Mitologia

Noi, figli degli dèi

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10 Agosto 2011
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Il dio Ptah conosciuto nell’antico Egitto. Si può identificare nel dio sumero ENKI

Tutti i popoli antichi parlano di esseri venuti dal cielo che hanno civilizzato l’umanità. Sono solo leggende?


Avete mai pensato, anche solo per un attimo, cosa accadrebbe se dovessimo spostarci su un altro pianeta per sopravvivere? Magari fra qualche anno tutto questo sarà possibile, come prendere l’auto e recarsi all’estero. Ma se per qualche motivo “sbarcassimo” su un pianeta ancora poco evoluto, la cui rivoluzione orbitale corrispondesse a un giorno (24 ore) sulla Terra, cosa accadrebbe?

Accadrebbe che gli abitanti di quel pianeta ci scambierebbero per degli dèi immortali. Dèi, perché per loro anche saper utilizzare un computer magari sarebbe quasi “magia”, e immortali perché noi avremmo geneticamente una vita molto più lunga rispetto alla loro – impostata sui ritmi terrestri.

Di tracce di dèi simili è pieno tutto il pianeta Terra. Ed è un vero peccato che la maggior parte della gente non se ne sia accorta. Tutti accettano che l’essere umano si sia evoluto quasi dal giorno alla notte. Prima era una “mezza scimmia” che non sapeva parlare - e per migliaia e migliaia di anni cambiò davvero di poco – dopo di che, improvvisamente, è in grado di comunicare a parole. Ma non solo, sa anche leggere, scrivere... Conosce addirittura con precisione la posizione dei pianeti del sistema solare, la matematica e la geometria. Un cambiamento notevole, che ha del miracoloso, non c’è che dire.

L’anello mancante dell’evoluzione umana, infine, non è poi così “mancante” se si conosce davvero il passato. “Conoscere il nostro passato è fondamentale per comprendere il nostro futuro”: così diceva anche una persona di nome E.A. che ha lasciato una sorta di testamento all’umanità. Le sue parole sono state conservate su tavolette di argilla da migliaia di anni. Lo stesso E.A. diceva che, verso la fine dei tempi, avrebbero dovuto esser fatte trovare all’umanità, cosicché comprendesse le sue vere origini.


Gli “dèi” Annunaki, letteralmente “quelli che dal cielo scesero sulla terra”

E.A, altrimenti detto En.Ki (il signore della terra) - ma anche Ptah nell’antico Egitto - asseriva di venire da un altro pianeta del sistema solare, il cui nome era Ni.Bi.Ru. Questo pianeta aveva un’orbita ellittica incredibilmente grande, tanto che la sua rivoluzione intorno al sole durava ben 3.600 anni. Sapete cosa significa questo? Che un loro singolo anno di vita corrisponde a 3.600 anni terrestri.

Nelle tavolette sumere e babilonesi si legge che lui era venuto su questo Pianeta insieme a Enlil, suo fratello, e altre persone in cerca di tanto oro che potesse modificare l’atmosfera – ormai quasi invivibile – del loro pianeta. Erano in tanti, è vero, ma il lavoro di estrazione dell’oro era diventato faticoso e la gente proveniente da Nibiru non ne poteva davvero più.

Enki, che era giovane ma anche un grande scienziato, insieme a suo figlio (il futuro Thot) decise di modificare geneticamente un terrestre che loro descrivevano come una sorta di animale peloso che riusciva a stare a malapena in posizione eretta. Modificare geneticamente un essere così non è semplice e le prove fatte furono davvero moltissime. Ma finalmente nasce il “prototipo” dell’essere umano. Il suo nome è ADAMU. Sa parlare quasi come loro ed è creato a “loro immagine e somiglianza”. Però, ahimè, non riesce a procreare e questo era un vero problema visto che c’era urgente bisogno di rinforzi per il lavoro di estrazione dell’oro. EnKi quindi decide di recarsi da suo fratello Enlil che si trova in un posto chiamato Edin. A differenza del luogo di estrazione dell’oro, l’Edin era un vero e proprio paradiso terrestre! Quando si trova lì decide di fargli l’ultima modifica genetica, prendendo il DNA dalla costola di Tiamat: la sua controparte femminile. Finalmente gli esseri umani erano “completi”, potevano anche procreare e “moltiplicarsi”. Ma questo, suo fratello Enlil proprio non lo sopportava. Ora i due terrestri erano troppo simili a loro ed EnKi, secondo lui, aveva avuto la presunzione di mettersi al posto del “creatore”, dando vita a esseri che prima non esistevano. Enlil dalla rabbia cacciò dall’Edin ADAMU e Tiamat.


