito di casa, aggredì una vicina, saltandole addosso e strappandole naso, bocca, occhi ed entrambe le mani. Un agente arrivato sul posto lo uccise quando lo scimpanzé cercò di aggredirlo aprendo la portiera dell’auto della polizia. La donna aggredita ora è cieca e senza mani ed ha già affrontato 30 interventi chirurgici al volto in pochi anni. Tragedie come queste potrebbero essere evitate se l’amore per questi animali fosse indirizzato al loro benessere e non al desiderio egocentrico di avere un compagno di un’altra specie trasformato in un giocattolo.


La triste immagine di uno scimpanzé costretto ad esibirsi in abiti e pose umilianti
La triste immagine di uno scimpanzé costretto ad esibirsi in abiti e pose umilianti

Gli abusi sessuali sulle femmine

Nell’affrontare l’argomento delle scimmie antropomorfe usate nell’intrattenimento non si può sottacere un argomento duro e spinoso: la prostituzione a cui vengono sottoposte in maniera coercitiva le femmine dei primati. E’ un’aberrazione di cui non vorremmo parlare, ma purtroppo esiste. La similitudine tra umani e grandi scimmie porta anche a questo traffico abominevole. Nel Borneo, isola dell'arcipelago indonesiano, le femmine di orango vengono usate come prostitute nei bordelli. Una pratica che nel Sud Est Asiatico è abbastanza diffusa e se ne riscontrano casi anche in Tailandia. La notizia si è diffusa dopo la testimonianza di una veterinaria che ha denunciato il fatto. Purtroppo questo caso non è certo l’unico, ma ha rivelato la punta dell iceberg di uno dei tipi di abusi più sconvolgenti nei confronti di queste povere creature che hanno il solo torto di assomigliare troppo all’uomo.


Ma tutto questo, perché?

Come possiamo accettare tranquillamente tutto questo? Come non rimanere sconvolti dalla sofferenza fisica e psicologica che l’essere umano riesce con tanta tranquillità ad affliggere alle altre specie? E ognuno di noi, come può accettarlo quasi fosse un fatto ineluttabile?

L’unico motivo razionale che può spiegare questo uso atroce degli animali è che appartengono a specie che vengono considerati inferiori, quindi a disposizione dell’uomo che a buon diritto può farne quello che vuole come fossero degli oggetti. Eppure gli animali sono esseri senzienti, come è stato anche decretato dall’art. 13 del Trattato di Lisbona. Tutti gli animali. Le grandi scimmie fanno parte come l’uomo della famiglia degli Ominidi, pertanto l’affinità genetica tra noi e gli scimpanzè o i gorilla è minima.

Ma nel caso ancora ci fossero dubbi, basta informarsi sulle abilità degli scimpanzé. Le capacità mentali di uno scimpanzé sono, infatti, elevatissime, la sua vita sociale è complessa, sa servirsi di strumenti e risolvere i problemi. Che cosa lo differenzia allora da una “persona”, meritevole di questo appellativo?

Kabi è un piccolo scimpanzé salvato dal commercio illegale e dai bracconieri, ora ospite in uno dei Santuari del Jane Goodall Institute
Kabi è un piccolo scimpanzé salvato dal commercio illegale e dai bracconieri, ora ospite in uno dei Santuari del Jane Goodall Institute

Si buò ben dire, a ragione, che gli scimpanzé abbiano una cultura che si tramandano di generazione in generazione attraverso l’apprendimento. Infatti nelle 21 regioni africane abitate dagli scimpanzé, i primati hanno formato negli anni comunità che differiscono tra loro per comportamenti e usi. Da  uno studio condotto da un gruppo di ricercatori internazionali, pubblicato su “Le Scienze”, sono emersi circa 40 tipi di comportamento che identificano altrettante differenze culturali.

Il filosofo australiano Peter Singer, fondatore del movimento per la liberazione degli animali, sostiene: E’ venuto il momento di proporre un’idea nuova: estendere la comunità morale oltre gli esseri umani, fino ad includere scimpanzé, gorilla e oranghi. ‘La comunità di uguali’ abbraccerebbe allora tutte le grandi scimmie, e non solo i membri della nostra specie". Peter Singer ha fondato, insieme alla filosofa Paola Cavalieri, il “Progetto Grandi Scimmie” che si propone di ottenere dall’ONU una Dichiarazione dei Diritti delle Grandi Scimmie.

A New York due scimpanzé tenuti in cattività come cavie presso la Stony Brook University sono stati difesi da un gruppo di avvocati di fronte alla Corte Suprema di Manhattan. Dal 2013 infatti si svolge la battaglia legale per riconoscere questi primati come "esseri autonomi e autodeterminanti", al pari degli umani. Steven Wise, il rappresentante legale della "Nonhuman Rights Project", ha affermato che le scimmie sono tenute prigioniere contro la legge in quanto gli studi scientifici sull'intelligenza, le emozioni e la consapevolezza di questi animali dimostrano che sono “persone” proprio come noi, e pertanto "non possono essere trattati come cose". Per la prima volta negli USA, un giudice ha equiparato la condizione dei due primati a quella dei detenuti umani

Fatti come questi, in difesa degli animali in quanto esseri senzienti, si stanno verificando sempre più spesso. Siamo forse di fronte ad una nuova presa di coscienza? Ci auguriamo che, accanto ai crimini che purtroppo vengono compiuti quotidianamente nei confronti di esseri indifesi, cresca anche una nuova consapevolezza che porti un giorno, speriamo non lontano, a non accettare più l’idea che i nostri fratelli di forme diverse vengano sottoposti a torture fisiche e psicologiche per divertire l’uomo.


Versione completa dell’articolo già pubblicato sulla guida “Scimmie come noi, conoscere per salvare” edita da The Jane Goodall Institute Italia – Per gentile concessione del Jane Goodall Institute


www.rosalbanattero.net

 

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