Animalismo

Regione Lazio: licenza d’uccidere!

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11 Aprile 2015
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Il dibattito alla Regione Lazio per l’approvazione della legge che agevola la caccia

Intervista al Consigliere regionale Devid Porrello


La Regione Lazio ha approvato una legge che favorisce la caccia nonostante la maggioranza delle persone siano contrarie a questa barbara usanza. La delegazione romana di SOS Gaia ha assistito al dibattito in Consiglio Regionale che ha dato il via libera agli “Interventi per la conservazione, la gestione, il controllo della fauna selvatica, la prevenzione e l’indennizzo dei danni causati dalla stessa nonché per una corretta regolamentazione dell’attività faunistica-venatoria.”

Abbiamo già riportato in un precedente articolo come questa legge sfrutti il pretesto degli squilibri ecologici per liberalizzare l’attività venatoria anche all’interno delle aree naturali protette che, ovviamente, grazie a questa nuova disposizione non sono più salvaguardate, ma di fatto, diventano liberamente accessibili ai cacciatori. L’unica opposizione alla legge è stata rappresentata dai Consiglieri 5 Stelle.

Per saperne di più abbiamo incontrato ed intervistato il Consigliere 5 Stelle Devid Porrello, membro Commissione ambiente, lavori pubblici, mobilità, politiche della casa e urbanistica, politiche sociali e salute, che insieme ai suoi colleghi ha cercato di opporsi alla sua approvazione.


A noi di SOS Gaia la discussione in Consiglio Regionale è apparsa surreale perché la maggioranza non teneva in minima considerazione gli argomenti dell’opposizione. Anche voi avete avuto la stessa impressione?

Purtroppo devo confermare la vostra impressione. Noi ci siamo battuti in aula contro questa legge che presenta dei punti surreali. Ma surreale è stato anche l’approccio della maggioranza nei confronti dei temi che presentavamo, già discussi a livello nazionale, perché il Partito Democratico in Parlamento opera delle scelte che favoriscono il controllo della fauna selvatica in maniera non cruenta, anche pressato dai nostri rappresentanti, ma a livello regionale fa l’opposto. In aula abbiamo proposto le nostre istanze con soluzioni documentate, ma la maggioranza, la giunta, ha votato negativamente a tutti i nostri suggerimenti.


Nei vostri interventi in Consiglio Regionale avete sottolineato che a livello nazionale la normativa è più restrittiva rispetto a questa che agevola la caccia, inoltre proprio lei ha aggiunto che con questa nuova legge non vengono rispettati i diritti degli animali come sancito dalla “Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali” introdotta dall’Unesco nel 1978.

Infatti, io in aula ho parlato della carta dei Diritti degli Animali, leggendo addirittura parte degli articoli, al fine di evidenziare come una legge del 2015 fa arretrare la nostra società al Medio Evo, mentre nel 1978 veniva scritta la “Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali”. Questa legge non rispetta la Carta dei Diritti degli Animali.


Il Consigliere della Regione Lazio Devid Porrello, membro Commissione ambiente, lavori pubblici, mobilità, politiche della casa e urbanistica, politiche sociali e salute

Noi ci siamo trovati in grave difficoltà proprio perché ci siamo scontrati contro un muro di gomma, la maggioranza andava avanti per proteggere alcune categorie, perché questi interessi governano l’azione legislativa della regione, senza tener conto dell’opposizione, dei cittadini e delle Associazioni. Inoltre questa legge non realizza lo scopo che si prefigge, che sarebbe quello di tutelare gli animali, considerando che degli articoli specifici sono dedicati all’apertura della caccia prevedendo addirittura delle sovvenzioni per l’uso del fucile ai fini del contenimento della fauna selvatica. Mentre invece non vengono finanziati, ma soltanto favoriti, l’uso di metodi non cruenti, come ad esempio le staccionate elettrificate che allontanano gli animali di piccola taglia, ma in alcuni casi anche quelli più grandi, il foraggiamento dissuasivo, l’elargizione agli agricoltori di una parte dei fondi per coltivare l’estremità dei loro campi al fine di nutrire gli animali liberi.

Niente soldi a disposizione per i metodi incruenti, soltanto investimenti copiosi per l’abbattimento, e questo ci ha fatto male proprio in virtù della Carta dove è sancito il diritto degli animali ad esistere che deve essere preservato.