La scritta EA/ENKI nel cerchio del grano apparso il 21 giugno 2011 a Riva Presso Chieri (TO). I cerchi interni, probabilmente, indicano gli ammassi stellari di alcune costellazioni e un grosso cerchio tra la costellazione dei pesci e quella dell’acquario. Appaiono anche il numero 23 e il numero 27. Si tratta forse dei numeri relativi all’asse terrestre, rappresentati dai 23° e 27’?

Ma la storia, che sicuramente vi sembrerà molto simile a qualcosa di ben conosciuto, non finisce qui. Gli uomini si evolvono, soprattutto grazie a En.Ki, ma a un certo punto gli “dèi” scoprono che quando Ni.Bi.Ru si avvicinerà nuovamente alla Terra questa volta causerà gravi problemi. Il pianeta non si trovava a una distanza ridotta dalla Terra, ma a causa della precessione degli equinozi il clima era cambiato notevolmente tanto che, al polo nord e al polo sud, i ghiacci si stavano sciogliendo. Niente di male, se non fosse che la devastante forza attrattiva di Ni.Bi.Ru avrebbe sollevato le acque e inondato tutto. Quello che accadde, tra le altre cose, fu chiamato “diluvio universale”.

Tutti i visitatori del Pianeta scelgono di far perire l’umanità e non avvisare nessuno, ma EnKi si trova davanti a una scelta davvero difficile, in fondo gli umani erano le sue “creature” e non voleva che morissero. Una notte fece un sogno strano e per questo motivo decise, all’insaputa di tutti, di avvisare Ziusudra (Noè), indicandogli come costruire un sommergibile. E così fece. Al termine del diluvio la razza umana per fortuna è salva e può ricominciare a procreare. Peccato che qualche anno dopo verrà di nuovo distrutta a causa di una guerra, causata da loro, in cui furono utilizzate armi atomiche. Questo è stato uno dei motivi per cui EnKi ha deciso di lasciare questo scritto* all’umanità. La colpa è stata loro, lo ammette, e ci esorta a non diventare come loro, ma a comprendere il passato per evitare che accada la stessa cosa anche a noi.


Enki, il demonio

Come avrete certamente notato, alla luce di alcuni fatti, la Bibbia cristiana ha tutta la parvenza di un resoconto confuso del passato. Personalmente ci siamo sempre chiesti, prima di capire tante cose, come era possibile che un Dio (quello della Bibbia) che doveva essere al di sopra di tutto, e comunque più buono di noi, se vogliamo, era solo vendicativo, sempre arrabbiato e pure un po’ isterico (!). Forse perché non è un Dio ma un semplice “uomo” venuto sulla Terra che si era autoproclamato dio. Dalle descrizioni questo dio sembrerebbe proprio Enlil, anche perché il diavolo e il serpente tentatore divennero l’immagine di Enki. E’ lui quello degradato a demonio, quello che è divenuto il nemico per aver salvato l’umanità, per aver insegnato tutto agli esseri umani contro le decisioni di altri dèi.


L’orbita ellittica del pianeta NIBIRU che dura ben 3.600 anni terrestri. Si trova prima della fascia degli asteroidi

Caso strano vuole che un appellativo del diavolo è Bafhomet che significa saggezza; ma anche Satana che significa “il portatore di luce”. Sì, perché tutta la saggezza e la sapienza che abbiamo la dobbiamo a Enki e ad altri di loro, noi non abbiamo imparato quasi niente da soli. Solo oggi scopriamo, tanto per citarne una, tecniche di cura valide come l’agopuntura che erano conosciute millenni e millenni fa. Tutti i popoli antichi – nessuno escluso – parla di un essere venuto dal cielo (o dal mare) che ha civilizzato l’umanità. E questo, che assume nomi diversi a seconda del periodo, del posto e della popolazione residente, è sempre Enki.


Siamo soli oggi?

