Narrativa

La Gemma Sacra del Tempio delle Sabbie - 2

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04 Settembre 2015
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"Io sono una bertuccia, almeno così mi definiscono i dritti con cui conviviamo. Per l'occasione mi presento. Mi chiamo Affàz'né."


"Salve". Gli risposi allo stesso modo.

"Da dove vieni?".

"Vengo dal cielo".

"L'Antico che vive qui mi aveva parlato di creature come te. Non credevo ne esistessero ancora. Perlomeno non ne ho mai viste fino ad adesso.

Io sono una bertuccia, almeno così mi definiscono i dritti con cui conviviamo. Per l'occasione mi presento. Mi chiamo Affàz'nè".

"Piacere io sono Haram-tè della nobile Famiglia dei Da'Karlan…i dritti?"

"Sì, quelli che hai visto poco fa scappare a gambe levate verso il villaggio".

"Capisco".

"Ma adesso dovete nascondervi perché i dritti avranno chiamato aiuto e verranno qui in forze. Tu e il tuo amico di metallo siete in pericolo."

"Ma non c'è problema. Io posso tranquillamente modificare il mio aspetto. E anche Mg'ma'hn, il mio androide, può farlo essendo di tecnologia mutaforma". E mentre lo dicevo provvedemmo immediatamente a mutare il nostro aspetto simile a quello dei dritti che avevamo incontrato. - Mg'ma'hn, non essere proprio eguale a me. Modifica l'aspetto degli abiti e togliti la barba. - Questi androidi alle volte non sanno proprio adattarsi alle situazioni.”

Un click dell'olovisore e anche la navicella che mi aveva portato giù dal cielo divenne invisibile.

Intanto come predetto dalla bertuccia, anzi da Affàz'né, dal villaggio stava giungendo una folla vociante di dritti.

Giunsero in fretta dove io e l'androide stavamo aspettando e ci circondarono con espressioni che,  l'olovisore tuttofare mi spiegò sussurrando, sembravano e minacciose.

- Chi siete? - Ci apostrofò con un suono ansimante uno che sembrava un notabile e armato di un oggetto che, sempre secondo l'olovisore, era una corta arma in grado di lanciare con rapida cadenza proiettili perforanti.

- Siamo viandanti e stiamo sostando all'ombra di questi palmeti per riposare un poco prima di giungere al vostro villaggio - gli risposi con lo stesso tono della sua lingua.

- Non avete visto due creature mostruose, grandi e alte, dall'aspetto di due draghi verdi con una lunga coda? -

- No - Gli risposi. - Siamo qui da poco e se avessimo visto due mostri del genere saremmo scappati, altro che fermarci all'ombra generosa di queste palme! -


“Ahaia, per la barba del Profeta, che male!” si mise a gridare uno dei soldati. “Capo! Ho urtato contro qualcosa di invisibile e solido come la pietra!”

"Ahahahahah" sentii risuonare divertita la voce mentale di Affàz'né.

- Qui c'è solo questa scimmietta che mi sembra del tutto innoffensiva e non è certamente grande come le due bestie che mi hai descritto - dissi.

- Vero - Rispose il notabile - Le due bestie saranno scappate pensando che le avremmo potute uccidere senza problema. Qui intorno non vedo proprio nulla di preoccupante. Scusatemi stranieri se vi abbiamo spaventato con i nostri soldati -

"Ahahahahah", ripetè la voce mentale divertita di Affàz'né.

"Stai zitta! E soprattutto smettila di berciare che l'han capito che sei una scimmia!"

- Non c'è problema, signore – Aggiunsi  - Adesso ci riposeremo un po' e poi verremo al vostro villaggio, sempre che siamo i benvenuti -

- Certamente. Sarete benvenuti in nome di Allah. Ci sono ottime locande che non chiedono neppure carte di credito -

- Capo, guarda - Lo interruppe un soldato - Lo straniero senza barba non è simile a Ismail che è corso ad avvisarci della presenza dei due mostri? -

"Ahi, ahi".

Ma questa volta l'androide non si fece prendere alla sprovvista. Velocemente modificò il suo naso gonfiandolo un po'.

- Ma che dici? Non vedi che non gli assomiglia? Andiamocene. Sergente, porta gli uomini alla caserma -

Ma non era ancora finita.

- Ahaia, per la barba del Profeta, che male! - si mise a gridare uno dei soldati. - Capo! Ho urtato contro qualcosa di invisibile e solido come la pietra! -

- Ma in nome di Allah, smettiamola con tutti questi misteri - gli rispose fortunamente il notabile. - Aggiungiti alla colonna che sta ritornando alla caserma e cammina senza voltarti indietro -.

Io e Mg'ma'hn ci coricammo all'ombra aspettando che il gruppo di dritti si allontanasse verso il villaggio. Assaporando il piacere del riposo che poteva provare il corpo che avevamo assunto.

"Affàz'né, quando verrà buio, ci potrai accompagnare dall'Antico?”


Su uno di questi cuscini, comodamente sdraiata, c'era una bellissima gatta nera

"Certamente, senza problemi. E' giunto proprio in questi giorni al villaggio dopo anni di assenza".


Al calar della notte ci incamminammo verso il villaggio.

Affàz'né ci guidava per le vie, nascondendosi di tanto in tanto quando incontravamo dei dritti poiché non si fidava molto di loro.

Giungemmo ad una casetta bassa, tutta bianca come le altre ma con una massiccia porta di legno.

"Adesso bussate e buona fortuna, io me ne ritorno al palmeto".

Ci venne ad aprire un dritto.

- Salve, io sono Murduk. L'Antico vi da il benvenuto. Entrate. -

Mi trovai in un grande cortile decorato da arabeschi il cui centro era dominato da una fragoroso getto di acqua in verticale.

Intorno, tappeti e cuscini di ogni forma e colore.

Su uno di questi cuscini, comodamente sdraiata, c'era una bellissima gatta nera. L'Antico.

- Salve Ard-rì, che la pace possa dominare nel cosmo - l'apostrofai con reverenza.

"Salute a te, viaggiatore del tempo. Ti stavo aspettando".


2 - continua


www.giancarlobarbadoro.net


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