Entrando nel cuore della Legge vediamo che sono previsti due organi, uno è la “Struttura Organizzativa Regionale” che ogni anno esamina la situazione e traccia le linee guida per la prevenzione nei confronti della fauna selvatica.

Chiamiamola prevenzione, ma in realtà si tratta di uccisione! Nel merito di questo organismo noi abbiamo sollevato il problema della sovrapposizione di competenze tra l’Assessorato all’Agricoltura e quello all’Ambiente, perché la Struttura Organizzativa Regionale fa capo all’Agricoltura e quindi si interfaccia soltanto con questo Assessorato, mentre la nuova legge permette interventi alla fauna selvatica non soltanto nel territorio libero, ma anche all’interno delle aree naturali e dei parchi regionali protetti, governati da una diversa normativa gestita dall’Assessorato all’Ambiente. In definitiva, non è chiaro come verrà risolto il problema della intromissione di competenze dell’Assessorato all’Agricoltura su quello dell’Ambiente.

Aggiungo che grazie ai nostri emendamenti abbiamo sventato la creazione di un Organismo ben peggiore e più costoso riportato nell’ex articolo 3, che prevedeva un enorme spreco di denaro pubblico. Comunque anche la Struttura Organizzativa Regionale non ci soddisfa assolutamente.


L’impressione è che questo organismo trascenda le regole di controllo favorendo il ricorso alla caccia ed all’abbattimento selettivo.

Sì, l’abbattimento selettivo è il cuore di questa legge. Nel titolo c’è scritto “tutela e salvaguardia della fauna selvatica”, dentro la legge c’è scritto “abbattimento selettivo”. Quindi nel titolo è espresso un concetto che nella legge è totalmente stravolto, ed è per questo che noi ci siamo veramente indignati, perché non si possono prendere in giro le persone scavalcando i diritti degli animali, visto che esistono svariati metodi pacifici, come è stato fatto ad esempio in Francia dove sono stati devoluti fondi ai contadini per la recinzione elettrificata, ottenendo ottimi risultati per il contenimento degli animali. In Italia invece con questo tipo di leggi torniamo al Medio Evo.



Un momento dell’intervista a Devid Porrello

Il secondo organo previsto dalla legge è il “Comitato scientifico per la fauna selvatica” formato da vari esperti tra cui un ornitologo. Mi chiedo cosa c’entri un ornitologo, esperto di uccelli, con la fauna selvatica tipo gli ungulati. Vuol dire che la caccia viene estesa anche agli uccelli?

Prima di tutto è doveroso dire che questo Comitato non avrà costi per la nostra Regione. Cosa c’entri un esperto di uccelli lo dovremmo chiedere allo stesso Comitato o alla Struttura ricadente sotto l’Assessorato all’Agricoltura. Ad esempio in una prima stesura i redattori della legge volevano aggiungere interventi selettivi addirittura nei confronti degli storni che fanno parte delle specie non cacciabili; ma alla fine per fortuna non è stato fatto.

Noi crediamo che la presenza dell’ornitologo sia dovuta al fatto che ci sono alcuni alati che possono fare danni come alcuni animali terrestri, perché è evidente che gli agricoltori nei loro campi hanno problemi anche con gli uccelli, molto meno gravi rispetto a quelli creati dai cinghiali, ma quanto basta per prevedere questa figura. Ovviamente voglio sperare che non sia per estendere la caccia ad altre specie, voglio essere fiducioso sulle finalità di questo Comitato; comunque noi ne controlleremo l’operatività.


Ma il Comitato è molto sbilanciato verso i cacciatori!

Tutta la legge è sbilanciata verso i cacciatori, non soltanto il Comitato, noi l’abbiamo ripetuto all’interno dell’aula. È una legge fatta per la lobby dei cacciatori! Quindi se il Comitato è sbilanciato a loro favore non è altro che il frutto dell’idea che la giunta ha portato avanti con questa nuova normativa.


Nel Comitato dovrebbero esserci anche degli animalisti per tutelare la vita degli animali ed effettuare il controllo della fauna selvatica in modo naturale ed equilibrato.

Questo è un problema che solleviamo, perché riguardo i Comitati si parla sempre di specialisti e mai di chi difende i diritti degli animali. Succede anche nell’Ambiente, quando nascono questi Comitati le Associazioni ed i cittadini non sono mai rappresentati per proporre, sostenere e difendere le loro istanze. Noi speriamo di poter rimettere mano a questa legge per inserire un rappresentante delle maggiori Associazioni che tutelano i diritti degli animali.