Probabilmente molti di voi si staranno chiedendo se oggi siamo stati lasciati soli o meno. Probabilmente siamo in “compagnia” esattamente come un tempo. Infatti, sempre sulle tavolette di argilla, si legge che gli “dèi” comprendono che in fondo il pianeta Terra è nostro e quindi decidono di mettere a comando delle persone “umane” (re, faraoni, ecc.) che possano far da tramite tra i terrestri e gli dèi. Gli amanti del complottismo ritengono che “loro” ci stiano manipolando e tenendo sottomessi a nostra insaputa, ma è anche vero che molta gente non pensa che ci sia una compartecipazione umana che potrebbe essere peggio di quella “aliena”. Ad ogni modo, è comunque sbagliato, a nostro avviso, fare di “tutta l’erba un fascio”. Se loro sono ancora qui, non sono diversi da noi. Rabbia, invidia, desiderio di potere e denaro ce l’hanno la maggior parte degli esseri umani. Perché avercela con loro, prima di guardare dentro noi stessi?

In uno degli ultimi cerchi del grano apparsi in provincia di Torino (a Riva Presso Chieri il 21 giugno 2011) si può notare che il cerchio ha una sorta di “firma” agli angoli della stella a sette punte. Il codice con cui è scritto è il codice ASCII e l’interpretazione non lascia molta scelta per chi conosce questo codice binario: c’è scritto “EA, ENKI”. Perché il nome di EA appare su un cerchio del grano? Sono loro che mandano questi messaggi? E se sì, perché lo stanno facendo?


Ma Ni.Bi.Ru che fine ha fatto?

Il pianeta degli “dèi” c’è ancora e c’è sempre stato. Ma perché nessuno ne parla? In realtà ne hanno parlato tanto anche gli astronomi, ma non si sa per quale strana ragione, sono stati sempre azzittiti. Persino Google Sky, che fino a qualche anno fa mostrava chiaramente il pianeta, ora mostra, nello stesso punto, solo un quadrato nero.


Uno degli incredibili dispositivi ideati da Nikola Tesla. Genera veri e propri fulmini, alla stregua di quelli atmosferici. Le bobine di Tesla riuscivano ad accendere tubi fluorescenti senza bisogno di esser collegati alla corrente

Perché il “pianeta gigante” ci viene nascosto? Perché nel 1983, sul Washington Post, appare un articolo in cui si riporta la fotografia scattata dal satellite-telescopio a infrarosso IRAS in cui si vede chiaramente un pianeta gigante, identico a Nibiru, come orbita, dimensioni e distanza identiche alle descrizioni delle tavolette sumere?

Come mai negli anni ‘90, gli astronomi russi Harrington e Van Faldern, riparlano del pianeta dopo tanto silenzio e nel 1987 sulla New Illustrated Science and Invention Encyclopedia di Stuttman, alla voce “Sistema solare” appare anche uno strano corpo celeste a 4.7 miliardi di miglia… distanza di Nibiru? Come mai questo strano corpo celeste è stato eliminato da tutte le enciclopedie? E come mai Harrington fece di tutto per incontrare Zecharia Sitchin, dopo aver letto “Il pianeta degli dei” e aver trovato incredibili analogie con quanto aveva scoperto lui? Sembra che proseguì le ricerche insieme a Sitchin: tutto coincideva in maniera precisissima con il pianeta che lui era riuscito a osservare…

E Nikola Tesla? Da dove aveva acquisito quelle incredibili conoscenze? Era forse vero, come lui stesso asseriva, che era riuscito a captare via radio una sorta di dialogo tra qualche “big” del nostro pianeta e un altro pianeta? Come facevano queste persone a comunicare da un pianeta all’altro? Di quale tecnologia erano dotati? Come mai tutti i documenti di Nicola Tesla furono “cancellati” da strane coincidenze?

Quello che sappiamo di questo pianeta con precisione è che quando passerà davanti a noi, non sarà un bel giorno, anzi, sarà il giorno del giudizio:

«Quel giorno la terra tremerà e i fiumi cambieranno il loro corso, ci sarà buio a mezzogiorno e fuoco nei cieli la notte, sarà il giorno in cui il dio celeste (Ni.Bi.Ru, nda) farà ritorno [...]. Quel giorno si scoprirà chi sopravvivrà e chi perirà, chi sarà ricompensato e chi punito, dèi e uomini senza distinzioni. E' per questo motivo che racconterò la verità sugli inizi, sui tempi antecedenti e antichi, poiché il futuro si cela nel passato», il dio EN.Ki.

 

*Il racconto è basato su una traduzione di Zecharia Sitchin


Stefania Del Principe, giornalista e scrittrice, da anni scrive per diversi quotidiani e riviste di settore. Ha pubblicato oltre venti libri tradotti in inglese, spagnolo, sloveno e altre lingue.



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