Animalismo

La coscienza degli Animali

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13 Aprile 2026

E gli Animali? Sono dotati di coscienza?


“Antropocentrismo e Antispecismo” è il titolo della relazione che ho presentato nel 2024 al Convegno “Nocivosaraitu”, organizzato da PAN Pro Natura Animali.

Ho chiamato questa mia breve relazione “Antropocentrismo e Antispecismo” ma mi rendo conto che si tratta di un ossimoro: dove c’è antropocentrismo non ci può essere antispecismo e viceversa.

La cultura dell’antropocentrismo ci porta a considerare gli animali come degli oggetti, delle cose inanimate. Anche per la legge sono res, cose. Questa convinzione dà il diritto alla specie umana di usare le altre specie in tutti i modi possibili.

Eppure, un gruppo di scienziati, il 7 luglio 2012 alla presenza di Stephen Hawking, all’Università di Cambridge ha firmato la “Dichiarazione di Cambridge sulla Coscienza”, la quale afferma che molti animali sono coscienti e consapevoli allo stesso livello degli esseri umani. Ovviamente la stampa non ha dato alcun risalto a questa dichiarazione.

Ma a questo documento è seguita, il 19 aprile 2024, la “Dichiarazione di New York sulla coscienza degli animali”. Un gruppo di 39 scienziati dell’Università di New York ha sottoscritto e firmato un documento in cui si sostiene che gli animali hanno la capacità di “esperienza cosciente”.

SOS Gaia a un corteo contro la vivisezione
SOS Gaia a un corteo contro la vivisezione

Queste due dichiarazioni, firmate da fior di scienziati, mettono in discussione tutto un modo di vivere: dagli allevamenti intensivi all’inserimento di specie alloctone, dall’umiliazione degli animali nei circhi alla caccia, insomma tutta un’economia basata sugli animali.

La cultura dell’antropocentrismo vede la Natura come una tappezzeria e vede l’uomo dominatore di tutto il creato, con il diritto di depredare ogni cosa e ogni essere vivente. La fauna selvatica è diventata un fastidio.

L’essere umano si diverte ad introdurre le specie come orsi, nutrie, scoiattoli grigi. Il progetto “Life Ursus” era finalizzato alla ricostituzione di un nucleo vitale di orsi nelle Alpi Centrali tramite il rilascio di alcuni individui provenienti dalla Slovenia. Ora si scopre che ce ne sono troppi e bisogna sterminarli.

Stessa sorte per lo scoiattolo grigio: è stato introdotto in Italia già dal 1948 in Piemonte, ma si scopre che dà fastidio allo scoiattolo rosso, quindi stessa sorte: lo sterminio.

Le nutrie sono state introdotte in Italia all’inizio degli anni Venti del secolo scorso, per la prima volta in Piemonte, per la produzione di pellicce, il ben noto “castorino”.

Le nutrie, purtroppo, nel nostro paese sono considerate animali invasivi e pericolosi e vanno sterminate.

Non parliamo poi dei lupi: non passa giorno che sui giornali di regime non ci sia un articolo allarmistico sul lupo, vogliono prepararci allo sterminio?

Rosalba Nattero al Convegno Nocivosaraitu organizzato da PAN Pro Natura Animali
Rosalba Nattero al Convegno “Nocivosaraitu” organizzato da PAN Pro Natura Animali

Del resto la Commissione Europea chiede da tempo un declassamento del lupo da specie faunistica "rigorosamente protetta" a "protetta". (Avvenuto nel 2025, N.D.R.)

Questo consentirebbe ai singoli Stati di praticare degli abbattimenti.


E che dire della macellazione rituale?

La macellazione rituale (Halal per l'Islam, Kosher per l'Ebraismo) è una pratica religiosa che prevede l'uccisione di animali con un taglio rapido e preciso alla gola (trachea, esofago, vasi sanguigni) senza stordimento preliminare, seguendo precetti religiosi che ne regolano l'intera procedura, sollevando dibattiti etici e legislativi sul benessere animale rispetto alle pratiche convenzionali.

Eppure anche agli animali non si può negare l’esistenza di un dio o di una loro spiritualità. Sono esseri senzienti anche loro come tutti noi e se qualche papa avesse voluto evitare stermini di massa lo avrebbe potuto fare, ma non mi risulta che nessun papa lo abbia mai fatto.

Sempre il Parlamento dell’Unione Europea ha salvato il foie gras e ha avuto il coraggio di dichiarare che: “L’alimentazione forzata rispetta il benessere animale”.

Penso che tutti abbiate consapevolezza di come avviene l’alimentazione forzata di oche e anatre, una vera e propria tortura.

Dobbiamo cambiare mentalità, fare un salto qualitativo, non solo per etica, ma perché altrimenti non ci sarà più un futuro nemmeno per la specie umana.

Non sono solo la pietà e la sete di giustizia che devono spingerci a migliorare la sorte di creature senzienti, figlie del nostro stesso pianeta.

L’animalismo non è un pensiero debole. Portare aiuto alla condizione animale significa impostare i valori di una futura società più giusta e armonica, dove non vi siano discriminazioni speciste e in cui tutti possano godere di valori improntati a una qualità di vita felice che sia in armonia con la Natura.

Oggi questo spazio di libertà non esiste neppure per la specie umana, costretta ad essere praticamente schiavizzata nella produzione di beni in surplus rispetto all'effettiva domanda, solamente per rispondere al gioco di capitalizzazione dell'alta finanza.

Spesso mi chiedo come si sia potuti arrivare a una simile situazione. Eppure anche noi siamo animali. Siamo legati alla Natura e a tutte le specie viventi, dal regno animale a quello vegetale.

Il polpo si orienta in qualsiasi labirinto, sa usare la memoria, ha straordinarie capacità intellettive, apre da solo bottiglie, scatole e vasetti
Il polpo si orienta in qualsiasi labirinto, sa usare la memoria, ha straordinarie capacità intellettive, apre da solo bottiglie, scatole e vasetti

Animali da reddito e umani sembrano essere coinvolti nello stesso destino. L’umanità ha visto grandi battaglie di civiltà, come l’abolizione della schiavitù o la parità dei sessi. Traguardi che in un passato non lontano sembravano irraggiungibili.

Oggi siamo di fronte al più grande olocausto della Storia: la schiavitù e lo sterminio quotidiano di miliardi di esseri senzienti.

La Storia dovrà fare i conti con questo abominio e sarà la prossima grande battaglia che l’umanità dovrà affrontare per poter trovare dignità anche per la specie umana.

Se gli animali vivono, sentono e desiderano, come può essere inquadrata la loro incessante messa a morte se non nei termini di un genocidio legalizzato?





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