La legge prevede i rimborsi dei danni causati dalla fauna selvatica agli allevamenti, alle aziende agricole, ma non per quelli provocati alle coltivazioni destinate all’autoconsumo. È ingiusto visto che le tasse le paghiamo tutti.

I danni causati dalla fauna selvatica ogni anno si attestano intorno ai tre milioni di euro, mentre per i risarcimenti questa legge ne mette a disposizione soltanto duecentocinquantamila, significa che uno su dodici agricoltori verrà rimborsato mentre gli altri undici subiscono la perdita senza avere nulla.

Quindi questa legge è povera di risorse sia per l’agricoltore di professione che per il contadino che possiede un piccolo orto. Quando si mettono a disposizione un dodicesimo delle risorse necessarie per i risarcimenti, come in questo caso, non potendo inoltre investire in metodi incruenti, è evidente che il rimborso avviene tramite l’abbattimento selettivo degli animali.


Devid Porrello con Ivana Pizzorni, responsabile della sede romana di SOS Gaia

In definitiva, la legge si regge su tre pilastri: il primo è la scarsità di denaro, il secondo favorisce senza finanziare i metodi incruenti, ed infine il terzo è la caccia. Questa legge è stata fatta per sparare e nient’altro!


Un’ultima domanda riguarda il suo lavoro alla Commissione Ambiente. Tramite la rete si apprende che hanno iniziato ad abbattere un bosco di querce secolari all’interno della riserva naturale di Castel di Decima. Voi della Commissione lo sapevate?

No, noi della Commissione non ne sapevamo nulla. Comunque l’area interessata è quella naturale di Decima Malafede, ubicata nella parte Sud di Roma verso il comune di Pomezia, dove si trovano delle querce secolari che non fanno parte del parco. L’Ente Parco che gestiva questa località da molti anni non paga l’affitto ed il proprietario ne è rientrato in possesso annettendola al suo terreno, ovviamente con tutte le protezioni e tutele riservate ai parchi. Quindi essendo comunque un’area soggetta a molti vincoli, dopo l’abbattimento delle querce secolari noi abbiamo fatto una interrogazione all’Assessore all’Ambiente per sapere chi ha dato le autorizzazioni al proprietario che era sul suo terreno, ma non avrebbe potuto tagliare le piante vicino un’area protetta perché anch’essa salvaguardata. La nostra interrogazione dice: “Come mai questo signore ha ottenuto il permesso di tagliare le querce in un’area protetta della Regione Lazio?” Spero che l’Assessore ci risponda presto, ma chiederemo anche un’audizione in Commissione Ambiente del Presidente dell’Ente Decima Malafede per capire come è potuta avvenire una tale leggerezza da parte degli Enti preposti.


Speriamo che almeno non vengano abbattute altre piante secolari.

Noi speriamo di no, anche grazie al clamore che c’è stato intorno alla vicenda da parte delle Associazioni e della politica. Comunque al momento i lavori sono stati fermati e non ci resta che aspettare le spiegazioni sull’accaduto.


Ringraziamo il Consigliere Devid Porrello che al termine dell’intervista suggerisce alle Associazioni Animaliste di osservare con molta attenzione quello che avviene nella Regione Lazio sulla tutela degli animali, perché la politica regionale traccia le linee guida che successivamente verranno seguite dalle Province e dai Comuni.

In conclusione, questa legge rappresenta una chiara regressione culturale e sociale del nostro Paese, considerando che il legislatore crede di risolvere i problemi economici e quelli che gli animali potrebbero creare nel territorio, uccidendo barbaramente e sbrigativamente esseri indifesi che non c’entrano nulla, nonostante sia dimostrato che per il loro controllo esistono sistemi incruenti.

Ormai la maggioranza delle persone non vuole la caccia e si prodiga per tutelare gli animali, mentre chi governa legifera non tenendo conto del loro volere, rendendo sempre più chiaro che le leggi vengono gestite da una minoranza ma non rappresentano le reali esigenze degli italiani. Senza rispetto per la vita di tutti gli altri esseri senzienti. Fino a quando le stelle staranno soltanto a guardare questo scempio quotidiano finora rimasto impunito?


Ivana Pizzorni è la responsabile della sede romana di SOS Gaia


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